Chi prega si salva

Chi prega si salva è un piccolo libro contenente le preghiere fondamentali dei cristiani maturatesi nel corso dei secoli. Si può scaricare cliccando QUI

Questa l’introduzione di Joseph Ratzinger all’edizione del 2005.

Da che l’uomo è uomo, prega. Sempre e ovunque l’uomo si è reso conto che non è solo al mondo, che c’è qualcuno che lo ascolta. Sempre si è reso conto che ha bisogno di un Altro più grande e che deve tendere a Lui perché la sua vita sia ciò che deve essere.

Ma il volto di Dio è sempre stato velato e solo Gesù ci ha mostrato il Suo vero volto. Chi vede Lui vede il Padre (cfr. Gv 14,9). Così, se da una parte all’uomo risulta naturale pregare (chiedere nel momento del bisogno e ringraziare nel momento della gioia), d’altra parte c’è sempre anche la nostra incapacità di pregare e di parlare a un Dio nascosto. Non sappiamo cosa conviene domandare, dice san Paolo  (cfr. Rm 8,26). Perciò dobbiamo sempre dire al Signore, come i discepoli: «Signore, insegnaci tu a pregare» (Lc 11,1).

Il Signore ci ha insegnato il Padre nostro come modello dell’autentica preghiera e ci ha donato una Madre, la Chiesa, che ci aiuta a pregare. La Chiesa ha ricevuto dalla Sacra Scrittura un grande tesoro di preghiere. Nel corso dei secoli sono salite, dai cuori dei fedeli, numerose preghiere con cui essi sempre di nuovo si indirizzano a Dio.

Nel pregare con la Madre Chiesa noi stessi impariamo a pregare. Sono molto contento perciò che 30Giorni faccia una nuova edizione di questo piccolo libro contenente le preghiere fondamentali dei cristiani maturatesi nel
corso dei secoli. Ci accompagnano lungo tutte le vicende della nostra vita e ci aiutano a celebrare la liturgia della Chiesa pregando. A questo piccolo libro auguro che possa diventare un compagno di viaggio per molti cristiani.

Roma, 18 febbraio 2005
Cardinal Joseph Ratzinger

 

QUI disponibile in tutte le principali lingue

31 pensieri su “Chi prega si salva

  1. Paolo

    Grazie Costanza. E’ un libretto mi pare curato dal compianto don Giacomo Tantardini e che poi CL ha diffuso. Vorrei solo aggiungere che in questi giorni vediamo come la gente preghi poco .Anche perché dove va a pregare? Non tutti sono preparati a farlo tra le mura domestiche o per le strade e anche in questo vanno aiutati. La sua iniziativa della Corona anti virus nel mio piccolo l’ho diffusa tanto. La preghiera ha una valenza misteriosa: viene lanciata in alto, verso il cielo e viene raccolta, spesso non subito esaudita ma utilizzata da Dio e dai santi per i progetti che solo la mente di Dio conosce. occorre sperare che questi nostri pastori tornino a parlare ” sub specie aeternitatis” e non come rappresentanti di una sociologia economico – politica sulla quale spesso, parlandone, fanno pessime figure. Grazie ancora Costanza, l’opera di voi laici é preziosissima. Dio vi accompagni

  2. Rosa

    Guido io vado fuori….Tu valuta e taglia!
    Sentite con le Chiese chiuse latitano le offerte, mentre i bisognosi aumentano, e i parroci e vice etc, almeno quelli che conosco io, si stanno a svenare.
    “Ma in compenso risparmio sulla luce!” (cit. parroco Don Mario P.)
    Quindi chi può passi dal parroco, dal vice che conosce e sia generoso!
    Mi raccomando!
    Dite: “se ti servono son per te: se no sai a chi darli!”
    Non vorrei che le dessero agli altri e si dimenticassero dei loro bisogni.
    Spero che nessuno si sia offeso, non voglio fare la maestrina, e so pure che non ho spese perchè io vivo ancora con mamma e papà, guadagno bene, benissimo e quindi, parlare e dare mi è facilissimo….

  3. luigi

    vorrei correggere Paolo: il libretto è diffuso dall’Associazione don Giacomo Tantardini , di cui il fratello, Pasquale Tantardini, è presidente. Grazie.

