Non di sola emergenza vive l’uomo

di Costanza Miriano

Visto che nessuno può fare previsioni sul futuro, ma che da nessuna parte si vocifera certo di una imminente riapertura totale, bisogna cominciare a ragionare su come convivere con questa situazione per un tempo abbastanza lungo. Dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza e dunque riaprire la questione delle funzioni religiose sospese. Non possiamo pensare di stare senza messa fino all’estate o addirittura fino all’autunno, esttamente come non stiamo pensando di stare senza spesa, benché il supermercato sia un posto ben più insidioso delle chiese vuote.

Ma la questione dobbiamo sollevarla noi credenti: è evidente che il tema della fede non è più di rilevanza pubblica. Lo Stato ci riconosce solo formalmente, ma nella realtà – se le cose rimangono così – possiamo dire che lo spirito del Concordato è finito ed è stato tradito ampiamente, se si vietano le messe e non si riconosce la frequenza dei sacramenti come una necessità primaria, come il cibo, l’informazione (edicole aperte), il fumo (tabaccai idem). So bene che il Concordato non può essere denunciato da un gruppo di fedeli, seppur nutrito, e che la cosa porrebbe moltissimi problemi giuridici, nonché la questione dell’8 per mille; lo so, ma non è l’aspetto giuridico che mi interessa, bensì la missione profetica che la Chiesa deve continuare ad avere. In un momento in cui tutti parlano continuamente e solo di virus e contagi e mascherine e antivirali e numeri e precauzioni, la Chiesa deve aiutarci a guardare più in alto, a leggere questo che stiamo vivendo come un richiamo e una grazia, il promemoria del totalmente Altro che reclama a sé i nostri cuori impauriti. Ma se la Chiesa chiude e si ritira, se prende le stesse precauzioni di un’associazione qualunque, come può aiutare chi ha paura a trovare un senso di eternità a quello che succede?

Allora noi, esigua minoranza che riteniamo la partecipazione ai sacramenti essenziale almeno quanto l’accesso ai supermercati, dovremmo affermare, insieme ai tantissimi sacerdoti (praticamente tutti quelli che conosco) che non è minimamente pensabile che il popolo dei cattolici sia lasciato totalmente senza messa fino all’estate (veramente da qualche parte leggo che non è neppure scontato che l’estate spazzerà via tutto), mentre le altre necessità evidentemente inferiori continuano a essere soddisfatte.

Io non voglio davvero giudicare nessuno, né il Governo, né i pastori, che nell’emergenza hanno ritenuto opportuno correre i minori rischi possibili. All’inizio non si capivano bene le dimensioni del problema, i tempi, le misure da prendere. Comprendo chi spinto dall’emergenza e dalla necessità ha scelto di obbedire alla decisione della sospensione delle messe, non solo senza protestare, ma addirittura aggiungendo talora la chiusura dei luoghi di culto, che in tante parti di Italia continuano a essere inaccessibili.

Però adesso dobbiamo prendere le misure con questa situazione. Si è trovato il modo di regolamentare tutto, si trovi un modo anche per le messe. Ma dobbiamo essere noi cattolici, e prima di tutto i nostri pastori, a pretenderlo, non aspettare che sia il Governo a concederlo. I pastori devono pretenderlo, e risponderne davanti a Dio, quindi avendo cura della salute fisica dei fedeli, che saranno certo pronti a prendere almeno le stesse precauzioni che seguono disciplinatamente per andare a fare la spesa.

E’ chiaro che al fondo di tutto c’è una questione di fede, che è ormai compresa da pochissimi. Di sicuro non dalle istituzioni, che riconoscono alla Chiesa solo il diritto di continuare a fare carità per il corpo, come è giusto che sia. Anzi, le attività sono aumentate. Ci sono mense aperte, con maggiori distanziamenti, ci sono distribuzioni di cibo e vestiti. Anche quelli sono a rischio assembramento. L’unico motivo per cui non si riconosce la stessa rilevanza alla messa risiede nel fatto che le nostre autorità, evidentemente, non riconoscono la nostra fede: pensano che per dare un panino ci si può organizzare con guanti e mascherine e distanze, ma per dare il corpo di Cristo non vale la pena sbattersi troppo.

Che la autorità civili la pensino così non mi sconvolge, è evidente da ogni singola legge. Ma noi che sappiamo che la fede è un incontro con una persona dobbiamo annunciarlo, anche chiedendo che questo incontro ci venga consentito, come ci è permesso andare a comprare il pane. I nostri pastori lo pretendano!

Premetto che ho parlato con diversi medici cattolici in primissima linea sul fronte del Covid. Quelli delle città più colpite. Non solo sono d’accordo sul fatto che sia assolutamente possibile trovare un modo per far riprendere le messe aperte al popolo, ma anzi sono forse quelli che ne hanno più bisogno. Combattono in modo estenuante dalla mattina alla sera, guardano in faccia la morte tutti i giorni, come si può lasciarli senza eucaristia?

Si trovino soluzioni. Ce ne sono infinite: a prenotazione, con il numerino (se sei fuori un giorno almeno ti prenoti per il successivo), con delle liste, dei turni, messe più brevi e senza omelia, più frequenti, all’aperto. Si mettano nastri sulle panche per indicare i posti. La vorrei vedere, tra l’altro, la gente che si contende il privilegio, sarebbe proprio una bella sorpresa. (A parte alla messa delle palme che essendo quella col gadget in regalo è la più affollata dell’anno).

Le occasioni di contagio sono molte di meno che al supermercato, perché non devi toccare niente, non ti porti a casa niente, non metti nei pensili roba con il cartone o la plastica su cui forse ha tossito qualcuno con il virus. Il sacerdote può indossare la mascherina nell’unico momento in cui ci si avvicina – sempre a più di un metro – a lui. Si può pulire le mani con l’amuchina prima della comunione.

Insomma, non si può trattare la messa come il cinema o il teatro. Non è uno spettacolo a cui puoi assistere anche fra sei mesi, è il centro della vita del cristiano, e la fretta che c’è stata nel sospenderla può essere comprensibile solo nel momento della paura e della concitazione, mentre è imperdonabile adesso che si deve imparare a convivere col virus. Non si può trattenere il fiato a oltranza e la messa per noi è il respiro.

I medici potrebbero dare indicazioni: magari vieterebbero l’accesso agli over 65 (e già nella mia parrocchia certi giorni rimarremmo in tre, se va bene), agli immunodepressi, a chi vive con qualche categoria a rischio. Poi però coerentemente bisognerebbe impedire anche l’accesso ai supermercati agli over 65, organizzare la consegna a casa obbligatoria, perché è inutile che mi vieti la messa alla vecchina che poi va tra le corsie dello scatolame ben più strette delle nostre chiese da 800 posti sempre vuote.

Adesso tutti hanno capito bene le regole, e se è vero che le forze dell’ordine dicono che un 3% delle persone che fermano non sono in regola, significa che il 97% del nostro popolo allergico alle regole questa volta le sta rispettando. Mi aspetto che tra i frequentatori delle chiese la percentuale salga ulteriormente, ma comunque anche un 3% sarebbe gestibile: in ogni parrocchia ci sono dei laici che potrebbero collaborare con una sorta di servizio di sicurezza.

La Chiesa così annuncerebbe in modo visibile e chiaro che la vera guarigione è quella che Cristo è venuto a portarci, la guarigione dal peccato orginale grazie al suo sacrificio, quello che si consuma durante ogni messa, che ci fa diventare suoi contemporanei. È un incontro insostituibile e irrinunciabile: che non lo sappiano al Viminale ci sta, che lo dimentichiamo noi, no.

Vi prego, astenetevi dal farmi la predica sull’obbedienza (non mi pare un valore spirituale l’obbedienza alle leggi civili, alla quale siamo tutti tenuti, ma è tutto un altro piano, quello) e anche sul fatto che Dio parla lo stesso, nelle nostre case, mentre serviamo e amiamo i familiari (se vado a messa ho comunque altre 23 ore e trenta per stare nella mia realtà), nelle nostre preghiere solitarie. Lo so che Dio parla e agisce, e sono certa che sta facendo miracoli nelle vite di ciascuno, so che si serve anche di questa strana storia. Ma pensare che le preghiere da soli possano sostituire l’azione liturgica è una sorta di devozionismo, contrario e opposto, quindi complementare all’idea tutta sociale di una Chiesa che siccome dà i pacchi viveri sta facendo tutto quello che deve. È lo stesso problema: pensare che non abbiamo bisogno di Dio e della Chiesa per essere guariti dal peccato originale, pensare che possiamo essere buoni da soli.

Proprio in questo momento in cui la morte, la grande rimossa, è al centro della scena pubblica, è il momento di annunciare che solo uno ha il potere sulla morte, solo lui ci parla di vita, e per sempre. Ma ne ha il potere grazie al suo sacrificio, che ci ha detto di “fare in memoria di lui”. Ora che molti sono terrorizzati parliamo dell’unico che può dirci “non temete”. Ora che pregano anche gli insospettabili, permettiamo loro di ascoltare parole buone in chiesa.

Concludo infine lanciando un’idea, a proposito del fatto che la carità verso il corpo va sempre insieme a quella per lo spirito.

Tutti noi probabilmente stiamo contribuendo a sfamare qualcuno, nel mio quartiere quasi tutti i negozi hanno un carrello dove puoi lasciare qualcosa per chi ne ha bisogno. Anche le parrocchie fanno questo servizio, e così la Caritas. Ma molte persone se riescono ancora a mangiare, stanno avendo dei problemi con le bollette e i mutui. Mi è venuto in mente che potremmo provare a dare una mano a qualche confratello o consorella del Monastero wi-fi, o a qualcuno che voi ci segnalaste, conoscendolo però personalmente. Un minimo di verifica infatti è necessario… Siccome il nostro conto è stato svuotato dando al Cardinale e ad Aiuto alla Chiesa che soffre tutto quello che ci avevate offerto, e non si può in questo momento operare online (il conto online costava di più) né andare alle poste (dove abita la nostra Monica sono chiuse), in questo momento l’unica cosa che possiamo provare a fare è mettere in contatto le persone. Qualcuno potrebbe versare qualcosa a qualcun altro. Abbiamo fatto così per i primi due capitoli generali: chi voleva venire a Roma ma aveva qualche difficoltà ce lo ha detto, e qualcuno che poteva dare una mano gli ha pagato il biglietto. Non so se riusciremo, ma vi chiederei di scrivere a monasterowifi@gmail.com dicendo se avete bisogno di qualcosa, se conoscete qualcuno che ne ha, o se invece potete dare una mano a qualcuno. La mitica Monica e le altre bionde e io cercheremo di incrociare domanda e offerta e di verificare le richieste.

Abbiamo pensato, per evitare che diventi una cosa troppo gravosa, che potremmo dare fino a 200 euro a chi ne fa richiesta (ma si può partecipare anche in più persone mettendo che so 10 euro a testa). E stabiliamo che Mario Rossi può dare a Maria solo una volta, in modo che non si crei un obbligo o una dipendenza.

Non so, proviamo se riusciamo.

Altrimenti vi invitiamo a partecipare a una delle tante, straordinarie iniziative che si fanno un po’ dappertutto, a partire da quelle del Banco Alimentare. Non importa come, basta fare qualcosa. Magari anche nel nostro palazzo c’è una vecchietta che ha piacere a ricevere una torta, per sentirsi meno sola.

133 pensieri su “Non di sola emergenza vive l’uomo

  1. Vorrei condividere con voi l’omelia del mio parroco di domenica scorsa:
    nella Passione del Signore vediamo realizzata la Sua perfetta Misericordia (la Redenzione) come la sua perfetta Giustizia (Cristo che si offre vittima al nostro posto per i nostri peccati).
    Quando Dio ci manda delle prove è perché ci ama, come un Padre ama e corregge i suoi figli. Coloro che non corregge sono come la vigna che il vignaiolo ha abbandonato perché non produce frutto.
    Per questo dobbiamo amare il Signore e le prove che che ci manda, come espiazione dei nostri peccati ma anche per rafforzare la nostra fede e la nostra virtù.
    Concludo con una domanda: il Signore ci ha privati per Divina permissione del Suo Sacrificio e dei Sacramenti. Che senso vogliamo dare a questa prova? Può essere un castigo, o un avvertimento per tornare a Lui con una condotta di vita degna?

    1. Simonetta

      Cara Costanza, di nuovo sei tu a mettere su carta e a riordinare i miei pensieri. Ieri mi sgranchivo sul tapis roulant che era rimasto impolverato in garage e a sorpresa mi arriva un invito su WhatsApp a seguire la cerimonia della benedizione degli ulivi, a 300 metri da casa mia. Suonavano le campane e suonavano le campane sul cellulare. Allora lì è venuta fuori tutta la mia frustrazione accumulata in quaresima. Se anche io ho compreso le regole rigide e le ho rispettate, in quel momento ho pensato che avrei potuto uscire per comprarmi un pacchetto di sigarette ma per prendere un rametto di ulivo no. Una bella messa di Pasqua in campo sportivo no. Tutto via streaming. Sono davvero avvilita. E poi, quando la trasmissione è finita, ho ripreso a correre ascoltando musica…la trasgressiva ‘Proibito’ dei Litfiba. E lì non sapevo più se ridere o se piangere. La vera trasgressione caro il mio Pelù è proprio Cristo, qui sono proibite le cose essenziali per l’anima, le sigarette e altro no. E se prima potevo capire i pastori, i vescovi, adesso no. Non sono scesi ad un compromesso, a posti numerati, a celebrazioni all’aperto ben distanziati. Come te, mi rendo conto che anche se prego, se seguo l’Adorazione Eucaristica via streaming non basta. E anche ieri discutevo con mio fratello di quanto siamo fortunati ad avere alle spalle un’azienda solida, mentre c’è gente che non ha niente. Abbiamo deciso di aiutare la San Vincenzo della mia parrocchia. Grazie per condividere i tuoi pensieri nel tuo modo schietto. Un abbraccio a te e a tutti i lettori.

