Gods & Chips

di Raffaella Frullone

Gli Stati Uniti sono il paese delle contraddizioni. Lo si sente dire spesso ma vederlo è diverso perché, come in tutte le cose, ogni occhio evidenzia le contraddizioni che sente più sue. Come si dice “la lingua batte dove il dente duole”.  E siccome la mia lingua, come non manca di sottolineare mia mamma, batte anche troppo, durante la mia fly and drive holiday negli Stati Uniti ho rilevato un sacco stranezze.

In ricchezza e povertà. Qualcuno la chiama “la capitale mondiale del divertimento”, qualcun altro “la città del peccato”, fatto sta che basta mettere piede a Las Vegas per essere completamente circondati di eccessi: divertimento, hotel stratosferici, alcolici, gioco d’azzardo ininterrotto ad ogni ora del giorno e della notte, negozi, inaccessibili alla sottoscritta, delle più prestigiose firme della moda, e poi soldi, soldi, tanti soldi con i quali ci si può permettere anche la compagnia di un’ avvenente fanciulla e casomai, poi, sposarla in una cappelletta psichedelica con la benedizione di Elvis Presley. Basta però allontanarsi dal luccichio della citta’ per trovare gente senza i soldi per il dentista o il medico, disposta a lavorare per un dollaro e mezzo l’ora. Dove il lavoro consiste nel tenere in mano per una giornata intera un cartellone pubblicitario che indica l’ingresso di un fast food.

Fitness and wellness. In molte città statunitensi, New York fa scuola, tra le cinque e le sei di mattina, un esercito di professionisti del benessere si riversa nelle strade in tenuta sportive per per fare jogging, alla ricerca della forma perfetta; la salute è protetta con ogni sforzo anche dal fumo, sciagura dalla quale ci si tiene lontani a furia di divieti: vietato fumare nei locali, fuori dai locali, perfino nei parchi. Tuttavia, all’orario dei pasti (ancora non ho capito quale sia, i fast food servono servono french fries dalle 8 di mattina fino a dopo mezzanotte), probabilmente scatta una zona franca perchè è permesso rovinarsi in qualunque modo. Il must ovviamente è hamburger e patatine fritte, conditi con hamburger, patatine fritte, pancetta, prosciutto, maionese, mostarda, cipolla, pomodoro, olive nere, pepe, varie ed eventuali imburrate e fritte. E accompagnati rigorosamente da una Diet Coke, perché la Coca standard, si sa, fa ingrassare.

Negli Stati Uniti può succedere di tutto. Che una pizza arrivi prima di un’autoambulanza, che un motel abbia la jacuzzi nelle camere ma non le chiavi della porta, che un barboncino abbia il cappottino di Burberry e la padrona chieda l’elemosina, che ti regalino la pepsi ma ti chiedano di aprire un mutuo per una bottiglietta di acqua.

Negli Stati Uniti ci sono così tanti gusti che, essendo impossibile classificarli, li si considera tutti uguali. Per esempio. Al fast food ti proporranno spesso il cheese senza dirti di quale tipo. Caprino? Provolone? Mozzarella? Stagionato o fresco? Se lo chiedi vedrai due occhioni sgranati rispondere “Just cheese”. Stessa cosa per il fish, che diamine, mi vuoi dire quale pesce? Una platessa? Il merluzzo? La trota? O i gamberetti? Il polipo? I calamari? Nessuna distinzione.

Lo stesso principio vale per Dio, God. “In God we trust”, scrivono sulle banconote. “God bless America”, cantano. Ma di quale God parlano? Pare che dio sia una specie di nome comune, condiviso al punto che nessuno pensa che andare in chiesa sia una cosa desueta, ma così comune da comprendere, come per il pesce e per il formaggio, davvero di tutto.

Oltre a musulmani, ebrei, buddhisti, induisti ci sono i cristiani: protestanti di ogni ordine e grado (battisti, metodisti, luterani, pentecostali, presbiteriani, evangelici), testimoni di Geova, mormoni (con tanto di frange separatiste poligame), e ovviamente anche cattolici. E se nel nostro paese essere ateo, o meglio anticlericale, fa molto “intellettuale radical chic”, negli Stati Uniti non avere un dio fa assolutamente sfigato, e dunque chi non ce l’ha se lo crea su misura.

Insomma dopo il self made man, arriva il self made god. Ecco che allora che proliferano varie forme di newagismo, scientologismo, psicosettismo, ma ci si può imbattere anche nella chiesa di Ed Wood, uno shaker tra cultura pop e religione, nel cristianesimo vegetariano (“Would Jesus eat meat today? Perhaps not. Here’s why.”) nella chiesa dell’eutanasia (primo comandamento: non procreare), e perfino nel pastafarianesimo, dove si adora un gigantesco mostro di spaghetti volante.

Ora, scusate se io sono una purista, ma per me il parmigiano reggiano non è la mozzarella di bufala e la trota non è una cozza. E se sono anche disposta a mangiare un cheese arancione mettendo via l’idea di sapere come si chiami, e mi nutro volentieri del fish accontentandomi di assaporare il gusto del fritto, con Dio no. Non basta avere un dio, e soprattutto, non sono tutti uguali. Baratto volentieri il “dio fai da te” (che se faccio io, viene fuori un disastro) con la Santa Romana Chiesa, quella di Gesù. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” dice il vangelo di Matteo.

Sacrifico la libertà di scegliere tra tutte le chiese alternative del mondo e rimango faticosamente dove sono. “Ma non sarai così presuntuosa da pensare che la nostra sia la religione migliore di tutte?!” – mi ha rimproverato tempo fa il mio amico Matteo. Non solo, Matteo. E’ l’unica che salva.

128 pensieri su “Gods & Chips

  1. nonpuoiessereserio

    Non c’è Fefral, evvai.
    Già questi americani. Grazie Raffaella. Ma dove lo troviamo un popolo assennato oggi come oggi?

  2. “Sacrifico la libertà di scegliere tra tutte le chiese alternative del mondo e rimango faticosamente dove sono. “Ma non sarai così presuntuosa da pensare che la nostra sia la religione migliore di tutte?!” – mi ha rimproverato tempo fa il mio amico Matteo. Non solo, Matteo. E’ l’unica che salva.”

    Quanto mi piace questa mirianide 😀 (quasi cit.)

  3. nonpuoiessereserio

    La pizza arriva prima dell’ambulanza anche a Napoli e a volte si va a prendere la pizza con l’ambulanza.

  4. giovanni dm

    Per vedere un altro aspetto della religiositá USA, però, invito a leggere le frequenti riflessioni di Massimo Introvigne, che afferma che la maggiro “concorrenza” religiosa statunitense (scusate la rozzezza con cui riassumo) aiuyta gli stessi cattolici a essere “più cattolici”, più attaccati alla propria fede, meno deboli e debosciati.
    È un punto di vista, interessante perché viene da uno dei maggiori sociologi della religione mondiali.

  5. sorellastragenoveffa

    -“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, dice il Vangelo di Matteo-
    No, o meglio, non solo, lo dice Gesù. Ecco perché è tanto diverso. I formaggi si fanno tutti col latte, pecora, mucca, capra, sempre latte è, anche quello arancione (bleah!), i pesci si pescano tutti al mare o al lago, ma Gesù ci ha presentato suo Padre, un solo Dio, decisamente diverso da tutti gli altri che si inventa l’uomo.
    Per fortuna.

  6. Adriano

    “E’ l’unica che salva.”

    Mmm… Visto che un musulmano crede lo stesso, un ebreo pure ecc. e che molti punti sono estremamente simili (spesso cambia il nome del Dio e poco più) non è che si tratta poi di diverse espressioni della stessa entità?

    giovanni dm parla di “concorrenza religiosa”. C´è di più: esiste anche il marketing religioso. Della serie: la nostra religione lava più bianco. Tutto a posto, se poi non succedesse che, a causa anche di questo marketing e di questa estremizzazione, c`è chi, cristiano, uccide nel nome di quello stesso Dio che la pensa in modo diverso. Ma non in un paese lontano. Proprio negli Stati Uniti.

    1. Luigi

      Ma mi sbaglio o avevi scritto da qualche parte di essere cristiano o forse credente, credente in chi o cosa?
      Chiedo solo delle risposte.

    2. fefral

      Beh, attenzione a rispondere “assolutamente no”: il Dio degli ebrei e dei musulmani è lo stesso nostro Dio. E’ che loro lo conoscono meno dei cattolici… perchè non credendo in Gesù Cristo, che è Dio fatto uomo, e che ci ha rivelato molte “informazioni” su Dio, uno e trino, fatto uomo e morto per noi per redimerci dal peccato, mancano di tutta una serie di notizie che li avvicinano alla verità. Verità che neppure noi cattolici possediamo interamente, ma per raggiungere la quale abbiamo consapevolezza della Via. Ed è la Chiesa che ci indica questa via.
      Penso che la differenza fondamentale tra le altre religioni e quella cattolica sia che le prime sono semplicemente umane. Umani tentativi di relazionarsi con Dio (teniamo un attimo da parte gli ebrei per cui il discorso a mio parere è ancora diverso). Quella cattolica è l’unica che proviene da Dio stesso, che sceglie di relazionarsi con l’uomo. Questa è la forza del

    3. fefral

      … continua…
      cattolico, null’altro che la consapevolezza che la sua religione è “certificata” dallo stesso Dio. E questa deve essere la ragione per cercare di essere umili: la nostra religione non è “nostra” ma Sua. A noi spetta custodirla e viverla come un dono che abbiamo ricevuto

    4. Alessandro

      “E questa deve essere la ragione per cercare di essere umili: la nostra religione non è “nostra” ma Sua. A noi spetta custodirla e viverla come un dono che abbiamo ricevuto”

      Infatti la Dominus Iesus, dopo la parte che ho citato, prosegue così:

      “occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati ». [Conc. Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 14]”.

