#diconocheèrisorto

di Paolo Pugni

Certo che sono forti questi discepoli, dovremmo imparare da loro l’onestà intellettuale. Sono sconvolti, lo dicono loro, abbattuti e anche un po’ indisposti da questo viandante che si affianca a loro sulla strada per Emmaus. Che già se oggi sei lì che cammini a testa bassa e triste e ti si avvicina uno che ti chiede come va, e non sai chi sia, è un “foresto”, lo mandi a stendere. Che accidenti vuoi? diresti. Invece loro lo accolgono, magari per deriderlo un pochino, lo prendono per un tonto, uno che sta fuori dal mondo, magari non è neanche su Facebook, non c’ha l’account Twitter e non sa nulla di #gerusalemmeGesùcrocifisso che è stato il trand più seguito degli ultimi giorni. E calano l’asso: #diconocheèrisorto. Ma le donne eh? Non ci allarghiamo, che non si sa mai quello che dicono. Continua a leggere “#diconocheèrisorto”

“… ed è apparso a Simone!”

viva il papa

di fr. Filippo Maria 

Mentre mi chiedo perplesso (e anche con una certa dose di rassegnazione, a dire il vero) come farà la Juventus a recuperare la disastrosa partita di andata dei quarti di Champions League con il Bayern Monaco, provo ad intrattenermi con le straordinarie pagine evangeliche che la liturgia ci offre in questi giorni dell’ottava di Pasqua. In particolare mi lascio stuzzicare dal celebre racconto lucano dell’apparizione del Risorto ai due discepoli di Emmaus (rassegnati anche loro ma per ben più nobili motivi… a dire il vero). Dopo aver riflettuto lungamente su come mai il mio cuore non arde come quello dei due discepoli (sarà finita la legna, mi dico… ma no, quella la mette Lui… e allora cosa c’è che non funziona?) non posso fare a meno di notare una sorta di stravaganza che il Vangelo stesso presenta. Continua a leggere ““… ed è apparso a Simone!””