L’embrione, un uomo: etica e genetica (prima parte)

Un ringraziamento speciale all’amico SCRITERIATO che ha trovato, tradotto e proposto questo intervento di Jérôme Lejeune.

di Jérôme Lejeune 

Voi sapete che vi sono in Australia dei bipedi, grandi più o meno come noi, dal pelo rossastro che, abitualmente, abortiscono i loro piccoli al secondo mese. Si tratta dei canguri.

Abortito spontaneamente al secondo mese, il piccolo canguro assomiglia ad una piccola salsiccia che misuri circa 2,5 cm di lunghezza. Gli arti sono ridotti ad un piccolo unghione sulla zampa anteriore, uno su quella posteriore, ed esso conosce solo la sensazione della pesantezza.

Espulso dalla vagina con l’aborto spontaneo, esso s’aggrappa alla pelliccia della madre e, sapendo lottare contro la pesantezza, sale in verticale automaticamente fino al marsupio e vi cade dentro, e vi resterà per sette mesi finendo il suo sviluppo, che assomiglia abbastanza, nella durata, allo sviluppo d’un piccolo essere umano.

Ciò che è straordinario, per il biologo, è il fatto che nel piccolo cervello d’una madre canguro la natura abbia, anche se non so come, iscritto una sorta di concetto di ‘cangurosità’ del piccolo canguro. Poiché questa piccola salsiccia è il solo animale ch’essa lasci entrare nel suo marsupio. Se un topo volesse installarvisi, essa lo eliminerebbe rapidamente.

Allora io mi dicevo che se la natura, in un cervello tanto piccolo quanto quello della madre canguro, ha inscritto la nozione che si tratta d’un membro della sua specie, che è suo figlio, mi sembra completamente impossibile che nel litro e mezzo che noi abbiamo nella nostra scatola cranica la natura non abbia posto un’intelligenza sufficiente per rendersi conto che i piccoli uomini non sono altro che uomini piccoli.

E tuttavia noi tutti qui apparteniamo ad una nazione che fu da lungo tempo civilizzata, e che ha abrogato con un voto ciò che tutti i medici avevano costantemente giurato, vale a dire: “Io non darò a nessuno, neppure se pregato, del veleno; parimenti non fornirò mezzi abortivi ad una donna”.

Il nuovo film di M. Nathanson s’intitola “L’eclissi della ragione”, e come lui anch’io mi domando se la malattia di cui noi soffriamo non sia veramente una malattia dell’intelligenza. Se non si sia distesa sulle nostre popolazioni, deliberatamente, una sorte di cappa di piombo d’oscurantismo per far credere che noi non sappiamo, mentre invece sappiamo molto più di un tempo. L’essere umano è un concetto che si applica a tutti gli esseri della nostra specie, quale che sia la loro taglia, il loro colore, e quali che siano le qualità che possano farli brillare o le malattie che possano affliggerli.

Permettetemi adesso di parlarvi un poco della fisiologia della vostra intelligenza. Per il biologo, nella sua ricerca della verità, un duplice fatto evidente s’impone all’inizio d’una vita, da una parte, ed al suo sviluppo maggiore, dall’altra. Questo fatto è semplice: “Lo spirito anima la materia”. Ciò è verissimo quando l’essere è arrivato alla sua piena maturità. Vi dicevo che voi avete un litro e mezzo – è un modo esemplificativo – di volume cerebrale, e bisognerebbe che vi rendeste conto del fatto che questo computer incorporato è il più potente, e di gran lunga, che esista attualmente sotto il sole.

Voi avete nella vostra scatola cranica quasi 11 miliardi di cellule, vale a dire milioni di volte più numerose che nel più grande computer della NASA. Ma il cablaggio che lega le vostre cellule cerebrali è costituito da fili straordinariamente sottili, che non si vedono nemmeno al microscopio normale, e che sono spirali aggregatesi per formare una specie di piccoli tubi, che noi chiamiamo neurotubuli, e che riusciamo a vedere col microscopio elettronico. E questo cablaggio che si trova a vostra disposizione, che è la macchina che usate per capire il mondo, questo cablaggio misura quasi quanto di qui alla Luna e ritorno.