  4. luigi

    correggo Paolo: il libretto “Chi prega si salva ” viene diffuso in tutto il mondo dall’Associazione don Giacomo Tantardini, di cui il fratello, Pasquale Tantardini, è il presidente.
    Grazie ad Admin per l’attenzione.

  5. Alessandro

    E’ tempo di reclusione forzata.
    Non ci siamo abituati, crea oggettivi nuovi problemi anche a livello PSICOLOGICO per tutti, e non solo per chi già soffre di psicopatologie.

    Ho apprezzato, e quindi mi permetto di condividere, qualche utile indicazione dello psicologo Roberto Marchesini (le sintetizzo, al link l’integrale):

    “1) Pregare. Ne abbiamo un gran bisogno, noi e il nostro paese; e finalmente abbiamo tutto l’agio per farlo. Abbiamo la possibilità di vivere un’esperienza monastica in casa nostra: non è fantastico?

    2) Spegnere la televisione, dimenticare i social network. È vero, abbiamo tanto tempo da passare in casa, ma… non è un buon motivo per buttare il tempo abbrutendoci sul divano, o compulsando sciocchezze inutili. Ah, dimenticavo: cercare continuamente informazioni sul virus non ci immunizza, ma ci porta ansia.

    3) Leggere. Abbiamo un sacco di tempo libero: approfittiamone per rileggere qualche romanzo, per aprire quel libro che abbiamo comprato e dimenticato, leggere i classici. Se non altro, quando usciremo dal letargo, avremo aumentato la nostra cultura.

    4) Relazionarsi. Sì, proprio così: la quarantena non è isolamento. Abbiamo bisogno di relazioni per stare bene: mantenere alto il tono dell’umore, sentirci importanti e apprezzati, circondati da affetto e accudimento. Se siamo soli usiamo il telefono; se siamo soli e «smart», Skype. Se invece siamo in famiglia, approfittiamo di questo periodo per… «scoprire» le persone con le quali viviamo. Parliamo, giochiamo (a carte, con giochi in scatola…), cuciniamo insieme. Ma non isoliamoci.

    5) Godersi la luce e l’aria aperta. Come, in quarantena? Proprio così. Se ci chiudiamo in casa, con la luce artificiale, le tapparelle abbassate e l’aria viziata… non ci facciamo un favore. Facciamo entrare in casa la luce naturale, godiamoci il sole, teniamo aperte le finestre. Se abbiamo un giardino, sfruttiamolo: usiamolo per prenderci un caffè all’aria aperta, per curare fiori e piante, per giocare con i bambini o con il cane. Se non l’abbiamo, ma possiamo fare passeggiate in mezzo ai campi o in montagna, approfittiamone (evitando, ovviamente, gli assembramenti). Le attività all’aria aperta non sono vietate, e ne abbiamo bisogno [Rispetto alle passeggiate e alle attività all’aria aperta, le direttive stringenti ci dicono di non uscire; quindi evitiamo le passeggiate, se non per far uscire un po’ il cane, avendo cura di non creare assembramenti, ossia di rispettare le note regole sul “distanziamento sociale”)]

    https://www.lanuovabq.it/it/quarantena-e-anche-unoccasione-da-sfruttare

    – Aggiungo qulche osservazione sul rispetto delle regole.

    A fare la spesa si va UNO alla volta, possibilmente non tutti i giorni, rispettando le distanze di sicurezza (circa due metri), e si va a fare la spesa appunto, non a chiacchierare in brigata.

    Ricordo che il 10% (mica poco) di chi viene riconosciuto contagiato dal coronavirus finisce in terapia intensiva.
    Attenzione: non c’è scritto da nessuna parte che “solo i vecchi finiscono in terapia intensiva”.
    No: nella bergamasca (drammaticamente flagellata) in terapia intensiva ci sono un sacco di 40enni.
    Ossia: il coronavirus non ti dà il preavviso, non ti dice, una volta che ti “becca”, se ti spedisce o no in terapia intensiva; tra i contagiati qualcuno viene colpito in forma meno severa, e qualcuno (ivi inclusi i 30-40enni) deve ricorrere a trattamenti di terapia intensiva.

