Appunti sul secondo capitolo del Monastero Wi-Fi

di Costanza Miriano

Non è facile scrivere qualcosa dell’avventura appena conclusa (che poi conclusa non è), ma vorrei buttare giù qualche parola prima di dimenticare.

Allora, sabato 19 ottobre ci siamo visti con chi ha potuto a san Paolo fuori le Mura per il secondo capitolo generale del monastero wi-fi. Dopo il primo, a san Giovanni, sulla necessità di mettere a tema la vita spirituale,    in  questo secondo abbiamo provato a mettere a fuoco il primo dei cinque pilastri della vita di un aspirante monaco nel mondo, cioè la Parola di Dio. La speranza per me è che siamo tornati a casa con qualche strumento in più per leggerla, o almeno con il desiderio di farlo.

E siccome sono mammainside, parto innanzitutto dai compiti per casa, da svolgere in questo anno che ci separa dal prossimo Capitolo generale romano (chissà che si inventano le milanesi, e chissà che vi inventerete nelle vostre città). Dunque, i compiti: riascoltare quanto è stato detto, e provare a farlo decantare in modo che ci fecondi. A partire dalla prima catechesi, quella di padre Maurizio (verrà pubblicato oggi stesso il video e l’audio da scaricare), sulla serietà con cui prendere le parole di Gesù, a cominciare dalla più logora, Vangelo. Che cosa è davvero questa buona notizia?

Secondo compito per l’anno: prendere qualche piccolo impegno concreto, ognuno può scegliere il proprio; per esempio il metodo del mio amico Pippo, dei tre minuti al giorno di Vangelo. Sembra niente, ma è un inizio, e se si rimane fedeli si leggerà per intero tutto il Vangelo più volte, in questo anno che ci separa dal prossimo appuntamento.

Immaginare delle vie per approfondire il rapporto con la Parola, per esempio impratichirci con la scrutatio (pubblicheremo anche la catechesi di don Pierangelo nei prossimi giorni). Magari fissare un giorno settimanale per farla, o trovare qualsiasi altro ritmo possa accordarsi con la nostra vita, basta che un ritmo ci sia.

Leggere più volte la Parola ricevuta sabato, dai fogliettini che avevamo preparato, ma questo è un compito che non va bene per tutti, perché molti non amano questo stile, trovandolo un modo un po’ magico di accostarsi alla Bibbia. Per me non lo è, ma capisco l’obiezione…

Approfondire la meravigliosa figura di Madeleine Delbrel, che in tante pagine ha descritto benissimo la danza che può diventare una vita quotidiana che diventa mistica mentre è nel mondo.

Ultimo e più importante compito: tradurre questa nuova o approfondita familiarità con la Parola di Dio in preghiera, e poi in gesti concreti di carità che possono essere di molti tipi (non solo soldi, ma anche tempo, gesti, telefonate, visite, manovalanza… ognuno di noi scopra come amare di più in questo anno).

Per il resto, che dire? Ognuno di noi avrà i suoi ricordi particolari, unici e non sovrapponibili. Ognuno con cui ho parlato, e sono stati davvero tanti, mi ha dato un’impressione diversa sulla giornata, quindi ogni relatore ha parlato a ogni cuore in modo diversissimo.

Quello che mi porto a casa io è il dispiacere per non avere ringraziato tutti come si deve, a partire dalle girls in giacca rosa (il lavoro di Monica è stato sovrumano, anzi celestiale), dai ragazzi dello staff (Emanuela, Cecilia, Bibi, Stefano, Carola, Francesca, Giuseppe, Martino, Francesca Romana, Beatrice, Enzo, le mie figlie e poi tutti i medici volontari a partire da Giulio e Noemi) e quelli che si sono aggiunti, la madre badessa del monastero milanese, Raffaella, il personale della Basilica, dai capi a tutti i collaboratori, i relatori e coloro che li accompagnavano, chi ha cantato, chi ha pulito i bagni, chi ha fatto i caffè, chi ci ha fatto i regali da distribuire a tutti (un signore ha fatto stampare di tasca sua 2500 Vangeli), chi ha fatto regali a me e alle altre (forse mi sono portata a casa dei cioccolatini che non erano per me, ma adesso è tardi per chiedercelo, perché i miei figli li hanno già finiti da un pezzo). Quelli che hanno dato soldi (qualcuno davvero tantissimi, una persona duemila euro!). Il Cardinale di Roma che ci ha sostenuto e il titolare di San Paolo che ci ha ospitato, mostrandoci il volto più materno della Chiesa, I monaci che hanno avuto pazienza con noi. Quelli che hanno viaggiato nonostante la stanchezza, le spese, la fatica dell’anno che comincia, la ricrescita sui capelli (vuol dire aver dato la priorità a questo sul parrucchiere, il che non è poco), quelli che ci hanno seguito da casa, i carcerati che ci hanno scritto.