      1. io sono fortunato ad avere la chiesa a 100 passi da casa…. ci passo tutti i giorni per la solita chiacchierata con Gesù…. lo sai Costanza che ora è possibile entrare nella chiesa più vicina alla tua casa per pregare un pò . C’è la sentenza della Cassazione di l’altro ieri che lo autorizza…. bene, fatta questa premessa, posso dirti il mio pensiero ? fra tutti i miei numerosi amici cattolici, non ho trovato mai uno che sia entrato in una chiesa per una preghiera, dopo il divieto della messa…. è come se ‘sta gente fosse contenta che alla domenica non DEVE andare in chiesa alla messa…si sente giustificata… a chi lo faccio notare, mi si scaglia contro dicendo che voglio favorire il contagio…… dette fra me e te : io a ‘sto contagio non ci credo… ma mi attengo alle norme…..Santi momenti e riguardati , tu e la tua splendida famiglia…. Un abbraccio

        1. Simonetta

          Davvero? Ho appena seguito la messa streaming di una parrocchia vicina…il parroco diceva che se si esce per una commissione importante si può passare a prendere il rametto di ulivo o pregare. Io sono sempre andata prima della stretta drastica.

          1. beh adesso ci puoi andare sempre ! c’è una sentenza della Cassazione di venerdi che lo stabilisce . Puoi andare a pregare nella chiesa più vicina a casa tua ! logicamente senza messa e tenendo le debite distanze dagli altri , se li trovi !

            1. Roberto Bertagna

              puoi precisare la sentenza o scrivere dove trovarla?. sarebbe molto utile, perchè la mia chiesa è sempre aperta e la domenica si può pure fare la comunione, senza messa ovviamente, ma supermercato chiuso e pure la farmacia, che al momento sembrano essere le sole motivazioni accolte. grazie

        2. antonio

          interessante quello che sostiene , vero e mi provoca ….
          ma il punto e’ un altro , e qui non sono totalmente d’accordo con costanza ..
          il problema e’ nostro ma anche e sopratutto dei pastori che dovrebbero richiamare all’autenticita’ dei gesti ..

      2. Angela Tozzi

        Ma la gente muore per davvero!!!
        Non possiamo celebrare la Messa è rischioso per noi e gli altri.
        Accettiamo questo digiuno e offriamo questa privazione a Gesù…
        Stamani ho fatto una visitina in chiesa, il silenzio e la preghiera sono stati ristoro al mio Spirito affranto!

        1. Michele

          Come ha bene spiegato Costanza, ci sono più rischi e meno spazi nelle corsie dei supermercati, tabacchi…profumerie!
          Se non vuoi fare correre rischi a te ad agli altri: non andare nemmeno al supermercato…
          Ma, dice che è un bisogno materiale essenziale…

          Per atei, agnostici, anticlericali, protestanti, cattolici adulti…non ci sono bisogni dell’anima che non possano essere soddisfatti a casa, in privato, senza l’intermediazione di un Ministro di Dio,…di nascosto (cosi evitiamo di dare esempi poco edificanti e pericolosi, sia mai che il Signore esaudisca le nostre suppliche, siamo autosufficienti, non abbassiamo la fede alla superstizione!).

          Che tipo strano Gesù che istituisce i Sacramenti di cui abbiamo un bisogno relativo (Eucarestia, Riconciliazione, Ordine Sacro, Unzione degli infermi…)

          Per me -consapevole di essere peccatore e bisognoso della Grazia per ogni mio respiro-, è essenziale frequentare la messa ed incontrare personalmente Gesù, e lo è per chiunque abbia un minimo consapevolezza del valore della Messa.
          Tengo alla mia salute come a quella degli altri, se noi credenti, DOPO DUEMILA ANNI DI TESTIMONIANZA EROICA, COERENTE E PROFICUA PER TUTTA LA SOCIETÀ, siamo i primi a svilire l’importanza della Messa e dei Sacramenti per salute-salvezza delle nostre persone, il bene comune e la salute materiale saranno ancora più compromessi, anche per i fratelli lontani dalla Chiesa.

          P.S. astenersi da esempi tipo i giapponesi che per due secoli e mezzo hanno conservato la fede con la sola Comunione Spirituale: loro erano privi di Vescovi e Sacerdoti e la Provvidenza ha provveduto loro con i mezzi eccezionali della Grazia.
          NOI ABBIAMO VESCOVI R SACERDOTI!

        2. Michele

          Il martellamento para-protestante dei mass media sul cristianesimo fai da te, senza Ministri di Dio, Sacramenti, Messa che ripropone il Sacrificio redentivo del Golgota sta dando i suoi frutti avvelenati anche tra i cattolici.
          Facciamo tutto da noi, a casa, in privato: basta la fede! Lo dicono anche le celebrità…

    2. Stefania

      Grazie Costanza! Come fare per fare arrivare questo nostro grido alla Chiesa?
      Dal primo giorno della chiusura delle messe ho avuto il pensiero ai primi cristiani nelle catacombe….è veramente insostenibile e dolorosa questa “assenza”

      1. maurorabitti58@gmail.com

        Popolo di Dio e i suoi pastori insieme…senza Eucarestia non possiamo vivere!… Siamo nel mondo ma non del mondo..stiano tranquilli, non ci sarà troppo affollamento…ma ci sarà ancora una Chiesa che da testimonianza nel vero servizio…portare Gesù al mondo

    3. Silvia M. Verona

      Condivido tutto, ogni parola, virgola e punto. Ma qualcuno ha una proposta concreta affinché si possa tornare in chiesa e alla S. Messa?? Perché è di questo ormai che si deve parlare. La chiesa della mia parrocchia è sempre chiusa. Oggi pomeriggio con mio marito proverò a spostarmi un altro quartiere dove, almeno, la chiesa è aperta 2 ore al giorno. Vedremo…, forse stasera vi scriverò che siamo stati sanzionati. Ma a parte questo, COSA POSSIAMO FARE NOI FEDELI SENZA ALCUN POTERE?

    4. Francesca Marino

      Buonasera. Ho letto questo contributo accorato perché il tema mi interessa molto. Da cristiana provo a spiegare il mio punto di vista, anche perché l’unione tra fratelli è il segno da cui ci riconosceranno.
      Ci è dato di vivere questa situazione nuova, dolorosa, faticosa e incerta. In un certo senso la Quaresima più concreta che abbiamo mai vissuto, in cui ci mancano tante cose, la possibilità di stare in comunità, di uscire, a qualcuno manca purtroppo il lavoro e anche il pane quotidiano. Quello che non ci manca certamente è l’amore del Signore. Non credo che sia essenziale soddisfare il nostro bisogno di sperimentarlo nei gesti sacramentali, anche se è bellissimo che ci sia questo bisogno e sono infinitamente belli i sacramenti. Ma non è Dio che viene dai sacramenti, piuttosto sono i sacramenti che vengono da Lui. E ce li ha donati per farci arrivare il suo amore, ma il suo amore è più grande dei segni e dei sacramenti. Il Signore onnipotente nell’amore ha la libertà di raggiungere tutti (lo Spirito che soffia anche senza che noi ne capiamo le strade) e anche di riunirci. Se in questi giorni prego non sono per niente sola. Non lo sono (non lo siamo) mai. Ma, come spesso succede nella storia umana, in questa mancanza (che fa male) si sperimenta proprio la forza di quello che ci lega, l’importanza delle relazioni e del condividere la fede. Per la prima volta nella nostra storia facciamo un’esperienza che assomiglia appena un po’ a quella di tanti popoli, famiglie e comunità cristiane, che da tanto tempo vivono nell’isolamento, nella mancanza di libertà, che sono costretti a stare a casa se ce l’hanno, ma molte volte purtroppo sono oppressi e perseguitati. Quanti fratelli poi vivono in territori dove la Chiesa è una minoranza sparuta e dispersa, e la loro possibilità di accostarsi ai sacramenti è davvero limitata o inesistente. O quanti sono incarcerati o prigionieri e allontanati del tutto dalla comunità di appartenenza. Ecco credo che questa Quaresima non scelta da noi ci avvicini in realtà ai fratelli più lontani per esperienza e ci aiuti a condividere la loro sofferenza e magari a ricordarli di più nella nostra preghiera e nel nostro impegno. Il digiuno (quest’anno così particolare), la carità e la preghiera sono le tre vie che ci vengono indicate anche in questa situazione. E seguendole senz’altro incontriamo il Signore e anche i fratelli. Questo anche se “non ci basta”, possiamo fidarci della Sua Grazia. La Chiesa è il corpo di Cristo anche se non possiamo partecipare insieme alla messa. Siamo uniti in Spirito e Verità, e siamo grati che i nostri parroci e i nostri preti offrano ogni giorno il sacrificio eucaristico anche per noi. Noi in quel pane e in quel vino ci siamo.
      Un’ultima nota che vorrei condividere riguarda la questione dell’opportunità o meno delle misure adottate per cercare di arginare il virus. Questo giudizio esula senz’altro dalle competenze dei singoli, e a ognuno di noi è chiesto di fare la sua parte per il bene comune. La vita e la salute delle persone sono un bene comune, preminente anche in un’ottica di fede. La difesa della vita e la guarigione delle persone anche nel vangelo hanno un valore che può addirittura sospendere il sabato o chiedere di interrompere le pratiche religiose. Questo dovrebbe rassicurarci.
      Non sappiamo quanto durerà, ma neanche il popolo di Israele nel deserto sapeva quanto avrebbe dovuto starci, e neanche chi è oppresso dalle guerre e dalle violenze sa quanto dureranno, anzi non sa neanche se finiranno. Siamo tutti nella stessa barca. Ma noi sappiamo che c’è anche Gesù. Non più scolorito o sbiadito a causa di tutti i segni che ci mancano, ma più vivo che mai.
      Buona Pasqua nel Signore risorto

  2. ALESSANDRA CASADEI

    Anch io la penso come te Costanza noi abbjamo bisogno di Cristo e quel corpo e la Messa domenjcale il nostro cibo per andare avanti nella vita.
    Io mi reputo fortunata perchè abitando davanti alla chiesa della mia parrocchia vado tutte le mattine alle lodi premetto siamo in 4 con il sacerdote per cui distanziati oltre 2-3 metri preghiamo per le persone facciamo la comunione spirituale e quando torno a casa affronto questo periodo con più coraggio. Io andavo a Messa tutti i giorni e per me é terribile non poterci andare cosi mi consolo con la Messa delle 7 di Papa Francesco. Quando i Vescovi e i sacerdoti dicono pregate in casa con i vostri figli riscoprite la famiglia.. certo è giusto e bello ma io ho figli di 23 e 19 anni che non pregano con me così quando riesco con mio marito rosario e coroncina della divina misericordia ma a tutti e due manca qualcosa di più importante e non dico andrà tutto bene non mi piace ma dico “Signore fa che non ci allontaniamo da te e aiutaci in questo periodo terribile a pregarti perchè solo con il Tuo aiuto possiamo uscire da tutto questo”
    Grazie dello sfogo e scusate l italiano non troppo corretto Alessandra da Forli

  3. luciano.lovati@fastwebnet.it

    Grazie Costanza. Come ultra settantenne non gradirei di essere escluso, soprattutto considerando che l’età mi porta ad essere più vicino al momento in cui dovrò comparire davanti al Padre. Anche se non mi conosci (ho scambiato con Te solo poche patole) un forte abbraccio. Luciano Lovati – Gessate (MI) P.S.grazie anche per la catena dei rosari

    1. Antonella

      Io stamattina sono andata in parrocchia, direttamente. È aperta solo un’ora la mattina e una il pomeriggio, ma meglio di niente. C’erano circa dieci persone e un sacerdote che, dopo un po’ che ero dentro, ha distribuito la comunione dopo un breve atto penitenziale e ha concluso con una benedizione. Grande consolazione. Ma non mi basta.Voglio la Santa Messa. Soprattutto voglio pastori coraggiosi che raccolgano il grido dei fedeli e se ne facciano interpreti.
      P.S. Il sacerdote, indossava la mascherina. Noi fedeli anche,ovviamente, e anche i guanti, sfilati solo un momento per prendere l’Ostia, a debita distanza l’uno dall’altro.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Ma aprire la chiesa solo due ore al giorno non aumenta il rischio di assembramento? Da noi hanno seguito il criterio opposto e la chiesa è aperta a orario continuato….

