I will survive (replay)

 

di Costanza Miriano

Quando sono uscita da casa dei miei non ho potuto da subito permettermi una casa da sola. Poi, per un breve periodo, ce l’ho fatta. Dopo di che ho incontrato mio marito e il resto lo sapete.

In quella parentesi solitaria ho avuto modo di dare il peggio di me, liberamente, in casa. Ho lasciato letti sfatti e piatti accumulati nell’acquaio, dove i semi di un melone hanno prodotto dei bei germogli lunghi e forti, grazie alla lunga permanenza indisturbata; ho fatto viceversa morire piante; ho incrostato interi set di padelle bruciando ogni sorta di cibo;  ho cantato a squarciagola   I will survive usando il mestolo di legno come microfono; sono passata da picchi di passione per l’igiene domestica allo svacco più totale; mi sono addormentata vestita con la faccia nel libro; ho inscenato il Lago dei cigni sul cotto della mia casetta a Campo de’ Fiori ballando scalza e in accappatoio con la grazia di una mucca.

Indisturbata, in casa mia, sola, ho fatto una piccola scorta di abiezione che tuttora mi basta, perché invece oggi sono una dignitosa padrona di casa: dopo le 23 la mia magione, che di giorno ha la densità abitativa di Calcutta, diventa addirittura presentabile.

Il marito e ancor più i figli ti costringono a darti una regolata (non puoi correre tre ore tutti i giorni), a seguire degli orari congrui (non puoi svegliarti a mezzogiorno per almeno una ventina di anni, credo), un’alimentazione che abbia un minimo di coerenza (tre pacchetti di Center Fresh ciancicati rivedendo Operazione Sottoveste non possono in alcun modo essere omologati come cena), a rispettare degli impegni (ma di quante partite dall’altra parte della città consta un campionato categoria Primi Calci?), un minimo di igiene (quanto potrà mai sporcare un bambino così piccolo?, ti chiedi beatamente ignara quanto ti consegnano il fagotto chiavi in mano alla nursery), un minimo di organizzazione  (ma quanti piedi bisognosi di calzini accoppiati hanno quattro bambini?).

Lo stesso, però, anche se una cerca di darsi un tono, ci sono nel quotidiano – di tutti, sospetto – delle piccole e grandi bassezze inconfessabili. Appunto perché inconfessabili, non le dirò.

C’è una persona che le mie le conosce tutte. La mia tata.

Le persone che ci aiutano in casa sanno tutto di noi, e infatti credo che i loro giudizi sulle nostre famiglie siano i più affidabili in  assoluto.

A. sa della colonia di calzini appallottolati che ha preso possesso del parquet sotto il letto di mio figlio Bernardo, sa delle bassezze alle quali posso giungere pur di dormicchiare un quarto d’ora sul divano in pace – promettere Barbie Rapunzel, un viaggio a Londra, il permesso di non ripetere le tabelline –, sa della rigorosa assenza di verdure dal menù di Lavinia, delle mie arrabbiature incoerenti (lo stesso episodio può avere esiti differenti a seconda della stanchezza e della lucidità), dei proclami disattesi, sa dei calzini bucati, sa delle tovaglie macchiate. A. sa proprio tutto di noi, vede le dinamiche interne, le arrabbiature, i limiti.

Proprio per questo il complimento che mi ha fatto l’altro giorno me lo tengo caro, carissimo. “Questi bambini si accontentano. Non sono lamentosi. Non sono litigiosi, ma quasi sempre sorridenti…”

Non so che faranno i miei ragazzi da grandi, ho superato da tempo la fase in cui credevo che i miei figli fossero perfetti, specialmente dotati, e che solo per questioni organizzative non avevano ancora composto la sinfonia più bella della storia o scoperto la cura del tumore.

Si possono insegnare loro tante cose, si possono fare tanti errori, e io ne ho collezionato con rigore scientifico un certo campionario.

Ma penso che se prima di tutto si parte, cercando di fornire uno straccio di linea educativa, dalla Buona Notizia che tutti noi abbiamo ricevuto, grazie alla quale tutti noi possiamo, anzi – in questi tempi di nonsenso, indignazione e depressione diffusa – dobbiamo, essere felici, ecco, questo mi sembra un buon modo per affacciarsi alla vita. Macchiati, imperfetti, ma contenti.