    5. Adriano

      @ Luigi

      Sono “diversamente credente”, nel senso che credo ma, e me ne accorgo da questo forum, non come altri.

    1. Alessandro

      “non è che si tratta poi di diverse espressioni della stessa entità?”

      Assolutissimamente no

    2. Miriam

      “non è che si tratta poi di diverse espressioni della stessa entità?”

      Assolutissimamente no

      Dirtelo a parole, con questo povero mezzo, non è sufficiente. Puoi incontrarlo attraverso un’esperienza, un incontro che te Lo fa riconoscere. Dopodiché Lo devi scoprire dal “di dentro”, cioè aderendoGli e nutrendoti e vivendo dei suoi insegnamenti, che poi sono Lui stesso, il Signore Gesù, una Persona Viva, perché Risorto, il Figlio diletto del Padre (che è anche nostro), dalla cui relazione d’Amore indicibile ‘procede’ la Persona dello Spirito Santo.
      La S.S.Trinità Insomma, un Dio personale UNO e TRINO, icona di tutte le relazioni autenticamente umane e vitali perché è da lì che traggono la loro origine energia, senso e Vita, alimentate dalla vita dell’anima credente, pellegrina su questa terra, ma nella quale inizia già qui un Regno che non è di questo mondo. Un mondo, le cui leggi, se la Storia non è Redenta dal Dio-che-salva e non è intessuta con Lui, ben presto portano alla degenerazione di quanto di umano nel senso pieno della parola è insito in ogni persona.
      Ma per scoprirlo devi entrarci in relazione, dapprima timidamente poveramente attraverso la Rivelazione che la Chiesa custodisce essendo anche di Lui portatrice. Poi nel tempo e nella fedeltà Egli si rivela ai veri Adoratori.

      Il problema dell’uomo è il problema dell’adorazione e tutto il resto è fatto per portarvi luce e sostanza. (Romano Amerio, Di un bisogno dei contemporanei, «Pagine nostre», giugno 1926)

  7. Alessandro

    “il sacro Concilio professa che Dio stesso ha fatto conoscere al genere umano la via attraverso la quale gli uomini, servendolo, possono in Cristo trovare salvezza e pervenire alla beatitudine. Questa UNICA VERA religione crediamo che sussista nella Chiesa cattolica e apostolica, alla quale il Signore Gesù ha affidato la missione di comunicarla a tutti gli uomini, dicendo agli apostoli: « Andate dunque, istruite tutte le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto quello che io vi ho comandato » (Mt 28,19-20)” (Concilio Vaticano II, Dignitatis Humanae, 1)

    “Con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l’umanità (cf. At 17,30-31). Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista « improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l’altra” » [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Redemptoris missio, n. 36]. Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Dominus Iesus, 22)

    1. Adriano

      Alessandro riporta (ore 9:04):
      “Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Dominus Iesus, 22)”

      E Luigi commenta (23:18)

      “Se uno vuole andare in Paradiso ci va. Basta dire anche in extremis come il buon ladrone. Signore salvami.”

      Quindi, se ho capito bene, la religione cattolica “è l’unica che salva”, si può però ricevere la grazia divina anche senza di essa, ma con più fatica?
      In alternativa esiste anche una “conversione a U” in extremis?

      ps: viste le recenti polemiche sui miei commenti, lo dichiaro subito. Questo commento contiene solo domande e non provocazioni, né tentativi di indottrinamento. Le citazioni ivi contenute sono a solo scopo esemplificativo e non devono essere intese come tentativo di manipolazione. Gli errori sono non voluti.
      Se c’è della critica, è da intendersi come critica costruttiva.

      😀 😀 😀

  8. Velenia

    @Adriano,rispondi per te è uguale essere mussulmano,ebreo,cristiano,seguace del grande cocomero? Ma per la tua esperienza,per la tua vita,se no facciamo i soliti discorsi da caffè.
    Mi piace questo post,anche se in America non sono mai stata e spero di andarci,ma il marketing religioso è anche qui,ultimamente,ne conosco di seguaci dei credi più strani,penso che sia la prova che non puoi fare fuori il senso religioso dell’uomo,salta su sempre,Poi ha ragione Giovanni Dm,tutto questo diventa una provocazione per chi è cattolico,lo costringe a chiedere e a dare ragione della speranza che è in lui.

    1. Miriam

      E’ vero in questo pot-pourri di fedi-fai-da-te che è diventata la nostra Chiesa, un cattolico è costretto ad approfondire e a verificare le ragioni della propria Fede, i cui Fondamenti già custodisce. E questo diventa una grazia supplementare.

    2. Adriano

      @ Velenia.

      “per te è uguale essere mussulmano,ebreo,cristiano,seguace del grande cocomero?”

      Ho parlato con seguaci di diverse religioni e mi sono accorto di quanti punti ci siano in comune: l’amore verso il prossimo, il suo rispetto anche quando la pensa diversamente (anche per i musulmani: per esempio mi è stato spiegato che la Shari’a prevede un sistema giudiziario diverso per chi è di religione non islamica, a cui quindi non verrebbe applicata la legge islamica) oltre a una serie di regole pratiche con diverse similitudini, tra cui anche la condizione della donna. L’Islam parla di complementarietà tra uomo e donna, e che il marito debba mantenere e proteggere la moglie e quest’ultima debba essere obbediente.
      Il Talmud dice: “un uomo senza moglie vive senza gioia, benedizione e bontà. Un marito deve amare la propria moglie e rispettarla come sé stesso”

      Sarà che tendo spesso a vedere il lato positivo, ma nelle persone di queste religioni con cui ho parlato ho trovato tanti punti in comune, oltre a una forte tolleranza.

      Infine, nonostante l’opinione diffusa, nell’Islam si parla del rispetto dei “popoli del Libro”, cioé ebrei e cristiani.

      Che tutto questo venga poi applicato, be’ non succede sempre.
      Che ci siano visioni diverse all’interno dei stessi gruppi religiosi è ormai accertato (anche diversi commenti lo dimostrano).

      Per il resto, la mia idea sul fatto che le religioni possano essere altrettante espressioni dello stesso Dio mi è venuta da questo testo. No non è Magistero, neanche s’avvicina. Il pensiero però che possa essere così non mi dispiace:

      http://it.wikisource.org/wiki/Decameron/1a_giornata/Novella_Terza

      ps: no, la religione del grande cocomero non la digerisco… letteralmente parlando! 😀

  9. purtroppo non ho proprio tempo per commentare come vorrei, solo una cosa però…credo che non si possano mettere sullo stesso piano tutte le sette, le eresie, le pseudo-religioni fai-da-te, i minestroni new-age insomma tutto il supermarket metafisico di cui parla Raffaella con le grandi religioni tradizionali anche pre-cristiane, chè se non può dirsi sincretisticamente che siano diverse espressioni della stessa entità divina certamente in esse sono presenti quelle che già San Giustino nel 2° secolo chiamava Logoi Spermaticoi, semi del verbo, scintille di Verità.

  10. Alessandro

    Il post di Raffaella m’ha fatto venire in mente quanto dice mons. Charles J. Chaput, nuovo arcivescovo di Philadelphia

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1348740

    “Risposta – L’Europa è modellata, in parte, dalle guerre di religione, così come dall’eredità della rivoluzione francese, col suo anticlericalismo e la sua pregiudiziale sfiducia nella religione. Questo è un peso del passato che gran parte degli americani non capiscono. La rivoluzione americana è stata di differente natura, e ha trovato posto in un ambiente profondamente cristiano protestante. Molti dei padri fondatori erano personalmente cristiani. John Courtney Murray ha osservato una volta che anche quando gli americani non credono, il loro agnosticismo è di tipo amichevole. La vivace ostilità contro la religione che si trova in Europa è aliena all’America. O almeno lo è stata fino a tempi recenti.

    Domanda. – Al confronto con l’Europa, gli Stati Uniti sembrano molto più religiosi. Eppure anche lì avanza il deserto dell’incredulità?

    R. – In superficie è così. Gli americani sono in genere molto più inclini alla fede religiosa degli europei. E non si tratta solo di qualcosa di superficiale. Molti milioni di americani prendono seriamente la loro fede e praticano con sincerità il loro cristianesimo. Non si possono veramente capire gli Stati Uniti al di fuori delle loro radici cristiane.

