Pop a chi?

Nota bene: questa non è una recensione di un libro, che NON ho letto perché il libro non è ancora uscito. Questo è quello che mi è venuto in mente ascoltando un’intervista.

Ecco: ho pensato che se in uno studio vuoi suscitare l’applauso, la risata generale e gli ammiccamenti del conduttore hai due strade infallibili e rapide: o alludi più o meno vagamente al sesso, o parli male della Chiesa, cantando il motivetto evergreen della gerarchia-che-soffoca-e-sottomette-i-fedeli-per-ottenere-da-loro-tutte-quelle-cose-che-noi-sappiamo-bene-ma-che-è-inutile-stare-qui-a-dirci. (Quali saranno poi un giorno qualcuno ce lo spiegherà mai?)

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