La cosa più sorprendente è che per far funzionare la vostra macchina l’aggancio di una cellula all’altra emetterà una specie di molecola, aprirà una specie di serratura segreta, e che delle particelle, degli ioni, vi si catapulteranno ad una velocità straordinaria. Infine ciò che noi chiamiamo ragione, che è questa macchina che elimina i dati fortuiti per conservare solo quelli deducibili, è in effetti un contatore di particelle d’una velocità straordinaria. Così si arriva a questa nozione perfettamente evidente e molto semplice: ogni volta in cui sollevate una mano, che battete le ciglia, o che un’idea attraversa la vostra mente, voi fate crepitare un enorme numero di connessioni cerebrali, e, più precisamente, è il vostro spirito che comanda la materia, il vostro spirito anima la materia. Questa è un’evidenza contro la quale non si può opporre nulla, essendo una certezza empirico-sperimentale.

Ma la cosa strana è che la medesima dimostrazione si fa proprio all’inizio dell’esistenza. Quando i 23 cromosomi che portano l’informazione trasmessa dal padre e contenuta nello spermatozoo sono entrati all’interno della zona pellucida, che è una specie di sacco in plastica che assicura il muro della vita privata del piccolo embrione, quando lo spermatozoo ha perforato questa membrana ed essa diviene immediatamente impermeabile ad ogni ulteriore informazione, in quel preciso momento si trovano riunite tutte le informazioni necessarie e sufficiente per fabbricare, per costituire questo nuovo essere umano che si svilupperà. Non un essere teorico, ma quello che nove mesi più tardi chiameremo Pierre, Paul o Madelaine. Quello, precisamente, comincia la propria carriera quando tutte le informazioni necessarie e sufficienti si trovano riunite. E noi sappiamo, al di là di ogni possibile dubbio, che queste informazioni sono riunite dal momento della fecondazione. Lo spirito, effettivamente, anima la materia, e non solo quando il cervello è formato e può analizzare il mondo, ma quando si mette in moto questo straordinario nuovo essere che costruirà il proprio cervello, vale a dire una macchina che inventerà macchine che gli permetteranno di comprendere un po’ l’universo. È perché all’inizio una scintilla di spirito ha animato la materia che un nuovo essere umano è stato chiamato all’esistenza. Non si tratta, qui, di metafisica, non si tratta di morale, ma si tratta di dottrina evidente imposta dalla realtà. Se non fosse così, la riproduzione degli esseri sarebbe impossibile. Se non fosse l’informazione a dar vita ed animare la materia, la genetica non esisterebbe; noi, non esisteremmo.

Voi potete trovare strano (tutti lo trovano strano) che un essere umano all’inizio della propria carriera possa essere ridotto, come direbbero i matematici, alla sua espressione più semplice. Ma tutta la sua vita sarà l’espressione e l’attuazione di questo primo messaggio. La crescita, poi la conoscenza, ed infine l’esperienza di tutta la vita richiedono imperativamente, impongono assolutamente che l’essere che un giorno comprenderà, quantunque in maniera imperfetta, il mondo, sia fin dall’inizio un essere umano. Il nostro parlar comune (direi che ciò è vero in tutte le lingue latine, ed è vero, in parte, in quasi tutte le lingue del mondo), il nostro parlar comune ha sempre conosciuto questo fatto evidente. Noi impieghiamo la stessa parola per definire un’idea che ci venga in mente o un nuovo essere che giunga ad esistenza: noi parliamo in entrambi i casi di concepimento. Si concepisce un’idea, si concepisce un bambino. Il fatto che il termine di concepimento s’applichi a questi due estremi della performance umana non dipende da povertà di linguaggio, ma è invece la percezione intuitiva, da parte di quell’intelligenza collettiva che è il linguaggio, del fatto nel momento esatto dell’inizio dell’esistenza, la forma e la materia, lo spirito e la sostanza sono così strettamente intrecciati che non si possa chiamarli distinguendo l’uno dall’altro. Per riassumere in una parola che, io credo (ma non sono sicuro della mia citazione), è di San Tommaso d’Aquino, “nel momento in cui la materia ha subito la sua ultima disposizione, lo spirito non può non esserci”.

