Il confine largo

di autori vari

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di Tonino Cantelmi

Roberto Benigni, il comico irriverente, Costanza Miriano, la cattolica col tacco 12, e Mario Adinolfi, il devoto anticlericale: ecco a voi il cattolicesimo di “contaminazione” ai tempi di Papa Francesco. E sì, perché Papa Francesco, colui che insegna con la profezia, ha cambiato il concetto di confine: non più una linea, che separa il di qua e il di la, il dentro e il fuori, ma un territorio, un luogo di mezzo, largo, sempre più largo che attira gli abitanti del centro e quelli dell’extraperiferia, contaminandoli inesorabilmente. Insomma il confine non è più una sottile linea di separazione, ma un grande territorio, espanso ed inclusivo, una nuova agorà.

Cosicchè abbiamo coloro che abitano al di là, fuori, ma che fanno incredibili incursioni in questo largo territorio (Benigni), coloro che abitano al di qua, dentro, che pure non rinunciano a percorrere il confine (Miriano) e i tanti nuovi abitanti di questo territorio border, che non possono abitare al di qua e non vogliono più abitare al di là (Adinolfi). Roberto Benigni, colui che strapazzò con irriverenza San Giovanni Paolo II, che è stato  l’indimenticabile interprete di un diavoletto simpatico, ma anche del Pap’Occhio, che abita ancora al di là del confine, ebbene proprio lui non rinuncia a metter su uno straordinario spettacolo che ha per protagonista Dio Creatore, i 10 Comandamenti e il Comandamento dell’amore di Gesù. E lo fa molto, ma davvero molto meglio di un mucchio di teologi, di preti e di catechisti. Se ci fossero 1000 Benigni a spezzare così la Parola, avremmo le chiese strapiene in Italia e le omelie sarebbero finalmente comprensibili e interessanti.

Eppure Benigni abita al di là del confine, ma evidentemente non può non frequentarlo, generando una contaminazione avvincente e entusiasmante. Costanza Miriano, invece, abita per sua dichiarazione al di qua del confine, dentro insomma. Ma anche lei non può non fare incursioni in questo affascinante territorio inventato da Papa Francesco. Scusate l’irriverenza, ma la Miriano ha sdoganato per le donne cattoliche tacchi a spillo, trucchi, decoltè, smalti e, udite udite, calze autoreggenti! Insomma il rosario al polso (lo indossa davvero, l’ho visto) e il rossetto in mano: contaminazioni di rara efficacia. Se ci fossero 1000 Miriano il messaggio evangelico sarebbe alla moda, allegro e frizzante. E che dire dei nuovi abitanti del confine, di coloro che non vogliono stare fuori e che non si sentono pronti per stare dentro, ma che finalmente hanno un territorio da abitare? Gli abitanti di questo territorio border sono davvero tanti.

Come Mario Adinolfi: politico dichiaratamente non baciapile, smodato giocatore di poker, divorziato eppure antidivorzista, antiabortista, contrario all’utero in affitto e ai falsi (e disumani) miti del progresso e direttore di un giornale che si chiama “La Croce”, facendo riferimento proprio a quella di Cristo. Con 1000 Adinolfi, il Vangelo sarebbe notizia da prima pagina ogni giorno. Si, i cattolici statici e parrocchiosi come me, rimangono un po’ perplessi di fronte alle contaminazioni, eppure a ben vedere ha ragione Papa Francesco: è questo territorio di confine il nuovo centro, per la sua forza dinamica e per la sua capacità inclusiva. Il cattolicesimo “di contaminazione” è la via: quando Papa Francesco cita Benigni in una omelia o telefona ad Emma Bonino (di cui ho un ricordo personale: mi attaccò pubblicamente e in modo strumentale in una polemica del passato in cui sperimentai, credetemi sulla parola, i suoi pregiudizi anticattolici di allora), ebbene in queste circostanze come in tante altre, Papa Francesco ci indica, in modo profetico e non istituzionale, la strada maestra. Perciò ben vengano Benigni, Miriano, Adinolfi e i tanti altri protagonisti di questa straordinaria invenzione di Papa Francesco: il confine largo!