    Ma c’è un pragmatismo nel carattere americano, un substrato di materialismo e di avidità di possesso, che lavora contro il Vangelo. Così una parte di americani hanno l’abitudine di credere senza capire che cosa ciò implichi e senza consentire alla loro fede di plasmare le loro vite.

    D. – Come descriverebbe il cattolicesimo negli Stati Uniti? Quali i suoi caratteri distintivi?

    R. – È sempre stato una fede di immigrati, di minoranza. Questo spiega sia il suo vigore, sia la sua estrema impazienza di assimilarsi e di adattarsi. La cultura americana ha una straordinaria capacità di amalgamare e integrare i nuovi venuti. Ciò non è del tutto negativo. L’America è fondamentalmente una nazione di immigrati. Ma l’effetto può essere una popolazione con fedi scolorite”

  11. Se uno crede (in alcunché) potrebbe benissimo essere che nella sua vita avesse il centuplo (come qualcuno ha detto) di godimento e soddisfazione.
    Per quanto riguarda la (cosiddetta) altra vita non saprei cosa dire. Non ho nessuna esperienza a questo riguardo (mentre invece ho esperienze di persone credenti in alcunché che hanno vissuto felici e contente, o se scontente hanno trovato conforto nella credenza). Questo è il solo genere di salvezza che (io) conosco.

  12. PROTOTIPO DI APOFTEGMA PROLUNGATO:
    Dove possiamo trovare la verità, se non in Gesù Cristo, che ha annunciato la più grande verità sulla vita, sulla morte e sulla risurrezione? Chi non crede in Gesù Cristo resta alla ricerca e non trova pace; anche questa è una prova che Gesù è la Verità. Proprio questo dimostrano le religioni che non mettono al centro Gesù Cristo, la Sua morte e la Sua risurrezione. Tutte le forme di religioni orientali, i metodi esoterici, la ricerca di equilibrio, dell’io interiore e del centro dell’energia nonché dell’armonia interiore non sono in grado di dare risposta alla grande incertezza dell’uomo, perché in esse non si trova alcuna verità valida.
    Perché invece coloro che trovano Gesù e danno a Lui la loro vita trovano la pace? Perché Cristo è il cardine ovvero l’ancora della verità.

    1. non siamo così tautologici, Alvise, e comincio proprio da qui a rispondere ai commenti: noi cristiani siamo un po’ come le trote che risalgono la corrente, non partiamo dai princìpi, semmai a quelli arriviamo. Intendo che il fascino di Gesù Cristo è per noi come l’estro che le trote sperimentano a valle, e non ricusiamo di andare controcorrente “instinctu divinitatis”. Ai princìpi, ossia al fatto che solo in Gesù c’è salvezza per tutti (ovvero che tutti quelli che si salvano trovano salvezza in Gesù) arriviamo in considerazione di un altro fatto molto semplice: in Gesù troviamo fecondità, felicità, gioia. Non impongo niente a nessuno, ma non posso astenermi dal proporre a tutti la sorgente da cui scaturisce tutto il flusso della mia vita, del mio piacere, del mio senso. Non sono maestro di vita, io, ma esperto in umanità lo sono diventato.

    1. fefral

      ah …. danielaquellanuova? Secondo me da quando ha scoperto che cyrano è impegnato è andata a cercare marito da qualche altra parte 😉

  13. Alberto Conti

    “La verità che la ragione potrebbe raggiungere su Dio sarebbe di fatto per un piccolo numero soltanto, e dopo molto tempo e non senza mescolanza di errori. D’altra parte, dalla conoscenza di questa verità dipende tutta la salvezza dell’essere umano, poiché questa salvezza è in Dio. Per rendere questa salvezza più universale e più certa, sarebbe dunque stato necessario insegnare agli uomini la verità divina con una divina rivelazione”
    (S. Tommaso)

    Tutte le religioni sono vere nel tentativo, spesso geniale, di avvicinare l’uomo al Mistero ma se arriva uno e dice “io sono Dio” o è un pazzo o è il Mistero che si rivela e quindi deve essere preso seriamente

    1. Voi pensate 1) c’è Dio
      2)Dio è perfetto
      3)Dio è onnipotente
      4)Puo resuscitare e far resuscitare
      5) Gesù resuscita
      6) Gesù dunque è Dio
      7)Ma senza 1 non funziona più
      8)Ma voi dite Gesù è risorto davvero, e non era un pazzo e
      quindi 1,cioè esiste un essere che può resuscitare cioè
      DIO.

  14. Roberto

    Il dio dei musulmani, Allah, non è assolutamente il nostro stesso Dio. Su, non diciamo certe inesattezze, che poi c’è gente che ci legge e va a finire a crederci…

    Mi è piaciuto molto quanto detto da Miriam. Penso anch’io come questo essere costretti approfondire la nostra Fede sia al tempo stesso una grande grazia (in fondo, credo che non sia mai esistita una generazione di laici che possono unirsi in maniera così diretta al magistero petrino) e forse, una penitenza che dobbiamo fare per noi stessi e per quanti ci precedettero, che pensavano di poter vivere comodamente la loro Fede limitandosi a fare quel che diceva il prete di turno che stava loro più simpatico… forse stiamo purgando quel piatto clericalismo che tanto spesso ci precedette?

    1. fefral

      a me risulta che esista un solo Dio. Che poi c’è chi non lo conosca e se ne inventi un po’ di attributi è un altro discorso. Non è che siamo noi credendo in Dio a renderlo reale. Lui c’è. L’uomo cerca di conoscerlo, ovviamente senza riuscirci da solo. Non è che il Dio dei cattolici è l’unico vero Dio, ma Dio è l’unico vero Dio. Dio è il Dio di tutti. E si è rivelato per tutti. Chi crede nella rivelazione ha la fortuna di poter conoscere Dio direttamente da Dio stesso. Quindi i cattolici conoscono l’unico vero Dio più degli altri, infinitamente più degli altri. Siamo molto più vicini alla verità su Dio di qualunque altra religione perchè è la stessa Verità che si è rivelata a noi. Io così la vedo. Se c’è qualcuno che mi spiega dove sbaglio allora sono pronta a correggermi

    2. Miriam

      Sì, Roberto, di certo questo sta succedendo, e penso sia un bene.
      Dobbiamo solo stare attenti che non succeda come alle femministe che per rivendicare un’emancipazione necessaria, sono cadute nell’eccesso opposto…
      Nel nostro caso stiamo correndo il rischio della clericalizzazione dei laici e della laicizzazione del clero. Non dico che succeda sempre, ma succede in molti casi e il rischio e si giunga ad estremi non equilibrati, c’è…

  15. Per quanto riguarda la lettra del missionario in Giappone, io la trovo imbarazzante,
    mi fa stare male che esista una persona che scrive le cose che scrive lui(calavrio universale eccetra cristo nelle tombe dei morti)
    A l riguardo, ancora, i bambini da portare non ho capito bene dove: PROPAGANDA FIDEI…E poi non avete detto nulla del tentativo già fatto (guarda caso cercando di approfittarsi di un momentodi grande tragedia per il Giappone) e mai riuscito di evangelizzazione di quel paese.
    Ora con lo tsunami, dice il missionario, dio ha voluto mandare un segno. Che fosse la volta buona?

    1. Adriano

      @ lacorsianumerosei

      Guarda, ti posso solo dire che, Magistero o non Magistero anche se credo non posso accettare che Dio castighi un popolo intero, facendo così una “chiamata alla conversione”.
      Ma sono un “diversamente credente”… 🙂

  16. Miriam

    Dice Lacorsianumerosei:
    “Per quanto riguarda la lettra del missionario in Giappone, io la trovo imbarazzante

    Ora con lo tsunami, dice il missionario, dio ha voluto mandare un segno. Che fosse la volta buona?”

    Concordo. QUELLA evangelizzazione del Giappone fa parte di una evangelizzazione “nuova”, spacciata per “nuova evangelizzazione”.
    Spero non vi scandalizziate, ma la lettera del don è spedita a tanti indirizzi, compreso il mio, ai quali manda anche un edificante Vangelo del giorno.
    Non è per guastare le festa. E’ che ho qualche notizia in più, ma non ho nessuna intenzione di approfondire perché penso che scandalizzerei molti.
    Forse è già sufficiente perché mi banniate. Pazienza, ma mi dispiacerebbe!