Cose da migliorare ce ne sono molte, a partire dai microfoni e da tante altre piccole e grandi cose (qualche maschio chiede un logo più virile, tipo mazza ferrata al posto del cuore wifi, e in effetti ha le sue ragioni), ma ci stiamo lavorando (per dire, già domenica pomeriggio si smessaggiava di questo, ma di nascosto dai mariti, che minacciano divorzi; comunque si pensava alla data, alla location e al prossimo dress code – dopo leopardo e piume sarà la volta delle frange?).

Tante persone mi hanno chiesto come dare soldi visto che non si è capito dove fosse il cestino. Lo avevamo nascosto così bene che non l’ho capito manco io, infatti mia madre non è riuscita a mettere un’offerta. Non volevamo assolutamente che nessuno si sentisse costretto a dare niente, perché per molti di noi è stata già una bella spesa venire a Roma, e così abbiamo evitato di mettere in difficoltà le persone, perché per pregare non si deve mai pagare! Comunque, grazie alla generosità esagerata di molti, le spese sono state tutte coperte, e quello che rimane andrà ai poveri. Se avete qualche destinatario a voi caro, potete dare direttamente a lui senza bisogno di passare attraverso di noi, perché il monastero è senza fili, e l’importante è la comunione di intenti. Se volete contribuire invece alla nostra raccolta che sta ancora continuando, sappiate che non è stato istituito nessun fondo “abbigliamento con le piume”, e che noi vorremmo dare tutto ciò che rimane ai poveri che Sua Eminenza il Cardinal De Donatis assiste personalmente, e, se riusciamo, anche ai cristiani perseguitati. Chi volesse contribuire può scrivere alla solita mail, monasterowifi@gmail.com

Penso che in questo momento un po’ particolare della vita della Chiesa, in cui c’è tanto bisogno di comunione, giornate come queste siano un balsamo per le ferite di questa madre amatissima, e anche dei nostri cuori. E’ bellissimo essere parte di un popolo così bello, generoso, fraterno, intelligente, creativo, geniale. E’ bellissimo essere nella Chiesa.

 

34 pensieri su “Appunti sul secondo capitolo del Monastero Wi-Fi

  1. Giov

    Sono venuta da sola. “Ci sto solo 10 minuti”, mi ero detta. “Voglio solo vedere che roba è”, mi ero detta.
    A un certo punto invece mi sono ritrovata a leggere l’affidamento alla Madonna, mi tremavano le gambe, temevo che il Signore per l’indignazione mi avrebbe fulminato seduta stante rovinando tutto l’evento a Costanza. Il Signore ha però avuto pietà di Costanza e non mi ha fulminato, malgrado avessi osato tanto.
    E poi i 10 minuti sono anche diventati una Messa intera, conclusasi col canto divino di un uomo che mi ha commosso fino alle lacrime. Mentre ero lì che mi commuovevo ho anche visto una suora con un vestito bellissimo e uno zainetto in tinta, e così ho poi scoperto le Flammae Cordis.
    Ho visto anche tantissimi giovani, e donne della mia età (gli anta ehm) con le meches e i jeans come me. Avrei voluto chiacchierare con TUTTE, a costo di stare a San Paolo 3 mesi.
    Non ho chiacchierato con nessuna.
    L’anno prossimo fate l’angolo “donne sole”: siamo quelle che il marito ce l’hanno (e anche bravo e buono), ma che non vuole venire a nessun costo.
    Il Monastero Wifi, insomma, è molto figo.