SECONDA PARTE  

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

fonte:  FONDATION JÉRÔME LEJEUNE

 

65 pensieri su “L’embrione, un uomo: etica e genetica (prima parte)

  1. angelina

    Trovato e tradotto? Macché “scriteriato” …… Un gran bel lavoro, complimenti!
    Il brano è magnifico. Bellissima l’osservazione sull’intelligenza del linguaggio: non a caso si è diffusa sempre più l ‘antilingua. IVG, prodotto del concepimento, pre-embrione, oocita [sarebbe un ovulo impregnato di uno spermatozoo, ma non ancora essere umano].
    “Si tende a coprire alcuni delitti contro la vita nascente con locuzioni sanitarie che distolgono lo sguardo dal fatto che è in gioco l’esistenza di una concreta persona umana.” ( EV n.11)

    Dà fastidio la realtà? Cambiamole nome.

  2. Grande Scriteriato. Pochi giorni fa dove abito si è svolto il funerale di una bimba di 5 mesi che era nata prematura ( dopo 5 mesi di gravidanza). La Chiesa era gremita e commossa e lo era anche la sera prima per la recita del Santo Rosario. Ora penso che questa fanciulla era venuta alla luce ma se fosse volata in cielo direttamente dalla pancia di sua mamma, quanti avrebbero pianto o pregato? Solo quando vediamo crediamo e amiamo?
    Forse questa cappa di oscurantismo può essere rimossa dalle nostre preghiere oltre che da chiare spiegazioni della realtà come questo e altri post.

  3. Ciao, grazie per la bellezza del lavoro che svolgete a beneficio di tutti. Una piccola correzione a Angelina, che in perfetta buona fede, ha parlato di “oocita”, volendosi piuttosto riferire a quello che l’antilingua in realtà chiama “ootide”. Di seguito un bell’articolo (di qualche anno fa) di Claudia Navarini che chiarisce il tutto: http://www.europaoggi.it/content/view/60/45/

    1. angelina

      Grazie, hai ragione e ne sono consapevole. Cercando conferma online a ciò che ricordavo riguardo al concetto di antilingua, ho ripreso dal primo articolo attendibile che mi è capitato. Alle 0.58 le mie capacità critiche erano sonnecchianti, vatti a fidare della rete! 😉

  4. Perché l’aborto è (e è stato)Sempre, da Tutti, vissuto come un atto drammatico? Tutti, credo, alla fine, abbiamo il senso, e forse anche le prove. che l’embrione è già vita (salsiccia o meno) non è questo che conta. Il problema non è di stare a disquisire se e come e quando ci sia vita individuo persona eccetra, ma di prendere atto che l’aborto è sempre esistito (non so se sempre esisterà) come azione volta a non volere o non potere affrontare o a sentirsi di non potere affrontare la difficoltà(di tanti generi, che ognuna che abortisce e lei sola conosce o teme) che comporterebbe (per lei) la nascita e l’allevamento di un bambino. Io non credo che chi abortisce abortisca pensando di abortire una salsiccia morta, Chi abortisce passa attraverso il dramma di sapere (o di intuire) che quello che abortisce è un embrione vivo. A questo punto il discorso ritorna da capo. Allora omicidio? Assassinio? Strage degli innocenti? Barbarie? Cinismo? Eugenetismo? Menefreghismo? Immaturità? Paura? Imbecillità? Colpa della cultura e dei giornali?Opera del demonio?
    L’unica cosa da fare, ammesso che sia possile, dal vostro punto di vista, è persuadere la gente a non abortire, mai, che è quello che state cercando di fare attraverso i vostri giornali, i vostri blog, la chiesa, eccetra. Forse potreste anche arrivare a cambiare la legge che ha legalizzato l’aborto. Cambierebbe qualcosa? Cambierebbe, dite voi, la PERCEZIONE che uno avrebbe dell’aborto, la permissività la facilità eccetra. Potrebbe anche essere.Però io credo che non risolverebbe il problema.

    1. Velenia

      Alvise,ti sbagli,che l’embrione sia vita lo mettono in dubbio in tanti,e non sto parlando solo di gente come il bioeticista(?) Singer e della sua teoria delle pre-persone,ma di gente un pò più terra terra,ricordo ancora una nefrologa che diceva che i libri sulla gravidanza erano pericolosissimi,diceva proprio così pericolosissimi,perchè leggendoli e rendendosi conto che un embrione di 6 settimane ha già un cuore che batte,una donna poteva decidere di non abortire più.
      L’ articolo di Lejune è su un piano pre-giuridico o meta-giuridico,se preferisci,credo che lo scopo dell’autore sia quello di spezzare quella che,secondo me,è una vera e propria congiura del silenzio stesa proprio attorno e ai danni delle donne,che mentre a parole afferma la loro autodeterminazione in realtà preferisce che ignorino quello che accade dentro di loro.Quando,in che momento,tu,io abbiamo cessato di essere embrioni=cose e siamo diventati esseri umani?La domanda è su di me e su di te,innanzitutto.

