Elogio dell’estintore

 

di Cyrano

Accidenti, la forestale s’è vendicata: dopo quello che avevo scritto sulla vicenda della pira cuoriforme e l’estemporanea lettura allegorica che avevo provato a cavarne mi hanno sottoposto a un’energica lavata di capo, quindi mi hanno dimesso, ma con la condizionale che avrei in qualche modo “riparato” al torto che la loro eroica missione aveva ricevuto dalle mie parole (e sì che l’avevo detto anche l’altra volta, che sono degli eroi!).

Mi trovo quindi a dover fare il panegirico della manichetta, o l’elogio dell’estintore (a seconda dei casi); l’occasione casca propizia per assolvere nel frattempo a un altro impegno, che m’ero assunto con Alessandro, il quale m’aveva sollecitato a condividere qualche massima gesuitica appresa nei miei ormai proverbiali “trascorsi accademici”. Bene, eccone una ad hoc: pare che accanto ai pilastri del portone che dà accesso alla biblioteca della curia generalizia della Compagnia campeggino le immagini di Gesù Cristo e di Sant’Ignazio (trattenetemi Danicor…). Ora, si sa che i sistemi antincendio per biblioteche e archivi non sono ad acqua né a schiuma, ma funzionano in base a un sistema di aspirazione dell’aria congiunto a una chiusura perfettamente ermetica degli ambienti: quest’ingegnoso stratagemma ha il simpatico pregio di salvare la carta dall’incendio senza condannarla al macero, e il meno simpatico difetto di condannare a rapida morte per asfissia chiunque si trovi in loco durante il patatrac.

Non c’è dubbio che tra la morte per asfissia e quella per rogo io preferisca una doccia fresca, ma tutti i libri che ho conosciuto sembrano pensarla diversamente (perfino gli e-books, che di cartaceo non hanno niente!). Comunque, bando alle ciance, il fatto è che appena fuori dagli ambienti della biblioteca sarebbero piazzati due grossi estintori, accanto alle immagini di Gesù e di Sant’Ignazio (buona, Danicor). E qui si può favoleggiare: «Ah, è la diffidenza dei Gesuiti nei confronti delle nuove tecnologie!» – «No, è la loro insuperabile astuzia nel prevedere la complicazione imprevista!» – «Macché, è semplicemente l’ottemperare a una disposizione legale obbligatoria!». Le dispute si troncano non appena si legge che sotto l’immagine di Gesù c’è scritto: «Ignem veni mittere in terram» («Sono venuto a portare il fuoco sulla terra!» Lc 12,49), e che sotto quella di Ignazio si legge «Ite, inflammate omnia!» («Andate, incendiate tutto!»). Ora non abbiamo più dubbi: siamo dai Gesuiti!

Sì, perché c’è in loro un’irresistibile autoironia che a tratti sa di pura doppiezza e a tratti di vera sapienza: «Non prendere mai questa vita né poco né troppo sul serio», con le parole del Liga. E neppure si tratta di una sempre tanto fraintesa “mediocritas”, che di aureo verrebbe ad avere così poco… No, ci dev’essere il fuoco. E ci vuole pure l’estintore, perché gli incendi della vita vanno in parte prevenuti e in parte accolti (se qualcuno invece ha una vita ermeticamente sigillata e vive senz’aria mi spiega come fa): parlavamo delle “farfalle nello stomaco”, tempo fa, discutendo d’amore, e ci trovavamo a concludere che usare “il repellente” con quelle “farfalle” è utile e sensato tanto quanto seguirne ogni movimento. No, per tornare all’esilarante icona della curia gesuitica: il fuoco va appiccato (lo dicono insieme Gesù e Ignazio!), ma l’estintore va tenuto a portata di mano. Quando si tratta di farfalle d’amore la cosa è relativamente chiara: le accogliamo quando vengono, non ci disperiamo quando vanno, e cerchiamo di giorno in giorno di riscoprire e rinsaldare i legami autentici che ci vincolano alle nostre Rossane (ora confido che la mia non intervenga pubblicamente a svergognarmi… 😉 ).

E quando si tratta di farfalle d’amore divino? Oh, quanti versetti si possono accatastare nel rogo sacro del nostro sedicente zelo: dalla gelosia di Dio al fumo della gloria, fino alla “fiamma di Adonaj” del Cantico… E come ci vuole poco a scambiare i nostri vaneggiamenti per la cosiddetta “volontà di Dio”… che tante volte noi si fa pesare sugli altri come se fossimo su di loro gli amministratori delegati dell’Onnipotente. «Mica vorremo essere tra quei tiepidi di cui l’Apocalisse dice che “saranno vomitati”?! No, eh: e allora bando a posizioni di comodo, avanti duri e puri!». E invece no, ci vuole anche l’estintore, accanto al comandamento di «incendiare tutto il mondo», come sanno tutti i bravi contadini, che bruciano le stoppie nella calura estiva senza perdere d’occhio un istante il perimetro del fuoco. Ci vuole l’estintore, perché insegna Ignazio (okay, lasciate pure esultare Danicor) che chi si trova nella consolazione deve pensare a come si comporterà quando arriverà la desolazione (decima regola), perché questa arriverà. Il succo è che Dio deve dire la medesima verità sia nell’incendio sia nell’estintore, per questo «chi è consolato, procuri di umiliarsi e di abbassarsi quanto può, pensando quanto poco vale nel tempo della desolazione senza quella grazia di consolazione. Invece chi si trova nella desolazione pensi che può fare molto con la grazia di Dio, che è sufficiente per resistere a tutti gli avversari, e con la forza che riceve dal suo Creatore e Signore» (undicesima regola).

«Ci pensiamo noi»: sembra dire la scelta di mettere i due estintori proprio accanto a quelle scritte… ma se teniamo presente quanto è sottile la linea tra lo zelo e il fanatismo non possiamo proprio biasimare l’ironica paradossalità di quell’accostamento. Non sempre è il tempo del fuoco, e fuor di metafora questo significa capacità di sbollentare gli animi, propri e altrui; volontà di ricercare la verità oltre le formulazioni, benché mediante esse; desiderio che gli uomini si aprano al Vangelo di Gesù, nei modi e nei tempi loro possibili, oltre il nostro annuncio, benché mediante esso.

In ultimo, non sono sicuro che la forestale troverà convincente e univoca questa mia apologia dell’acqua contro il fuoco… In realtà non voleva affatto esserlo (lo ammetto: sono un teoreta del cerchiobottismo, e allora!?), spero solo che questo non mi costi un altro cicchetto in caserma, o dovrò richiamarmi alla memoria parecchie pagine di Sant’Ignazio…

154 pensieri su “Elogio dell’estintore

  1. DaniCor

    Ale oh oh!!!!! Ale oh oh
    Non mi puoi fare questo Cyrano!
    GRAZIE!!!!
    È già un periodo di consolazione, che nel mio caso tende ad essere E S U L T A Z I O N E, e tu mi fai questo?
    L’estintore? Me lo dovete tirare in testa!!!!

  2. Al solito, un pezzo veramente stimolante sull’eterno dilemma tra la morale dello spegnitoio e quella della purezza (pir in greco sta per fuoco). Da malato di thibonite, non posso che parteggiare per la seconda, ma anche lo spegnitoio ha le sue sue prudenti ragioni, che la purezza talora non conosce…

    1. La mia piccola prospettiva etica, più che altro, vorrebbe esortare (me stesso innanzitutto) a non cadere nell’impasse di essere inevitabilmente incendiari a vent’anni e pompieri a cinquanta. “Conservare le rivoluzioni” è possibile se a cinquant’anni si sarà capaci di “eccitare la piromania”, e penso che questo dovrebbe venire quasi naturale se a vent’anni ci si esercita a spegnere i fuochi, oltre che ad accenderli. Direi, modificando Grisù: «Farò il pompiere! E l’incendiario! Insieme!».

  3. fefral

    bravo Cyrano! Post veramente molto bello! Denso e impegnativo nonostante la leggerezza con cui è scritto. Ma ora devo correre a spegnere un fuoco appiccato ieri che non ne vuole sapere di essere domato! Buona giornata

  4. Fefral

    Ho sempre avuto un po’ di pregiudizi nei confronti dei gesuiti. Poi un amico recentemente mi ha detto che ho qualcosa di gesuitico io…non credo volesse farmi un complimento ma un realtà cominciano a diventarmi simpatici 🙂

    1. fefral

      luigi, cyrano ha dato ragione al mio amico… anche in questo caso non credo si tratti di un complimento…

  5. Fefral

    “E come ci vuole poco a scambiare i nostri vaneggiamenti per la cosiddetta “volontà di Dio”… che tante volte noi si fa pesare sugli altri come se fossimo su di loro gli amministratori delegati dell’Onnipotente. «Mica vorremo essere tra quei tiepidi di cui l’Apocalisse dice che “saranno vomitati”?! No, eh: e allora bando a posizioni di comodo, avanti duri e puri!”

    MI PIACE!!!

    Gli amministratori delegati dell’onnipotente, grande Cyrano…hai capito il ragazzino? E io che pensavo che prima dei 40 anni fosse impossibile raggiungere la saggezza 😉
    Mi chiedo, e ti chiedo, hai qualche idea di dove si possa trovare l’acqua che possa spegnere l’arsura provocata da alcuni incendi che divampano incontrollati? Perché soffocarla togliendo l’aria potrà salvare forse la carta stampata ma uccide la vita!

    1. Non penso che se tu avessi compiuto già i quarant’anni, Fefral, avresti scritto una cosa del genere… 🙂 Se quindi tu non l’hai ancora raggiunta, possiamo (non) averla raggiunta insieme e stare a raccontarci per il momento quello che (non) abbiamo capito.
      Se rispondo, poi, alla gesuita che c’è in te (quel tuo amico deve avere occhio fino…), direi che l’acqua non dovrebbe essere “recuperata” come elemento accessorio, ma dev’essere originario quanto il fuoco. Basta un’intuitiva impressione della mistagogia pasquale per farci caso: è “fin dal principio” che il fuoco santifica l’acqua, e i due – che stanno tra loro come maschio e femmina – possono essere visti in conflitto solo da chi non ha capito nessuno dei due.
      Se l’acqua invece non è cooriginaria al fuoco c’è sempre rischio di discrasie, di incongruenze non amalgamate, di “reazioni posticce”: lì si tratterà piuttosto di “aggiustare il tiro” che non di portare alla luce la verità.