88 pensieri su “I will survive (replay)

  1. nonpuoiessereserio

    Grazie Costanza, è consolante quello che scrivi. In effetti penso che i nostri figli leggano l’essenza di quello che siamo e sentano l’impulso primo di quello che proviamo e desideriamo per loro, senza arrivare a mettere i calzini nel piatto ovviamente.

  2. 6 scatole di skeattels contano come pranzo?ho sudato freddo x 3 ore,dopo averle ingoiate. Stamattina un amico single ha postato l immagine dell alba e ha fatto pure il sensibilone. Pensare che dormire era il mio sport preferito

  3. Mi piace molto il fatto che anche nelle donne il prendersi cura di sé è relativo all’altro. Credevo che lo svacco in assenza di moglie fosse una caratteristica solo maschile.

  4. vale

    visto la chiusa finale mi si è rialzato un po’ il morale.(d’altronde se perdo la causa con l’azienda sono a spasso….) per adesso.poi si vedrà.
    ah,io cantavo forever young e “sì dolce ‘l tormento…”

  5. Giuseppe

    Fondamentalmente, è un buddhista inconsapevole, che tratta la vita e le avversità come opportunità e passaggi…questa è la vulgata| Ma io non ci credo! Credo in questo: Fondamentalmente, è una cattolica consapevole, che tratta la vita e le avversità come opportunità e passaggi.

  6. annalisa

    “Mi piace molto il fatto che anche nelle donne il prendersi cura di sé è relativo all’altro”. E’ verissimo, don Fabio! Infatti io che vivo sola, da quando ho incontrato Gesù ho imparato a prendermi cura di me e a rispettare la mia persona – in tutti i sensi -, prima mi lasciavo andare, nei periodi di depressione mi abbrutivo e spesso mi disprezzavo 😉

  7. Alessandro

    “Quest’anno, il tema della Giornata Mondiale della Gioventù ci è dato da un’esortazione della Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi: «Siate sempre lieti nel Signore!» (4,4). La gioia, in effetti, è un elemento centrale dell’esperienza cristiana […]

    La Chiesa ha la vocazione di portare al mondo la gioia, una gioia autentica e duratura, quella che gli angeli hanno annunciato ai pastori di Betlemme nella notte della nascita di Gesù (cfr Lc 2,10): Dio non ha solo parlato, non ha solo compiuto segni prodigiosi nella storia dell’umanità, Dio si è fatto così vicino da farsi uno di noi e percorrere le tappe dell’intera vita dell’uomo. Nel difficile contesto attuale, tanti giovani intorno a voi hanno un immenso bisogno di sentire che il messaggio cristiano è un messaggio di gioia e di speranza! […]

    Il beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925) ha sperimentato tante prove nella sua pur breve esistenza, tra cui una, riguardante la sua vita sentimentale, che lo aveva ferito in modo profondo. Proprio in questa situazione, scriveva alla sorella: «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la Fede mi darà forza sempre allegro! Ogni cattolico non può non essere allegro… Lo scopo per cui noi siamo stati creati ci addita la via seminata sia pure di molte spine, ma non una triste via: essa è allegria anche attraverso i dolori» (Lettera alla sorella Luciana, Torino, 14 febbraio 1925). E il beato Giovanni Paolo II, presentandolo come modello, diceva di lui: «era un giovane di una gioia trascinante, una gioia che superava tante difficoltà della sua vita» (Discorso ai giovani, Torino, 13 aprile 1980) […]

    Sappiamo che Cristo crocifisso e risorto è con noi, è l’amico sempre fedele. Quando partecipiamo alle sue sofferenze, partecipiamo anche alla sua gloria. Con Lui e in Lui, la sofferenza è trasformata in amore. E là si trova la gioia (cfr Col 1,24).”

    (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2012)

    1. “Il beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925) ha sperimentato tante prove nella sua pur breve esistenza, tra cui una, riguardante la sua vita sentimentale, che lo aveva ferito in modo profondo”
      ….povero cocco!!!

      1. Velenia

        Secondo me,Alvisuccio caro,sei invidioso perchè PierGiorgio era proprio un bel ragazzo,www.piergiorgiofrassati.blogspot.it,
        è proprio il caso di dire:BEATO LUI

      2. Alessandro

        Don Fabio Bartoli disse (30 gennaio 2012 alle 11:36):

        “Pochi dolori nella vita sono pesanti come le pene d’amore, che molti sottovalutano. Anche perché in genere si accompagnano a pericolose cadute di autostima”

          1. Alessandro

            Ma te ce l’hai, l’autostima, lo so che ce l’hai. O ti consideri un uomo con un’intelligenza mediocre ecc.?