  2. Michela

    Aspettavo con trepidazione un feed back di questa giornata a cui non ho potuto partecipare … è proprio vero è senza fili il monastero e anche chi non c’era era unito in preghiera perché alla fine la comunione Spirituale è grandiosa…. ti batte il cuore di gioia per ciò che sta avvenendo a Roma, preghi sai che quello stesso Dio che ha mosso tutto quello che ha scritto Costanza è il Tuo Dio, che non ti vuole fare sentire esclusa sola, ma ti dice unisciti in preghiera… chiedi lo Spirtito Santo ci sei anche tu … non ci sono esclusi … e Costanza tu con i propositi che offri rendi concreto questo essere uno … sono per tutti quei propositi quel percorso anche per chi non ce la ha fatta a venire … perché magari appena dimesso dall’ospedale ….. e allora che questo sia un anno in cui la Parola di Dio ci renda uno nella consapevolezza di non essere soli ma in cordata verso il cielo
    Grazie a Dio per avere ispirato con il Suo Santo Spirito questa bellissima opera

  3. ritabelletti@virgilio.it

    Cara Costanza, io ti seguo sempre leggendo le tue mail…Sei simpatica ed in gamba, sei riuscita a realizzare incontri di preghiera incredibili con sacerdoti straordinari. Incontri voluti da te, ma prima da Lui l’Inquilino del piano di sopra. Un giorno hai avuto un bacio sulla fronte, lo hai sentito quel bacio…lo hai riconosciuto ed ecco a voi Monastero Wi-Fi, nome buffo ma accattivante. Hai unito un popolo di credenti e non, di curiosi, di chi ha ascoltato la Voce “vieni e vedi”. Alla fine sono tornati tutti a casa con la certezza di aver incontrato un Amico..un Padre che ci ama. Auguri Costanza, sei baciata dal Signore.È un dono grande che hai ricevuto. Vai avanti ! Io sono di Taranto, non mi è possibile venire vostri incontri, almeno per ora. Ti saluto con affetto Rita

  4. Paola B.

    Un balsamo prezioso sulla Madre Chiesa che amo tanto anche io e faccio amare ai miei figli..! Il Bene splende e vince sempre, prima o poi. “Scrutatio” e altre pratiche neocatecumenali però noooooooooooooooo

    1. Claudio D

      E perchè no? Sai quante scrutatio mi hanno salvato la vita, impedendomi di fare peccati di cui poi mi sarei amaramente pentito? Sai quante volte in una scrutatio ho trovato la Parola giusta per il periodo che stavo vivendo?
      Il Cammino Neocatecumenale (riconosciuto dalla Chiesa Cattolica che ha approvato dopo lungo scrutinio i suoi Statuti) è fonte di Salvezza per tante persone, in particolare per quelli lontanissime dalla Chiesa.
      Perchè spargere fango su un dono dello Spirito Santo?

      1. Caterina

        Grazie Claudio, mi associo a quello che hai scritto. A me il Cammino attraverso l’annuncio di Cristo morto e risorto per noi mi ha salvato la vita.

        1. Alda

          Che ne pensate di quello che scrive padre Ariel sui neocatecumenali? Non ho motivo di dubitare di quello che scrive, e allora mi chiedo:com’è che voi che seguite il Cammino non vedete quello che vede lui?

          1. Caterina

            Nella tua domanda c’è anche la risposta. Non so cosa scrive padre Ariel ma immagino che riferisca cosa vere. In ogni realtà buona ci possono essere deviazioni ed errori da parte di singole persone ma i frutti del Cammino per grazia di Dio sono molto buoni.

            1. Thelonious

              @Cateina sottoscrivo in toto la tua risposta.
              Non faccio parte del Cammino, ma non si può dare un giudizio sull’albero a prescindere dai frutti che porta. Focalizzarsi su singoli (eventuali) errori senza avere uno sguardo generale sui frutti che il movimento porta è una grave miopia.
              Del resto nella Chiesa di ogni tempo ci sono stati ottimi frutti ed errori da correggere.
              Chi addita i “movimenti” ecclesiali (spesso senza distinguerli) come se fossero un problema invece che una ricchezza fa fuori buona parte della realtà, e dunque non può dare un giudizio veritiero, anche se dicesse singole cose singolarmente corrette.

              1. Un’esperienza ecclesiale che ha avuto la benedizione di più di un Pontefice, che ha Statuti approvati dalla Chiesa, può avere in singole situazioni o singole appartenenze più di un errore (come innumerevoli frutti).