70 Responses to “Il confine largo”

  1. Sta cosa che sia una contaminazione indossare la corona del Rosario e usare tacchi e rossetto… non mi entra nella capa. Che significa? Mica sono uno contro l’altro… Per una suora sarebbero contraddizione ma per una donna che non vive in monastero, per una sposata… che stiamo dicendo? Tra l’altro… una moglie sciatta induce il marito a cercare altrove, no? E’ un’aspirante al suicidio del suo matrimonio… Che barba sto fatto che una cristiana deve essere acqua e sapone, sciatta quanto basta, vestiti castigatissimi, etc. Certo, se una entra in chiesa in tenuta timostropiùcheposso… allora mi viene la santa voglia di prendere dalle mani di Gesù certe cordicelle… evvvvai a più non posso. Ma solo per la mancanza di rispetto per il luogo e per chi desidera pregare senza distrazioni allupate.
    Invece di Benigni devo ancora digerire quella che un certo peccato è invenzione dei preti… soprattutto perché fino a due secondi prima ero beatamente attenta alle sue parole e già vagheggiavo: “Ma perché le Omelie non le facciamo fare a lui?”… Sob!
    Va bene, non sono riuscita a non dire la mia cattiveria quotidiana…

    Buon Natale, in ritardo, a tutti! Buon anno a tutti!

    • Concordo con te Angela…
      In particolare sulla presa di distanza da Benigni e la sua visione sul peccato di masturbazione. Il nocciolo poi non è solo quel peccato in sè, ma la lecita domanda su quale dovrebbe poi essere la visione più ampia rispetto la sessualità dell’Uomo…
      Volgliamo poi parlare del fumoso-ecoteologico discorso sulla supposta spiritualità degli animali?

      Il problema sta proprio nella presa che ha una simile affubalazione, perché non tutto era assolutamente da criticare, anzi, ma questo frammisto di cose buone ed errori (gravi in certo caso) è pericoloso.

      Sinceramente non vorrei troppi Benigni a parlare dal pulpito e per altro c’è di meglio tra sacerdoti e persino diaconi che ho ascoltato. Certo per molti ci vorrebbe un po’ più di spirito di eloquenza e di capacità di affascinare, mancando il quale vien da domandarsi “ma costui ci crede?” (a quel che dice), ma dipingere sempre le cose come se nella Chiesa non ci fossero altri carismi (o carismi di altri) e bisognasse cercarli nella “border line”, mi pare semplicemente non dire il vero.

      Giudizio in sospeso per Benigni quindi, ma né lui, né Costranza, né Adinolfi mi paiono “invenzioni” di Papa Francesco (senza nulla toglie al Santo Padre) semmai (Costanza e Adinolfi) frutti di un Spirito che soffia su questi nostri Tempi per annunciare il Vangelo in punti più “visibili” al mondo… e non certo per fare del Vangelo qualcosa “più alla moda”, che le mode son vanità e presto passano e l’Annuncio del Vangelo è affascinante e gioioso (alllegro e frizzantre andrà bene giusto per la mezzanotte di oggi) di per sé.. o non è Annuncio.

  2. Costi ti prego pubblica un articolo in cui c’è un giudizio chiaro sul programma di Benigni sui 10 comandamenti. Sai io da quel programma ho capito che se nessuno prete o vescovo o Papa spiega i 10 comandamenti come Dio comanda o come la Chiesa li interpreta può succedere qualcosa di strategicamente ineccepibile. Viene uno che sta fuori del confine, si appropria dei dieci comandamenti ne modifica il senso e distrugge nel mentre il valore della Chiesa direttamente su RAI1 e tutti lo applaudono.
    Addirittura a partire proprio da questo programma ho chiesto a un prete di spiegare a un gruppo di amici tra i 20 e i 55 anni (io ne ho 25) il Catechismo della Chiesa cattolica.
    Quindi ci tengo. Una preghiera per te per la tua famiglia.
    Ciao

    • Marc-Alain Ouaknin, Le dieci parole. Consiglio per la lettura. Poi mi direte se è meglio Benigni.

      • Io ti consiglio vivamente il percorso che tiene il grande don fabio Rosini sui 10 comandamenti..fondato da lui con il nome di “le 10 parole”.lo fanno in tutta Italia , altro ché Benigni! 😀

  3. A me risulta che Costanza Miriano e Mario Adinolfi dicessero e scrivessero ben prima di questo pontificato (non sto criticando il santo padre sia chiaro). È che entrambi molto apprezzassero e lo hanno detto svariate volte cosa era stato detto e fatto da Benedetto XVI e ancor prima da S Giovanni Paolo II. Mi pare un po’ forzato associarli all’agire di Papa Francesco come se fossero un suo esclusivo frutto. Su Benigni direi che è stato molto bravo, ma su alcune sue considerazioni non concordo affatto e mi associo a quanto detto daicommentatori prima di me. Senza offesa ma distinguo ancora tra Miriano, Adinolfi da un lato ed un Benigni dall’altro (davvero bravo e geniale ma sempre attento a non dispiacere agli amici del mainstreaming politicamente corretto). Non ricordo di sue posizioni controcorrente sui temi oggi “molto caldi”.
    Ultima nota: nel “Signore degli Anelli” di Tolkien è vero che vi è una terra di mezzo in cui vivono e agiscono molti personaggi diversi alcuni buoni, altri malvagi, altri ambigui e altri ancora che si redimeranno strada facendo. Ma lo sguardo è sempre rivolto a ovest, alle terre dei Valar, le bianche sponde o terre immortali donde viene il bene. Al contrario i malvagi guardano a est cioè a Mordor, fonte del male. Mi pare una bella immagine che aiuta a tenere i punti fermi. Grazie come sempre per la bella possibilità di riflettere.

