La sofferenza degli innocenti. Questa sera su Rai Uno

di Costanza Miriano
kiko
Che senso ha il dolore? Non lo so. Il dolore rimane un mistero. Ma so che su quella croce Dio ci è salito per me. La risposta cristiana al dolore nel mondo è prima di tutto non un’azione sociale ma un abbraccio, quello di Dio fatto uomo, quello che noi cerchiamo di restituire. Vorrei provare a scrivere almeno un post su questo, è da giorni che la riflessione mi ronza in testa e mi riempie il cuore. Perché nella proposta del cristianesimo come azione sociale è rimosso il tema del mistero del male. Quello che è dentro di noi, e che a volte supera la nostra volontà, e il dolore innocente. Intanto, per preparami, questa sera su Rai 1 rivedrò la sinfonia composta da Kiko Arguello, a mezzanotte e dieci. Ne vale veramente la pena. Il 7 ottobre dal vivo in Aula Paolo VI io e la mia amica Lucia abbiamo avuto bisogno di vari fazzoletti.

In onore di tutte le madri che come la Madonna che vede morire suo figlio, assistono alla morte dei propri figli vittime innocenti della violenza dell’uomo sull’uomo, vittime delle guerre e delle catastrofi naturali, una sinfonia per i bambini abbandonati, vittime di violenze, una sinfonia per i rifugiati e per tutti i sofferenti della terra. Bellezza assoluta!

8 commenti to “La sofferenza degli innocenti. Questa sera su Rai Uno”

  1. Ma so che su quella croce Dio c’e’ salito anche per me. Grazie per queste parole che troppo spesso dimentichiamo. Mariella

  2. Se devo ragionare di sofferenza mi rileggo l’ultima di padre Aldo Trento su l’ultimo numero di tempi.sul bambino di 9 anni morto dì cancro.e sulla resurrezione del corpo.tempio dell’anima.

  3. Come si può rivedere?

  4. Mi son messa a guardarlo. Son tracollata dopo due secondi e mi son svegliata che era finito…

  5. grazie,nonostante mi fossi ripromesso di andare a letto, una volta tanto prima di mezzanotte…. ho scoperto proprio verso le 23 nei titolini che c’era Kiko e la sua Sinfonia…. Ho detto, “vabbè, vedrò l’inizio, magari parla Kiko e merita, dice qualcosa che mi fa bene….”E’ andata che l’ho visto sino alla fine… E oggi volevo andare a correre (ma ci vado egualmente, fra poco, a Sestri oggi è freddo e nuvolo, ma basta quei 45 minuti…) A me Costanza quello che impressiona di questo tema (il valore musicale non so giudicarlo molto, a dir la verità) è che è il solo, quello decisivo, l’unico che, da solo, basta a dare un giudizio su te stesso (se vuoi, anche sugli altri, ma a me basta a me stesso). Certo, c’è anche il valore della sofferenza universale, i poveri, gli innocenti, gli ultimi, per i quali Cristo è morto sulla Croce.ma, quello che mi interessa è: io Giuseppe, accetto la morte, la sofferenza, l’incomprensione, il fallimento umano, io laureato in Economia infilato dentro i container da scaricare che vengono dalla Cina senza ricevere nemmeno una pacca sulla spalla dal datore di lavoro illetterato, impiegato che non riceve alcun riconoscimento per ciò che (debolmente) cerca di fare, io giornalista (che ho la presunzione di credere che sarebbe stato il mio vero lavoro, quello per cui sono più portato) ormai del tutto inoccupato e senza possibilità più di scrivere. Ma di più, io marito e padre , amato e ben voluto dalla mia famiglia (non sono una persona facile da accettare, lo strano sono io…) , ma so (non per demerito di alcuno) incompreso per il Cammino e le esperienze percorse che oggi posso condividere solo con me stesso. Io giudicato fanatico e un po’ impallato. Io pieno di peccati con cui devo combattere ogni giorno. So approfittare di tutto questo e accettarlo con Cristo e per amore suo? Per la sua gloria? So accettare la “spada” destinata a altri, la so accettare, per piccola che sia, su di me? Così come Lui ha fatto per me? So amare il nemico quotidiano e porgere il collo per gli altri, accettando su di me il peccato degli altri? La loro incomprensione, il loro giudizio? Su questo si gioca il mio esser cristiano. Su nulla di meno nulla di più. Un abbraccioGiuseppe

  6. Consiglio sommessamente la lettura de ‘La pedagogia del dolore innocente’ di don Carlo Gnocchi. E’ molto bello, istruttivo e soprattutto cristiano.

  7. La sofferenza è un mistero per molti….ma anche un mistero che ti porta a vedere Gesù sulla Croce….come ne parla San Paolo in diversi passi del Vangelo…..il fine è la risurrezione….pace e bene a tutti…

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