  8. Il tuo articolo non solo è scritto in maniera divina in quanto a stile e vena comica, ma è bello anche nel contenuto. Essendo mamma, come te, alle prese con paura di sbagliare, voglia di insegnare e convinzione che educarli alla felicità sia meglio che volerli vedere piccoli geni, leggerti mi ha fatto sorridere.
    Grazie 🙂

  9. Bianca

    Cara Costanza, quanto è vero quello che scrivi!! Ho quattro figlie anche io , un po’ più piccole dei tuoi (6,5,4 e 2 anni) e leggendo i tuoi spaccati di vita domestica mi consolo perchè trovo descritto alla perfezione il delirio quotidiano di casa mia! Soprattutto l’incoerenza nelle mie reazioni di fronte ad uno stesso evento che si verifica in momenti diversi!!!
    Ed è proprio vero che in certi momenti di scoraggiamento sono gli altri che ci aiutano a vedere meglio i nostri figli non caricandoli delle nostre aspettative… Anche per me il maggior motivo di Gioia è quando insegnanti o amici mi dicono che le mie bimbe sanno superare facilmente i conflitti con tutti e sono sempre sorridenti!

  10. FIRENZE:
    Il cardinale Giuseppe Betori, vescovo di Firenze, ha spedito un appello scritto ai parroci per invitarli “a pregare e a far pregare” per chiedre il dono della pioggia” nel territorio martoriato dalla siccità.

    1. Alessandro

      Donaci una stagione clemente ascoltaci, Signore

      Donaci i frutti della terra
      e del lavoro ascoltaci, Signore

      Dona a tutti saggezza,
      prosperità e salute ascoltaci, Signore

      Gesù, Figlio del Dio vivente, Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica ascolta la nostra supplica

      PREGHIERA DI BENEDIZIONE

      Noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie,
      Dio di bontà infinita,
      per i grandi segni del tuo amore
      profusi nel corso dei secoli
      sulle generazioni umane
      che hanno edificato questa nostra casa comune.

      Per tua grazia, Signore,
      i nostri antichi padri
      dissodarono palmo a palmo questa cara terra
      e la resero fertile e ospitale.
      Essi appresero da te, o divino Seminatore,
      la difficile arte di seminare in solchi di pazienza
      per mietere nella gioia;
      e alla scuola del Vangelo
      vissero i drammi e i travagli della vita contadina
      come una parabola della croce e del regno;
      Con il tuo aiuto, Signore,
      è fiorita questa piccola patria campestre,
      sostenuta dai valori della fede
      e da un istinto tenace di giustizia e di libertà.

      Guarda benigno, o Padre,
      le nostre campagne [gli oliveti, … i boschi];
      dona alle zolle assetate il refrigerio della PIOGGIA,
      alle nostre famiglie l’armonia e la pace;
      allontana il flagello delle tempeste
      e fa’ che nel tranquillo svolgersi delle stagioni
      sia fecondato e rimunerato l’impegno quotidiano
      per il benessere della nostra gente
      e di tutti gli uomini.

      Circonda del tuo amore i lavoratori della terra;
      fa’ che non si estingua nelle nuove generazioni
      la luce della tua verità e il dono della tua grazia;
      resti vivo e coerente
      il senso dell’onestà e della generosità,
      la concordia operosa,
      l’attenzione ai piccoli, agli anziani e ai sofferenti,
      l’apertura verso l’umanità
      che in ogni parte del mondo soffre, lotta e spera,
      perché non manchi mai ad ogni uomo,
      la casa, il pane e il lavoro.

      Intercedano per noi la Vergine Maria
      [invocata sotto il titolo di …]
      e tutti i testimoni di Cristo
      i cui nomi sono nel libro della vita.

      Risplenda la luce del tuo volto, o Padre,
      sulle case e sui campi
      e la tua benedizione ci accompagni
      nel tempo della semina e del raccolto,
      della mietitura e della vendemmia;
      fa che al termine dei nostri giorni
      possiamo ricevere dalle tue mani
      il frutto delle opere buone compiute nel tuo nome.

      Per Cristo nostro avvocato e mediatore
      che ascende accanto a te nella gloria,
      vive e regna nei secoli dei secoli.

