Per una vita non solo nostra

 

folla

di Costanza Miriano

Chiunque frequenti parrocchie e gruppi e movimenti potrà dirvi, all’occorrenza, tutto il male possibile delle persone del giro, e se non lo farà sarà solo per rispetto del precetto evangelico. Immagino che cose simili le possa (ma non voglia) dire chi ha scelto la vita consacrata.
Noi che conosciamo bene la nostra madre Chiesa possiamo dirne tutto il male possibile, proprio perché la conosciamo. Come con una mamma di una certa età (2000 anni sono una certa età, effettivamente), ne vediamo le rughe, i limiti, ma le vogliamo bene lo stesso, e ci guardiamo bene dal criticarla, soprattutto con quelli che non sono suoi figli.
Alla recente canonizzazione dei due Papi, ho visto gente prestare case, macchine, offrire pasti, passaggi, condivisione, spingere carrozzelle di estranei, offrire acqua e cibo e impermeabili. Per quanto riguarda me, poi, a un certo punto dovevo rientrare in sala stampa, e, sarà la mia vista da talpa, sarà che mi ero alzata alle quattro, non mi ero accorta che c’era un piccolissimo corridoio, da un’altra parte, lasciato libero dalla folla. Ho cominciato a passare tra la gente seduta, facendo spostare, alzare, scomodare. Ho schiacciato, calciato, sfiorato, urtato. Non apposta. Chiedendo scusa in tredici lingue (tra cui il perugino), ma l’ho fatto. Nessuno mi ha mandato a quel paese, nessuno mi ha dato una spintarella per farmi cadere. Anzi, molti mi hanno offerto il braccio per aiutarmi, qualcuno mi ha sorretto, un robusto polacco mi ha quasi presa in braccio.
Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani. Non perché siano, siamo, migliori, ma perché cerchiamo di vivere una vita che non sia più solo nostra. Quando diciamo che il nostro Signore è Gesù Cristo, intendiamo proprio che è il Signore, cioè che vogliamo che comandi sul nostro cuore, e che quindi sia lui a guidare le nostre azioni. Anche quando dobbiamo mettercela tutta a trattenere un «va’ a quel paese». Io mi sa che ne ho meritati parecchi, quel giorno. Per fortuna erano tutti cristiani.

fonte: Credere

98 pensieri su “Per una vita non solo nostra

  1. Giancarlo

    Si, questa è davvero una cosa che condivido. L’appartenenza a Cristo ed alla chiesa mi fa sentire fratello anche di persone che, a rigor di logica, dovrebbero essere estranee. Il condividere la stessa fede, lo stesso Padre, le stesse radici, la stessa prospettiva, il sapere che siamo tutti uguali in dignità, che tutti siamo stati salvati dallo stesso Re, mi fa sentire, in mezzo ai cristiani, a casa mia. Questo senso di appartenenza è motivo di gioia, di orgoglio, di riconoscenza.

    Mi è capitato e mi capita, sempre più spesso, di incontrare persone che si dicono cattoliche e che parlano male della chiesa, o di BXVI, o della storia della chiesa. Mi è capitato di sentire persone che si aspettano chissà quale rivoluzione da papa Francesco, che dovrebbe rinnovare, adeguare, moralizzare la chiesa. Sono discorsi che mi danno dispiacere, ma che mi fanno sentire subito come estranei coloro che parlano così. Quelli che parlano in questo modo non amano la chiesa.

    C’è un sistema molto semplice per distinguere i figli della chiesa dai figli di qualcun altro: i figli della chiesa ascoltano la chiesa, i figli di qualcun altro vogliono che la chiesa ascolti.

      1. Sara

        Condivido anch’io sia l’articolo di Costanza che il commento di Giancarlo!

        “Quando diciamo che il nostro Signore è Gesù Cristo, intendiamo proprio che è il Signore, cioè che vogliamo che comandi sul nostro cuore, e che quindi sia lui a guidare le nostre azioni”. Sì, amen!

        “C’è un sistema molto semplice per distinguere i figli della chiesa dai figli di qualcun altro: i figli della chiesa ascoltano la chiesa, i figli di qualcun altro vogliono che la chiesa ascolti”. Eh, già!

  2. Angelo

    Alla fine staranno davanti a Dio due gruppi di persone.
    Il primo gruppo dirà a Dio “sia fatta la Tua volontà”
    Al secondo gruppo Dio dirà “sia fatta la tua volontà”… con le debite conseguenze!
    Buona giornata a tutti

    1. admin

      Subito dopo la mezzanotte, dopo la pubblicazione del post con quella frase, i bookmakers inglesi hanno immediatamente sospeso la quota sulle tue rimostranze.

