Jorge Mario Bergoglio, Vescovo di Roma.

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“Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”.

Queste le prime parole di Papa Francesco che ha recitato con i fedeli radunati in piazza san Pietro il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre con i fedeli presenti in Piazza San Pietro. Poi ha proseguito:

“E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella! E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo che chiede la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”.

Papa Francesco ha quindi dato la sua benedizione Urbi et Orbi a tutti i fedeli presenti. poi ha concluso:

“Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!”.

Ha origini italiane il nuovo Papa. Il bisnonno del cardinale Jorge Mario Bergoglio, appena eletto dal Conclave al soglio pontificio, era nato a Portacomaro, in provincia di Asti. Da li’ il padre del Pontefice emigro’ a Torino prima di emigrare in Argentina. Bergoglio entra nella Compagnia di Gesù e si laurea in Filosofia. Dopo essere stato Provinciale dei gesuiti argentini, il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e nel 1997 arcivescovo coadiutore della capitale. Il 21 febbraio 2001 è creato cardinale da papa Giovanni Paolo II. È stato capo della Conferenza episcopale dell’Argentina, dal 2005 al 2011.
Viene descritto come restio ad accettare ruoli curiali (aspetto peraltro comune a tutti i gesuiti, che si impegnano a non accettare ruoli nella gerarchia ecclesiastica) e oppositore del lusso e degli sprechi. Numerosi i suoi interventi in difesa della famiglia e a favore dei poveri, specie durante e dopo la grave crisi economica che ha colpito l’Argentina nel 2001. Conduce una vita austera, a Buenos Aires si sposta preferibilmente con i mezzi pubblici e vive in un appartamento modesto. Frequentemente confessa in cattedrale, come un sacerdote qualunque. Si racconta che quando venne creato cardinale molti compatrioti organizzarono raccolte fondi per volare a Roma, ma Bergoglio li obbligò a restare in Argentina e a distribuire i soldi raccolti ai poveri.

Il suo motto è: “Miserando atque eligendo

Da un vecchio testo di Bergoglio: “La salvezza? Lui ti ama prima. E tu ti lasci amare. La salvezza è proprio questo incontro”

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Archivio Storico de Il Corriere della Sera aprile 2005:

I più mattinieri tra i religiosi che in questi giorni alloggiano nella Casa internazionale del clero di via della Scrofa lo trovano all’ alba inginocchiato in cappella, la tonaca nera da prete anziché la veste rossa da cardinale, quale è. Jorge Mario Bergoglio ( Flores, 1936) non va quasi mai a letto dopo le 9 e mezzo di sera, e quasi mai si alza dopo le 4 del mattino. La sua sobrietà è leggendaria: a Buenos Aires non dorme nel palazzo episcopale ma in un piccolo appartamento, dove ospita l’ anziano monsignor Ognearovich già custode del santuario di Lujan, la Loreto argentina; gira in autobus; si prepara la cena da sé. Di questi racconti, l’ unico apocrifo è l’ ultimo; ma solo perché ci spiega il suo segretario Guillermo Marcó il cardinale la sera prende solo un tè e un frutto.

BFRLOZCCQAA_sqaQuesto spiega la sua ascetica magrezza, pronta ad aprirsi però in larghi sorrisi. Marcó, candidato alla successione di monsignor Stanislao Dziwisz, è il rampollo di un’ antica famiglia basco francese, di latifondisti e ministri. Bergoglio è invece figlio di un ferroviere piemontese, Mario, nato a Portacomaro in provincia di Asti, emigrato in Argentina a vent’ anni; i suoi cugini e uno zio vivono a Torino; il cardinale parla oltre all’ italiano e all’ inglese, al francese, al tedesco il dialetto piemontese, e ama citare i versi di Costa e di « Rassa nostrana » , il canto degli emigra ti. Sarebbe pertanto il primo Papa di origine piemontese dai tempi di san Pio V, il Papa di Lepanto. Soprattutto, sarebbe il primo Pontefice latinoamericano della storia. Il primo non europeo negli ultimi 19 secoli. E il primo gesuita. Troppi primati. Forse i tempi non sono maturi. Forse invece un Papa venuto dal Terzo Mondo ma di solida formazione europea sarebbe l’ unica alternativa a un Papa considerato di transizione come Ratzinger, il solo altro modo per compiere un passo avanti anziché indietro dopo il passaggio di Wojtyla. Quanto ai gesuiti, « ci sono alcune cose che mi piacciono e altre che non mi piacciono » , è uno dei motti di Bergoglio. Diplomato in chimica, entrato in seminario a 22 anni dopo aver lasciato una fidanzata, si legge su Internet in una biografia non autorizzata , ordinato sacerdote a 32 dopo gli studi umanistici in Cile, Spa gna e Germania, il suo cursus honorum è stato rapidissimo: a 35 anni era già il Provinciale, cioè il capo dei gesuiti d’ Argentina. Nella prova terribile della dittatura militare, Bergoglio si mosse per salvare preti e laici dai torturatori, ma non ebbe parole di condanna pubblica che del resto non sarebbero state possibili se non a prezzo della vita , e tenne a freno i confratelli che reclamavano il passaggio all’ opposizione attiva. Due di loro lasciarono i gesuiti, e subito dopo furono prelevati dalla polizia politica. Un’ infamia alimentata dai nemici di Bergoglio indicò in lui l’ ispiratore del sequestro; era vero il contrario: il Provinciale andò di persona da Videla per chiedere la liberazione dei due religiosi, e agli atti della giunta militare risulta la richiesta di un passaporto per loro. La sua battaglia gli ha guadagnato la stima dei leader del movimento per i diritti umani, come Alicia de Oliveira, e il rispetto delle madri di Plaza de Mayo, durissime nei confronti della gerarchia cattolica. Ai caudillos , militari o politici, che si sono alternati alla guida dell’ Argentina Bergoglio non si è mai piegato. Pessimi i rapporti con Menem e Duhalde, gelidi con de la Rua il cardinale andò a trovarlo il 12 dicembre 2000 per avvertirlo del rischio di una rivolta popolare, scoppiata un anno dopo , freddi con Kirchner, che non ha seguito tra la folla sulla piazza della Casa Rosada la cattedrale era stracolma la messa celebrata da Bergoglio in morte di Wojtyla. Buone invece le relazioni con Luis D’ Elia e il movimento dei piqueteros ( un giorno il cardinale chiamò il ministro dell’ Interno per lamentarsi della polizia che manganellava una donna inerme). Del resto Bergoglio condivide l’ impostazione politica del suo predecessore, l’ arcivescovo emeri to di Buenos Aires Antonio Quarracino, non lontano dall’ ala popolare dei peronisti. Proprio a Quarracino Bergoglio deve la sua rinascita. Lasciata la guida dei gesuiti, si era ritirato nel convento di San Miguel. Si era parlato di un esilio in un monastero europeo. Invece, nel ‘ 92, l’ arcivescovo lo volle al suo fianco come ausiliare. Quando sei anni dopo prese il posto di Quarracino, Bergoglio non volle una veste nuova e fece accomodare quella del precedessore. E quando fu nominato cardinale, bloccò i fedeli benestanti che avevano prenotato il volo per Roma e impose loro di versare il denaro ai poveri. Privo di esperienza in Curia, poco noto ai porporati africani e asiatici, Bergoglio si rivelò nel sinodo del 2001, quando a sorpresa prese il posto di Edward Egan richiamato a New York dal crollo delle Torri e incantò i colleghi con la sua oratoria. In patria è considerato poco meno di un santo. Schivo, amico dei suoi preti che hanno un numero dove possono telefonargli pure la notte senza filtri: risponde sempre lui , vicino ai poveri: il Giovedì santo non ha mai celebrato la lavanda dei piedi in cattedrale, come da tradizione, ma nell’ ospedale Muñiz per malati di Aids, nel carcere di Devoto, in un ricovero per senzatetto e in un ospedale pediatrico. Quest’ anno ha lavato i piedini dei neonati di un reparto maternità. Il personaggio L’ argentino che arriva dal Piemonte Jorge Mario Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre ‘ 36. Si diploma come tecnico chimico, poi entra in seminario e nel ‘ 58 sceglie il noviziato tra i gesuiti. Dopo gli studi umanistici in Cile torna in Argentina e si laurea in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote nel ‘ 69, dal ‘ 98 è arcivescovo di Buenos Aires e cardinale dal 2001

Aldo Cazzullo

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Un VIDEO di Bergoglio sull’Eucarestia  (in spagnolo)

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Dalla prima omelia di Papa Francesco:

“Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.”