      R. Amen.

  11. Quello che ammiro e apprezzo di questa comunità è la capacità di tutti di partire dal tema del post e tirare fuori quello che si vuole, senza mai uscire dal tema, ma comunque elevando lo stimolo al proprio stile.

    Faccio un esempio (spero sia considerato umoristica provocazione)

    Post: Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Inter

    Scriteriato: sic transit gloria mundi
    Cyrano: e con un tocco io lascio
    Alessandro: tra le righe si nota la transitorietà della condizione umana, l’invito a non attaccarsi ai beni terreni ma a elevare lo spirito, perché zeru tituli non è un castigo divino, né uno smacco, bensì una nuova ripartenza. Come disse l’allora don Ratzigern nel discorso al consiglio condominiale di Tubinga nel 1948: “l’assenza di acqua calda nelle stanze da bagno non va considerata come una diretta conseguenza del rinnovato desiderio di rimanere immersi in una condizione di mancanza di pulizia, bensì come un sussulto dello Spirito che chiama ad una compartecipazione ai disegni divini”
    Alvise: è. Che cosa vuol dire è. Forse una affermazione di esistenza? Ma nella nostra miseria di uomini piccoli e sporchi siamo forse in grado di affermare questa essenza piena? E poi perché nuovo? che cosa c’è di nuovo? tutto è vecchio sotto il sole! C’è qui un palese tentativo di appropriarsi di un uomo ingenuo e arruolarlo nelle schiere papali!
    Angeloextralarge: SMACK!
    Fefral: io sto con Ranieri, che cos’è questa congiura di tutti contro uno? perché abbandonarlo.
    Babyduck: ho un cugino che allenava la primavera del pergocrema, che aveva subito un torto da uno presidente manieroso, e che ha accettato con un sorriso il licenziamento senza per questo affermare di essere cattolico. Vi saluto, vado a giocare a pallone con il mio ragazzo, che in materia ne sa proprio tanto…
    Paolo: ecco, lo sapevo che alla fine ve la prendevate con i nerazzurri…
    icittadiniprimaditutto: reblogged in icittadiniprimaditutto
    admin: sono stati censurati gli interventi di galliani, gasperini e guardiola perché privi di tatto e stile

    1. Alessandro

      😀 😀 😀 😀

      Stramaccioni?

      Commenterei con Ratzinger 😉

      “Chi vive oggi la condizione giovanile si trova ad affrontare molti problemi […]
      Talora si può avere l’impressione di essere impotenti di fronte alle crisi e alle derive attuali. Nonostante le difficoltà, non lasciatevi scoraggiare e non rinunciate ai vostri sogni! Se vorrete, il futuro è nelle vostre mani, perché i doni e le ricchezze che il Signore ha rinchiuso nel cuore di ciascuno di voi, plasmati dall’incontro con Cristo, possono recare autentica speranza al mondo!
      È la fede nel suo amore che, rendendovi forti e generosi, vi darà il coraggio di affrontare con serenità il cammino della vita ed assumere responsabilità familiari e professionali […]
      Sono sfide che chiedono un progetto di vita esigente ed appassionante, nel quale mettere tutta la vostra ricchezza secondo il disegno che Dio ha su ciascuno di voi.
      Non si tratta di compiere gesti eroici né straordinari, ma di agire mettendo a frutto i propri talenti e le proprie possibilità, impegnandosi a progredire costantemente”

      (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2010)

          1. è tipico dei benedettini mettere ordine nelle cose e innalzandole a Dio: sostituire un 4-4-2 con un 4-3-3 disegna una salita più naturale e congeniale allo spirito libero e armonico dell’uomo e quindi potremmo per questo avvicinare all’invito pacato e forte di san Benedetto “ora et lavora” quello rivolto da Stramaccioni al primo incontro con la squadra “pedalate ora”

      1. “pazzia è quando cambi cambi allenatore ma non presidente e speri di ottenere risultati migliori” (Chesterton)
        “non è dato a noi scegliere il capitano che ci guidi nella battaglia, ma scegliere come combattere la battaglia” (Gandalf quindi J R R Tolkien)

    2. Gajàrda, Paolo, ma non posso dire molto di più…
      …più volte con Costanza mi sono vantato d’aver compreso in tenera età il concetto di “fuorigioco”, ma questo non basta a negare che ci sono pochi argomenti che padroneggio meno del calcio – forse appena appena la fisica quantistica. 🙂

    1. Filippo Maria

      Continuo io… personalmente metterei sotto la censura di admin coloro che si “professano” interisti 😉 paolo pugni a parte… 🙂
      (aridatece lo scudetto del 2006!)