  4. Gg

    [05/04/20, 08:31:07] Gg Liseno: 28 febbraio scrissi al vescovo così: Buongiorno Eccellenza. La disturbo solo per condividere un pensiero. In maniera un po’ subdola dopo l’ordinanza di evitare tutte le forme aggregative, incluse le celebrazioni eucaristiche, in un secondo momento è stato concesso di svolgere quelle attività aggregative proprie della normale attività della comunità citando ad esempio la ripresa delle attività sportive, ginniche, di palestre e non da ultimo fiere e mercati. In altre parole la celebrazione eucaristica è stata confinate tra le attività di cui si può far a meno perché non necessarie nè tantomeno insite nella vita quotidiana della gente. Per me personalmente è vitale il sacramento dell’eucarestia quotidiana pertanto Le chiedo se pensa di ripristinare le funzioni religiose a partire dalla santificazione della festa lasciando alla coscienza delle persone il parteciparvi. La saluto con affetto.
    Sua Eccellenza rispose così:
    Pensa a quanti fratelli sparsi nel mondo non hanno la messa se non una volta al mese o anche meno, anche se avrebbero il desiderio. E la loro fede non viene meno. I Sacramenti non sono l’unica forma di presenza del Padre creatore, del Figlio redentore e dello Spirito santificatore. Utilizziamo anche tutte queste altre forme. Vedo la cosa come non un ‘loro si, noi no’, ma una attenzione anche nostra per prevenire eventuali rischi. Comunque siamo in contatto tra vescovi della Regione attraverso il Patriarca per eventuali diverse disposizioni comuni appena sia prudente farlo. Ora sono in viaggio per Roma. Appena ci sono varianti saranno comunicate. Grazie e buona giornata.!
    Ed io conclusi: Capisco le altre condizioni dei cristiani nel mondo ma per grazia non paragonabili alle condizioni nelle quali viviamo noi qui in Occidente. Eccellenza condivido la Sua posizione ci mancherebbe altro ma penso sempre che l’osare sia ancora qualcosa insito nella nostra natura. Buon viaggio a Lei (perché andava a Roma)!
    E tornai alla carica il 1 marzo
    Buona domenica!!!! Le celebrazioni almeno feriali potrebbero essere riprese guardando ciò che si dispone all’art.2. Faccio il tifo!!!
    – l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro!
    Ero straconvinto che quel silenzio lo avremmo pagato caro ovvero stop alle celebrazioni fino a fine emergenza tanto la Santa messa non fa parte delle azioni indifferibili della quotidianità e possiamo ben pregare la casa e vedere la celebrazione in tv.
    Sapevo che sarebbe andata a finire così. Ed ora?
    Ed ora paghiamo il non osare … che è insito nel cuore del Cristiano.
    Buona Santa domenica delle Palme.
    P. S. Ridurre numero delle panche in chiesa distanziarle e numerare i posti svolgendo la partecipazione a numero chiuso non è certo azione impossibile da praticare. Vanno proposte soluzioni non solo la problematica ma soluzioni percorribili. La penso così.

  5. Arianna Azara

    Grazie, Costanza, normalmente leggo i Suoi articoli e qualche volta ho lasciato un commento. Oggi ritengo sia doveroso questo commento. Essendo Lei un personaggio pubblico e che magari conosce sacerdoti più vicini al Santo Padre, direi che sarebbe quanto mai proficuo fare una raccolta di firme per così dire. Io vivo in un quartiere di Roma, a La Rustica, abbiamo una sola chiesa nella piazza centrale. I nostri sacerdoti stanno celebrando le messe su YouTube e veramente stanno facendo un grandissimo servizio. Come Lei evidenzia bene le messe non sono mai superaffollate, anzi…. Io ho detto sin dall’inizio che sarebbe stato opportuno aumentare il numero delle messe festive (in quelle feriali si era sempre al massimo una ventina), e permettere una persona per banco, massimo 2. Tutti con la mascherina e i guanti, niente scambio di pace. Dove sarebbe il contatto? Come si potrebbe prendere il Covid? Eppure il tabaccaio e l’edicola sono aperti… E anche il piccolissimo supermercato della piazza….. Il Santo Padre abbia a cuore che i fedeli tornino a cibarsi del vero Corpo e del vero Sangue.
    Devo anche sottolineare che questo è un tempo di grazia perché, anche chi non ha mai partecipato oppure partecipava di mala voglia all’Eucarestia, il Signore ci ha dimostrato ora che non lo possiamo più ricevere materialmente (ma spiritualmente sì), quale grande dono ci fa ogni giorno dal momento in cui Gesù è morto sulla croce. Ci rendiamo sempre conto di quello che abbiamo quando ormai lo abbiamo perso. Bene! Questo tempo di carestia eucaristica ci ha dimostrato che senza Dio siamo un nulla.
    Ora però chiediamo a Dio di donarci di nuovo la possibilità di stare con Lui nella Sua Chiesa.
    Grazie mille Costanza

  6. Gianluca

    Grazie ancora Costanza!
    … parlavo con amici di schiavitù, di controllo totale, di punizioni di persone irragionevoli e stupide che rendono però sicuri tutti… Forse siamo proprio lì, quello che tanti regimi non sono riusciti a fare oggi si avvera. Togli Dio… produci fantasmi… metti regole…
    Ma mantengo ancora fiducia nelle persone (siamo in buona fede… siamo da guidare!) e soprattutto in Dio.
    Grazie, un abbraccio
    Gianluca

    1. Claudia

      Forse sfugge il fatto che tante persone stanno MORENDO
      Stiamo perdendo persone care tutti i giorni
      Se devo rinunciare alla messa anche solo per salvare una vita STO A CASA

  7. Cristina Fascetti Fiorini

    Cara Costanza, sei cristallina. Non so bene come, ma attiviamoci il più possibile per la Santa Eucaristia oltre che la carità: è tempo di rendere ragione della speranza che è in noi.

  8. MW

    Andavo a Messa tutti i giorni. Poi sono nati i bambini (quattro in sei anni) e ho inziato a lavorare. Ho iniziato a trascurare la Messa giornaliera, ma quella domenicale mai. Tutta la prole al seguito. E se qualcuno era malato o troppo piccolo facevamo i turni con mio marito: con quattro Messe in parrocchia, una la trovi sempre!. Ma non è stato facile: mi sembrava di respirare con un polmone soltanto. Eppure mi ci sono abituata. Mi ci sono dovuta abituare. Però le settimane più belle erano quelle in cui, oltre alla Messa di domenica, riuscivo a passare anche solo 5 minuti dal Santissimo….a salutarlo, a “guardarlo in faccia”.
    Ora da noi Messe in streaming (e una delle prime cose che farò quando questo sarà finito, sarà ringraziare de visu il nostro parroco per queste celebrazioni e per i messaggi WhatsApp che manda alle famiglie, ai bambini del catechismo, ai giovani) e… Chiese chiuse. Ho provato a parlarne con un sacerdote e…diciamo che mi è passata la voglia di parlarne: già sto abbastanza male, non voglio rischiare di sentirmi ancora di più… così sola, così strana, così…sbagliata.
    Leggo Costanza e mi sento meno sola. Ma qui le chiese restano chiuse. E la Messa solo in streaming. E le Confessioni?
    Io non so se riuscirò ad abituarmi…si può respirare senza polmoni?

  9. Chiara

    Cara Costanza ,condivido pienamente quello che hai scritto . Lavoro tutti i giorni con pazienti Covid , respiro L aria tesa e preoccupata rischiamo tutti ogni giorno in ospedale ma lo facciamo senza pensarci troppo e volentieri, vedo L ansia e L angoscia dei malati isolati nelle loro camerette , dei vecchietti che nn vedono nessuno dei loro parenti da decine di giorni ( ieri sono riuscita con acrobazie a fare telefonare un vecchietto di novant’anni alla moglie : una tenerezza!!!! Le chiedeva “ nn puoi venire solo davanti alla porta che ti veda?” “No nn posso uscire di casa !”rispondeva lei . Poi dopo buffi battibecchi sul tempo di ricovero “ sono venti giorni che sono da solo “ e lei “no caro sono 10 nn venti” si sono lasciati dicendosi “ ti voglio bene !!!
    Il mio nonnino mi raccontava che era insieme da sessant’anni a sua moglie nn è mai stato separato tanto e aveva una nostalgia che gli venivano le lacrime!!
    Beh in tutto questo deserto che respiro che respiriamo tutti avremmo davvero bisogno d i ricevere il Corpo di Cristo ! E questo silenzio questa accettazione incondizionata della Chiesa ,dei Pastori mi fa più male del Coronavirus .
    Nn potremmo scrivere tutti insieme a tutti vescovi una lettera rispettosa amorevole in cui chiedere modalità che lo Spirito santo certamente indicherà loro per accostarsi ai sacramenti della confessione e dell Eucarestia?
    Um caro saluto

  10. Rita

    Comprendo e condivido i sentimenti di dolore per la privazione a cui siamo sottoposti. Mi fido del Papa che, come vicario di Cristo, ci chiede questo sacrificio e lodo i tantissimi sacerdoti che in ogni modo cercano di tenere unite le comunità parrocchiali.la mia riflessione, senza entrare in nessun giudizio, è rivolta al sacrificio di Cristo che sulla croce ha rinunciato a tutto per la salvezza dell’umanità e penso che ci possiamo unire a Lui, specialmente in questa settimana, offrendo a Dio il nostro sacrificio con umiltà e obbedienza( perdonami Costanza)

  11. Dianella

    No, sine dominico non possumus . PS: perché intanto parroci e diaconi non vengono nelle case a portare l’eucarestia ? Su richiesta dei fedeli , li accoglieremmo al cancello o sulla porta di casa …Sarebbe un gran servizio e una grande gioia per noi . Sennò succede come per le mascherine , chi ne ha armadi pieni e chi neanche una . Nel regno di Dio questo non può e non deve accadere.

  12. The_Punisher_020

    Da piu’ fonti autorevoli, si sente dire che dovremo portare la mascherina per almeno un anno (sigh!), ripensando e riprogettando cosi’ il nostro modo di vivere: cio’ che prima poteva essere svolto con disincanto e spensieratezza, ora, impone massima cautela e circospezione.
    Come ebbi gia’ a scrivere su questo blog, la covid-19, acronimo della malattia causata dal “coronavirus”, ha dimostrato di essere assai democratica, non distinguendo (come forse qualcheduno si aspettasse), tra sacro e profano, tra popolo di Dio e biechi miscredenti: e’ notizia dell’altro giorno, la morte di cinque consacrate ospiti di una RSA di Sanremo, senza contare la falcidia tra le fila del clero militante che, soprattutto a Bergamo ed a Parma, ha privato le diocesi di ottimi pastori.
    Non vedo, percio’, checche’ ne dicano medici o soloni (che, a mio avviso e dati alla mano, non hanno ancora compreso appieno gli sviluppi di questa pandemia), come si possano ripristinare la partecipazione alle funzioni pubbliche: la partecipazione alla messa esprime una collegialita’ tale da annullare ogni distanza (non solo sociale) e barriera; durante la funzione, ci si relaziona coi fratelli con una vicinanza vitale e necessaria, che culmina con l’Eucarestia.
    Pensare di equiparare e regolamentare l’entrata in Chiesa come al supermercato, per me, non e’ concepibile.
    Potrei anche sbagliarmi, beninteso, pero’ la vedo cosi’: meglio aspettare che la situazione si normalizzi, conservando memoria di questi tempi di privazione; per una moltitudine, che forse si approcciava ai sacramenti piu’ che per abitudine che per convinzione, questa pausa forzata puo’ essere motivo di riflessione.

  13. Paolo

    Ciao Costanza con una punta appuntita di amarezza ri dico: da questa gerarchia non ti aspettare niente al riguardo. I pastori che non sono andati dietro ai decreti ( in larga parte assai confusi ) del Governo italiano hanno già preso le loro decisioni: chiese aperte, Comunione in mano a determinati orari , con distanze di sicurezza, adorazione eucaristica quotidiana, Confessioni sacramentali a distanza. E questo non solo in Italia ma in tutto il mondo . Quelli che hanno solo paura di essere fotografati , denunciati, additati come untori hanno già chiuso tutto. Io sono un prete già avanzato in età, mi sconcerta il panico dei preti più giovani, non di tutti ovviamente . Che fa il paio con le paure che forse hanno come generazione. Io sono stato in Africa più volte per missione , in una terra ove puoi prenderti una malattia a ogni metro e dove le profilassi ordinarie garantiscono al 50%, forse meno. Qui assistiamo a paure su paure. Forse, come dici, c’entra anche il Concordato e l’8 per mille ma é incredibile che una Chiesa si lasci condizionare da queste cose in primis. Comunque dico alla gente: cercatevi per ora i preti che danno la Comunione, cercate i preti che diffondono qualche meditazione per aiutare a vivere questo tempo, cercate i preti che non si tirano indietro per andare dia malati e per le confessioni . Quei preti già li conoscete e se non ne conoscete pregate Do che ve li faccia trovare.

  14. Rosa

    Gli americani hanno tanti difetti, ma il senso pratico, di certo non è tra questi!.

    http://blog.messainlatino.it/2020/03/confessioni-da-campo-in-tempo-di.html

    https://www.facebook.com/groups/210036542401534/permalink/3692193094185844/

    Imitate parroci! Imitate!

    Per finire il mio parroco ha trasmesso la messa per altoparlante: eravam 3 gatti 3 sul sagrati più un po di gente sui balconi….più un paio di raccomandati!
    Scherzo erano l’organista e il vice parroco!

    In ogni caso a me la Santissima Eucarestia manca!

