Il Papa non è su Facebook

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di Paolo Pugni 

Confesso: mi innervosisce e non poco questa faccenda che ormai tutti siamo travolti dalla sindrome del pollice verso, non quello di Cesare ma quello di Zuckenberg. Che ormai tutto è un mi piace o non mi piace, segno peraltro che stiamo del tutto sostituendo le categorie di giusto e sbagliato, di vero e falso, con quelle appunto di gradimento alto o basso. Ora finché questo riguarda cose opinabili come la scelta di un presidente della Camera, delle performance di Buffon (quelle di Totti si sa sono eccellenti per definizione specie su questo blog) può anche andare bene, ma quando si comincia a riferirle al Papa e al suo agire allora mi intorbido.

Anche perché stiamo assistendo ad un curioso fenomeno che trovo decisamente opera (e segno) del diavolo, che svolge come meglio riesce il compito che etimologicamente si porta addosso: dividere. Capita che intransigenti difensori di BXVI si ergano come implacabili giudici di quello che stanno definendo il Papa Piacione, e rovesciano giudizi roventi su di lui e su chi, tra giornalisti e commentatori noti, non mostrano non dico palese ostilità ma anche solo sdegnoso distacco.

Ora sono figlio spirituale di san José Maria Escrivà, che detto in altri termini vuol dire che sono membro sopranumerario dell’Opus Dei, Prelatura personale di santa Romana Chiesa che non viene solitamente descritta come corrente “a sinistra” o “moderna”. E quindi spero che non mi si possa accusare a priori di essere adulto, come cattolico intendo, o modernista.

C’è che proprio il mio santo di riferimento familiare insegnava che dello Spirito bisogna fidarsi, del resto la scommessa da Pascal in poi  (e anche prima per la verità) sta proprio nel credere, non nel decidere. Diceva dunque san JoséMaria –più o meno letteralmente si intende- che al Papa bisogna sempre dare rispetto, amore e obbedienza perché la sua elezione non è roba nostra, non è un inciucio tra M5S e PD o PdL o altri. È una mozione dello Spirito che sa chi scegliere e perché e di sicuro se lo ha scelto lo guiderà anche perché deve condurre la Chiesa. Non risulta che in 2000 e più anni di storia ci sia mai stato un papa che abbia manipolato le verità di fede per uso personale anche se, mentre sedeva su quel seggio, ne faceva di cotte e di crude (come avrebbe detto mia nonna). Indegni lo siamo tutti, risponderemo a Dio delle nostre azioni. Ma non consta che nemmeno i papi indicati come meno degni abbiano stravolto la fede.

Dunque il punto è: credo che come ha detto Cristo il Papa è il suo successore e viene scelto da Lui stesso oppure no? Perché se non ci credo beh allora perché credere anche alla Resurrezione? E se ci credo allora non è più una questione di “mi piace” “non mi piace” ma di amarlo e servirlo. Punto.

Eravamo a Buenos Aires per la Pasqua e abbiamo frequentato la parrocchia del quartiere vicino all’hotel (barrio Palremo Soho) dedicata a Francesco Saverio (guarda un po’ che scherzi fa lo Spirito Santo!) e la sera prima di partire abbiamo salutato don Pelatino (ignorandone il nome l’abbiamo battezzato così per la sua giovane età e ampia stempiatura) e abbiamo chiacchierato con lui per qualche minuto in quel meraviglioso scambio di lingue spagnolo-italiano (peraltro affermava che i suoi bisnonni venissero da Genova) ovviamente parlando di Papa Francesco.

Ci ha detto che la sua elezione ha prodotto una ondata di conversioni e di confessioni come non mai. Che la cattedrale prima di Pasqua era assalita da persone che volevano riconciliarsi, essendo anche lontani dalla chiesa da anni. Lui stesso è stato chiamato e ha confessato per oltre 4 ore di fila insieme ad altri 7-8 sacerdoti sommersi da fedeli in attesa di confessione.

