L’umorismo di Dio

Cari tutti, la figlia di Isabella è fuori pericolo!!!! Anche grazie alle vostre preghiere! Sia lodato il Signore, il miracolo è arrivato a pochi giorni dal Natale…

Raffaella

di Paolo Pugni

E in un certo qual senso c’hanno ragione. Che un Dio così l’hanno inventato gli uomini. Perché se fosse toccato a me l’avrei fatto così. Umoristico. E poi.

Beh poi forse l’avrei fatto un po’ più deciso, sicuro. Vendicativo. Insomma: i buoni da una parte e i cattivi dall’altra.

Ma mica come adesso, solo nell’la di là. Ennò! Qui. Subito. E che mi stesse a sentire. Che io so bene chi sono i buoni e chi i cattivi.

E poi un po’ più riconoscente: che con tutto quello che facciamo per Lui, neanche un aiutino, chessò, un 5 al superenalotto. E ho detto 5 mica 6. Non ho mica queste pretese.

E invece niente. Ci dà quello che ci serve mica quello che vogliamo noi.

Però invece questa cosa dell’umorismo sì che ce l’ha. L’ironia. Ai limiti del sarcasmo, ma sempre con bontà.

Fin dalle origini. Prendi Giona ad esempio: è un capolavoro che neanche i film di Aldo Giovanni e Giacomo. Come lo deride questo pover’uomo, introverso, rancoroso, presuntuoso. Pigro. Soprattutto pigro. Non vuole andare a Ninive, tanto sa che Lui alla fine si intenerisce. “E che poi io faccio la figura del….., che minaccio sciagure e non arrivano, neanche fossi il premier con le lenzuolate di liberalizzazioni…”.

E invece Lui insiste, lo bracca, lo spedisce. Poi alla fine aveva ragione Giona, e allora si sdegna, si incupisce e Dio deve farlo sorridere, deve tirarlo su. Infatti, l’ultima tirata è proprio una grande presa in giro…

Ma non basta: perché in tutto questo c’è una logica, una storia. Un messaggio diremmo oggi. E lo lascio a voi scoprire. Come nel fatto che se vai a vedere la Bibbia scopri che in fin dei conti questi padri, questi patriarchi, beh, erano gente poco raccomandabile:

assassini (Mosé)

ubriaconi (Noé)

incestuosi (Cam, Giuda)

traditori e manipolatori (Abramo che era anche un codardo, Giacobbe, Labano)

furbetti del Giordanino (Lot, che essendosi scelto la parte migliore, fece poi una brutta fine)

prostitute regali (Ester, Giuditta)

adulteri e mandati di omicidi (Davide)

abusatori del potere regale (Davide, Salomone)

isteriche egoiste (Sara)

uomini di poca fede (Zaccaria)

e mi fermo qui per carità di patria.

Ma il messaggio è chiaro: se persone così fragili, deboli, imperfette sono assurte al ruolo di icone, di patriarcali colonne, quanto più noi, che i difetti non ci fanno difetto, che di peccati ne sommiamo assai, ma che forse mandanti e assassini non lo siamo (ancora…) ce la possiamo fare.

Se chiniamo il capo e riconosciamo che sia il Capo.

Perché, come diceva il card. Biffi, è vero che prostitute e pubblicani vi precederanno nel regno dei cieli, il quale è dei violenti, ma in quanto pentiti, non nell’esercizio delle loro funzioni…

50 pensieri su “L’umorismo di Dio

  1. Eleonora

    Grazie Paolo, bellissimo. Scorrevole, ironico… e utile: ci fa riflettere! Genuflettere. Abbassare il capo al Capo.
    Qui direbbero sbasalagresta.
    Ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo.

    Aiuto!

