Sentinelle in piedi. 100 piazze per la famiglia

di admin @CostanzaMBlog

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dal sito  SENTINELLE IN PIEDI 

Molti giornalisti ci scrivono chiedendoci la disponibilità a rilasciare interviste, partecipare a trasmissioni televisive o intervenire in dibattiti radiofonici.

Abbiamo quindi pensato di radunare qui le informazioni che aiutano a capire perché decliniamo i vostri inviti in televisione o le vostre richieste di interviste. E perché siamo certi che queste poche righe e il discorso che ascolterete se verrete in piazza siano da soli già molto esplicativi rispetto a quello che facciamo. Ricordiamo, inoltre, che tutti i nostri comunicati sono pubblicati nella sezione “Blog” del sito.

Chi c’è dietro le Sentinelle In Piedi?

In tanti si chiedono quale sia la natura delle Sentinelle in Piedi e di conseguenza il fine del nostro vegliare. Un’associazione? Un partito politico? Un movimento di natura confessionale? Il tentativo, comprensibile, è quello di incasellare una realtà nuova negli schemi di sempre. Ma la realtà è molto più semplice ed esce dai soliti schemi: non siamo un’associazione, non abbiamo uno statuto, ma siamo un popolo formato da tanti io che desiderano seguire la verità, senza imporla a nessuno ma senza rinunciare a viverla pubblicamente. La nostra è quindi un’amicizia laica, fondata sulla condivisione di un bene oggettivo, riconoscibile dal cuore di ogni uomo e quindi aperta a ogni persona che voglia seguire la voce della coscienza. Siamo persone libere che gettano ponti e creano legami fra loro. Siamo cittadini italiani che desiderano testimoniare anche pubblicamente quello in cui crediamo.

Perché non rispondiamo ai giornalisti?

Non aderiamo a iniziative come gruppo ne’ come gruppo organizziamo eventi. Non rispondiamo a nessuna intervista se non durante le veglie, il portavoce di piazza è disponibile per rispondere alle domande di tutti. Il portavoce è la persona che in quel momento porta la voce della piazza, non un incarico rappresentativo, quindi, ma un compito di servizio. Non cerchiamo visibilità, non ci interessano i salotti televisivi.   Ci sta a cuore solo un gesto, quello della piazza, che ci educa a come vivere nella vita di tutti i giorni e che scuote le coscienze, poiché è un gesto pubblico come pubblico è lo spazio che vogliamo riprenderci durante le nostre veglie. Le Sentinelle in Piedi sono quindi formate da persone, Sentinelle In Piedi in piazza, sentinelle con la s minuscola nella vita, con un Nome e Cognome, un volto, una personalità, con percorsi di vita e culturali magari molto diversi, ma uniti nel credere al bene oggettivo che ci fonda tutti. In piazza vegliamo ritti e silenti, nella vita vegliamo su quello che accade, denunciamo, spieghiamo, riconosciamo, smascheriamo la menzogna, ci opponiamo al potere unico e valorizziamo le persone nella loro essenza. Con amore, amicizia vera, con carità, con modi e tempi diversi in base alle nostre vite, storie, esperienze, attitudini.

Perché una testimonianza pubblica?

La nostra presenza come Sentinelle in Piedi e’ dunque esclusivamente quella pubblica che serve a testimoniare la presenza di questo popolo formato da persone libere, che non sono disposte a vivere la menzogna per il quieto vivere o per una malintesa forma di rispetto. Noi siamo un metodo, uno stile, un modo di essere. Ogni volta che il pensiero unico, attraverso la cultura e la politica, tenterà di imporsi, noi scenderemo in piazza ma soprattutto veglieremo nella vita: nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre città, in ogni angolo apparentemente dimenticato, là dove le coscienze dormono, noi porteremo una testimonianza libera di verità. Anche se sarà difficile, anche se saremo in minoranza, anche se il borghesismo, una malintesa forma di rispetto o il politicamente corretto cercheranno di fermarci. Sempre incontrando (ecco la piazza), sempre testimoniando (ecco il silenzio), sempre cercando la verità (ecco la lettura), e con essa il bene vero di ogni uomo.Volantino-23-maggio

 E i contestatori?