    1. Ci insistono proprio tutti sul Papa anticonformista e disobbediente che starebbe cambiando la Chiesa (intendendo la dottrina e non la compagnia, che quella sì che ha bisogno di svegliarsi ogni tanto)! Ma Costanza non si è ancora stufata di dire che non è vero?? 😉

  3. Questa volta sono parzialmente d’accordo. Io c’ero, ero molto lontana da Piazza San Pietro, (a Castel Sant’Angelo) ho pregato con un gruppo si seminaristi venuti in nave dalla Spagna, durante la traversata avevano fatto gli esercizi spirituali, ho conversato nell’attesa con un gruppo di Bresciani, ho visto un gruppo compatto di fedeli litigare con i volontari della protezione civile che volevano sgomberassero il corridoio di sicurezza sul quale si erano accampati, ho visto degli incoscienti scavalcare la recinzione del fossato con il rischio di rimanere infilzati nonostante la polizia cercasse di dissuaderli, solo per fare alcuni esempi. Per cui ho pensato che ci sono gesti che solo chi ha fede, chi si sente amato sa fare. Ci sono però situazioni in cui anche i cristiani dimenticano, vogliono il primo posto, pensano a sistemare il proprio deretano sul posto più comodo. NON mi scandalizza la cosa, siamo peccatori bisognosi di misericordia, non perdo certo la fede per queste cose, ho già i miei peccati a cui pensare, ma queste cose mi aiutano a riflettere sul fatto che spesso possiamo dare più scandalo che testimonianza. Con affetto Nerella

    1. admin

      Hai ragione Nerella
      devi però considerare che Costanza ha sempre un po’ la sindrome di Pollyanna… 😉

  4. Marta

    “Per fortuna erano tutti cristiani.”
    “Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani.”

    Questo è il problema…ci crediamo di essere migliori degli altri! Questo è il problema di noi cristiani…

    1. Giancarlo

      Certamente che siamo migliori degli altri. Altrimenti a cosa servirebbe diventare cristiani? Se aderire a Cristo non ci migliorasse, tanto varrebbe non aderire. Non senti l’orgoglio e la gratitudine di essere cristiana?

        1. Giancarlo

          Certo, fortunati perchè abbiamo conosciuto Cristo. Guai a noi però se questa conoscenza non ci rendesse migliori.

          1. Siamo come gli altri, se non fossimo cristiani saremmo anche peggio. Il punto non è essere migliori, il punto è amare Lui. Poi il resto può venire di conseguenza (ma anche no). Sono convinta che un sacco di persone delle quali ritengo di essere migliore a causa di Cristo mi passeranno avanti nel Regno dei Cieli.

            1. Giancarlo

              Quello che traspare dai vostri dicorsi e che mi fa un po’ imbestialire è che appartenere a Cristo non possa renderci migliori. Caspita! Ma allora a cosa serve essere cristiani? Certo che amare Cristo ci rende migliori, capaci di amare. Guardate la storia: ovunque il cristianesimo abbia messo radici, là è sorta la civiltà. Quanto più ci si allontana da Cristo, con la secolarizzazione in occidente, quanto più si scivola nel baratro da cui eravamo usciti.

              Avete così scarsa stima di Gesù da non crederlo capace di renderci migliori?

      1. Non so… io credo di essere migliore di come sarei se non lo fossi, ma mi fermo lì. Se uno mi chiedesse della mia Fede direi proprio questo: “Mi vedi? Non sono un santo, faccio quello che posso, ne faccio di cavolate, eh? Beh pensa che se non fossi cristiano sarei molto, ma molto peggio”. Migliore di come sarei, si; non migliore di qualcun altro. Migliore di come sarei io, quindi più felice.

        1. Più che gli altri pensino (che poi non riescono a farlo) di come potrestI essere peggio se…
          é quando sapendo quello che umanamente sei ma vedendo quello che Dio ti da di fare che le persone crederanno che Dio esiste! 😉

          Parlo di te non conoscendoti per parlare di me… ovviamente.

    2. Più che “crederci di essere migliori” riconosciamo di essere più fortunati. Ha presente come dice la preghiera? «Mio Dio … Ti ringrazio di avermi creato, FATTO CRISTIANO etc.». Evidentemente, essere cristiano è qualcosa di più che semplicemente essere…

    1. Giancarlo

      Certo che sono i malati ad aver bisogno del medico. Ma cosa me ne farei di un medico che non mi guarisse?

  5. Giancarlo

    @Marta @Lalla @Anna
    “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.”.

    I cristiani sono capaci di amare. Solo i cristiani sono capaci di amare.