Ora qualcuno mi ha fatto notare che questo potrebbe essere un fenomeno effimero, di cristiano di passaggio. Vero. Conosciamo tutti la parabola del seminatore che uscì a seminare. Ma chi siamo noi per deridere questi fratelli che cercano un centro di gravità permanente? Forse siamo come il fariseo che sta in piedi ai primi banchi e si vanta di non essere come il pubblicano?

So solo che il mio santo era impallinato con la confessione, voleva che tutti venissero a confessarsi: a Torreciudad dove ha costruito uno splendido santuario mariano, ha fatto costruire cappelle e cappelle stracolme di confessionali proprio per favorire il ritorno a casa. Non ha mica detto che poi molti di questi sarebbero ritornati nel peccato (per la verità lo facciamo tutti). Sta a noi fratelli confermarli e sorreggerci insieme nel cammino.

C’è chi dubita che sia un segno dello Spirito. Ma va? E se non è dello Spirito di chi è? del demonio? Che favorisce le confessioni? E la presenza alle Messe? Curioso. Di solito si tende proprio a dire che dove c’è un aumento di ritorno alla pratica religiosa è proprio segno che lì c’è il dito di Dio….

E allora basta con queste pretestuose contrapposizioni, basta con le riserve, basta con i mi piace/non mi piace. Basta con le aggressioni. Non c’è nulla di cristiano in questo.

Preghiamo per Papa Francesco, è la prima cosa che ha chiesto di fare. E nei primi dieci minuti di pontificato ha fatto recitare Pater, Ave e Gloria come dovremmo fare sempre. Meno autoreferenzialità e più fede. Aiuta sempre.

34 pensieri su “Il Papa non è su Facebook

  1. Peter Seewald, nella sua intervista con Benedetto XVI aveva scritto di lui: “Un pensatore che prega, per il quale i misteri di Cristo rappresentano la realtà determinante della creazione e della storia del mondo, un amante dell’uomo che alla domanda, quante strade portino a Dio, non ha dovuto riflettere a lungo per rispondere: «Tante quanti sono gli uomini».”
    Ringraziamo lo Spirito Santo che ha scelto con Papa Francesco una delle vie più belle che portano a Cristo.
    Hai ragione, Paolo, dobbiamo parlare di meno e pregare di più per lui. Grazie!

  2. paolopugni

    “Quelli che sono invidiosi dello Spirito Santo perché non é sufficientemente cattolico. Oh yeah. Quelli che se c’é la coda al confessionale é opera del demonio e questi prima o poi molleranno tutto oh yeah. Come dicevano i farisei quelli che Gesù apostrofa come ipocriti. Oh yeah. Ah già ma forse anche lui non era abbastanza cattolico.”

  3. Bravissimo Paolo, concordo su tutto, aggiungerei solo una cosa (perché mi è stata mossa, proprio in questi giorni, una critica luciferina) che, in alcuni casi – soprattutto spulciando nel passato – i cardinali si sono tappate le orecchie dell’anima, non hanno ascoltato la “voce” dello Spirito Santo, che c’è sempre, e hanno eletto papi non proprio “degni” (sotto il profilo morale – Alessandro VI docet); ma anche in questi casi Dio ha saputo scrivere diritto in mezzo alle righe storte e, nonostante tutto, non ha fatto mancare il suo sostegno al successore di Pietro, limitando i danni e preservando la Chiesa dalla deriva …

  4. Claudia

    Ottimo! Spero che tanti fratelli di fede lo leggano. In questi giorni, sentire da parte di cattolici slogan come “papista sì, bergoglioso mai”, “amo il papato, il Papa dipende” è stata per me una sofferenza. E’ qualcosa che non provo nemmeno a capire. Io amavo Benedetto XVI e già amo Francesco perché amo il Papa. Senza se e senza ma.

