#HumanaeVitae vissuta. Parte prima

Cominciamo a pubblicare alcune delle lettere arrivate al blog dopo il nostro invito a testimoniare ai pastori la bellezza di una vita che prova a obbedire all’Humanae Vitae, e che per questo si apre allo splendore di un’esistenza guidata da Dio (che, a giudicare dalle storie, non si fa mai battere in generosità). Sono solo le ultime arrivate, non volevo fare un altro post lunghissimo dopo le dense pagine di Flora Gualdani. Piano piano le pubblicheremo tutte, almeno quelle per cui abbiamo l’autorizzazione (per molte l’ho chiesta, sono in attesa di risposta). Grazie a tutti, e chi non lo ha fatto scriva a  pav@pav.va, magari anche al professore che organizza il corso alla Gregoriana, Humberto Miguel Yanez (unigre.it) e infine al relatore cui abbiamo fatto riferimento chiodimaurizio@ gmail.com

C.M.

A tutti i membri della Pontificia Accademia per la vita
Al prof. Humberto Miguel Yanez
A Don Maurizio Chiodi
Sento il dovere di rendere la mia testimonianza in merito agli argomenti affrontati nella relazione ‘Rileggere Humanae Vitae alla luce di Amoris Laetitia’.
Sono  felicemente sposata da 36 anni ed ho ricevuto il dono di tre figli.
Nei primi anni del mio matrimonio forte è stata la sofferenza per me e per mio marito, legata alle scelte da affrontare sull’apertura alla vita. Una ‘paura’ , instillata non so da chi e da cosa , ci ha condotto all’uso della contraccezione dopo la nascita del nostro secondo figlio. Rapidamente, senza che neanche ce ne accorgessimo, ci siamo trovati a percorrere vite parallele che in alcun modo vivevano almeno l’aspetto di unione del matrimonio. Il passo verso la separazione era già a portata di mano: io ero già seduta nello studio di un avvocato .
I nostri giorni erano segnati da incomprensioni e silenzi, anche senza liti ecclatanti….eppure avevamo tutto: una bella casa, il lavoro sicuro , due figli!
Neanche la Chiesa attraverso i suoi pastori, ci aiutò: ci dicevano che dopo i miei due cesarei era giustificato ricorrere alla contraccezione, ma io non mi sentivo mai rassicurata totalmente.
Un giorno, camminando un po’ persa dietro alla mia tristezza , incontrai una mia vecchia catechista ; fu facile raccontarle la storia triste che stavo vivendo e scaricare tutta la mia angoscia.
Oggi dico che il Signore mi ha inviato un angelo, che mi ha mostrato la via per salvare il mio matrimonio: lei mi invitò a conoscere i metodi naturali di osservazione della fertilità.
La mia prima insegnante ,con infinita dolcezza e sicurezza, chiese di incontrare anche mio marito. Insieme a lui, liberamente , abbiamo scelto questa strada, che nonostante le difficoltà e l’impegno che ci ha richiesto, ha piano piano guarito le ferite profonde che la contraccezione ci aveva procurato.
La verità è che l’Humanae vitae ci ha salvato la vita!
Dopo diversi anni da quella scelta ,ci siamo aperti di nuovo alla vita, e naturalmente dopo il terzo cesareo a 40 anni, non abbiamo pensato minimamente né alla sterilizzazione( proposta puntualmente) né ad usare la contraccezione artificiale. Quando abbiamo risposto ai medici che non avevamo alcun bisogno di ricorrere a quelle strade, perché conoscevamo bene la nostra fertilità, ci hanno guardato scuotendo la testa…..
Il nostro matrimonio è cresciuto e si è fortificato e oggi so veramente cosa significa essere in comunione con mio marito, cosa significa essere sposi perché abbiamo imparato a donarci completamente. Noi testimoniamo la nostra storia anche ai nostri figli, ormai grandi, che ricordano bene quei tempi di sofferenza e la gioia che piano piano l’ha distrutta e ha rigenerato la nostra famiglia.
Ringrazio la Chiesa, che è stata per me Madre e Maestra attraverso Paolo VI,  nonostante la mancanza di chiarezza di alcuni dei suoi pastori .
Grata a Dio, porgo cordiali saluti.
V.F.