    1. Lalla

      Ma non per merito nostro proprio. Non si ama sentendosi al contempo migliori. Si ama e basta. Solo Cristo ci rende capaci di amare. Ci rende migliori, certo. Il che è è diverso che sentirsi migliori in confronto ad altri. Solo Uno è buono.

      1. Efesini 2:10

        Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.

        😉

    2. 61angeloextralarge

      Giancarlo: “I cristiani sono capaci di amare. Solo i cristiani sono capaci di amare”.. lo trovo riduttivo e non lo condivido. Noi cristiani abbiamo come meta l’amare, ma come tutti e come in tutte le cose… tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Dalla mia visione a occhialini rosa… quindi puoi immaginarti da solo com’è la realtà e come la vedrei se li togliessi. 😉
      Tutti gli uomini sono capaci di amare, non solo i cristiani, perché Dio, che è Amore, è dentro tutti gli uomini. La prova che però noi cristiani, come tutti gli uomini non sappiamo mettere in pratica l’amore? Guardiamoci attorno: anche con gli occhialini rosa… la situazione è piuttosto pesante. Le frasi: “E poi vai in chiesa!”… “Chi va in chiesa è peggio degli altri”… Non sono solo critiche ai cristiani, ma purtroppo sono i risultati delle nostre controtestimonianze.
      Esaminiamoci! Quanti figli di Dio abbiamo allontanato con il nostro fare, parlare, etc.? Quanti figli di Dio ho allontanato dalla Chiesa perché la mia vita, le mie stesse parole, i miei modi, etc., non sono stati la prova del mio essere cristiana? Credo moltissimi, purtroppo!

      1. C’è un modo, un unico modo, che ci distingue nell’amare…

        Quello dell’amore al nemico… quello dell’amore (e del perdono) a chi ti toglie tutto, a chi ti uccide.
        L’Amore (guarda caso) che Dio ha manifestato in Cristo Gesù.

        Quindi ancora una volta, in cosa saremmo “migliori” e soprattutto in cosa il Cristiano è “diversamente amante”? 😉

        1. 61angeloextralarge

          Mario: smack! “Diversamente amante”… diversamente abile nell’amore.

      2. 61angeloextralarge

        N.B.: dal mitico Don Fabio…

        “Ed ho notato che Gesù usa il presente.
        Non dice “siate il sale della terra” e nemmeno “sarete il sale della terra”.
        Proprio come Ligabue, nella bella canzone che si ispira a questo brano del vangelo.
        Siete, non siate, non sarete.
        Indicativo presente, perché noi siamo il sale della terra ora.
        Non è un invito moralistico ad essere più buoni.
        Non è la promessa di un futuro lontano.
        Siamo il sale della terra adesso.
        Come siamo.
        Con le nostre povertà e debolezze, con le nostre falsità e contraddizioni.”
        http://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2014/06/10/il-sale-della-terra/#comment-1855

        Se siamo troppo “salati” corrodiamo… è sempre una questione di giusta dosa.

        1. 61angeloextralarge:

          “Voi siete il sale della terra” come riporti giusto la prima volta,
          non “noi siamo il sale della terra”(!) …
          (don Fabio e Ligabue permettendo…

  6. Lidia

    “Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani.” – non sono affatto d’accordo.

    Io ho dei colleghi – atei, shintoisti – che mi hanno REGALATO i mobili di casa quando mi sono trasferita (REGALATO tutti i mobili!), i miei coinquilini – non particolarmente cristiana – mi aiutano in TUTTO, ho ricevuto aiuto da sconosciuti ebrei e musulmani in Israele e testimonianze di affetto come non mai…per strada vedo musulmani (dove abito io sono tantissimo, non sono in Italia) sorridermi, aiutarmi con le indicazioni stradali, e lo stesso ho visto in Turchia, Israele…
    Sono d’accordo sulla CULTURA cristiana, questo sì – totalmente d’accordo. Il cristianesimo ha creato una cultura dell’amore e dell’aiuto reciproco che poi si è estesa.
    Ma sentire Giancarlo – che un giorno sì e l’altro pure parla di “porci pervertiti” e “nemici di Dio”, lasciando perdere gli altri simpatici insulti che a suo tempo ho ricevuto io su questo blog (e quelli che mi aspetto adesso) – dire che “noi siamo migliori”…io non mi sento migliore di nessuno, anzi, molto peggiore: i musulmani andranno in Paradiso grazie alla grazia di Cristo senza averlo conosciuto in TErra – come insegna il catechismo; io forse andrò all’inferno pur conoscendo Cristo e la Sua grazia.
    PS: non dovrei leggere più, e non dovrei commentare più: vero, lo avevo detto a suo tempo. Mi dispiace, a volte nonr eggo alla tentazione di guardare che si dice, di solito taccio – a volte sono d’accordo, a volte no – ma stavolta non ce la faccio proprio.
    Sentire frasi come “Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani.”mi pare uno sputo in faccia alle centinaia di persone che mi hanno amata e aiutata nella mia vita e che cristiane non sono.
    Costanza, tu non hai avuto aiuto da ebrei, musulmani o atei nella tua vita? Hai mai vissuto in mezzo a musulmani ed ebrei e induisti o buddisti per essere così certa che “certe cose le fanno solo i cristiani”?