    • “A est non vado mai” dice Gandalf 🙂

    • Mi ritrovo abbastanza su questo giudizio. Il punto, in particolare, è che Benigni sotto sotto ha la pretesa di dire alla Chiesa cosa vada bene e cosa no per essere “buoni”. Un p’ò come la Littizzetto: solo meno acido, più accorto e più intelligente. Naturalmente, se mi capita l’occasione, il suo spettacolo mi fa anche piacere vederlo! Buon 2016!

  4. L’ha ribloggato su Leonida & Co.e ha commentato:
    Benigni, Miriano, Adinolfi. Cattolici al tempo di Papa Francesco.

  5. Sto seguendo le catechesi dei 10 comandamenti nella parrocchia di San Bernardo di Chiaravalle a Roma,quartiere Centocelle,con don Fabio Pieroni. Altro che Benigni! Per chi è interessato ricominciano dal prossimo 15 febbraio ogni lunedì.

  6. M che scherziamo? BENIGNI?! Uno per cui il 6° comandamento è una pura invenzione della Chiesa Cattolica?

    • Possibile che non riuscite a coglierne l’efficacia? Ha parlato il Benigni di fedeltà per esempio in un modo convincente e anche bello, ha portato con semplicità esegesi rabbiniche sofisticate e profonde, ha contestualizzato le 10 Parole di vita al tempo di oggi ribadendone l’attualità, ha parlato del Comandamento dell’amore, non ha commesso scivoloni significativi, certo con un tono a tratti scanzonato, con qualche battutaccia ma insomma, dai! Possibile che non cogliete lo Spirito in questo? Ditemi in TV quale spettacolo di intrattenimento non si sbeffeggia sul piano antropologico il Vangelo! E Benigni in prima serata ha intrattenuto efficacemente milioni di italiani su un tema così complesso! Come si fa a storcere il naso e a non ringraziare Dio che ci sia un Benigni?

      • @Presidenza, premesso che si può comunque ringraziare Dio per Benigni come per ogni altro uomo uomo o donna sulla terra ;-), si può certamente ringraziare Dio per uno spettacolo trasmesso in prima serata e che forte del personaggio a fatto grandi ascolti e perché per una volta non è stato il solito laido spettacolo d’altro genere, dove la Chiesa (più che i Comandamenti) venga vilipesa e vituperata (anche se, di nuovo, con la gag dei preti confessori e i suoi problemi giovanili Benigni ha dato una bella botta… oltre a lasciar intendere che…), sull’efficacia, non saprei… Forse solo Dio può saperlo.

        Speriamo magari centinaia, ma che dico, migliaia di persone si siano lanciate sulle Scritture a ricercare passi, senso e parallelismi (dubito con grandi risultati, perché la Bibbia resta un libro “sigillato” se non vi è un Spirito che ce lo apre – lo so per esperienza).
        Temo non si saranno riversate nelle Chiese a cercare sacerdoti per confessarsi, per sentirsi chiedere il fatidico “quante volte?” 😛

        Quindi va bene, va bene tutto (quasi), va bene messo nell’insieme, ma non facciamone un paradigma, che anche delle cose che ha detto buone e che ho ascoltato con piacere, non è che nella Chiesa io non le avessi mai sentite prima, anche da un “semplice pulpito” o laddove si mette mano ad un doveroso approfondimento che un cammino di conversione richiede.
        Certo un pulpito non è la “televisiun”…

        Forse il problema sta nel fatto che ora alcuni qui (me compreso) si sono fissati su di un particolare, sul solo Benigni e su una parte della sua “performance” e ci sfugge l’insieme, forse…
        Forse Gesù avrebbe detto come ai discepoli intransigenti, “lasciate fare”.