    Quindi un invito fraterno al baldo 20-30-40enne che ha scambiato l’uscita al supermercato per occasione di ritrovarsi a drappelli, se non a branchi, in amena cianciante comitiva.
    Ecco: oggi non è più possibile.
    Se non vuoi rispettare le regole per tutelare gli altri, almeno fallo per istinto di sopravvivenza, per evitare l’autolesionismo.
    1 di quei 10 contagiati che finisce in terapia intensiva potresti essere tu. E se non fosse chiaro, finire in terapia intensiva non è uno scherzo, vuol dire che non riesci più a respirare da solo, e che per sopravvivere hai bisogno di un aiuto respiratorio artificiale, e che sei in grosso pericolo di vita.

    Tenete pure presente che nella bergamasca, nel bresciano, e in genere in Lombardia, a un tiro di schippo da dove vivo, nonostante l’eroismo del personale medico e infermieristico e malgrado tutti stiano facendo il possibile e l’impossibile per attrezzare nuovi posti di terapia intensiva, la situazione è al limite del collasso e i posti scarseggiano (un posto di terapia intensiva non si crea da un giorno all’altro, non basta aggiungere un letto, ci vogliono costosi macchinari idonei e personale capace di eseguire trattamenti idonei; non ci si improvvisa intensivisti), quindi a maggior ragione meglio osservare le regole (tanto più che non è che perché c’è il coronavirus portentosamente non ci sono più infarti e quant’altro, sicché in terapia intensiva si continua a finire come prima non solo a causa del coronavirus).

    Grazie

    1. Sottoscrivo il tuo commento @Alessandro, aggiungo che è di ieri una restrizione per l’Emilia Romagna che:

      – chiude al pubblico tutti i parchi e giardini pubblici;
      – vieta lo spostarsi a piedi o in bicicletta come “passeggiata”, ma SOLO per i motivi previsti dalle precedenti normative con autocertificazioni;
      – chiude al pubblico gli esercizi bar o ristoro delle piazzole di servizio carburante dell’AREA CITTADINA;
      – obbliga a limitare gli spostamenti per bisogni degli animali da compagnia, agli spazi immediatamente attorno al proprio domicilio

      Questo succede anche perché in tanti hanno ABUSATO delle possibilità previste in precedenza.

      Stiamo in compagnia dei nostri famigliari e impegnati nella preghiera, anche quella che solitamente non praticavamo: Lodi, Angelus, Vespri, Rosario e RICORDIAMOCI di coloro che invece vivono da soli… per loro è certamente più dura.
      Una telefonata, un messaggio, due chiacchiere, ma anche una preghiera assieme, può essere un GRANDISSIMO aiuto.

      1. giulia

        Mi dispiace non sono d’accordo: non si può il giorno prima dire (e l’hanno detto moltissime autorità) che si può passeggiare ed esattamente IL GIORNO DOPO dire che son tutti delinquenti che ce ne son troppi in giro!
        Un passaggio intermedio lo si deve solo per rispetto dell’intelligenza degli italiani! Prima di accusare di egoismo come tanti politici e vip magari dirci “Scusateci, ma ci siam resi conto che non va bene così, perchè ne escono troppi e quindi ora facciamo un nuovo decreto.” (che ufficialmente contro il passeggio ancora non c’è).
        E magari prima di accusare di essere degli untori sarebbe meglio ricordarci che tra quelli che escono potrebbero esserci persone che vicono in 5 i un bilocale, oppure esserci quel genitore col figlio autistico violento o quel figlio con padre anziano che urla tutto il tempo da demenza senile o quella ragazza col padre violentatore in casa!
        RICORDIAMOCELE STE COSE PRIMA DI SPARARE A ZERO!
        Non sto dicendo in particolare a chi scrive su questo blog, ma sono stanca di sentire ramanzine da GIORNALISTI, VIP o POLITICI che accusano dal oro bel pentalocale col magari tanto di piscina!
        E poi io non credo affatto che i contagiati di questi giorni siano dovuti a quelli che stan passeggiando (faccio presente che io sono in casa da 2 settimane intere)!
        Stare a casa ok, ma dare del delinquente a chi esce con le dovute precauzioni NO!
        Tanto bravi ad elogiare i cinesi per come han rispettato le regole, ma io ricordo benissimo un mese fa quando si parlava di quel padre ricoverato in ospedale in Cina, con due figli e uno disabile morto di fame IN CASA perchè l autorità non lo facevao uscire!

        1. Stefano

          Mah… Forse il buon senso dovrebbe prevenire l’emanazione delle norme. Perchè chi il buon senso ce l’ha, aveva già capito da mò che trovarsi tutti insieme allegramente a fare un pic nic o a giocare a rubabandiera o a correre in gruppo in un parco non è cosa intelligente e, soprattutto, non è cosa irrinunciabile, di questi tempi.