 

132 pensieri su “Jorge Mario Bergoglio, Vescovo di Roma.

  1. mimma

    Sono veramente felice…un papa che prega insieme ai suoi fedeli…che dice buonasera e poi buon riposo..ci vediamo domani …è un uomo di cuore, umile, timido ma forte.FRANCESCO I …uno di noi.

      1. JoeTurner

        Il nome pontificale, come riportato sul sito ufficiale del vaticano è “Franciscus” e, come si può notare, non presenta specificato il numero cardinale “I”, ovvero Primo. Ci si può confondere pensando all’elezione di papa Luciani quando, durante l’Habemus Papam il cardinale protodiacono annunciò il nome comprensivo del numero cardinale, sbagliando. Il nome corretto, perciò, finché non gli succederà un secondo Francesco, resterà senza numero cardinale.
        [wikipedia]

  2. 61Angeloextralarge

    Meraviglioso dono dello Spirito Santo… e di San Francesco! Smack! 😀
    Papa Francesco I ti voglio beneeee!
    Benedetto XVI, tu lo sapevi che non saremmo rimasti orfani, grazie di cuore. Ti voglio beneeee!

  3. CFK

    Bergoglio definiva aborti, contraccettivi e coppie gay “una pretesa distruttiva contro i piani di Dio.!”
    Bene!

  4. pietro77

    Ma ci rendiamo conto che eravamo milioni e milioni che pregavamo tutti insieme viva Papa Francesco!

  5. mimma

    Costanza hai visto come ha lavorato bene lo Spirito Santo? Francesco è la migliore risposta alle nostre preghiere e fa venir voglia di pregare.A presto.

  6. Pingback: Jorge Mario Bergoglio, Vescovo di Roma « Una casa sulla roccia

  7. GIUSEPPE

    Aggiungo due cosa:
    1) è il primo gesuita a diventar papa: come al solito se ci son problemi chiamate i gesuiti …….. tanto son della Compagnia di Gesù (vecchio parroco)
    2) l’ultimo religioso (inteso appartenente ad un ordine) a diventar papa è stato Gregorio XVI e in USA se lo ricordano ancora (bolla contro la schiavitù)

  8. Partendo dal presupposto che per principio sarebbe stata contenta della scelta dello Spirito Santo, si è già innamorata di Francesco I, perché ha cominciato facendoci pregare tutti. Che cosa meravigliosa! Ed è di San Francesco una delle più belle preghiere di sempre:
    Alto glorioso Dio,
    Illumina el core mio.
    Dame fede diricta,
    Speranza certa,
    Carità perfetta,
    Humiltà profonda,
    Senno e cognoscimento
    Che io serva li toi comandamenti.
    L’unico appunto: tecnicamente qui da noi Francesco I c’era già, ed era il Capitano, Totti. Al massimo il nuovo si potrebbe chiamare Primo A.

    1. Nicoletta

      E’ meraviglioso! Ha immediatamente capito cio’ di cui abbiamo davvero bisogno ora: la Preghiera!!!! L’unico vero strumento contro il male, il male del mondo e quel male profondo che si insinua bel cuore delle persone rendendolo arido e infelice. Mi sono sentita accolta dalle sue parole come in un caldo abbraccio, non riesco a smettere di commuovermi ascoltando e riascoltando le sue parole. Ed un pensiero immediato di fronte a tanta dolcezza: ho messo una mano sulla pancia dove e’ custodito il mio Angelo e ho detto a mio marito “Se e’ maschio sara’ Francesco!”

  9. Cosytanza, come avevi detto? Spirito Santo a pioggia? Meglio di così… «E adesso incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, d’amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perchè ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo, e nel quale verrò aiutato dal Vicario, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa “tanta bella” città. E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo, chiedo che voi preghiate il Signore perchè il Signore benedica il suo Vescovo. La preghiera del popolo per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me»
    .

  10. Mi sono già innamorata anch’io!
    Troppo tenero a dire le preghiere in italiano: non c’è cosa più difficile che dire le preghiere del buon cristiano in un’altra lingua, è come parlare con tuo padre o tua madre in una lingua diversa della tua: non ti viene e basta… Anche oggi mi viene più facile pregare piuttosto il latino con mio marito (pregavamo così all’inizio perché entrambi ci confondevamo a pregare uno nella lingua dell’alto). E’ stato tenerissimo vederlo!

  11. Ho avuto l’emozione di attendere di conoscere il nome e la persona del nostro nuovo Papa, stando fianco a fianco (fisicamente) al Vescovo della mia Diocesi, intervenuto alla presentazione della mostra “Videro e credettero – La bellezza e la gioia di essere cristiani” nella parrocchia dove ero ospite…
    Veramente un dono.. il Papa, il mio Vescovo e quella preghiera comune con Fratelli e Sorelle gran parte dei quali neppure conoscevo.
    Anch’io ho pensato come pietro77: Dio mio, siamo milioni e milioni e in questo momento la nostra preghiera sale a Dio come una sola voce !!

    Buonanotte a tutti 🙂 😀

    1. Jacciocrudele

      Per una volta sono fiero di essere nato in Umbria come Francesco e Benedetto i nomi dei miei Papi

  12. paolopugni

    a rigore da Roma un amico (che poi è don Fabio) mi fa notare che trattasi di Francesco II che il primo c’è già, è capitano, segna gol a raffica e veste di giallorosso…. essendo che la voce viene da Roma fidiamoci… ma ci chiediamo solo il nome l’ha preso da Saverio, Sales, Paola, Assisi o Totti?

  13. Emanuela

    Come sempre lo Spirito Santo ci lascia stupiti e felici. Che Dio benedica il nuovo Papa Francesco e tutta la Sua Santa Chiesa. Sono felice, emozionata, con il cuore colmo di gioia e di gratitudine. Mi raccomando preghiamo tutti per Lui e per tutti i Sacerdoti

  14. Alèudin

    Qualcuno sa darmi un commento su come sia da interpretare l’atto di indulgenza plenaria elargito ieri sera da Bergolio?

    1. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi” (CCC 1471).
      L’indulgenza poi è “parziale o plenaria” a seconda che liberi in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
      “Ogni fedele può acquisire le indulgenze per se stesso o applicarle ai defunti” (CCC 1471).
      L’indulgenza è la remissione della pena, non della colpa. Questa viene rimessa nel Sacramento della Riconciliazione.