***

Siamo Chiara e Luca, abbiamo 33 e 32 anni, siamo sposati da quasi 5 anni e sotto il nostro tetto abitano anche Benedetta, Samuele e Miriam Letizia (per ora), figli dal 2014, 2016 e 2017. Pazzi? Forse. Stanchi? Tanto. Felici? Di più.

Ci siamo solo FIDATI di Dio, quel Dio che ti dice di lasciare le tue sicurezze, perché riceverai già un centuplo, perché il paradiso per te è già su questa terra!

Abbiamo scelto di essere una famiglia APERTA ALLA VITA, aperta cioè alle circostanze della vita, anche agli imprevisti, che spesso si rivelano quelle coincidenze che amiamo chiamare dioincidenze.

Abbiamo scoperto la forza e la felicità generati dalla proMESSA di Dio, che fa bene ogni cosa e mette davanti a me un bene più grande di quello che io stessa penserei per me, piuttosto che da un proGETTO nostro, gettato e controllato da noi sul nostro cammino.

Per noi scegliere la promessa al posto del progetto si è concretizzato a pochi mesi dal matrimonio: la socia presso il mio asilo nido in cui lavoravo come educatrice, mi pose davanti la scelta di aspettare per una gravidanza, perché il lavoro ne avrebbe risentito, le sue sicurezze anche. Lo motivò anche scrupolosamente dicendo, in qualità di coppia guida dei fidanzati, che consigliava a tutti un primo periodo di assestamento, senza allargare la famiglia. Io e mio marito rispondemmo che la nostra famiglia era aperta alla vita e che l’unico “terzo” che si poteva mettere a tavolino con noi nella creazione era solo Dio!

Abbandonammo la sicurezza del lavoro, che di fatto persi dopo l’annuncio della gravidanza. Eppure ci ha atteso il centuplo. E’ arrivata Benedetta, che porta questo nome proprio a ricordarci che la vita da Dio è una benedizione…e una benedizione è anche voler scegliere per amore di qualcuno e non per paura di perdere qualcosa!

Sono poi arrivati ad allargare i nostri cuori e a moltiplicare l’amore nella nostra famiglia anche Samuele e Miriam Letizia: per entrambi, il loro arrivo, ha significato dire no ad altre proposte di lavoro per me, ma ha anche voluto dire per noi scoprire la Provvidenza, scoprirsi bisognosi e dunque aprirsi a relazioni ricche, scoprire che davvero se lasci qualcosa per amor Suo, fidandoti e affidandoti, ti ritrovi a fare l’impossibile che in Sua compagnia diventa possibile, ti ritrovi a gustare cento volte tanto, in amore, vita donata e ricevuta, soddisfazioni, crescita personale e di coppia, fede…

Non so ancora perché nella mia vita per ora è tutto legato così, perché apertura alla vita e maternità ad oggi ha voluto dire anche una scelta di non lavorare, ma se morissi oggi sarei felice perché ho amato…più che guadagnato e calcolato!

Dopo l’arrivo di Samuele ci siamo poi messi in cammino con un’insegnante di metodi naturali, gioendo della ricchezza che ha riversato su tutta la nostra famiglia questa scelta. Conoscere meglio se stessi, imparare a rispettarsi nei tempi, dare valore a un’infinità di gesti imparando l’alfabeto della tenerezza, corteggiarsi e infine sentirsi in comunione di corpo e di anima…ci eleva a una dignità altissima: “poco meno degli angeli” ci ha fatti!!!

Mai più tornerei indietro, mai più mi fiderei di più di me stessa che di Dio: a Lui sta molto più a cuore la mia felicità vera di quanto stia a me!!!

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Gentili Prof,

vi scrivo per raccontarvi la mia esperienza con Humanae Vitae.

Nelle letture del nostro matrimonio qualche mese fa abbiamo voluto che ci fosse la lettera agli Ebrei: “il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia” e nei miei sogni più selvaggi avrei voluto regalare ai nostri ospiti l’Humanae Vitae perché è illuminante, ragionevole, sensata, entusiasmante. Poi ho desistito…

Ma quanto è chiara!