        Ma il dubbio che ho io, quando ascolto bellissime erudite e anche trascinanti parole, che parlano si di Dio, ma dove la Chiesa compare, anche solo per un breve lazzo (lazzo appunto) messa in cattiva luce, portatrice solo di maniaci o asfissianti comportamenti, è che il risultato per chi con orecchio, diciamo ateo-agnostico ascolta, sia quello di dire o pensare. “Ecco quello è il vero Dio (quello del fai da te, del come me piase a me), mica quello che ci raccontano i preti, con tutte le loro pare, le loro fobie. Mica quello che ci raccontano in Chiesa…”

        Ma Dio, Dio è proprio quello di Gesù Cristo, quello che la Chiesa ci dona, nella sua Sapienza e nei Sacramenti (compresa la Confessione o meglio dicasi Riconciliazione).

      • Concordo pienamente. Nom cogliere il valore di quel che ha avvenuto in TV sui Dieci Comandamenti è segno di grande miopia. Niente di grave, per carità, ma è – umanamente parlando – un’occasione persa. Un vero peccato (in senso lato, eh, non offendetevi). Buon anno a tutti.

      • Presidenza Itci e altri:
        Non è con i numeri che si vedono i reali frutti. Non è nemmeno riempendo le chiese che possiamo dire: “Che bello, siamo a posto!”. Meglio uno solo ma in linea con la Santa Chiesa che milioni di persone convinte che alcuni peccati non siano peccati. La vivo come responsabilità personale verso gli altri: il Signore ci chiederà che cosa ne è stato del nostro fratello… e se per caso o per convinzione l’ho portato fuori strada… ho messo al mio collo una pietra pesante.
        Ringrazio Dio per i tanti, sacerdoti e non (Costanza compresa ed altri in questo blog), che si danno da fare in questa direzione. Chiedo a Lui la capacità di saper parlare con saggezza e amore a chi non lo conosce o ha le idee confuse… o non ha voglia di seguirlo nella pienezza… L’amore scoperto va comunicato!
        Grazie a Mario, Viviana e altri che hanno lasciato commenti che condivido ma che per mancanza di tempo non posso approfondire…
        Ancora auguri e che Maria, nostra dolcissima Madre, ci accompagni in questo nuovo anno: solo con Lei potremo fare pochi danni e assaporare il meglio del Cielo.

  7. @bariom

    vero. il problema che,ogni tanto te ne spunta fuori una nuova:

    L’elezione di Papa Francesco fu salutata come “..un atto di evidente discontinuità,di spostamento del baricentro (?) dalla dottrina al Vangelo ( mah!) dalla chiesa chiusa in sé alla storia” mentre prima auspicavano che le alte gerarchie ecclesiastiche si interrogassero” responsabilmente sul sacerdozio alle donne,sul celibato dei preti,sull’ordinazione di uomini sposati” tutte domande poste alla chiesa,cui.scrivevano-“con convinzione e consapevolezza critica apparteniamo come preti “( reminiscenze marxisteggianti? chi può dirlo?)

    “noi-aggiungono i sacerdoti di strada,qualifica oggi assai di moda- esprimiamo la convinzione dell’importanza di affermare la laicità ( ma non son preti,dico io?) come dimensione di partenza per tutte le persone nelle scuole,nella politica,nelle istituzioni.l’autentica laicità garantisce il pluralismo delle culture e delle fedi religiose diverse .consideriamo una grande possibilità storica, in termini religiosi una “grazia” che le scuole diventino laboratorio permanente dell’incontro fra le diversità….”( ed io che ero rimasto alla scuola come laboratorio dove imparare. aho,so’antico…)

    da “il foglio” del 30 dic. p.2 ” Sì al crocifisso,ma anche al ramadan in classe.Idea dei preti di frontiera” di m.matzuzzi

    (su dodici “preti di frontiera”friulani come si definiscono,riuniti nel centro Balducci, sul loro sito internet.)

    meglio Benigni?

  8. Il confine largo può comprendere i cristiani, che non possono non dirsi cristiani, che sono diventati buddisti!?
    Cosa è che non mi fa dire di essere completamente cristiano, meno che mai cattolico?
    Credo che Gesù abbia bevuto davvero l’amaro calice, che mi ami molto più di quanto io possa mai amare Lui, che sia presente nell’Eucaristia, alla Lutero peò, ma una cosa non mi va giù di tutto il cristianesimo: la dannazione eterna.
    Il Buddha insegna che c’è liberazione per tutti, e il voto del bodhisattva, l’aspirante Buddha che tanto assomiglia al praticante dell’imitatio Christi, è: per quanto gli esseri siano innumerevoli faccio voto di liberarli tutti.
    Non c’è nessuno che sappia dire che l’eternità dei dannati è solo, come dire, soggettiva?
    Come quando un minuto di disperazione ci sembra eterno?
    E poi, davvero Gesù Cristo il Misericordioso può lasciare che qualcuno, per ripagare cento anni al massimo di vita peccaminosa, paghi per l’eternità?
    Je ne crois pas!