      E’ nei poteri del santo Padre concedere indulgenza plenaria, che se ricordo bene (ma non sarà difficile trovare il testo esatto) ieri sera è stata estesa a tutti coloro che erano in “collegamento” tramite ogni sistema audiovisivo o “multimediale”.
      Ergo a tutti coloro che stavano seguendo “in diretta” l’avvenimento con gli strumenti a loro possibili.

  15. giuly

    Dico subito che appena ho sentito il nome “Bergoglio” uscire dalla bocca del decano sono rimasta senza parole. Ammetto di non aver fatto i salti di gioia, non perchè mi aspettassi qualcun’altro ma perchè di Bergoglio non avevo letto quasi nulla nè sui giornali nè sui blog cattolici. E quindi non avevo assolutamente preso in considerazione il vescovo argentino. Poi sarà che a sentire che ha assunto un nome del tutto fuori dalla tradizione papale…. mi ha spiazzata. Non ho avuto quella reazione di giubilo che tutti i fedelissimi, anche su FB, hanno manifestato. Sì, mi è piaciuto molto che ci ha fatto subito pregare con il Pater l’Ave e il Gloria, ma non si è definito una sola volta “Papa”. Lo dico: non sono riuscita a gioire. Sono andata a dormire con un gran punto di domanda e siccome se le risposte sono dentro di me sono sbagliate (Quèlo docet), mi sono messa a pregare quelle stesse preghiere che ci ha indicato Papa Francesco. Mi ha raggiunto una grande serenità, perchè in fondo se è stato scelto lui un motivo ci sarà. Ho già letto, stamattina, un sacco di posizioni contrarie al nuovo pontefice da parte dei “tradizionalisti”, dei cosiddetti “ben informati”, e il loro attacco, in qualche caso la cattiveria, mi hanno turbato molto. Non voglio più sentir dire di un papa che è una sconfitta, una retrocessione sul sentiero indicato da Benedetto XVI. Queste posizioni fanno male alla Chiesa, a tutti i fedeli dal cuore semplice. La pecorella nel gregge di Pietro, come sono io e molti altri, non hanno nessun bisogno di sentire intellettuali che confondano il passo, che insinuino il dubbio che la strada che stiamo percorrendo è errata, che il pastore non è buono ma ingannatore. Semplicemente perchè non è così. Di questo sono assolutamente certa perchè Cristo ci ha garantito che le porte degli Inferi non prevarranno, e addirittura scelse come primo pastore uno che lo rinnegò, ma che pentito gli si consacrò tutto per amore “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo!”. A me basta questo. Papa Francesco non lo conosciamo ma lo conosceremo e già si vede e si sente dalle sue prime umili parole che è un innamorato di Cristo, e questo ci basta.

    1. Alèudin

      fra qualche anno/decennio capiremo molto più chiaramente quanta importanza ha avuto il pontificato del Ratzy…

      1. Ho sempre rispettato Papa Ratzinger, però, sarà un mio limite ma non lo mai visto come figura autoritaria e capace durante il suo “mandato”.Credo che un Papa può fare molto di più…

        1. @Alessandro non vorrei essere banalmente ripetitivo, ma anche in qesto caso dipende da cosa si intende per “autoritario” e l’autorità può essere esercitata in molti modi. L’autorità in ultima analisi è riconosciuta dagli altri a chi la esercità (il popolo la – riconosceva – in Cristo) diversamente diviene autotitarismo.

          Benedetto XVI a fatto moltissimo riguardo il gravissimo peccato della pedofilia all’interno della Chiesa, ma come sempre in molti avrebbero voluto “altro” o pensano si sarebbe potuto fare “meglio”, cosa che io semplicemente traduco in “se fossi stato il il Papa…” (fortunatamente il Papa era un’altro :-))

          1. Bè però da recenti news televisive, casi di pedofilia che Ratzinger conosceva, sono rimasti lì, incurati …
            Comunque, quest’anno lo vedo come l’anno del nuovo, del rinnovamento, nuovo Papa, nuovo Presidente della Repubblica, nuovo governo, di solito si dice: “mai abbandonare la vecchia via per la nuova” .
            Bè come stiamo messi oggi in Italia credo che di nuovo nulla può spaventarci non trovi?

            1. Sulle “news” televisive stenderei un velo pietoso… se ci fossero state ai tempi di Cristo, la “gogna mediatica” non avrebbe risparmato neppure Lui. E un bello “speciale sulla trafugazione del Suo Corpo per avvalorare la pretesa della Resurrezione” ce lo saremmo sorbiti in diretta, o un gossip sulle sue “frequentazioni pericolose”.

              Se qualcosa dovesse spaventarmi, certo lo sarebbe il nostro attuale pseudo-governo, piuttosto che il nuovo Papa… non trovi?
              In realtà non mi spaventa nulla perché il “timone della Storia” (non solo della Chiesa) e saldamente nelle mani dell’Onnipotente (checchè se ne dica…)

              1. lidia

                oddio che tajo Bariom, troppo forte lo speciale sulla “trafugazione del corpo”! Vespa avrebbe fatto il plastico della tomba, Odifreddi avrebbe detto “eh ma i cretini che ci credono”, Saviano avrebbe detto che tale gesto rendeva la posizione dei poveri ebrei ancora più difficile e via delirando.
                Devo dire che le critiche alla mancata opposizione alla dittatua mi pesano, però….so che la realpolitik è difficile da giudicare, magari pensava di fare il male minore così…e vai a sapere se è vero.

                1. @Lidia, cos’è il “tajo” ?

                  Le accuse più che critiche, di connivenzacon le varie dittature dei tempi andati e presenti ci sono sempre state (e temo sempre ci saranno…) e hanno riguardato anche vari Papi… per lo più sono solo enormi calunnie (dico per lo più perché coinvolgimenti di singoli esponenti della Chiesa possono esserci stati). Ma perché parti già con il dire: “magari pensava di fare il male minore…”?
                  Hai già dato credito alle calunnie dopo neppure un giorno? Non è che perché è stato scritto un articolo giornalistico o anche fosse un libro bisogna prendere tutto per oro colato. 😦

                  1. lidia

                    “tajo” è romano! Scusa, avevo dimenticato che non tutti sanno il nostro meraviglioso dialetto. Significa “che ridere” 🙂 “tajarsi” = morire dal ridere.

                    Dai ti prego, basta con questo atteggiamento “oddio che cosa orribile! Già tradisci il Papa!”. Su, buon senso. Ne parlo qui con te per sfogare un peso che ho sul cuore, mica sul sito di repubblica.it o sul blog di Odifreddi, per ricevere consolazione e non “oddio Lidia che scandalo già credi alle calunnie!” (a parte che crederci un giorno o un anno dopo che differenza fa?).
                    Cmq, mi sono attivata e ho trovato un bell’articolo in cui un premio Nobel argentino dice che Bergoglio non ha mai avuto legami con la dittatura; e l’ho diffuso su Facebook così che la macchina del fango sia fermata non da pietose “è il Papa e mi fido a prescindere” (che va bene ma lscia il tempo che trova nei cuori deigli infangatori) ma da fatti.
                    e poi “magari pensava di fare il male minore”: per questo GPII è andato a Cuba da CAtsro. Non per omaggiare un sanguinario dittatore, ma per confortare i cattolici cubani; non ha ricevuto Gorbacev per omaggiare il segretario del PCUS ma per confortare i cattolici sovietici. Parlare con Castro è il male minore (o il bene maggiore).