        2. @Giulia, sfogo a parte non trovo nulla di utile e cocente nel tuo commento, a parte cercare sempre il “cattivo” (se non siamo noi, sono loro, se non sono loro, sono gli altri).

          Tutti i decreti passano da una situazione A ad una B in modo netto dal giorno X… non capisco quale dovrebbe essere la transizione soft?
          “Vi avvisiamo che tra un po di giorni sarà così… fate scorta di corsette al parco”??

          1. giulia

            La transizione doveva essere, come già ho scritto:”Ci siam resi conto che ce ne sono troppi che vanno a fare la corsetta, siamo costretti a vietare anche quella” e SENZA ACCUSAR NESSUNO!
            NON:”La gente che corre e passeggia è irresponsabile ed egoista!”
            Quelli che accusano, Bariom, a me sembrano invece i nostri ORACOLI TELEVISIVI!

            1. Vabbé, voi fare l’avvocato di qualcuno? Ti scandalizzi di accuse televisive sparse al vento? A me pare l’ultimo dei problemi (come anche mi pare certe accuse non siano del tutto infondate…)
              Poi se ti riferisci a singoli casi, nomi e cognomi, è una altro discorso…

          2. Alessandro

            @Bariom

            La mia idea è che ci sia stata una gestione politica frenetica, ma che comunque, a parte ciò, in genere l’italiano sia proprio poco abituato a obbedire prontamente e senza furbate a un comando dell’autorità.
            E su questo (sulle cui cause e soluzioni potrebbero lungamente interrogarsi e intrattenerci storici, sociologi, psicologi ecc.) forse bisognerà lavorare come Paese, quando “ricominceremo”. Penso che sia uno degli effetti della grave crisi educativa che investe la famiglia e il sistema scolastico… ma non è questa la sede per approfondire.

            1. giulia

              I francesci e spagnoli hanno invece dimostrato di obbedire subito e senza alcuna minima eccezione!
              Ricordo che i giornalisti sono tanto bravi a ricordare le 50000 contravvenzioni, ma non altrettanto a far notare che si tratta dello 0.09% rispetto al 99.91 che invece non ha sgarrato.
              Anche solo pensare che non ci possano essere infrazioni lo trovo un insulto alla ragione!
              Sarò ossessiva, ma sono convinta che qui si tenda a sottolineare gli sgarri dei cittadini per distogliere la gente dal pensiero che si possa “osare pensare” di fare qualcosa di diverso. Intanto informo che sì, ho già scritto ad una decina di persone tra deputati e senatori.

              1. Alessandro

                @giulia

                Adesso prego il Rosario, soluzioni non ne ho.

                Un grosso problema che sicuramente ha avuto l’Italia sono i pochi posti di terapia intensiva in rapporto alla popolazione. Una riduzione figlia di scelte di politica sanitaria degli ultimi 20 anni circa, non solo quindi di questo governo. E il coronavirus manda il 10% circa dei contagiati in terapia intensiva: ci ha colpito su un punto debole.
                Visto che la Lombardia ormai chiede da molti giorni a gran voce personale medico qualificato e apparecchiature di rianimazione per riuscire come si può a ovviare alla carenza sulla quale ci ha colpiti il virus, l’unico auspicio che posso fare per le altre regioni italiane è: pretendete che arrivino celerissimamente e in grandi quantità apparecchiature di rianimazione nuove, personale medico qualificato e dispositivi di sicurezza idonei (mascherine a norma e quant’altro), augurandovi che non le dobbiate usare e che le misure restrittive adottate impediscano al virus di essere dirompente come in Lombardia…

                Buona serata

          3. luigi

            rispetto all’articolo siamo andati fuori tema: si parlava del libretto ” Chi prega si salva ” , distribuito dall’Associazione don Giacomo Tantardini, di cui il fratello, Pasquale Tantardini, è presidente.
            CL non c’entra niente. Ci terrei che questa precisazione venisse pubblicata per amore di verità. Grazie.

          4. Valeria Maria Monica

            Sì, la tua affermazione non era sbagliata, ma solo incompleta, e Io l’ho precisata.
            La iniziativa era già stata diffusa e pubblicizzata, e non partiva dal papa. Tutto qui.