    • Senza fare un trattato teologico che semmai sarebbe meglio tu approfondissi (almeno in questo il web rende le cose molto più semplici) il probelma è che vedi l’Inferno come un condanna inflitta da severo giudice, ma l’inferno è la conclusione di una serie di libere scelte che hanno la possibilità di essere ribadite e definitivamente confermate dall’Uomo con il rifiuto della Verità e il rifiuto di quel Sacrificio della Croce che è si per tutti, ma per tutti coloro che lo accettano e lo fanno proprio, come la Misericordia è per chi riconosce di averne bisogno, accettando il proprio limite e riconoscendo le proprie colpe.

      Chi si beffa della Misericordia, della Verità, sino all’ultimo istante della sua vita e ancora nel momento in cui la sua anima sarà difronte Cristo per il “Giudizio Particolare”, fa la sua scelta, che nulla vuole sapere di Dio, della Misericordia, del Paradiso, né d’altro e da solo si condanna, o meglio ottiene ciò che brama.

      Non vi deve essere alcuna gioia né soddisfazione nel sapere questo, neppure per coloro che si salvano o presumono di essere salvati, ma questo è quanto.

      Da una parte il mistero dell’iniquità, dall’altra quello della libertà dell’Uomo, rispettata sino in fondo dal Suo Creatore.

      • Infatti non c’è gioia nè soddisfazione nel sapere della dannazione eterna di qualcuno, che vedo però non vi scuote più di tanto, e dico ‘vi’ perchè questa è la risposta standard che sento da tutti quelli a cui pongo la questione.
        Francamente preferisco il mio voto di bodhisattva.
        E personalmente non vedo la dannazione come condanna inflitta da severo giudice, ma vedo il limite del provare e riprovare a tentare di far cambiare idea e prospettiva. D’altro canto, se la vita è una sola……
        Grazie comunque per la risposta.

      • E personalmente non credo che Gesù si rassegni a perdere delle anime. L’eternità della Geenna è un modo di dire, non una verità da prendere alla lettera, come tante cose della Bibbia.

  9. Carissimi, saluto in modo particolare Bariom che mi ha dato una forte emozione a Natale parlandomi della sua moglie in cielo che si chiama come me. Rispetto all’articolo io dico che Papa Francesco non ha nessun merito riguardo a questi tre personaggi che operavano già’ prima del suo pontificato. Sinceramente io mi trovavo più in sintonia con Papa Benedetto anche perché così si chiama il mio primo figlio. Comunque tutti noi cattolici che viviamo nel mondo viviamo continuamente in una terra di confine. A me piacciono da morire i bracciali , vado a zumba dopo la messa delle 19 e sono disperatamente innamorata della spiritualità certosina tanto che questa estate (se mio marito Non credente me lo permette) lascio baracca e burattini per fare una settimana di assoluto silenzio nel monastero di Selignac. Ne vedo tanti come me………PS Costanza che adoro e Adinolfi che amo alla follia non hanno niente a che vedere con Benigni😡

    • Ma certo che operavano prima del pontificato di Francesco! Solo che l’azione di Costanza è pienamente dentro la spinta profetica di Papà Francesco! Miriano pur mantenendo la tradizione intatta, porge il contenuto con modalità innovative e capaci di parlare all’uomo d’oggi! Poi certo che Benigni e Costanza sono diversi: lui abita al di là, lei al di qua!

  10. il problema della zona grigia esiste. La capacità (enorme) di Adinolfi è quella di associare al problema (antropologico) dell’uomo e cioè di possedere una fisicità una psiche un’anima l’efficacia della proposta cristiana. Lo fa chiaramente da illuminato.
    Lo stesso vale per Miriano.
    Benigni, a causa della sua formazione, palesa l’eterno approccio sociale al problema dell’uomo. Architetta una disamina elegante onesta a tratti anche efficacie. Comunque meglio di prima.
    Rimane il fatto che sugli ormoni e la distribuzione del denaro Dio si sta sbagliando. Sfiora comunque l’ argomento all’ordine del giorno (forse in maniera involontaria), quello che è alla base dell’azione del Santo Padre, il quale più di così non può fare: il vero conflitto è dentro la Chiesa.
    Volevo aggiungere il quarto moschettiere: Giuliano Ferrara che io percepisco in maniera molto simile ad Adinolfi.

  11. Il problema è che non ci rendiamo conto che è proprio quel messaggio cristiano rammollito passato da Benigni che fa allontanare la gente dalle chiese.