  17. “occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati ».
    Ecco, così molto meglio….
    Da sottolineare “saranno più severamente giudicati”

  18. Ragazzi, scusate se cambio argomento, ma già Alvise l’ha inserito ritornando al post del missionario in Giappone.
    In alcuno dei commenti di quel giorno si parlava di “punizione”, di catastrofi che succedono, o di dolore che viene nella vita, e che serve a espiare i peccati così da accorciare il purgatorio.
    E’ così? Voglio dire, è scritto davvero così? C’è un commento di Roberto che lo spiega in questi termini.
    E dice anche che Dio è immutabile, altrimenti non sarebbe Dio.
    Io ho il cervello in pappa, ma non sono abituata a vederla così, quindi questa cosa mi rimbomba da due giorni e non riesco a digerirla, me la spiegate meglio?
    Io ho sempre pensato che il male viene dal maligno, che Dio lo permette, magari per mostrarci in pieno la sua misericordia, ma non è lui che lo provoca, che Dio non punisce, ma perdona e uccide il vitello grasso, che le indulgenze plenarie levano la colpa e anche la pena, e che “Fa sorgere il suo sole sui buoni e sui malvagi e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”…
    E poi che Dio sia immutabile… non so cosa vuol dire Roberto con questo termine, ma che Dio cambi idea non mi sembra una cosa così eretica, altrimenti a cosa serve la preghiera? (Abramo che gli dice “Guarda come ardisco parlare al mio Signore, ma se a quei 40 ne mancassero 10?” e Lui “Non la distruggerò ne troverò 30”)
    Come dice Roberto è diverso da così, qualcuno mi aiuta?
    Grazie

    1. Ciao Jenny! Stavo pensando proprio a queste cose ieri pomeriggio (non ho ancora trovato un modo per spegnere il cervello quando vado al mare: tu sai come si fa?). Magari prima o poi riprendiamo la cosa in un post, se mi viene un’idea carina, ma nel frattempo ti risponderei così, sinteticamente. Hai assolutamente ragione sul fatto che il male non viene da Dio e che Dio, semmai, lo permette “soltanto”. “Soltanto” non è una parola semplice, in merito: ti ricordi di Benedetto XVI ad Auschwitz, che diceva di non riuscire a comprendere «come Dio abbia potuto permettere una cosa simile»? Dio ha firmato eternamente una cambiale, creando persone libere (di accoglierlo e/o rigettarlo), e l’ha pagata – sulla croce del Figlio. In questo senso, in generale il volere di Dio è uno solo, dall’eternità: che tutti gioiscano eternamente gli uni degli altri in Dio stesso. Dovremmo intrattenerci un po’ di più su cos’è la preghiera, e magari questo va trattato in un post, più che in un commento (poi io ti dico quello che c’ho capito io, mica è magistero!), ma l’unico punto su cui va senz’altro ammesso – con cautela – un “cambiamento d’idee” di Dio è la psicologia di Gesù, al crocevia tra teologia trinitaria e crescita di un vero uomo quale Gesù fu (ed è). Ovvero, il Figlio di Dio ha sempre condiviso la volontà immutabile del Padre, ma l’assunzione di una vera natura umana non è priva di conseguenze su come, in concreto, Gesù ha compreso, man mano, questa “propria” volontà, che è la stessa del Padre. Lo so che mi sono espresso un po’ in teologichese, quindi ti prego di chiedere ancora, se non sono stato chiaro. Ciao ciao.

  19. Lo sapete perché mi chiedevo che fine ha fatto Torre Tonda? Perché la sua visita qui ha portato l’esempio di un modo di un essere (non voglio offendere), come si usa dire oggi,
    “di fori” divertente, cinguettante, intelligente, ma (volontariamente?) di fori, in certi momenti anche imbarazzante, per me, ma anche,presumo (sempre questa presunzione!) per voi . Ecco, in analogo, mettetevi voi credenti rispetto ai non credenti, non fareste lo stesso effetto? E viceversa i non credenti a voi? Sintomaticamente, scusate il termine, sembrerebbe che Torre Tonda sia stata completamente “rimossa”.

    1. fefral

      tu dici che hanno bannato danielaquellanuova? Un bel calcio e giù dalla torre?
      Ma no, suvvia e che ha fatto di male?
      A certo…. c’è sempre la gelosia di rossana …

    2. fefral

      una bella lavata alla treccia di raperonzolo? O magari un bel taglio radicale?
      Io penso piuttosto che stia cercando marito in altri luoghi

    3. bannata? lavata di capo?
      ma se a me danielaquellanuova sta simpaticissima!

      comunque fare la vittima pure per interposta persona mi pare troppo.

    4. Daniela Yeshua

      Si, sono tornata. Ma per il tempo d’una sfuriata. Scomparire, dopo questo, è l’unico più decente corollario ch’io conosca.
      E dunque, così ha inizio.

      – No, di “avventista” la mia torre ha solo questa morbidezza snella che la rende tonda, questo brillìo cristiano (ci proviamo…) che il buio del sincero viandante asseconda, e la fame, quella sempre, che l’esoterico e il magggico è chiaro che non sgombra, ma del sacrilegio io sono furibonda; così me ne vo travestita da bambina, telecamera nascosta nel taschino d’un sorriso, al vescovo i rapporti del cattivo magistero, e al Re il fervore della riparazione: ora et labora, e non cerco marito, ma Dio se lo trovo io mica mi nego. Speranze -se sol umane- ne ho poche, fiducia -se azzurra- ne ho piena faretra, io ora sto per scriver qualcosa che a voi scandalizza, ma ahimè, fratelli, son troppo viva per tacere altrimenti; io ora qualche scala dalla torre snocciolando, parlo e deliro e di me dicendo. Il motivo è ben scarno, niente di chè senza sogni sarei, son solo una donna dall’arteria ardente, che al Suo Re votando la vita intera amando, poi è servendo che si denuda concreto, il sacrilegio in borghese impedendo, tutta una indagine ma nessuno se ne accorge, non è un arcano e nemmeno indovinello, io veramente l’oltraggio inseguo, al fin di scongiurarlo, chè la D’Arco nel 2000 è la santa che m’accompagna.

      (Che poi mica è colpa mia se ieri cogli amichetti al nuovo pub stavo, e il tipo proprietario, assolutamente insospetto, una medaglia sul petto, io lo guardavo negli occhi -e certo!-, ma poi d’un tratto, e senza proprio nulla celare, nella sua camicia gli occhi gli sosto, un paio di domande, e..si: era massone, pubblicamente incredulo egli il reato ammette, satanista il peggiore, travestito da cristiano col mio Re rubato non nel cuore ma nella sudicia ladra mano).

      E poi, ma qui finisco, che anch’o l’Admin ho caro, e MAI PIU’ DI ME E DI QUESTE MIE TORRI voglio parlare (Non licet, non qui e mi par ovvio) , anche se, e si, si che lo so, fui io rea a cominciare, solo che un prosieguo non volevo annunciare, dunque è la fine questa a seguire:

      Se proprio si vuole una torre valicare,
      allora è scherzando il lasciapassare.
      Io sono seria scherzando sempre,
      ma quando non scherzo, è il momento d’ adesso allorquando io, no, non tremo ma chiedo:

      -Cyrano, or dunque, Rossana è al tuo fianco?

      Che il mio cuore sappia se quel tuo fianco non è da me, Daniela sfiorato,
      se devo smetter d’ardere nel desiderio di lieve accanto come angelo giacervi,
      se devo fingere di non giocare poco all’inseguirti,
      dimmi, fratello, parla, fratello,
      Giuditta, Rossana, Giulietta e Maddalena mi sono per sorelle,
      e nessuna di loro s’assenterà accanto al mio dolore
      -di consolarmi,
      nel sapermi tradita,
      battuta sul tempo.

      Io sono astemia, e nemmeno adesso ho bevuto,
      ma d’un arsenico avrei forse bisogno,
      alla notizia che attendo, e che anzi io felina ora e solo ora tremante spero
      e che mai ardirei privatamente porti,
      chè la folla dei nostri amati amici mi illudo mi nasconda,
      e il buio della notte me -stavolta- assecondi:
      di delirare ho finito.
      Ebbene, ho finito.

      Ma del delirio tutto questo desio sacro è vero.
      Sono solo una donna, questo è molto strano.
      Io ladra all’angelo dell’ala del sogno
      e ladra al cielo di straziante redentore Desio.

      Amami, Cyrano.
      Amami o Cyrano.

      Volo via.
      Via, il rossore, mi nasconda!
      Via, ma rispondi,
      e dimmelo, dillo se a Tobia ora è Sara che prega:

      -Amami,
      amami,
      amami o amato Cyrano.

  20. Velenia

    @Genny,io non sono una teologa e non so spiegartelo teologicamente ma per la mia esperienza le cose funzionano pressappoco così.
    Le circostanze della vita semplicemente accadono,vuoi per opera della natura,vuoi per opera dell’ uomo,non credo per una punizione o un premio di Dio,se no dovrei ragionare dicendo che Dio mi ha punito mandandomi un figlio con una malattia rara e mi ha premiato facendomi incontrare un marito che mi ama e non mi ha ancora mollato malgrado io sia dolce come la cicoria e salutare come la cicuta,poi mi ha ancora punito non dandomi la possibilità di fare un lavoro che mi piaceva,ma mi ha di nuovo premiato facendomene comunque trovare un altro.
    Mi sembra poco realistico,penso piuttosto che come diceva un mio grande amico:”le circostanze per cui Dio ci fa passare non sono un caso,ma sono fattore essenziale e non e non secondario della nostra vocazione”
    Tutto queello che accade suscita in noi una domanda di senso,così è per me,per dirne una,riguardo alla vicenda di mio figlio,ma non ho pensato nemmono per un attimo che fosse una punizione divina,piuttosto una provocazione divina

  21. giuliana z.

