Preparativi per il VI Capitolo Generale e nuovo ritiro per sacerdoti

di Costanza Miriano

Ieri ho letto -in poche ore – Brucia l’origine, il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli, ancora una storia intrisa di desolazione, tristezza, una storia da cui Dio è completamente assente, persino come ipotesi. E mi veniva da alzarmi, andare nei luoghi del romanzo, in via Lemonia, al Quadraro, o in via Tuscolana, andare a strattonare la gente per strada, a cercare Lello e Vanessa e Francesco, a prenderli per la giacca (o la maglietta, visto lo strano caldo tropicale romano, peraltro come nel libro), a dire: no! Non è vero! È una bugia, è un inganno!

Non è vero che la vita è così, non è disperata, e squallida, anche se fai la cassiera, se non hai avuto i figli che volevi, se eri nella primavera del Milan ma poi non sei diventato un calciatore di serie A, se hai la mamma disabile o hai chiuso il negozio di parrucchiera. La differenza non la fa andare a Milano e avere successo. La differenza la fa se dai la vita o no. Se spendi la vita per qualcuno, se decidi di perderla perché sai che Qualcuno che poteva tutto, che è Onnipotente, l’ha persa per te, e se l’Onnipotente è tuo padre, allora certo che puoi essere felice ovunque tu viva, qualunque lavoro tu faccia. Di quella felicità che ho sentito nelle parole del camionista paralizzato, inchiodato al letto d’ospedale, ma perfettamente lieto perché padre Aldo gli portava la comunione tutti i giorni, perché c’era un fiore fresco sul suo comodino. Di quella che vivono i bambini messicani quando qualcuno gioca con loro, inventandosi giochi con le buste della spazzatura; e molto più felici sono quelli che vanno a spendere per loro un po’ di vita.

È la grande fregatura del nostro Occidente sazio e disperato (perché anche chi vive nella periferia più degradata in Italia in fondo è sazio, cioè tendenzialmente nessuno qui muore letteralmente di fame). Per essere ancora più precisi, è la fregatura del genere umano, che ha scritto dentro – col peccato originale – il comando di prendersi la vita, di tenersela, di stare più comodo possibile. Lo abbiamo scritto dentro tutti, ma in questa epoca – diversamente da quelle in cui un esoscheletro almeno formale ci teneva dritti – è diventato un manifesto di vita talmente esplicito e interiorizzato che non ce ne rendiamo neppure conto. E la fregatura è che più ci sembra che stare bene ci sia dovuto, più la gente sta male.

Il segreto è decidere di perdere la vita, e solo Cristo lo può dire in modo credibile, perché lui lo ha fatto, per me, per te. Ognuno di noi vale il sangue di Cristo, e sono grata a coloro che ce lo ricordano con la loro vita, cioè prima di tutto i sacerdoti. Per questo più che mai desideriamo sostenerli nel combattimento. Non solo perché vogliamo molto bene ad alcuni di loro, ma anche perché abbiamo bisogno della loro profezia. La loro vita data per amore nostro è un segno. Abbiamo bisogno di testimoni che dicano che Cristo è risorto con la loro vita, perché tu puoi decidere di morire solo se sai che la vita ti torna centuplicata già qui, adesso. Abbiamo bisogno di uomini veri, che siano virili non nonostante ma proprio grazie alla profezia del celibato.

Per questo anche quest’anno, come lo scorso anno (quando tutto è partito su richiesta di un sacerdote milanese), stiamo organizzando un ritiro per tutti i sacerdoti che abbiano bisogno di qualche giorno di ricarica, di silenzio, di nutrirsi, di stare in comunione fra di loro perché dall’amicizia in Cristo vengono fuori grandi forze. Dal 7 all’11 gennaio dunque siamo riusciti a prenotare una struttura stupenda al Celio, al convento dei passionisti, tra Colosseo e Fori Imperiali. Il tema di questa seconda edizione di Sacerdoti secondo il cuore di Cristo sarà Virili e casti. Il dono del celibato (credo che ci voglia un sacco di testosterone a reggere una parrocchia, a dare la vita, altro che…). Abbiamo già aperto le iscrizioni e qui trovate il form.

Fate un regalo al vostro parroco, convincete un sacerdote, adottatene uno che secondo voi deve essere sostenuto nel suo prezioso ministero, o, se siete sacerdoti, iscrivetevi senza preoccuparvi dei costi, la provvidenza provvede. L’anno scorso siamo passati con un cestino e ognuno ha messo quello che ha potuto, qualcuno zero qualcuno troppo, e quello che mancava lo abbiamo messo noi con le offerte che ci avete inviato sull’Iban (MONASTERO WI FI:  IT70C0303201400010000709065 ) o che ci avevate dato a san Pietro, e anzi sono avanzate le solite dodici ceste. Grazie alla vostra generosità siamo anche riusciti a fare un regalo a tutti i partecipanti, oltre a un giro per Roma di notte (ma quest’anno non servirà il bus, saranno già al centro), e tante piccole attenzioni dovute alle mani femminili delle mie amiche bionde e non (cornetti la mattina, i dolci dell’antica Roma e molto altro). Una perla che cercheremo di offrire di nuovo, anche perché saremo a un passo, l’incontro dalle monache agostiniane dei Santi Quattro (l’anno scorso con don Fabio Rosini, quest’anno chissà).

Intanto continuano i preparativi per il capitolo generale di san Pietro, l’incontro del 9 novembre sul tema del digiuno, che sta sfidando il disastro dei trasporti in Italia (e a Roma soprattutto). Nonostante tutti gli impedimenti i partecipanti continuano a salire, seppure più a rilento di anni meno difficili da un punto di vista logistico. Chi non si è iscritto lo faccia, ma solo per permetterci di preparare le sedie e le buste con i regali in numero adeguato. Chi desidera che si preghi per qualche intenzione particolare ci scriva a preghiere.monasterowifi@gmail.com Tutte le preghiere verranno messe in un rotolo che sarà deposto sulla tomba di Pietro e la messa verrà offerta per quelle intenzioni. Ricordiamo che l’iscrizione, e la stampa del badge che arriverà a qualche giorno dall’evento, permette di saltare la fila. La mail con tutto il materiale da stampare vi arriverà a ridosso dell’evento! Qui metto di nuovo il form, che è diventato per me una specie di incubo. Ogni volta che provo a inoltrarlo mi si crasha il telefono, sparisce la linea, si blocca qualcosa. Qualcuno penserà che io sia pazza o credulona, ma sono convintissima – come del fatto che esiste la sedia sulla quale ora siedo – che al gran cornuto la nostra iniziativa sul digiuno proprio non piace, e quindi ci fa i suoi dispetti soliti (pare che sulla tecnologia abbia parecchio potere: files che spariscono, mail inghiottite nel nulla, link non attivi). Alla fine, il digiuno ci ricorda proprio quello che dicevo all’inizio: che se cerchi di tenerti la vita, la perdi, se invece cerchi – con la carità, la preghiera e qualche mezzo di ascesi tra cui il digiuno – di perderne qualche pezzo, te la ritrovi centuplicata, già qui su questa terra.

LOCANDINA DEL 6° CAPITOLO GENERALE DEL MONASTERO WI-FI

LOCANDINA DEL RITIRO DEI SACERDOTI DEL MONASTERO WI-FI

Un pensiero su “Preparativi per il VI Capitolo Generale e nuovo ritiro per sacerdoti

  1. Moira

    Per i guai con la tecnologia informatica, ti consiglio di affidarti all’intercessione del beato Carlo Acutis!! 😉

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