                    1. @Lidia, mi spiace non averti “consolato”, ma non avrei saputo come… dai anche troppa enfasi alle mie parole: non stavo “gridando allo scandalo” (avrei scritto maiuscolo ;-)). Cmq facciamoci una tajata sopra 😀

                      Sai io sono uno che “pietosamente” si fida del Papa “a prescindere” perché mi fido dello Spirito Santo e ho già visto che le calunnie, facendo un po’ di ricerche, come tu giustamente hai fatto, sono sempre smascherabili come tali, ma i calunniatori tanto non cambiano idea, quindi mi dedico ad altro 😉

                      Leggerò il tuo contributo sotto (lo spagnolo lo capisco abbastanza – 4 anni di lavoro con la Spagna :-))

                  2. lidia

                    Mi consoli benissimo con le risposte piene di buon senso e carità che dai di solito! 🙂
                    “Tajata” non si dice 😉 “Famoce ‘na risata sopra”.
                    Sì mi fido – però a chi non si fida, dai fatti contro le bufale che girano, questa è la mia opinone. Io credo che ci siano anche cattolici che si scandalizzano facilmente – allora più che per gente come Augias o Odifreddi io diffondo le cose per coloro che magari vacillerebbero….oltre che perché far girare un po’ di verità fa bene, dopo le bufale che ci sorbiamo quotidie, tipo gli americani che mettono microchip nelle persone 😀

                    1. Si concordo… e devo darti ragione, anche rispetto i tanti che sarebbero anche disposti all’ascolto, ma che sono frenati proprio dalle fesserie e dal veleno che, non a caso, vengono seminati a piene mani.

                      Per la “tajata”, c’a famo de manzo 🙂

      1. Su questo hai ragione, ti spiego.
        A me non sembra normale che il Papa sia a conoscenza dei casi di Pedofilia, senza prendere le giuste misure.Ecco, spero che questo Papa sia diverso e comunque dalla presentazione di ieri, mi sembra meno “bacchettone”, più sciolto, come secondo me dovrebbe essere.Siamo d’accordo che e’ una figura di autorità, molto importante, però…

        1. paola

          Certo, caro @alessandrostefanile, se ci si attesta ad alcune notizie periodicamente riportate dai media facilmente si può esprimere un’opinione come la sua.
          A ben guardare, invece, non è difficile accorgersi che l’opera di J. Ratzinger, sia in qualità di prefetto del Sant’Uffizio che da Papa, è stata sempre e soltanto di lotta agli abusi e ai tentativi di “minimizzare”.
          Ma ancor prima che di questa lotta, direi che potremmo parlare invece dell’amore (fino alle lacrime!) per ogni singola vittima da lui incontrata, della sua preoccupazione per il bene di queste persone, e della lucidissima analisi con cui (lontano dallo scagliare accuse o condanne, o peggio improbabilissime difese come a volte qualcuno nella gerarchia ha tentato di fare) ha riconosciuto che la Chiesa trova il suo nemico non tanto in coloro che ne denunciano gli errori, quanto proprio nel peccato che ancora si annida al suo interno.

          http://benedettoxvielencospeciali.blogspot.it/2009/11/chiesa-e-pedofilia-la-tolleranza-zero.html

          In questa pagina si trova un documentatissimo dossier riguardante le decisioni di Benedetto XVI nel combattere la piaga della pedofilia nella Chiesa. Significativamente, si intitola “Chiesa e pedofilia: la tolleranza zero di Papa Benedetto XVI, il papa che piu’ ha combattuto questa piaga”. E’ un lavoro monumentale, così accurato che ci vorrebbe qualche ora per leggere uno per uno tutti i documenti citati, basta già scorrerne i titoli per rendersi conto che non solo Benedetto non ha coperto certi orrendi crimini ma ha lottato per perseguirli.
          Spero che sia utile a chi vuole informarsi meglio e fare un po’ di chiarezza in tanta confusione mediatica.

          1. Il mio non vuole essere un attacco verso un singolo uomo.Bensì contro un intero sistema.Inutile girarci intorno, io dopo 8 anni di operato non ho visto un cambiamento sostanziale della Chiesa, ultimo e non per questo di numero l’abolizione dell’IMU per i beni di questa “società”.Non metto in dubbio la fede di alcun Papa, Vescovo, Cardinale, Prete etc…Penso solo che la Chiesa va comunque “ristrutturata”.

            1. paola

              Concordo con lei che la Chiesa sia da ristrutturare in tanti aspetti, ma dia comunque un’occhiata non frettolosa al link. Lo legga.

  16. Emanuela

    La fede in Cristo e la Parola sono follia agli occhi del mondo. Chi non ha fede non può capire perchè ha il cuore indurito e allora, come dice la Madonna da tanti anni, preghiamo perchè si aprano i cuori a Lei e tramite Lei a suo Figlio. Grazie Costanza e a tutti voi, siete luce delle mie giornate.

  17. Francesco

    Con il nome di Francesco, il papa ha anche risolto la convivenza con il papa emerito Benedetto. Se conosciamo un po’ la storia i benedettini hanno dato a S. Francesco la Porziuncola e l’Eremo delle Carceri in cambio di un cesto di pane e pesci (gesto che si ripete annualmente nel giorno di S. Francesco). Come dire Benedetto ha consegnato il papato a Francesco… Bella sta cosa che ha dato un senso anche alla convivenza con un papa emerito (cosa avvenuta troppo poco e troppi secoli fa per avere dei precedenti da seguire), che sicuramente non sarà sfuggita al papa emerito. E solo nella Chiesa può accadere, non trovate. E poi Francesco è stato un uomo che riappacifcato e riallacciato pienamente la sua relazione con Dio si è di conseguenza riappacificato e riallacciato la relazione con tutti gli uomini (anche di altre religioni -pensiamo quando andò dal sultano…) e con tutto il creato, come dire viveva nell’Eden! Dunque aldilà della chiesa povera ed evangelica, , bella la prospettiva di questo papato nel nome inedito di questo papa!

  18. Francesco

    LE PAROLE DEL PAPA FRANCESCO QUESTA MATTINA A SANTA MARIA MAGGIORE A ROMA AI CONFESSORI
    “Misericordia, misericordia, misericordia, siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno”

  19. JoeTurner

    qualcuno oggi mi sa spiegare la pacchianata della banda che suona l’inno d’Italia in piazza san Pietro???

    1. JoeTurner

      Questa è la risposta che mi ha dato il professor Stefano Testa Von Bappenheim su facebook:

      Sono gli onori sovrani, è un atto d’omaggio dell’Italia verso l’altro Stato. Prima l’inno dal Vaticano, poi l’inno d’Italia. E’ una resipiscenza della legge delle guarentigie. Fino al 1929, però, la Santa Sede li rifiutò sempre, poi, con i Patti Lateranensi, chiusa la Questione Romana, appianatisi i rapporti e stemperatesi le tensioni….

      quindi è qualcosa che è stato fatto anche nelle precedenti occasioni anche se in molti non l’avevamo notato.

      1. …che è quello che avevo (modestamente) suggerito anche io qualche commento sopra, senza bisogno di Von eccetra.
        Ma…non si era notato prima, o forse è stato quel bacia-pile di Monti che ha voluto che fosse eseguito più udibile?

        1. JoeTurner


          c’è la banda anche all’elezione di Benedetto XVI al minuto 57:55, anche se si sente poco. Io ho creduto fosse un’idea di Bertone più che di Monti, ma mi sbagliavo 😉

  20. Cavaliere di San Michele

    E’ andata esattamente come speravo (vedi post di ieri l’altro, mi pare): lo Spirito Santo ci ha sorpresi tutti! 😉

    Se avete voglia di leggervi qualcosa (spero non siano troppi link – N. B. io non amo molto Magister, per tante cose non lo sopporto nemmeno, ma questi articoli sono forse d’aiuto in mezzo a tante chiacchiere), vi segnalo questi:
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/6893
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/6889
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7665
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350465
    anche a proposito di molte cattiverie che già girano, tipo “silenzi”, progressismo, ecc. ecc.!

