Posts tagged ‘Emanuele Fant’

31 luglio 2017

La regola di Kurt (alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza)

di emanuelefant

Ruggero fa il liceo dalle suore. È un tipo strano, veste solo di nero e ama disegnare. Il suo idolo è Kurt Cobain dei Nirvana, morto suicida a causa della regola spietata che, secondo Ruggero, non risparmia chi nella vita ottiene troppe soddisfazioni. Ecco perché lui vuole attraversare i suoi anni migliori senza farsi troppo notare, temendo come una condanna la possibilità di stare bene. 
Quando in classe si presenta Alessio, il nuovo professore di storia dell’arte al primo incarico, Ruggero scopre che sono la stessa persona, vent’anni prima e vent’anni dopo. A causa di questa strana coincidenza, la convivenza non è facile: Ruggero non si aspettava da se stesso un grigio futuro come insegnante, la sua versione adulta non fa altro che cercare occasioni per dialogare. 
Tra i muri dell’istituto privato Maria Regina la tensione cresce, fino a una svolta imprevedibile.

Un romanzo che difende l’importanza degli errori, mescolando il grunge e Michelangelo, vecchie suore e improbabili alternativi, alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza.

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21 giugno 2016

L’invadente

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Davide Rondoni è uno scrittore e contemporaneamente uno di poche parole (si vede che le finisce nella carta). Mi scrive: “Ci stai a fare un libro su fratel Ettore?”.Con il dubbio che non conosca le mie note biografiche, rispondo, scusandomi: “In verità io lo avrei già fatto, un libro su fratel Ettore“.

Replica: “Fanne uno migliore. Ci stai o no? Altrimenti ti sostituiamo”.

“Sto già aprendo il portatile”.

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30 novembre 2015

Il banchetto che vi devo raccontare

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Settimana scorsa stavo in un posto niente male: al convegno ecclesiale. Per il mio soggiorno fiorentino avevo alcuni obiettivi secondari, come fotografare la casa di Dante, mangiare la ribollita e mettere nel beauty almeno due saponi liquidi dell’albergo. Il primo giorno, una tv locale, mi ha obbligato a rilasciare una dichiarazione, spiegandomi che volevano intervistare un giovane e io, con la dovuta illuminazione, lo potevo sembrare. La domanda era “Perché sei qui?”. Banale per nulla: certe pianure sono complesse da scalare. Ho balbettato che il mio obiettivo era insieme “prendere” e “dare”, senza alcun riferimento esplicito ai flaconcini.

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2 ottobre 2014

Fratel Ettore, il mio maestro punk

di Costanza Miriano

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Costanza Miriano intervista Emanuele Fant  – Credere

Quando ho letto il pezzo che un tal Emanuele, continuavo a dimenticarne il cognome, aveva mandato per il mio blog ne sono rimasta folgorata. Una scrittura intelligentissima, brillante e venata di ironia, e mi era anche venuta voglia di conoscerlo, ma il proposito è scivolato rapidamente al numero 423 delle cose da fare, essendo io una quadrimamma multilavoratrice.  Dopo un po’ ho scoperto che avevamo un’amicizia importante in comune, un sacerdote cappuccino, un biblista profondo e innamorato, e la cosa è salita in graduatoria. Diciamo al numero 200.

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17 giugno 2014

Un Nobel per Fant

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Chiedo con voce ferma e decisa l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Emanuele Fant. Il suo libro mi ha folgorata, come non mi succedeva da non ricordo più quanto (con Houellebecq, direi). Poiché però vedo piuttosto improbabile e comunque non prossima l’assegnazione del Nobel a un libro profondamente evangelico, non convenzionale e per niente ammiccante, proporrei l’istituzione del premio Quaglia ghiacciata*, e ne sancirei l’assegnazione insindacabile a La mia prima fine del mondo, editore Monti.

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19 marzo 2014

I punk, il santo e i santi punk

di admin @CostanzaMBlog

LA MIA PRIMA FINE DEL MONDO Inseguendo fratel Ettore dei barboni – di Emanuele Fant esce a metà aprile (Editrice Monti). Quella che segue è la prefazione al libro.

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di Alessandro Zaccuri

 I santi, di solito, sono gente allegra. Ma i libri che raccontano le loro vite hanno spesso un tono severo e serioso, che infonde soggezione anziché entusiasmo e che, nei casi peggiori, evoca un non remoto sentimento di tristezza. Sono le conseguenze dell’equivoco per cui ciò che è serio non può essere anche allegro, mentre per il cristiano vale semmai il principio contrario: proprio perché è seria, e dunque vera, la Buona Notizia fa venir voglia di ridere e sorridere, di battere le mani a tempo e di saltare, ballare, spassarsela come fece Davide davanti all’Arca del Signore.

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