  5. …ce pour quoi est fait l’homme : il est fait pour connaître qu’il y a un Créateur et s’apercevoir qu’en aimant ses frères, il aime le Créateur, voilà en gros le mode d’emploi de la nature humaine.”….

    “…quello per cui è fatto l’uomo è che è fatto per conoscere che c’è un Creatore e prendere coscienza che, amando i suoi fratelli , è il Creatore che lui ama, ecco in sintesi il modo d’impiego della natura umana”

    Ecco, la messa è finita!

  6. vale

    e te, Alvise, dal tuo punto di vista, come lo risolveresti il problema?( ammesso che per te sia un problema da risolvere o limitare)

  7. …non so né cosa farei io né cosa andrebbe fatto né se andrebbe fatto, io posso avre solo a che fare con casi singoli di persone che si trovano a avere questi problemi, e dunque credo che nei loro confronti mi regolerei nel modo che capirei (o che credessi di capire)che fosse il meglio per loro, ma non mi metterei a pensare di dovere impedire un “omicidio”.

    1. Alvise e se il piccolo avesse un mese di vita e i genitori volessero ucciderlo perché non hanno i soldi per mantenerlo? Tu probabilmente ti commuoveresti e lo porteresti in Toscana con te. Possibile che non si riesca a ragionare che non stiamo parlando di un oggetto ma di una persona? Anche se non si vede.

  8. vale

    non ho capito “omicidio”tra virgolette. o lo è o non lo è.per il resto posso anche capire che si preferisca confrontarsi con casi reali vissuti e vedere il possibile “da farsi” o “da dirsi”.
    ma per quanto svicoli, resta sempre il fatto:( causa -effetto…di Pugni): l’aborto-pur con tutte le sue sofferenze,problematiche ,ecc.ecc. è una soppressione di un essere umano fin da quando i 23 cromosomi maschili incontrano quelli femminili, o no. se si è un omicidio. senza virgolette.

    1. No, l’ho già detto altre volte, per me non è uguale all’omicidio, o all’infanticidio, se preferite.
      Perché? Non lo so. Anche la vecchia legge non lo considerava omicidio.

        1. Considero l’embrione un essere vivente, ma non già una persona vivente. Un bambino nato è considerato, da me, e anche da altri, già persona. Perché? Perché è già nato. Perchè questa differenza? Perché c’è differenza fra non nato e nato. NON-NATO, NATO.Tutto questo nulla toglie alla drammaticità dell’aborto. Ma non è un omicidio

          1. JoeTurner

            è curioso molti degli argomenti degli abortisti potrebbero essere benissimo quello degli schiavisti di qualche secolo fa (compreso Voltaire che ci si è arricchito commerciando in schiavi): il negro non è una persona, anche se lo proibissero lo schiavismo continuerebbe ad esistere, il campo è mio e me lo gestisco io (i termini negro, schiavismo e campo possono essere sostituiti con embrione, aborto e utero)

          2. Alessandro

            Ma il non ancora nato, che tu dici essere un vivente, che vivente è? E’ un topo, una talpa, una pianta, o un uomo? E se è un uomo, allora occorre riconoscere che il non ancora nato è un uomo. Ma tu dici: prima di nascere non è una persona. Quindi secondo te c’è differenza tra l’uomo non ancora nato, che non è ancora persona, e l’uomo nato, che è persona. Solo che io non riesco proprio a capire quale sia la differenza tra uomo e persona. Inoltre, se anche mostrassi che c’è differenza tra uomo e persona, dovresti spiegare anche perché una persona abbia il diritto a non essere soppressa e un uomo non abbia questo diritto

                1. Alessandro

                  1) “Considero l’embrione un essere vivente, ma non già una persona vivente. Un bambino nato è considerato, da me, e anche da altri, già persona. Perché? Perché è già nato. Perchè questa differenza? Perché c’è differenza fra non nato e nato. NON-NATO, NATO.Tutto questo nulla toglie alla drammaticità dell’aborto. Ma non è un omicidio”

                  2) “Persona: Individuo della specie umana”.