  15. Cristiano

    Costanza, ho letto con molto interesse questo tuo intervento. Vorrei provare a darti qualche informazione in più che credo di non aver colto nello scritto, che potrebbe far riflettere.
    Vivo in una città del nord, il mio parroco (giovane, carismatico, con mille idee e iniziative in corso, amato e apprezzato da tutti) è stato vinto dal virus. È mancato qualche giorno fa dopo settimane di malattia, prima in canonica, poi in ospedale, poi in un altro, poi in un altro ancora, prima con la mascherina dell’ossigeno, poi intubato. Il suo collaboratore (una manciata di anni di ordine alle spalle) ha utilizzato Facebook per condividere riflessioni giornaliere sulla Parola, per informarci sullo stato di salute del parroco, invitarci alla preghiera. Tante famiglie della nostra parrocchia per la prima volta si sono ritrovate in casa, alla stessa ora tutti insieme, a recitare il Rosario. Ognuno nella propria casa, genitori e figli assieme, ognuno sapendo che altri stavano pregando insieme, e facendo leva, invano, della speranza sulla giovane età del nostro amato don.
    Quando è mancato ci siamo tutti sentiti pecore senza più pastore, disorientati. Cosa fare, come, dove? Senza possibilità di vederci, sentirci, confrontarci, confortarci. Senza funerale, senza Rosario insieme in chiesa, senza poterlo salutare.
    Abbiamo iniziato a pensare come superare questo momento. Il nostro curato ha avuto l’idea di utilizzare un programma di videoconferenza, di quelli che si usano anche per il lavoro. Qualche prova tecnica nei primi giorni, ma poi si è iniziato ad avere un “palinsesto” stabile. Messa al mattino, Angelus alle 12:00, Rosario al pomeriggio nei giorni feriali. E Messa domenicale tutti insieme, anche questa mattina. Ci sono i lettori, ci sono i canti e la chitarra, ma soprattutto è l’occasione per vederci, vederci davvero tutti insieme, parlarci, salutarci tutti insieme. Dopo ogni rito restiamo del tempo a parlare in libertà, decine di connessioni, centinaia di persone collegate. Ognuno dalla propria casa, ma Comunità. Lo so, non è come ricevere l’Eucaristia in “pane e sangue”, in corpo di Gesù “tutto intero”. È come quando si è malati, e non si può partecipare fisicamente ad una vera celebrazione e si segue la messa alla tv. Nella condizione che tanti cristiani prima o poi vivono. E in qualche modo “malati” lo siamo veramente. E come i divorziati credenti, che non possono accostarsi al corpo / pane, ma che sono costretti a farlo solo spiritualmente. Forse (forse) anche questo “digiuno” potrà rafforzarci nel nostro sentirci “sua” Comunità.
    Chiudo ricordando che non è l’autorità civile che impedisce le messe. Oramai le delucidazioni date dal Viminale ci indicano come le chiese non siano chiuse, come i fedeli possano frequentarle stando a distanza di sicurezza e con tutte le precauzioni del caso. Nella mia Diocesi è stato il Vescovo a prendere la decisione di non celebrare le messe con i fedeli presenti, prima ancora che qualsiasi autorità civile avesse dato alcuna indicazione. In coscienza, ha valutato la sofferenza fisica che una giusta prudenza avrebbe potuto evitare. Anche lui ha perso la madre in questa epidemia, e una decina di sacerdoti. Credo abbia preso una decisione sensata. Io voglio bene al mio Vescovo, e capisco i suoi dubbi e le sue scelte.
    Un abbraccio, Cristiano.

  16. Alessandro

    Partiamo dai dati di fatto inoppugnabili.

    1) La Chiesa italiana, e segnatamente la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) oggi (oggi; domani non so, ma oggi è così) è talmente irrilevante di fronte al Governo civile (non è questa la sede per esplorare come si sia giunti a tale miserrimo, sciagurato degrado) da non riuscire nemmeno ad “ottenere” che la visita a chiesa APERTA per pregare o confessarsi o comunicarsi al di fuori della Santa Messa sia motivo valido (ossia: adducibile sulla autocertificazione) per uscire di casa (si può andare in chiesa solo scrivendo altro come motivo valido e se la chiesa sorge lungo il percorso da compiersi per sbrigare quanto è autocertificabile come motivo valido).

    Quindi primo punto incontrovertibilmente acquisito: OGGI la CEI è sottomessa al Governo civile, autoconsegnatasi all’irrilevanza.

    2) Secondo punto da tener presente: stante 1, e poiché la CEI è fatta da Vescovi, chi si azzardasse a muovere qualche ragionevole, saggia, ferma ma filialmente rispettosa obiezione sarebbe tosto additato alla riprovazione pubblica dei fedeli e accusato di essere uno scriteriato aspirante untore, un cattivo cristiano disobbediente ai pastori, un ribelle insolente e tracotante, un fedele infedelmente facinoroso, e con ciò stesso zittito e respinto con perdite (abbiamo già assistito nelle scorse settimane a questo giochetto meschino imperversante su stampa e blog cattolici: se muovo un’obiezione filiale, costruttiva, rispettosa vengo subito annoverato tra i fedeli che non praticano l’evangelica umiltà, non si fidano dei loro pastori, vogliono sostituirsi ad essi, non stanno al loro posto e non sanno che cosa sia l’obbedienza. Un perfetto cretino, insomma). Certamente di teste calde che hanno inveito contro i Pastori e hanno trasceso ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno tante, ma è un giochetto vile equiparare all’invettiva scalmanata e superba una supplica ferma, animata da sincero spirito cristiano, aliena da animosità ed elevata ad ausilio del Pastore e con ciò a beneficio del gregge intero.

    Considerati 1 e 2, la via è stretta e in salita.

    Mi regolerò così, considerati 1 e 2: chiederò alla CEI e al mio Vescovo, con argomenti toni e modi urbani, fermi ma cordialmente e sinceramente deferenti, filialmente devoti, di “ottenere” dal Governo almeno che quanto prima il recarsi in Chiesa per pregare, adorare il Santissimo Sacramento, accedere alla Confessione sacramentale sia riconosciuto esplicitamente, con incontrovertibile nota chiarificatrice del Ministero degli Interni, tra i motivi validi autocertificabili per uscire di casa senza incorrere in sanzioni.

    Sommessamente, farò presente pure che il divieto alla Santa Messa con il popolo non potrà protrarsi per mesi.

    Insomma, chiederò con garbata accoratezza alla CEI di scuotersi dal grigiore e di riprendere in mano le redini della Chiesa, che non possono essere consegnate al Governo, di qualsiasi colore esso sia (nulla cambia se è rosso, bianco e fucsia, cristiano o ateo; non è una questione di preferenza partitica né di etichette ideologiche)

    Dimenticavo: poiché numerosi fedeli e sacerdoti e Vescovi italiani sono perfettamente concordi con quanto affermo, confido che costoro (che hanno più voce in capitolo della mia, e anche tenendo presente che sovente il numero fa la differenza) si facciano sentire.
    Il tutto, ovviamente, nel ragionevole (ripeto: ragionevole) rispetto delle misure igienico-profilattiche necessarie (ribadisco: necessarie) a fronteggiare la pandemia in atto.

    Concludo: faccio queste considerazioni sapendo che quello odierno è tempo di castigo tremendo e traboccante misericordia (ove grande è il castigo divino sovrabbonda la divina misericordia), come dissi in altro commento:

    https://costanzamiriano.com/2020/03/26/27-marzo-ore-18-preghiera-e-indulgenza-plenaria-da-piazza-san-pietro/#comment-147061

    Tempo nel quale Gesù Cristo si è giustamente disgustato di me tanto da sottrarsi a me nell’Ostia Consacrata (che è Cristo stesso) e nondimeno ancora una volta, nonostante i miei disgustosi peccati, non si è sottrato tanto da rifiutarsi di morire e risorgere gloriosamente per redimermi integralmente.

    Quindi tutto ciò che facciamo facciamolo gustando il il giustissimo disgusto di Dio per noi e assaporando ancor di più che nelle Pasque passate la sconfinata misericordia pedagogica di Dio che, nell’atto stesso in cui si disgusta di noi e ci castiga sottraedosi a noi, si degna di donarsi a noi tutto intero, con benevolenza e magnanimità che non meritiamo affatto, versando fino all’ultima stilla di sangue, per la nostra conversione e salvezza integrale.

    Buona domenica delle palme

    1. Fermo restando caro @Alessandro, che se il cuore, il vero senso di questo Tempo è quello che ritroviamo nella tua conclusione qui e nel commento tuo che hai linkato (e che nella sua buona sostanza condivido), ecco che il punto 2. viene ad avere in grandissima parte, subordinata importanza, essendo ciò che Dio permette in funzione di…

      I filiali modi che auspichi, sono il minimo del corretto atteggiamento, laddove anche di fronte ad un diniego che potremmo considerare ingiusto, vale quanto detto sopra.

      Sempre che si pensi che questo Tempo sia a vantaggio della nostra e altrui conversione.

      1. Alessandro

        Concordo caro @Bariom,

        Come dici giustissimamente, tutto ha da essere a vantaggio della propria e altrui conversione, quindi come la richiesta va fatta con filiale umiltà e senza smania divisiva (unico atteggiamento compatibile con autentico spirito di conversione), anche eventuale ingiusto diniego (o quantomeno ragionevolmente considerabile ingiusto) va accettato senza rancore, in spirito penitenziale di autentica conversione.

        1. ola

          @Bariom e @Alessandro:
          Grazie per una boccata di fresco buonsenso! Buona Settimana Santa a tutti i lettori.

  17. stefdo64

    Condivido in toto questa linea di pensiero e, desidero evidenziare che, le norme del DPCM in vigore, per la gestione dell’emergenza covid19, hanno sospeso anche tutte le manifestazioni e funzioni di culto religioso, unica concessione, il pregare in chiesa in forma individuale .
    Stiamo vivendo una vera e propria emergenza senza precedenti, il governo però ha consentito di portare a spasso i cani, di andare ad acquistare le sigarette dal tabaccaio, ma ha consentito lo svolgimento delle funzioni religiose .
    Questa con la ratio, che un luogo di culto, può essere una fonte di propagazione di contagi ma, non ha considerato che l’andare al supermercato a fare la spesa, ha dei rischi alquanto elevati .
    Notizia di qualche giorno fa, che un sacerdote è stato sanzionato dai CC, perché aveva impartito una benedizione per le vie cittadine, che ligi al dovere hanno applicato le norme vigenti ,che vietano le attività d culto .
    Il vivere senza l’ascolto della Parola del Signore, il vivere senza una Eucaristia, per ogni credente è un grande sacrificio .

  18. Si potrebbe fare così: numeriamo tutti i banchi della chiesa. Mettiamo un numerino all’ingresso come quello dei supermercati, in modo che che nessuno tocchi quello successivo. Tutti con guanti e mascherina, si entra e ci si siede al banco corrispondente. Se finiscono i numeri si ripassa dopo un ora. (Le famiglie conviventi ovviamente nello stesso banco) Messa senza predica. Alla comunione si arriva con un fazzolettino di carta in mano, il sacerdote ( che si è lavato con amuchina un attimo prima) lasci cadere l’Ostia sulla tua mano senza toccarti. (Comunque Costanza frequenta dei sacerdoti un po’ particolari 🙂 )

  19. Liliana

    Cara Costanza,
    anche io penso che la nostra Chiesa poteva fare qualcosa di più. Questa decisione, presa con tanta tranquillità, (spero in cuor mio solo apparente, ma Dio solo lo sa…) di passare alle celebrazioni via streaming, con buona pace di tutti, mi ha lasciato senza parole. Il Corpo di Gesù non è il privilegio per gli addetti al lavoro, il Corpo di Gesù è Pane di vita eterna, lo ha detto Lui stesso, e come abbiamo bisogno del pane per vivere, così il nostro spirito ha bisogno dell’Eucaristia per nutrirsi. È il nostro viatico, specie nei momenti difficili della vita. Questo digiuno a cui ci hanno costretto, non i nostri politici, loro fanno il loro dovere, bensì i nostri pastori, non è una cosa buona. Ma quanti, cara Costanza, anche tra i suoi, credono ancora nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia? Lo dico con il cuore spezzato, ma mi sembra molto pochi. Ormai per i più la liturgia eucaristica è un semplice rito, forse di aggregazione, quando va bene, ma il suo significato profondo va ormai perdendosi. Basta vedere alcune celebrazioni. E allora? Cosa possiamo fare? Raccogliere firme, fare una petizione? Se è difficile regolare la presenza delle persone, perché non permettere di portare l’Eucaristia nelle case? Non avveniva così nella Chiesa primitiva? E non si parla di Chiesa domestica? Pensi che noi non sapremmo custodire il Corpo di Cristo nelle nostre dimore con tutto l’amore e il rispetto possibile? Credi che Gesù sia più contento di starsene chiuso nel tabernacolo piuttosto che stare nelle famiglie, tra i suoi figli, e magari sentire il chiasso dei bambini e le urla delle madri che non ce la fanno più? Non lo so. Quello che vedo, a dispetto di quello che si dice, è una chiesa morta, perché lascia morire i suoi figli. Scusa sai, forse il mio è solo uno sfogo, non lo so, ma non penso che il Signore sia contento di tutto questo, lui che è venuto per stare con i suoi e ha detto: non abbiate paura, io sarò con voi fino alla fine del mondo. Che poi la sua consolazione arriva comunque, questo è un altro discorso, che non annulla le responsabilità di lasciare senza pane chi ha fame…

  20. Ho iniziato a leggere il tuo articolo e non ero per niente d’accordo. Il tuo sembrava solo un piagnisteo sull’ateismo teorico o pratico dei nostri politici e sulla viltà di tanti nostri pastori. Poi sono arrivato al punto in cui sbotti: “Si trovino soluzioni”. Ecco: questo è quel che serve, soluzioni tecniche praticabili.
    Le soluzioni le dobbiamo trovare noi, in quanto parte interessata, non è compito dello Stato. E devono essere soluzioni talmente ferree da non lasciare spazio – nel caso disgraziato e ipotetico di una recrudescenza dell’epidemia – a considerazioni tipo: è colpa di quelli che andavano in chiesa. Credo sia un tantino più complicato degli esempi che porti. Però la strada è giusta.

    1. Valeria Maria Monica

      Scusate se il mio intervento non c’entra nulla. Off Topic, si dice, giusto?
      Vorrei solo sapere come sta la famiglia di @Luthien…
      Alla quale, se legge, mando un abbraccio e una preghiera.

      1. The_Punisher_020

        Davvero, speriamo bene! Non la conosco, ma da una settimana a questa parte, prego per la salvaguardia della sua famiglia durante la recita del Santo Rosario.

  21. Sara

    Il supermercato un luogo insidioso…..infatti al supermercato ci si va solo per necessità non per shopping. La messa vista l’eccezionalità del momento la si può fare anche tramite i media …tv internet ci si adatta

  22. il dato di fatto è che ci ritroviamo con il paradosso che la prossima settimanapotremo festeggiare la Pasqua mangiando e bevendo cibo per il nostro corpo carnale, ma non potremo festeggiare mangiando il Cibo che alimenta il nostro spirito. Proposta: c’è qualcuno/a che vuole partecipa ad uno “sciopero” della fame per sensibilizzare chi di dovere a muoversi al fine di poter celebrare Messa a Pasqua?