  2. Alessandro

    “Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “E’ andato ad alloggiare da un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. (Lc 19, 5-10)

    “Tutti mormoravano. La misericordia del Signore stupisce e irrita i bempensanti. È una reazione che è registrata più di una volta dal Vangelo. Gesù del resto li aveva preavvisati: “Beato chi non si scandalizzerà di me” (Lc 7,23). Una volta aveva detto addirittura una frase provocatoria: “I ladri e le prostitute vi passano davanti nel regno di Dio” (Mt 21,31).
    Si capisce, egli precisa, i ladri e le prostitute non nell’esercizio della loro professione, ma nel momento che accolgono la sua parola e cambiano vita.
    Insomma, che è di ostacolo ad andare a Dio non è mai il proprio comportamento passato, è piuttosto il non volersi arrendere adesso alle esigenze del suo amore. Zaccheo trova la strada della salvezza quando decide di infischiarsene del giudizio e delle ironie della gente, fino ad arrampicarsi su un albero come un monello di strada, pur di arrivare a vedere Gesù.
    E, mentre crede di essere nascosto tra le foglie, è sorpreso e conquistato dallo sguardo sorridente e affettuoso del suo Salvatore”.

    (Card. Giacomo Biffi, Omelia della Messa di inizio anno accademico dell’università di Bologna, novembre 1996)

    1. E’ l’immensa bellezza di Dio.
      Gesù rovescia il modo di vedere della natura umana. Si accetta (o non si accetta),si ama (o non si ama) il prossimo per il suo passato.
      Si scava nel suo passato per promuovere o bocciare la sua esistenza.
      Ed invece tutta la Sua Presenza in questo mondo, tutte le Sue parole, il Suo Sguardo che ogni giorno si rinnova qui e adesso é sul presente.
      Un eterno presente che nega il retaggio del passato.
      La Sua Misericordia, il Suo Innamoramento per noi, attraverso il Suo Sacrificio, che si rinnova in ogni istante, ci libera da quello che siamo, da quello che abbiamo fatto.
      Basta lasciare l’esercizio delle nostre professioni, infischiarsi del giudizio degli altri (del mondo) e cercarlo abbassando il capo davanti al Capo…
      Poi con una carezza fa tutto lui.

      1. Molto bella questa riflessione, così vera e così illuminante. Noi guardiamo sempre al passato, e cerchiamo responsabilità, cerchiamo di estendere il passato nel futurmo.
        Una psicologa lo chiamava la statua di sale e diceva che questa statua è
        ladra del futuro, ladra della speranza.
        Consiste nel loop logico, perverso
        a) so come è fatto
        b) non cambierà mai
        c) quindi io….

        Grazie per avermi fatto capire con una lucidità che non avevo, che non trovavo, questo sguardo retroverso che è più malizioso che buono.

        1. Alessandro

          Paolo, grazie a te!
          Sulla statua di sale BXVI ha detto qualcosa proprio ieri, non so se hai visto:

          https://costanzamiriano.wordpress.com/2011/12/22/beato-chi-non-funziona/#comment-24537

          “questi giovani [della GMG in Spagna] avevano offerto nella fede un pezzo di vita, non perché questo era stato comandato e non perché con questo ci si guadagna il cielo; neppure perché così si sfugge al pericolo dell’inferno. Non l’avevano fatto perché volevano essere PERFETTI.
          Non guardavano indietro, a se stessi. Mi è venuta in mente l’immagine della moglie di Lot che, guardando indietro, divenne una statua di sale.

          Quante volte la vita dei cristiani è caratterizzata dal fatto che guardano soprattutto a se stessi, fanno il bene, per così dire, per se stessi! E quanto è grande la tentazione per tutti gli uomini di essere preoccupati anzitutto di se stessi, di guardare indietro a se stessi, diventando così interiormente vuoti, “statue di sale”!”

          1. Alessandro

            Scusa, Paolo, il grazie era per Umberto, non per me, ma comunque il grazie a te resta per il bel post e anche per la illuminante considerazione sul loop logico…

            1. I coniugi Gillini e Zattoni
              http://www.italiatua.it/eventi/Casatenovo/3099
              (sono loro quelli di cui parlavo: lei in particolare descrive la statua di sale) parlano del corto circuito del “piccolo psicologo” (come una volta c’era il piccolo chimico e il dolce forno) che pensa di sapere tutto e avere ogni soluzione

              1) lo conosco bene
              2) è fatto così non può cambiare
              3) quindi io devo per forza fare così perché…
              4) …. altrimenti lui….