  5. lidia

    sono d’accordo. Ma secondo me un “mi piace” ci sta. Cioè: io vedo gente che è sempre stata anti-clericale che all’improvviso inizia a dire “a me questo Papa piace!”. E io penso: ma ben venga. Non sarà amore teologale, non sarà indice di conversione…ma ben venga. Poi, si vedrà.
    E, forse, un po’ mi spiace il fatto che ci sentiamo in dovere di dire “il Papa va amato senza se e senza ma perché è il Papa” (verissimo), quasi che Papa Francesco non possa essere amato di per sé. Però è vero che dinanzi a certe chiusure del tutto incomprensibili di certe parti del cattolicesimo – quasi che Francesco avesse stravolto il depositum fidei – è l’unico atteggiamento proponibile. Ciononostante, io amo il Papa perché è il Papa, ma anche perché è QUESTO Papa.

    1. Che se poi, se vera chiusura ci fosse di “certe parti del cattolicesimo”, come “certe parti” si possano continuare a definire “di cattolicesimo”, resta una contraddizione in termini… o no? 😉

  6. Giusi

    Perfettamente d’accordo. Nei giorni scorsi ho proprio sostenuto una discussione su facebook su questo argomento questionando con una persona che considerava effimere le conversioni al grido di: vedrete cosa resterà quando passerà l’entusiasmo, sono conversioni finte etc. etc. Come se qualcuno potesse definirsi il cristiano perfetto, mettersi su un pulpito e giudicare gli altri. Come se il Vangelo non avesse mai parlato del figliol prodigo, della dramma ritrovata, della pecorella smarrita, dell’operaio dell’ultima ora. Ognuno di noi ha bisogno continuamente di convertirsi e invece tendiamo sempre a comportarci come il fratello del figliol prodigo (io sono perfetto e non mi hai mai premiato, lui ha sperperato i suoi averi con le prostitute e fai festa…). C’è gente che, sdegnosamnte, non scrive più niente sulla propria misera pagina facebook dalla quale prima pontificava in attesa che passi il Papa eretico come se qualcuno li avesse eletti prefetti della congregazione della dottrina della fede, ci sono siti e blog pseudo cattolici veri che sognano mozzette di notte, lanciano strali, farneticano di antipapi, di papa neri dall’alto di una superbia e di una supponenza da fiamme dell’inferno. Mi sta venendo l’orticaria! Per cui se grazie alla simpatia di papa Francesco aumentano le presenze nelle chiese e le code ai confessionali ringraziamo il Signore e soprattutto lasciamo fare a Lui!

  7. SilviaB

    La mia vita è divisa in due come la storia (sono modesta): avanti Cristo e dopo Cristo.
    Tutto iniziò con una confessione non tanto mossa dalla contrizione ma dal fatto che “dovevo” confessarmi per sposarmi in chiesa (più per tradizione che per convinzione).
    Dio mi stava aspettando, mi fece incontrare un frate cappuccino che ebbe il coraggio di dirmi la dura verità sulla mia vita e contemporaneamente mostrarmi la misericordia del Signore.
    Fu una rivoluzione per me, per mio marito, per il figlio che abbiamo poi avuto.
    Siamo entrati nella Chiesa e dopo vent’anni sono sempre più grata a Dio per quella confessione, per questa storia iniziata con tanta superficialità da parte mia e amore da parte Sua!

    Chissà quante persone avrà incontrato Dio con gioia attraverso queste confessioni dettate magari anche solo da un entusiasmo del momento per questo nuovo Papa… Che ne sappiamo noi? Il Signore è talmente creativo!
    Tutto tenta per amore dei suoi figli.
    Se pensiamo che ci fu chi disse che Gesù scacciava i demoni perché era uno di loro!

    1. Giusi

      Silvia, questa tua testimonianza fa capire l’importanza dei Pastori. Per questo la Madonna a Medjugorje chiede sempre di pregare per loro. Io ho preso l’abitudine, prima di ogni confessione, di invocare lo Spirito Santo affinchè scenda su di me e sul sacerdote si che nel confessionale mi aspetti Gesù in persona!

    2. Lalla

      Sono sempre grata a chi, convertito, come te SilviaB, ci fa il dono di testimoniare la sua conversione. È una ventata di aria fresca. Grazie e rigrazie! E bravo a Paolo Pugni.

  8. Mari de Cristofaro

    Grazie a Paolo Pugni, ha dato voce a pensieri che mi ronzavano in testa da qualche giorno, grazie a tutti i commentatori. Una folata di Speranza che illumina una giornata uggiosa….