    E comunque:
    -nei primi cinque minuti ci ha fatto pregare già due volte
    -ha parlato della necessità di evangelizzare…e partendo proprio da Roma. A buon intenditor… (vedi sotto)
    -ha scelto il nome di un Santo (no, non Totti, per favore, non esageriamo) che ha riformato la Chiesa cominciando col convertirsi lui e col mostrare la bellezza di una vita trasformata da Cristo, non indignandosi e puntando il dito e basta.
    -se lo considerano l’ennesimo pontefice di transizione… beh, studiate e vedrete che negli ultimi 150 i pontefici “di transizione” (compreso Benedetto XVI, io me li ricordo bene, i commenti di otto anni fa) hanno mostrato ben altro!

    Bellissima la frase: “La salvezza? Lui ti ama prima. E tu ti lasci amare. La salvezza è proprio questo incontro”

    Credo che siamo chiamati tutti a testimoniare questo. E il mondo si salverà.

  21. Franca 35

    Papa Francesco è nato a Buenos Ayres il 17 dicembre 1936 e non “settembre” come indicato sopra. Per la precisione.

  22. Sara

    Provo sempre profonda amarezza nel sentire certe affermazioni su BXVI che è stato un grandissimo Papa, un gigante di fede, umiltà, autorità e dolcezza; di mitezza, profondità e grande spiritualità; un uomo capace di contemplare e giungere al cuore della Verità e guidarci a quelle profondità in semplicità, e contemporaneamente di osservare le cose con stupore, con sguardi limpidi e sorpresi come ne hanno i bambini. Io spero, anzi sono sicura, perché ho fede nello Spirito Santo, che anche Papa Francesco si riveli all’altezza dei suoi predecessori, ma spero anche di sentire sempre meno queste sterili contrapposizioni: certamente, anche i Papi sono esseri umani e, perciò, hanno ciascuno il proprio carattere e il proprio personale grado di espansività, fattori che spesso – mi accorgo – non sono solo alla base delle nostre personalissime (e legittime, ci mancherebbe) preferenze, ma vengono considerati il criterio per giudicarli anche come Pontefici. Ritengo, però, che, al di là delle nostre personali simpatie e affinità caratteriali, si debba piuttosto tener conto di ciò che i nostri Papi dicono e fanno. Allora ci accorgeremo di come, nell’inevitabile diversità umana di ciascuno di loro, la Chiesa ci abbia sempre guidati allo stesso modo, in continuità, perché essa è di Cristo e Cristo è sempre lo stesso. Dovremmo spaventarci quando sentiamo inneggiare alla svolta e al cambiamento (che, per fortuna, poi rimangono quasi sempre solo titoli di giornali, o riguardano cose accessorie), perché allora vorrebbe dire che fino ad ora la Chiesa si è sbagliata e questo sarebbe in contraddizione con quanto affermato da Gesù in merito ad essa.
    Ringraziamo il Signore per i grandi Papi che ci ha donato, chiediamo di capirne e apprezzarne sempre di più l’operato, perché è di una ricchezza abbacinante, e preghiamo per sostenere il nuovo Papa, il cui compito – dati i tempi – sarà tanto entusiasmante quanto difficile!
    Sara

  23. lidia

    sentite che bello!!
    Che belle parole.
    (admin, la posto qui anche se è una discuss di qualche giorno fa. PS: Forza Roma sempre 😉 )
    “Son davvero grato di cuore ai molti di voi hanno apprezzato la mia elezione e il mio modo d’essere, ma non posso non essere triste per quelli che stanno esaltando la mia persona mostrando disconoscenza, se non addirittura ostilità, nei riguardi del mio predecessore, il mio caro fratello e amico Benedetto XVI. Spero che il mio pontificato possa proprio garantire quella riforma che ha già cominciato colui che oggi è il vescovo emerito di Roma, verso cui provo stima e venerazione e che, non appena sono stato eletto, ho sentito il bisogno di chiamare telefonicamente, e che andrò a trovare a Castel Gandolfo giusto sabato prossimo. Come ho già detto ieri: Benedetto XVI in questi anni di pontificato ha rinvigorito la Chiesa col suo magistero, la sua umiltà e la sua mitezza. Il ministero petrino ha avuto in lui interprete sapiente e umile e a lui è destinata una imperitura e affettuosa riconoscenza. Benedetto XVI ha acceso nei nostri cuori una fiamma che continuerà ad ardere”. (Papa Francesco, 16/03/2013)

      1. Sara

        …E il 15 marzo, in occasione dell’udienza a tutti i Cardinali:
        “Un pensiero colmo di grande affetto e di profonda gratitudine rivolgo al mio venerato Predecessore Benedetto XVI, che in questi anni di Pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il Suo magistero, la Sua bontà, la Sua guida, la Sua fede, la Sua umiltà e la Sua mitezza. Rimarranno un patrimonio spirituale per tutti! Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione, ha avuto in Lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo, Cristo risorto, presente e vivo nell’Eucaristia. Lo accompagneranno sempre la nostra fervida preghiera, il nostro incessante ricordo, la nostra imperitura e affettuosa riconoscenza. Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario” .

    1. Elisabetta

      Lidia, personalmente non dubito che Papa Francesco pensi ciò che hai scritto, ma, ecco, in realtà non lo ha detto da nessuna parte. O mi sai dire dove? PS Trovo molto scorretto questo comportamento, nei confronti di chi ti ospita nel suo blog, e di chi questo blog lo legge. Forse pensi che Benedetto XVI abbia bisogno di essere difeso in questo modo puerile, e proprio qui?

      1. Sara

        Cara Elisabetta, mangiato yoghurt a colazione?
        Non è difficile verificare: i discorsi di Papa Francesco sono tutti disponibili su vatican.va, compreso quello tenuto all’udienza con tutti i Cardinali, durante il quale ha detto ciò che Lidia riportava e che io ribadivo più sotto, credendo erroneamente si trattasse di un passaggio diverso. Possibile che Lidia si fosse inventata un simile discorso? Non merita certo un simile attacco! Anzi, cara Lidia, grazie!

        1. lidia

          grazie a te! Non avevo letto…no, non era per difendere B16…
          Era per condividere delle parole che trovo bellissime – mi hanno commossa tanto. Lo so che erano scontate, ciononostante vedere l’amore tangibile del Papa per il suo predecessore, e la semplicità con cui mette in tavola le critiche a B16, senza far finta di non averle sentite, mi spiazza e mi commuove.

  24. Parole sentite da me poco fa alla radio dalla bocca di Bergoglio:

    “Ah come vorrei una Chiesa povera, e per i poveri!”

    Credo che sia questo il discorso importante.
    Altro che Medjugorje!!!

        1. Giusi

          Affermazione sciocca e non motivata. Se la Chiesa non avesse dei fondi come farebbe a mantenere tutto l’ambaradan? Missioni, ospedali, asili, mense etc. etc. etc…….