                Chi addita una qualunque di queste esperienze Ecclesiali riconosciute, come eretica, afferma che La Chiesa approva e appoggia un’eresia e se ne assume il rischio e anche la responsabilità di fronte a Dio, laddove in errore (e l’errore è evidente per quanto detto rispetto il Disernimento della Chiesa), instilla dubbi o allontana anime che da qualunque delle esperienze Ecclesiali riconosciute, potrebbe trarre giovamento se non addirittura il dono della conversione.

                Come ebbe a dire il ben più saggio Gamaliele:

                «Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!» (Atti 5, 38-39)

                Che su tali ipotesi ci si scrivano libri e che chi scrive fosse anche sacerdote (anche peggio), non cambia di una virgola la sostanza.
                Difatto leggendo la stessa presentazione al libro, che @vale si prende la briga di indicare, troviamo l’accusa sostanziale (ipotetica eresia a parte): colpa degli “ultimi Sommi Pontefici” e degli Uffici preposti (rispetto i quali il “caro” don Ariel la sa certamente più lunga…)

                Quindi vista l’acclarata (don Ariel docet) incapacità di cui sopra, come risolvere qualunque dubbio su questo altro argomento? Fidarci della Chiesa? Mmmmmh… meglio chiedere prima a don Ariel (contenti voi…).

    2. admin @CostanzaMBlog

      Ok ora basta con questa discussione sul Cammino Neocatecumenale, non è questo il posto per parlarne e neanche il modo.
      Grazie

    3. Gigliola

      In realtà la “scrutatio” non è stata inventata dai neocatecumenali. Esiste nella Chiesa da mo’ ed è praticata pure al di fuori del cammino neocatecumenale.

    4. @Paola B.

      Si ignora, però si fa ironia… (e certamente così si va lontano).
      «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39) ci dice Gesù.

      Nel XII secolo, un monaco certosino di nome Guigo II nell’operetta Scala claustralium, meditando sul passo del vangelo che dice “Chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”, a sèguito di quella che descrisse come un’illuminazione, codificò il metodo noto ancor oggi col nome di lectio divina.
      Guigo II descrisse le tappe più importanti della lettura della volontà divina.

      Il primo gradino di questa forma di preghiera è la lectio (lettura), si comincia con la lettura di un brano breve della Bibbia lentamente e con attenzione (scrutatio). La scrutatio consiste nella scelta di uno o più passi biblici inerenti a uno specifico argomento (non diversamente da quanto avviene per la Liturgia della Parola della domenica) e nella lettura di questi. Da questi si procede a leggere i versetti a essa collegati seguendo i “collegamenti” agli altri passi consimili, per un massimo di tre onde evitare di allontanarsi dal significato del passo di riferimento. …

      Il secondo gradino è la meditatio (meditazione). Durante questa tappa si riflette sul testo scelto.

      Il terzo gradino è la oratio (preghiera), cioè il momento di pregare su ispirazione della nostra riflessione sul brano letto.

      L’ultima tappa della Lectio è la contemplatio cioè la contemplazione, in silenzio.

      Qui una guida pratica:
      https://gesuiti.it/per-imparare-a-pregare-gli-otto-momenti-della-lectio/

      (Ma qualcuno avrà da ridire essendo gesuiti :-P)

  5. Giulia

    Ero riuscita,contrariamente ad ogni previsione,ad organizzarmi per venire A/R un raid…..mi iscrivo,faccio i biglietti del treno prendo accordi con mio fratello che vive a Roma…..dopo due ore ero a letto con febbre.
    Che delusione che dispiacere!!!!
    Il Signore avra avuto le sue ragioni!
    Ma la sorpresa che mi ha alleviato il dispiacere e stato godere di una diretta udibile…..mi manca don Fabio Rossini xché non lo ho ricevuto.
    Vi ringrazio siete state incredibili!!!!
    Anc He per chi è stato a casa!!!

    1. Antonio Barozzi

      Ciao Costanza, l’ anno scorso io e mia moglie c’eravamo ma quest’ anno non ce l’abbiamo fatta. Abbiamo pensato tutto il giorno voi a padre Botta ai nostri migliori amici che erano li con voi e abbiamo provato una sensazione magnifica, la nostalgia, credo che anche la nostalgia sia un segno grande di Dio. Grazie per tutto quello che fate.