                  Quindi, 1 può essere scritto così:

                  “Considero l’embrione un essere vivente, ma non già un individuo della specie umana.”

                  E allora non ti seguo più. Come è possibile che un feto umano non sia un individuo della specie umana? Non vedi che non sta in piedi questo modo di ragionare? Come dice Stefano, individuo significa “che non si può dividere”. Forse che un feto nel grembo materno, poni caso all’ottavo mese di concepimento, non sia un individuo, proprio in senso etimologico?

                  1. E a maggior ragione nel nono mese…. Che ti devo dire,?Hai ragione, avete ragione, e io ho torto, non so neanche fare un discorso filato, mi contraddico, dico cose senza logica e via discorrendo, sbaglio le date,
                    sbaglio i referendum, non conosco o non riconosco l’etimologia delle parole, mi ripeto, che altro fare se non chiudere il becco e non parlare di cose che sono digià stabilite in principio da sempre che voi sapete quale è questo principio e ne siete i seguaci e i promulgatorie e quegl’ altri teste di cazzo e stronzi e in mala fede e malvagi e omicidi e che non distinguono tra causa e effetto e che vogliono solo fare il loro comodo e basta quei sudici merde….

  9. Ho avuto la fortuna di ascoltare una lezione del prof Lejeune quando ero ancora uno studente di teologia, che grande uomo! E che grande dono poterlo riascoltare nella traduzione di scriteriato. Grazie!

  10. Giuseppe

    Mi sa che c’è qualche aprola caduta: Ma il cablaggio che lega le vostre cellule cerebrali è costituito da fili straordinariamente sottili, che non si vedono nemmeno al microscopio normale, e che sono spirali aggregatesi per formare una specie di piccoli tubi, che noi chiamiamo ??????, e che riusciamo a vedere col microscopio elettronico.
    Ps chi mi fa un riassuntino?

  11. Risultati referendum 17 maggio 1978 sull abrogazione della nuova legge sull’ aborto,

    RISPOSTA AFFERMATIVA SÌ 3 588 995 11,60%
    RISPOSTA NEGATIVA NO 27 395 909 88,40%
    bianche/nulle 3 285 296
    Totale voti validi 30 984 904

            1. Matteo Donadoni

              E allora? Il giusto si decide a maggioranza?
              A parte il fatto che il risultato è dubbio, causa incomprensione della parola “abrogare”, come anche tu convieni, non capisco. E non capisco di conseguenza ” i cittadini hanno pensato che fosse giusto…”

              1. Te pensi che ci sia un punto di vista che è quello giusto e che cioè l’embrione è uguale a una persona e che quindi l’aborto è un omicidio? E che le opinioni diverse non siano da prendere in considerazione?

                1. Matteo Donadoni

                  io penso che non è una bella cosa procedere per sofismi.
                  Ad esempio io penso che le due cose non siano collegate, perchè unirle?
                  Si c’è la verità.
                  E le altre opinioni vanno sempre prese in considerazione, le cose non si escludono.
                  Se poi mi sbaglio, confutami e cambierò idea, ma fino ad allora, mi spiace. Non facciamo minestroni.

    1. Alessandro

      Guarda che il risultato significativo è quello al quesito referendario promosso dal Movimento per la Vita, che chiedeva la parziale abrogazione (finalizzata in sostanza a non rendere lecito l’aborto procurato se non in casi estremi):

      SÌ 32,00%
      NO 68,00%

        1. Alessandro

          Il referendum al quale ti riferisci tu è quello promosso dai Radicali, e fu sonoramente bocciato. Proponeva in sostanza che venisse meno la condanna a tre anni di reclusione per chi abortisse o facesse abortire privatamente, e che cadesse il divieto per le minorenni.