          1. Alessandro

            Come dice il cardinale Giacomo Biffi:

            “La Chiesa – si dice – deve essere povera e, dunque, non deve mai parlare di soldi. Chi fa questi ragionamenti non merita di essere preso sul serio. Prima di tutto, perché è in disaccordo con il vero parere del Signore, come si è visto. Gesù si preoccupava dei soldi tanto è vero che aveva istituito anche una cassa della comunità apostolica. È vero che il cassiere ha fatto una brutta fine, ma questa è un’altra storia. Inoltre, questo modo di pensare è in contraddizione con la sua stessa affermazione, perché solo ai ricchi e non ai poveri è consentito di non pensare mai al denaro. Il povero ci
            pensa sempre, proprio perché non ne ha. Una Chiesa dove non si parli mai di soldi, dove si abbia vergogna di chiedere il contributo di tutti, come se fosse una contaminazione della religione, non sarebbe una Chiesa evangelica: sarebbe una Chiesa ricca. Solo i ricchi, infatti, non hanno angosce finanziarie e possono non chiedere nulla a nessuno. Ecco, io credo che questo concetto possa essere ricavato e portato via come frutto della nostra riflessione. Cercare di trovare le fonti di sostentamento e di finanziamento è il modo di vivere seriamente, non ideologicamente, e secondo il disegno
            di Cristo, il mistero della povertà della Chiesa.”

            Fai clic per accedere a LIBROINTERO.pdf

            Il “mistero della povertà della Chiesa” non ha nulla a che fare con una Chiesa senza soldi.

            1. Giusi

              Era proprio quello che volevo dire e che tu, come al solito, hai espresso molto meglio! Grazie! 😀

                1. Alessandro

                  Lalla, penso che abbia ragione Alvise… bisogna chiederlo al Papa, altrimenti si rischia di avventurarsi in elucubrazioni fantasiose che finiscono per far dire al Papa ciò che ciascuno di noi vorrebbe avesse detto.

                  Quello che mi pare impossibile è che abbia auspicato che i preti non abbiano alloggio e companatico e sopraggiunga un esproprio dei beni ecclesiastici…

  25. …Gesù, non andava in giro tra le genti a fare elemosine (a parte che lui poteva moltiplicare pani e pesci)ma viveva con loro e per loro (poveri, possimo immaginarci se non avevano neanche da mangiare, e se non avevano neanche più vino a un matrimonio). E poi la fune nell’ago eccetra e altri discorsi sui ricchi.La Chiesa non è mica un’azienda che ha come fine di prosperare per l’aiuto dei poveri!

    1. … e aveva (Gesù) anche amici ricchi, di cui spesso era ospite.

      2Corinzi 6

      … poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

      1Timoteo 6,17

      Ai ricchi in questo mondo raccomanda di non essere orgogliosi, di non riporre la speranza sull’incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dà con abbondanza perché ne possiamo godere;

        1. Certo Alvise… grazie dell’esegesi.
          Infatti intendevo inserire anche le ricchezze materiali in quest’ottica… quella che va oltre la pura ricchezza materiale, infatti:

          Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? (Mt 16,26)

          Cosa intendi poi tu con “un tesoro su solide basi” mi sfugge. O il tesoro è la Vita Eterna o è un “tesoro” come tutti gli altri. NELLA FOSSA NON TE LO PORTI!
          O vuoi essere il più ricco del cimitero? 😉

          1. xsara72

            Credo che povertà=condivisione. Nessuno si augura una chiesa misera ma una chiesa che per sé non tiene nulla., condivide tutto.a me ha stupito la sua preghiera silenziosa per i non cattolici..una chiesa che non prevalica la coscienza altrui, che si ritira in silenzio… Ho i brividi per quello che sta iniziando..

          2. Bariom:

            “un tesoro su solide basi”…era solo il proseguimento della tua citazione della lettera a Timoteo:
            1 Timoteo 6,19, te eri arrivato solo fino a 17…

            Anche per S. Paolo il tesoro è la vita eterna, non un tesoro terreno…

            1. @Alvise grazie della precisazione, che mi ha permesso di fare la mia “bella brutta figura”… 🙂
              A mia discolpa posso solo dire che, per quanto mi piacerebbe, non conosco tutta la Scrittura a memoria 😉

  26. Annarita

    Il Santo Curato D’Ars era poverissimo ed umilissimo, ma per il Buon Dio voleva il meglio, non vestiva sciattamente quando celebrava la S.Messa e l’altare doveva essere degno di ciò che rappresentava:Gesù Cristo il nostro unico Re. Non credo molto a quell’umiltà tutta mediatica di non portare la croce d’oro, di portare paramenti brutti (anche se costosi), perchè forse certi ministri di Dio si dimenticano che non stanno rappresentando se stessi dinnanzi al mondo, ma Dio. E come Vicario di Dio Papa Francesco dovrebbe ricordarsi che può benissimo dormire sulle spine se vuole, nutrirsi a pane ed acqua, ma nel contempo, rappresentando Dio può anche vestirsi degnamente. Umiltà significa essere ciò che si è ne di più nè di meno, se si è vicario di Cristo in terra lo si sia senza disprezzo alla bellezza che è un segno di Dio.

      1. lidia

        mah, io penso sempre che Scalfari, avendo abbondamente superato l’età della pensione, potrebbe ritirarsi a meritato riposo. Anche a me il suo articolo sul Papa non è piaciuto per niente

  27. Annarita

    Ma poi mi chiedo tutto questo entusiasmo per un Papa che è l’opposto di Benedetto XVI, non diventa una critica al precedente Papa? Siamo tornati alle tavolacce, quando Benedetto XVI aveva fatto togliere la tavola e rimesso al centro l’altare. E’ stato umiliato il cerimoniere, quando si poteva benissimo, per umiltà, farsi vestire da lui, senza sbattergli in faccia il proprio amore alla povertà (la croce d’oro era già fatta e anche il resto, dunque cosa gli costava indossarli?). Una persona umile si concede anche al suo cerimoniere, Padre pio, umilissimo si doveva far vestire e spogliare da un frate che lo aiutava ed accettava tutto per amore di Dio.

    1. @Annarita, mi pare la critica qui la stia facendo tu…

      Non si può essere “entusiasti” per l’uno e per l’altro, per le singole e peculiari caratteristiche (che verosimilmente il Padre Eterno ha visto buone per i Tempie e i motivi che Lui solo conosce), senza metterle in contrapposizione?

      Il gioco dei “bilancinini” lasciamolo fare agli “esperti” di cui pullula questo mondo (che saranno come pula che il vento disperde…).

    2. admin

      Annarita: mi sembra che tu voglia coinvolgere questo blog in discussioni inopportune e inappropriate (come sta succedendo in queste ore su altri blog), e questo qui non sarà permesso.
      Visto che però hai voluto toccare l’ argomento voglio precisare alcune cose:

      1) che papa Francesco sia “l’opposto” di Benedetto XVI è una tua personalissima deduzione

      2) la vicenda del cerimoniere è stata smentita dal cerimoniere Guido Marini stesso, segno che papa Francesco deve guardarsi da attacchi provenienti da ogni direzione

      3) la figura che sta affiancando e sta guidando papa Francesco in questi primi giorni è nientemeno che monsignor Georg
      http://www.lastampa.it/2013/03/17/esteri/vatican-insider/it/i-dossier-top-secret-nelle-mani-di-francesco-vDgblw99wmJyfmTtxstPKJ/pagina.html

      4)che alcuni in malafede usino parole di elogio per papa Francesco implicitamente per criticare Benedetto XVI è purtroppo vero ma credo che sia più saggio non alimentare nella maniera più assoluta un dualismo inesistente.