    1. Miranda Daniela

      “Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani.” Anch’io non sono affatto d’accordo.

    2. admin

      Bene Lidia, faresti bene ad indicarci con precisione come, quando è con quali parole ritieni di essere stata insultata su questo blog altrimenti le tue parole sono solo calunnie. Quello che è certo che quella che di altri blog parla male di Costanza e di noi sei tu, e ti ho anche indicato in passato esattamente dove e quando.

  7. Lidia, se non pensassimo che tutta la bontà viene solo da Dio non saremmo cristiani. Gesù Cristo lo ha detto, senza di me non potete far nulla. Senza lo Spirito Santo “nulla è nell’uomo nulla senza colpa”. Quindi non è che i cristiani siano più buoni, ma chi ha un rapporto vivo con Cristo può riuscire a somigliargli, a volte, sgangheratamente, cadendo e ricadendo. ma quella è l’unica fonte della bontà. Poi a volte “anche noi che siamo cattivi riusciamo a dare qualcosa di buono ai nostri figli” come dice il Maestro. Ma il mio era un discorso di fondo.

    1. 61angeloextralarge

      Costanza: ma li hai trovati tu i miei occhialini rosa? Se sì, mandameli dal tuo Angelo… e se è troppo impegnato (mariti, figli, casa, lavoro, etc.) fammelo sapere che ti mando il mio… Smack! 😀

    2. … di fondo, ma non profondo (mica sempre necessario che lo siano, i discorsi) (beati i poveri in spirito…)

      “anche noi che siamo cattivi riusciamo a dare qualcosa di buono ai nostri figli”
      (da dove l’hai preso?)

        1. (Luca 11,5-13) In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
          (un bellisssimo passo!)

          …mi aveva messo fuori pista quel “anche noi” invece di “anche voi”….
          Ma vi ci immedesimate proprio!

              1. Di disquisire di cristianesimo senza conoscerlo a fondo. Quella citazione davvero era lampante, se non l’hai colta, invocare il “fuoripista” un po’ fa sorridere.

                1. .Nigoula:

                  …no, non fa sorridere, fa senso che voi usiate sempre il “noi” doce c’è il “voi”!
                  Questo era quello che voleva significare il “fuoripista”!
                  Come avete potuto dubitare, gente di poca fede, che il MASSIMO CONOSCITORE ancora VIVENTE
                  dei testi evangelici non conoscesse il passo (quello giusto) in questione?

                  1. Quindi la MASSIMA DIMOSTRAZIONE che essere il “MASSIMO CONOSCITORE ancora VIVENTE dei testi evangelici” non equivale, né serve da solo, a conoscere Dio, ad aver compreso Cristo, ad avere il Dono dello Spirito Santo… 😉

                    Infatti Isaia ebbe a dire: “Per voi ogni visione sarà come le parole di un libro sigillato: si dà a uno che sappia leggere dicendogli: «Leggilo», ma quegli risponde: «Non posso, perché è sigillato».”

                    1. …perdona la mi noiosità, ma come si fa a sapere CHI ha compreso Cristo e Chi ha avuto il dono dello Spirito Santo?
                      Ah, ho capito, c’è apposta la Chiesa, il Corpo Mistico eccetra, te, per esempio, e Giancarlo, e Angeloextralarge, e Giusy,fino a arrivare a Costanza Miriano a admin a Alessandro e via di seguito siete
                      “garantiti” dalla Chiesa!

                    2. Ti perdono… come potrei non farlo. 😉

                      Non so gli altri, ma io non ho un bollino con la “garanzia” (e neppure uno con la scadenza – spero).
                      Certo come sappiamo lo Spirito soffia come vuole e su chi vuole, ma le tue stesse affermazioni, pensieri, posizioni, dimostrano che il tuo è uno spirito diverso (e non stiamo a nasconderci dietro ad un dito per favore Alvise…)

                      La Chiesa è “garanzia” nel senso che è il riferimento certo, per verificare se il proprio “pensiero”, ma dovremmo parlare più correttamente di Fede, è secondo lo Spirito, lo Spirito di Cristo che regge, santifica, vivifica la Chiesa stessa.