        3. Alessandro

          @giulia

          Come hai capito, non è che io spari a zero su questo o questo, e non sono un vip con pentalocale, ecc.

          Constato che da più parte si segnalano non persone che si fanno passeggiatine rispettando le debite precauzioni, ma comitive di sfaccendati bradi che se la raccontano, in spregio a ogni regola di buon senso (se non altro), e faccio presente che questo non è accettabile (sarò forse condizionato anche dal fatto che vicino a me, soprattutto nella bergamasca, come ripeto, la situazione sanitaria è – per dirla tutta – oltre il collasso, e forse in altre parti d’Italia in cui il contagio non è così massicciamente diffuso – e speriamo che si diffonda mai! – questo non è ancora abbastanza noto).

          Dopodiché, non faccio polemica politica, ma è del tutto evidente che a livello comunicativo qualche problemino (ino ino ino) c’è stato, che più che prevenire gli eventi (come dovrebbe fare un governante lungimirante ed efficiente che ha in mano tutti i dati necessari per prevedere che succederà in casa sua, e agire di conseguenza tempestivamente) è sembrato che si rincorressero gli eventi con l’acqua alla gola, dopo che gli eventi ti avevano sopravanzato… il passaggio repentino (e oggettivamente spiazzante per tutti) da messaggi ultrarassicuranti (il rischio in Italia è limitato, non pensate che in Italia ci sarà un’altra Wuhan, stiamo parlando di un’influenza un po’ più grave del solito) a “tutti a casa, non si esce per nessun motivo” è figlio sicuramente anche di questo approccio politico non brillantissimo, per così dire.

          1. giulia

            Sottoscrivo Alessandro.
            E non aver paura a fare un po’ di polemica, qui l’ulteriore pericolo è proprio quello che con la scusa dell’emergenza NON SI POSSA DIR “A”!

            1. Alessandro

              @giulia

              Una mia idea (magari sbagliata, beninteso) sulla gestione dell’emergenza ce l’ho, ma è inutile far polemica, tantomeno adesso e qui.
              Ti do un consiglio: ci sono dei parlamentari, prova a contattarne qualcuno (le mail sono disponibili) e fai presente obiezioni e perplessità. Così almeno non si potrà dire che si polemizza tanto per il gusto di polemizzare e in modi impropri, come leoni da tastiera (e ovviamente, se appartieni a una categoria i cui soggetti sono tutelati da organismi deputati, rivolgiti a questi)…

          2. E quando passeremo alle limitazioni di entrate orari ai supermercati perché c’è chi ci va 4 volte al giorno o si ritrova alla chetichella tutta la famiglia per poter passare il tempo, fregandosene anche della fila fuori che aspetta, con chi ce la prenderemo?

            Mah!

            Poi @Alessandro, con tutti limiti e gli errori e senza difendere questo Governo che io non ho votato, prevenire è un gran bel termine nel mondo del perfettibile, ma guarda quanto hanno “prevenuto” gli altri paesi Europei che pure potevano “prevedere” vedendo noi…

            E qui mi taccio, che andiamo troppo fuori il seminato.

            1. Alessandro

              @Bariom

              Certo, quando entriamo nel merito di come “prevenire” entriamo in discorsi complessi, che per essere fatti seriamente necessiterebbo di lunghi approfondimenti, e usciamo dal seminato…

  6. Ricordo a tutti oggi l’invito del Santo Padre: Rosario oggi ore 21.00, tutti, in famiglia, implorando anche l’aiuto di San Giuseppe.

    1. Valeria Maria Monica

      Per l’esattezza l’iniziativa di rivolgersi con questo rosario alla intercessione di San Giuseppe patrono d’Italia è partita dalla Conferenza Episcopale Italiana… Successivamente il papa ha aderito alla iniziativa.

      1. Valeria Maria Monica

        Chiedo scusa e rettifico la mia svista: San Giuseppe non è patrono d’Italia (lo sono San Francesco e Santa Caterina) ma è patrono della Chiesa universale.

      2. Pia

        Il mio è un invito: dobbiamo pregare di più; dobbiamo essere di più a pregare. Pregare pregare pregare. Ognuno come sa e come gli è donato. Pia un’amica del Gius e di Tantardini.