    1. ok ragazzi, rimango fiducioso: attendo un paio di compagni di avventura (me ne bastano due MA seri, di modo da sentire almeno che siamo in Compagnia, piccola Chiesa) che abbiano la pazienza di attivarsi in questa Settimana Santa in un digiuno dal cibo (altri lo chiamerebbero “sciopero della fame”) con il fine di “sensibilizzare” un paio di Vescovi (non oso pensarne decine) sul problema evidenziato da Costanza: senza la Santa Eucarestia moriamo spiritualmente, il che è ben più grave della morte corporale; la settimana inizia oggi, non rimane molto tempo per aggregarsi…dai coraggio. Basta rispondermi qui, e troviamo il modo per organizzarci. Nel frattempo, anche questa mattina, mi preparo e vado nella mia piccola trincea/ambulatorio, ma ci vado fiducioso che almeno due compagni di avventura si aggregheranno per provare a “forzare” questo situazione assurda che si è venuta a creare ormai da un mese a questa parte…attendo in mattinata dai!

  23. Anna Divan

    Ciao, io abito in Trentino e provo sana invidia per voi che almeno avete le chiese aperte. Sono un infermiera che lavora in pronto soccorso a stretto contatto con il virus. La mia grande consolazione era poter pregare davanti al tabernacolo. Sono settimane che tutte le chiese del Trentino sono chiuse. Ho scritto al vescovo. Non ho avuto risposta. Sono sinceramente e profondamente arrabbiata e amareggiata per questo. Sono profondamente delusa da questi vescovi che pensano come il mondo, pensano più alla salvezza del corpo che non ha quella dell’anima. Sono delusa perchè credono più alla scienza che non ha Gesù Cristo. Non mi stupisco di questo stato che ha rinnegato il Signore tanto tempo fa, che lo faccia la chiesa mi lascia attonita. Gente di poca fede e di conseguenza di poco coraggio.

  24. Lalla

    Siete sempre in contatto con i carcerati del monastero wi-fi? Come la vivono loro in carcere? Che bisogni hanno? E le loro famiglie?

  25. marcofei66

    Cara Costanza, penso, parola per parola, tutto quello che hai detto, sin dall’inizio del “lockdown”, ma provo una certa tristezza, nel constatare che anche molti credenti, di buon livello, si sono adagiati nello scambiare tutto questo per una volontà di Dio cui sottomettersi con devota mansuetudine. Io, ravvedo, piuttosto, una volontà totalmente umana in tutto questo, che casomai, si traduce, cristianamente, in una accettazione dolorosa delle conseguenze di tale scelta, ma non della scelta in se stessa. Provo una certa tristezza nel constatare come la CEI, non abbia proferito verbo a tale riguardo. Nonostante questo, rimango ciecamente obbediente a Santa Romana Madre Chiesa. Ma la tristezza, la provo. E anche tanta.

  26. Giovanna Rispoli

    Come sempre grazie !
    Sono d’accordo con ogni tua parola, il problema è la fede ed è da noi e dai nostri parroci che deve ricominciare.
    Forse come i cristiani delle origini, ognuno di noi deve testimoniare la propria fede: la fede non permette di essere tiepidi.
    Non si può stare senza cibo spirituale, ma è una questione di fede e pochi -come hai detto tu – lo capiscono.
    Sono a disposizione anche per l’aiuto economico.

  27. Mara

    Cara Costanza, leggevo e mi sembrava di vedere per iscritto i miei pensieri, fatti appena hanno sospeso le Celebrazioni eucaristiche, da noi in Lombardia dall’inizio della Quaresima.
    Il mio parroco mi ha detto che, se vado in crisi di astinenza, posso farmi trovare in chiesa alle 7.30 la mattina … i sacerdoti celebrano con due suore e il diacono e a volte qualche fedele a distanza categorica di sicurezza, si presenta e non viene cacciato! Non avrebbero cacciato via neanche me. Devo dire che è stata una tentazione allettante! Ogni mattina questa tentazione mi entra nella testa e nel cuore… ma ho deciso di restare a casa, seguo la S.Messa in streaming e piango molto … il Pane del cielo è cibo per la vita eterna, ne ho bisogno più del cibo quotidiano, è la mia forza, è medicina, è tutto tranne qualcosa di cui sento di poter fare a meno … ma – come diceva il mio parroco durante gli esercizi spirituali in streaming della settimana scorsa – è un dono che noi riceviamo ma ha un CARO PREZZO! Così ho pensato che offro al Signore tutta la mia sofferenza nello stare senza il Suo Pane, prego vigilante, in attesa di essere degna di poterlo ricevere ancora. Infondo non ne sarò mai degna per meriti miei ma solo per Grazia Sua… pertanto Lui saprà accettare il mio sacrificio, in aiuto a chi ancora lontano dalla Fede fatica in questa situazione; accetterà la mia sofferenza quale riscatto per chi in questi giorni muore solo e chiede misericordia; insomma Lui saprà fare buon uso di questo mio sacrificio nella Sua Chiesa!
    La spesa al supermercato deve avere certamente più regole e limitazioni; giornali e tabacchi non sono realmente parte dell’essenziale, almeno non certo per la salvezza delle anime!; ma il Signore sa raggiungerci anche se stiamo in casa, non siamo mai noi ad andare da Lui, è sempre Lui che viene da noi! Accogliamolo! Preghiamo vigilanti in questa settimana Autentica perchè lo Spirito con i suoi doni agisca come deve, senza trovare cuori e menti induriti ma pronti al suo consiglio!

  28. Pingback: 40enalfabeto / 4 – Le cose minime

  29. Silvia da Genova

    Condivido pienamente.
    Con una sola eccezione: non trovo accettabile, comprensibile e nemmeno giustificabile aver vietato le Messe al popolo nemmeno all’inizio dell’emergenza.
    In quel frangente, il primo giorno, abbiamo detto; “Normalmente dobbiamo puntare all’eternità, ma ora le cose si fanno serie, la salute prima di tutto”.
    Abbiamo perso un’occasione, abbiamo perso credibilità.
    Non so proprio come ne usciremo, ma “nulla è impossibile a Dio”.

  30. giulia

    Che tipo strano Gesù che istituisce i Sacramenti di cui abbiamo un bisogno relativo (Eucarestia, Riconciliazione, Ordine Sacro, Unzione degli infermi…)

  31. giulia

    Che tipo strano Gesù che istituisce i Sacramenti di cui abbiamo un bisogno relativo (Eucarestia, Riconciliazione, Ordine Sacro, Unzione degli infermi…)

    TROPPO GIUSTA QUESTA AFFERMAZIONE!

  32. Raimondi Filippo

    Buongiorno. Vi racconto la mia esperienza. Sono il cappellano di un ospedale da 170 posti letto. Centinaia di dipendenti e un certo numero di parenti vi si aggirano ogni giorno, anche in questi tempi di Covid. La chiesa dell’ospedale è sempre aperta, io do la massima reperibilità…posso contare sulle dita di una mano le persone che entrano in chiesa, che pure è lì, a portata di corridoio: infermieri, medici, personale, parenti, pazienti “cattolici” potrebbero ben approfittare, ma niente. Non si merita chiese aperte, libertà religiosa, preti full-time… questa generazione (eccetto un piccolo “resto di Israele”, che si dovrà regolare di conseguenza).

  33. luthien

    Sono Luthien.
    Vorrei ringraziare, inanzi tutto, per le preghiere che ci hanno sostenuto e ci sostengono. Mia mamma è all’ospedale, grazie a Dio e affitti i suoi santi lentamente sta migliorando. Mio padre ed io non stiamo male , ma non è facile vivere con una spada sospesa sulla testa e non c’è solo il covid,.
    Il mio piu grande desiderio è confessarmi ed accostarmi alla Santissima Eucarestia perche’ riconciliarmi con DIo puo’ darmi la pace del cuore e la forza di affrontare le prove. Spero di poter fare una capatina in Chiesa almeno domenica, siamo usciti dal periodo di isolamento domiciliare, ma la prudenza impone di stare in casa
    Per tornare all’argomento dell’articolo, posso assicurare che le chiese sono i luoghi più sicuri , ancora più delle case. Finché ho potuto ,ci sono andata tutti i giorni, salvo Gesù non c’era nessuno : nessun rischio di essere contagiati, ne’ di contagiare.
    Vorrei ricordare che non di solo pane vive l’uomo e alla mia generazione, troppo viziata , deve essere ricordato il senso della vita, il mistero del dolore, lo scandalo della croce ed aiutata a vivere questo tempo, con gli strumenti della grazia. ( i sacramenti)
    Credo che occorra pensare a soluzioni creative, anche se non mi piace la parola. , non ne trovo altre ( non possiamo attendere semplicemente sul divano che l’epidemia passi) per permettere ai fedeli che possano , in condizioni sanitarie , le più sicure possibile ( purtroppo o per fortuna, nonostante quanto ci hanno raccontato, il rischio zero non esiste) di partecipare alla messa.
    Chiedo , sempre, preghiere e le offro di cuore per i malati., le loro famiglie che vivono in un ‘attesa divorante, i medici , le infermiere, la Chiesa intera.e tutti i frequentatori del blog.
    Grazie di cuore, in Gesù e Maria!
    Luthien

    1. The_Punisher_020

      Guarda che Gesu’ ti e’ sempre accanto: non e’ necessario, dunque, recarsi nella Sua casa, poiche’ l’Altissimo dimora nella profondita’ del tuo cuore. Chiedi e vedrai che otterrai ogni risposta: hai una la miglior guida sempre appresso! Fidati, e rimani in quarantena come me: verranno tempi adatti per comunicarsi come di dovere. Non avere fretta; sii flemmatica e, soprattutto, prega e consegnati nelle mani della Madonna e di nostro Signore.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Francamente non riesco a essere d’accordo sul fatto che non sia necessario recarsi alla Casa del Signore… Ricordo che una volta ero in giro per Parigi con un amico protestante ed era domenica. Gli dissi che ero contento di andare in giro con lui, ma che avrei dovuto andare a messa e gli dissi: “Anche tu, forse, dovrai trovare un Servizio”. Rimasi stupitissimo quando mi disse che per loro il concetto di precetto non esiste. Ma credo che, se vogliamo mantenere viva la fede, sia necessario frequentare la chiesa e la Messa.
        Che poi, quando non si può, se ne faccia a meno, è un altro discorso. Ma mi pare comunque qualcosa di drammatico.

  34. Francesco Paolo Vatti

    Ottimo articolo!
    In questa situazione strana, ho cambiato atteggiamento più volte. All’inizio, purtroppo, ho avuto un moto di ribellione per l’esclusione dalle pratiche religiose. Poi, visti i numeri ai pronto soccorso (soprattutto qui in Lombardia), ho capito di più i Vescovi e mi sono piegato di buon grado alla situazione. Ora penso che abbia ragione chi dice che ci sono situazioni più pericolose. Per fortuna, dove abito io si può andare in chiesa, ma mi manca moltissimo la Messa e la Comunione. Penso anche io che, dove ci siano spazi, la soluzione potrebbe essere una Messa all’aperto, con popolo molto diradato…
    In ogni caso, però, occorrerebbe qualcuno che facesse da capofila a qualche iniziativa, perché, per quanto il blog sia noto, non so quanto sia frequentato da chi dovrebbe decidere (e che, oggettivamente, ha in questi giorni un po’ di cose per la testa…). Cosa possiamo concretamente fare? Una petizione su Change, per esempio?

    1. The_Punisher_020

      […] perché, per quanto il blog sia noto, non so quanto sia frequentato da chi dovrebbe decidere (e che, oggettivamente, ha in questi giorni un po’ di cose per la testa…). Cosa possiamo concretamente fare?

      Seguire l’esempio del Papa….per esempio.

      1. giovi

        Scusa,The_Punisher_020 , ma Il Papa ha celebrato una bellissima Messa delle Palme con una cinqunatina di persone presenti in una porzione limitata della basilica di San Pietro: ti riferisci a quella splendida funzione ?
        Io sarei d’ accordissimo : nel mio paese, benché piccolo e di provincia , e pur con chiese inagibili per il terremoto, ci sono almeno almeno quattro chiese che potrebbero accogliere nello stesso stesso spazio , la cattedrale in uno spazio molto più grande, anche più di cinquanta persone !

  35. Marie Rose Maciejasz

    Penso che questa prova di digiuno del’ Eucarestia, dona una saggia riflessione a tutti.

    Perché non si puoi negare che quante volte si va prendere il Santissimo con fretta e senza amore per Gesù Cristo, ma per abitudine, o mettere a posto la nostra coscienza ecc…

    Voglio sperare che dal momento che tutto sarà finiti, le chiese siano piene di persone per desiderare Cristo Gesù con consapevolezza chi è Gesù per ogni uno di noi.

    Queste parole sono anche per me.
    Grazie.Buona settimana Santa a tutti .