Di assalti, sin dal “concepimento”,  ne ha subiti tanti, ma si difende da sola. Basta leggerla per capire che le interpretazioni verbose che vorrebbero adeguarla, ridimensionarla, o meglio neutralizzarla, sono infondate e mistificanti. Ci si provi con questa frase per esempio: “È quindi errore pensare che un atto coniugale, reso volutamente infecondo, e perciò intrinsecamente non onesto, possa essere coonestato dall’insieme di una vita coniugale feconda”.

E’ questo parlare chiaro, evangelico, che aiuta nelle difficoltà, non la confusione e le mezze parole. Qualche giorno fa in un momento di peccato ero lì a trastullarmi con il “ma che male c’è”, tipico indizio che qualcosa di male c’è. E in quel momento mi sono ricordata: “il matrimonio sia rispettato e il talamo sia senza macchia”. Ovvero “i coniugi sono corroborati e quasi consacrati per l’adempimento fedele dei propri doveri, per l’attuazione della propria vocazione fino alla perfezione e per una testimonianza cristiana loro propria di fronte mondo”.

E poi sono grata a Paolo VI per avermi spinto a riconoscere “l’intenzione creatrice di Dio, espressa nella stessa natura del matrimonio e dei suoi atti”. Perché anche io ho creduto a lungo che “l’insegnamento costante della chiesa” fosse disincarnato, astratto e impossibile. Fino a quando ho capito che si trattava di rispondere alla domanda di Gesù: ti fidi di me? Vuoi farlo per me? Solo quando ho detto si (e ho provato una vertigine!) ho capito che era un insegnamento umano, concreto, ragionevole.

Senza dubbio “Il dominio dell’istinto, mediante la ragione e la libera volontà, impone indubbiamente una ascesi”.  Ma nel fidanzamento “onesto” per usare il vocabolario di Paolo VI, ho imparato che vivere la sessualità secondo la legge naturale  non è un ideale troppo alto. “Con la grazia di Cristo” ce la si può fare anche dopo vent’anni di vita vissuti con altri standard. E i frutti di serenità e di pace nella vita familiare di cui parla HV li sperimentiamo già.

Con rispetto vi chiedo, non provate ad addomesticarla. Non funziona. Se proprio desiderate occuparvene allora provate a prenderla sul serio. Io lo sto facendo.

Giusi

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Alla Pontificia Accademia per la Vita,

Siamo Paolo e Veronica, abbiamo deciso di scrivere la presente perché colpiti in maniera davvero triste e amareggiata dalle parole pronunciate da don Chiodi alla Gregoriana durante la conferenza su Humanae Vitae, in cui si parlava di “dovere alla contraccezione” […] Siamo coscienti e convinti di essere dono l’uno per l’altra, così come siamo certi che le vite dei nostri figli sono un dono. Ci siamo sposati nel 2014, il primo bambino l’abbiamo perso per aborto spontaneo, poi sono arrivati Pietro nel 2015 e Miriam nel 2017. Nonostante le numerose gravidanze e i periodi di allattamento in così poco tempo, uniti al fatto che non di rado il papà/marito è assente da casa perché in viaggio per lavoro, il seguire e l’applicare il metodo naturale sintotermico ci aiuta a stare molto uniti e a vivere un rapporto affettivo sempre felice, sincero e pieno, di dono l’uno per l’altro. Sappiamo che non potremmo vivere la nostra unione in una maniera migliore di questa.

Humanae Vitae salva la vita delle persone. Speriamo vivamente che il messaggio e i contenuti rimangano tali, così come la Chiesa continui nella sua missione di salvezza delle anime.

Paolo & Veronica

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L’ enciclica Humanae Vitae è stata per me e mio marito una benedizione che dura da 30 anni (di matrimonio). Quanto abbiamo capito, della nostra storia di coniugi, con questo documento, letto, approfondito, vissuto, anche con fatica, agli inizi! Quanto ancora ci permette di camminare, grazie anche ai tre figli che abbiamo ricevuti in dono, ai quali abbiamo trasmesso la gioia del nostro vivere la sessualità secondo il metodo Billings.
E quella incredibile definizione di ” amore”! Umano, totale, fedele, fecondo, parole dense di storia, di profondità, di sapienza. Che un uomo, prete, Papa, Paolo VI, abbia espresso l’amore meglio dei miei grandissimi Omero e Shakespeare, andando al cuore della Verità: ” i due saranno una carne sola”!
Voglio testimoniare la grandezza di questa ispirazione del Papa Paolo VI, perché Humanae Vitae possa restare il baluardo del valore della persona del coniuge, della santità del matrimonio.

