La famiglia Gennero, un annuncio di risurrezione

di Costanza Miriano

C’è una famiglia bellissima che ha un’azienda agricola in provincia di Cuneo. Ci sono cinque figli, una femmina e poi quattro maschi. I due maschi più grandi, Francesco e Davide Gennero, aiutano il padre nell’azienda. Francesco, 25 anni, ha fatto un’esperienza in un altro impiego ma comunque aiuta la famiglia, Davide, 22, invece lavora sempre col padre, è fidanzato e sta per sposarsi. Un giorno di fine estate vanno a lavorare il mais contenuto nel silos, Francesco respira delle esalazioni e si sente male. Un fratello più piccolo dà l’allarme; Davide non ci pensa un secondo, sale velocemente la scala esterna del silos, si lancia a salvare il fratello, ma col fiato grosso per la salita veloce respira anche lui le esalazioni, e muore sul colpo. Francesco viene ricoverato, ma dopo giorni di terapia intensiva muore anche lui.

La famiglia già dal primo giorno, col figlio ricoverato, comincia a pregare, con tutto il paese intorno. Una folla di persone, tutti nel grande cortile dell’azienda, piena di gente che prega, composta, addolorata ma in pace. I genitori, Claudio e Daniela, con il cuore distrutto non dicono una parola contro Dio e contro questa storia dolorosissima e incomprensibile. Hanno le spalle coperte da anni di Cammino neocatecumenale e possono dire, con una luce che non è di questo mondo, negli occhi: sia fatta la volontà di Dio. Viene celebrato il funerale nel cortile, con 24 sacerdoti e centinaia di persone. Il dolore c’è, ed è straziante. Per loro e per i fratelli rimasti, fratelli di questi due ragazzi meravigliosi, ciascuno a modo suo. Diversi ma entrambi pieni di vita e di sogni, saldi nella fede. Due fratelli che pregavano e facevano un cammino di fede molto serio, pieni di energia e allegria.

E niente, volevo raccontarlo perché dobbiamo ricordarlo, prima di tutto a noi stessi, che “c’è del buono in questo mondo”, ce n’è tantissimo. Negli occhi dei genitori, occhi saldi e certi della vita eterna, c’è un annuncio di risurrezione. Se loro sono in piedi, vivi, se loro non maledicono Dio e la loro storia, le possibilità sono solo due: o questi genitori sono drogati pesantemente, o Dio esiste, davvero. Perché puoi raccontartela un giorno, una settimana, un mese, ma non puoi rimanere saldo nella fede per quattro anni, se non è lo Spirito Santo a tenerti in piedi.

Grazie a Davide e Francesco, grazie ai loro genitori e ai fratelli, perché ci ricordano che allora è tutto vero, quello in cui crediamo. E grazie ai loro fratelli di comunità che li avvolgono di un amore incredibile, grazie a tutto il paese che non ha mollato la famiglia e che la stringe in un abbraccio di amicizia.

 

 

18 pensieri su “La famiglia Gennero, un annuncio di risurrezione

  1. Massimiliano

    Queste sono storie che fanno piangere, riportano l’uomo alla sua essenza ,allo sguardo verso Dio….

  2. mvsilvia2

    Grazie a Davide e Francesco, grazie ai loro genitori e ai fratelli, perché ci ricordano che allora è tutto vero, quello in cui crediamo.
    Continuiamo a credere, nonostante tutto.

  3. padre Mario icms

    Da questa sera una preghiera in più per questa cara famiglia. Quello che per il mondo è assurdità e tragedia, per i cristiani è l’inizio di una vita nuova, è davvero anticipo di Cielo, “annuncio di Resurrezione”. padre Mario icms

  4. Angela

    Grazie Costanza per averci raccontato questa testimonianza di una famiglia che vive una grande fede e che ha sperimentato anche un’esperienza di eroismo e di amore fraterno fino al dono della vita. In questi giorni….ne avevamo proprio bisogno! Angela

  5. Arianna

    Sono morti in un modo assurdo e evitabilissimo. Dio non c’entra proprio niente. Li ricorderò nelle mie preghiere.