Spesso le nostre veglie vengono pesantemente contestate. Gruppi di persone più o meno arrabbiate si danno appuntamento per schernirci, insultarci, offenderci, provocarci. Qualche volta queste contestazioni sono sfociate in aggressioni vere e proprie. Di fronte a tutto questo, non abbiamo mai risposto se non con la nostra presenza silenziosa, come mai? Semplice, perché noi non abbiamo nemici.  Non abbiamo un avversario e nemmeno una squadra da sconfiggere, noi siamo in piazza per la libertà nostra e di tutti, siamo in piazza per svegliare le coscienze, anche quelle di chi ci contesta. Il nostro unico nemico si chiama menzogna, inganno, bugia.  Nostro antagonista è il linguaggio che vuole ridurre le persone a categorie o comportamenti, nostra antagonista è la cultura che vuole rispondere ai desideri del cuore con soluzioni preconfezionate, sprazzi di emozioni effimere, diritti costruiti ad arte per dare l’illusione della felicità e così tenere a bada l’uomo.  I motivi che ci portano a vegliare, in piazza come nella vita, toccano l’umano nella sua essenza: la vita, la famiglia, l’amore, le relazioni e per questo molte persone erroneamente si convincono che noi cerchiamo di limitare la libertà altrui, di impedire la piena realizzazione di qualcuno ed erroneamente credono che siamo un “noi” contro di “loro”. Siamo certi che è vero l’opposto.

Siamo contro gli omosessuali?

No, perché per noi non esiste la categoria ne’ degli omosessuali ne’ tanto meno degli eterosessuali. Questi termini, ormai diventati di uso comune, sono fuorvianti e ingannevoli. Si può definire una persona in base al suo orientamento sessuale? Si può ridurre un uomo ad un comportamento? Noi riteniamo di no. Tra i nostri principali contestatori ci sono molte sigle e molti attivisti cosiddetti “Lgbt” che, col pretesto di tutelare una determinata categoria di persone, di fatto rendono concreta la prima vera discriminazione, autoriducendosi. Non è forse discriminare dividere le persone in categorie? Queste realtà spesso si arrogano il diritto di parlare per conto di tutte le persone con attrazioni omosessuali non tenendo per niente conto del fatto che molte fra queste sono contrarie alla declinazione dei diritti in base alle emozioni o attrazioni sessuali, affermando che le realtà militanti hanno come unico scopo l’ideologia che riduce la loro persona a una tendenza, non facendo altro che acuirne il senso di disagio o colpevolizzare qualcuno, senza guardare in faccia le persone e la loro storia.

Per chi siamo in piazza?

Siamo invece in piazza per la libertà di tutti, anche per amore di chi viene strumentalizzato nelle sue emozioni più intime. Siamo in piazza per amore di chi ha paura e si sente solo, per amore della libertà di poter dire che siamo nati maschi e femmine, che l’unica dualità possibile è quella uomo-donna, che i bambini non sono un diritto ma un dono e che loro sì, invece, hanno il diritto di nascere senza essere fabbricati ad uso e consumo degli adulti e di avere un papà e una mamma. Siamo in piazza per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia. Vegliamo perché sia tutelata l’essenza dell’uomo, vegliamo per la ragione, vegliamo in silenzio perché ci sta a cuore la vita di ciascuno, anche la tua.

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32 commenti to “Sentinelle in piedi. 100 piazze per la famiglia”

  1. “siamo nati maschi e femmine, che l’unica dualità possibile è quella uomo-donna, che i bambini non sono un diritto ma un dono e che loro sì, invece, hanno il diritto di nascere senza essere fabbricati ad uso e consumo degli adulti e di avere un papà e una mamma ”

    Ergo:

    1 non è cosa buona e giusta e non deve essere permesso che due uomini o due donne adottino un bambino.
    2 non deve essere permessa la fecondazione artificiale eterologa (e nemmeno omologa?).

