Mancano sette mesi alla nuova vita che possiamo cominciare, ottenendo la cancellazione di tutti, tutti i peccati passati, e la cancellazione delle pene che dovremmo scontare. Cioè ovviamente possiamo cominciare una nuova vita anche prima, chiedendo l’indulgenza, passando la porta santa e seguendo tutte le indicazioni che la Chiesa ci offre per poter accedere a questo tesoro straordinario (pentimento, distacco dal peccato, confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa).
Però il 20 settembre lo faremo tutti insieme, in comunione di cuore e di anima e di intenti, in cordata, con la promessa di pregare gli uni per gli altri e di sostenerci nel nuovo cammino che inizierà. E dove due o tre sono uniti nel suo nome c’è Lui proprio!
“Ecco, ora è giunto il momento opportuno, ecco, ora è il giorno della salvezza”, scrive san Paolo, è l’anno di grazia, non possiamo lasciar cadere questo regalo. Siamo tutti invitati al prossimo capitolo generale del Monastero wi-fi il 20 settembre a Roma, per varcare tutti insieme la Porta Santa.
Riceveremo il regalo più grande che si possa chiedere, è l’anno della liberazione. Noi busseremo alla Porta, perché quando Gesù busserà alla nostra ci trovi pronti: “egli – scrive sant’Ambrogio – bussa alla tua porta quando il suo capo è madido di rugiada notturna. Ascolta, egli bussa. Ascolta, egli ha voglia di entrare. Aprimi, sorella mia amata, mia colomba, mia bellissima… Egli si degna di visitare chi si trova nelle angustie e nelle tentazioni, perché non vuole che qualcuno soccomba sotto il peso schiacciante delle angustie. Se tu dormi e non è sveglio il tuo cuore egli se ne va ancor prima di bussare. Se il tuo cuore è sveglio, e chiede che gli sia aperta la porta.”
Allora, innanzitutto sia chiaro che quasi nessuno che io conosca è un indefesso e rigoroso digiunatore, e credo neanche tra i sacerdoti, tranne qualche rara eccezione. Quindi siamo tutti invitati all’incontro del 9 novembre a San Pietro sul digiuno, nessuno è fuori luogo, nessuno si senta giudicato, a nessuno verrà messo chissà quale giogo sul collo. Andiamo tutti per ascoltare e cercare di capire come vivere l’ascesi, se può aiutarci in qualche modo nel nostro cammino di fede.
Dicono che a volte si dovevano deviare i percorsi pensati per Giovanni Paolo II per evitare che passasse davanti a un tabernacolo, sennò si rischiava che ci si fermasse troppo a lungo davanti, facendo saltare tutti i programmi; san Francesco quando pensava al sacrificio di Cristo cominciava a piangere e non si riusciva più a fermarlo; santa Chiara con un’ostia consacrata in mano fermò un’invasione; Teresina diceva che se la gente sapesse davvero cosa succede a una messa ci sarebbe la ressa davanti alle chiese… Potremmo continuare con l’elenco di tutti i santi, canonizzati e non: la vita di chi crede davvero nell’eucaristia, nella presenza reale di Cristo, cambia completamente. Ecco, io non sono fra quelli. Io sono fra quelli che vanno a messa tutti i giorni, e ancora ogni volta chiedo la grazia di innamorarmi di Cristo, e di capire davvero la grazia che mi è fatta. Per fortuna la grazia lavora da sola, anche senza la mia partecipazione, però quello che possiamo fare è cercare con ogni mezzo di mettere il nostro cuore nella disposizione giusta.
Se la gente sapesse, ma dico sapere veramente, che cosa succede davvero alla messa, ci sarebbe la ressa fuori dalle chiese. Non ricordo se lo dicesse padre Pio o santa Teresina, in ogni caso lo dico anche io. E lo penso spesso quando arrivo trafelata, sempre in ritardo (tranne la domenica, ma solo perché vado con mio marito, il quale mi fa arrivare puntuale a suon di esortazioni non tutte ripetibili qui), alla messa quotidiana. Insomma, tra la gente che non sa, ci sono anche io. Se ci credessi davvero non me ne perderei un secondo, come mi disse una volta padre Emidio (“quando devi andare dal notaio per comprare la casa arrivi puntuale? Pensi che quello che succede alla messa sia da meno?”).
Stavamo aspettando il momento opportuno, quello in cui avremmo potuto dare tutti i dettagli, ma siccome manca sempre un pezzo, intanto abbiamo deciso di aprire le iscrizioni per il prossimo Capitolo Generale del Monastero wi-fi, perché oggi è Santa Maria Ausiliatrice, e si sa che siamo sempre in cerca di raccomandazioni (chi meglio di quell’intrallazzona?).
Se i giorni prima della ripresa delle scuole sono i giorni del “tu il prossimo anno i compiti li inizi a giugno”, i giorni prima del monastero sono quelli del “ma chi me l’ha fatto fare?”.
Intanto Radio Satana, sospendendo il suo abituale lavoro di denigratore degli altri (guarda come è sbagliata quella persona, guarda che stupido, che egoista, e perfido eccetera), si dà da fare con me, e mi sussurra indefesso all’orecchio pensieri demotivazionali: “ma che provi a far pregare la gente che non sei capace manco tu? guarda che si sono tutti sbagliati, tu sei una schifezza, hai ingannato tutti ma io lo so come sei davvero”. E allora, tra la fatica, e i sei miliardi di cose da fare – infilate tra il lavoro i pranzi le cene i libri da ricoprire e un libro da scrivere, così, tra una cosa e l’altra – provo a fermarmi e a ricordare bene, cioè a riportare al cuore le cose importanti.
E invece sì, è così, oggi lo possiamo annunciare ufficialmente.
Il 2 ottobre 2021 aspettiamo tutti coloro che vogliono pregare e ascoltare catechesi sulla preghiera, e partecipare a una messa sulla tomba di San Pietro, nella basilica che è il cuore del cuore della cattolicità: la Basilica di San Pietro!
Quello scherzo è diventato realtà, perché il Signore ha proprio un gran senso dell’umorismo, e ci ha fatto questo regalo.
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