    2. fefral

      “Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».” (Gv 4,10)
      “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gia acceso!” (Lc 12,49)

      mistagogia …. traduci please?

  6. Alessandro

    “volontà di ricercare la verità oltre le formulazioni, benché mediante esse; desiderio che gli uomini si aprano al Vangelo di Gesù, nei modi e nei tempi loro possibili, oltre il nostro annuncio, benché mediante esso”

    concordo Cyrano, pur confessando che non concorderei 1) se non avessi inserito nei punti appropriati quei due “benché”, 2) se a fare queste affermazioni non fossi tu, che ho sperimentato prestare il debito assenso di fede a tutto ciò per cui il Magistero richiede assenso di fede, ma qualche cattolico di mia conoscenza che mi illustra (ci illustra: penso che tutto ne abbiamo presente qualcuno) dove il Magistero sbaglia, dove la Chiesa è retrograda, quale salvifico intervento di ingegneria genetica vada operato d’urgenza per restituire la Chiesa alle sue genuine identità e vocazione.

    Permetti che riassuma a modo mio le tue raccomandazioni: fermezza nella verità che insegna la Chiesa, e profondo sincero premuroso rispetto nei confronti di ogni persona (nei modi che è quella stessa fermezza nella verità a prescrivere); disponibilità a riconoscere con gioia e riconoscenza ogni manifestazione di verità da chiunque provenga, e consapevolezza che ogni scintilla di verità è partecipazione dell’unica Verità, che è Cristo Capo del Suo Corpo che è la Chiesa.

    1. Alessandro, i due “benché” erano stati messi lì proprio per rendere il tutto accettabile e – di più – vero. Mi rallegra che tu abbia mostrato di comprenderlo, e non solo dovevo essere io a scrivere queste cose, ma queste cose dovevano essere scritte a voi, per risultare vere e utili: in altre arene avrei fatto l’apologia del fuoco, o quella della sabbia (chissà!). Trovo bellissimo che qui si riuniscano molti cattolici formati, informati e desiderosi di incidere nel mondo, ma proprio a questi vorrei ricordare (ponendomi, indegnamente, tra le loro fila) che il Vangelo incide in “modalità lievito”. Questo rende l’equilibrio precario, forse, ma è interessante notare che – per “formula inversa” – tutto quello che è stabile non è equilibrato. La Trinitaria, la Cristologia… che altro è il dogma cattolico se non l’apoteosi dell’equilibrismo? Questa è la verità. Questa è una cosa fatta perché tutti gli uomini possano amarla, trovandosi e ritrovandosi in essa.
      E io sono felice di poterla condividere con voi.

  7. giuliana z.

    meno male che questa informazione sui sistemi antincendio delle biblioteche la so solo adesso che non le frequento più! più di 10 anni fa (forse Cyrano aveva ancora i calzoni corti!) mi è capitato per motivi di studio di varcare il famoso portone della Curia generalizia dei Gesuiti e sono orgogliosa di dire che per una intera settimana ho spulciato scartofie e manoscritti nella loro boblioteca alla vana ricerca di documenti che attestassero l’interesse dei Gesuiti per la diffusione dell’immagine di San Luigino. Purtroppo non ho trovato quasi nulla, visto che i Gesuiti portano, giustamente, sul palmo di mano il fondatore, ma quanto ai loro altri santi, hanno lasciato praticamente fare tutto alla devozione popolare. Insomma come si dice in Sicilia, nottata persa e figlia femmina! (ammetto che il bibliotecario, sapute le mie intenzioni, mi aveva avvertito col sorrisetto sotto i baffi “qui troverà poco e nulla”) Però ogni giorno di quella settimana sono passata sotto le due immagini di cui parla Cyrano e ho assorbito per osmosi le raccomandazioni piriche. Aggiungo che gli estintori non li ho proprio notati….
    Se, caro Cyrano, ti riferisci alla discussione accesa di ieri (ma era solo una delle tante che si possono metter sù con chi non ha la grazia di aver incontrato chi ci fa liberi davvero), ti dò ragione sul fatto che bisogna cercare la verità oltre le formulazioni, oltre gli slogan. Il mondo si costruisce coi fatti, non con le chiacchiere, e più si chiacchiera, più i mattoni della casa stanno uno sull’altro ma senza la malta per tenerli insieme. Una cosa è certa, se una battuta tira l’altra, quello che rimane è solo un esercizio dialettico, una competizione sul piano verbale e vinca chi ha maggior argomenti da piazzare sul tavolo da gioco. Se le cose si mettono così, per me saranno sempre tempi duri, perchè mi conosco bene e so che dopo un po’ getto la spugna, non perchè non sia convinta delle mie posizioni, ma perchè non sono brava a intavolare discorsi e non ho una pazienza “gesuitica” nel costruirli! se ripenso alla mia storia personale, chi mi ha colpito di più, sempre, è chi mi ha detto semplicemente “vieni e vedi” e io l’ho seguito perchè intuivo che c’era qualcosa di veramente bello da scoprire. Ho capito che il metodo della conoscenza è la fiducia, seguita dal mio stesso sperimentare. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Per questo, tanto per ri-toccare brevemente la disputa precedente, credo di avere più sapienza io nel mio alluce destro, che tutti gli scienziati che con i loro microscopi e i loro discorsi vogliono dimostrare che una morula è solo un ammasso cellulare e non il principio di una vita che nessuno ha diritto di interrompere.
    La sapienza mica me la dà lo sviscerare la materia (io saprei solo distruggerla), ma il vedere la bellezza del quadro d’insieme. Riporto qui di seguito la poesia di Trilussa intitolata “la pupazza”, che rende bene l’idea:

    Quann’ero regazzino,mi’sorella,
    che su per giù ciaveva l’età mia,
    teneva chiusa drento a’na scanzia
    una pupazza bionna,tanto bella.
    Era de porcellana,e m’aricordo
    che portava un bell’abbito da ballo,
    scollato,co’la coda,tutto giallo,
    guarnito con un bordo.

    Cor giraje una chiave sospirava,
    moveva l’occhi,e,in certe posizzione,
    pijava un’espressione
    come avesse pensato a chissà che…
    Se chiamava Bebè.

    Io ce giocavo,e spesso e volentiri
    la mettevo sul letto a la supina
    pe’vedéje sparì l’occhioni neri:
    e co’la testa piena de pensieri
    dicevo fra de me: – Quant’è carina!
    Chissà che belle cose ciavrà drento
    pe’mòve l’occhi tanto ar naturale,
    pe’sospirà co’tanto sentimento! –

    Ecchete che una sera,
    nun sa sa come,tutto in un momento
    me sartò in testa de vedé che c’era.
    A mezzanotte scesi giù dal letto,
    detti de guanto a un vecchio temperino
    e come un assassino
    je lo ficcai ner petto!
    La squartai come un pollo,poverella:
    ma drento nun ciaveva che una molla,
    un pò de fil-de-ferro,una rotella
    e un soffietto attaccato co’la colla.

    D’allora in poi,se vedo una ragazza
    che guarda e che sospira,
    benanche me ce sento un tira-tira
    nun me posso scordà de la pupazza.

    1. Che bella ‘sta poesia… e quant’è vera! 🙂
      No, non parlavo di ieri: il post l’ho scritto ieri ma l’avevo in mente da un po’. Quanto agli estintori e alle immagini, nel post usavo i condizionali da discorso indiretto proprio perché purtroppo io invece non ho beneficiato della tua esperienza (riportavo solo quello che m’ha raccontato un professore). C’erano già, gli estintori? Li hanno messi dopo? Non è da escludere che il tuo subconscio, sfavillante delle esortazioni piriche, li abbia rimossi dal campo visivo e/o dalla memoria, ma forse semplicemente non c’erano… Trovo che comunque l’aggiunta sia di gran classe! 🙂

  8. Chiedo scusa se posto qui, ma ieri sera a un certo punto ho spento e stamattina mi sono accorta che Fefral aveva postato un commento richiamandosi a una mia frase, che vorrei spiegare. Non perché ho la coda di paglia nè perchè devo piacere per forza a tutti in tutto quello che dico, ma perché mi rendo conto che l’elogio del matrimonio riparatore possa suonare strano.

    Ci sono due cose che mi spingono a pensarla in questo modo:

    la prima, banale, é che quando no compie un’azione deve essere consapevole e pronto a prendersi carico delle conseguenze che tale azione potrebbe comportare. Questo è essere adulti. Se non ho la patente non guido, se guido lo stesso devo essere consapevole che posso finire nei guai, se faccio un incidente devo pagare i danni, in tutti i sensi.
    Se un uomo e una donna (un ragazzo e una ragazza, due adolescenti, quello che vi pare) fanno sesso non protetto (non entro nel merito dell’opportunità di usare o meno metodi contraccettivi non naturali) sapendo che potrebbero generare una nuova vita, e se poi questo succede, non ci vedo niente di sconvolgente nel matrimonio riparatore. Mi spiego meglio: perché no? Perché un matrimonio senza amore porterà sicuramente all’infelicità dei coniugi? Forse, ma non di sicuro, e soprattutto chi l’ha detto che quei due devono essere felici per forza, se il prezzo della loro felicità è l’aborto, quindi la fine della vita del loro bambino, della felicità del quale nessuno si sta preoccupando? Perché la loro felicità vale più della sua? (senza contare che difficilmente dopo aver abortito si può essere felici, come molti di noi dicevano ieri).
    Ogni azione comporta delle conseguenze, prima della legge sull’aborto un uomo sapeva che se metteva incinta la sua ragazza magari era costretto a sposarla, ora sa che può dirle “il problema è tuo” e fregarsene.

    La seconda cosa è che un tempo ci si conosceva di meno, ci si sposava che ci si era frequentati pochissimo, ma si sapeva che il matrimonio era per sempre e quindi si poteva segliere se essere infelici e crogiolarsi nel sogno di una vita diversa oppure se rimboccarsi le maniche e far diventare felice la vita che si aveva.
    Naturalmente non idealizzo quei matrimoni, ma credo che siccome si avevano meno grilli per la testa (stimoli, possibilità, distrazioni, ecc) si pensava di più alle cose essenziali, le persone avevano valori in comune, si poteva riuscire a stimare la persona che si sposava anche se non si avevano le famose farfalle nello stomaco (ecco, non sono più fuori tema col post di oggi 😉 ) e a donarsi a lei, e si poteva trasformare un matrimonio combinato o riparatore in un matrimonio felice.

