Molto mercato per nulla (soldi a parte)

di Giovanni Marcotullio  laPorzione.it

Si dice che il teatro sarebbe una cosa da anime elette, uno spettacolo raffinato per palati esigenti.

Basta andarci una volta per capire che così non è (e questa è pure, in un certo senso, una bella notizia!). A me è successo una volta di più ieri sera, quando sono andato al Teatro Quirino a vedere Il mercante di Venezia di Giorgio Albertazzi: c’erano accanto a me delle signore evidentemente molto “avanti” – da loro ho imparato che «Shakespeare è razzista» e che «Albertazzi non si fa capire quando recita». Del resto «il film [quello con Al Pacino e Jeremy Irons, n.d.r.] è più bello, almeno cambia la scena: qui è sempre lo stesso…».

Appurato dunque che il pubblico dei teatri è estremamente popolare, forse si può guardare con un interesse popolare anche a ciò che il teatro veicola – perché il teatro (questa originalissima foggia del genio greco) è nato proprio come espressione dell’ethos popolare, cioè del senso della vita che il popolo riceve, elabora e tramanda. Che quest’arte eccezionalmente demo-cratica sia diventata nei secoli un appannaggio culturale delle (sedicenti) élites è uno dei segni più chiari del tradimento infertole dalla storia: ben vengano dunque le signore con cui condividevo la fila – mi hanno dato una sveglia importante. Continua a leggere “Molto mercato per nulla (soldi a parte)”

Nelle periferie con la cartapesta

da Emanuele Fant riceviamo questa mail

giornali

Carissimi,

è iniziato il cantiere del nostro nuovo spettacolo teatrale. Dopo la bella esperienza di Ettore dei poveri, abbiamo deciso di cambiare genere, passando dalle dimensioni ridotte delle marionette a un grandissimo spettacolo di piazza. Seguendo l’invito di Papa Francesco, vogliamo spingerci nelle periferie, alla ricerca di un pubblico nuovo, magari meno abituato a riflettere sulla fede, ma anche meno stimolato per l’assenza di occasioni. Continua a leggere “Nelle periferie con la cartapesta”

Un cattolico al Leonka

Una Chiesa che non esce fuori da se stessa, presto o tardi, si ammala nell’atmosfera viziata delle stanze in cui è rinchiusa.

Papa Francesco

Milano Leoncavallo

di Emanuele Fant

Pochi giorni fa discutevo sulla necessità di fare apostolato vero, perché una serata di evangelizzazione al teatro dell’oratorio è pleonastica quanto una secchiata nel mare. Lì tutti, bene o male, hanno quotidianamente l’occasione di incrociare una risposta. Invece il mondo vero ospita parecchi deserti screpolati che pagherebbero fior di inutili cammelli per un solo bicchiere di senso.

“Dovremmo fare evangelizzazione al Leoncavallo!” grido entusiasta. Poi il discorso verte altrove, e il mio progetto avanguardistico è declassato a provocazione. Continua a leggere “Un cattolico al Leonka”

Recita di Natale

Nativity Play

di Emanuele Fant *

La mia fulgida carriera teatrale ha conosciuto, ahimè, momenti neri ma formativi. Non molti anni fa ho visto almeno un centinaio di saggi scolastici dal punto di vista obliquo del siparista. Ogni sera gettavo uno sguardo pietoso in platea e osservavo la varia umanità dei parenti-spettatori, una massa ineducata temuta dalle maschere di sala più che un monologo di Testori senza intervallo. Continua a leggere “Recita di Natale”