La fabbrica dell’autoassoluzione

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di Andreas Hofer

Si narra che a Leonia, una della Città invisibili di Italo Calvino, abbia preso piede una curiosa devozione popolare: il culto dello spazzaturaio angelicato.
Pare effettivamente che gli spazzaturai si aggirino per le strade di Leonia avvolti da un’aura di sacralità, tanto da venire «accolti come angeli». Si capisce in fretta come i leoniani vedano negli spazzini ben altro che semplici “operatori ecologici” e li considerino, piuttosto, alla stregua di liberatori. Perciò la loro attività, un compito «circondato da un rispettoso silenzio», sembra avere qualcosa di religioso. Continua a leggere “La fabbrica dell’autoassoluzione”

L’inferno è la dis-umanità

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di Claudia Mancini   LaPorzione.it

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

Così scriveva Italo Calvino ne «Le città invisibili», per ricordare che non esiste una “città umana” ideale, perfetta, senza difetti, in quanto la “città reale” è sempre l’espressione diretta degli uomini che la abitano.

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