                      Ma tu già le sai queste cose… solo che ti piace essere (pallosamente) ripetitivo nei tuoi concetti e domande che vorrebbero essere provocatorie o addirittura indurre ad una riflessione.
                      ( Stessa cosa dirai tu di me… 😉 )

  8. Personalmente credo che queste cose accadono (quelle che descrive Costanza – e ne ho viste molte) quando c’è comunione di spirito o se vogliamo, quando lo spirito è UNO… è il medesimo, è quello di Cristo e se è quello di Cristo, allora realmente ci si può dire “Cristiani”.

    Diversamente – credo tutti – abbiamo visto fare le “peggio cose” fatte da cosiddetti o auto-definitisi, cristiani. E se non peggio in senso assoluto, peggio proprio perché fatte da “cristiani” (o come sopra…). Non parlo infatti di peccati mortali (che pure quelli vengono compiuti), ma di “sgambetti”, “spintoni”, trabocchetti, calunnie, maldicenze, “agguati” e via discorrendo…
    Non che me ne meravigli… è la differenza tra l’essere cristiani per definizione, per “appartenenza”, per /altro e Cristiani per comunanza di Spirito, per una vera e concreta Pentecoste, perché non siamo noi a vivere, ma è Lui che vive in noi.

  9. Velenia

    Infatti possiamo cantare il non nobis.Anzi dobbiamo ricordarci di cantare sempre il non nobis quandofacciamo qualcosa di buono.

      1. Daniela

        ” Bestiali come sempre……..eppure mai seguendo un’altra via.” T. S. Eliot

        Non dimentichiamolo.
        E poi che meraviglia trovare il la Sua traccia, la Sua impronta nel cuore di chi non ci si aspetta!
        Lui rompe sempre tutti gli schemi…

        1. Quindi sembrò
          come se gli uomini
          dovessero procedere
          dalla luce alla luce,
          nella luce del Verbo.
          Attraverso la Passione
          e il Sacrificio
          salvati a dispetto
          del loro essere negativo;
          bestiali come sempre,
          carnali,
          egoisti come sempre,
          interessati e ottusi
          come sempre
          lo furono prima,
          eppure sempre in lotta,
          sempre a riaffermare,
          sempre a riprendere
          la loro marcia sulla via
          illuminata dalla luce.
          Spesso sostando,
          perdendo tempo,
          sviandosi, attardandosi,
          tornando, eppure mai
          seguendo un’altra via.

          TUTTI, però, credo che voglia intendere!

  10. Velenia

    OT ma non troppo,comunque io se non fossi cristiana sarei una serial killer di suocere.

  11. E’ proprio un riflesso condizionato: noi cristiani cattolici migliori degli altri? No, ma come, anzi, sono proprio quelli come noi, che vanno in chiesa tutti i giorni e poi … gli altri invece … anzi, l’amico della quarta compagna di mio fratello, che tra l’altro è gay ma fa la raccolta differenziata molto meglio di noi – che predichiamo bene e razzoliamo male – e che anche se non è credente è molto meglio di noi perché fa il volontario assunto alla CCA (Casa del Criceto Abbandonato onlus), mi ha raccontato che un giorno in Papuasia …
    E no, certo che noi cristiani siamo migliori degli altri! Lo siamo, benché non per merito nostro. Lo siamo, in virtù della nostra fede e nonostante le nostre inenarrabili manchevolezze. Lo siamo, perché figli di Dio, ancorché palesemente indegni di esserlo e sempre a rischio di respingere, per nostra libera e sciagurata scelta, l’adozione.

    1. Giancarlo

      Bravo Franz, purtroppo non ho tempo adesso di rispondere. Mi riconosco in pieno in quello che dici ed anche in quello che dice Costanza: “(solo) chi ha un rapporto vivo con Cristo può riuscire a somigliargli, a volte, sgangheratamente, cadendo e ricadendo.”.

    2. Il problema (insisto) non è né essere meglio, né essere peggio, né essere circa o tanto quanto…

      ll “problema” è essere o non essere (non sto citando Shakespeare) segno (o “immagine” se preferite, ma è riduttivo) di Cristo per questa generazione.

      Tutto il resto è… relativo.

