Rendete a Dio quello che è di Dio

 

Omelia di padre Maurizio Botta di questa mattina nella chiesa di Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre a Roma, dove è conservata una reliquia di san Giovanni Paolo II

La pigrizia mentale e la pigrizia di amore sono compagne. Anche con Gesù siamo pigri nell’applicare il dono della nostra intelligenza alle parole che ascoltiamo di lui. Anche in questo si manifesta la nostra mancanza di amore per lui. Riflettendo scopriremo che con la sua piccola risposta, rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, Gesù scontentò proprio tutti. Tranne il Padre suo, tutti furono delusi. Scontenti i collaborazionisti alleati dei Romani, come politici avrebbero preferito che la frase si concludesse con Cesare, rendete a Cesare quello che è di Cesare, punto. Scontenti restarono i focosi zeloti che quella frase di rendere a Cesare quello che è di Cesare, proprio non avrebbero voluto sentirla. Tra questi delusissimi molti dei dodici di Gesù che aspettavano da un momento all’altro la svolta politica, con un Messia politico e liberatore dall’impero romano. Scornati i farisei che avevano posto quella domanda con malizia, per trarre in inganno e si videro sgusciare dalle mani Gesù. Gesù è intelligente e ironico e troppo spesso lo dimentichiamo. Da risposte con non sono né bianco né nero, ma nemmeno un grigio democristiano di mezzo, Gesù da risposte di luce che sono sempre sopra. Rendete a Dio quello che è di Dio Continua a leggere “Rendete a Dio quello che è di Dio”

Gay scout dell’Avvenire

di Costanza Miriano

Il problema della pagina che l’Avvenire ha dedicato domenica al caso degli scout omosessuali è principalmente la collocazione all’interno del giornale: la pagina denominata catholica. Sarebbe stato più appropriato la pagina varie, o altro, o liquida, se si preferisce il latino. Perché nel modo di affrontare la questione non c’è assolutamente niente di cattolico. Se si fosse affrontata la conversazione in un qualsiasi salotto di gente non credente, ovviamente aperta, multiculturale, di larghe vedute, refrattaria ai dogmi come impone il pensiero medio, non retriva come noi cattolici che pensiamo che la Verità sia una sola possibile, gente che beve uno spritz la sera in riva al mare, sarebbero venute fuori più o meno le stesse conclusioni. Conclusioni di buon senso, forse, ma incuranti delle posizioni del magistero della Chiesa, e persino del Papa a cui forse credono di conformarsi: il caso è sempre da affrontare, bisogna discernere, includere eccetera eccetera.

Ma entriamo nel merito, con un’ultima nota preliminare. Accettare la parola gay senza neanche un cosiddetto davanti significa inchinarsi alla mentalità omosessualista di cui quella parola è figlia. La parola gay non è mai usata nei documenti della Chiesa, e si sa che la lingua è la prima scelta culturale che possiamo fare. Continua a leggere “Gay scout dell’Avvenire”

«Cristo tutto intero» nella Croce

di Claudia Mancini

«La bellezza e il colore delle immagini [sacre] sono uno stimolo per la mia preghiera. È una festa per i miei occhi, così come lo spettacolo della campagna apre il mio cuore a rendere gloria a Dio» [1]. Tutti concorderanno con queste parole di San Giovanni Damasceno, nel sottolineare il connubio fecondo tra immagini sacre e preghiera: rinviano l’una all’altra in ciò che raffigurano come in ciò che esse significano. Con l’approssimarsi della Pasqua di Resurrezione vorremmo presentare alcune opere dell’iconografia cristiana, magari come sostegno e stimolo per la preghiera. La nostra presentazione inizia dall’iconografia del Crocifisso, e, alla fine dell’esposizione, saranno chiare le ragioni più e meno evidenti di questa scelta. Continua a leggere “«Cristo tutto intero» nella Croce”