  36. Marina

    23 febbraio 2020: domenica di carnevale per noi Ambrosiani, ma il pensiero correva a quello che stava succedendo, ai mille messaggi in cui si paventava di chiudere tutto, comprese le chiese … sgomento … cosa sta succedendo se si chiudono anche le chiese? … e così è stato, chiuso tutto. Niente ceneri, niente inizio quaresima … riaprono i bar, ristoranti … nuova riunione dei vescovi di tutta la Lombardia: le chiese non si aprono … quanta perplessità e pensieri critici nella mia mente … poi la notizia che i sacerdoti stavano incominciando a morire, proprio per la loro vicinanza al popolo, per il loro ministero … 1, 2, 10, 20 …. 100 quanti ne sono morti? La settimana scorsa è morto anche un sacerdote che era stato nella mia parrocchia … E allora, forse, è necessario fidarsi da chi ha preso le decisioni e continua ad essere prudente … si muore, si continua a morire anche se la curva sta scendendo, anche se ci raccontano numeri che non corrispondono alla loro grandezza effettiva …. forse è il momento della fede, fede pura, in Gesù Cristo e in chi ci ha inviato per guidarci … scusatemi per questi pensieri fuori dal coro … Marina

  37. Lucia

    Cara Costanza temo che resterai delusa , alla Chiesa cattolica italiana maggioritaria le esigenze spirituali importano poco e soprattutto hanno ” sposato ” questo governo che e a tanti di loro gradito se non altro perche non ci sono politici antiimmigrazione all ‘ interno che sembra diventata l ‘ unica discriminante dell ‘ essere o meno cattolici..Sinceramente mi chiedo SE a settembre le chiese saranno aperte .Buona giornata

  38. C’è chi ha cercato soluzioni la scorsa domenica, ma senza successo:

    https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_aprile_06/frascati-vescovo-multatotroppi-fedeli-messa-ab5f00ec-7763-11ea-9a9a-6cb2a51f0129.shtml

    Mi dispiace molto per questi sacerdoti, è evidente che ci vuole una posizione ufficiale della Cei per strappare qualche concessione. E anche una comunicazione efficace per evitare errori e abusi. A me l’idea della messa dal campanile piaceva, mi dispiace che il sacerdote coinvolto sia stato diffidato.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Certo che sembra che la Messa sia la cosa peggiore che si possa fare… Tanto accanimento per altre occasioni di uscita non mi pare di averlo visto….

    2. Antonio Spinola

      Personalmente, preferisco pregare per mesi nel salotto di casa, seguendo la messa in diretta audio (lo schermo può andar bene per i protestanti, ma disintegra la sacralità del rito cattolico), piuttosto che partecipare a una messa drive-in nel parcheggio del supermercato… come si stanno inventando in America. L’accesso all’eucaristia resta il vero problema, ma non dimentichiamo che fino agli anni ’60 -‘70 non ci si comunicava ogni domenica…

      1. Francesco Paolo Vatti

        Non la prenda male, non voglio giudicare nessuno, ma questo, purtroppo, conferma alcuni miei dubbi: che la messa on-line stia diventando nei nostri cuori uguale ala messa vera. La messa drive-in certo non sarebbe il massimo, ma sarebbe qualcosa in cui saremmo presenti, ci sentiremmo partecipi. La messa on-line è la foto di una messa, Ecco, c’è la stessa differenza fra l’abbracciare una persona e guardarne la foto o sentirne la voce registrata: meglio che niente, ma, almeno per me, troppo poco.

        1. Antonio Spinola

          In realtà, nutro i suoi stessi dubbi, mi creda.
          Ma guardo con sgomento ai danni irreparabili che, il cercare di lucrare a ogni costo una “qualche” messa, alla lunga infliggera’ al già morente senso del sacro e alla già disastrata liturgia, con tutte le implicazioni in materia di dottrina (e alla fine di fede) che questo comporta.

  39. Francesco Paolo Vatti

    Ho letto prima che Fiorello si è espresso contro la richiesta di Salvini di poter andare alla Messa a Pasqua, sostenendo che si può pregare persino in bagno. Come si vede, ha capito tutto….

  40. giovi

    Sul tema sono molto pessimista : il nostro vescovo nelle omelie delle messe in streaming se la prende , anche con una certa violenza,con chi desidera andare a Messa ! Tratta da “fissati” quelli che sui social hanno espresso qualche timida critica alla totale acquiescenza ai provvedimenti del governo: da fissati o da persone che non hanno cura dei propri anziani, quando di soluzioni ce ne sarebbero a iosa, come anche proposto da Costanza.
    Ma non vedo proprio il minimo spiraglio.
    Ho la netta sensazione che la gente abbia bisogno di prendersela con qualcuno, per esempio con chi fa due passi da solo nei 200 metri intorno casa , e che vescovo e sacerdoti e “laici impegnati” ( nella mia diocesi, che io sappia, non si è nemmeno posto il problema !) temano che col pretesto delle messe partirebbe un ambaradan pazzesco.
    Non vedo un nocciolo duro di cattolici, tanto meno di vescovi e sacerdoti, disposti a sopportare questo ! Aspettano che la buriana passi, non se la sentono di rischiare la disapprovazione generale.
    Su facebook, oggi, un conoscente ha provato a porre, in modo soft, molto soft, la questione della Pasqua: è stato subissato di improperi, soprattutto da cattolici.
    Questa situazione ci dice qualcosa, mi dice qualcosa: non siamo disposti a rischiare la nostra reputazione per la fede !
    Non so dire quanto ammiri il coraggio di Costanza: io, da sola, non ce la faccio, ho paura persino a parlarne coi miei amici !

    1. Maria Cristina

      Far venire i sensi di colpa è una delle caratteristiche del peggior moralismo ecclesistico: prima ci facevano sentire in colpa per non andare a messa la domenica, adesso ci fanno sentire in colpa se desideriamo andare a Messa la Domenica. per la serie Contrordine compagni!

  41. Valeria Maria Monica

    Grazie, @Luthien per averci dato queste buone notizie. Continuiamo a pregare per voi tutti!

  42. Roberto Bertagna

    buonasera
    non ho trovato riscontro alla sentenza della cassazione citata. potreste essere più precisi in modo da poterlo scrivere anche sulla autocertificazione e andare in chiesa senza inventare scuse varie. grazie saluti
    Roberto

  43. Paola

    mi permetto di andare contro l’articolo e il pensiero di tutti i commenti. Siamo ancora nel pieno dell’emergenza. Qui nella bergamasca gli ospedali sono ancora pieni, le persone continuano a morire, le sirene delle ambulanze si sentono ancora. È una situazione drammatica. Edicole e profumerie sono anche aperte, ma non vuol dire che sia giusto. Riprendere le celebrazioni significherebbe solo avere tanta tanta gente anziana per strada, e mettere a rischio i nostri cari sacerdoti. Pregare si può anche in un modo diverso, come ci sta insegnando anche Papa Francesco, che si è trovato solo in una piazza vuota. Le occasioni di preghiera e di incontro col Signore ci sono. Serve anche buon senso e rispetto per tutti. Per sé e per gli altri, essendo tutti noi possibili untori inconsapevoli. Pensiamo soprattutto in questo momento a chi è mancato e non ha salutato la famiglia, alle famiglie che vivono lo strazio di un caro ammalato, senza avere notizie. Questa è la realtà di questo tempo. E se in ogni luogo si può trovare il buon Dio (dove due o tre sono riuniti nel mio nome…) , cerchiamolo in questa realtà.

  44. Elisa

    Grazie Costanza per il tuo intervento in questa assurda e dolorosa assenza della santa messa. Certo che se le schiere di martiri che hanno onorato Dio nei secoli, avessero preferito salvaguardare la propria salute, anziché testimoniare Cristo perdendo la vita, il cristianesimo sarebbe già estinto da un po’. Non intendo minimizzare la tragedia che stiamo vivendo, ma mi sembra che i vescovi , non il governo, abbiano perso di vista quale sia il nostro vero bene. Allora chi vive in zone di guerra, non deve recarsi in chiesa, sarebbe da irresponsabili e per salvaguardare la salute, sarebbe meglio stare a casa. Non so se riesco a far passare il mio pensiero, ma credo che stiamo tradendo chi è morto per testimoniarci che nulla vale più della messa. I vescovi DEVONO, trovare soluzioni per farci andare a messa!

    1. Paola

      cerchiamo di non confondere le cose però. se il virus si trasmette attraverso le persone, e noi persone ci spostiamo, facciamo del male agli altri. Questa cosa è nota a tutti ormai. Compiere delle azioni in modo consapevole che possano portare al contagio di altri, si chiama incoscienza e credo anche peccato mortale. Se vivo in zone di guerra e decido di uscire per andare a messa sono consapevole di rischiare la mia vita. Se esco di casa adesso e non so se sono asintomatico, e tutte le autorità civili e religiose mi dicono di stare in casa per il bene mio e – soprattutto- degli altri, è perchè non metto a rischio solo la mia vita, ma anche quella degli altri. In coscienza, volete davvero rischiare la vita degli altri?
      Sono bergamasca, appartengo alla diocesi di Cremona, mi hanno insegnato a voler bene ai nostri sacerdoti. Il nostro vescovo è stato ricoverato e per grazia di Dio guarito, seppur ancora provato. Se volete l’elenco dei sacerdoti della diocesi di Bergamo deceduti dall’inizio di questa pandemia, lo trovate qui:https://diocesibg.it/requiem-sacerdoti-diocesani-defunti-dal-6-marzo/
      Volete mettere a rischio la vostra vita uscendo? liberi di farlo. Volete mettere a rischio la mia, quella dei sacerdoti che dovrebbero celebrare la Messa con i fedeli, la vita degli altri fedeli che partecipano alla Messa? ecco, questo non siete liberi di farlo. Si chiama rispetto della vita e obbedienza.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Ma non mi pare che nessuno contesti l’obbedienza…. Soltanto, si vorrebbe cercare un modo per poter riprendere la pratica religiosa e si chiede ai nostri pastori di farlo. Se ci diranno di no, aspetteremo ancora. Nessuno vuole essere imprudente. Ma si chiede di mettere l’esigenza della Messa domenicale almeno sullo stesso piano di altre esigenze che oggi è consentito soddisfare.

        1. giovi

          Ecco, al cosa che mi addolora di più sono proprio i commenti come quelli di Paola o di Filippo Maria : ma io dico, per un cattolico non dovrebbe essere normale desiderare che i sacramenti siano celebrati ? Da cattolico, da sacerdote, da vescovo, non dovrei essere felice che ci sia qualcuno che chiede ( chiede !) se sia proprio così scontato sospendere i sacramenti ? Per settimane, un mese, una stagione, non si sa.
          Voglio poi dire, cara Paola, che nel mio paese, come nella maggior parte dei paesi italiani, non c’è questa diffusione massiccia dl virus , la gente esce per mille motivi consentiti, con le dovute precauzioni, perché nemmeno si può ragionare su un modo condiviso di partecipare ai sacramenti ? Che gli anziani rimangano a casa, che si distingua tra zone, che qualche persona aiuti il parroco nelle gestione, di proposte fattibili ce ne sono tante. Prendere esempio dalle poste, dai negozi, dalle farmacie, usare spazi aperti ora che è caldo…invece no, questa richiesta viene vista come una seccatura !!!
          Un cattolico che ritiene importante ,almeno come andare dal tabaccaio, andare in chiesa, è considerato da altri cattolici come un esagerato !
          E nemmeno si danno risposte serie, ragionevoli, fondate: le risposte sono in effetti di una banalità sconcertante, praticamente si dice “no” perché “no” !

          In una chiesa vicino casa mia, di suore,si celebrava la messa delle 8:00 con 5 persone di media, al massimo, ma proprio al massimo, si trovavano 10 persone : il primo giorno di sospensione , non sapendo, mi sono affacciata e il parroco mi ha mandato via ! C’ero solo io, lui e le suore a 20 metri ! Dai, non credo che se mi fossi messa nell’ultima panca avrei contagiato il mondo !!!
          Una persona ogni 5 panche avrebbe contagiato il mondo , in queste settimane ?
          Orde di persone che con la scusa di andare a messa si sarebbero fiondate in quella chiesa ? Ma dai, la gente esce comunque per mille motivi , non ha bisogno di nessuna scusa ! Sentito di qualcuno che ha iniziato a fumare per andare dal tabaccaio ???
          Poi, se proprio non si arriva a un punto di incontro, va bene tutto, Dio non ci abbandona in ogni caso, ma che nemmeno si possa parlare di questo, che sia un tabù, è sconcertante !

            1. The_Punisher_020

              Infatti…pare che il gallo, almeno per taluni, debba cantare almeno tre volte affinche’ costoro comprendano i tempi che corrono.

            2. giovi

              Thelonius, che commento sprezzante , senza entrare minimamente nel merito! Non siamo più persone col coronavirus in giro, che ci trattiamo da bestie ?
              Comunque, questo atteggiamento aggressivo lo constato anche in giro, anche al lavoro, dato che sono tra le categorie in prima linea .
              Ma , come dice Sant’Agostino, e mi pare che è stato ricordato anche qui in passato, se i tempi sono brutti o belli dipende anche da noi.

              1. Thelonious

                @giovi: ho detto solo che mi addolorano commenti come il tuo, non ti ho né “sprezzato” nè ho avuto un atteggiamento aggressivo, né ti ho trattato da bestia, come dici tu.
                La penso come Paola e come Filippo Maria, quelli per cui tu hai detto “che tristezza commenti come loro”.
                Evidentemente tu puoi dirlo agli altri, io a te no.
                Hai la coda di paglia?

                1. giovi

                  Dico questa cosa poi la finisco qui: mi sembra di aver ben argomentato il perché della mia tristezza davanti al fatto che ci siano persone che non comprendono che per un cattolico possa essere lecito, più che lecito, chiedere che si possano celebrare messe con popolo con tutte le precauzioni , come si va dal tabaccaio con tutte le precauzioni: ci ho fatto parecchi post !
                  Tu, invece, butti là , per ben due volte, una battuta secca secca : a mio modesto parere molto offensiva.
                  Poi, non è che non ci dormo la notte.

                  1. Marco Simoni

                    @giovi:

                    ti ho risposto che la penso come Paola e come Filippo Maria: non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto hanno scritto.
                    “Tu, invece, butti là , per ben due volte, una battuta secca secca : a mio modesto parere molto offensiva” addirittura MOLTO offensiva: beh ti offendi per ben poca cosa, ma sono contento che stanotte dormirai nonostante la mia “grande offesa”: spero di dormire anch’io, mal di schiena permettendo.