  6. È stato un incontro davvero meraviglioso quello di sabato 19 ottobre!
    Io faccio un cammino di fede molto profondo, che arrichisce la mia vita, ed ho apprezzato moltissimo questa grande occasione che avete dato a tanta e tanta gente …….perché oggi più che mai l’umanità ha un disperato bisogno di conoscere Cristo!
    Perciò coraggio e fiducia nel nostro Signore che vi ha illuminati ad iniziare questa meravigliosa avventura!
    Dio vi benedica ora e sempre!
    Grazie ancora con la speranza di rivedervi al prossimo incontro.

  7. Francesca Bove

    Mio marito mi ha fatto il regalo di tenere i nostri tre bambini a casa, nel nostro paesino vicino Varese e di concedermi anche un giorno in più per “allungarmi” a Napoli a salutare la mia mamma e conoscere la mia nipotina nuova di zecca. Ho veramente “sentito” la fratellanza in Cristo con i tanti presenti, anche perchè so che tanti di loro, pur non conoscendoci hanno pregato per me e per la mia bambina in un momento di grande allarme: serei voluta salire sull’altare solo per un momento per dire Grazie! Ho avuto anche il privilegio di cantare nel coro che si è spontaneamente formato e organizzato sabato: a parte avere l’occasione di cantare che per me è il modo più congeniale per pregare e dare gloria a Dio, è stato commovente vedere questo coro fromarsi dal nulla e cantare all’unisono senza sbavature senza mai aver provato, una vera esperienza di Cielo in terra; così come mi ha lasciato senza fiato letteralmente l’uscita dalla sagrestia dei tantissimi celebranti, soldati virili e nello stesso tempo al servizio di Lui per noi. Quello che mi porto a casa è innanzitutto che non siamo soli, e non è poco per una napoletana trapiantata ai confini dell’impero! E poi, i “compiti” saranno un ulteriore stimolo per portare un pò di Cielo nella quotidianità e nella mia vocazione matrimoniale. Se voi bionde vi rendeste conto di quanto riuscite a far germogliare in cuori, vite, famiglie, rimarreste anche voi senza fiato!Grazie di cuore per tutto, Francesca

  8. Angelica

    È stata davvero una giornata bellissima, importante; grazie al vostro lavoro per aver realizzato tutto questo! Preghiamo affinché porti molto frutto!
    Grazie grazie grazie
    Angelica da Brescia

  9. Pingback: Secondo capitolo monastero WiFi appunti di Costanza Miriano

  10. Claudio D.

    Che dire? E’ stata una giornata bellissima (per me e mia moglie solo una mattina magnifica, siamo andati via a fine Messa per impegni familiari). Ho apprezzato tantissimo le catechesi di padre Maurizio e di Suor Fulvia. In questo periodo di combattimento per me, è stato fondamentale che qualcuno mi annunciasse l’amor egratuito di Diio.
    Grazie veramente a tutti (a Costanza, al suo staff, tra i quli i miei carissimi amici Roberto e Marisa) e grazie soprattutto a Dio che si inventa le modalità più strane per fare arrivare il suo Amore ai suoi figli.
    Compiti a casa: vorrei recitare di più il Rosario che è un vero balsamo sulle difficoltà della vita. Vediamo se riesco a farlo 2/3 volte a settimana.

  11. Giovanna Caputi

    Poche parole per definire questa giornata: un invito dello Spirito per andare avanti con coraggio sui passi che Lui ha per me. Una giornata che mi ha riconciliato con la mia debolezza di creatura e il mio desiderio di crescere nella Verità. Cerco nella quotidianità di partecipare alla Messa, di recitare almeno un rosario, di pregare le Lodi, di mettermi al servizio della mia famiglia con più sorrisi e meno sbuffi. Non mi riesci quasi mai di completare tutto questo ma una giornata senza un pensiero a Dio non l’ho mai avuta. Lui sa la mia debolezza, la mia paura del giudizio degli altri, le mie fatiche con la salute e Lorenzo e i nostri figli e allora Lui, il Nostro Signore Dio non smette mai di mettere sul mio cammino chi mi sprona e mi sostiene e nel Monastero Wifi ho trovato nuovi semi per percorrere il mio cammino di crescita spirituale. Grazie a Costanza, al suo essere docile al soffio dello Spirito e alle sue “ancelle” capaci di organizzare in modo mirabile un ritiro unico.

  12. Carissimi tutti,

    scrivo due righe due per congedarmi da questo forum. Come ho sempre detto, si devono rispettare le regole scelte dai padroni di casa: il cattolicesimo è anche gerarchia. Ma questo ora per me contrasta con l’imperativo di non tacere su certe cose. Dunque l’unica soluzione lecita è quella di salutarvi tutti. Sapevo comunque che sarebbe arrivato questo momento.

