Il Crocefisso di San Marcello e la peste di Roma

Questo il commento di una lettrice, Beatrice, al post Sine Dominica non possumus .

All’inizio questa vostra battaglia per voler a tutti i costi riaprire le chiese nelle zone a rischio contagio non la condividevo appieno. Una volta per lavoro avevo in mente di ficcarmi in una situazione rischiosa confidando nella protezione di Dio, ma non lo feci perché a messa il prete disse un’omelia il cui succo era «non dobbiamo metterci in condizioni di pericolo pensando “tanto Dio mi protegge”, non dobbiamo tentare Dio». Ero tormentata dal dubbio che forse continuare a tenere aperte le chiese e a celebrare pubblicamente le messe era un po’ la stessa cosa: esporre le persone al rischio contagio pensando “tanto Dio le proteggerà” equivaleva a tentare Dio.

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