      1. 61Angeloextralarge

        fra Filippo Maria: Il commento te lo faccio domani dal vivo!!!!!
        Interista sono! 😀

        1. Filippo Maria

          Angela, questa non la sapevo!!! Bentornata! Comunque le nuove norme del santuario, entrate in vigore cinque minuti fa, vietano espressamente l’ingresso ai possessori di fede neroazzurra!

          E adesso tutti alla Via crucis del Vescovo….

            1. 61Angeloextralarge

              Per me niente Via Crucis col vescovo! Mi unisco in preghiera ma di più non riesco oggi! 😦

  12. matrigna di cenerentola

    @Paolo Pugni: eccellente, una boccata d’ossigeno, grazie! E per il gioco:
    Matrigna: ma chi è questo qui? ai miei tempi veramente non c’era. Giusto Meazza mi ricordo, quello sì

    1. ;-)))

      donfabio: che piacere sapere che non è solo il mio coadiutore ad essere stato spostato di destinazione! tornando seri già nell’apocalisse si paventava, sotto metafora, il travaglio citato magistralmente da Cocky nel post, con una capacità di sintesi rara e con un tocco decisamente femminile, perché infatti l’armata morattiana compare, per velati riferimenti, sia nella lettera rivolta ad una chiesa di sé compiacente, sia in quella tiepida perché ormai sazia….

      chi ci prova con
      erkia
      lidiafederica
      media_e_media
      roberto

    2. secondo messaggio di Alvise: “Guardiola si lamenta del prato del Meazza. il Barça denuncia i rossoneri alla Uefa. Betori invita a pregare per la pioggia”.
      con controcommento di Cyrano: “la vera umiltà sta nel non appellarsi ai poteri mondani, ma nel guardare in basso e cercare nella delicatezza divina la soluzione. Iniziamo noi con una novena a San Siro”

      1. COSTANZA MIRIANO:

        Non so voi ma per me lo sport è mettere un piede davanti all’altro e macinare chilometri: niente furbizie nè giochi di squadra. Ma in questa storia dell’Inter vedo qualcosa che va al di la delle badilate di chilometri, del sudore e della fatica; sarò monomaniaca ma io anche qui ci vedo la sottomissione. Il rapporto tra un allenatore e la squadra somiglia a quello tra gli sposi, il tecnico rappresenta l’autorità e perché le cose funzionino la squadra, la sposa, deve riconoscere e sottomettersi questa autorità, spontaneamente ma lealmente perché sa che finché il tecnico e la squadra (lo sposo e la sposa) saranno una cosa sola, lui sarà pronto a qualsiasi sacrificio, sarà pronto a morire per lei. Ma entrambi sono sottoposti ad un’altra e più alta autorità quella del presidente, una reciproca sottomissione ma in nome di un fine più grande. E così mi piace immaginare Ranieri che si congeda dalla sua squadra commosso e fiero con le parole immortali del filosofo umbro Stefano Tacconi: “sarete sempre nei miei cuori”.

    1. ammiro questo tue desiderio cara Velenia e gongolo per il tuo interesse, ma le mia capacità sono limitate… non riesco a riprodurre gli stili di tutti… tu che avresti detto? insegnami così imparo… 😉

  13. Alessandro

    Che fine ha fatto perfectioconversationis? Secondo me sta osservando una quaresima di digiuno dalla rete…

      1. Un uccellino mi ha detto che sono stata evocata 🙂
        In effetti stavo facendo un semi-digiuno quaresimale. Su facebook ci sono per motivi di lavoro ( chiedetevi pure come faccio che mi consente di farmi pagare per stare su FB 😉 ) e quindi inevitabilmente interagisco anche…

      1. Alessandro

        Nasce l’uomo a fatica,
        Ed è rischio di morte il nascimento.
        Prova pena e tormento
        Per prima cosa; e in sul principio stesso
        La madre e il genitore
        Il prende a consolar dell’esser nato.

        Forse s’avess’io l’ale
        Da volar su le nubi,
        E noverar le stelle ad una ad una,
        O come il tuono errar di giogo in giogo,
        Più felice sarei, dolce mia greggia,
        Più felice sarei, candida luna.
        O forse erra dal vero,
        Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
        Forse in qual forma, in quale
        Stato che sia, dentro covile o cuna,
        È funesto a chi nasce il dì natale.