Vittoria e Lorenzo

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Grata a Dio per il dono della vita ( innanzitutto della mia!) scrivo queste righe , emotivamente abbastanza coinvolta dato il momento contingente che mi vede neo mamma di Paolo, nato il 26 dicembre.

Esprimo innanzitutto gratitudine alla Chiesa che mi ha annunciato la possibilità dell’apertura alla vita nel mio matrimonio, le sono riconoscente perché, senza questo annuncio, io e mio marito questa possibilità non l’avremmo potuta nemmeno immaginare! E questa parola si è realizzata nella nostra vita dandoci la gioia dell’accoglienza e della scoperta della vita di Matteo, di Carolina, di Teresa, di Miriam, di Giovanni, di Anna, di Giorgia e , ora, di Paolo … quando guardo Paolo non posso non contemplare la grandezza di Dio, la sua fantasia nel crearci, nel plasmare, poi, i nostri lineamenti e le nostre vite.

Capisco la complessità e problematicità del dover dare un’ indicazione che  governi la morale sessuale della coppia e che può rischiare di essere un peso per l’uomo e la donna. Anche io ho vissuto ogni nuova gravidanza con “timore e tremore”, desiderosa di fare la volontà di Dio, ma timorosa di non averla correttamente interpretata, di averla fraintesa, di aver fatto cattivo uso della mia “responsabilità” … ebbene, ogni gravidanza (e, di conseguenza, ogni nuova vita) ha confermato l’amore di Dio per la mia vita, la sua fantasia che sa rendere nuova ogni cosa, che ha saputo dare sapore alla mia vita, al mio matrimonio … un sapore che sa di eternità e non delude e che mi ha dato tanta felicità.

Senza il richiamo alle COSE ALTE per cui siamo stati fatti, possiamo accontentarci di sopravvivere magari anche abbastanza felicemente, ma ci perdiamo la possibilità di gustare delle ALTEZZE cui siamo predestinati (e che ci sarà, credo, dato modo di gustare comunque nella vita eterna)…

Non parlare delle grandi possibilità che Dio ci riserva significa anche togliere alle persone la possibilità di godere di esse… lo dico perché riconosco e ribadisco che l’apertura alla vita io e mio marito non ce la saremmo potuta inventare … ce l’hanno annunciata e noi abbiamo provato a fidarci di questa parola e, di conseguenza, di Dio. Questo ci ha permesso di godere di una gioia e di una pienezza che, ugualmente, non ci saremmo potuti nemmeno immaginare.

Anziché darmi un “peso” questa norma morale mi ha annunciato una grande libertà: la libertà dai tanti condizionamenti e dalle tante paure che mi avrebbero impedito di avere un figlio, la libertà dalle paure legate alla nascita di una nuova vita … la libertà dei figli di Dio! ( che credo sia quella che ci permette anche di guardare alle nostre difficoltà, ai nostri limiti, ai nostri peccati,  alla nostra incapacità di fare la volontà di Dio  con un sano senso di autoironia e non di condanna … ragione per cui la Chiesa con l’Humanae Vitae non credo “condanni” chi usa contraccettivi, come non condanna i rapporti prematrimoniali, anche se invita i fidanzati alla continenza … non per “castrare” ma sempre col solo fine di insegnare ad aspettare per raggiungere qualcosa di più “pieno e appagante”).

Concludo con due citazioni che mi stanno molto a cuore

  • “Chi fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele (…), questi troverà la sua felicità nel praticarla.” Gc 1, 25

Questo versetto, letto casualmente pochi giorni dopo la nascita di Paolo, è quanto io ho davvero sperimentato: la felicità nella legge di Dio ( che, evidentemente, è perfetta!)…

Aggiungo una considerazione che può suonare addirittura come ovvia: questa, in effetti, è PAROLA DI DIO!