      1. franz

        Uhm, … Sai, Bariom, è un po’ come quando parlando così, tanto per dire, col cattolico medio-adulto (prete medio-adulto compreso) si inciampa nel problema dell’evangelizzazione, della missionarietà. Vade retro! “Al giorno d’oggi non si può più parlare di missione come annuncio e conversione, ma solo di testimonianza. Nel rispetto dell’altro. Nel dialogo, che arricchisce entrambi. Si può essere di esempio, ma senza imporre nulla, perché abbiamo solo da imparare”. Testimonianza? Hai voglia! Se l’annuncio del Vangelo dipendesse solo, o anche solo prevalentemente, dalla nostra testimonianza, dal nostro essere “segno” di Cristo, dal nostro comportamento, dal nostro “amarci come fratelli”, non ci sarebbe più un cristiano in terra. Il sospetto, terribile, è che gratta gratta siamo talmente innamorati di noi stessi che non crediamo più. Autoerotismo patologico.

        1. Thelonious

          Si testimonia con le parole, con le opere, con le azioni, con l’amore, con lo sguardo cambiato, con una modalità diversa – più umana di affrontare la vita.
          Solo, comunque, in un rapporto vivo con Cristo. Perché solo chi è generato da Cristo qui ed ora può a sua volta generare.
          Se non fosse così il Verbo non si sarebbe fatto Carne, ma libro o dottrina. E basta.

          1. franz

            “Solo chi è generato da Cristo”, con l’aggiunta imperativa del “qui ed ora” suona bene, fa un certo effetto curiale, ma cosa vuol dire? Davvero non capisco. Chi è “generato da Cristo”? E soprattutto, chi vuoi “generare” a tua volta, se non i tuoi carnalissimi imperfettissimi figli? Naturalmente il “tu” è generico.

            1. Della Chiesa però si dice (anche) che “genera” e “fa crescere” i figli di Dio.
              Siamo anche Chiesa noi tutti ed esiste una “paternità” e “maternità” spirituale ben nota…

              Ergo, magari suona un po’ “mistico-poetico”, ma il risvolto di detta frase, non credo sia solo di tipo “curiale”… 😉

            2. Thelonious

              E’ generato da Cristo chi Gli appartiene, attraverso la compagnia della Chiesa e i Sacramenti (come già ti ha risposto Bariom). Non c’è nulla di curiale. E’ un’esperienza di vita. “Qui e ora” non è un imperativo (neanche in analisi grammaticale) ma semplicemente la constatazione che nella vita bisogna appartenere, nel segmento di spazio e di tempo nel quale siamo chiamati a vivere.
              Appartenere a Cristo. Appartenenza nella Chiesa concreta in cui siamo stati messi.
              Fatta di certi volti, di certe facce concrete. Imperfette come lo siamo noi.
              E come lo erano gli Apostoli.
              Non la Chiesa “perfetta” secondo i nostri schemi, ma la Chiesa concreta in cui ci troviamo, madre e maestra.
              Appartenenza, insomma, non ad un’ideologia, ma ad un corpo mistico. Non so davvero come spiegarmi più chiaramente.

              Chiudo con una fase di Pasolini: “Solo l’amare, solo il conoscere
              conta, non l’aver amato,
              non l’aver conosciuto. Dà angoscia
              il vivere di un consumato
              amore. L’anima non cresce più.”

                1. Thelonious

                  Alvise, infatti la conoscenza (di Cristo e della realtà, che di Lui è emanazione) non si esaurisce mai.
                  E non si esaurirà mai neppure in Paradiso.
                  Chi è veramente innamorato di Cristo è interessato a tutta la realtà.

                  “Nell’esperienza di un grande amore tutto il mondo si raccoglie nel rapporto Io-Tu, e tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito. L’elemento personale a cui in ultima analisi intende l’amore e che rappresenta ciò che di più alto c’è fra le realtà che il mondo abbraccia, penetra e determina ogni altra forma: spazio e paesaggio, pietre, alberi, animali” (Romano Guardini)

        2. Concordo Franz… probabilmente hai letto il mio commento in senso riduttivo (o l’ho scritto io in modo che così tu lo interpretassi).

          SEGNO di Cristo è segno della totalità di Cristo così come lui era in persona (umana e divina).

          Testimonianza, Annuncio, Catechesi, Esorcismo (vogliamo parlarne…), Profezia, Miracolo, Missione, Martirio… credo che potremmo aggiungere anche altro.
          O vogliamo parlare delle sue caratteristiche di Uomo?

          Senza dimenticare che si è dovuto attendere la venuta dello Spirito Santo, perché qualcuno proseguisse nell’Opera da Lui iniziata.

          Quindi (almeno per quanto mi riguarda), nessun auto-ero…-ismo di nessun tipo 😉

  12. Velenia

    ebbasta siamo quelli che siamo e il Giudizio quello vero spetta solo a Lui e quel giorno,come dice Peguy, avremo anche una bella Avvocata.