    1. fefral

      sorellastra ciao! Non ho tempo di rispondere adesso ma lo farò dopo. Sul matrimonio riparatore ho parecchie esperienze di vita reale (non mie ovviamente 🙂 ) che mi portano a condividere quell’intervento di paolo (unica tra tutte le cose che ha scritto su cui mi trovo d’accordo)
      Come state tu e il piccolo?
      A più tardi

    2. chiara

      Solo una precisazione: prima della legge sull’aborto nessun uomo sapeva che se metteva incinta una ragazza era COSTRETTO a sposarla: io ho 39 anni e sono figlia di “una ragazza madre”. Niente aborto nel 1972 e niente diritti ai figli naturali non riconosciuti (legge arrivata finalmente nel 1975 mi sembra).

  9. alvise

    “Quello dell’aborto per me è uno dei più grandi misteri dell’epoca moderna.”
    Così ha scritto ieri Costanza. Che vuole dire epoca moderna? Che vuole dire mistero?
    Una cosa che data la sua efferatezza è inspiegabile? Ebbene questo mistero è cominciato da molto lontano, dapprima esistette sotto forma di “infanticidio”.
    Alcuni “studiosi” per quello che vale questa parola , hanno calcolato che nei popoli primitivi l’infanticidio arrivasse fio al 50% dei nati vivi. Nell’età cosiddetta “moderna” questa pratica è continuata senza sosta fino si può dire, nei paesi cosiddetti civilizzati, a tutto il 1700 e anche poi al 1800 seppur sempre in calo, dovuto questo al controllo sempre maggiore dello stato sui cittadini,e al perfezionamento delle pratiche anticoncezionali e alla minore difficoltà economiche di allevare più figli. Non che non esistesse anche allora l’aborto, ma considerato le condizioni igieniche, tecniche devastanti eccetra molte volte si preferiva l’infanticidio come in definitiva più accessibile. Dove sta il mistero oggi? Nel fatto che la gente si è fatta ingannare dagli scienziati che dicono che fino a tre mesi non è una vita che si abolisce?
    Ma come ho cercato di dire ieri anche con la vecchia legge non mi sembra che nell’immaginario collettivo, scusate questi termini orrendi l’aborto fosse vissuto come assassinio: Allora dove sta la perfidia moderna che già non esistesse prima’
    Per me Pasolini è stato un grande intellettuale, ma le sue argomentazioni avete visto come erano articolate a volte contraddittorie a volte di piglio aggressivo ma poi subito pronte a ritornare sul discorso e a vedre in realtà la grande tragicità non solo di questo mondo moderno ma del mondo totale…

    1. paola

      Ciao Alvi,intanto grazie per la preciasazione di ieri sulla legge del ’78..chiedo scusa per avere frainteso….
      comunque sai qual’è il punto di tutto il discorso credo?
      che dopo un aborto ti senti uno schifo,c’è poco da fare..e tutte le donne che lo hanno provato sono sicura che si rendano conto di avere interfrito con il corso della storia,c’è poco da fare..è come deviare il corso di un fiume..non è un dramma,ma cambia qualcosa per sempre e anche se gli scienziati si accapigliano per dire è vita o non è vita la donna che sente dentro di lei qualcosa che cambia sa benissimo che quella è vita,che non succederà mai più che quel codice genetico si ripeta,avrà altre possibilità ma mai più quella..e poi magari si convince,ingannata,che non è così….ma è ingannata.
      Scusa Cyrano per la regressione ma tenevo a puntualizzare,questo argomenta mi infuoca sul serio e mi sento un po’ Grisù(è Grisù vero quello dell’immagine?)..pasticcione ma che a tutti i costi vuole diventare un bravo pompiere…che Dio mi aiuti!

      1. Non ho da scusarti di niente, Paola: non sei affatto off topic – anche se sei infuocata dosi lanciafiamme ed estintore. Dio ci aiuti tutti a fare altrettanto.

  10. alvise

    Esistette , sì, oppure esistiede, fanculo la grammatica, quando ci libereremo della
    grammatica gesuitico-salensian-metodista!!!

  11. «Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo»: usando queste parole di Santa Caterina da Siena, Papa Giovanni Paolo II ai due milioni di ragazzi a Roma per la «Giornata mondiale della gioventù» nel 2000
    Altro che estintori, altro che cerchiobottismo, un SANO FUOCO che faccia sentire la bellezza e la felicità di essere VIVI….

    1. Proprio perché qui siamo tutti consci e intimamente convinti di queste cose bisogna dare l’altro colpo, perché il mio cerchiobottismo (che presumo di aver in qualche modo mutuato da quei grandi cherchiobottisti che furono Ignazio e altri) non è plasmato sull’ansia di piacere a tutti – fesserie – ma sul dovere di ricercare una verità che credo e spero essere un po’ più grande della mia scatola cranica.
      Non di rado, poi, le cose che si fanno per “sentire la bellezza e la felicità di essere vivi” producono tristezza e morte. Su tutti questi atteggiamenti sono irriducibilmente scettico: perché non impariamo a godere del silenzio degli organi, del lavoro umile, costante e paziente?

  12. Luigi

    Il matrimonio riparatore? Trovo che abbia basi più solide del matrimonio passionale in quanto come spesso si dice, la passione s’affloscia a scapito di altre virtù più sostanziose. Il matrimonio riparatore parte quindi con un intento propositivo e positivo mentre la passione a volte ci annebbia la mente. Ovviamente poi ci sono altre cose da considerare se si può: la vicinanza culturale per esempio. Come sottolinea Oscar:
    Il legame d’ogni unione, si tratti di matrimonio o d’amicizia, è costituito dalla conversazione, e la conversazione deve possedere una base comune: tra due persone troppo diverse per cultura, l’unica base comune si trova al più infimo livello. E anche: Esser innamorati è romanticissimo, ma non c’è nulla di romantico in una proposta di matrimonio. C’è persino il rischio d’essere accettati!

  13. alvise

    Pompieri e piromani insieme, , volpi e lioni o anche, se mi è concesso rifarmi alla sagacia della nostra Laura Gotti Tedeschi: Colombe & Serpenti, al tempo istesso….

    1. Sai Alvise, una volta avevo scritto a Costanza una lettera in cui parlavo proprio di quel binomio evangelico, e dicevo che dovremmo essere capaci di armonizzare così tanto la purezza e l’astuzia (perché Gesù specifica anche quali attributi vadano coniugati, o ci ritroviamo in un attimo a mordere come i serpenti e a imbrattare come le colombe) da plasmarci in un nuovo “animale mitologico” – la “serpolomba”. Magari, col suo permesso, vi riadatto quella lettera a post… solo che ne ha già scritto Laura… 🙂 Vabbe’, ci siamo capiti…

  14. Vi prego, no!!!

    Non torniamo all’argomento di ieri.
    Non perché non se ne deva parlare ma perché, come giustamente dice Giuliana Pandamonio, “quello che rimane è solo un esercizio dialettico, una competizione sul piano verbale e vinca chi ha maggior argomenti da piazzare sul tavolo da gioco”.
    Invece il post di oggi ci riporta ad argomenti più alti, ci riporta al cuore, ci riporta al lavoro su noi stessi.
    Se non ripartiamo dalle fondamenta, se non ricominciamo ad evangelizzare sarà dificcile far capire a persone che la pensano come Paolo84 il valore che c’è nell’umo in quanto per natura uomo, indipendentemente dal numero di cellule che abbia.
    Dobbiamo innanzitutto lavorare noi stessi, avere il dominio delle proprie facoltà. Con questo non dico che dobbiamo metterle a tacere, ma arginare la potenza.
    Spesso siamo come un fiume in piena. Se non mettiamo degli argini sappiamo quanta distruzione una simile potenza può causare. Se invece cerchiamo di arginarlo, allora quella furia diventa energia sfruttabile per costruire tante cose!!!
    I giovani sono energia pura, non dobbiamo tarpare loro le ali, ma insegnare a mettere a fuoco le proprie capacità per un obbiettivo alto. Dare dei valori da amare, dare delle cose per le quali vale la pena vivere, non togliere le ali, o sopprimere la passione.
    Metto qui una poesia di Robert Frost che è all’inizio di un film (e un libro) che tanto appassiona le dodicenni di oggi:

    Fuoco e ghiaccio (Robert Frost)

    Dicono alcuni che finirà nel fuoco
    il mondo; altri nel ghiaccio.
    Del desiderio ho gustato quel poco
    Che mi fa scegliere il fuoco,
    Ma se dovesse due volte finire,
    So pure che cosa è odiare,
    E per la distruzione posso dire
    Che anche il ghiaccio è terribile
    E può bastare.

    Fuoco e ghiaccio, fuoco e acqua. Passione e purezza. Tutto parte di noi, tutto voluto da Dio, l’importante è averne il controllo affidandosi a Lui e conformando la nostra volontà alla Sua. Perché purtroppo la nostra volontà è macchiata e i nostri desideri confusi.

  15. Per le signore rosa dentro:

    La famiglia della rosa (Robert Frost)

    La rosa è una rosa,
    Ed è sempre stata una rosa.
    Però la teoria adesso è un’altra
    Una mela può essere una rosa,
    Anche una pera, e così
    Una prugna suppongo.
    Non si sa
    Cosa sarà la prossima rosa;
    Tu, sicuramente, sei una rosa-
    Ma lo sei sempre stata.