                    Buona Pasqua.

                    1. giovi

                      Signor Marco Simoni o come si chiama : siccome con Paola e Filippo ho argomentato, non ho semplicemente detto che non sono d’accordo,se mi vieni a dire che quello che ho detto ,in loro risposta ,ti rende triste e amen, per ben due volte, tre con questa, la considero una mancanza di sensibilità.
                      Cosa hai aggiunto se non dirmi una cosa sgradevole?
                      E quanto sarebbe stato bello, invece, accennare un timido “scusa, non mi ero reso conto che potevo ferire buttando là una frase secca, che magari ci sono persone che qui scrivono per confrontarsi e non per offendere.
                      Buona Pasqua.

      2. Gian Piero

        Cara Paola, io sono un medico di base , non so se sono positivo al Coronavirus , perchè nessuno mi ha fatto un Tampone, però continuo a lavorare come prima nel mio studio , con le doverose precauzioni. Certo so che la mia categoria è a rischio e che molti medici sono morti, e che io stesso potrei essere un untore occulto , ma non posso e non devo chiudere il mio studio medico per chi , al di la’ del coronavirus, ha altre patologie.ed ha bisogno.Ho raddoppiato il tempo di visita , distanziando i pazienti in appuntamenti a distanza di un ora ciascuno, in modo che la sala d’aspetto sia vuota. Non ho chiuso baracca e burattini e detto : arrangiatevi .
        Così i preti avrebbero potuto , e nel mondo ci sono tanti esempi, con le dovute precauzioni continuare semplicemente a fare il loro dovere, partendo dal presupposto che i fedeli HANNO BISOGNO della Messa e dei Sacramenti. Non di solo emergenza coronavirus vive l’uomo.
        Non dico provocare assembramenti di fedeli , ma moltiplicare le Messe con pochi fedeli distanziati, con partecipazione frazionata nel tempo , come fanno in altri paesi quali la Polonia.
        Mio figlio sta a Berlino, lì ci sono misure molto meno restrittive che da noi, e molti meno contagiati e morti.
        Vi hanno fatto creder che l’UNICA cosa da fare è non muoversi da casa per nessun motivo.e vi hanno fatto sentire dei criminali se non fate così , ma le cose sono molto più complesse di così .
        Se non è da criminali portare fuori il cane, o andare in farmacia o andare dal medico di base se c’è bisogno, non è neppure da criminali andare, con le dovute precuzioni e senza assembramenti, in Chiesa.
        la storia della Colonna infame del Manzoni dovrebbe ricordarci che l’isterismo contro gli “untori” è volontariamente inoculato nella popolazione in tempo di epidemia per convogliarne la rabbia.
        restiamo ragionevoli, prudenti si’, ma non isterici e in preda al panico

        1. Francesco Paolo Vatti

          Grazie Gian Piero,

          Mi fa molto piacere che una posizione così ragionevole venga da un medico. Vorrei aggiungere che non penso neppure che si dovrebbe rimuovere il non precetto per queste messe: chi non se la sente, che ha (ragionevolmente) paura, dovrebbe poter benissimo continuare a non andare…

          1. giovi

            Francesco Paolo: perfettamente d’accordo ! Il mio medico di famiglia è andato a casa a visitare mio figlio con febbre ( che poi è guarito in tre giorni, ma non si sa bene cosa abbia avuto ), mentre alcuni nella mia zona , sono stati abbandonati dai medici di famiglia, nemmeno li hanno voluti ricoverare per telefono, e sono morti in casa !
            Il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare, ma ognuno giudichi quale è la posizione più umana !
            E chi , prete o fedele, non se la senta, rimanga a casa , chi direbbe niente !
            Ma , con tutte le distanze, e anche di più , rispettate, con tutte le precauzioni, e anche di più, che si usano per andare a comprare la qualunque, che si consenta a chi lo desidera di poter celebrare e partecipare !

            1. Lucia

              Purtroppo i cardinali e la Cei non hanno voluto minimamente consentire celebrazioni pubbliche sapendo che il governo non vuole , ormai e asservita .In TUTTI i Paesi del mondo ci saranno celebrazioni con poche persone che si prenotano anche in piu giorni come in Polonia .Persino in Spagna che in relazione alla popolazione popolazione ha piu morti di noi fara cosi.Intanto in questi giorni hanno multato un vescovo e un prete che si sono azzardati a far entrare qualche persona , addirittura i vigili hanno multato una vecchietta di 92 anni quando era gia uscita di chiesa .E in queste ore sul web il povero Paolo Brosio e massacrato da centinaia di presunti cattolici per aver osato criticare lo strapotere accordato dal governo a virologi che fino a meno di un mese fa affermavano ” Ma e solo un ‘ influenza” ….Buona Pasqua

              1. Lucia

                Vorrei precisare che io non critico la decisione di non celebrare in forma pubblica ma solo esprimere la mia convinzione alla luce di cio che ho letto anche su alcuni blog che la Cei non ha proprio valutato soluzioni alternative come invece auspica no Costanza e quasi tutti qui , sembrerebbe che il Governo avrebbe fatto pesanti pressioni sulla Cei perche in pratica le chiese risultassero chiuse e che essa non si sarebbe sottratta proprio per cio che Costanza ha lasciato intendere , Concordato e soprattutto 8 per mille .Non so se sia vero ma vista tante cose dette e fatte da troppi esponenti della gerarchia negli ultimi anni non ne sarei sorpresa.Buon triduo

        2. The_Punisher_020

          […] vi hanno fatto sentire dei criminali se non fate così …

          Ma lei sta scherzando; sta parlando seriamente; o che altro?
          Forse non ha ben chiaro che se siamo arrivati ad essere il paese mondiale che annovera (al momento, perlomeno) quasi 1/3 delle morti totali per covid-19, cio’ e’ dovuto soltanto al lassismo delle istituzioni, che, in nome del libera tana-tutti, ha permesso al coronavirus di circolare (esso, si’, indisturbato), per una se non due settimane…
          Non voglio ripetermi sul significato profondo della partecipazione alla Santa Messa, di cui ho gia’ trattato, ma credo che concordera’ con me se affermo che non sia come recarsi dal medico di base o al supermercato, poiche’ e’ la ritualita’ stessa della funzione liturgica che impone la “contaminazione benevola” tra fedeli.

  45. mari

    “Non pensiamo a quello che ci manca, ma al bene che possiamo fare”. Questa parole di Papa Francesco mi sembrano esaurienti. Ecco il link:

    1. giovi

      Scusate, oggi ho due minuti di tempo..
      Mari, ma certo che pensiamo al bene che possiamo fare, ma non possiamo anche proporre qualcosa per colmare quello che ci manca ?
      Come se ad un insegnante gli alunni chiedessero libri da leggere ad un insegnante e lui , invece di gioire, si scocciasse, dicesse ” ma non vi basta il libro che vi ho consigliato la settimana scorsa ? “.
      ( e comunque, nella fattispecie, anche da altre azioni che ha intrapreso il Papa e da quello che dice in generale, mi sono fatta l’idea che il Papa c’entri poco o niente in questo rifiuto reciso di celebrare la Messa col popolo , e mi fermo qui)

  46. angela

    Mi addolora moltissimo non poter celebrare l’ Eucarestia e non avere questo incontro fisico con Gesù. Non so quale potrebbe essere la soluzione, ma ho questa bellissima esperienza : nella mia città Cesena, non ricordo bene quando, ho partecipato ad un incontro delle Sentinelle in Piedi,circa 300/350 persone.
    Eravamo in una grande piazza, distanti , neanche a farlo apposta circa un metro, in silenzio e gli organizzatori parlavano da sotto i portici del Comune.
    I Sacerdoti potrebbero passare tra le file a distribuire la Comunione con le cautele dovute.
    Un caro saluto

  47. Michele Sorice

    POSSIAMO COMINCIARE A FAR GIRARE L’ARTICOLO DI COSTANZA NEI VARI GRUPPI WHATSAPP COME HO FATTO IO (PRENDENDOMI UN BEL PO DI CRITICHE) E ARRIVERA’ AI VESCOVI.

  48. Antonio o Spinola

    Pregare, certo questo dovremmo farlo sempre, e specialmente ora, ma la messa è un’altra cosa, è un un’unicum nel mondo delle cose e delle azioni umane; non è sostituibile con null’altro, con nessuna buona azione.
    E per fortuna le messe continuano a essere celebrate, in tutto il mondo, indipendentemente dalla nostra presenza come un diritto di Dio, questo è ciò che davvero conta per i cattolici.
    E se ci è impedito di accostarci ai sacramenti, non possiamo dubitare della misericordia di Dio che farà scendere su di noi ogni benedizione e un’abbondanza di grazia.

  49. Francesca Marino

    Buongiorno. L’argomento è di primaria importanza e parlarne è utile, anche se constato con amarezza che i toni degli interventi non sono sempre quelli del dialogo fraterno, dimenticando che Pietro nella prima lettera esorta tutti i cristiani a rendere ragione della speranza che è in noi “con dolcezza e rispetto” (1 Pt 3,15-16). Quindi rifuggo da ogni giudizio e scelgo di presumere la buona fede di tutti, consapevole che saremo giudicati sull’amore e non sui discorsi, e che non c’è nessun modo perché il mondo veda e ci riconosca come Suoi discepoli se non essere uniti e voler bene gli uni agli altri. Senza questa premessa, sarebbe senza valore e senza fondamento ogni messa e anche ogni discorso sulle messe.
    Parto dalla condivisione di una mancanza, di un’esperienza nuova e dolorosa del limite, che ci accomuna in quanto abbiamo di più prezioso ed essenziale per la nostra vita: la liturgia e i sacramenti. So però che niente della nostra umana fatica è impenetrabile alla Grazia, e quindi provo a cercare un senso a quello che stiamo vivendo. La coincidenza dell’inizio (per noi) di queste barriere e chiusure con la Quaresima intanto offre subito una consonanza con la povertà e il digiuno (tra l’altro per qualcuno anche in senso materiale purtroppo, più il tempo passa), proposti perché possano essere vissuti come una riscoperta del senso più profondo delle cose. Se per un periodo sono costretta a stare lontana da chi amo e mi ama, dentro di me mi accorgerò con una forza e un’attenzione diversa dell’importanza di questo amore. E certo so che la lontananza fisica non annulla un amore umano, tantomeno quello di Dio per noi o quello nostro per Lui. Per Dio non esiste niente di lontano. Questo è il primo fondamentale punto di conforto: l’amore del Signore ci raggiunge sempre e niente può separarci da Lui.
    Certo ci mancano i sacramenti. La messa è per un cristiano la fonte della Grazia, della Parola, della Vita, della Comunione. Ed è bellissima. Tutti siamo invitati alla mensa e tutti abbiamo bisogno di quel Pane, perché siamo salvati dall’amore di Gesù, solo dall’amore di Gesù. Ma non possiamo dubitare che l’amore di Gesù trovi altre strade per raggiungerci se siamo impediti a partecipare alla messa. Non solo le trova sempre, ma in questo caso fa parte della nostra fede anche il credere alla comunione spirituale: siamo corpo di Cristo e rimaniamo in Lui. Nessun motivo o limite materiale può farci dubitare di questa realtà. Credo che, anche quando questo “non ci basta”, non dobbiamo prendere il nostro bisogno come criterio di giudizio. Se basta a Gesù per essere con noi, forse ci è chiesto di educarci perché anche a noi basti Lui, non importa come. I sacramenti sono doni dell’amore di Dio, ma l’amore onnipotente di Dio è più grande anche dei sacramenti, è libero e soffia dove vuole.
    Se l’Eucaristia è comunione in Gesù con i fratelli, questa povertà non scelta da noi ci aiuta anche ad allargare il nostro cuore e il nostro pensiero a tante persone, popoli, comunità cristiane che vivono questa povertà ‘normalmente’, insieme a persecuzioni, violenze, prigionia e oppressione. Il nostro è pur sempre un piccolo sacrificio in confronto, ma può aiutarci ad abbracciarli più forte nella preghiera e magari anche a pensare alla Chiesa (non solo alle nostre chiese) davvero come universale, che è poi il significato di “cattolica”. Unendoci alla preghiera della Chiesa in queste circostanze così drammatiche per tanti fratelli vicini e lontani, possiamo essere grati di essere chiamati, insieme, ad adorare Dio in Spirito e Verità, (se non lo sentiamo o non lo viviamo come vorremmo non importa in fin dei conti). Siamo felici del sacrificio eucaristico offerto per tutti dai nostri parroci, dai preti e da tutti i vescovi successori degli apostoli. In quel Pane e in quel Vino noi ci siamo.
    Riguardo al problema dell’opportunità o meno delle misure imposte per contrastare il virus, penso che questo non sia davvero un argomento su cui abbia molto senso l’opinione dei singoli cittadini, come tutti siamo. La Chiesa è chiamata a fare la sua parte nella ricerca (sempre imperfetta) del bene comune. In questo caso il bene che si sta provando a difendere (con molte difficoltà e perdite purtroppo) è la vita umana. La difesa della vita e della salute di ogni persona (“unica e irripetibile”), in particolare delle vite più fragili che sono le più esposte al rischio, è un bene preminente anche per la Chiesa, e può confortarci il fatto che Gesù stesso nel vangelo abbia agito e parlato per far capire con chiarezza che la guarigione dell’uomo e il soccorso al fratello sono il segno dell’autenticità dell’esperienza religiosa, anche quando interrompono osservanze liturgiche. Siamo tutti nella stessa barca, ma in questa barca c’è anche Gesù. Non sbiadito o scolorito a causa di tutte le mancanze e i bisogni che avvertiamo, ma più vivo che mai. Anche se non sappiamo quanto durerà, questo può essere il nostro annuncio di Pasqua al mondo.

