di Costanza Miriano
Allora, innanzitutto volevamo dire ai non romani che pensavano di venire a Roma in treno il 9 novembre per il capitolo generale di San Pietro di organizzarsi con mezzi alternativi: aerei, bus, macchine, monopattini, pedalò, deltaplano, biga, qualunque cosa, perché salvo imprevisti (nei quali ancora speriamo!) pare che le vendite dei treni non saranno sbloccate per quel fine settimana. A causa dei tanti lavori finanziati dal PNRR le linee dell’alta velocità saranno quasi sicuramente interessate da lavori proprio in quel fine settimana.
Chissà, forse i capi delle Rete Ferroviaria avranno pensato: “scegliamo un fine settimana a basso tasso di turismo, quello prima è il ponte dei morti, e poi si entra in un momento di bassa stagione prima di Natale”. Non so, ci sarà una spiegazione razionale. Per quanto mi riguarda, mi pare ovvio che sia il gran cornuto a opporsi al fatto che troppa gente venga a sentir parlare di digiuno. D’altra parte nel Vangelo Gesù dice che “certi demoni non si allontanano che con la preghiera e il digiuno”, e quindi lui usa le armi che ha per far fallire questo incontro, per evitare che qualcuno in più cominci a digiunare, o che chi lo fa si rafforzi nel suo proposito.
Io penso che col digiuno ci si giochi qualcosa di molto importante per la nostra vita spirituale, e per il combattimento che possiamo e dobbiamo fare per salvare le persone che abbiamo a cuore, per esempio i nostri figli. Quando vediamo che qualcuno è assediato (e tutti lo siamo, dice Pietro: Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare) il digiuno è l’arma più potente, l’unica con la preghiera dice Gesù, che abbiamo fra le mani. Non so voi ma io non ne sento parlare tanto spesso, neppure in chiesa.
Effettivamente anche io ne parlo poco. Innanzitutto perché sono una schiappa nel farlo, e mi vergogno a nominare il digiuno perché non vorrei che qualcuno pensasse il contrario (che se magari riesco a farlo per mezz’ora mi sono già giocata la mia ricompensa essendomene vantata, quindi ho sofferto ed è stato tutto inutile!). Poi, secondariamente, non ne parlo anche perché la gente ti prende per pazzo. Minimo minimo pensa che sia per dimagrire, quando, ahimè, essendo a base di pane non è proprio indicatissimo a quel fine. Insomma, evito di aprire conversazioni in merito.
Però qualche giorno fa lo ho fatto. A Fiumicino, tornando da Asti, la mia valigia non si è presentata sul nastro del ritiro bagagli. Non metto mai la mia agenda in stiva, perché senza di lei io non so davvero cosa devo fare della mia vita, se andare a Livorno o a Biella o a Verona e quando, non so quando scadono le assicurazioni, le denunce Inpgi, i contributi Casagit, le visite mediche dei figli, quando devo cambiare le lenti, quando mi sono confessata, che orario di lavoro devo fare, non so i compleanni le cene le revisioni auto, non so nulla della mia vita. Io scrivo e dimentico. Quando non ho visto arrivare la mia valigia mi è preso il panico, e dopo oltre un’ora di attesa sono scoppiata a piangere (al telefono, con mio marito, il quale non ha mai posseduto un’agenda, al massimo una lista della spesa in tasca, però ha me che faccio per tre agende; comunque si è mostrato molto comprensivo). In questo stato di prostrazione, dopo avere detto un rosario nell’attesa, mi sono arresa e sono andata al banco lost and found. C’era una signora molto gentile che parlava del figlio (signora, si consoli, con questi primi freddi tutti noi genitori diciamo “mettiti su qualcosa” e tutti i figli fanno spallucce e poi tornano raffreddati, è previsto dal contratto genitore base), e a un certo punto mi sembrava si rivolgesse a me. Così le ho fatto vedere il rosario che avevo nel taschino anteriore del giubbotto: è l’unica arma che abbiamo, le ho detto. E lei, dallo stesso taschino anteriore, però questa volta della camicia, ha estratto anche lei un rosario. “Lo so!” – mi ha risposto. “Allora rimane una sola cosa più potente di quella: il digiuno”. Lo so, sarò sembrata pazza, avevo dormito dalle 2 alle 4.40 per essere all’aeroporto di Torino alle 5.20, avevo appena pianto per la valigia smarrita, chissà che faccia avessi, però la signora mi ha ascoltata come se fossi normale. E così l’ho invitata per il 9 novembre a San Pietro. Poi sono tornata al nastro, disponendomi ad aspettare per quattro ore l’arrivo del volo successivo da Torino che, si sperava, mi avrebbe riportato la valigia. Mi siedo al nastro (che non riportava neanche più sul display Torino, ma Barcellona e Stoccolma) e chi ti vedo arrivare, tra i bagagli spagnoli e svedesi? La mia agognata valigia era tornata. Ho concluso che, ovviamente, Dio si era servito di una valigia caricata in ritardo per toccare il cuore della sua figlia che lavora al banco Lost and found. E sono sicura che nonostante la difficoltà dei treni chi dovrà essere acchiappato, in qualche modo arriverà. So che in tanti stanno prenotando l’aereo (scriveteci per tutte le informazioni logistiche, comunque c’è una navetta e anche un comodissimo trenino per san Pietro da Fiumicino), organizzando pullman e macchine di amici. Noi intanto cercheremo di iniziare più tardi possibile, in modo da aspettare tutti, e stiamo cercando di snellire le procedure di ingresso in Basilica.
Ricordo anche che dal 7 all’11 gennaio ci sarà il ritiro per i sacerdoti, in un posto stupendo al Celio, sul tema: “virili e casti, il dono del celibato”. Anche quest’anno non chiederemo una quota ai partecipanti, ma un’offerta libera perché sappiamo quante difficoltà ci siano per loro. Ringraziamo dunque chi potrà contribuire per aiutare questi uomini così preziosi che danno la vita perché noi possiamo incontrare Dio. Vi chiediamo di spargere la voce tra i vostri parroci o i sacerdoti che conoscete e che pensiate possano averne bisogno o desiderio. La quarantina di sacerdoti che hanno partecipato l’anno scorso sono stati unanimi nel dire che è stata davvero una grazia, un’occasione di amicizia, conforto, confronto, crescita di cui siamo grati a Dio e a tutti quelli che con il loro contributo l’hanno resa possibile.
QUESTO è il link per l’iscrizione.
QUI per tutte le informazioni del Sesto Capitolo Generale del Monastero Wi-Fi

Cara Costanza, ho come l’impressione che il tema del Capitolo di quest’anno sarà parecchio importante per la battaglia spirituale che stiamo facendo nel monastero wifi e ci tocca combattere pure contro il digiuno ferroviario 🥺 ma sarà solo un incentivo in più per non mancare…
PS a Verona ci sei questo venerdì, non te lo dimenticare!!! Ti aspettiamo con grandissima gioia