    1. Alberto Conti

      “Una rosa potrà essere rossa o bianca ma sarà sempre una rosa: non potrà mai essere un lillà” (Andrè – Lady Oscar) 😉

      PS: sono cresciuto con 2 sorelle più grandi … 🙂

  16. Velenia

    Io sono una piromane recidiva reiterata,e si sa l’ incendio è un reato di pericolo,cioè viene punita la semplice messa in pericolo dei beni giuridici,anche se questi non hanno subito alcun danno.Ma sarebbe troppo comodo dire che lo sono solo per Cristo,in realtà lo sono per nascita (e il mio nick, che non è altro che il soprannome che avevo ai tempi del CLU,lo dimostra),tutti così in famiglia,non per niente mio nonno,carabiniere,durante la guerra prese a sberle un ufficiale delle SS e,almeno secondo la leggenda,salvò diverse persone.Mi ripeto quest’episodio quando mio marito mi rimprovera di usare la verità come una clava e io mi deprimo per il mio pessimo carattere.Mi dico che in fondo Dio mi ha fatto così e un motivo ci sarà.
    Comunque,tutta questa premessa per dirvi che ieri i miei figli e mio marito mi hanno portato a casa un gartto microscopico con un ‘infezione agli occhi,suppliche e cori di “poverino-non-lo- vorrai- buttare-fuori-.Io ,che ho già:un gatto,2 salamandre,un acquario,un numero imprecisato di rane,4 figli un marito,sto in appartamento e non sono ancora sottomessa,ho cominciato ad urlare e a dire cose alquanto veenose al mio consorte.Risultato.il gatto è ancora lì,in una scatola coi buchi,i figli sono convinti che io sia la matrigna cattiva di Biancaneve e mio marito non mi rivolge la parola.Io sono assolutamente con vinta della verità delle mie affermazioni,mi dite come si fa ad usare l’ estintore?

    1. paola

      sfratta le salamandre..il micio è sicuramente più carino!!!!!!poveriino….pensa alla storia del gatto con gli stivali,magari anche il tuo è magico…………….

  17. Ma nella gestione dello zoo ti danno una mano o è come a casa mia che hanno voluto l’acquario ( in realtà sono partiti dal cane ) e poi tocca a me la gestione? All’inizio è andata benissimo, ma ora non riesco a stare dietro e faccio fatica a distinguere i pesci… Non posso nemmeno guardare!
    Come fai?????

  18. Comunque a sentirvi Velenia, Fefral e Giuliana mi sembra di capire che siamo una bella manciata di piromani che si sono attaccate alla dolcezza della Costanza per cercare di assorbirne un pó… Lei che quando parla trasmette una pace!
    Io cerco in vano di essere dolce, ripeto, l’estintore se mi capita in mano io tendenzialmente lo lancio…

  19. Elena

    Anzitutto vorrei rassicurare che le biblioteche che hanno sistemi antincendio come quelli descritti da cyrano sono davvero poche e comunque non in aree accessibili al pubblico.
    Su incendi e spegnimenti metaforico vorrei dire invece quel che capita a me. Io sono per natura un’entusiasta e una passionaria, ma sono anche molto razionale e calcolatrice (lo so, sembra un ossimoro idiota, ma è una lettura di me confermata anche da altri). Tendenzialmente quindi amo fare le cose con metodo, con senso del dovere, ma anche con profondo sentimento e convinzione.
    In questo periodo rifletto molto sulla volontà di dio, che è se secondo me sempre ordinata ad un fine, la mia santificazione, ossia un’unione sempre più profonda con lui, ma anche alla santificazione del mio prossimo. Farea volontà di dio è amare: se c’è questo amore in me e con gli altri significa che Ho fatto la sua volontà.
    Le scoperte che faccio quotidianamente sulla volontà di dio sono una specie di traccia che costruisce il sentiero, e oscillano tra desiderio di ordinata perfezione e tracimazioni in mistiche follie, ma la cosa più incredibile è che, quando penso di essere arrivata alla verità, ad una sua qualsivoglia formulazione, ecco che dio alza l’asticella e mi dice: non ci sei, ancora un passo dai! E quando penso di aver trovato la formula ideale dei rapporti, quella dell’amore perfetto, Gesù nel fratello mi tira le orecchie e mi dice che è a lui che devo guardare, non al mio perfetto teorema autoreferenziale.
    E concordo sulla difficoltà dell’essere lievito, del lavorare sottotraccia. La verità del vangelo è per me esattamente come l’ha descritta cyrano
    Infine il post è bellissimo, direi…

  20. alvise

    BUONA FEDE-MALA FEDE: oggi ho letto su un giornale un servizio sul lento ritorno alla normalità nella zona dello tsunami in Giappone dove si vede, nelle foto, dei bambini giocare sorridenti sulla spiaggia vicino ai reattori, si vede un altro ragazzo tuffarsi in mare da una roccia a picco sul mare tipo Acapulco e mi è venuto in mente di quando qualcuno ha parlato qui nel blog e/o fatto riferimento a un articolo di un monsignore non mi ricordo chi (e tutti condividevano) il quale monsignore diceva che quella dopo la sciagura era gente senza sorriso non potevano reagire con la speranza perchè non avevano conosciuto Cristo la rivelazione e le solite cose….
    Ora chi affermava e sosteneva questo o era in mala fede e allora passi o era in buona fede e allora che?

  21. Luigi

    @Alvise – Più o meno tutte le mattine comunico tramite e-mail con il nostro cliente di Tokyo e in particolare con una donna di 35 anni sposata che è già venuta a trovarmi con suo marito. Sono nove donne in ufficio. Sette sono sposate. Tutte senza figli tranne una che quest’anno è in maternità. Per loro il lavoro è quasi tutto, la società una seconda famiglia quando non la prima. Poco tempo la sera per appassionarsi di cinema, musica, shodo o altro. La mattina del terremoto e i giorni seguenti le chiedevo notizie sulla salute, sull’ambiente e lei mi liquidava sempre con poche parole rassicuranti su quelle questioni mentre si dilungava su commenti a film, letteratura italiana e altro. Tu che opinione ti faresti? A me fanno tanta tenerezza e compassione perché sono tendenzialmente buoni, educati, rispettosi e altruisti.

  22. giuliana z.

    ci avete fatto caso che oggi il Grande Inquisitore non si è fatto vivo? secondo me ha visto che il post di oggi non era in linea con la ricerca che lui sta facendo, ovvero la ricerca di blog in cui dei cospiratori come noi mettono in discussione le leggi di uno stato democratico! Ehi, Inquisitoreeee! hiuuuhuuu! siamo quiiiiii!
    ci sono persone che ogni giorno indossano i panni dei farisei e ti vengono a “sfruculiare” per vedere se tu dai a Cesare quel che è di Cesare e se tu sottolinei che ci sono cose che dai solo a Dio, eccoli lì pronti a dirti che hai leso la maestà imperiale. Il mondo virtuale ha reso queste degne personcine molto solerti nel cercare e stanare i tipi loschi come i cattolici. Lo so, lo so che il post di oggi parla di cerchiobottismo e di come equilibrare acqua e fuoco, ma io non sopporto i provocatori (ce ne ho uno alle costole anche su FB….). Ci sono i provocatori di professione e quelli estemporanei, quelli che puntano al rispetto della legalità e quelli che ti additano come un plagiato e vorrebbero riportarti sulla via della “ragione” (il mio persecutore di FB arriva a dire che la Chiesa vuole i miei soldi….se così fosse mi avrebbe lasciato perdere da un pezzo, perchè qui non c’è da cavare un ragno dal buco!). Ieri sera, per non cadere nella trappola del sillogismo forzato mi sono fatta umilmente sottomettere da mio marito che doveva studiare e ho spento il pc. Più che il grande inquisitore poterono i panni da stirare! forza della realtà! e mentre stiravo ho recitato un rosario per me e la mia amica che mi ha chiesto di pregare per lei per lo stesso motivo: buttare acqua sul fuoco!

    1. Luigi

      @Giuliana – Infatti, dopo un paio di battute iersera ha ceduto all’illogicità dei suoi argomenti.

    2. Ma chi ha scritto il post, Giuliana, è lo stesso che ieri le suonava a Paolo, in sintonia con Alessandro e con tutti gli altri… L’equilibrio, il compromesso, il “cerchiobottismo” (se proprio vogliamo) sono questioni di stile, non di contenuto. E ce n’è bisogno non solo per aggirare la diffidenza di quegli indottrinati aggressivi che ci vedono indottrinati inebetiti (“non rispondere al male col male, ma vinci il male con il bene” è una massima di grande finezza politica), ma anche per lo stesso semplice cammino di ricerca della verità. La verità fugge gli amanti prepotenti e, se è vero che “il Regno è dei violenti”, la violenza che ci è chiesta è contro le nostre bramosie e contro il nemico degli uomini, non contro chi ci avversa. Questo stile, questo garbo, questo equilibrio è capace – credo io – di lasciare a bocca aperta i nostri detrattori: «Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti» (Rom 12,17-18). Ma questa è ancora più aderente al nostro blog, se si va a rileggere tutto il capitolo: «Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo» (1Pt 3,15-17). Notare l’esplicitazione del fine: non è buonismo, è politica!
      Sono io che me le invento?

    3. fefral

      cyrano, oggi continui a sorprendermi per la tua saggezza!
      Comunque è vero, non ho ancora 40 anni, quindi siamo praticamente coetanei 🙂

  23. Velenia

    @danicor,no i figli non mi aiutano con lo zoo,se ne occupa più che altro mio marito che quando l’ho conosciuto,teneva a casa sua 2 gatti,2 canarini,un acquario e una casetta per i piccioni fuori dalla sua stanza.Come le nostre nonne pensavo che dopo il matrimonio sarebbe cambiato,non solo non è cambiato ma sono arrivate 4 piccole sue fotocopie!
    @fefral,tengo effettivamente un piccolo estintore in cucina,ma non posso tirarlo addosso al gatto,lo ucciderei,è piccolo come una mano.Nessuno qui vuole adottare un gatto?
    @alvì,non so molto dei giapponesi,però un paio di settimane fa ho ascoltato una conferenza di Etsuro Sotoo che è l’ architetto giapponese che ha continuato l’ opera di Gaudì nella Sagrada Familia.Durante il dibattito finale gli è stato chiesto perchè fosse passato dallo sciintoismo,al buddismo e infine al cristianesimo,da una decina d’ anni è battezzato e moglie e figlia lo hanno da poco seguito.Lui ha raccontato il suo itinerari,come da giovane,pur essendo finito per caso a studiare arte,fosse rimasto affascinato dalla pietra e dalla scultura.Di tradizione scintoista aveva abbracciato il buddismo per il suo amore per la natura,poi ritrovato in Gaudì che è molto conosciuto in giappone.Aveva provato a spegnere sè ogni desiderio,come predica il buddismo,ma un unico desiderio non riusciva a spegnere:il desiderio della pietra,il desiderio di scolpire,e quale religione non spegne ma am,ma amplifica il desiderio?
    Ti sarebbe piaciuto ascoltarlo,alvì,dovrebbe esserci un video qui:www.ilsentiero.pa.it

  24. Velenia

    Scusate il link esatto è questo:www.ilsentieropa.it.
    @admin,su questo blog,ma solo su questo,la mia tastiera sembra drogata,non si può fare nulla?

