Le ragioni di un nickname

di autori vari

2015-11-05_213042

di Cristiana Nuova

E’ una delle possibilità più interessanti nel mondo virtuale, quella di usare un nick name, al quale affidare una parte segreta di se stessi: forse proprio quella che si vorrebbe gli altri cogliessero, ben oltre il proprio nome e cognome. Quel tratto del carattere, quel personaggio che sarebbe stato bello essere, quella data o avvenimento inciso nel cuore, e tanto altro: il repertorio cui attingere è vastissimo.

Per quelli della mia generazione, il più famoso nick, era forse quello della “volpe”, (Zorro in spagnolo), nobile personaggio mascherato, irriconoscibile, ed appunto, furbo come una volpe. E se mi chiedessero le ragioni del mio nick?

“Cristiana nuova”, essenzialmente perché il cristianesimo è sempre qualcosa di nuovo, se è vero che chiediamo a Dio, all’inizio di ogni giornata, con le parole di un famoso inno” rinnovaci ogni giorno il cuore, come rinnovi le fonti e il sole”.

“ Cristiana nuova” anche perchè la nostra fede è un continuo estrarre cose vecchi e cose nuove dal tesoro della Parola, che è sempre la stessa, ma parla in modo diverso ad ognuno e anche in relazione ai vari momenti della vita.

Ma è un qualcosa di nuovo , da intendere anche in senso pascoliano: C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico . E qui, il discorso per me, si è complicato, perché sono stata spesso attaccata nei più vari ambienti, per il mio essere troppo “radicale”: credo si riferissero al mio modo un pò ruvido di intendere la fede. E, mi sono interrogata sul perchè, di tanto accanirsi. Anche se so benissimo che nulla è peggio delle lotte intestine tra cristiani , e già nel Medioevo, pare fosse diffusa la sempre valida formula :  “Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus» (L’uomo è un lupo con l’uomo, la donna è ancora più lupo con la donna, il prete è il più lupo di tutti con il prete).

Non sono un sacerdote, ma mi sento, come Cristiana nuova, tra venti di novità che non sempre mi convincono. E talvolta, lo dico o scrivo apertamente. Perchè mai il cristianesimo passato, dovrebbe essere retrivo rispetto all’attuale?

Solo oggi, soffia il vento dello Spirito? Solo oggi, si va verso grandi miglioramenti?

Illudersi di sorti magnifiche e progressive, ignorando che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, ( soprattutto a livello di sentimenti, gioie, dolori e passioni umane), credo sia essenzialmente atteggiamento mentale da illuministi-marxisti.

Senza nulla togliere al loro valido impegno per l’uomo, credo che però il cristiano la pensi diversamente: infatti, pur cercando sempre il miglioramento del mondo, egli sa bene che la vita sulla terra è sempre tempo di prova e di esilio e quand’anche migliorassero tutte le situazioni e scomparisse la fame, l’uomo rimarrebbe mistero a se stesso, con i suoi stati d’animo, paure, ansie, desideri e sentimenti, non diversi da quelli del tempo della pietra, capaci di resistere e rinascere oltre ogni mutamento epocale.

Temo sia proprio questa la grande sfida dei credenti di tutte le epoche , chiamati ad essere tutti  e sempre, cristiani nuovi, capaci cioè, di sostenere e ricomporre gli equilibri tra punti apparentemente assai distanti e opposti tra loro.

Come possono esserlo passato e presente, giustizia e misericordia, già e non ancora, vita terrena e aldilà, morte e resurrezione, libertà dello Spirito e regole, pur necessarie , perché l’uomo è fragile e perché nei momenti di crisi, guai a non avere qualche regola che permetta di appoggiarsi e resistere, in attesa del ritorno della bonaccia interiore ( il famoso “Serva ordinem et ordo servabit te .”)

Anche perché nell’umile attenersi a qualche “paletto”, sta spesso quella pazienza, perseverando nella quale, salveremo le nostre anime.

Ripeto che si tratta di punti distanti tra loro e quasi opposti, che sembra impossibile ricongiungere: ma mi pare giusto pensare che, forse proprio per questo, il nostro segno distintivo, è la croce, sulla quale è steso un Uomo il cui corpo è in tensione tra i 4 punti cardinali, distanti, opposti e riuniti solo dalla Sua persona.

Lui ci riesce, perché è uomo, ma anche Dio: noi possiamo solo chiedergli di aiutarci a fare qualche piccolo tentativo quotidiano, tra tanti sbagli, squilibri, pendenze esagerate verso un estremo o verso l’altro… e ripartenze.

Forse sono riflessioni troppo personali, ma mi piacerebbe conoscere il parere dei lettori del blog.

 

 

 

 

8 commenti to “Le ragioni di un nickname”

  1. Vai, Cristiana, chiunque tu sia! Continua a scrivere così come hai fatto finora. L’abbrivio mi sembra ottimo. Sia lodato Gesù Cristo.

  2. La penso come te.

  3. Una pignoleria spero non fine a se stessa
    I punti cardinali non sono punti, sono direzioni
    Come suona rileggere il tuo post sostituendo l’immagine di una direzione a quella di un punto?

  4. Suona magnificamente! Si apre ad orizzonti vasti e mai definitivamente raggiunti, come è proprio del nostro essere cristiani.Grazie mille per questo suggerimento!

  5. Quattro “punti” o “direzioni” (ottimo!)… è vero. Ma in ogni modo “misure umane”. Credo che lo spazio di Dio, il Cielo, non abbiano limiti, né dimensioni. E’ ovunque. Quindi in qualsiasi punto mi fermo, in qualsiasi direzione mi incammino non sono lontana dalla presenza di Dio. Non me ne accorgo, questo sì, soprattutto se sono nell’errore e nel peccato, ma Lui c’è. Sono comunque al sicuro. Non farà mai nulla che il suo amore non ha contemplato.

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