  7. Alessandro

    1) Papa Francesco stamattina ha ricordato come si ottiene la remissione dei peccati gravi qualora NON si POSSA accedere al Sacramento della Penitenza:

    «Io so che tanti di voi, per Pasqua – ha detto il Papa – andate a fare la confessione per ritrovarvi con Dio. Ma, tanti mi diranno oggi: “Ma, padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? E io voglio fare la pace con il Signore, io voglio che Lui mi abbracci, che il mio papà mi abbracci… Come posso fare se non trovo sacerdoti?” Tu fai quello che dice il Catechismo».

    «È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti – ha spiegato il Pontefice – parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: “Signore ho combinato questo, questo, questo… Scusami”, e chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di Dolore e promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”. E subito, tornerai alla grazia di Dio. Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere alla mano un sacerdote. Pensate voi: è il momento! E questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di Dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve».

    2) La raccomandazione del Papa (“Pensate voi: è il momento! E questo è il momento giusto, il momento opportuno”) è all’ATTO DI CONTRIZIONE PERFETTA, che era stato suggerito in questi giorni, tra gli altri, dall’Arcivescovo di Trieste:

    “Atto di contrizione perfetta.

    La Chiesa ci insegna che “tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è il dolore dell’animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1451).

    Ci insegna anche che “quando proviene dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, la contrizione è detta perfetta (contrizione di carità). Tale contrizione rimette le colpe veniali; ottiene anche il perdono dei peccati mortali, QUALORA comporti la ferma risoluzione di ricorrere, appena POSSIBILE, alla confessione sacramentale” (Ivi n. 1452).

    Questi due numeri del Catechismo della Chiesa Cattolica ci dicono che con l’atto di contrizione perfetta si può ricevere il perdono dei peccati fuori dalla confessione – ANCHE dei peccati mortali – PURCHE’ il penitente sia fermamente determinato a correggere la propria vita e sia risoluto nel recarsi alla confessione sacramentale al più presto, quando diventa POSSIBILE. La contrizione perfetta è una grazia di Dio, a cui aprire la nostra anima.

    Per ottenere questa grazia divina, vi offro un piccolo suggerimento: ponetevi davanti a un Crocifisso e recitate, lentamente e sinceramente, questa preghiera: “O mio Dio, dal momento che Tu sei così buono e misericordioso sono sinceramente pentito di aver peccato contro di Te e con l’aiuto della tua grazia non peccherò più. Amen”.”

    https://www.diocesi.trieste.it/2020/03/11/lettera-dellarcivescovo-ai-fedeli-della-diocesi/

    3) Evidenzio che il Papa con molta chiarezza indica che l’atto di contrizione perfetta, per compiersi (e quindi ottenere la remissione dei peccati gravi: “e subito, tornerai alla grazia di Dio”; “la nostra anima diventerà bianca come la neve”)

    a) richiede amore profondo, sincero nei confronti di Dio riconosciuto come Padre amorosissimo e misericordiosissimo: “io voglio che Lui mi abbracci, che il mio papà mi abbracci… parla con Dio, è tuo Padre”

    b) richiede che ci si accusi dei peccati gravi davanti a Dio misericordiosissimo (unica sorgente di ogni autentico perdono) senza reticenze, senza finzioni, senza omettere alcuno dei peccati gravi che si sa di aver commesso, secondo verità, e che di ciascuno di essi si sia acutamente e intimamente pentiti, contriti, e ci si proponga fermamente di non cadervi più:
    “parla con Dio, è tuo Padre, e digli LA VERITA’: “Signore ho combinato questo, questo, questo… SCUSAMI”, e chiedigli perdono CON TUTTO IL CUORE, con l’Atto di Dolore”

    c) richiede che ci si proponga sinceramente di accedere al Sacramento della Penitenza (o Riconciliazione) il prima possibile: “promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”

    4) L’Atto di Dolore, raccomandato proprio da Papa Francesco per compiere l’atto di contrizione perfetta, esprime d’altronde magnificamente in modo inequivocabile tutto ciò di cui in “3 a” e in “3 b” (lo riporto qui sotto, desunto dal Compendio del Catechismo):

    “ATTO DI DOLORE

    Mio Dio,
    mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
    Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
    Signore, misericordia, perdonami.”

    Grazie

    1. Alessandro

      Dalla “NOTA della Penitenzieria Apostolica circa il SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE nell’attuale situazione di pandemia, 20 marzo 2020”:

      “Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la CONTRIZIONE PERFETTA, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal “votum confessionis”, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali (cf. CCC, n. 1452).”

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