L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere

2015-07-06_001650

di Emanuele Fant

L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere chiese un mestiere, poi di diventare dirigente, poi di ricevere soldi senza lavorare. Ma si annoiava e non sapeva cosa fare, allora fece l’iscrizione al tennis club, dove invocava le vittorie e le otteneva, rimanendo presto senza nessuno da sfidare. L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere era passato, con la semplice accensione di un lumino, dal monolocale alla residenza con cintura verde di castagni secolari.

Il giardino forniva canti commoventi di uccellini, ma aggiungeva una distanza  con gli altri esseri umani. L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere cercò la complicità perlomeno del giardiniere, che accettò di sfidarlo a racchettoni perché era poco competitivo. Dopo un po’ di sudore insieme, trovarono il coraggio di dialogare. Il padrone di casa sfogò la frustrazione piangendo, chiese un fazzoletto e vide esaudita, ancora una volta, la sua preghiera. Raddoppiò la lacrimazione. L’altro volle regalare un consiglio buono: “Usa la tua capacità per fare del bene”.

L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere stilò una classifica delle cose più popolari da desiderare: tolse per primo la fame nel mondo, suscitando entusiasmo globale (e isolati cortei di ristoratori). I cargo vuoti degli aiuti umanitari rimandavano l’eco delle onde del mare; i missionari fissavano, con il biglietto in mano, gli aerei rullare senza di loro. Rivolse la sua attenzione alle malattie, ai dissesti finanziari, alla mancanza di loculi nei cimiteri. Tutto fu risolto con le sue infallibili preghiere, però tanta perfezione levò lo scopo a chi trovava un senso nel darsi da fare. La parte buona del mondo si sedette in panchina, e la terra sembrò congelare.

L’intuitivo giardiniere sentì che era di nuovo suo dovere dare una svolta alla storia: si punse con una rosa che non aveva nessuna intenzione di fargli del male. Qualcuno corse a tamponare.

E il mondo, grazie a nuovo piccolo dolore, riprese, cigolando, a girare.

fonte:Credere

13 pensieri su “L’uomo a cui si esaudivano tutte le preghiere

  1. Anonimo69

    ” Rivolse la sua attenzione alle malattie, ai dissesti finanziari, alla mancanza di loculi nei cimiteri. Tutto fu risolto con le sue infallibili preghiere, però tanta perfezione levò lo scopo a chi trovava un senso nel darsi da fare. La parte buona del mondo si sedette in panchina, e la terra sembrò congelare”.

    Mi sembra discutibile tutto ciò. Secondo tali principi, allora la fame nel mondo, le malattie e i dissesti finanziari debbono continuare ad esistere perchè l’uomo possa continuare a darsi da fare. Si deve cioè, poter intervenire qua e la’, alleviare qua e là, ma MAI risolvere definitivamente, perchè se no manca il “senso nel darsi da fare”…………..!?

    E perchè non applichiamo lo stesso principio alla guerra (come difatti poi avviene)? Senza le guerre, mancherebbe la RICERCA DELLA PACE ed anche la possibilità di compiere atti eroici (o eroicomici). Senza la guerre poi non potrebbero emergere i grandi condottieri, che rendono tanto avvicenti parfecchie pagine di storia.

    Ma forse mancherebbero le occupazioni, BEN PIU’ LIETE, se quei gravissimi drammi che angosciano l’umanità dal suo inizio (o quasi), potessero essere risolti?

    Non ci sarebbero forse l’arte? La scienza? Gli spettacoli di tutti i tipi? La grande musica? I buoni libri da leggere e da scrivere? L’innamorarsi? La poesia?

    Se deve continare girare come ha sempre girato, il mondo, la puntura della rosa, di cui si parla nell’articolo, non è certo un piccolo dolore da cui deriva un gran bene. A69

    1. Anonimo69

      Riguardo ai missionari, il loro scopo primario non verrebbe meno se non fosse più necessario portare aiuti materiali, perchè quello scopo è costituito dall’evangelizzazione ossia da un aiuto spirituale.

      Poi una celia: se la terra congelasse, per me che odio l’estate, sarebbe una prospettiva attraente.

      Sempre che si trattasse un congelamento relativo, non di una glaciazione in piena regola (s’intende), tale che, nonostante il freddo, tutti avessero di che mangiare, coprirsi, abitare, circolare, dialogare. A69

    2. Maurizio Melchiorre

      è vero…mi sembra semplicistico e discutibile! è vero che il dolore aiuta chi ha buona volontà a fare del bene…ma ben diverso e ambiguo è dire che è necessario che qualcuno soffra perchè qualcun altro goda nel fare del bene!

  2. vale

    che faccia una preghiera,visto che il Principale gliele manda tutte buone, perché il futuro dei giovani non sia questo:

    da “il foglio” di oggi pag. 3 ( 3 titoli)

    Fatima.la ventottenne italiana convertita all’isis.dalla siria tenteava di reclutare i parenti alla jihad.( corsera 2 luglio)

    Mara. la diciannovenne che tira pietre in Val di Susa e non sa perché. nessuna idea di cosa siano Tav, anarchia,black bloc:”gli amici mi hanno detto che era giusto fare così”(corsera 30 luglio)

    Laura. la ventiquattrenne depressa che ha ottenuto il via libera all’eutanasia di stato.Morirà entro l’estate:”questa vita non fa per me. in famiglia hanno capito”.( la stampa 4lugio)

    1. Vanni

      E, a proposito di preghiere, ne chiedo una per una persona che ne ha bisogno in questi giorni.
      Si accettano anche quelle dei blogghisti non credenti.

  3. Pingback: Pubblicati lo stesso giorno… | Bread Butter 'n' Rock&Roll

I commenti sono chiusi.