              E’ l’indurimento dell’esperienza, quella che in un esempio citato dai coniugni Gillizatt fa escalamare alla moglie di un alcolista che lottando con se stesso rientra finalmente sobrio a casa: “per forza: tutti i bar erano chiusi!”.
              Così uccidiamo la speranza!
              Ciao!

            2. Alessandro

              Grazie delle informazioni sui coniugi Gillini e Zattoni.
              In psicologia sociale mi pare si parli di “labeling”, etichettatura: se a Tizio affibbio un’etichetta secondo la quale Tizio non è capace di fare A, è estremamente difficile che cambi opinione sulla capacità di fare A di Tizio (e ciò può influenzare effettivamente la capacità di fare A di Tizio).
              Ciao!

    2. Alessandro

      “Dio non esclude nessuno, né poveri né ricchi. Dio non si lascia condizionare dai nostri pregiudizi umani, ma vede in ognuno un’anima da salvare ed è attratto specialmente da quelle che sono giudicate perdute e che si considerano esse stesse tali. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, ha dimostrato questa immensa misericordia, che non toglie nulla alla gravità del peccato, ma mira sempre a salvare il peccatore, ad offrirgli la possibilità di riscattarsi, di ricominciare da capo, di convertirsi.[…]

      Cari amici, Zaccheo ha accolto Gesù e si è convertito, perché Gesù per primo aveva accolto lui! Non lo aveva condannato, ma era andato incontro al suo desiderio di salvezza”

      (Benedetto XVI, Angelus del 31 ottobre 2010)

      1. Alessandro

        Grazie, Buon Natale a te, e di tutto cuore, sorellastra supercarissima!
        Sai che ti sono vicinissimo, che ti siamo vicinissimi in tanti…

  3. Bellissimo e buonissimo post, dei cui contenuti farò man bassa in tutte le occasioni possibili :-).
    Mi ha fatto ripensare a un articolo pubblicato tempo fa su «Tempi» (e scusate il bisticcio).

    Emanuele Boffi «Madonnina e donone»
    http://www.paperlit.com/read/tempi/2011-09-21?format=js#page=10

    Storia del Duomo di Milano che si appresta a ricevere il suo nuovo arcivescovo. Una cattedrale edificata in sei secoli grazie alle offerte di poveri cristi e ricchi mercanti, mercenari e prostitute. Dove tutto concorre a costruire la cattedrale: il vino, i bottoni e, quando serve, l’ironia di Dio.

  4. Buon giorno Ragazzi !Grazie Paolo, è bene iniziare la giornata con un pizzico di ironia. Una delle mie citazioni preferite è quella di Woody Allen: ” Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti. “

    1. Alessandro

      Ognuno ha i suoi Alvise, tu non rivelarci i tuoi (noi mica possiamo rimetterteli), vuota il sacco dal confessore…

  5. Io se mi sarà concesso, quando morirò da Paperella rompiscatole Gli farò un sacco di domande, mica pretendo la spiegazione di concetti enormi….mi piacerebbe solo dare una sbirciatina quà e là!

    1. nonpuoiessereserio

      Ho l’ impressione che se la grazia di Dio mi concederà il Paradiso non avrò molto interesse per quanto è stato su questa terra a meno che non sia un film comico.

      1. Io invece se mi sopporterà ancora gli farò tantissime domande. Il mio ragazzo ne ha una sola, ma non me la dice mai……ho l’impressione che sia qualcosa di molto personale tra loro due.

  6. Non ammazzo
    Non rubo.
    Non dico il falso (ci provo)
    Non commetto atti impuri ( nemmeno puri)
    (desidero la donna d’altri, ma sono tutte di altri!!!)
    (desidero la roba d’altri, ma, come sopra, e poi solo un “piccolo poco”)
    Sono (quasi) un santo?
    Se uscite, a Venezia, dalla stazione dei treni, ammesso che esistano ancora i treni,
    davanti a voi, dall’altra parte del canale, andando un po’ a sinistra, troverete
    la chiesa di Sant’Alvise Vergine e Martire!!!