    • Guarda Alvise anche nell’omologa si creano un sacco di embrioni cioè di vite (non bruscolini) molti dei quali vanno persi. Di solito si impiantano tutti tipo lotteria della serie: vediamo quale attecchisce neanche fossero piantine di basilico. Se tu ritieni che l’uomo possa fare l’apprendista stregone con la vita io invece no perchè penso che non ci appartenga ma non è che lo penso io, non ci appartiene proprio, non è nostra. Hai deciso tu di nascere? Decidi tu quando devi morire? Ah già tu andrai in Svizzera a farti ammazzare e allora capisco che tu possa essere favorevole pure a una strage di embrioni. L’omologa rispetto all’eterologa ha solo il vantaggio di non privare della sua identità il sopravvissuto alla strage almeno saprà che suo padre e sua madre sono pure i suoi genitori biologici.

    • Però, che. perspicacia!

  2. argh…il 23 ci sono già anche tutti gli eventi per la libertà religiosa nel mondo #freetopray….

  3. …né ritenere né decidere nulla, né per me né per nessun altro, ho capito!

    • Decidere è una parola. Quello che è importante è il contenuto. Decidere cosa? Decidere di sopprimere delle vite non è cosa buona.

  4. …a caval donato non si guarda in bocca!

  5. “….ho anche conosciuto l’amica di una vecchia signora che gli sparò in bocca a un cavallo donato.
    Subito apparve, disse, dalla scala condominiale, un diavolo pipistrelloso che la uncinò e se la portò via, all’inferno!

  6. Buongiorno a tutti,
    Non ho mai commentato su questo sito ma lo seguo da molto.
    Non sono una Sentinella, ma una ricercatrice in comunicazione che vuole studiare il fenomeno delle Sentinelle in Piedi per la tesi di dottorato.
    Questo post e’ molto interessante per me perche’ mi spiega l’atteggiamento delle Sentinelle verso i media.
    Io pero’ non sono una giornalista e mi piacerebbe parlare con qualcuno delle Sentinelle non per capirne le motivazioni (che sono spiegate molto bene sul sito) ma per capire in che modo usano blog, facebook, twitter e quali sono le strategie di comunicazione a cui si ispirano.
    Domani saro’ a Milano all’Arco della pace per osservare e spero di poter parlare con qualcuno.

    Se qualche Sentinella legge e mi vuole parlare, la mia mail e’ giuliaevolvi@gmail.com

    Grazie mille.

    • Posso sbagliarmi, ma non le risponderà nessuno, né qui né a Milano, e il motivo è spiegato nei primi due paragrafi.
      Comunque, in bocca al lupo per la sua tesi.

      • Gentile Vanni,

        Io ci provo lo stesso perche’ sono una persona ottimista 🙂
        Nel caso nessuno mi risponda, riportero’ nella mia tesi il commento che ho lasciato e spieghero’ che non mi e’ stato possibile parlare con nessuna Sentinella. A livello accademico anche questa e’ un’informazione importante.
        Ripeto, pero’, che nn sono una giornalista e non sono alla ricerca di un “pezzo”: voglio capire questo fenomeno in modo approfondito e metterlo in relazione con altri gruppi che hanno idee diverse, ecco perche’ parlare per me potrebbe essere utile.
        Spero di incontrare qualcuno in piazza oggi.

        Grazie

  7. Ho vegliato questa mattina a Bolzano. Eravamo circa 100/120 persone. Erano presenti Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri e Finanza. Siamo stati pesantemente insultati da un gruppo lgbt e simpatizzanti vestiti da pagliacci (si si, clown, con nasi rossi, cappelli in stile Cappellaio Matto ecc.). Il mio libro? “Oscar e la dama in rosa” di Erich-Emmanuel Schmitt. Un capolavoro!

  8. “Sette nipoti e 17 figli. Ora la donna è mamma (attualmente single) di 17 figli, che vanno ad aggiungersi ai sette nipotini. Annegret è prossima alla pensione, ma non si preoccupa dell’età. “Non ho paura. Parto dal principio che sono in buona salute e in forma”, ha assicurato a Rtl. E quando le è stato chiesto come avrebbe risposto alle possibili critiche per la sua decisione, ha detto: “Penso che sia qualcosa che ognuno deve decidere per se stesso, senza farsi influenzare troppo dagli altri”. Il suo dottore, Kai Hertwig, ha dichiarato che, a suo parere, non conta l’età ma l’attitudine mentale e la motivazione della futura madre.”