    Il Dio delle religioni monoteiste è lo stesso? no. L’ebraismo ha un Dio del libro, e purtroppo lì si ferma, al libro, a dei precetti che puoi solo tentare di rispettare. L’islam ha anch’esso un libro e da lì esce un dio lontano che ti promette un lontanissimo paradiso che raggiungerai solo se diffonderai lo stesso credo con qualunque mezzo. Poi c’è il Dio dei cristiani. Il libro con la buona notizia non è un manualetto di precetti da rispettare, ma una presa quasi diretta di un’esperienza vissuta. (non cominciate a tirare in ballo la storicità dei vangeli perchè il dibattito è in corso da almeno 100 anni e le ragioni del sì pesano parecchio sul piatto della bilancia, leggere il libro del Papa per maggiori information!). Chi ha scritto ha visto e sperimentato, ha messo le mani nel costato, ha pianto sotto la croce e ha visto Gesù entrare a casa sua quando le porte erano chiuse. Ci ha mangiato assieme e ha visto l’acqua cambiata in vino. E soprattutto si è sentito rivolgere quella domanda “voi chi dite che io sia?”. Ragazzi! non so voi, ma io percepisco una novità assoluta! quel tipo tosto di Gesù s’è fatto carne, non si è schifato della nostra natura, s’è invece fatto come noi, è sceso giù dal trono ed è venuto a chiederci di scommettere su di lui, di seguirlo, prima di tutto per mettere in gioco la nostra ragione, la nostra vita. Poteva anche rimanere lassù e illuminarci la mente ma ha preferito sfidare la nostra libertà. Ma ci rendiamo conto? chi è il dio che ci ama così? prima di tutto ci chiede di valorizzare al massimo l’umano, il cuore, come dice la bibbia. Vuole farsi risposta ma solo se noi ci facciamo domanda. Cosa ci sarebbe di più inutile di una risposta ad una domanda che non si pone? tutte le religioni sono forme di domanda. E penso che chiunque in ogni parte del mondo abiti, qualunque sia la sua tradizione, dico che ci deve andare fino in fondo e verificare la bontà che ha quella religione per la sua vita, vedere se è adeguata al suo cuore, ai suoi desideri. Tenere aperta questa porta è condizione essenziale per intravedere uno spiraglio di luce. La verifica di questo porterà almeno all’intuizione che ogni tentativo umano di formulare una risposta sarà buono ma parziale. C’è stato un punto preciso della storia in cui il divino ha deciso di piegarsi verso l’uomo ed ha avuto la pretesa di essere via verità e vita. Io a questa scommessa ho deciso di starci, lo verifico ogni giorno e finora non mi ha mai fregato. Non mi solleva dai problemi, non mi fa sentire meno la fatica, ma è una compagnia presente, la Chiesa. Fatta di uomini ma portatrice di Cristo. Scandalosa? forse, ma è come una sposa in attesa del suo sposo, che lo cerca e lo desidera. E non può fare a meno di dire a tutti quanto lo ama, perchè da Lui è amata.

    1. Alessandro

      sì, Giuliana, lo consiglio a tutti, provate a starci nella Chiesa, a seguire Cristo… non solo a parlare di Chiesa, a parlare di Cristo, a fare domande accademiche sulla Chiesa su Cristo… altrimenti si sbagliano le risposte…

  22. Solo una nota da teologhetto puntiglioso: i Testimoni di Geova non possono definirsi cristiani, a nessun titolo. Non solo perché il Consiglio Mondiale delle Chiese ha dichiarato che i cristiani accettano i contenuti dei primi sette concili ecumenici (ci sono, in realtà, molte comunità ecclesiali che non li accettano affatto), ma perché la loro cristologia è semplicemente un colabrodo.
    Però che bella l’idea del self-made-god: ma davvero se mi vado a sposare lì mi benedice Elvis? Wow, quasi quasi ci faccio un pensiero… 😀

    1. giuliana z.

      a Elvis allora preferisco la macchinetta erogatrice del self-wedding! è anche tutta rosa e lucida! molto meglio di un puapzzo di cera, no? è come se un comunista si facesse benedire le nozze dal catafalco ammuffito di Lenin!

    2. Alessandro

      “i Testimoni di Geova non possono definirsi cristiani”: sta’ a vedere adesso che in tempi di imperversante ognunismo il Consiglio Mondiale delle Chiese può permettersi di stabilire chi possa definirsi cristiano e chi no, quale cristologia sia un colabrodo e quale no… e poi quale sordida calunnia nei confronti dei colabrodo è mai codesta! 😀

  23. Luigi

    Ritorno sulle punizioni. La Madonna ci esorta a pregare per impedire i castighi. E come si giustifica? Ci vorrebbe un teologo che sintettizzasse con parole semplici (utopia?) il legame tra bontà-alleanza-castighi. Io ho la mia idea ovviamente ma aspetto a dirla.
    Per quanto riguarda l’immutabilità di Dio penso solo che il suo Amore sia per sempre e quindi mi fido ciecamente perché sono nelle migliori mani possibili, quelle di mio padre.

  24. sorellastragenoveffa

    Grazie Cyrano e Velenia, confermate quello che pensavo anche io e che non so perché o sentito in contrasto con le parole di Roberto dell’altroieri, e ancora mi ritornavano in testa.
    Sulla preghiera, Cyrano, mi riferisco a quanto letto nei libri di Socci (Alvise, non mi odiare!) nei quali data per data racconta ad esempio gli avvenimenti della corsa agli armamenti e della consacrazione al cuore immacolato di Maria richiesta dalla Madonna a Fatima, e di come le cose che erano indirizzate in un modo hanno subito un inspiegabile cambiamento improvviso dopo tale consacrazione. Comunque prima di impelagarmi in cose che non so bene mi fermo e semmai vado a ripassare il suddetto libro, però sono certa che la preghiera possa cambiare il corso degli eenti e della storia.
    Quanto al modo di spegnere il cervello al mare te lo rivelerò solo dopo che tu mi avrai spiegato come tenerlo acceso quando serve! (faccina con occhiolino)

    Velenia, non solo perché Dio manda a noi certe croci, allora, se fossero davvero una punizione per la nostra cattiveria io mi meriterei cose ancora peggiori, e tu sai che quanto a croci non scherzo, ma soprattutto loro, i bambini… Io soffro per mio figlio ma non soffrirò mai quanto soffre lui in prima persona, e che cosa ha mai fatto di male? Allora vedi che non ci siamo, per mettersi in pari dovrebbe vivere da dissoluto fino a 100 anni… Quasi quasi ci sto! (ecco, stanno preparando uno speciale girone dell’inferno tutto per me!)

    1. Velenia

      @Genny,ah,ah vengo anch’io nel girone speciale.E’ vero quello che dici,per noi rinon sarà mai come pper i nostri figli.
      Ricordo all’ Oasi di Troina,una mamma di una bimba affetta da sindrome di down( bimba bellissima e simpaticissima,tra l’altro),che diceva :-All’inizio mi chiedevo ,ma perchè è successo a me? Ora mi chiedo, ma perchè è successo a lei?-
      Infatti è quello che mi chiedo oggi sempre più mentre vedo mio figlio avviarsi verso l’adolescenza che è difficile per tutti,e per lui lo è di più.Penso ai mille problemi che dovrà affrontare e vorrei scansarglieli tutti ,tutti,ma non è possibile.A volte mi angoscio per lui,a volte dico al Signore:-Ma tutto quello che ho capito in questi anni non potevi farmelo capire mandando una malattia a me?-Poi ripenso a tutta la mia vita,a come Lui la abbia custodita,a come mi abbia portato fino qui e come tutto il mio percorso esistenziale non si possa ridurre all somma dei miei antecedenti biologici e sociologici,e mi dico -ma perchè dovrebbe abbandonare mio figlio-Lo vedo così com’è bello,sereno nonostante tutto e provo ad alzare lo sguardo.Ti abbraccio.

  25. Daniela Yeshua

    -Io?? IO sto “simpaticissima” all’ Admin???

    -Ehm….
    Sarei “tornata”.

    [ 🙂 🙂 🙂 ]

    1. Daniela Yeshua

      Oh ssanto Cielo, Fefral:
      smettila.
      Smettila di intenerirmi con la tua gelosia da strapazzo. Non ne hai bisogno, okkei?
      E’ te che amo, e fosti la PRIMA a cui lasciai intravedere la treccia.
      Piantala di fingere che lo dimentichi.
      Oh.

    2. Te fai parte della setta degli Avventisti? (non che si “avventano”, non mi fraintendere, ma che aspettano l’avvento del regno di DIO?)
      Ha questo significato la torre tonda? Una torre d’avvistamento, di sentinella? Una torre rivolta alla luce del cielo? Alle stelle?

  26. Roberto

    @ brava Fefral, un ottimo sofismo. E allora anche i pagani che adoravano Giove & C., gli aztechi coi loro sacrifici umani, gli egizi col Faraone-divino, gli indiani coi totem, credevano tutti nello stesso Dio, secondo il tuo ragionamento.
    Tu continui a confondere il non avere una piena avvertenza della Verità con il tenere mischiato parti di Verità e l’errore. Se c’è l’errore, non c’è l’unico e vero Dio. Quindi c’è qualcosa d’altro che non esiste. La tua affermazione finisce all’istante nel pieno indifferentismo religioso: non te ne accorgi?

