La resurrezione dei Nerds

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di Emanuele Fant

Don Alberto finalmente è sacerdote. Al mio paese adottivo le cose si festeggiano sul serio. Un paio di settimane di messe dedicate, addobbo della facciata con edera vera intrecciata, un nuovo musical ideato, provato, messo in scena. Quando le vocazioni erano ancora in salute e non in crisi, dubito si concentrassero tante forze sulla venuta al mondo di un nuovo prete, intanto non sarebbe bastata l’edera. Ma la mancanza, dice nonna, mostra il valore delle cose.

La funzione solenne sta tentando di restituire a noi umani un frammento di eternità. Ancora non abbiamo chiesto scusa dei peccati che la pazienza di Michele è già in riserva. Indietreggio in direzione delle uscite assecondando inconsciamente il ritornello che mi ripete nell’orecchio (“Andiamo all’oratorio? Andiamo all’oratorio? Andiamo all’oratorio?”) In un impeto di virilità paterna lo imprigiono tra le porte, nella zona franca delle bacheche degli avvisi. Cerco di seguire da qui, lui con l’illusione della libertà, io con la nostalgia delle casse audio.

L’occhio mi cade sulla locandina che mostra i giovani preti freschi di ordinazione. Don Alberto è circondato da un campionario che non fa concorrenza a Men’s Health. Con raccapriccio mi sorprendo a pensare che per quanto riguarda il futuro pastorale della mia diocesi i nerds hanno preso il potere. C’è quello alto e bonario che quasi esce dalla sua casella. C’è quello nervoso e probabilmente saccente che appena vien fuori dal poster deve dirti un paio di cose riguardo al tuo concetto inesatto di fede. C’è quello cresciuto a pane e oratorio, bersagliato dall’acne più che se avesse scelto la Nutella.

Volto lo sguardo di scatto, per impedirmi nuovi pensieri impuri. Intercetto il mio riflesso nel vetro della porta. Il senso di colpa si calma. Se mi guardo da fuori non sono poi molto meglio di quei pochi coetanei  affetti da vocazione: camicia a quadretti, passeggino che cigola, barba lasciata un po’ andare. In un lampo rivedo quando si facevano le squadre di calcio, alle elementari. Mi chiamavano sempre per ultimo, dopo lo zoppo e la lucertola mascotte, con la clausola che non mi sarei messo in testa di fare niente di più che il portiere. L’esplicito flash back vuole insegnarmi che in quanto a essere cool, ho proprio poco da giudicare.

Poi osservo oltre al vetro, e allargo lo sguardo sul popolo di Dio che assiste alla funzione. Essendo tutti di spalle non posso trarre grandi conclusioni, se non sulla qualità di colletti e messe in piega. Così provo ad astrarre la riflessione, ripenso ai credenti che ho incrociato nella vita, all’impressione che ne ho avuto. Mi compare il compagno di Liceo che già si interessava di religione mentre noi ci ingegnavamo per aprire l’oblò in alto dei bagni e fumare. Se si fosse candidato come rappresentante di istituto dubito che avrebbe avuto qualche soddisfazione. Ma perché il giovane che crede non può essere contemporaneamente credente e popolare? Dopotutto il calendario cristiano è costellato di gente entusiasta, vitale, capace di parlare in pubblico senza diventare rossa. E allora perché Ned Flanders dei Simpson, o il sacrestano col riporto che fa la predica a Pippi Calzelunghe quando lei parcheggia la mongolfiera sul campanile? Perchè i pretini idioti di Mtv?

Un tempo avevo il sospetto che gli spostati scegliessero Dio come cugino più grande da opporre a una vita che minacciava schiaffi.

Ora la Scrittura in persona mi ha detto, testuali parole, “la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo”. Secondo la mia personale traduzione significa che nelle Altezze si fa la selezione all’uscita dei meno vincenti per affidargli i ruoli chiave della più importante Organizzazione.

Adesso spero sempre di incontrarli i predicatori balbuzienti, i pastori privi di vincastro, i profeti miopi. Caparra affascinante e misteriosa del ribaltamento che verrà.