    [da “la repubblica”]

  9. A quanto pare in quasi ogni piazza i movimenti lgbt hanno “disturbato” pesantemente le sentinelle.
    Confermato per l’ennesima volta quanto questo movimento che reclama diritti di ogni “genere”, sia in realtá del tutto anarchico e privo della minima forma di rispetto e di democrazia.

    • a me risulta invece che le provocazioni sono state meno del solito l’irrilevanza mediatica è stata la solita, le notizie del referendum in Irlanda poi hanno fatto il resto.

  10. ….era quello che le sentinelle volevano, provocare qualche reazione, no?

  11. Non credo sia la reazione dei gruppi lgbt quello che cercano le sentinelle, ma bensì la rezione degli spiriti assopiti e delle istituzioni dormienti, una reazione da chi dinanzi alla coscienza che “richiama” preferisce “giustificarsi”… è ormai un dato di fatto che le “reazioni” in senso allargato dei gruppi lgbt, amplificato “acriticamente” delle maggiori testate giornalistiche, avviene puntualmente ogni santo giorno senza sosta.

  12. …. che sia, quella delle sentinelle in piedi, una immobilità fine a se stessa?
    Una autoinstallazione dadaista?
    Notizie sul referendum in Irlanda gonfiate ad arte, ovviamente?

  13. …come anche le cosiddette installazioni alla Biennale (per esempio) provocano le più o meno
    “educate” reazioni!

  14. Cercavo al volo un libretto maneggevole da rileggere in piazza con le Sentinelle: mi è capitato fra le mani “Frasario essenziale per passare inosservati in società” del grande Flaiano. Mi sono ridivertito per un’ora a dispetto dei contestatori (quattro bischeri, per la verità, ma fastidiosi). Condivido qualche frase con gli amici e nemici del blog.

    – Un sano erotismo? Ma è come dire una bella dentiera

    – Signora, volentieri verrei a letto con lei, se questo non costituisse un precedente

    – Se vuol soffrire si metta con un Pesce

    – I topi abbandonano l’aereo che cade?

    – Io Borges lo leggevo nel ’50, adesso piace anche ai portieri

    – Da ragazzo ero sempre bocciato in matematica e in educazione sessuale

    – Be’, ormai lo sono tutti

    – Iscrivetevi al Partito Comunista. Vantaggi:

    sarete temuti e rispettati/ libertà privata totale/ ampie possibilità per il futuro/ viaggi in comitiva/ colloquio coi giovani/ ampie facilitazioni sessuali/ rapida carriera/ ammirazione del ceto borghese/ nessuna perdita in caso di persistenza del sistema/ guadagno in caso di rivoluzione (almeno per i primi tempi)/ in casi disperati, alone di martirio.

    E altre perle.

    • @ giusi

      ho letto il tuo post del 21 ore 17,44, in particolare il brano: “Se tu ritieni che l’uomo possa fare l’apprendista stregone con la vita io invece no perchè penso che non ci appartenga ma non è che lo penso io, non ci appartiene proprio, non è nostra. Hai deciso tu di nascere? Decidi tu quando devi morire? ” Hai colto proprio nel segno! E’ qui la causa dei nostri guai e di tutti i nostri problemi. Non poter decidere SE, COME E QUANDO nascere. E Dio, purtroppo, non ci ha messo nella condizione di farlo e ci ha così esposto a 1000 e 1000 rischi.

      E’ come se ci avesse messo a giocare una partita con un premio (in caso di vincita) ed una penale (in caso di sconfitta) IMMENSI, senza darci la possibilità di non sederci al tavolo da gioco e di non giocare.

      Perchè, io credo, se avessimo avuto tale possibilità, tante questioni per cui ci accapigliamo (i conflitti religiosi, l’aborto, le sentinelle in piedi e tante altre) non ci sarebbero state o sarebbero state ridotte per quantità ed intensità, proprio perchè sarebbero state risolte preventivamente. A69

      • Parimenti il divieto di poter scegliere il momento in cui morire ha ulteriormente aggravato la condizione umana (già gravissima per il non poter scegliere se, come e quando nascere). Non a caso Amleto dice: ” Ah! se Iddio non avesse posto il suo divieto al suicida!”. A69

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