  12. …voi dentro che confine (largo) siete? perché dite “spinta profetica”? dove abita la Miriano?

  13. …libertà vo’ cercando ch’è sì cara
    come ben sa chi per lei vita rifiuta…

  14. benigni é un grande artista (non tutti condividono ovviamente), ha tanto talento, ma il suo era uno show non una predicazione. ha detto cose condivisibili ed altre assolutamente fuori confine, sopratutto ha volutamente messo in discussione la Chiesa come “tradizione” in modo del tutto illecito perché per difendere le sue tesi ha volutamente taciuto parte del Vangelo, San Paolo e Bibbia. Pertanto é stato uno show non un insegnamento, poi se a qualcuno piace ascoltare le favole va bene ma parliamo di altro. Ma questa non é colpa di Benigni o degli “ascoltatori” che magari lo accettano inconsapevolmente ma la colpa é di chi avrebbe dovuto seminare e non ha seminato.

    Ciao

  15. Io invece ho molto apprezzato Benigni. Non so se vi rendete conto, ma ha tenuto incollati per ore milioni (ripeto: milioni!) di telespettatori alla TV parlando di Dio e dei dieci Comandamenti (che la maggior parte degli italiani nemmeno ricordano più…)! Prima del suo show, chi avrebbe mai lontanamente immaginato che sarebbe stato possibile?
    Magari non sarà stato perfettamente ortodosso in alcuni punti, ma lo scopo non era fare una dissertazione di teologia, solo mostrare la bellezza delle 10 Parole, almeno così come lui l’ha scoperta. E ci è riuscito! Perché si percepiva benissimo il suo stupore difronte all’Amore di Dio creatore verso le sue creature. Così come si percepiva fin dalla prima volta che ha letto la Divina Commedia in TV. Ricordo benissimo che quando vidi i suoi occhi lucidi, colmi di commozione, mentre proclamava il verso “Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio” pensai: “si è convertito!” Secondo me non sta più aldilà del confine, ma molto dentro! Non lasciamoci ingannare dai pregiudizi o dal passato delle persone: le persone cambiano, incontrano il Signore, si convertono!

  16. Benigni è davvero bravo anche perché studiare Dante o il decalogo come ha fatto lui richiede un lavoro serio, lungo e per pochi. Ed è apprezzabile perché è 1000 volte meglio dei vari Augias, Mancuso &co.
    Se il pregio è quello di soffermarsi sulla bellezza, grandezza e attualità del decalogo Il difetto è che, anche se per pochi istanti (ma si sa che per dire male spesso basta una battuta), la Chiesa ed il clero ne sono usciti malconci e questo lo hanno colto tutti tanto è che dove lavoravo (scuola statale con impronta piuttosto laicista) tutti e dico tutti sottolineavano come finalmente il Benigni di turno avesse spiegato come erano veramente i dieci comandamenti. Vero che molti hanno ricavato da quelle serate un rinnovato amore per la Scrittura ma spesso con appunto il chiodo fisso che un conto è ciò che dice la Chiesa, un conto ciò che dice Benigni oggi e domani chissà chi altro. Che poi tante catechesi e omelie non siano all’altezza è certo vero. Ma proprio su Benigni e il decalogo un amico prete tra l’altro esperto biblista un paio di anni prima del Benigni fece un ciclo di serate (molto belle, lessi i testi e francamente mi piacquero moltissimo, anche più poetici del Benigni nazionale) sui 10 comandamenti aperto a tutti e non solo ai parrocchiani. Questo sacerdote mi confessava che comunque non contava più i parrocchiani che dopo aver visto il decalogo spiegato dal comico sulla Rai gli confessavano che finalmente qualcuno si era occupato di parlarne e di rettificare le cose (“perché non è proprio come dice la Chiesa su alcune cose” parole testuali) e a poco o nulla servì che lui ricordasse loro che l’occasione vi era stata. E qui parliamo dei parrocchiani, figuratevi altri…
    Benigni è troppo intelligente per non sapere che una battuta ben piazzata su preti e Chiesa ha certe ricadute e apre a lui il plauso di quel mondo in cui diversamente è difficile entrare (ricordo un Benedetto XVI che non poté tenere una lezione alla Sapienza o massacrato dopo un certo discorso a Rarisbona per altro davvero profetico). Chiediamo a Miriano e Adinolfi cosa vuol dire andare in TV 7 contro 1 o avere i poliziotti fuori ogni volta che devi parlare! O dover magari rinunciare a contratti di lavoro o collaborazioni per le cose che dici o rischiare di essere denunciato e arrestato perché hai scritto un libro peraltro bellissimo. Tra l’altro alcune battute di Benigni sono proprio andate a toccare in parte quella questione del peccato e della morale sessuale e della antropologia cristiana che già oggi sono sotto attacco da più fronti ed anche dentro la Chiesa stessa. Esporsi è altra cosa e per questo Benigni è imparagonabile con Mario e Costanza ovviamente a mio giudizio.
    Sull’agire profetico io dico solo questo. Ora e solo ora scorgo con attenzione la profeticità di un agire e di un parlare di Giovanni Paolo II e in parte già anche Benedetto XVI (e vedo quanto in certi ambienti anche ecclesiali si cerca di cancellarli) per cui dico che forse certi frutti profetici si potranno vedere dopo. Per papa Francesco come per altri.
    Io sono davvero lacerato a volte con questo pontificato perché accanto a gesti splendidi altri proprio non li comprendo e so di cosa parlo avendo avuto la fortuna (immeritata) di studiare teologia. So solo che quando studiavo tanti mi dicevano di Woytila e Ratzinger che erano i papi però si potevano non ascoltare del tutto o solo su alcune cose e non su altre
    o che addirittura era dovere di un vero cristiano disobbedire. Ho ingoiato tanto amaro in quegli anni. Oggi quelli stessi (e non sono solo parrocchini o semplici opinionisti) sono i migliori interpreti dell’attuale magistero pontificio. Sul profetico per ora aggiungo solo questo: Credetemi non passa giorno che coloro che più avversano la Chiesa e i cristiani (lo vedo sul lavoro) lo facciano sentendosi appoggiati dal di dentro della Chiesa stessa. Non voglio scagliarmi contro il papa ma devo ammettere che qualche problema di comunicazione forse c’è. Non so, non voglio dire male per cui mi fermo qui, ho già esagerato. Vi chiedo scusa, normalmente non ne parlo e scrivo in pubblico per non arrecare scandalo. Per me (e non avrei mai pensato potesse capitarmi) è una sofferenza grande e vi chiedo per questo di pregare per me e ancor di più per il papa (io lo faccio troppo poco). Grazie per la pazienza e l’attenzione. Buon 2016 a tutti.

