Al mio posto

di Costanza Miriano

Uno dei miei disturbi psichiatrici più evidenti è che io vorrei molestare praticamente ogni donna che incontro, per sapere quale particolare e irripetibile soluzione ha dato al rebus della sua vita. Specialmente se lavora e ha figli, ma non solo, ogni donna oggi ha dovuto cercare un equilibrio o almeno un modo di sopravvivere, ha dovuto gestire l’impegno sul lavoro, i sensi di colpa, capire quando era giusto dire no a una riunione perché c’era il saggio di danza, e quando la riunione era così decisiva per il suo lavoro e quindi per la stabilità familiare che ha dovuto dire no al saggio. Ogni donna con figli – ma anche senza, ogni donna che tiene alle relazioni, quindi direi ogni donna – ha dovuto fare un numero infinito di scelte nella vita, a volte aiutata da un marito alleato, a volte meno; a volte ha potuto contare su dei nonni, su delle meravigliose tate, su strutture buone a portata di mano; a volte invece ha avuto nonni lontani, pochi soldi per gli aiuti, dei capi pochissimo sensibili alle fatiche del lavoro di cura (che non è solo quello per i figli). Si è addormentata alle conferenze, si è dimenticata il cartoncino da portare a scuola per il lavoretto, ha finto di sapere cose che non aveva neanche sentito nominare quando incontrava le mamme fuori di scuola.

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Più che un libro un’occasione di crescita

di Costanza Miriano

Domani (giovedì 18) sarò alle 14 su Rai1 a parlare di denatalità. Pur essendo io sempre un po’ Alice nel paese delle meraviglie quando vado in tv, stavolta alla fine della telefonata con l’autore – al quale, poraccio, ho raccontato metà della mia vita, dai pesci rossi all’allattamento passando per le politiche fiscali europee – mi sono almeno ricordata di chiedere chi fossero gli altri ospiti, perché da quello di solito si può intuire quale sarà l’andamento della trasmissione.

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