    Ringrazio Costanza e Guido per tutto il lavoro che fanno, a costo di evidenti sacrifici personali.

    Il Signore vi benedica (e ci benedica tutti), specialmente in questo momento che segna l’inizio della fase finale della notte che attanaglia la Chiesa da lungo tempo; fase in cui molti edifici, ritenuti solidi, crolleranno. La fase più difficile, la più dura, ma che alla fine ci porterà ad una nuova alba.

    Laudetur Jesus Christus.

    1. Alessandro

      @Fabrizio

      Rimaniamo in comunione di preghiera, saldi in Cristo, nostro unico e invincibile Salvatore, nel quale siamo morti a noi stessi per risorgere nella beatitudine celeste.
      Che Dio ci doni la grazia di non temere e di non detestare altro che il peccato, anzitutto il nostro personale, accettando ogni afflizione e persecuzione per indefesso amore filiale a Santa Madre Chiesa Cattolica.
      Ci siano luce e guida la Parola di Dio, il Magistero autentico e infallibile e la Sacra Tradizione.

      Il cuore immacolato di Maria Santissima trionferà immancabilmente!

    2. Marie Rose Maciejasz

      @ Fabrizio Giudici.

      Ti mando un caro abbraccio,

      E’ solo l’inizio, per cosi dire…. ma un inizio da lontana data.

      Chi vuole capire capisca.
      Buon proseguimento a te .

  13. Vanni

    Se ho capito bene il congedo di Fabrizio Giudici è dovuto al brusco richiamo dell’admin:
    qui non si parla del Cammino neocatecumenale. E Fabrizio ne avrebbe voluto parlare.
    “Amicus Plato, sed magis amica veritas”

    1. Kosmo

      ma scusa, dove è che Fabrizio avrebbe parlato del Cammino Neocatacumenale in questo post?
      Piuttosto, il penso che sia purtroppo ALTRO quello a cui si riferiva

      1. Vanni

        Già, può darsi che abbia preso un “post hoc” per un “propter hoc” e, se è così, vuol dire che che ho sbagliato la scrutatio e me ne scuso.

  14. marisa.m

    Non intervengo mai ma ho letto i post sul Cammino Neocatecumenale ed il post di Fabrizio Giudici, quindi prendo coraggio.
    Sul Cammino in genere , e sulla scrutatio in particolare, vorrei dire che una della grandi mancanze dei cattolici oggi, di fronte alle immense sfide del mondo, è l’ignoranza sulla parola di Dio e la mancata capacità di leggerla alla luce della propria esperienza di vita, e da essa lasciarsi guidare.
    In questo senso la scrutatio, riscoperta dal Cammino ma in realtà facente parte della tradizione della Chiesa da secoli, è una occasione unica di intimità con la parola di Cristo. Intimità che ci costringe a guardare a noi stessi smettendo la lamentazione continua sul comportamento del mondo in generale e della Chiesa in particolare. L’umiltà che deriva da una scrutatio seria è la base per guardare con serietà alla propria vita di tutti i giorni ed al prossimo che ci circonda.
    Sul sig. Giudici devo dire che apprezzo il tono conciliante del suo saluto finale, ma se avesse avuto sempre questo tono e questa modalità di scambio sarebbe stato certamente più apprezzabile e di maggiore utilità alla costruzione e non distruzione della Chiesa.
    Raramente mi è capitato di leggere interventi cosi aggressivi verso le persone e verso pensieri magari sbagliati ma leciti e pertanto degni di rispetto. Pertanto, personalmente, credo che sia positivo per questo blog che il Sig. Giudici interrompa la sua collaborazione. Nella Chiesa se veramente si vuole cambiare qualcosa bisogna rimboccarsi le maniche e spendere tempo (tanto) , soldi (tanti) ed impegno e fatica per l’evangelizzazione. Nulla aiuta picconare questo edificio, se non si ha la forza di crearne un’altro. E chi non vive l’esperienza umana, della famiglia o del fidanzamento casto per esempio , dovrebbe avere maggiore umiltà nel rivolgersi a sconosciuti che invece , magari, lottano quotidianamente per crescere figli passandogli la fede in mezzo ad una società ormai atea.

I commenti sono chiusi.