    1. fefral

      admin, su non fare così….
      rientra in te stesso
      mica hai già cominciato a far fuori pezzi d’equipaggio?

  25. alvise

    VELENIA: GRAZIE!!!
    LUIGI: leggevo che, a parte la foresta “mefistica” giapponese, leggevo che nemmeno l’Irlanda e la Polonia sono messe tanto male in quanto a suicidi. Se volete , da questo, trarne delle considerazioni di carattere sociologico -cultural-religioso accomodatevi, io, per icché penso, lo ripeto, lo sapete, l’ho già detto altre volte secondo me il mio punto di vista icché provo io eccetra è che : la vita è un inferno, dappertutto, suicidi o non suicidi, religioni o anche meno, la vita, ripeto è un inferno , ma OVUNQUE c’è gente che riesce a viverla, io non lo so perché e non lo voglio nemmeno sapere non mi importa a me che non sia un inferno per me è un inferno e basta, ma, dicevo c’è tanta gente che riesce a stare contenta, a avere figlioli, a stare in famiglia avere cai gatti criceti scummie tartarughe scorpioni piccioni procioni qualsiai cosa e stare felici e contenti

    1. Luigi

      Alvise, quale significato ultimo dai alle tue azioni quotidiane sempre che tu glielo dia? Ti sei sentito a disagio dopo i post di ieri? Forse ti sei sentito lontano anche da noi?

    2. giuliana z.

      ehmmm, Alvise… io ho gli scorpioni che mi entrano nel salotto e proprio ieri sono andata all’azienda agricola qui vicino a comprare un bell’insetticida-li-ammazza-stecchiti (non è vero, li stordisce e se tu non ci dai un pestone col cavolo che muoino!)…. la vita sarà un inferno, ma si può provare ad arginare un po’ quelle fiamme. Io c’ho il mio estintore professionale, che quando mi ci attacco vedi come le fiamme retrocedono, si chiama Rosario (e gli fanno compagnia anche altre “manichette” come le novene, nonchè le Ore ecc)

  26. alvise

    GIULIANA: io credo che quel ragazzo sia stato trattato in maniera ingiusta. Lo stranumero dei suoi commenti dovuto al fatto che lui era solo contro tutti, se uno va a contare pro e contro fanno pari. Per quanto riguarda che lui non avrebbe saputo portare nessuna argomentazione dimostrazione pezza d’appoggio e altro di questo genere nessuno credo è stato in grado di farlo solo citare e controcitare e
    essere a favore di questa o di quell’altra opinione scientifica o meno.
    Ha cercato di battersi fino all’ultimo, (forse in maniera non all’altezza del livello del blog?)
    BULLSHIT!!!

    1. fefral

      @paolo1984 torna tra noi!!! alvise si sente solo contro tutti. E poi condivido la tua posizione sul matrimonio riparatore su cui mi accingo a scrivere

    2. giuliana z.

      non ho il minimo senso di colpa….
      anzi, il “ragazzo” come lo chiami tu, mi sembra che sia molto ben provvisto di argomenti o almeno trae dai suoi proclami e dalle sue frasi fatte, sostenute a suon di leggi, una grande forza. Mica ce l’ho con lui come persona! qui tutti sono i benvenuti se entrano per dialogare e non per dileggiare o con l’intenzione di stanare i (cattolici) politicamente scorretti. Dico però che non mi va di porgere guance e natiche su temi così importanti come il diritto alla vita e non sarà il codice civile a dirmi cosa corrisponde al mio cuore e cosa no. Qui non si tratta di contare e mettere sul piatto della bilancia i commenti per vedere da che parte pende. Qui si tratta di vagliare tutto e trattenere il valore di ciò che è buono. Buone sono le persone in carne ed ossa, il loro vissuto ,come ieri alcuni di voi hanno testimoniato. Poi ognuno fa la sua battaglia e alla fine vedrà se ne è valsa la pena oppure no.

    3. Alberto Conti

      nessuno ha portato un’argomentazione tranne Paola: lei ha portato la sua storia e questa non è confutabile: è un fatto, non un “problema di coscienza”, e vale 1000 volte più di qualsiasi argomentazione e/o appiglio scientifico.

    4. admin

      “Ha cercato di battersi fino all’ultimo”
      non si fa wrestling qui…almeno non nelle nostre intenzioni. Il “ragazzo” secondo me è stato trattato esattamente nel modo in cui lui ha trattato gli altri e ha voluto impostare la discussione. Se poi vi fate un giro su altri blog lo trovate praticamente ovunque, un commentatore (provocatore?) professionista con tanto tanto tempo a disposizione (beato lui).

    5. Alessandro

      ieri la discussione non era una discussione, e non per colpa nostra, perché era impostata così:

      P: “il Norlevo non è abortivo”, “prima della recisione del cordone ombelicale c’è vita umana ma non persona umana”
      C: no, il Norlevo è abortivo, e cito una fonte autorevole che lo dimostra; no, prima della recisione del cordone ombelicale c’è persona umana, e cito fonte autorevole che lo dimostra
      P: “il Norlevo non è abortivo”, “prima della recisione del cordone ombelicale c’è vita umana ma non persona umana”
      C: veramente, t’avrei già rinviato a esperti che dicono l’opposto, ti vuoi dar la pena di leggerli e confutarli?
      P: “il Norlevo non è abortivo”, “prima della recisione del cordone ombelicale c’è vita umana ma non persona umana”, e comunque ognuno porta i pareri degli esperti che gli fanno comodo
      C: ma vuoi una volta o l’altra entrare nel merito degli argomenti che ti ho portato, magari usando gli argomenti degli esperti che ritieni suffraghino meglio la tua posizione?
      P: ma “il Norlevo non è abortivo”, “prima della recisione del cordone ombelicale c’è vita umana ma non persona umana”, e comunque io non sono in grado di entrare nel merito degli argomenti, se vuoi trovare degli esperti che sostengono bene le mie tesi cercateli su google e divertiti a confrontarli con i tuoi esperti

      Con chi si comporta come P è impossibile discutere; e C è già stato molto paziente (assai poco piromane incendiario) a sopportare che 3 o 4 volte di seguito P ripetesse la sua tiritera senza prestare la minima attenzione alle obiezioni, e senza contestarle nel merito.

  27. Alberto Conti

    Io non sono fuoco, normalmente sono un Caterpillar (nel senso di macchina movimento terra non di “bruco”); ma ogni giorno devo sbattere la faccia ed umiliarmi di fronte alla forza della preghiera e che “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo” (Don Giussani).

    E’ ovvio che ci sono momenti nella storia in cui serve la battaglia di Lepanto (a tale proposito consiglio la lettura de “l’ultimo crociato” http://www.itacalibri.it/it/catalogo/de-wohl-louis/lultimo-crociato.html?IDFolder=144&IDOggetto=13252&LN=IT sulla vita di Juan d’Austria, uno dei libri più belli che abbia mai letto) ma serve più alla sopravvivenza della Chiesa che alla conversione delle genti.

    Ritornando per un attimo al post di ieri, ieri sera c’era alla TV “Amore, bugie e calcetto” film divertente e leggero ma in cui a un certo punto Mina dice a Piero: “in 40 anni ho conosciuto tanta gente che si è pentita di essersi sposata ma mai nessuno di avere fatto un figlio”: penso che si debba partire da qui per lottare in difesa di quegli angeli non dall’ “incendiare” le cliniche abortiste (anche se un bella pira… ;-))

    1. Alberto Conti

      non ho trovato la scena del “tuo figlio ha le unghie” ma penso che sia un gran film antiabortista (anche se il Corriere era arrivato a sosteneva il contrario :-() perchè porta una storia non una “infiammata” lotta

  28. Velenia

    @Alvì,vogliamo riprendere l’argomento di ieri,va bene,ma argomentazioni mi pare ne siano state date a iosa,voglio rispondere a quello che dici tu sugli infanticidi antichi partendo da un esempio più vicino a me.Come sapete sono nata e vivo in Sicilia ,e quale altra parola evoca in voi il nome della mi regione?
    Anche la mafia esiste da tempo immemorabile,fiumi d’inchiostro sono stati scritti per ipotizzare come e perchè è nata,la verità è che non lo sappiamo,ma sappiamo che esiste,pensereste mai di legalizzarla?Di fissare una percentuale legale per il pizzo?Di includere in un Albo professionale i capimandamento?Eppure sarebbe un bel risparmio di vite umane! A nessuno è richiesto l’eroismo eppure che pensereste di me se fossi testimone di un omicidio e stessi zitta,o se avessi frequentazioni mafiose?Come minimo rischierei una bella incriminazione per concorso esterno.Come sapete,per quanto riguarda il pizzo,la legge punisce anche l’ estorto oltre che l’ estorsore.E che dire di queeli che hanno dato la vita,non sono certo Livatino e neanche Gianna Beretta Molla,ma invocai prorprio lei quando durante la mia terza gravidanza,alla ottava settimana fui operata d’urgenza d’addome acuto e io e il piccolo rischiammo la vita.Eppure il sacrificio di Livatino(per cui è in corso la causa di beatificazione)così come quello di Falcone e Borsellino e di altri eroi più oscuri ci pare comprensibile,quello di Gianna Beretta Molla ci pare follia.Perchè?
    Sappiamo pure che in certi ambienti quelli che per noi sono eroi vengono percepiti come nemici,ma questo non ci fa relativizzare e diventare mafiosi.Anzi,guardiamo con compassione chi nasce in certi quartieri e cresce solo con un certo tipo di modelli.