    1. fefral

      io non confondo niente, roberto, perchè mi metti in bocca parole che non ho detto?
      Se c’è l’errore c’è l’errore, e Dio non è nell’errore. Ma se c’è una parte di verità, in quella parte di verità c’è Dio.
      la garanzia che stiamo nella verità ce la può dare soltanto Dio. E Dio ci si è rivelato in Cristo. E ha voluto affidare alla sua Chiesa la sua verità, che è l’unica Verità, perchè Dio è uno.
      Ma nel momento in cui l’uomo si mette alla ricerca di Dio si mette alla ricerca della verità.
      C’è una profonda differenza tra la religione cattolica e le altre. Da quello che ho scritto dove deduci che c’è da parte mia indifferentismo religioso? Il sofista mi sembri tu, roberto.

    2. Roberto

      @”il Dio degli ebrei e dei musulmani è lo stesso nostro Dio.”

      Questo tu hai detto, Fefral, e a questo ho risposto: no, non è lo stesso, perché in entrambe le religioni ebraica e musulmana sono presenti errori tali per cui il Dio di ebrei e musulmani non è lo stesso annunciato dalla Chiesa.
      Tu adesso mi hai dato delle buone risposte, ma non mi hai detto se ritieni che anche gli dei dei greci fossero “il nostro stesso Dio”. Cos’è, non cercavano anche loro la Verità?
      L’affermazione che tu hai scritto prima e io ho criticato è erronea; mi spiace, ma tant’è.

    3. Luigi

      Secondo me c’è un qui pro quo nella vostra esposizione nel senso che Dio è uno solo ed è il Dio di tutti, però solo Cristo è via, verità e vita.

    4. fefral

      Roberto, Dio è uno, ripeto.
      L’uomo ha provato a conoscerlo nella sua storia. L’ha cercato.
      L’uomo da solo non ci può arrivare a conoscere Dio. Può solo sentirne la mancanza. Questo vale per ebrei, musulmani, aztechi e cattolici. Tu da solo non puoi dire nulla su Dio che sia più vero di quello che può dire un ebreo. Tutto quello che sai più di un ebreo non dipende da te.
      Gli dei dei greci e dei romani sono Dio? No. La fame di verità che avevano è Dio? No. Ma Dio era anche per loro, e anche per loro si è rivelato. Questo intendo.
      Gli ebrei conoscevano Dio da prima dei cattolici. E lo conoscevano perchè Lui si è relazionato con loro prima ancora di farsi uomo. Come puoi dire che non è lo stesso nostro Dio? Possono parlarci di Dio loro? Sì, ci parlano dello stesso Dio che conosciamo anche noi. Possono dirci qualcosa di Dio che noi non conosciamo? No perchè tutto quello che loro sanno su Dio a noi ce l’ha spiegato Cristo. Quello e anche molto di più.
      Allora mi correggo: il modo in cui i musulmani e gli ebrei raccontano Dio è diverso dal modo in cui Dio si è raccontato all’umanità. In questo senso allora la mia affermazione che tu critichi non è corretta.

  27. Luigi

    @Alvise
    Se nel qual mentre tu stai morendo, dopo il tunnel, vedi una Luce che ti invita a seguirla, una luce che infonde pace che ti ispira essere Dio e contemporaneamente
    vedi un altro uomo che sembri tu la cui presenza ti ricorda la tua conoscenza, qualcosa che ti riporti alla ragione. Chi seguiresti?

  28. Velenia

    Caspita,il blog si arricchisce di gente interessante,una tokona l’altra-Daniela,avete fatto un giro nel suo sitp

    1. fefral

      ma ti sei fatta un giro su quello ha scritto nel blog? …. è alla disperata ricerca di un marito, ci sta a prova’ con tutti qua dentro…

    2. Luigi

      Fefral non è automatica la tua conclusione. Certo un marito e qualche pargolo potrebbero distrarla per il resto dei suoi giorni ma in fondo lei sta solo danzando qualche centimetro sopra le nostre teste, che c’è di male?

  29. azzurra

    fefral ho dato un’occhiata anch’io al blog di daniela, non capisco da cosa deduci che sarebbe alla “disperata ricerca” di un marito. ma anche se fosse, che c’è di male?
    dici che ci sta provando con tutti: ma se non scrive mai!!!

    siccome parlate di gesù dalla mattina alla sera, per una volta citerò il vangelo anche io: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6, 37)

    1. fefral

      ehi ehi…. sto scherzando… e daniela sta al gioco!
      Parlavo di quello che ha scritto in questo blog! e anche altrove (eh, daniela? 😉 )

  30. Comunque Raffaella ha ragione quando scrive: “E se nel nostro paese essere ateo, o meglio anticlericale, fa molto “intellettuale radical chic”, negli Stati Uniti non avere un dio fa assolutamente sfigato,”

    Difatti «del principio della laicità dello Stato in materia religiosa e di visione del mondo sarebbero individuabili e definibili tre paradigmata: la laicità “assoluta” (europeo-continentale, od anti-religiosa) , quella “semplice” (britannica, o a-religiosa), e quella “controllata” (statunitense, o filoreligiosa, pur senza optare per una confessione specifica) , la quale, infatti, a lungo ha fatto parlare di “libertà nella religione e non (anche) dalla religione” , avendo quest’ultimo tipo di separatismo presupposti assai differenti, se non addirittura opposti, da quello francese (ambito nel quale, ad ogni modo, il 19 floreale 1793, era stato istituito, per decreto, il culto dell’Essere Supremo)» (cit.)

  31. Miriam

    Per Admin e Luigi.
    Ho scritto una mail e mi dico coraggio, avanti!
    Sursum corda, habemus ad Dominum!

  32. 1) non parlate più del missionario
    2) vi siete rassicurati di disporre dell’unica verità in quanto ormai superdimostarto così
    3) en passant avete tibadito che Cristo è esistito è risorto e (quindi) era Dio
    4) non esiste altro Dio fuori che lui(vedi due)
    5)potrebbe anche essere che “permettesse” il male per metterci alla prova, per mandarci dei segni, per farci meritare di più, ad maiorem dei gloriam.
    6) e daje, allora, co li, catastrofi, guere, eccetra
    7) azione causa effetto tra preghiera e avvenimenti (vedi Socci)
    8) nemmeno lo scriteriato potrebbe tanto!!!! (alcune faccine sorridenti)

    1. Alessandro

      “2) vi siete rassicurati di disporre dell’unica verità in quanto ormai superdimostrato così”

      hai qualche dimostrazione in contrario?

      “3) en passant avete tibadito che Cristo è esistito è risorto e (quindi) era Dio”

      hai qualche prova che non sia esistito, che non sia risorto, che non sia Dio?

      “7) azione causa effetto tra preghiera e avvenimenti (vedi Socci)”

      hai qualche prova che la preghiera non possa evitare/modificare avvenimenti?

  33. Li più gajardi copulatori? I cattolici!!! Il cattolico che vive la sessualità all’interno del matrimonio coltivando la fedeltà coniugale «è il vero edonista. Ha la sua donna e va fino in fondo. Non passa tutto il tempo a chiedersi: “Oh, cosa succederà adesso? Che rischio sto correndo?”. E se il seme che ha immesso nella donna gli torna indietro sotto forma del viso di un figlio, la gioia è ancora più grande». La Chiesa – dice Hadjadj – «non è repressiva, al contrario: è favorevole al sesso fino alle estreme conseguenze, non con un piccolo preservativo che mi protegge, o con un lieve sfregamento che mi procura un lieve piacere e poi me ne vado di corsa. No: fate pure, ma portate l’esperienza alle sue estreme conseguenze».



    1. Alessandro

      Bello questo pensiero di Hadjadj, Alvise. Finalmente hai scritto un commento decente (anche se non è farina del tuo sacco) 😀 😀

    1. Miriam

      Queta del seme che ritorna indietro sotto forma di faccina del figlio è
      troppo ffforte!!!!!

      anche a me è piaciuta un sacco!!!

    2. sorellastragenoveffa

      Sei troppo forte, Alvise!
      E poi hai visto che alla fine qualcuno mi ha risposto? Vedrai che arriverà anche il significato di Tokona!
      Comunque la cosa del seme che torna indietro con la faccina del figlio è forte davvero, condivido!

  34. Alessandro

    @sorellastra

    siamo tutti tentati di fare un ragionamento come questo: “o Dio è buono e misericordioso o punisce/castiga”. Perché ragioniamo così? Perché pensiamo che chi punisce procura male al punito, QUINDI non può essere buono/misericordioso, perché un buono/misericordioso non può procurare male a chicchessia (al massimo il Diavolo procura male, ma di questo non ci meravigliamo, giacché Satana è malvagio).