  14. adesso scusare ma devo proprio andare, perché insomma ci sono cose che mi chiamano davvero e non posso non andare……

    …..

    va bene, smetto il sarcasmo…
    …vado a tenere un incontro sul tema: famiglia e lavoro, sanare il conflitto… non l’ho scelto io… poi vi racconto… statemi bene!

    1. 61Angeloextralarge

      Stefano Re: smack! Questo è un bellissimo insegnamento e vedrai che porterà frutto ed il frutto sarà duraturo! 😀

  15. cristina

    Una nuova tempesta mediatica contro il Papa

    Di ritorno da Cuba, appena atterrato a Roma in un pomeriggio soleggiato, il Papa avrebbe esclamato con i giornalisti: “Che bel tempo, oggi!”.

    Questa frase imprudente ha sollevato nel mondo emozione e perplessità e sta alimentando una polemica crescente. Riportiamo alcune delle reazioni più significative.

    L’arcivescovo di Salisburgo: “ Ribadiamo la piena fedeltà della Chiesa austriaca al Pontefice e ci stringiamo a lui. Ma è spontaneo chiedersi se per caso egli non voglia far regredire la Chiesa ad una setta animista di adoratori del sole. Dopo tale frase, il numero di persone che chiedono la cancellazione dai registri fiscali per il sostegno alla Chiesa cattolica è considerevolmente aumentato”

    Alain Juppé, ex primo ministro francese e ora sindaco di Bordeaux: “ Nell’istante in cui il papa pronunziava queste parole, a Bordeaux pioveva a catinelle. Questa contro-verità, prossima al negazionismo, mostra che il papa vive in uno stato di totale autismo. Questo distrugge, se ve n’era ancora bisogno, il dogma dell’infallibilità pontificale”.

    Il Rabbino-Capo di Roma: “ Come si può ancora pretendere che faccia bello dopo la Shoah? Solo il giorno in cui si deciderà a farmi visita alla Sinagoga di Roma allora, forse, potremo insieme verificare come sarà il tempo”

    Margherita Hack, astronoma e astrofisica: “ Affermando senza mezzi termini e senza prove obbiettive indiscutibili “che bel tempo oggi”, il papa dimostra il disprezzo ben noto della Chiesa per la Scienza, che combatte il dogmatismo da sempre. Che cosa c’è di più soggettivo e di più relativo di questa nozione di “bello”? Su quali prove sperimentali indiscutibili si appoggia? I meteorologi e gli specialisti della materia non sono giunti a mettersi d’accordo sul punto nell’ultimo Colloquio Internazionale a Caracas. E ora Benedetto XVI, ex cathedra, pretende decidere lui con tale arroganza. Si vedranno presto accendere roghi per tutti quelli che non concordano interamente con la nozione papalina di bello e cattivo tempo?”

    L’Associazione delle Vittime del Riscaldamento Globale: “ Come non vedere in questa dichiarazione provocatoria un insulto per tutte le vittime passate, presenti e future dei capricci del clima, delle inondazioni, degli tsunami, della siccità? Questa acquiescenza al “tempo che fa” mostra chiaramente la complicità della Chiesa con questi fenomeni distruttori, nei quali pretende vedere disegni “provvidenziali” di un Dio vendicatore e punitivo. E, quel che è peggio, simile attitudine non fa che incoraggiare coloro che causano il riscaldamento del pianeta, poiché potranno ora far valere l’avallo del Vaticano.”

    Il Consiglio Mondialista: “ Il papa finge di dimenticare che mentre splende il sole a Roma, una parte del pianeta è sprofondata nell’oscurità notturna. Ecco un segno intollerabile di disprezzo per vastissime porzioni del mondo e un chiaro segno, se ve n’era ancora bisogno, dell’eurocentrismo neocoloniale di questo papa tedesco”.