  29. Velenia

    Eppure pure chi nasce allo Zen,non ha grandi scelte a parte fare lo spacciatore,ma auspicheremmo che le avesse le scelte,non che Cosa Nostra fosse legale.

  30. @Alvise,
    la cosa che mi fa incendiare è la sproporzione che esiste tra le cose, la mancanza di logica ostinata, la cecità causata da un’ideologia di morte.
    (http://www.ilcambiamento.it/estinzione/progetti_per_salvare_rane_estinzione_2011.html )
    “Venerdì 29 aprile 2011 si celebra il ‘Save The Frogs Day’: in tutto il mondo si possono organizzare corsi di formazione e progettare azioni di conservazione degli anfibi nel tentativo di aumentare la consapevolezza riguardo l’allarmante estinzione di queste specie. Altra iniziativa, italiana, è il ‘Progetto Rospi’ ideato dall’erpetologo Vincenzo Ferri: tutti gli amanti di questi animali possono aiutarli ad attraversare le strade nei momenti e nei siti di maggior afflusso.”
    Se io leggo in un giornale una brano come questo raccolgo solo consensi e pacche sulla spalla, al limite indifferenza.
    Se io leggessi
    “Il 15 ottobre 2011 si celebra il “Save the the human fetus”: in tutto il mondo si possono organizzarte corsi di formazione e progettare azioni di conservazioni dei bambini ancora non nati nel tentativo di aumentare la consapevolezza riguardo l’allarmante numero di aborti in atto legalmente nei paesi detti sviluppati. Altra iniziativa, italiana, è il “Progetto adotta una mamma”: tutti gli amanti del genere umano possono recarsi negli ospedali dove si praticano aborti ed aiutare il personale dei CAV a convincere le mamme in attesa della gravità della sua scelta, aiutandole anche concretamente ad attraversare il momento di crisi.”
    Vorrei vedere che cosa succederebbe! Un caos, ne sono sicura.
    Ieri Paolo diceva: la vita c’è, ma non la persona. MA ANCHE SE FOSSE SOLO LA VITA, E’ VITA DI GENERE UMANO, nessuno lo può negare. E perché oggi vale meno di un girino????

  31. In Italia:
    “Rane, salamandre, tritoni, lucertole e diverse specie di serpenti sono protetti dalla legislazione vigente, che ne vieta “la cattura, l’uccisione volontaria e la detenzione a qualsiasi fine, a tutti gli stadi di sviluppo””

    Da notare bene: IN TUTTI GLI STADI DI SVILUPPO

    http://www.wwf.lecco.it/faunamin.htm

    1. Alberto Conti

      voi non sapete le richieste (e l’aumento esorbitante dei costi) relativi ai manufatti per attraversamento fauna sulle grandi opere in linea:
      – sull’ampliamento della autostrada A1 (autostrada esistente) hanno chiesto di realizzare tubi (da spingere sotto il rilevato stradale) per la salvaguardia della Salamandra occhialuta (scusa Velenia ma da allora le salamandre non mi sono molto simpatiche);
      – nell’attraversamento del parco del Ticino alla TAV sono stati chiesti attraversamenti ogni 300 m (!) con sottopassi di dimensioni 4mx4m perchè il povero cervo che sta passando si potrebbe spaventare al passaggio del treno e deve poter tornare indietro (nda: io cervi alti 4m non li ho mai visti e questo si porta dietro un altezza minima del rilevato ferroviario di 5,5m).

    2. Alessandro

      ti ringrazio Alberto perché mi hai fatto conoscere uno dei tanti risvolti aberranti dell’ideologia zoofila

  32. alvise

    DANI-COR: non so cosa rispondere.
    Leggevo le statistiche sui tanti casi aborto volontario e pensavo che c’è, tra le donne, diversità, di età, di cultura, di stato civile e altro. Poi penso che loro credano DAVVERO
    (a quello stadio della gravidanza) di non avere nell’utero un bambino, ma un ammasso cellulare indifferenziato che è ,per loro, opportuno asportare. Questo potrebbe essere loro venuto in mente attraverso la propaganda abortista radicale (in senso largo)oggi in voga..
    Questo pensiero radicale oggi in voga, e riconosciuto dalla legge, pretende di potersi basare su osservazioni di carattere scientifico. Gli oppositori pretendono invece (sempre su fondamenti scientifici)che il concepimento avvenga, in definitiva, quando si scontrano i gameti.Io, sinceremente, la penso anch’io così, ma osservo 1 ) che altri la pensano in un altro modo senza processo alle intenzioni 2) che anche se pensano che la vita è già iniziata da zero non hanno mentalmente la sensazione di compiere un assassinio.

  33. alvise

    LUIGI: te sei uno gnostico antico condannato nell’abisso oscuro del caos ma in attesa di salire alla luce, dalla Marmolada alle stelle!!!!!

  34. alvise

    Ma voi vu’ ce l’avete proprio con tutti:
    gli omosessuali,
    chi abortisce
    i libri con le famiglie a pezzi
    i film di Moretti
    i girini
    i criceti
    i panda
    i giapponesi
    i miscredenti in quanto…miscredenti

    1. Alessandro

      se la domanda è: che cos’è vita biologica, allora basta consultare un buon manulale di biologia.
      Se la domanda è “quando comincia la vita umana”, allora una risposta ben argomentata e che non mi stanco di proporre è qua:

      http://www.disf.org/Voci/56.asp

  35. Luigi

    @Alvise, spero tu non mi abbia dato dell’imbecille, guarderò il significato su wikipedia.
    @Giampa, Apri gli occhi e lo vedrai, oppure chiudili e lasciati invadere.
    @Francesca la vita è il contrario di morte

  36. @Francesca, lo sai che è una domanda da un milione di dollari che neanche i scienziati si mettono d’accordo…
    Io però ripeto per la terza volta nel blog: nel dubbio non si supera, il beneficio del dubbio lo danno anche agli imputati ( fino a prova contraria )

  37. fefral

    torno sul discorso del matrimonio riparatore. Come accennavo prima ho in mente molte situazioni concrete in cui il matrimonio riparatore si è rivelato il più grande errore fatto da giovani che si sono ritrovati ad aspettare un figlio.
    Condivido in pieno quello che scrive sorellastra “si pensava di più alle cose essenziali, le persone avevano valori in comune, si poteva riuscire a stimare la persona che si sposava anche se non si avevano le famose farfalle nello stomaco (ecco, non sono più fuori tema col post di oggi ) e a donarsi a lei,”. E condivido in pieno anche quello che scrive Paoloiltrolldeiblog “l’importante è che i due sposi si amino, ma sposare qualcuno unicamente perchè sei incinta è una cosa che non approvo, poi ognuno faccia come crede”
    Mi contraddico? Non penso.
    Secondo me le farfalle nello stomaco non c’entrano niente con l’amore. L’amore è dono di sè.
    Allora mi chiedo, se due ragazzi hanno fatto sesso senza precauzioni (lascio stare anche io i giudizi morali sul sesso fuori dal matrimonio e l’uso di metodi di contraccezione: ormai è fatta, lei e incinta) a me viene difficile credere che l’abbiano fatto nell’ottica di donarsi al partner. Probabilmente si vogliono bene, sicuramente non erano un granchè lucidi, magari c’era una forte passione, oppure semplicemente stavano a divertirsi….
    Lei scopre di essere incinta. Cambia tutto. Una donna incinta (chi ci è passata lo sa bene) non è più la stessa di prima. Una donna incinta di una gravidanza non cercata non è in grado di prendere decisioni lucide. Un uomo che sta per diventare padre non sa neppure cosa gli sta succedendo, meno ancora della madre che almeno avverte in se stessa un cambiamento. In queste condizioni come si può pensare di prendere una decisione come quella di legarsi per tutta la vita ad una persona?
    Ho visto tanti farlo: e sono pochissimi i casi in cui matrimoni così hanno funzionato. e generalmente si trattava di situazioni in cui già esisteva un progetto di matrimonio e la gravidanza ha solo accelerato una decisione che già era stata presa. Ne ho visti tanti naufragare in malo modo. E alla fine i figli (perchè poi magari ne sono arrivati altri) ne hanno pagato le conseguenze.
    Un matrimonio è una scelta tosta. Perchè possa funzionare deve essere una scelta libera e consapevole. D’altra parte un matrimonio parlo del matrimonio cattolico) contratto senza libertà e consapevolezza è nullo. E quale libertà possono avere due giovani che decidono di sposarsi spinti dall’urgenza di un figlio che sta arrivando?
    Assumersi la responsabilità delle proprie azioni io ritengo che nel caso di una gravidanza non cercata significhi accogliere la vita, e prendersi tutti gli impegni di genitore. Vale per il padre e per la madre. Ma questo non significa correre ai ripari sposandosi. Si rischia di rovinare la vita anche al figlio che sta per nascere

    1. Luigi

      Fefral velocemente, quanti matrimoni preparati con tutti i crismi saltano? Se solo si praticasse la sacra promessa “…nella gioia e nel dolore, tutti i giorni della mia vita…” è una questione di volontà, perseveranza, ecc.

    2. fefral

      probabilmente non sono preparati con tutti i crismi. Ribadisco: le farfalle nello stomaco non sono la base per un buon matrimonio. O meglio non sono una condizione sufficiente (e forse neppure necessaria). Come non è una condizione sufficiente quella di aspettare un figlio.
      Hai toccato il punto: le promesse. A cosa ci impegniamo quando ci sposiamo? Cosa significano quelle parole?
      E’ una questione di amore. Ma cosa vuol dire amore? Mi pare che il tema l’abbia già affrontato in un vecchio post Costanza. Ma secondo me non se ne parla mai abbastanza.

    3. Io penso ai tempi andati, si stava insieme perché era così e basta. Le coppie duravano perché così doveva essere. Non c’era il relativismo in tutte le cose. Non sempre il matrimonio è idillio, ma neppure la vita da single lo è. Fa parte della nostra condizione umana l’avere alti e bassi, fuoco e acqua.