  17. Congratulazioni, siamo messi piu’ che bene come Cristiani seguaci di Parola, Tradizione e Magisterio ufficiale della Chiesa. Le chiese sono piene di fedeli, la partecipazione ai sacramenti e’ vissuta in modo esemplare e l’evangelizzazione mediatica e telematica prosegue ininterrotta fino ai confine della Terra.. Se ritornasse Cristo, per l’anno nuovo, riconoscerebbe subito la sua Chiesa come l’ha istituita: nella preghiera, sacrificio, penitenza,la modestia del vivere e di comportamento dei sui fedeli. Possiamo proprio dire che charlatani, saltinbanchi, canne sbattute dal vento, sette di ogni genere a carisma di tutti i colori e di santi e madonne, che aumentano mensilmente,, falsi profeti, commercianti del Tempio non hanno fino ad oggi trasformato la morale, l’etica del vivere dei cristiani che rigettando giornalmente il Mondo e le sue Pompe e l’apostasia e ‘a tutt’ora sconosciuta nella Chiesa. Buon anno a tutti e continuiamo a servire due Padroni con teologia di liberazione che ci aiuta a capire molto bene il comportamento che dobbiamo mantenere come cristiani moderni ed aggiornati: comprendendo e seguendo alla lettera quello che ci dice Cristo: “non chi dice Signore, Signore entra nel Regno dei Cieli ma chi la Volonta’ del Padre mio che e’ nei Cieli . Paul
    P.S.: …”cercheranno la Parola e non la troveranno” ….strano eppure ci e’ dato saper leggere e scrivere?

  18. Scusate, dimenticavo,nel frattempo la Massoneria ecclesiastica e suoi occulti operatori nel Mondo se la ridono fra le quinte nel vedere il loro piano diabolico di distruzione della Chiesa sempre piu’ una possibile e vicina realta’ nel moderno scenario di ateismo e contestazione al Magisterio della Chiesa da parte dei razionalisti cristiani della Fede, Paul

  19. Signor Filosofiazzero, hanno trovato delle nuove pergamene evangeliche, o e parte di un Vangeli secondo San…X non ricordo? Comunque sia e’ la strada della nuova Chiesa Cattolica con la sua teologia di liberazione e fai da te religone secondo quel charlantano o quel commediante, saltinbanco o quelle canne sbattute dal vento o falsi profeti: piu’ o meno: che differenza fa ecumenismo democratico e accontentiamo Dio e Mammaona. Quando tremeranno le ginocchia sara’ troppo tardi.
    . Buon anno di Pace e Prosperita’.