  13. …tutti (dal punto di vista cristiano) siamo figli di Dio (o no?) (su questo punto, nel Vangelo, come non è infrequente, molte altalene) (o è nel mezzo, dei discorsi evangelici, che sta il giusto?)

    1. Velenia

      Si Alvise volente o nolente sei anche tu figlio di Dio.Funziona cosi’tu non credi in Lui,ma Lui crede in te.ps Visto che hai trovato il brano di Eliot perche’ non cerchi anche quello di Peguy con o senza accenti.

  14. Giusi

    Essere cristiani è un percorso. Non basta essere battezzati, comunicati, cresimati, sposati, ordinati, pregare, andare a messa, fare del bene (quanto bene e fino a che punto?), perdonare (ma si perdona veramente o si dice solo di perdonare?), essere umili (quanto umili e siamo umili veramente o vogliamo far vedere agli altri quanto siamo umili?). Essere cristiani è un qualcosa ai limiti delle capacità umane, è una cosa divina! Non è un fatto formale pertanto ritengo che possa essere che uno non ufficialmente cristiano lo sia di più di un altro apparentemente in regola con le norme del concorso (lo Spirito soffia dove vuole). Per tanti non è una colpa non esserlo perchè sono nati in nazioni che non contemplano il cristianesimo però io credo che se si comportano bene il Signore li accoglierà. Una volta un sacerdote (Padre Rastrelli si chiamava) cominciò un’omelia più o meno così: “Ringraziamo il Signore perchè siamo nati in Italia. Ma ci pensate che privilegio? Un paese cristiano all’interno del quale c’è il Papa, ci avete mai pensato? Avete mai pensato che se foste nati per es. in India non sareste cristiani? Io ogni mattina ringrazio il Signore per essere nato in Italia”! Da allora recito ogni mattina con più fervore il Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore ti ringrazio per avermi creata, fatta cristiana etc. Insomma io ci provo. Non me la sento di dire: sono miglore perchè sono cristiana ma piuttosto: sono cristiana pertanto devo provare ad essere migliore.

    1. …..né capo né coda (ma più coda che capo) (incluso padre Rastrelli) (che vuol dire “sono cristiana e quindi…” se invece “essere cristiani è un qualcosa ai limiti delle capacità umane”?)
      …forse meglio sarebbe tornare alla tua copiatura automatica?

      1. Giusi

        Forse ti sfugge la grandezza di Gesù Cristo, lì trovi il capo e la coda, l’alfa e l’omega….. E’ facile raggiungere quel modello? Lo capirebbe pure una capra!

  15. Giancarlo

    Diciamo la verità, le parole di Costanza sono le parole di un’innamorata. Sono le parole di una persona che ha un’enorme stima della chiesa cattolica e dei cattolici. Stima ben riposta, naturalmente, e che condivido al cento per cento. Si, anch’io sono convinto che essere cattolici non equivale ad essere musulmani, o buddisti, o atei. Oh, no di certo! I cattolici si distinguono dal resto dell’umanità. Sono migliori. Per essere più precisi, sono in grado di fare meglio di tutti gli altri. Molto meglio.

    Del resto, se non fossero migliori, a che servirebbe essere di Cristo? Se accedere alla Grazia attraverso i sacramenti non ci rendesse migliori, a che servirebbe essere cattolici? Se incontro un pagano, uno che non conosce Dio, Che solo noi cristiani (soprattutto noi cattolici) conosciamo, cosa gli dirò per convincerlo a diventare di Cristo? Gli dirò: “Vieni e vedi.”. Ma cosa dovrei fargli vedere se non il fatto che Cristo cambia gli uomini e li rende migliori?

    Giustamente Costanza dice: “Io credo che queste cose le facciano solamente i cristiani. Non perché siano, siamo, migliori,…” Certo, è vero, sarebbe sbagliato immaginare una sorta di superiorità ontologica, quasi magica; come se i sacramenti operassero una sorta di prodigio che prescinde dalla nostra volontà. Ovviamente, non siamo superiori a prescindere. Però, noi cattolici, se siamo aperti alla Grazia, vinciamo qualunque confronto con chi non è cattolico. E’ normale. E’ come voler mettere a gareggiare un signore alla guida di una Ferrari con un altro alla guida di una cinquecento: non c’è confronto! Ma non perché il pilota della Ferrari sia migliore di quello della cinquecento, ma semplicemente perché il pilota della Ferrari ha dei mezzi che non quello della cinquecento. Essere cristiani, meglio cattolici, è come gareggiare con una Ferrari contro tante cinquecento: si vince facile.

    1. Giancarlo

      Invece dico: “Vieni e vedi!”.