13 pensieri su “La resurrezione dei Nerds

  1. Beh, qualche giovane prete che poteva assurgere alla copertina di Men’s Health, come qualche “schianto di suora” io li ho conosciuti (non che queste “doti” abbiano una grande importanza…)
    Non buttiamoli (ci) così giù… anzi, proprio a dimostrazione che uomini o donne che avrebbe potuto scegliere chi volessero, hanno scelto per i più belli: Cristo e le Sua Chiesa 😉

    1. Sottoscrivo!

      I religiosi e le religiose bellissimi personalmente mi aiutano a ricordare ciò che davvero conta!

      Statisticamente devo dire di averne incontrati/e piú di passaporto non italiano, ma è anche chiaro il motivo.

      1. @Ubi, cioè? Statisticamenti gli “stranieri” sono più belli di noi italiani? Noooo non ci credo 😉
        Poi sai com’è, magari all’estero direbbero la stessa cosa 🙂

  2. margaret

    mmm si la pietra scartata… ma la pietra e’ stata scartata dai costruttori disattenti, secondo me… la pietra era valida, super valida, erano loro ad esser dei pessimi… e Qualcuno giustamente l’ha rimessa al suo posto! 🙂 Del genere, gente non siamo l’esercito degli sfigati incompresi, siamo la comunita’ desi santi (o possibili santi) …. Poi della promozione del “brand” dei sacerdoti emmm ecco, si, forse qualche dettaglio sarebbe migliorabile…;-)

  3. I cristiani non sono del mondo, del resto… e quindi i criteri di popolarità del mondo non valgono. La pietra è scartata dai costruttori, ma Dio vede oltre quello che il mondo vede e ne fa grandi cose! Ho avuto un prete belloccio in parrocchia, seguito da uno che non reggeva il confronto (quanto a eleganza e prestanza fisica). Entrambi giovani, entrambi in grado di trascinare una parrocchia grande come la mia. Certo, quell’immagine da pretonzolo anni ’80 forse si dovrebbe un po’ ripulire, soprattutto per “accattivare” i giovani più “moderni”.. sono d’accordo con margaret. 🙂

  4. Portare l’Unico Anello alla larga dall’Oscuro Signore è toccato agli strampalati hobbit Bilbo, Frodo, Sam (aiutati dai superfighi Aragorn/Legolas/Boromir (Gimli effettivamente non è un “bello”) e infine è stato lo sfigatissimo Gollum (poraccio…) a buttarlo nella Torre del Fato…

  5. 61Angeloextralarge

    Ehm… è ancora valido il detto che il Signore si sceglie quelli e quelle più belle! Non dimentichiamocelo, eh! 😉
    Qualche monaca con il fisico da top model la conoso anche io, e non la si vede perché è in clausura… Poi conosco anche sacerdoti e frati belli… e per loro prego doppiamente, visto le “mosche” e “moschine” che possono ronzare attorno… Ehm, la carne, (diceva San Paolo?), è debole!
    A parte le battute… sapere che ogni tanto qualcuno viene ordinato sacerdote mi dona tanta gioia, soprattutto se è giovane.

  6. Micaela

    Citazione dalla Scuola di evangelizzazione Sant’Andrea: Dio non sceglie chi è capace, ma rende capace chi sceglie. E la Sua gloria rifulge…

  7. vale

    Adesso spero sempre di incontrarli i predicatori balbuzienti, i pastori privi di vincastro, i profeti miopi. Caparra affascinante e misteriosa del ribaltamento che verrà

    questi, invece, non dovrebbero esserlo 🙂

    Papa Francesco, enciclica sulla Fede con Benedetto XVI. «È un documento forte»
    giugno 13, 2013 Redazione Il pontefice annuncia l’uscita di un’enciclica scritta a quattro mani con il papa emerito.
    Papa Francesco annuncia l’uscita di un’enciclica scritta a quattro mani con Benedetto XVI. «Adesso deve uscire un’enciclica sulla fede», ha detto il pontefice parlando a braccio ai membri del consiglio ordinario del Sinodo ricevuti stamane in udienza. «L’ha cominciata papa Benedetto, me l’ha consegnata, è un documento forte». «Ho ricevuto questo grande lavoro che ha fatto lui e io l’ho portato avanti».
    http://www.tempi.it/papa-francesco-enciclica-sulla-fede-con-benedetto-xvi-e-un-documento-forte

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