    Il Direttivo americano delle Associazioni femministe: “ Perché il papa ha voluto dire “che bel tempo” usando termini che, nell’originale in italiano della frase, sono al maschile? Avrebbe potuto benissimo utilizzare parole femminili come “che bella giornata”, o meglio ancora “che tempo attraente”, usando così un aggettivo “inclusivo” perché non declinabile differentemente al maschile e al femminile. E’ evidente che questo papa, che già ha fatto condannare la formula del battesimo e delle benedizioni non maschilista (“In the name of the Creator, the Redeemer and the Sanctifier”), mostra ad ogni occasione il suo attaccamento ai principi più retrogradi. E’ sconsolante che nel 2009 si sia ancora a tali punti di arretratezza”

    La Lega dei Diritti dell’Uomo: “ Questo tipo di dichiarazioni non può che ferire profondamente tutte le persone che hanno della realtà uno sguardo diverso da quello del papa. Pensiamo in particolare alle persone immobilizzate in ospedale, o imprigionate, il cui orizzonte si limita a quattro mura; e così pure alle vittime di malattie rare i cui sensi non permettono di percepire lo stato della situazione atmosferica. C’è qui, è evidente, una volontà di discriminazione tra chi vede il “bello” secondo il canone ellenizzante che si vorrebbe imporre a tutti (a scapito delle minoranze, degli afroamericani e di ogni concetto di ‘inculturazione’), e coloro che, per scelta o per impossibilità, percepiscono le cose in modo differente. Noi proporremo a titolo dimostrativo querele giudiziarie per discriminazione contro questo papa”.

    Carlo Maria Martini: “La frase di Ratzinger è godibile dal punto di vista letterario, ma da quello esegetico non è supportata da alcuno dei manoscritti più antichi, nè nel Codice di Aleppo, nè nel Codex Vaticanus, non trova riscontro in alcun frammento ritrovato a Qumran.”

    Dichiarazione congiunta di Mancuso V. e Küng H.: “Chiediamo al Papa che venga indetto il Concilio Vaticano III perchè la base possa esprimersi liberamente e democraticamente sul tema, in linea con lo “spirito” del Vaticano II”.

    Il CICAP: “Non è provato che questo presunto bel tempo sia un fatto reale. Infatti non è stato riprodotto in laboratorio in condizioni controllate e sotto la supervisione incrociata di almeno tre gruppi di scienziati tra loro indipendenti. Dunque, tale cosiddetto “bel tempo” non esiste e Ratzinger farebbe bene a non diffondere atteggiamenti superstiziosi e antiscientifici.”

    Alberto Melloni, della Scuola di Bologna: “Si vede bene la profonda differenza tra questo papa introverso e chiuso in sé e nel suo mondo sorpassato, che si limita ad un’osservazione climatica senza trarne le dovute conseguenze, ed invece la paterna apertura al mondo di Papa Giovanni XXIII che, dopo aver osservato la luna in cielo, invitava tutti a portare ai loro bambini la carezza del Papa. A quando un Giovanni XXIV che riprenda in mano la spinta dello Spirito conciliare, che gli ultimi papi hanno tentato di soffocare?”

    Beppe Severgnini, giornalista: “ Il Papa è il Papa. Punto. Ma non si può non pensare con un po’ di nostalgia che Giovanni Paolo II le stesse parole le avrebbe dette magari in romanesco (“ggiornata bbona!”) e agitando lo zucchetto bianco ai fedeli che lo riaccoglievano a casa”.

    Infine un sondaggio tra la gente comune: “Il Papa ha ragione? Oggi è veramente una bella giornata?” Dai risultati è emerso che le persone che abitano più lontano da Roma hanno un’opinione diversa dal Papa, il che è segno evidente della progressiva insofferenza nei confronti della politica romana e assolutistica di questo Papa.

    L’Osservatore Romano ha pubblicato una versione leggermente differente delle parole esatte del Papa (egli avrebbe detto, secondo l’Osservatore: “qualcuno potrebbe dire che faccia bel tempo”). Ma le registrazioni audio e video dei giornalisti hanno smentito la versione edulcorata. Molti hanno anche attaccato l’ingenuità di P. Lombardi che, pur essendo al fianco del Papa, non è intervenuto per impedire quell’affermazione o subito chiarirne meglio il senso.

    Membri influenti della Curia hanno tentato di attenuare la gravità della frase del Papa, facendo rilevare la sua stanchezza dopo il viaggio africano, vista la avanzatissima età del Pontefice, nonché dichiarando che la frase incriminata è stata mal compresa e voleva avere un significato teologico-metafisico e non climatico, come grossolanamente è stata interpretata.

    Ma la polemica non accenna a placarsi.

    (1. APRILE 2012)

    [il gioco delle voci di Paolo P. mi ha fatto tornare in mente questo pesce d’aprile, che mi fa sempre ridere assai…]

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