    1. Donatella

      @ Francesca Marino
      Ti ringrazio tantissimo per il tuo intervento che ho letto con piacere e commozione. Ne condivido pienamente i contenuti e la sofferta serenitá con la quale li esprimi…

    2. The_Punisher_020

      @ F. Marino

      […] constato con amarezza che i toni degli interventi non sono sempre quelli del dialogo fraterno, dimenticando che Pietro nella prima lettera esorta tutti i cristiani a rendere ragione della speranza che è in noi “con dolcezza e rispetto” (1 Pt 3,15-16).

      Obiettivamente, io ho riscontrato toni accesi (compreso qualche mio…), ma mai licenziosi ed irrispettosi…. talvolta, poi, “se ce vo’…ce vo’ !”; pero’, non mi pare di aver mai letto frasi di questo tenore: “Serpenti, razza di vipere, come potrete
      sfuggire alla condanna della Geenna?” – “Via, lontano da me, maledetti…”- “Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete…”😁

    3. giovi

      Santa pazienza, Francesca Marino, ma dal tuo intervento sembra che tu abbia a malapena letto il titolo dell’ articolo di Costanza e manco mezzo commento !
      Ma che c’entrano tutte queste tue pie, sia detto detto senza ironia, considerazioni con l’argomento ?
      Si parlava del fatto che ci viene impedito di andare a Messa, quando possiamo andare in profumeria, dal tabaccaio, a comprare la qualunque al supermercato !
      Hai letto l’intervento l’intervista al vescovo di Ascoli Piceno?
      Non è che siamo cristiani che non vogliono fare sacrifici per tutelare il bene della SALUTE, ma pensiamo che possa coesistere la tutela del bene della SALUTE pur partecipando alla Messa!
      Hai seguito la Messa del Papa delle 18, in coena domini?
      Perché non possiamo chiedere di partecipare a messe siffatte ?
      Quale sarebbe la tragedia o l’ impossibile sforzo orgainzzativo ?
      O pensi che il Papa non si è sacrificato e non ha fatto il piccolo sacrificio di dire la Messa da solo, avendo corso il rischio di infettare quelle poche decine di persone presenti ?

      Per il resto, condivido il fatto che questa situazione non ci può allontanare dall’amore di Dio, ma scherziamo ?, tutto coopera al bene ! Ma si parlava d’altro !

      1. The_Punisher_020

        @ Giovi
        Santa pazienza, Giovi! Dal tuo intervento, sembra che tu non abbia proprio compreso il commento di F. Marino, pienamente centrata col tema del “POST”.
        Ha motivato, con sapienza e pertinenza, come in questo momento di emergenza sanitaria sia piu’ che mai necessario tutelare la vita umana, sull’esempio di Gesu’, che guardava all’uomo, alla essenzialita’, piu’ che a riti, formule e forme liturgiche…

        1. giovi

          Il tema era: è una esigenza fondamentale partecipare ai sacramenti almeno quanto andare in tabaccheria? Si può tutelare la vita umana andando in chiesa tanto quanto la si tutela andando in tabaccheria? Qualcuno crede vera,ente che qui da Costanza ci sia qualcuno che abbia bisogno di predicozzi sull’essenza del cristianesimo ? Che tristezza e che protervia.

  50. Davide Zanelli

    Se i pastori volessero, credo anche io che ce ne sarebbero davvero tante di soluzioni per riaprire le Messe “con concorso di popolo” garantendo di fronte allo Stato la disciplina del contingentamento, del distanziamento, delle precauzioni e della vigilanza. Perchè cristiani non significa cretini. Mi fa sempre più impressione vedere le file davanti ai supermercati e dall’altro lato della strada le chiese chiuse. Temo anche io che si arrivi ad una normalizzazione della Messa fruibile online.
    Mia moglie ritiene che al fondo ci sia il solito radicale problema di fede: credere o meno nella presenza reale di Gesù nel SS. Sacramento dell’Eucarestia. Padre Pio, se non erro, diceva che se la gente davvero si rendesse conto che in quel pezzetto di pane consacrato c’è Gesù vivo e attivo, fuori delle chiese vedremmo cordoni di poliziotti a trattenere la gente.
    Mi ha molto colpito la riflessione pacatamente provocatoria di Don Silvio Longobardi (rivista Punto Famiglia) e l’immagine che lui ha usato: i vertici della Chiesa dovrebbe cioè darsi da fare ad aprire “corridoi eucaristici”. Lui ricorda che i sacerdoti sono sempre stati in prima linea al fianco dei soldati per portare l’Eucarestia in mezzo alle guerre. E oggi siamo dentro una guerra. Pure io penso che la Chiesa dei nostri giorni, molto esperta di politica e di “corridoi umanitari”, forse dovrebbe adoperarsi di più ad aprire “corridoi eucaristici” per portare il “Pane di vita” al popolo di Dio, per fornire il farmaco indispensabile alla nostra anima.
    Questa cosa la sento ancora più forte quando penso che la nostra amata Chiesa ha usato pure un’enciclica per auspicare “corridoi biologici” in favore di “vermi, piccoli insetti, rettili e l’innumerevole varietà di microorganismi” (Laudato sii, nn. 34 e 35). Nella guerra in cui ci troviamo è in ballo qualcosa di più grande dell’ecosistema e viene interpellata la nostra fede in modo tremendo. La riflessione di Don Silvio mi frullava per la testa una mattina di qualche settimana fa mentre a casa leggevo il responsorio: “CRISTO, pane vivo e FARMACO D’IMMORTALITÀ…”.

    Qui sotto il link degli articoli molto belli di Don Silvio Longobardi sull’argomento:
    https://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2020/03/16/la-messa-in-trincea-apriamo-corridoi-eucaristici/
    https://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2020/03/30/una-chiesa-che-singinocchia-per-il-bene-di-tutti/

  51. Mario

    Oggi, Giovedì Santo 2020, il Vangelo di Giovanni ci ricorda il Comandamento Nuovo, Giovanni non menziona l’Eucaristia quasi a sottolineare che solo il comandamento nuovo rende vera ed efficace l’Eucaristia e ci qualifica come cristiani: ”Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. (Gv 13, 34-35)

    1. Maria Cristina

      E’ esattamente il contrario:e’l’Eucarestia che fonda il comandamento nuovo , e’solo grazie a Cristo, in comunione con Lui che davvero possiamo amare i fratelli di amore vero.
      Altrimenti Gesu’sarebbe un filantropo come ce ne sono stati tanti che hanno predicato l’altruismo. Non ‘e’bisogno di essere cristiani, ciie’fondati in Cristo, per essere filantropici .
      La differenza la fa Cristo e quindi senza l’Eucarestia anche le nostre buone opere sono vane. “Senza di me non potete fare nulla” .

      1. Maria Cristina

        Don Divo Bardotti : una sola celebrazione eucaristica vale piu’di tutta la somma di tutte le buone opere di tutti i tempi .

        1. E infatti la Chiesa OGNI GIORNO celebra l’Eucaristia (con o senza il popolo) e questa, fosse anche solo UNA in tutto pianeta, avrebbe valore INFINITO.

    2. giovi

      Scusami, Mario, non si capisce molto , forse perché fuori contesto: intendi dire che secondo l’evangelista Giovanni l’istituzione dell’eucarestia è poco importante, anzi, del tutto secondaria ? Anche secondo te ?
      Se fosse, vedo che questa interruzione dei sacramenti sta andando al di là pure di quanto paventato.

  52. Antonio Ghini

    Gent.ma Costanza Miriano,
    grazie per la chiarezza, la correttezza ed il coerente coraggio.
    Chissà mai se riuscirà a leggere tutto quanto Le arriverà!!
    Con sim/patia mi unisco a tutti Voi del monastero wifi “silenzioso”, anch’io, marito e padre di 5 figli, nonché medico MMG a Forlì, in un contesto così gravido di ostacoli e dolore e riflessioni, chiamati come siamo chiamati ad una testimonianza nella preghiera e nelle opere.
    Qui in ERomagna certamente non sembra! che le Istituzioni governative diamo molto peso (anche) in questo contesto alle questioni di Fede ed al rispetto del sentimento religioso, almeno nei suoi risvolti più concreti. Si è piuttosto democraticamente attenti ad altri temi “prioritari”, LGBT, promozione delle Diagnosi prenatali (poi destinate a pratiche abortive), Gender, etc… Ed ahimè sembra che anche in ambito cattolico ci sia fin troppa ossequiosa deferenza, per un quieto convivere, ai sussulti laicistici delle varie Direzioni Regionali.
    In questo contesto Le sono grato per la lettera del 5 aprile, che ho voluto condividere con amici e sacerdoti.
    Credo che la Chiesa non sia chiamata a fare assistenzialismo ma debba piuttosto, io per primo, rifondarsi e convertirsi ogni giorno nell’incontro con Cristo, l’unica Verità della vita e della morte, ed essere capace del coraggio di portare Cristo nelle profondità del cuore di ciascuno.
    Vorrei chiederLe se ha in mente qualche indicazione pratica su come potersi muovere per superare l’attuale incomprensibile immobilismo circa la possibilità di riportare al centro la partecipazione concreta all’Eucaristia.
    In cuor mio penso senz’altro utile una sensibilizzazione in ogni realtà particolare e vicina. Penso altresì strumento determinante anche il coinvolgimento ufficiale di personaggi o Enti con una valenza scientifica riconosciuta. Penso ad esempio ad un eventuale pronunciamento dei Medici Cattolici (o del Comitato di Bioetica) sia come Istituzione che come singoli professionisti, in sede Regionale e ancor meglio Nazionale, che con autorevolezza potrebbero da un punto di vista strettamente scientifico ed “asettico”, certamente prioritario in questo caso, dare un supporto “super partes”, anche a chi rifugge o è avverso a una visione di fede, e indicazioni operative a sostegno della “riapertura” delle Chiese e dell’Eucaristia e dei Sacramenti, alla luce dei conosciuti attuali criteri di sicurezza a tutela di tutti.
    Mi scuso fin da ora e ringraziando,
    a Lei, carissima Costanza, con gratitudine, l’Augurio di una serena S. Pasqua!

    Antonio Ghini

    1. Antonio Spinola

      Con gli attuali presupposti, il problema non si risolverà affatto.
      A sentire il parere degli “esperti”, mi par di capire che, nell’eventualità di una ripresa “protetta” delle messe con presenza di popolo, gli anziani (età geriatrica=75 anni) dovrebbero restare a casa, e “in via precauzionale” pure tutti gli adulti sopra i 63 anni (età media degli infettati).
      Un vero colpo da maestro per svuotare i banchi!
      Insomma, lo sbarramento, il boccone amaro, resterà ancora per loro, i più bisognosi di conforto.
      E, temo, lo sarà a tempo indeterminato.

  53. Luigi

    “Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
    beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.”

    Questo era invece il 1917, prima di un assalto (lo dimostrano anche i volti dei soldati ritratti):

    https://messaggerosantantonio.it/sites/default/files/styles/preview_gallery_fotografica_grande/public/cappellani_militari_primaguerra.jpg?itok=H7ADwXgL

  54. Martam

    Non ho letto tutti i commenti, ma mi sembra che a molti sfugga la realtà che viviamo ed allo stesso tempo il senso della eucarestia. Sul senso della Eucarestia non intervengo, perchè più volte l’utente Bariom, tra i tanti, è ottimanente intervenuto sul tema
    Sulla realtà che viviamo è evidente che non tutti abbiano chiaro che le celebrazioni religiose, che per noi sono fondamentali per il nostro spirito, per altri sono semplicemente delle riunioni tra persone che la pensano allo stesso modo e fanno una pratica di incontri comuni.
    Se è vero infatti che il 10/20% degli italiani partecipa assiduamente alla messa , c’è almeno un 80% che preferisce fare altro.
    Se pertanto fosse lasciata via libera alla eucarestia (controllata per quanto si voglia, ma sempre demandata alla buona volontà personale) l’altro 80% di italiani potrebbe richiedere di andare al cinema (distanziati una poltrona si e due no) , di aprire le discoteche (ognuno a 2 metri dagli altri), di fare riunioni di appassionati di vela o andare in palestra (ognuno sempre distanziato e con mascherina). In pratica potrebbe richiedere di fare una delle tante attività associative che (a parte la messa ) esistono in italia. E come si potrebbe dirgli di No ? Forse perchè noi del 20% pensiamo che la messa partecipata e l’eucarestia sia fondamentale per la nostra vita, possiamo obiettare che per altri andare al cinema o in palestra non lo sia?
    Non viviamo in una campana di vetro, viviamo immersi in una società fortemente scristianizzata, ma che ci consente la libertà di essere cristiani, ma dobbiamo sottostare alle regole che accomunano credenti e non credenti, atei e agnostici, per il solo fatto di essere cittadini.
    E’ inutile fare esempi sul supermercato o sulla profumeria, che vendono generi di prima necessità per mangiare e pulirsi , o sulle ferramenta o sulle cartolerie, che li vendono per riparare oggetti essenziali per vivere o per lo studio.
    Non c’è un solo esercizio che venda esclusivamente beni “voluttuari” che è stato lasciato aperto (non un negozio di abbigliamento, non un negozio di arredamento, etc etc). Occorre essere coscienti che quello per noi è essenziale per altri non lo è, mentre TUTTI debbono mangiare, pulirsi e riparare.
    Bisogna avere il coraggio di far emergere in noi tre virtù essenziali : la pazienza e l’obbedienza. inseme alla speranza che è anche virtù teologale.
    Buona Pasqua

    1. The_Punisher_020

      @Martam
      Complimenti per il suo intervento, davvero brillante. E’ vero, anche chi non crede deve essere rispettato, e chi si professa cristiano deve fungere da esempio.

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