          1. Quesito referendario dei radicali:
            Quesito: “Volete voi l’abrogazione degli articoli 1; 4; 5; 6 lettera b) limitatamente alle parole: “tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro”; 7; 8; 9 comma primo, limitatamente alle parole: “alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 e”, e comma quarto limitatamente alle parole: “l’espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e”, nonché alle parole: “secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8”; 10 comma primo limitatamente alle parole: “nelle circostanze previste dagli articoli 4 e 6”, nonché alle parole: di “cui all’articolo 8”, e comma terzo limitatamente alle parole: “secondo quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 5 e dal primo comma dell’articolo 7”; 11 comma primo (L’ente ospedaliero, la casa di cura o il poliambulatorio nei quali l’intervento è stato effettuato sono tenuti ad inviare al medico provinciale competente per territorio una dichiarazione con la quale il medico che lo ha eseguito dà notizia dell’intervento stesso e della documentazione sulla base della quale è avvenuto senza fare menzione dell’identità della donna.); 12; 13; 14; 19 comma primo (Chiunque cagiona l’interruzione volontaria della gravidanza senza l’osservanza delle modalità indicate negli articoli 5 o 8, è punito con la reclusione sino a tre anni.), comma secondo (La donna è punita con la multa fino a lire centomila.), comma terzo limitatamente alle parole: “o comunque senza l’osservanza delle modalità previste dall’articolo 7,”, comma quinto (Quando l’interruzione volontaria della gravidanza avviene su donna minore degli anni diciotto, o interdetta, fuori dei casi o senza l’osservanza delle modalità previste dagli articoli 12 e 13, chi la cagiona è punito con le pene rispettivamente previste dai commi precedenti aumentate fino alla metà. La donna non è punibile.) e comma settimo (Le pene stabilite dal comma precedente sono aumentate se la morte o la lesione della donna derivano dai fatti previsti dal quinto comma.); 22 comma terzo (Salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna, non è punibile per il reato di aborto di donna consenziente chiunque abbia commesso il fatto prima dell’entrata in vigore della presente legge, se il giudice accerta che sussistevano le condizioni previste dagli articoli 4 e 6.) della legge 22 maggio 1978, n. 194, recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”?”

            totale percentuale (%)
            Iscritti alle liste 43 154 682

    2. Alex67

      Risultati referendum popolare anno 33 d.c. circa sul quesito: “Gesù o Barabba?”

      Gesù circa 50 persone 0,04%
      Barabba tutti gli altri 99,06%
      Astenuti 1 (Ponzio Pilato)

      Niente di nuovo sotto il sole…..

  12. giuly

    Quello che dice Lejune dovrebbe essere noto ad ogni persona minimamente scolarizzata. Chi ha fatto le scuole dell’obbligo credo sappia qual è la dinamica della fecondazione, e ogni evidenza scientifica dice che dal momento in cui lo spermatozoo buca la parete dell’ovocita e quello si richiude, iniziando un processo di divisione cellulare, lì inizia una vita. Ora c’è chi oggi trova ovvia questa cosa per gli animali (una mia amica animalista sfegatata tempo fa mi disse scandalizzata che in Cina si consumano embrioni di anatra vivi!) ma non per l’essere umano. E’ chiaro che ha ragione da vendere la nostra Velenia quando dice che è in atto un oscuramento della verità, una congiura del silenzio intorno all’essere umano in nuce, all’embrione o come cavolo lo vogliano chiamare. Alvise dice che l’omicidio o l’infanticidio sono cosa diversa dall’aborto di un non-nato. Ma si illude che questa demarcazione possa valere in futuro. Il passo verso l’infanticidio sta per compiersi, sono già pronti movimenti che promulgano l’infanticidio di bambini appena nati solo perchè hanno handicap o malattie rare. Ed è ovvio che prima o poi questo passo avverrà, perchè chi sostiene l’aborto come un “diritto” o come un metodo di controllo delle nascite è inevitabilmente pronto a dire chi merita di vivere e chi no, secondo un criterio di eugenetica o di eubiosia. La tutela della vita nascente è la tutela di tutta la vita. C’era arrivato un medico greco vissuto prima di Cristo, e con lui una intera civiltà. Non possiamo dire di non sapere, non possiamo tacere. Ultima ma non meno importante, è la testimonianza delle donne che hanno abortito il frutto del loro stesso seno. I traumi conseguenti sono molteplici e di varia natura, fisica e pscicologica, relazionale e sociale. Giorni fa sentivo per caso alla tv una psicologa che sosteneva che avere un figlio è una condizione irreversibile (manco fosse una malattia!) e che l’aborto poteva permettere alla donna di posticipare una decisione importante come quella di diventare madre ad un momento più opportuno. Ma perchè? il trauma dell’aborto è reversibile?