  6. Carlo B

    Grazie Miriana come sempre!
    Faccio fatica a pensare che un Dio teneramente innamorato delle sue creature possa “volere” la loro morte, che si tratti insomma di accettare “la Sua volontà”. Non dici pure tu che l’inquilino del piano di sotto fa di tutto per non farci venire a Roma col treno?
    Non può essere allora che sia lo stesso sulfureo inquilino a volere devastare la vita di una famiglia credente, per allontanarla dal Creatore?
    Un caro saluto

    1. Daniele

      Il problema non è capire la causa di questo evento: imperizia tecnica, influenze sulfuree o quant’ altro. ( Se mai ciò sia possibile). Ma il centro del messaggio è che di fronte ad un evento di morte questi fratelli hanno conservato la fede, e hanno fatto esperienza della resurrezione. Saluti.

    2. Bariom

      Solo che il Demonio non ha in mano le sorti della nostra vita terrena tranne quando spinge al suicidio o alcuni all’omicidio (fermo restando che l’Uomo ha sempre la libertà di scegliere e opporsi alla volontà di compiere il male).

      Anche quando appare come tragica fatalità in questo mondo imperfetto, la nostra “ora” è da Dio conosciuta e permessa, quando non stabilità.

      Non si può accettare l’idea che Satana vada in giro ad uccidere chi gli pare anche solo per mettere “in crisi” qualcuno altro Potremmo citare il libro di Giobbe a confutazione, ma e testo pedagogico che ha preciso senso e che alla fine vede Giobbe riavere tutto ciò che nella prova Satana gli aveva sottratto.

      L’affermazione di Giobbe “se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male” è perfetta sintesi.

      Satana brama la nostra perdizione, che vantaggio avrebbe nel prendere la vita di due giovani così legati a Dio?

      Se volessimo fare un breve elenco, potremmo dire che i poteri del demonio sono fondamentalmente questi:

      1) Può indurre l’uomo in tentazione (“azione ordinaria”)

      2) Può provocare sull’uomo, sugli animali e sulle cose, mali, influssi e disturbi Malefici (oppressione, vessazione, possessione, infestazioni, ecc.)

      3) Può compiere fenomeni strabilianti e prodigiosi

      Tutto il suo “potere” il diavolo lo usa per opporsi ai piani di Dio e per portare gli uomini alla dannazione eterna. Ad ogni modo, qualsiasi cosa possa fare, la fa sempre e solo nella misura in cui Dio gli permette di compierla.

  7. Prov

    Quando ho iniziato a leggere pensavo ad una bella storia di vita familiare. Poi è arrivata la mazzata.
    Guardando la foto già pensavo ai coetanei di questi ragazzi che si massacrano in Ucraina. E anche a quelli in Medioriente e che in tante altre parti del mondo distruggono la loro vita per nulla.
    Il sacrificio di questi fratelli e delle loro famiglie è magnifico. Come ogni sacrificio ha in sé qualcosa di grandioso ed eterno perché rimanda ad un Amore che non muore mai e che è Divino, che consola ed esalta. Ma umanamente ha pure altro che la carne non può ignorare.

    A questo proposito ricordo la vicenda, in epoca pandemica recente, di una ragazza della Pianura Padana, anche lei di circa 20 anni o forse anche meno. Piangeva sommessamente, con grande dignità, per la perdita del padre, morto il giorno prima per le note “ragioni”. Era rimasta sola con l’azienda agricola – un allevamento di bestiame – da tirare avanti e doveva scegliere se abbandonare tutto o chissà quale altra cosa. Rimanevano i debiti e una famiglia nella disperazione e lei aveva fino ad allora in animo di studiare e farsi una vita sua, ma per onore il lavoro e per rispetto al padre che aveva dato tutto sé stesso per loro, per amore suo e della sua famiglia, dichiarava commossa di voler fare tutto il possibile per portare avanti l’attività e continuare la strada tracciata dal genitore.
    Non c’era alcuna rivendicazione economica, nessuna velleità, per così dire, dinastica, nessun risentimento. Solo tanta dolcezza, tanta umanità ferita. Soprattutto tanto, tanto puro amore.
    Vorrei davvero sapere come sono andate le cose, ormai sono passati circa 4 anni. E spesso la ricordo nelle mie preghiere.

    Nell’economia della salvezza, nel progetto di Dio ci può essere – e forse c’è, anzi c’è di sicuro – anche tanto dolore. Ma soprattutto c’è tanta speranza e il suo inesauribile Amore, senza il quale nulla sarebbe possibile e nulla sarebbe sopportabile.

    Ci rivedremo tutti, spero, in Paradiso.

  8. Daniele

    Scusate,avevo inviato un commento che non vedo pubblicato. Ho forse sbagliato qualcosa? Grazie saluti

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