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13 settembre 2017

La fragilità delle passioni e l’arte di perdonare

di emanuelefant

illustrazione Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant  per Credere

«I pesci rossi dimenticano tutto ogni trenta secondi. Quindi odieranno la nostra famiglia giusto il tempo che ci servirà per gettarli nella fontana vicino al cimitero. Poi amici come prima». I miei figli mi guardano perplessi. Fino all’ultimo hanno provato a escogitare soluzioni per portare con noi al mare Snoopy, Bianchino e Clown. Io ho calcato un po’ la mano. Ho spiegato che le vibrazioni dell’automobile avrebbero gonfiato le vesciche natatorie fino a trasformare i loro amici in palloncini. Che non è vero che liberandoli nel mare si sarebbero trovati bene, perché il sale li avrebbe sciolti come biscottini Plasmon nel tè caldo. Poi l’idea della fontana. «Vi prometto che ogni domenica li andremo a trovare. A ogni compleanno porteremo chili di mangime». Mi osservano di traverso, per capire se si possono fidare. Poi annuiscono: «Va bene».

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13 agosto 2017

Esercizio interiore per bagnanti

di emanuelefant

di Emanuele Fant per Credere

Nella classifica dei vizi dell’estate 2017, si fa strada verso il vertice una abitudine diffusa, la cosiddetta “soluzione nel taschino”, io ne registro esempi con frequenza sempre maggiore. In ogni fila in banca o al gelataio, in qualsiasi locale deputato ad aspettare, si palesa presto un capopopolo pronto a spiegare ai presenti la banalità del nodo che li trattiene.

Sala d’attesa del medico. Un cinquantenne coperto di sudore agita in aria la sua cartellina delle analisi, e sbotta: “Basterebbe togliere il numero chiuso a medicina, e avremmo più dottori. Risolveremmo la questione delle file”.

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6 agosto 2017

Wonderful Copenaghen

di emanuelefant

di Emanuele Fant per Credere

I danesi hanno tutto. Hanno il fresco, adesso che da noi si può respirare solo attraverso un condizionatore. Hanno le autostrade per le biciclette, mentre io vengo insultato dai taxisti quando provo a ricavare una corsia per le due ruote accanto ai marciapiedi di Milano. Hanno il brevetto dei mattoncini Lego, e questo potrebbe pure bastare. Ma, soprattutto, hanno il segreto della felicità.

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1 agosto 2017

Uomini di ferro

di emanuelefant

di Emanuele Fant per Credere

Ironman vuol dire “uomo di ferro”. È il nome di una disciplina sportiva di cui si sente sempre più spesso parlare. È la competizione più dura al mondo: 3,8 km di nuoto nel mare, poi 180 km in bicicletta, infine, 42 km di corsa. Il tutto da portare a termine in meno di 17 ore.

Se devo dire la verità, io ho detto addio al nuoto al largo da quando ho visto il film Lo squalo (appena supero la boa, visualizzo l’inquadratura del mio corpo da sotto, scrutato da creature sottomarine digiune); non vado a lungo in bicicletta per non alimentare la strage estiva dei moscerini negli occhi; mi rifiuto di fare jogging perché ho letto su una rivista medica che gli atterraggi del piede in corsa producono irreparabili microtraumi cerebrali.

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31 luglio 2017

La regola di Kurt (alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza)

di emanuelefant

Ruggero fa il liceo dalle suore. È un tipo strano, veste solo di nero e ama disegnare. Il suo idolo è Kurt Cobain dei Nirvana, morto suicida a causa della regola spietata che, secondo Ruggero, non risparmia chi nella vita ottiene troppe soddisfazioni. Ecco perché lui vuole attraversare i suoi anni migliori senza farsi troppo notare, temendo come una condanna la possibilità di stare bene. 
Quando in classe si presenta Alessio, il nuovo professore di storia dell’arte al primo incarico, Ruggero scopre che sono la stessa persona, vent’anni prima e vent’anni dopo. A causa di questa strana coincidenza, la convivenza non è facile: Ruggero non si aspettava da se stesso un grigio futuro come insegnante, la sua versione adulta non fa altro che cercare occasioni per dialogare. 
Tra i muri dell’istituto privato Maria Regina la tensione cresce, fino a una svolta imprevedibile.

Un romanzo che difende l’importanza degli errori, mescolando il grunge e Michelangelo, vecchie suore e improbabili alternativi, alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza.

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22 giugno 2017

La tecno-nonna

di emanuelefant

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

I nonni maschi non sono un problema. Loro, se gli regali un cellulare, lo dimenticano nel vano portaoggetti della macchina, in attesa di una emergenza che, a loro dire, difficilmente si potrà verificare.