  13. Konfof

    #apply194
    ☺ Ho incontrato una
    persona.
    ★ Ah si? Come si
    chiama?
    ☺Non aveva un
    nome.
    ★ Hum, ma di cosa
    avete parlato?
    ☺ Nulla: non parla.
    ★ Ok, ma avrete
    interagito in qualche
    modo, no?
    ☺ Assolutamente no.
    ★ Ma avrai intuito i
    suoi pensieri?
    ☺ Non pensa.
    ★ Non capisco. Ma
    ha gli occhi
    azzurri,bionda, come
    è fatta?
    ☺ È un feto di neanche 20 settimane che
    qualcuno mi ha
    presentato come
    persona.
    ★ Ma perché?
    ☺ Perché dicono ke
    facendo parte della
    specie umana, ha
    più diritti di tutti gli
    altri embrioni, anke
    quello di essere
    chiamato persona.
    ★ Ma cos’ha di
    particolare questa
    specie umana?
    ☺ Ha un’intelligenza
    qualitativamente e
    quantitativamente
    diversa dalle altre
    specie.
    ★ Ma la persona che
    hai incontrato non mi
    sembrava così
    intelligente.
    ☺ Dicono che solo il
    fatto che lo
    diventerà, ne fa una
    persona.
    ★ Secondo questa
    logica, visto che
    prima o poi diventerà
    cadavere, la si può già
    considerare
    deceduta, perciò il
    problema dell’aborto
    non sussiste?

    Per me la nascita della persona nn è identificabile in un momento preciso, ma stabilire che coincide col parto è “pratico”: prima di quel momento il cervello si trova in una sorta di sonno, dopo, grazie al bombardamento di stimoli sensoriali, il “sistema” si attiva concretamente. Da quel momento imho l’essere umano diventa persona e soggetto di diritto fino alla morte cerebrale.
    Per quanto riguarda il termine omicidio, concordo: uccidere un feto in quanto essere umano, è un omicidio, come però lo è anche la conseguenza di un testamento biologico per il fine vita fatto come si deve.
    In nessuno dei due casi punirei l’omicida.
    Ora, si può essere pro o contro l’aborto, ma la Verità assoluta su alcuni argomenti non la possiede nessuno quindi sono dell’idea di lasciare decidere ai singoli senza imposizioni, e la 194 può essere un compromesso accettabile.

    1. Ciao, se come credo hai voglia di approfondire questi temi, ti consiglio la lettura del libro del neonatologo Carlo Bellieni “L’alba dell’io”, che in modo molto chiaro e scientificamente corretto spiega come il cervello del feto non si trovi affatto in una sorta di sonno, e come sia già immerso in tanti stimoli sensoriali (riconoscerà e si tranquillizzerà al suono della voce della mamma, o apprezzerà sapori che la mamma gustava durante la gravidanza, ad es.).
      Se poi il criterio dell’appartenenza alla specie umana si identificasse con una certa quantità di intelligenza “in atto”, un certo livello, dove fisseresti l’asticella? Potresti finire per escludere neonati, disabili, persone in coma, partecipanti a reality, e così via…

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  15. Konfof

    Credo ke ciò ke percepisce il feto sia in scala non paragonabile a ciò ke percepisce il neonato: in cinque minuti dopo il parto si assorbono più informazioni ke in 9 mesi di utero: suoni veri non filtrati dalla madre, sbalzi di temperatura e luce, contatto con tessuti, aria, la stessa respirazione, qualcuno ke ti prende e ti sposta in uno spazio mai percepito… Poi ho letto di adenosina, pregnanolone,
    prostaglandina D2 inibitori neuroinibitori del cervello fetale… e forse anke di quello dei concorrenti di reality…
    Come ho già detto, è impossibile definire il momento della nascita della persona, e il parto determina solo un momento pratico e sensato per stabilirne l’inizio.
    Insomma l’asticella che identifica la persona umana è il parto dell’essere umano, se poi andrà in coma, abbia problemi mentali, etc, rimane comunque persona.
    Grazie dell’indicazione del testo, ma su questo argomento si trova scritto tutto e il contrario di tutto: penso sia più un problema etico che scientifico. L’etica è soggettiva perciò sono per dare libertà di azione alle persone.

  16. Pingback: L’embrione, un uomo: etica e genetica (seconda parte) | Il blog di Costanza Miriano

  17. vale

    etica soggettiva?
    allora anche l’etica di Tamerlano,Gengis,khan,Giuliano l’apostata( o la prostata,totò direbbe),Hitler,Stalin e Pol Pot. mi scuso per l’ omissione degli altri rappresentanti dell’etica soggettiva.

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