Cronaca di un convegno «banale» in un clima surreale

di admin @CostanzaMBlog

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di Leone Grotti per Tempi

Il premier Matteo Renzi, il capo dello Stato, magari anche papa Francesco. Se un passante, ignaro di tutto, fosse capitato ieri per caso a Milano, davanti a Palazzo Lombardia, intorno alle 15, avrebbe pensato che all’interno della sede della Regione ci fosse una di queste personalità. Transenne dappertutto, servizio d’ordine per controllare chi entra e chi esce, una grande folla, cori, contestazioni, camionette delle forze dell’ordine, centinaia di poliziotti, molti in assetto antisommossa.

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4 commenti to “Cronaca di un convegno «banale» in un clima surreale”

  1. Ho seguito il convegno (a tratti) in streaming e a voler trovare il pelo nell’uovo direi che forse sarebbe stato meglio lasciar parlare liberamente quel povero giovane esaltato (mandato chissà da chi a fare il disturbatore) per poi fargli cortesemente notare che la sua domanda era totalmente fuori tema e che forse aveva sbagliato convegno. Vabbè ma poi chi è prevenuto avrebbe comunque trovato qualcos’altro di cui lamentarsi…

  2. Caro o cara “vero” evidentemente non hai seguito bene il convegno. Il ragazzo, in barba alle regole del convegno, ha fatto prepotentemente la sua domanda e gli è stato subito fatto notare che era assolutamente fuori tema! L’errore è stato lasciarlo avvicinare al microfono. Bastava un poliziotto in meno fuori e uno in più all’interno! Il Convegno non prevedeva domande da parte di NESSUNO per cui non si doveva derogare in nessun caso. Su questo gli organizzatori sono stati un po’ sprovveduti. Dovevano immaginare che ci sarebbero stati dei provocatori e quindi bloccarli da subito e non lasciarli avvicinare!

  3. Carissima Costanza questa terribile influenza che mi ha costretta a letto mi offre l’opportunità di scriverti…da tempo avrei voluto farlo, ma non riuscivo mai a trovare il tempo. Un male comune credo vero??? Sono una tua lettrice e ti seguo sul blog e su FB…Mi piaci e mi diverte il tuo modo di fare giornalismo. Condivido quasi totalmente tutto ciò che dici, ma proprio per questo mi sembrava importane dirti ciò che non mi vede assolutamente d’accordo. Quando parli, infatti di conciliazione, spesso banalizzi e, come hai fatto al Convegno di Milano, liquidi l’argomento con semplicistiche affermazioni: sono tutte sciocchezze ecc ecc. Mi chiedo se tu pensi davvero a quanto dici perchè io ritengo che se riuscissimo a far entrare nel cuore e nella mente di uomini e donne il vero valore della conciliazione, questa nostra società avrebbe fatto davvero un bel passo avanti.
    La conciliazione è la possibilità di realizzarci come persone umane perchè essere buone madri o buoni padri dipende anche dalla forza che entrambi mettiamo in questo atto conciliatorio…
    Per una donna studiare, realizzare il proprio sogno, essere madre e moglie camminano di pari passo. Il lavoro non è semplicemente un “dover fare qualcosa per bisogno”, ma è spesso realizzazione personale che significa crescita e sviluppo armonico di sé. Credo che tu riesca ad essere la splendida madre che sei perchè puoi anche fare un lavoro che ami profondamente e che ti dona tanta autostima e tanta forza. Credo anche che avere fede nel progetto che il Signore ha per ciascuno di noi ci interpelli a comprendere davvero prima di tutto cosa Lui ha pensato per noi (e per vederci felici) e poi a lottare perchè questo sia possibile!
    Ebbene, forse parlo per esperienza ( e sono certa che non per tutte sarà così) ma aver studiato, essermi laureata, aver dovuto riprendere l’attività artigiana di famiglia per la mancanza di mio padre e aver lavorato con passione e soddisfazione mi ha dato modo di apprezzare ancora di più un marito meraviglioso e tre splendidi figli che ho potuto “seguire” forse nella maniera giusta …perché sappiamo bene che molte madri (anche qualche padre, di rado) hanno il problema di “lasciare andare” quelle frecce scoccate dall’Arco!
    La conciliazione, dunque, è ancora molto lontana… perché non si tratta di far fare agli uomini ciò che fanno le donne! Si tratta di riuscire a fare insieme ciò che dona sapore e valore alla vita.
    Io da anni mi impegno per questo e spero fermamente che le nuove generazioni riusciranno ad arrivare a comprendere quanto sia importante poter avere la forza di camminare insieme: uomo e donna con pari dignità e stesse opportunità. Per noi, poi, che abbiamo l’aiuto di uno Speciale, credo che le cose potrebbero andare ancora meglio…se riusciamo ad accoglierlo e ad accorgerci che senza di Lui non riusciremo a fare nulla!!! Ma questo possiamo dircelo fra noi… Un abbraccio e grazie del tuo prezioso lavoro!

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