  38. alvise

    Ma insomma perché non accettate che ci sia persone che la pensano in tutti i modi?
    Perchè, dite voi, noi vogliamo proteggere la vita dei feti!!!
    Ammettiamo sia giusto proteggere i feti…ma tutte le altre cose?
    C’è chi non crede a Dio, al Diavolo, alla vita dopo la morte, (se non allo stato chimico)
    al Papa, alla Madonna, ai miracoli, alla eucarestia…Ma possibile che siano (siamo) tutti degli stronzi scemi che negano l’evidenza di Cristo Dio (perché sennò, avete detto, sarebbe stato un pazzo uno a definirsi Dio se non fosse stato Dio e che poi dopo 2000 anni ancora c’è chi ci crede) (ma che razza di dimostrazione è questa, ma allora se tanti ci credono allora è vero?) o sono io scemo, io Alvise, costruttore di muri ciclopici, trasporattore di pietre immani che nemmeno se ne ha un’idea la bellezza e la grandiosità di queste pietre che metto io in opra, ma che sono Dio io?

    1. Alvise, l’hai mai mangiata la cioccolata fondente?
      Se tu non l’avessi mai mangiata, io che so quanto è buona, e quanto ti faccia stare bene mangiarne un bel pezzo, cercherei in tutti i modi di fartela assaggiare. Se tenessi a te. Se non mi fregasse niente forse no.

    2. “Ma insomma perché non accettate che ci sia persone che la pensano in tutti i modi?”
      Solo questa prima domanda richiede molte risposte. Ovviamente tutti possono pensare liberamente ma noi che abbiamo la fede sentiamo di dover indicare che Gesù è la verità, la via e la vita. Facciamo parte tutti della stessa società e quindi dobbiamo costruire insieme un mondo che a noi sembra migliore, se tu fai un muro e uno te lo disfa ti incazzi e anch’io m’incazzo.

  39. Roberto

    @Francesca/danicor: attenzione però, perché per rispondere a cos’è la vita non serve tanto la scienza, quanto la filosofia. La scienza al limite risponderà alla domanda “come si capisce se un essere vivente è vivo?”, dato che la scienza è deputata a rispondere ai “come” e non ai “perché”. Teniamo ben distinti i due piani.
    E’ come ha detto Luigi, o per essere anche più precisi: “la vita è tutto quell’insieme di funzioni che si oppongono alla morte”.
    Ma qua ci si sta chiedendo che cos’è la vita o che cos’è un essere umano? (o analogamente, cos’è un gatto, un pesce o un’altra forma di vita?). Perché per distinguere tra un essere umano vivo e uno morto di solito non ci vuole grande scienza infusa.
    Un essere umano è un essere umano. E dove comincia un essere umano? E di conseguenza, “dove comincia la vita?” Perché un essere umano comincia a esistere VIVO e muore una volta soltanto. Un essere umano, e in genere un essere vivente, non può cominciare a esistere morto, poi prendere vita per poi morire ancora; in tal caso, mancherebero all’origine quella caratteristica propria della vita di opporsi alla morte. Quando si è morti, non ci si può più opporre a ciò che si è divenuti. Si muore una sola volta, e finché non si è morti, si è vivi. Punto (e non mi si venga a parlare di morte apparente, visto che non la si chiama apparente per caso!).
    Un essere umano, come qualsiasi altra “cosa” (e lo dico perché qua non c’è bisogno di credere oppure no, ma solo di voler usare la ragione): un essere umano, dicevo, comincia dall’inizio. Non esiste nessun’altra possibilità: qualsiasi paletto intermedio è arbitrario. L’inizio di un essere umano può esistere solo e soltanto quando lo spermatozoo feconda l’ovuolo impedendo l’entrata a tutti gli altri spermatozoii. Così “coloro che erano due diventano una cosa sola”. Incidentalmente, anche la scienza non può negare l’unicità e irrepetibilità di tale vita.
    Perché una osservazione superficiale può far credere che l’embrione sia un essere umano? Ritengo che la ragione ce la possano spiegare i nostri amici filosofi greci. Procederò più tardi a spiegare questo punto, se trovo il tempo.

    Il tristissimo trollaggio di Paolo84 ieri, che tra gli altri deliri, ha voluto mettere sullo stesso piano il raggiungimento della maggiore età e l’acquisizione della caratteristica di essere umano solo dopo il taglio del cordone ombelicale, trascura il piccolissimo dettaglio che l’essere umano è un FATTO, non un’opinione né una legge. Argomentare che debba essere la legge a poter stabilire cos’è un essere umano (o più in generale cos’è un fatto) è una pazzia nel vero senso del termine. E’ come se la legge volesse stabilire che quando piove non si bagna in terra.
    Cos’è una persona umana NON è un’opinione, allo stesso modo in cui l’opinione di Hitler che gli ebrei (e molti altri) non fossero esseri umani (opinione suffragata dalla “scienza” dell’epoca) non cambia il fatto che lo fossero. Una volta che è passato il principio che la legge possa stabilire che cosa è e che cosa non è un essere umano, niente mi impedisce di operare per ottenere una legge che stabilisca che quanti la pensano come Paolo84 non siano esseri umani. Una volta che si è stabilito il principio che i fatti possano essere abrogati dalle opinioni, che i fatti siano… “fascisti” (e infatti cosa c’è di più “fascista” e irrispettoso della “libertà di opinione” di un fatto, che non cessa di essere tale a prescindere di quanti possano negarlo?) non c’è limite alla fantasia umana di crearsi l’inferno in terra che più aggrada, primizia dell’inferno eterno che attende coloro che persevereranno fino alla fine lungo tali follie.

    1. alvise

      Ma vedete la diabolicità: la legge sull’interruzione di gravidanza non nega un fatto, ma permette un azione. Allora permette l’omicidio degli embrioni? Lo permette. Ma allora…Allora che?

    2. Roberto

      @Alessandro: grazie!
      Alvise, intanto ti correggo: l’aborto consente l’uccisione di esseri umani allo stato di embrione, e non solo a quello stadio: ti invito a leggere qua, per esempio, quella bella trovata dell’aborto tardivo messo fuori legge negli USA solo dal 2003
      http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-bimbo-rifiutato–cristo-crocifisso-1409.htm
      Il problema è l’atto che la legge sull’aborto consente: poiché consente di uccidere esseri umani indifesi, introduce nella legislazione il principio che si possono ammazzare le persone. Vediamola così: io non posso sopportare il mio vicino di casa. Tutti dicono che costui è un essere umano, ma io dico di no! E chi sei tu, Alvise, per dirmi che ho torto? Cos’è, sono più scemo degli altri? Per me il mio vicino di casa non è un essere umano e domani sera lo accopperò a fucilate. Mica ti obbligo a fare lo stesso col tuo vicino, vhe, io sono una persona liberale.
      Lo disse chiaro Madre Teresa di Calcutta: finché c’è l’aborto, niente mi può impedire di uccidere voi e niente può impedire a voi di uccidere me.
      L’aborto è l’uccisione di un essere umano innocente e indifeso, esso non può essere permesso. La legge può dire quel che vuole, ma resta una legge illecita e disumana.
      Perciò moltissimi sostenitori della liceità dell’aborto, negano il fatto che un bambino nel grembo materno sia, e da subito, una persona umana. La legge introduce perciò la necessità di negare la realtà, il fatto che si ammazzano bambini, perché visto che a nessuno piace ammettere di essere a favore di una pratica del genere, bisogna procedere a rimozione. E poi, “se la legge lo permette non può essere così sbagliato.” Questo è un’altra idea (che nega un fatto) e si infiltra sempre più nelle coscienze. Questa rimozione della realtà è diabolica. Quindi, permettendo un atto criminoso e illecito, la legge finisce per gettare le basi per negare un fatto.

  40. fefral

    ” è “fin dal principio” che il fuoco santifica l’acqua, e i due – che stanno tra loro come maschio e femmina – possono essere visti in conflitto solo da chi non ha capito nessuno dei due.”
    torno al tema del post- Oggi Cyrano mi è proprio piaciuto!
    cambio però il posto ai termini della metafora

    è “fin dal principio” che la donna santifica l’uomo (e aggiungo “e viceversa”), e i due – che stanno tra loro come fuoco e acqua – possono essere visti in conflitto solo da chi non ha capito nessuno dei due.
    bellissimo!
    ovviamente la donna è fuoco e l’uomo è acqua!

    1. non posso non replicare, Fefral… 😉 perché “in realtà”, i termini sarebbero invertiti: spero di non scandalizzare nessuno, ma se il fonte battesimale viene detto “grembo ecclesiale”, se la Chiesa è intesa come la Sposa di Cristo e il cero (!) è il segno di Cristo risorto… quella triplice immersione del cero nell’acqua, “perché la fecondi e la faccia germinare di nuova vita” non si accorda benissimo con l’equazione cero-fuoco:donna=acqua:uomo…
      In fondo, però, tutto quello che hai scritto resta in piedi a partire da quel meraviglioso “e viceversa” che avevi aggiunto tra parentesi… 😉

      PS: anche a me sono piaciuti molto i tuoi (e i vostri) interventi. Grazie.

  41. fefral

    danicor “Comunque a sentirvi Velenia, Fefral e Giuliana mi sembra di capire che siamo una bella manciata di piromani che si sono attaccate alla dolcezza della Costanza per cercare di assorbirne un pó… Lei che quando parla trasmette una pace!
    Io cerco in vano di essere dolce, ripeto, l’estintore se mi capita in mano io tendenzialmente lo lancio…”
    Eppure Danicor non mi sembri meno dolce di costanza sai? Forse si tratta di dolcezze diverse. E poi chi l’ha detto che il fuoco non è dolce? Che nel fuoco non si possa trovare la pace?
    Costanza è acqua fresca, questo è vero…. e poi lei è rosa dentro 🙂
    Ma non è che dobbiamo essere tutte così, no? O sì? :-S

  42. Francesca Miriano

    No Fefral non tutte siamo rosa dentro , concordo. Dissento invece sulle farfalle nello stomaco. Se non avessi avuto un’intero stormo di farfalle coloratissime e svolazzanti nello stomaco non avrei potuto affrontare 30 anni di convivenza + 6 di quasi convivenza.Le farfalle sono il propulsore che manda in orbita il razzo : se parte bene poi resta in orbita anche se a volte servono delle correzioni di rotta. O almeno :il mio razzo va a farfalle.
    Sull’estintore : no non ho ancora imparato a usarlo anche se ne riconosco la logica utilità.E poi a volte sarebbe indispensabile…se solo lo sapessi usare.
    Per il tema scottante : neppure stasera ho voglia di martellate, già sul lavoro è un momento critico per cui mi estinguo da sola( usando stavolta l’estintore).