  7. Ok, diciamocelo Dio non segue i nostri tempi, quasi mai.
    Una conversazione che ho avuto con un mio amico alle superiori è stata più o meno :

    ” Ma se Ci parli ti ascolta?” ”
    ” Si ”
    ” E ti risponde? ”
    ” Si, ma forse dieci anni dopo ”
    ” Però lo fa? ”
    ” Si ”
    ” Sai qual’è il problema ?”
    ” No ”
    ” Tu se ti va bene hai 80 anni di vita, Lui l’eternità ”
    ” E allora? ”
    ” Allora i tuoi 10 anni forse non sono nulla, magari ha altre priorità, forse non fai la domanda giusta o non è il momento giusto, però poi lo fa e ti dimostra che ha ascoltato, che desideri di più?
    Anche se realizza il tuo più grande desiderio 10 anni dopo è meno bello? Allora forse non era davvero quello di cui più avevi bisogno “. “

  8. volevo riprendere il commento che lidiafederica ha inviato ieri, perchè credo che un po’ c’entri col post di oggi.
    Più volte in questo blog ho avuto sensazioni simili a quelle descritte da Lidia (e in quei casi ho anche un po’ discusso con alcuni commentatori, e ogni tanto ho scelto di eclissarmi un po’ perchè mi sentivo un po’ soffocare da un’aria troppo battagliera e critica. In realtà poi anche io spesso cado nello stesso rischio, criticando chi vedo che critica, mettendomi contro chi è contro qualcun altro.
    Tendo a familiarizzare molto più facilmente con il non cattolico che col cattolico, e questo mi ha sempre dato da riflettere. Forse perchè per carattere mi piace rimettere insieme i pezzi di un vaso rotto piuttosto che proteggerlo dalla rottura. Altri invece tendono a costruire attorno al vaso un sistema di reti di protezione per evitare che vada in frantumi.
    Non so cosa è meglio (o peggio). Forse ci vogliono entrambe le cose.
    Certo è che guardando come Dio si è comportato durante la storia dell’umanità effettivamente a volte ci prendiamo tutti un po’ troppo sul serio.
    Magari se riuscissimo ad avere un po’ più di visione d’insieme senza scannarci sui dettagli riusciremmo a sorridere di più gli uni con gli altri.
    Lidia, carino il proposito di cercare ogni giorno nel blog tre cose buone…però secondo me è più divertente cercare tre difetti e provare ad amarli. Perchè solo quando riusciamo ad amare gli altri con tutti i loro difetti possiamo dire di amare davvero.
    Adesso devo dare una botta alle ultime incombenze prenatalizie (ragà che settimana allucinante!). Comincio a lasciare gli auguri per chi nei prossimi giorni non si collegherà, io conto di passare ancora di qua. Buon Natale!

    1. lidiafederica

      Grazie Fefral 🙂
      Mmh…facciamo così, né pregi né difetti, mi sforzo di capire quelli che x me sono i difetti, e cerco di capire l’intenzione buona che si cela dietro un determinato commento o un determinato post.
      Tanti tanti auguri a voi tutti! (La mia famiglia viene da Napoli e per domani sera già pregusto l’insalata di rinforzo, la zuppa di pesce, gli scauratielli – beh questi li pregusto un po’ meno, in questo sono nordica, W Torrone al cioccolato con nocciole piemontesi e il pandoro di Verona :)- il calascione con bieda e alici etc etc etc., prima del felice momento di andare a Messa e mettere il Bambinello nella culla -poveretto, sta ancora involto nella scatola del presepe coi Re Magi )

  9. Buona notte Ragazzi! Ci ” risentiamo ” il 26 la sera. Vi voglio mandare un bacio grandissimo in questo Natale, speciale anche perché vi ho conosciuti!
    Un bacio!

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