Le ragioni di un’atea pro-life

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di Kristine Kruszelnicki*

“Esiste davvero un ateo pro-life?”, ha chiesto Marco Rosaire Rossi nell’edizione di settembre/ottobre di The Humanist. “Cosa verrà dopo, gli agnostici del disegno intelligente? O i laici per la sharia?”.

Gli atei possono non avere un papa, ma agli occhi di molti c’è ancora un dogma a cui tutti loro devono aderire. Essere un ateo vuol dire sostenere l’aborto. Non fatelo e verrete denunciati come “segretamente religiosi”. Quando mi sono unita a un agnostico e a un ateo di Secular Pro-Life per un panel informativo alla Convenzione Atea Americana del 2012, un popolare blogger ateo ci ha accusati di aver “mentito sul fatto di essere atei”. Continua a leggere “Le ragioni di un’atea pro-life”

Pre-persona

Qualche giorno fa un commentatore del blog, un medico che lavora in terapia intensiva neonatale, durante la discussione circa la “legittimità” di considerare l’embrione una persona, aveva accennato ad un racconto di fantascienza . Il racconto non lo pubblichiamo (ma è possibile leggerlo QUI ) ma questo articolo sì.

di Umberto Folena

«Walter stava giocando a nascondino quando vide il furgone bianco al di là della macchia di cipressi, e capì subito cos’era. Pensò: “È il furgone bianco dell’aborto. È venuto a prendere qualche bambino per un aborto post-partum. E forse”, pensò, “l’hanno chiamato i miei genitori. Per me”». È l’inizio agghiacciante del racconto The Pre-Persons (Le pre-persone), scritto nel dicembre del 1973 da… da chi? Da un fanatico pro-life? Da un reazionario neonazista? Continua a leggere “Pre-persona”

L’embrione, un uomo: etica e genetica (quarta parte)

di Jérôme Lejeune 

Ritengo che non si abbia il diritto di mettere gli uomini in un tempo sospeso. Il freddo a bassissime temperature non fa che rallentare la vita delle molecole. E quando ci si avvicina allo zero assoluto, tutto il movimento si ferma. Ciò che si ferma davvero è il tempo, il tempo locale non scorre più. Gli embrioni umani conservati nell’azoto liquido sono come rinchiusi in un tempo sospeso. Si possono ammassare a migliaia in un piccolo recipiente, un vaso di Darsonval che li mantenga nel freddo intenso. Come chiamare il fatto di ammassare uomini, di vietare loro di sapere che il tempo passi, di vietare loro ogni movimento, ogni libertà d’essere, salvo quella di sopravvivere a titolo precario in uno spazio estremamente ristretto dove sono concentrati? Questo si chiamava, fino a non molto tempo fa, campo di concentramento. Continua a leggere “L’embrione, un uomo: etica e genetica (quarta parte)”

L’embrione, un uomo: etica e genetica (terza parte)

di Jérôme Lejeune 

Vorrei rispondere alla critica sarcastica, molto antica e che crede d’aver detto tutto, ossia: la morale nei pantaloni è messa molto male! Io ho spesso sentito quest’osservazione nel corso della mia giovinezza, e mi sono domandato se, dopo tutto, le persone che la facevano non avessero ragione. C’è stato bisogno di molto tempo perché m’accorgessi che immaginare che la morale fosse posta male al di sotto della cintura non era che una cattiva conoscenza della neuro-anatomia. Bisogna che ve lo spieghi brevemente. Scusatemi, ma bisogna ben essere tecnici, ogni tanto. Continua a leggere “L’embrione, un uomo: etica e genetica (terza parte)”

L’embrione, un uomo: etica e genetica (seconda parte)

di Jérôme Lejeune 

Se è vero (e possiamo esserne sicuri) che lo spirito animi la materia, se è vero che gli uomini siano fatti in quel modo, allora esiste forse una specie di modo d’uso della natura umana, e forse un foglietto di spiegazioni?

Voi sapete che quando acquistate un’automobile, essa vi viene venduta con un ‘libretto d’istruzioni’ nel quale gli ingegneri hanno calcolato che quella vettura possa circolare su questo o quel terreno (se è una 4×4 potrete andare ovunque, se è una trazione anteriore o posteriore sarà meglio rimanere su strade già tracciate).

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L’embrione, un uomo: etica e genetica (prima parte)

Un ringraziamento speciale all’amico SCRITERIATO che ha trovato, tradotto e proposto questo intervento di Jérôme Lejeune.

di Jérôme Lejeune 

Voi sapete che vi sono in Australia dei bipedi, grandi più o meno come noi, dal pelo rossastro che, abitualmente, abortiscono i loro piccoli al secondo mese. Si tratta dei canguri.

Abortito spontaneamente al secondo mese, il piccolo canguro assomiglia ad una piccola salsiccia che misuri circa 2,5 cm di lunghezza. Gli arti sono ridotti ad un piccolo unghione sulla zampa anteriore, uno su quella posteriore, ed esso conosce solo la sensazione della pesantezza.

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Temete Dio e null’altro

di Jérôme Lejeune      Per concessione della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli

Sono intelligibili l’uomo e il suo destino? Rispondere col sì o col no sarebbe un modo per mancare di pertinenza, ma riflettere insieme qui sulla natura umana alla luce di quanto oggi sappiamo potrebbe costituire un metodo conforme alle leggi dello spirito. Perché è lo spirito che dà la vita, non c’è materia vivente, la materia non può vivere, non può riprodursi. Se non mi credete, provate un po’ ad andare alla mostra del marmo di Carrara. Guardando gli artisti che stanno scolpendo, chiedetevi un attimo: la statua era già presente nel blocco di marmo? In un certo senso sì, dato che per ottenerla basta togliere il marmo superfluo. In realtà, se considerate che l’artista sta riproducendo nel marmo ciò che è stato plasmato e poi riprodotto col gesso, sarà evidente che questi non sta riproducendo la materia, ma l’impronta che il genio dello scultore aveva impresso nella terra, nel gesso.

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