    1. fefral

      france’ complimenti! 30 anni di farfalle 🙂
      io spero di avercele sempre, ma so che non vado avanti a farfalle. E non mi sono sposata per le farfalle, altrimenti avrei alle spalle almeno altri 4 matrimoni prima di questo
      Meno male che non si debba essere per forza essere rosa … io detesto il rosa 🙂

    2. @Francesca

      concordo con te: le farfalle sono importantissime (fuoco e acqua abbiamo detto!!!)
      E’ con l’innamoramento che l’altro si rende unico, insostituibile! Ovviamente, l’innamoramento non è l’amore, e non può bastare.

  43. alvise

    IO intanto preparo nuovo materiale incendiario, bello tosto, che duri a lungo, quercia,, leccione, olivo, sassofrasso, e accumulo, accumulo, la forestale con noi ha chiuso!!!

  44. admin

    scusa Dave…stiamo superando la soglia dei 200MILA contatti!!!!!
    un piccolo passo per un blog un passo da gigante per….me.

    1. admin

      AIUTO Dave, lo ammetto non so se si può fare e comunque se anche fosse possibile non so come si fa. Se hai qualche “dritta” l’accetto volentieri….

    2. Alessandro

      io conto uno, per carità, vedo che a molti piace il tasto mi piace, ma a me l’idea del tasto mi piace non piace. Se a uno piace scrive “mi piace” (brevissimo), e poi di già che scrive se ha voglia ci aggiunge un “perché ecc.” (che non guasta)

  45. @Alvise
    Parlo solo per me:

    Ma voi vu’ ce l’avete proprio con tutti:

    gli omosessuali
    No. Ce l’ho con i burattinai che vogliono farci credere che sono normali e li incoraggiano a vivere una sessualità sbagliata.

    chi abortisce
    Colui che abortisce secondo me ha commesso un omicidio ma se si rende conto e poi si pente può essere benissimo meglio di me e ieri attraverso questo blog ne ho avuto la riprova.

    i libri con le famiglie a pezzi
    no ho capì

    i film di Moretti
    ovviamente

    i girini
    se li schiaccio in macchina di notte senza volerlo, dormo lo stesso

    i criceti
    non li frequento

    i panda
    non li disturbo

    i giapponesi
    ma tu li consideri meno dei panda e dei criceti che li metti in fondo? Un popolo che ammiro per molti aspetti (educazione, rispetto, altruismo, decoro, buona volontà, orgoglio) ma che mi fa una certa compassione e tenerezza perché mi sembrano infelici di fondo (generalizzando).

    i miscredenti in quanto…miscredenti
    sto pensando ad un nome di uno che può starmi sulle balle, cito, vediamo un po’ mumble mumble, Augias, non lo conosco personalmente. Ecco qui mi trovo in difficoltà. Per me sarebbe bellissimo che si convertisse anche alla fine dei suoi giorni e poi ci ritrovassimo in paradiso. Premesso questo quello che dice me lo rende altamente antipatico perché in quello che dice o scrive ci vedo un intento di screditare il cristianesimo con argomentazioni false, illazioni e odio. Mi consolo pensando alla frase di Gesù “Grazie Padre per aver rivelato queste cose agli umili”.

  46. admin
    5 luglio 2011 a 17:
    non si fa wrestling qui…almeno non nelle nostre intenzioni.
    —–
    Naturalmente: la dott.ssa Miriano è persona troppo elegante. Casomai fioretto, oppure lacrosse

  47. @fefral

    “Costanza è acqua fresca, questo è vero…. e poi lei è rosa dentro
    Ma non è che dobbiamo essere tutte così, no? O sì? :-S”

    No che non dobbiamo!!!!

    A me piacciono le rose rosse!

  48. paola

    Senti caro Alvise..siccome nella mia mente un po’ tardona ho capito che sei un simpaticone..e toscano ..quindi sicuramente abiti in un posto stupendo,..e siccome mio marito gli è presa da un anno a questa parte la scimmia casearia e mi continua a chiedere se gli regalo un casolare con un po’ di capre e mucche per fare il formaggio buono fuori dalla nostra cucina(che non è proprio una gran comodità..) e visto che attualmente il mio conto in banca vira assolutamente verso il rosso fuoco(tanto per rimanere in tema) non è che tu abiti in campagna e magare un giorno chissà quando ci incontriamo e facciamo un buissness oltre a partecipare al blog della Costanza?
    Mi rendo conto di essere fuori teme un tantino ma stasera qui nella provincia milanese comincia a fare un tantino calduccio e una bella doccia fresca o una casetta nella maremma toscana ci starebbe a fagiolo.
    Secondo me caro Alvi prima o poi ci diventi anche te un super convinto cattolicissimo…dai dì la verità che in fondo ci stai un po’ pensando….adesso però mi tocca lo stiro di quei circa due metri di vestiti che mi guardano incenssantemente.
    Buon riposo a tutti quanti

  49. “A cada dia que vivo, mais me convenço de que o desperdício da vida está no amor que não damos, nas forças que não usamos, na prudência egoísta que nada arrisca e que, esquivando-nos do sofrimento, perdemos
    também a felicidade.” Carlos Drumond de Andrade

    “Ogni giorno in più che vivo, mi convinco sempre di più che lo spreco della vita sta nell’amore che non diamo, nelle forze che non utilizziamo, nella prudenza egoista che nulla rischia e che, scappando della sofferenza, perdiamo anche la felicità.”

    Notte

    1. paola

      Cara danicor..provincis sud-sud che più sud non si può:per la precisione san giuliano milanese..persino un mio prof. di università milanesissimo di milano centro all’esame mi disse:si sente che sei della bassa milanese con quell’accento!!!sight..”milanesa-terronissima sono”…

    1. paola

      ma non ci posso credere….e allora sa da incontrarsi….assolutamente! ci passo spessissimo da landriano perchè ho studiato a Pavia e la prox settimana ho l’esamme di stato proprio là….ma dai..

  50. fefral

    admin sono dave (uno dei tanti 😉 )
    Abbiamo capito che non si può mettere il tasto mi piace
    per gli smiles dobbiamo accontentarci del minimo sindacale ( 🙂 😀 😦 😉 😎 e poi mi pare che non ne venga fuori più nessuno)
    Non è che si potrebbe avere la possibilità di scambiarci messaggi privati? Così per esempio posso inciuciare con danicor e le altre sul naso di Cyrano e sulla pira cuoriforme di alvise e robe così….e guido e alessandro e luigi possono mettersi a parlar di calcio senza disturbare il nostro elegante chiacchiericcio da salotto….
    il tutto senza dover pubblicare i nostri nomi e mail in un blog aperto a tutti che sinceramente a me un po’ disturba….
    dai admin… dacci i messaggi privati!!!

    1. Fefral, nel vostro salottino (però quando preparate i biscottini vengo anch’io) potreste, tu e Dani intendo, consigliare Cyrano a diventare prete come facevano le brave signore di una volta. E’ così bravo e preparato che sarebbe sprecato per una donna soltanto.

      1. 😀 Sei sempre er mejo, Luigi! 🙂
        Vero che in un salottino di signore per bene si sa come si entra e mai come si esce… ma ha ragione Danicor: bisognerebbe sentire cosa ne pensa la mia Rossana, della tua teoria dello spreco… 😉
        A te posso dire soltanto che a suo tempo vagliai con cura anche quella possibilità… Poi non sei tu che tante volte c’hai ricordato che le vie della vita prendono i colori degli incontri che si fanno? Buonanotte Luigi…

    2. admin

      un blog è un po’ limitato nelle funzioni. Quello che posso fare è solo mettervi in contatto con le mail.
      Buonanotte Dave.

    3. Alessandro

      “e guido e alessandro e luigi possono mettersi a parlar di calcio senza disturbare il nostro elegante chiacchiericcio da salotto….”

      commisero che considera un “disturbo” i nostri sublimi conversari calcistici 😀

    4. Fefral

      Beh, non è forse vero che a voi disturba il nostro chiacchiericcio femminile? Ci son temi in cui la differenza di genere fa la differenza 🙂

  51. @Luigi,
    mi sembra di aver capito che Cyrano abbia la sua Rossana e che

    …del desiderio abbia gustato quel poco
    Che gli fa scegliere il fuoco…

  52. Luigi

    ooops, il mio alzheimer sta galoppando e Rossana dovrà perdonarmi. A volte mi perdo nei meandri degli arzigogolati giochi di parole dotte di Cyrano come nella casa degli specchi e Rossana dev’essermi sfuggita. Però è vero che alle donne non sfuggono questi particolari. Perdonami Cyrano.

  53. Fefral

    Io penso che Rossana potrebbe farsene una ragione: in fondo sarebbe meglio essere mollata per una cosa così piuttosto che per un’altra donna no? Tanto non penso che il ragazzino sia indissolubilmente legato alla sua tenera età! Vaglia ragazzo vaglia! Non ti ci vedo male :-). Che ne dici Dani? E voialtre? Velenia, Giuliana, sorellastra e tutte?
    Vi lascio il caffè e scappo! Se passa costanza coi biscottini tenetemeli da parte

    1. giuliana z.

      i biscotti li porto io! mi hanno passato una ricettina con frutta secca a prova di scimmia, come dice la Clerici, ovvero, se riesco a farli io puo’ riuscirci chiunque!

    2. Guarda, Fefral, conosco donne che in casi analoghi avrebbero preferito esattamente il contrario, se non altro per la possibilità di sfogarsi contro la rivale. Poi, se hai tre figli e non ancora quarant’anni, forse alla mia tenera età eri già “indissolubilmente legata”, no?
      In definitiva, comunque, Rossana è gelosa. Molto. 😉

    3. fefral

      mo’ vuoi sapere troppo cyrano: cosa facessi alla tua tenera età sono fatti miei 🙂
      Salutami Rossana: deve averne di pazienza!!! Chissà se ci legge nel blog

      1. E chi lo sa? Magari qualche volta sarà pure intervenuta… mica deve chiamarsi “Rossana” per scrivere, e non è neanche detto che una su un blog debba usare sempre lo stesso nick… 😉

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