  9. 61Angeloextralarge

    “se ci credo allora non è più una questione di “mi piace” “non mi piace” ma di amarlo e servirlo. Punto.”: propongo di farne un poster…
    Paolo, concordo con te su tutto… Oh yeah! 😉

  10. Sergio

    D’accordo su tutto. Solo una precisazione: il Papa non è successore di Cristo, ma di Pietro, e non è esattamente la stessa cosa.. 😉

    1. paolopugni

      Vicario di Cristo,
      il dolce Cristo in terra (Santa Caterina da Siena)
      mi sembra un tantinello di più che solo l’ultimo dei successori di Pietro, no?

  11. Mimma

    Ma possibile che ci si debba sempre lamentare!? Che si debba pronosticare quanto durerà questo risveglio della fede come se si parlasse di uno dei tanti governi che si avvicendano nel nostro Paese? Se così va è così che deve andare…affidiamoci a Lui!

  12. Giovanni Paolo Sapia

    Il pollice recto o verso, il mi piace/non mi piace sono una manifestazione del relativismo imperante, contro il quale papa Benedetto XVI ci ha più volte messo in guardia. Forse è proprio per questo che gli attacchi al Romano Pontefice si sono intensificati negli ultimi tempi. C’è anche da dire che è molto fastidioso sentire chiamare col proprio nome diversi malcostume, così come sono da digerire tutti i “no” che giustamente il papa dice contro molti abomini. Nono possiamo rimproverare nulla ai papi: stanno semplicemente mettendo in pratica quanto Gesù raccomandò di fare agli apostoli: “Il vostro parlare sia sì sì, no no”.
    Anche io mi “intorbido” come Paolo Pugni per gli stessi motivi per cui egli “si intorbida”, e anche io ravvedo in tutto ciò l’impronta del Diavolo che, come ha giustamente ricordato Paolo nel suo post, è “IL divisore”. A ciò aggiungo che il Maligno non è solo divisore, ma anche seduttore, ed è per questo che contrappone la semplicità del Vangelo e del “modus operandi” di papa Francesco con “le bellezze e ricchezze del mondo”, replicando così una delle tentazioni fatte a Gesù in persona: “Tutto ciò sarà tuo se ti prostrerai a me e mi adorerai”.
    Il Santo Padre viene eletto grazie allo Spirito Santo e, come dice sempre Paolo Pugni, anche i meno morigerati non hanno deviato dalla fede autentica. Giusto per citare un papa molto discusso, Alessandro VI Borgia fu colui che per inventò la preghiera dell’Angelus, che per i cattolici rappresenta un appuntamento fisso domenicale con il papa.
    Se credo che il papa è il vicario di Cristo, e lo credo “pur non avendo visto”, allora sono “credente”. Ciò, però, mi impone di “non essere più incredulo”, proprio come Tommaso.
    Per quanto riguarda le “confessioni di massa” anche io ho raccolto molti pareri secondo cui tutto ciò sarebbe un fenomeno momentaneo dato dall’entusiasmo per l’elezione del nuovo papa. Eppure proprio l’entusiasmo degli Apostoli e dei primi cristiani, e non gesti eclatanti, ha saputo catturare il cuore di molti, facendoli “convertire” in tutti i sensi (la parola “conversione” indica il girare la testa verso un’altra direzione, quella giusta). Al primo posto di tali “sensi”, però, ci metto il cuore. Grazie a quella fondamentale conversione, infatti, molti di quei primi cristiani sono andati, mi si passi il termine, con entusiasmo incontro al martirio per Gesù.
    La preghiera resta l’arma più forte per sconfiggere il male, e l’ondata di confessioni registratasi ultimamente non è che il primo frutto di quei “Pater Ave Gloria” fattici recitare da papa Francesco non appena eletto Vescovo di Roma. Quelle preghiere si sono unite a quelle del papa Emerito, dei conventi, dei monasteri e, non ultimo, quelle di tutto il popolo dei credenti.

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