    Ma questo ragionamento zoppica, quel QUINDI non regge. Ogni punizione inflitta da Dio è un atto di misericordia, di bontà. Quale è infatti il male per l’uomo? Il peccato (a riprova: qual è la condizione peggiore per l’uomo? La dannazione eterna. E chi si danna eternamente? Chi si ostina caparbiamente a non pentirsi dei propri peccati). Quindi la punizione inflitta da Dio procurerebbe male (e perciò verrebbe non da un buono, ma da un malvagio) se accrescesse il peccato dell’uomo. Ma al contrario la punizione divina non solo non accresce il peccato dell’uomo, ma concorre a emendare il peccato, a purificarci dal peccato (e un peccato già “purgato” nella vita terrena non sarà “purgato” in Purgatorio).

    Senza dubbio, resta per lo più interdetta al nostro sguardo l’intelligenza precisa di quando e come e quale determinato castigo ci sia inferto (o meglio: di quale castigo ci sia giustamente inferto, giacché Dio è giustissimo e non fa niente di ingiusto) a fronte del nostro peccato. Ma sappiamo per certo (perché conosciamo che Dio non vuole altro che il nostro bene perfetto) che il castigo non ci colpisce per allontanarci dal nostro bene perfetto, ma per avvicinarci ad esso. Questo sappiamo: che quando siamo nella sofferenza nella prova nel dolore, non possiamo conoscere esattamente se siano un castigo per i nostri peccati e per quali siano castigo, ma sappiamo per certo che fanno parte del piano di Dio, cioè sappiamo che quella sofferenza non è lì per tenerci lontani dal nostro bene, per rendercelo inaccessibile, ma per approssimarci sempre più ad esso. Quindi la sofferenza diventa un’opportunità, se l’associamo alla sofferenza di Cristo (se associamo la nostra sofferenza a Cristo sofferente che ne sarà di noi? Sarà quello che è stato di Cristo: dalla croce – e attraverso la croce – alla alla gloria della resurrezione).

    Una cosa è inaccettabile, se si è cristiani: vedere in un’infermità un marchio di riprovazione da parte di Dio. Pensiamo al cieco nato (Gv 9). Chi non pensa come Cristo si attarda a discettare sull’origine della menomazione (“Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”). I discepoli stessi di Cristo guardano all’infermità del cieco nato come qualcosa di ineluttabile, di insanabile. Invece Cristo si adopera a sanare, a guarire: quella cecità non è un marchio di riprovazione, Dio ama quel cieco e lo risana ( “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio”. E le opere di Dio sono apportatrici di bene per l’uomo). E allora chi sarà riprovato? Non il cieco nato (non il disabile, non il bambino sofferente) – a meno che non si rifiuti pertinacemente alla misericordia di Dio -, ma chi persevera senza resipiscenza a vedere in quell’infermità un marchio di riprovazione da parte di Dio. Chi persevera in questa convinzione pecca, perché crede di conoscere Dio ma conosce solo le proprie presuntuose convinzioni su Dio: sono loro i veri ciechi: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane”.
    Con ciò, non è negato che anche la cecità del cieco possa (attenzione: possa) essere un castigo; è detto che essa non è un marchio di riprovazione, e che l’unico rapporto che Dio vuole intrattenere con un infermo è quello (prima o poi) di poterlo affrancare dalla sua infermità.

    Ecco, spero di non aver ingarbugliato le idee, e di non essere stato eterodosso. Ad ogni modo, sorellastra, ti dico che non sono la bocca del Magistero, e che quindi non devi prendere quello che dico per oro colato. Garantisco però che sono in buona fede: il che non basta a eliminare il peccato, se sbaglio, ma può almeno (concedetemelo) attenuarne la gravità
    🙂

    1. Alessandro

      Può essere una componente del suo successo. Sai che bello provare piacere dei sensi e dello spirito (un piacere all-inclusive) con moglie (marito) sapendo che così metterai al mondo un figlio destinato alla felicità eterna! Godimento puro

  35. ALESSANDRO: ma se te fossi Dio (ti fo una domanda alla LUIGI) “permetteresti”
    non dico il male, che potrebbe essere l’uomo a farlo, ma “i mali” che dall’uomo non dipendono? O Iddio è troppo al disopra di ragionamenti così idioti e lo sa lui cosa fare?
    Ma te?

    1. Alessandro

      Se fossi Dio non lo permetterei. E questo prova che non sono Dio

      Spiegazione della mia risposta: poiché Dio permette che accadano “i mali”, e poiché Dio è perfettamente misericordioso, se Dio non permettesse questi mali non sarebbe perfettamente misericordioso, cioè non sarebbe Dio (Dio=misericordia perfetta), ma sarebbe come Alessandro (molto troppo imperfettamente misericordioso).

      Alvise: tutto va guardato alla luce della beatitudine eterna! Vita morte bene male catastrofi terremoti guerre. FATTI INEBRIARE DALLA BEATITUDINE ETERNA, Alvise, amico mio!

  36. Alessandro

    TOKONA = una in gamba, una tosta, non una fatua vacua insipida (ancorché appariscente) scazzafrullona

    1. Questa non l’avevo mai sentita: tokona. Quanto all’inebriamento per ora ho in mano un bicchiere di Brunello, un vinone potente, e sento che mi fa bene. Aaaaaaah!!!!! alla salute del mio amico Alesandro e Luigi e tutto il gruppo dei babbei parlanti che siamo noi, e babbee femmine anche!!!!!!

    2. Alessandro

      da’ pure del babbeo a me, non mi offendo, ma alle femmine non puoi! Dov’è la tua rinomata galanteria?

      Alla salute!

    3. Daniela Yeshua

      @Alvisee! –> “”e babbee femmine anche!!!!!!”

      -Prrrrrrrrrrr_esente!
      😛

      (A te brindo, fratello! Tra le dita ho solo un fiore, astemia ancor sono, ma inebriata da sempre!)
      [No, nemmeno cocaina- ma veramente dovevo specificarlo anche qui e a voi? -Uffàààààà.]

  37. Alvise, la luce, puoi star tranquillo.
    Ho appena sentito le ultime parole di padre Livio. Se uno vuole andare in Paradiso ci va. Basta dire anche in extremis come il buon ladrone. Signore salvami. A dire il vero sembra facile, lo è effettivamente ma se uno coltiva un cuore duro tutta la vita gli riesce più difficile ma tu non sei il tipo duro. Quindi tranquillo.

    1. Daniela Yeshua

      Intanto io oggi ho scoperto che “corsianumero6” è ALVISE e dunque tutto il resto, oggi, fa un passo indietro.

      (E comuuunque, @Alviseee, “Torre-mozza” non è haaarino: rihordati, UOMO, he di sbiadito non ho la treccia (mora sono) ma il (K)IMONO.

      ( …mmmhhh, ma quanto è bello ‘sto bloggino/raduno dei “salati invisibili”, noi, vocati luce del mondo, noi, vocati lievito delle contrade, noi, vocati sale di minestre d’ogni oltreoceano. Ahhh….si, si, che goduria: grazie, Gesuccio, Amor mio!)

      Ciaoooo Luigiotto!! Piaciuta la smielata? Che chifo, eh? Ma mi piacete tutti troppo e che ce devo fa?

  38. Roberto

    Oh, meno male che Alessandro mi ha preceduto facendo un gran bello spiegone! Per quel che può valere, non vedo niente da eccepire, anzi. Così, posso solo precisare ulteriormente alcuni aspetti.
    L’immutabilità di Dio che avevo citato nasceva dalla domanda fattami da Paulbratter, ovvero la seguente:

    “2) (il figlio del re Davide non muore infante in sconto dei peccati del genitore) ma questo è prima della venuta di Cristo. La venuta di Cristo e la sua morte e resurrezione ha cambiato il destino dell’uomo, e quindi anche le azioni di Dio sull’uomo. O sbaglio?”