      … come dire: “Mica è la stessa cosa! E annamo…”.

  16. Mi sembra che il commento delle 14:26 di Costanza precisi meglio una frase che anche a me era sembrata un po’ perentoria… Mi sentirei di aggiungere che alla fin fine solo Dio può vedere nel profondo del cuore di ognuno e solo Lui sa cosa c’è lì… e questo basta. Quando saremo giudicati non conterà nulla l’essersi dichiarati o meno cattolici a parole, ma conteranno le nostre azioni, i fatti, “saremo giudicati sull’amore”, come disse San Giovanni della Croce. (E il passo di Mt 25, 32-46 è chiarissimo in questo senso…) E subito penso a tante persone che ho conosciuto e che mi verrebbe da dire sono cristiane senza saperlo… ed ecco che forse non ha molto senso parlare di “migliori” o “peggiori”… l’unico che eventualmente può stilare hit-parade è Dio Padre, non noi.

    1. Giancarlo

      Naturalmente, affermare in modo perentorio che i cristiani sono migliori degli altri sarebbe sbagliato. Possiamo dire che solo Cristo salva, solo nella chiesa si può accedere alla Grazia tramite i sacramenti. Possiamo senz’altro dire che solo attraverso un rapporto di fede in Gesù Cristo possiamo migliorare. Se poi davvero diventiamo migliori o no, questo dipende da noi. Senza Gesù Cristo però, non solo non possiamo migliorare, ma non possiamo neanche sperare di salvarci.

      Di sicuro c’è che il cristianesimo è, da sempre, il faro dell’umanità, la chiesa cattolica la madre della civiltà.

      Quello che, evidentemente, faccio fatica a mettere in risalto è che Gesù ci invita ad un cambiamento, ad una conversione che, voluta da noi e sostenuta dalla Grazia, ci porterà ad essere migliori. Migliori di come eravamo, certo. Ma migliori anche di chi, a quella Grazia, non può o non vuole accedere. Altrimenti dovremmo accettare che non c’è bisogno di essere cristiani, anzi, non c’è bisogno di Cristo per salvarci.

      1. Thelonious

        a proposito di correzione fraterna, miglioramento, e richiamo dei cristiani, vale la pena rileggere quanto scriveva San Pio X nella sua enciclica “E Supremi”:

        “….Ora, affinché dal dovere e dall’impegno dell’insegnamento si traggano i frutti sperati e in tutti “si formi Cristo”,
        si imprima con forza nella memoria, Venerabili Fratelli, la convinzione che nulla è più efficace della carità.
        Infatti “il Signore non si trova in una emozione”.
        Invano si spera di attrarre le anime a Dio con uno zelo troppo aspro;
        ché anzi rinfacciare troppo severamente gli errori, biasimare con troppa foga i vizi, procura spesso più danno che utile.
        L’Apostolo pertanto rivolgeva a Timoteo questo monito: “Ammonisci, rimprovera, esorta”, ma tuttavia aggiungeva:
        “con molta pazienza” . Invero, Cristo ci ha offerto esempi di tal genere. Leggiamo infatti che Egli si è così espresso:
        “Venite, venite a me, voi tutti che siete infermi ed oppressi, ed Io vi ristorerò”. Gli infermi e gli oppressi non erano altri, per Lui, che gli schiavi del peccato e dell’errore. Quanta mansuetudine in quel divino Maestro! Quale soavità, quale compassione verso tutti gli infelici! Con queste parole Isaia descrisse il suo cuore: “Posi il mio spirito sopra di lui; … non alzerà la voce; … non spezzerà la canna già scossa, e non spegnerà il tessuto che fumiga”. La carità, dunque, “paziente” e “benigna” dovrà essere esercitata anche verso coloro che sono a noi ostili o che ci perseguitano. “Siamo maledetti e benediciamo; — così Paolo diceva di se stesso — siamo perseguitati e sopportiamo; siamo calunniati e noi preghiamo”.
        Forse sembrano peggiori di quello che sono. Infatti, la consuetudine con gli altri, i pregiudizi,
        i consigli e gli esempi altrui, e infine un malinteso rispetto umano li hanno sospinti nel partito degli empi,
        ma la loro volontà non è così depravata come essi stessi cercano di far credere.
        Perché dunque non sperare che la fiamma della carità cristiana possa fugare le tenebre dagli animi
        e contemporaneamente recare la luce e la pace di Dio? Talora sarà forse tardivo il frutto della nostra missione;
        ma la carità non si stanca mai di soccorrere, memore che Dio non assegna ricompense per i frutti delle fatiche
        ma per la volontà con la quale ci si impegna”

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