  28. Riporto qui perché mi pare interessante dal blog di Paolo Attivissimo.

    Il sig. Attivissimo, per chi non lo conoscesse non è certo “pro-Chiesa”, cattolico non direi, date le sue prese di posizione, ma per il suo corretto concetto di ciò che dovrebbe essere “informazione” a pubblicato questo articolo:
    ————————————————
    La dichiarazione sessista attribuita a Papa Francesco

    Posted: 17 Mar 2013 07:34 AM PDT

    Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fabio.avit*” e ai contributi di Alessandra Mer*, Remo Pon* e motogio ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

    “Le donne sono naturalmente inadatte agli incarichi politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è l’essere politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che la donna da sempre è il supporto dell’uomo che pensa e realizza, ma niente più di questo”. Questa è la frase attribuita al neoeletto Papa Francesco, l’argentino Jorge Mario Bergoglio. Ma è veramente sua?

    Questa citazione viene ripresa e diffusa anche se manca, per ora, una conferma della sua autenticità. La serietà professionale e il buon senso imporrebbero di verificare un’affermazione così grave prima di pubblicarla e diffonderla. Le redazioni che la citano, invece di limitarsi a dire che circola in Rete (LiberoQuotidiano, TgCom), potrebbero adoperarsi per scoprire come stanno i fatti. Ma finora nessuna testata giornalistica italofona, a quanto mi risulta, ha svolto indagini approfondite (aggiornamento: l’ha fatto Giornalettismo). Vediamo cosa riusciamo a fare noi?

    Questo articolo è un punto di partenza intorno al quale radunare gli sforzi d’indagine su questa specifica affermazione e non si occuperà di altre asserzioni riguardanti Papa Francesco. Vi chiedo quindi sin da subito di restare in tema nei commenti.

    La fonte più vecchia di questa citazione è, come mi ha segnalato il lettore motogio, un post su Yahoo Answers en Español del 2007 che riprende un altro post di Yahoo Answers Argentina datato 5 luglio 2007, nel quale viene riportato il testo completo originale della presunta citazione:

    Buenos Aires, 4 de junio (Télam).- El arzobispo de Buenos Aires, cardenal Jorge Bergoglio, afirmó que “las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos”, refiriéndose a la candidatura presidencial de la Senadora Cristina Fernández de Kirchner.

    “El orden natural y los hechos nos enseñan que el hombre es el ser político por excelencia; las Escrituras nos demuestran que la mujer siempre es el apoyo del hombre pensador y hacedor, pero nada más que eso”.

    En sus polémicas declaraciones, el arzobispo de Buenos Aires agregó que “hay que tener memoria; tuvimos una mujer como Presidente de la Nación y todos sabemos qué pasó”, refiriéndose a la ex presidente Estela María Martínez de Perón.

    Las organizaciones de derechos humanos y movimientos feministas no hicieron esperar su respuesta.

    Questo post su Yahoo Answers cita una fonte (“Télam”) in modo generico. Télam è un’agenzia di stampa argentina: ma nel suo sito non c’è traccia delle parole attribuite al Papa dal post.

    Più in generale, a parte questo post su Yahoo Answers non c’è in tutta Internet nessuna citazione della frase “las mujeres son naturalmente ineptas para ejercer cargos políticos” prima del 13 marzo 2013. Sembra molto sospetto che una notizia del genere, contenente una dichiarazione così esplosiva da parte dell’arcivescovo di Buenos Aires, non sia stata ripresa da nessuno in Argentina e in tutto il resto del mondo: né da un giornale, né da un blog. Eppure altre dichiarazioni di Bergoglio sulla Kirchner dello stesso periodo (11 giugno 2007) furono riprese eccome, per esempio da Lavanguardia.

    Le citazioni della frase controversa iniziano a comparire il 13 marzo 2013, in occasione dell’elezione di Bergoglio, senza però riportare dettagli sull’origine della frase o sulle circostanze nelle quali sarebbe stata scritta o pronunciata. Anche chi indica una fonte, come VaticanCrimes, cita il post su Yahoo attribuendolo all’agenzia Télam ma senza linkare l’ipotetico originale.

    Per il momento, quindi, tutto sembra indicare che la frase sia una bufala. Spetta a chi l’ha spacciata per buona dimostrare che è vera, indicando la fonte precisa e l’occasione esatta nella quale Bergoglio l’avrebbe espressa. Nel frattempo la correttezza impone di non farla circolare, a prescindere dalle simpatie o antipatie personali.
    ————————————–
    by Paolo Attivissimo (http://disinformatico.info)

  29. Annarita

    Admin, lo spero veramente, spero veramente che sia un santo Papa, forse ho meno entusiasmo di altri nel vedere tutta questa umiltà sparsa ovunque, ma con questo spero veramente che sia un Santo Papa e dico, che lo vedremo da ciò che farà per riportare la Fede dove ormai è perduta, di riportare il rispetto, l’onore, l’amore per Dio dove ultimamente si vede tiepidezza, si vedono segni di poco amore per Gesù Sacramento, di poco rispetto.
    Spero non sia ancora il Papa dei raduni intereligiosi assisiani, perchè queste sono cose condannate già dalla Chiesa, perchè solo sotto il nome di Gesù c’è la salvezza.

    1. @Annarita “riportare la Fede dove ormai è perduta, di riportare il rispetto, l’onore, l’amore per Dio dove ultimamente si vede tiepidezza, si vedono segni di poco amore per Gesù Sacramento, di poco rispetto.”

      Questo (e non solo questo) è il compito di – ogni singolo Cristiano – !

      Interroghiamoci profondamente su cosa ognuno di noi realmente fa e non chiediamo un “condottiero” che ci guidi se siamo noi primi, tiepidi, incostanti, paurosi di esporci, pronti solo alla critica o al giudizio, in attesa di vedere ciò che farà la Chiesa (astratta entità di cui non sembriamo a volte membra) o lo stesso Santo Padre…

      Piccola puntualizzazione: prima del rispetto e dell’onore viene l’Amore, l’Amore per Dio e questo viene dalla Testimonianza concreta della propria vita. Come potremo dire all’Uomo: “Ama Dio”, se in noi che diciamo di amare Dio non vi è nulla di amabile? L’Annuncio poi è: “DIO TI AMA” (e il mio amare te – chiunque tu sia, fossi anche il mio nemico – ne è segno tangibile).

      Non illudiamoci che siano i “segni” soli a convertire il mondo (o l’uso e il non-uso della mozzetta, tanto per essere terra-terra). Neppure i segni operati da Gesù hanno convertito i cuori e ad alcuni che li chiedevano Cristo li ha negati.
      Convertiamoci, oggi, in questa Pasqua, con questo Papa e forse non tutto il mondo si convertirà, ma non potrà dire di non aver visto una Luce.

      1. xsara72

        Per me i segni sono importanti. Non credo sia necessario ricordare i numerosi “segni” a corredo della nostra religione (dall’acqua battesimale, all’olio cresimale etc insomma, si capisce). E’ chiaro che un segno non è una bomba atomica, è sempre un gesto discreto, chi vuole capire capisce e chi ha il cuore chiuso lo tiene chiuso ma per me non è indifferente se il Papa indossa una croce d’oro o di ferro. E non mi stupisce nemmeno che San Francesco dicesse che l’Ostia andava conservata in vasi d’oro (ma non era il poverello?).. sono uomini diversi che parlano in tempi diversi e mandano un messaggio secondo l’ispirazione dello Spirito “del momento”. Siamo noi, forse che ci attacchiamo ai segni e non vediamo il messaggio… per cui sì, si rischia di vedere la croce di ferro e non l’invito alla povertà (ok, la chiesa non deve essere misera ma andiamo, non può neanche essere opulente).. Questo Papa, secondo me, in linea perfetta con Benedetto XVI, ci sta dicendo di tornare all’essenziale, di lasciare il potere, di condividere. Non a caso ha detto di volere una chiesa povera e VICINO ai poveri… L’essere poveri (in spirito ma anche in beni superflui) è condizione essenziale per star vicino ai poveri (di spirito e di beni materiali). Detto questo, non capisco il veto alle critiche al Papa, ovviamente se fatte con rispetto… perchè?