    A questa domanda e ad altre simili, del tipo “Dio ha punito Sodoma, mandato il diluvio, ecc ecc” ma dopo la venuta di Cristo questo modo di agire di Dio è cambiato, la risposta più adeguata è ricordare l’immutabilità di Dio, che in quanto Verità, non può “abrogare” nulla di se stesso (oh, come mi sono espresso male!). Quindi, se Dio punì le comunità e i singoli uomini anche in questa vita (le Nazioni e le città, poi, possono essere punite solo in questa vita) allora, essendo immutabile e perfetta giustizia, non può contraddire il suo modo di agire. Dato che l’ha fatto, può farlo ancora.
    Come Dio ama ogni peccatore, ha orrore di ogni peccato e nessuno può lasciarne impunito.
    Gesù nella sua Passione ripara i peccati, infatti. Gesù soffre e muore per i nostri peccati. Cosa fa Dio? Non contraddice se stesso ma ci mostra un principio di solidarietà universale e soprannaturale che ci lega tutti quanti. L’Agnello sconta col Suo Sangue i nostri peccati, dà soddisfazione al posto nostro alla Divina Giustizia.
    Tuttavia, il fatto che Dio sia giusto e remuneratore, premi il bene e punisca il male, non cambia. Infatti, è chiaro che è Satana e i suoi angeli che fanno il male, ma essi non potrebbero porre in essere alcuna opera se Dio non lo consentisse loro. Così, seppur ribelli, tali angeli si fanno involontari strumenti di giustizia, di prova e conseguente purificazione, o altro. Con tutta la sua ribellione, ecco cos’ha ottenuto Lucifero.
    Perché spesso il malvagio trionfa e il buono è oppresso? Non ci è mai capitato di vedere persone che, secondo il nostro innato senso di giustizia, meriterebbero le peggio cose e invece se la cavano nella vita con poca o nessuna tribolazione?
    Nessun uomo è tanto malvagio da non compiere (anche) opere buone. Però l’uomo che merita la dannazione, dove potrà riceverà la remunerazione delle sue buone opere? In questa vita, perché in quella eterna non gli si potrà dare alcunché. Questo non preclude un pentimento dell’ultim’ora… che richiederà parecchio Purgatorio, presumibilmente.
    Allo stesso modo, non c’è buono che non commetta peccati. Tanti sono lavati dal Sangue di Cristo; ma le indulgenze sono molto più difficili di quanto si creda da lucrare. Se riflettiamo sul fatto che anche un giorno di Purgatorio sarà molto più doloroso di qualsiasi dolore terreno, ecco che alla sofferenza si può dare (anche) questo senso.
    Ma Dio non consente il male mica per queste sole “ragioni contabili”. Infatti, in forza della misteriosa solidarietà soprannaturale che ci lega tutti, noi possiamo essere chiamati a sopportare la pena per i peccati commessi da altri, anche di persone che magari mai conosceremo né vedremo in questa vita. Così veniamo associati all’opera riparatrice di Cristo. Gesù aveva bisogno di noi per la redenzione del mondo? No, ma ha voluto associarci. Questa è la vocazione riparatrice, attraverso la quale Dio, con misericordia e giustizia, ricava le grazie per poter salvare molte anime che altrimenti sarebbero perdute in eterno. Nello stesso tempo in cui viene soddisfatta la giustizia, la misericordia trova le sue strade per consolare e dare frutto. E chi soffre può (anche) legittimamente sperare di stare collaborando alla salvezza eterna del prossimo.
    La sofferenza è pedagogica come nient’altro. Insegna più un giorno di dolore che un anno di gioia. Una scuola che tutti ci risparmieremmo volentieri, ovvio, ma questa è un’altra storia.
    Di fronte a una catastrofe naturale che può (può) essere una punizione collettiva per i peccati, come nel caso di Sodoma ma anche di Cafarnao, noi siamo indotti a un moto di ribellione… sentiamo la stessa rivolta interiore che prova Abramo “E i giusti che vivono assieme ai peccatori?”.
    Dio vede ciascuno singolarmente.
    Chissà chi sarà colto negli ultimi suoi momenti da quello sgomento che permette di levare un grido verso il cielo e avere salva la sua anima? Chissà, magari se “quello” fosse morto nel suo letto, le cose sarebbero andate diversamente e sarebbe stato perduto. E gli innocenti? Ma quelli sono salvi (noi dovremmo invidiarli! Io li invidio di sicuro 🙂 ), e che gloria e che speranza Dio potrà trarre dal loro sacrificio? Come facciamo a saperlo, noi? E chi resta? Come scriveva la padrona di casa qualche giorno fa, magari tra chi resta ci saranno coloro che alzeranno lo sguardo come se si fossero svegliati da un sonno, e forse cercheranno ciò che prima non li sfiorava neppure. E chi ha detto “no” fino all’ultimo ed eternamente si perde… bhe, tutti coloro che si dannano, prima o poi muoiono. Prima o poi per tutti arriva il tempo della giustizia, e chi non ha mai voluto misericordia, avrà quella giustizia che tutti noi piccoletti dovremmo temere di un sano timore, più di tutto.
    Noi perciò non sappiamo né mai sapremo lo specifico “perché”, ma possiamo saperne abbastanza da poter dare un senso a ogni cosa. Il senso ultimo è la santificazione nostra e, più importante ancora, l’avvento del Regno di Dio, la riconquista da parte del Signore della propria creazione decaduta.

    Bhe, anch’io spero di non essermi fatto scappare errori ed essere risultato intellegibile.

    1. Alessandro

      Ok, Roberto, bello spiegone, mi pare che passerebbe al vaglio della CDF senza problemi 🙂

      “Chissà chi sarà colto negli ultimi suoi momenti da quello sgomento che permette di levare un grido verso il cielo e avere salva la sua anima? Chissà, magari se “quello” fosse morto nel suo letto, le cose sarebbero andate diversamente e sarebbe stato perduto”.
      Questo passaggio mi preme sottolinearlo, perché mostra in maniera chiara che quella che agli occhi degli uomini sembra la condizione meno desiderabile può essere in realtà quella che sprona a pentirsi (quantomeno: a riconoscersi bisognosi del perdono di Dio), e quindi è quella ponendo nella quale Dio esercita la propria sollecitudine misericordiosa per l’uomo.

    2. Daniela Yeshua

      Toh, che bello, ho scoperto @Roberto. Altra perlina.
      (Profitto per salutare tutti, intanto, e RINGRAZIARE quei due/tre amichetti che -dietro mia prestazione orante precedentemente assicurata- han detto qualcosa di buono su di me, “DanielaquellanuovaEpropriofolle”oh yehee.).

      “Dato che l’ha fatto, può farlo ancora”, tu ricordi, Roberto, e ricordi proprio bene, e io ho pensato
      -E’ talmente coerente mio Padre che ha dovuto precisarlo, che per il diluvio, invece, quello proprio universale, non ce ne sarà un altro, e Lui ha promesso, capito? Mio Padre che promette…ma ve la vedete la scena? Ah..che ganzo il mio Papà.

      In fine:
      -Ma dico, Roberto, ma: ti rendi conto, si, che in quattr’e quattr’otto te hai avuto la titanica Capacità di sintetizzare il KERIGMA in un commento?
      ( Eccavolo, se dico “post” nun mi sbaglio, mica, vero, Admin?
      …Admin….oh, conoscevo un Admin….ne ho un vago ricordo di un Admin cui stavo simpatica…TAAAANTO tempoo fa…; poi scrissi un post rossanaceo e lui non mi volle più bene….Oh, me tapiiiiiinaaaaaaaaaaaaaaaaa)

    3. sorellastragenoveffa

      Roberto, scusa, ma se ieri Alessandro mi ha convinto, invece c’è almeno un passaggio del tuo commento che mi lascia perplessa, e cioè quando dici che i malvagi, che sicuramente fanno qualcosa di buono, perché nessuno é completamente malvagio, riceveranno il loro premio per quel buono qui sulla terra. Allora la concezione è che se mi comporto sempre bene mi deve andare tutto bene? i santi, non io che sono una schifezza, ma i santi, a quelli gli andava tutto bene?
      Vediamo chi posso citare.
      Santa Gianna Beretta Molla ha avuto il tumore mentre era incinta, non si è curata per non fare del male al suo bambino ed è morta. Insomma, mica tutto bene le è poi andato…
      Padre Pio… E dai, se non era santo quello, e mica si può dire che non ha avuto sofferenze in questa vita.
      Ho capito, magari non si é fatto neanche un secondo di purgatorio, magari. E che ne sappiamo?
      Non lo so, mi sembra un po’ un Dio matematico, se sei buono 7 e cattivo 3 ti faccio rompere una gamba così sconti qui in terra, se sei buono 3 e cattivo 7 ti faccio finire sulla sedia a rotelle… Se sei tutto cattivo ma poi una volta fai un’elemosina ti faccio felice qui in terra perché tanto poi ti mando all’inferno dove felice non sarai mai più…
      “le mie vie non sono le vostre vie” come possiamo cercare di incasellare così la giustizia di Dio?

    4. Roberto

      @ Alessandro: speriamo sempre di soddisfare il più severo vaglio della CDF 😉
      @ Daniela: grazie per la capacità titanica… che dire, arrossisco. Ciao a te!
      @ Sorellastra: ma no, no. Questo lo dicevo io stesso nel commento, dal punto in cui ho scritto “Ma Dio non consente il male mica per queste sole “ragioni contabili”.”, in avanti. Se non è chiaro quel che ho scritto da lì, indicami pure i punti criptici e cercherò altre parole per esprimermi meglio.
      L’esempio che facevo poi è quello sul bene fatto “per malizia”; quel genere di buone opere che fanno le persone che vogliono vivere tutte secondo la loro volontà ma “a scopo assicurativo” fanno qualche opera buona perché “non si sa mai”. E’ descritta in una rivelazione privata approvata, fatta a Santa Brigida… l’ho letta da poco e mi è rimasta impressa.

    5. sorellastragenoveffa

      Roberto, da lì in poi è tutto chiaro e lo condivido, anche perché da lì tu dici: Dio permette/non permette il male.
      Sono i due paragrafi precedenti che mi lasciano l’amaro in bocca, ma non fa niente, non è colpa del tuo modo di esprimerti, ci mancherebbe, semmai della mia poca capacità di comprendere.
      razie comunque della spiegazione!
      Genni

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