L’esemplare su cui la scienza concentra oggi i suoi interrogativi è quello femminile, la “tecno-nonna”, detta pure “anziana che ha scoperto il computer e il cellulare”.

Non è nativa-digitale, è l’unica a utilizzare con tenace ostinazione la funzione “Serve aiuto?” del computer. 

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1 giugno 2017

Dire adesso l’amore

di emanuelefant

di Emanuele Fant per Credere

Se c’è una parola che fa venire l’orticaria agli artisti di oggi, è “amore”.

Conoscevo un gruppo musicale che si è sciolto perché il paroliere aveva scritto un testo con l’abusata rima “cuore-amore”: il resto della band aveva trovato la scelta di un cattivo gusto inammissibile. Il sentimento più caratteristico e complesso dell’essere umano, è stato per così tanto tempo al centro delle sue attenzioni creative (da Catullo, agli Stilnovisti, a Sanremo), che adesso non sembra più trovare forme credibili per essere descritto.

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10 maggio 2017

Il segreto di Fatima

di emanuelefant

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant  per Credere

Che fatica capire la Madonna di Fatima!

Non mi spiego perché ha mostrato a tre ragazzini poco più grandi dei miei figli una spaventosa riproduzione dell’inferno, mentre io giro canale se c’è violenza in televisione. Non comprendo con che mancanza di tatto possa aver predetto a due di loro una morte dolorosa prossima a venire. Mi inquieta il digiuno che ha imposto a dei bambini nell’età in cui una corretta alimentazione costruisce il fisico.

Come se non bastasse, ha mescolato la fede e la politica, contravvenendo alla regola base della diplomazia internazionale: ha chiesto la consacrazione della Russia per scongiurare una nuova guerra.

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3 aprile 2017

Cosa non crolla

di emanuelefant

 

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Da due anni lavoro in una scuola delle suore. Nessuno mi aveva detto che fare il professore era una questione di vita e di morte. Uno pensa al pompiere, ad altri mestieri. Poi J. si è tolta la vita, un pomeriggio della scorsa settimana.

Sapevo che disegnava, ci ho scambiato due parole, era chiaro dalla capigliatura eccentrica e dalla quantità di orecchini che c’era qualcosa che non voleva contenere.

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27 marzo 2017

Clemente e Alda, nel baratro del cielo

di emanuelefant

di Emanuele Fant  per Credere

Non so perché mi sono venuti insieme a trovare. Quando ho dovuto preparare una lezione sui poeti contemporanei, ho scelto Clemente Rebora e Alda Merini. A prima vista, due persone lontane: uno prete, l’altra convinta che “il peccato non si può mai rifiutare”. Uno esploratore, amante delle scalate in solitaria sulle Alpi; l’altra ancorata al suo letto matrimoniale, mamma di figlie e di poesie affidate al caso, regalate alla vita e agli avventori.

Uno che praticava l’astinenza come allenamento spirituale; l’altra continuamente consumata dall’amore, ostinatamente sensuale anche da vecchia, quando si fece fotografare in posa languida, a petto nudo.

Uno cesellava meccanismi di parole inusuali; l’altra sceglieva termini quotidiani, quasi come calzettoni dai cassetti, li sistemava in una fulminante prosa che va a capo.

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12 marzo 2017

La lezione del sabato sera

di emanuelefant

illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Guido io perché sono l’unico con la patente. Stasera alcuni studenti mi hanno invitato a un concerto, dicono che suonerà a Milano un rapper che fa vera letteratura, meglio di quell’Ariosto che li costringo a studiare.

Sbadigliando, parcheggio all’ora in cui sono solito andare a dormire. Entriamo nel centro sociale stracolmo. I miei accompagnatori riconoscono degli amici, io mi faccio da parte perché possano parlarsi senza un vecchio professore che li fissa. Faccio fatica a orientarmi per il fumo, mi comporto da falena con la luce di un proiettore: mi piazzo davanti a un crudo film in bianco e nero senza audio. Mi diverto ad osservare le persone: un ragazzino con la cresta sprofondato nella poltrona accanto a me, un trio di biondine con i pantaloni turchi che si rubano la parola, aspiranti contestatori che disquisiscono sui contenuti di un volantino. Nessuno guarda il cellulare, tutti sono comunque intenti a comunicare.

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12 febbraio 2017

Lettera semiseria ai neogenitori

di emanuelefant
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Cari neogenitori, voi non dovete temere che crescere un figlio vi potrà costare fino a 14000 euro annui, né le battaglie notturne con le colichine. Voi non dovete deprimervi al pensiero che potrete pure regalare il vostro abbonamento a teatro. Dovete risparmiare energie per affrontare l’unico, vero, lato irrimediabilmente negativo che comporta la scelta di avere un bambino: le feste dei compagni delle elementari.