        1. Ovviamente xsara, non ho voluto dire che i “segni” non sono importanti, solo che non possono essere fine a sé stessi o rischiano di essere svuotati del significato profondo 😉

  30. Annarita

    P.S non voglio coninvolgere il blog in nessuna discussione, ma non penso nemmeno che per forza bisogna essere tutti entusiasti, in fondo sono passati pochi giorni per entusiasmarsi troppo, anche perchè Bergoglio non nasce ora, c’era ed agiva anche prima e una qualche idea uno se la può essere fatta, o no? Poi come ripeto i fatti possono felicemente smentire e ne sarò felicissima. Lo Spirito Santo sa sempre stupirci.

    1. admin

      Nessuno ti obbliga ad essere entusiasta, ti è stato solo chiesto di non postare qui le tue critiche.

      Costanza giorni fa, prima dell’elezione di papa Francesco aveva scritto:

      “Qualunque cosa ispirerà lo Spirito Santo dentro la Cappella Sistina noi saremo pronti. Niente ci intimorisce, niente ci scandalizzerà, neanche se venisse eletto quello lì, proprio quello che davvero non ci piace. Sarà comunque il nostro Papa. ”

      Questa, oggi a maggior ragione, è la linea del blog.

      1. Giusi

        Son d’accordo anch’io anche se mi danno un fastidio tremendo le critiche indirette a Benedetto soprattutto da parte di un personaggio che non perde occasione per a…Boff….arsi di cretinate!

  31. Annarita

    Va bene, Admin, hai ragione, anche perchè l’importante è che un Papa piaccia al Buon Dio, ogni nostro pensiero conta poco e puo anche non essere espresso.

  32. Goffredo Parise:

    “Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è ‘comunismo’, come credono i miei rozzi obiettori di destra. Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua. Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l’automobile, le motociclette, le famose e cretinissime barche. Povertà vuol dire, soprattutto, rendersi esattamente conto di ciò che si compra . La povertà è conoscere le cose per necessità. Gli uomini ricchi devono aiutare gli uomini poveri, devono distribuire ad altri la propria ricchezza ed essere desiderosi e felici di farlo.”

  33. Giusi

    Mi trovi d’accordo. Se tutti si vivesse così si starebbe decisamente meglio. Invece viviamo in un mondo dove la ricchezza si sta sempre più concentrando nelle mani di pochi e per speculazioni sulla pelle degli altri non certo per merito. I poveri rappresentano una categoria che si sta ampliando sempre più, insomma tutto è sotto gli occhi di tutti non c’è neanche bisogno di spiegarlo….. Che Dio ci aiuti!

      1. Oh Alvise, ma pietà de che? (!!!)
        Abbiamo pazienza si, (almeno admin che non cancella queste tue lagne) di te che sei ripetitivo come il suono di una pendola!

        1. Giusi

          E il Vangelo che dici di aver letto e anzi di essere addirittura un esperto non è pieno di miracoli? E il Signore non ha conferito questo potere anche agli apostoli? E Giovanni Paolo e Francesco non sono apostoli? E allora? Di cosa stiamo parlando?

  34. Buono Giuseppe

    Dimensioni missionarie e mariane nei primi tre interventi di Papa Francesco
    1. Evangelizzare Roma – Pregare la Madonna
    Senza voler dire più di quanto trascrivo e riporto, mi sembra doveroso partecipare subito l’impressione suscitata in me dalle espressioni di Papa Francesco nei primi tre interventi pubblici dopo l’elezione a Sommo Pontefice. Queste, oltre ad offrire la testimonianza di una povertà evangelica e di una comunione profonda con la gente, conseguenza della sua intima comunione profonda con Dio, sottolineano due dimensioni essenziali della sua vita e con le quali sembra che voglia quasi indicare i punti salienti del suo programma come Pastore Universale della Chiesa: la dimensione missionaria e quella mariana.
    Tra le prime frasi pronunciate dalla Loggia della Basilica Vaticana, al primo saluto alla gente in Piazza San Pietro e a tutta la Chiesa, c’è questa: “…Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!”.
    Poi la dimensione mariana nella conclusione del saluto a Roma: “Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!”
    2. La Missione: Camminare – Edificare – Confessare
    Il pomeriggio del 14 marzo, nell’omelia della prima santa Messa con i Cardinali, Francesco, partendo dalle tre letture del giorno, ha come delineato il cammino che intende percorrere come Papa ma assieme a tutti: vescovi, clero, religiosi, popolo di Dio. Ha condensato in tre verbi la sua riflessione-programma: Camminare – Edificare – Confessare.
    “… Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore…
    Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. .. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.
    Confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore…
    Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro…
    Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore…
    Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti…”.
    Ma questo è stato sempre, perché dettato da Gesù stesso, il cammino della missione della Chiesa nel mondo e nella storia (cfr. Mt,10; Lc, 10). Papa Francesco I lo rilancia con sereno coraggio e grande speranza.
    3. L’impegno: “La mia volontà è servire il Vangelo”
    Incontrando i Cardinali e salutandoli, ancora più chiaramente Papa Francesco ha comunicato lo spirito missionario che nutre la sua fede e il suo impegno di Pastore Universale. Ha detto: “Proprio partendo dall’autentico affetto collegiale che unisce il Collegio Cardinalizio, esprimo la mia volontà di servire il Vangelo con rinnovato amore, aiutando la Chiesa a diventare sempre più in Cristo e con Cristo, la vite feconda del Signore. Stimolati anche dalla celebrazione dell’Anno della fede, tutti insieme, Pastori e fedeli, ci sforzeremo di rispondere fedelmente alla missione di sempre: portare Gesù Cristo all’uomo e condurre l’uomo all’incontro con Gesù Cristo Via, Verità e Vita, realmente presente nella Chiesa e contemporaneo di ogni uomo. Tale incontro porta a diventare uomini nuovi nel mistero della Grazia, suscitando nell’animo quella gioia cristiana che costituisce il centuplo donato da Cristo a chi lo accoglie nella propria esistenza… Abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra (cfr At 1,8).
    Alla potente intercessione di Maria, nostra Madre, Madre della Chiesa, affido il mio ministero e il vostro ministero. Sotto il suo sguardo materno, ciascuno di noi possa camminare lieto e docile alla voce del suo Figlio divino, rafforzando l’unità, perseverando concordemente nella preghiera e testimoniando la genuina fede nella presenza continua del Signore…”.
    Questi i primi interventi pubblici di questo Dono grande di Dio alla Chiesa che è Papa Francesco. Da sacerdote e da vescovo si è sempre mosso per andare incontro alla gente e, tra esse, ai più poveri e condannati dalla vita. Siamo certi che, con la serena coscienza di essere ora il Pastore Universale della Chiesa, darà nuovo vigore, nuovo entusiasmo, nuova gioia nel portare in prima persona il Vangelo là dove gli uomini e le donne d’oggi vivono la loro esperienza quotidiana spesso senza Dio o senza conoscerlo abbastanza per amarlo davvero.
    In questo impegno di evangelizzazione sarà sempre Madre e Maestra Maria, la prima missionaria del Figlio.
    P. Giuseppe Buono, PIME

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