  20. …nel mentre, anche per questo inizio dell’anno, continuo a considerare ogni credo, di qualsiasi specie, un fantasia della mente dell’uomo, mi pregio di non confermare la mia adesione a nessuna contraternita di nessun genere.
    Come bene ebbe a dire il piccolo/grande Panait Istrati: “Non aderire a nulla.”

  21. Benigni non lo sopporto, non l’ho mai sopportato, non mi ha mai fatto ridere tranne quando era in coppia con quel vero genio che era Troisi, e non sopporto i soldi che gli danno con il nostro canone. Sì, conosco la storia degli ascolti, ma credo che un servizio pubblico dovrebbe fare altro che correre dietro agli incassi. Quindi non l’ho visto né lo vedrò nelle repliche. Non posso dare un giudizio, ma da qualcosa che ho letto sulle sue affermazioni mi chiedo se davvero abbia fatto più bene che male.

  22. Non per polemizzare…ma un Adinolfi divorziato e “risposato” a voi da l’idea di essere un buon messaggero del Vangelo? Ho sempre creduto che se non si testimonia con la vita ciò che si professa, forse in fondo in fondo non ci si crede veramente! Un divorziato antidivorzista poi…è un’espressione priva di senso!

    • Arianna: senza voler polemizzare, come hai scritto, non conosco la vita privata di Adinolfi ma mi permetto di pensare che se viene chiamato a parlare di divorzio è proprio perché lo vive sulla sua pelle quotidianamente. Mi rimetto in fiducia nelle mani di chi permette che parli e lo conosce meglio di me…
      Quanti divorziati ci sono che vivono comunque al meglio delle loro capacità la loro situazione? Ne conosco tantissimi, li ammiro e voglio loro tanto bene.

      • La storia di Adinolfi è davvero commovente: per quello che lui stesso racconta il dolore per gli errori del passato è enorme…. Purtroppo giudichiamo con facilità e in ci rendiamo conto della complessità della vita, di Adinolfi, di Benigni e di tanti altri. Vediamo invece l’opera di Dio….

        • Di Benigni è stata criticata (se vogliamo anche giudicata, un’opera, una azione), di Adinolfi la vita e la sua possibilità comunque di annunciare e battersi per la Verità (cosa che può fare qualunque peccatore come tutti siamo, patendo anche per le conseguenze del proprio peccato o errore).

          Sono due cose un tantino diverse 😉

      • @61angeloextralarge e @Presidenza ITCI,
        condivido in pieno e aggiungo che se un cristiano dovesse parlare solo di temi dove lui è esente da colpe, mancanze e/o peccati allora dovrebbe tacere su tutto o quasi.
        Certo la condizione del divorziato è particolare perchè il suo peccato assume una dimensione pubblica, mentre in genere il peccato rimane all’interno della sfera privata, ma c’è comunque, come avete detto voi l’importante è guardare come uno vive quella sua condizione, se ne è orgoglioso, pentito, contrito etc. .
        Quando un divorziato parla del divorzio come fa Adinolfi, fa un gran bene a tanti, perchè non si giustifica, parla della MISERICORDIA che ha trovato nella Chiesa senza però nascondere la sua fragilità!

        • Davide: “non si giustifica”. Mi piace questa cosa che hai colto. Credo sia fondamentale riuscire a riconoscere i propri errori e le proprie fragilità. E poi… il giusto (agli occhi di Dio e non ai nostri… altrimenti faremmo terra bruciata) pecca 7 volte al giorno, quindi quelli non giusti (ci rientro in pieno con conoscenza e accettazione… ma sulla via della correzione) ancora di più.
          Coraggio che, con l’aiuto di Dio, ce la faremo!

    • @ Arianna: se è per questo Gesù ha affidato la sua Chiesa a un fanfarone vigliacco che a cena prometteva di morire con lui e poi prima che facesse giorno lo rinnegò tre volte per paura delle chiacchiere di una donnicciola.
      E non mi pare per niente privo di senso il fatto che uno che ha sperimentato in prima persona il divorzio si renda conto dei mali del divorzio meglio di chi ne parla per sentito dire.

  23. Mo dico l’ultima per oggi: il termine “confine” mi piace poco se usato per le cose dello spirito perché mi sembra quasi un mettere i limiti allo Spirito Santo. Inoltre è vero che se metto un confine non entrano i ladri… ma non ne escono nemmeno quelli che sono già dentro.

  24. Santo Cielo… le convergenze parallele quando?

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