Adesso il vostro neonato sonnecchia sereno, da solo, protetto da un velo di tulle. Ma presto camminerà, rovescerà le pappine, pretenderà l’iscrizione all’asilo e, prima che possiate prendere delle contromisure, si farà degli amici a sua scelta.

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16 gennaio 2017

Le buone notizie ci sono

di emanuelefant
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanule Fant  per Credere

È gennaio di un nuovo anno, e qualcuno torna a dire che più si va avanti nel futuro, meno ci guadagniamo: i quarantenni ricordano ai ventenni che loro erano in grado di darsi appuntamento pure senza i cellulari; i sessantenni fanno notare ai quarantenni che, nei gloriosi anni della contestazione, la politica era passione e non tornaconto; gli ottantenni minacciano i sessantenni perché non sprechino il pane: “Chi non ha fatto la guerra, non sa cosa vuol dire avere fame!”.

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20 dicembre 2016

Un pescivendolo nel diorama

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Dalle mie parti c’è un negozio di addobbi natalizi dove puoi fare la foto sulla slitta, comprare finti ghiaccioli, selezionare centrotavola invernali. Noi ci andiamo perché i bambini iniziano ogni nuovo Avvento come se fosse il primo, quindi dobbiamo perlomeno rinnovare qualche pallina dell’albero.

Quest’anno ho assistito a un fatto strano. Un enorme plastico riproduceva il villaggio di Natale, rendendo più appetibili le singole confezioni in vendita sugli scaffali intorno: la giostra con i cavallini, il negozio di dolciumi, i lampioni di foggia ottocentesca che nascondono una lampadina led.

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7 dicembre 2016

Alla Superluna

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Pochi giorni fa il telegiornale ci ha invitato ad alzare lo sguardo verso il cielo notturno, per un’occasione unica: l’apparizione della Superluna. In verità il nostro satellite non ha cambiato dimensione, ma si è trovato vicino alla terra come non succedeva da una cinquantina di anni.

Da casa mia non si vedeva per le nuvole, ma la curiosità mi spingeva ad affacciarmi ad intervalli regolari. È normale: la luna non attrae solo gli oceani, è un magnete appeso in cielo anche per la fantasia dell’uomo.

Quanti scrittori hanno passato ore con il naso all’insù? Galileo che controllava se il terreno era liscio o montagnoso, ci vedeva persino il mare; Dante che, per mano a Beatrice, ci è atterrato prima degli americani (invece che baciarla ha preferito chiedere se le macchie erano materia con densità superiore); Leopardi che le si è rivolto fingendosi un pastore, lanciandole le più impegnative domande universali (“Ed io che sono?”).   

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27 novembre 2016

Alla scuola internazionale

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Quando, un anno fa, mio figlio si è diplomato all’asilo, abbiamo compreso immediatamente che la scelta per il suo ciclo di studi successivo sarebbe stata fondamentale. C’era chi si ispirava al metodo Montessori, gli steineriani, la galassia degli istituti cattolici. Noi abbiamo optato per la scuola internazionale. Ormai è in seconda, e quando mi cita a memoria i nomi del registro, mi stupisce con quanta fantasia sia stato messo insieme quell’elenco di fonemi impronunciabili.  

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19 novembre 2016

Piccolo schermo, grandi famiglie

di emanuelefant

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di Emanuele Fant per Credere

Tra i frutti più desiderabili di ottobre ci sono le castagne e la ripresa della serie Un medico in famiglia. Quando mia moglie lo guarda, ha piacere che io non esibisca completa estraneità alle vicende di casa Martini.

All’ennesimo colpo di scena (Annuccia non è figlia del dottor Lele?), mi permetto di chiedere un ripasso. Sfrutta il tempo dei messaggi promozionali per ricostruire la struttura di un albero genealogico non privo di potature e di innesti: il signor Martini ha avuto fino ad ora tre mogli, due delle quali sorelle, con ognuna ha generato un paio di bambini; la signora che si accompagna al nonno, prima era la suocera.

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24 ottobre 2016

Uscita serale con l’ombra

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Festa parrocchiale. Il sacerdote annuncia col megafono che noi cristiani siamo forniti di armature di luce, quindi il fatto che viene buio non è un motivo sufficiente per lasciare l’oratorio. E poi abbiamo i lumini, il riverbero dell’oro degli altari, eventualmente i sorrisi bianchi delle signore che stanno alla cassa delle salamelle. Si canta in coro battendo le mani, si distribuiscono volantini fluorescenti per pubblicizzare le proposte dell’anno che arriva.

Ma io oggi sono di cattivo umore. Esibisco il mio muso come l’unica nota stonata in un accordo maggiore. Sono un provocatore, posso dirmi credente pure con questa cera?

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