  • “ Mamma, ha avuto una bella idea Dio a mandati un bambino in pancia… Perché io lo volevo proprio e sono contenta!”

Questa è una frase che mi ha detto mia figlia Anna, di 5 anni, pochi giorni prima della nascita di Paolo … credo sia abbastanza chiaro anche a lei che la sua felicità  in merito alla nascita del fratellino sia da addebitare a Dio e non alla mamma e al papà, che, forse, non avrebbero potuto, da soli, arrivare a tanto!!

Maria

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Ciao Costanza
Grazie per il tuo articolo
Sei ascoltata e Letta con piacere soprattutto dalle mie figlie  femmine. Ne ho 4 , ma anche dai 5 maschi.
Detto questo penserai che sono un fanatico .della famiglia numerosa, ma non è così
Veramente credo nella genialità dello Spirito Santo che ha suggerito l’enciclica HV a Paolo VI, ed è  vero che tra tante cadute , rischi di fallimento,  testate battute contro il muro , ma anche gioie , riconciliazioni  , il ns matrimonio è  arrivato al 40° grazie alla HV.
Certo ha comportato tutto quanto sopra detto, ma senza lo Spirito Santo non sarebbe stato possibile.
L HV non è una  legge o regola , ma un combattimento nel quale abbiamo come alleato ns Signore Gesù Cristo,  senza  l’apertura alla  vita c’è  lo stesso combattimento,  ma siamo da soli.
Un abbraccio
Domenico

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Buongiorno ho 68 anni e sono sposato cristianamente da 43 anni. Ho 5 figli e 15 nipoti, l’humanae vitae ha contribuito enormemente a salvare il mio matrimonio e la vita. Cordialmente saluto e porgo la pace di Cristo risorto.

Mario Veschini

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Sono in pieno d’accordo con Costanza che  l’humanae vitae mi ha salvato la vita.

Serenella Trezza

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Sarebbe bello riuscire a scrivere tutto quello che ho ricevuto dall’enciclica “Humanae Vitae” ma non ho questa capacità. Due cose però voglio dirle così come ci riesco.

La prima.

Dio ci ha dato la grazia di poter sperimentare nella vita la bellezza del matrimonio (siamo sposati da 31 anni), e sempre per quella grazia abbiamo 3 figli sulla terra e 6 in cielo. Abbiamo avuto battaglie, incomprensioni, difficoltà ma proprio questo oggi mi porta a dire che nell’Humanae Vitae ho trovato sempre una aderenza al mistero di Cristo morto e risorto che ci santifica come persone e come coppia.

La seconda.

Facciamo corsi ai fidanzati (ed ora in maggioranza conviventi) in preparazione al matrimonio da oltre 25 anni e mai mi sono trovato in difficoltà ad annunciare castità, apertura alla vita, paternità responsabile e quant’altro riportato nell’Humanae Vitae . Anzi, quanta gioia vedo in chi ascolta queste cose anche per la prima volta. Anche quelli più spaventati gioiscono nel sapere che esiste una tale bellezza nel matrimonio.

Filippo

23 pensieri su “#HumanaeVitae vissuta. Parte prima

  1. Costanza, mi sa che hai avuto veramente una grande idea…

    PS Purtroppo non riesco a ritrovarla, ma tutto ciò mi ricorda una vignetta vista su un sito cattolico americano, qualche anno fa. La descrivo a parole: sotto, in mezzo ad una selva, tre cardinaloni che si sono persi e cercano di interpretare una mappa per trovare la strada, evidentemente senza riuscirci. Sopra, un viadotto percorso da auto e pulmini, con dentro famiglie numerose, che procedono veloci verso la meta. Uno di questi veicoli è fermo a bordo strada, e gli occupanti cercano di farsi notare dai cardinaloni, indicando loro la strada (ma uno dei prelati, che ha visto il tizio sopra il ponte, fa finta di niente e suggerisce agli altri due “Fate finta di niente… prima poi se ne andranno”).

    Invece mi sa che non se ne vanno 🙂

  2. sim

    Credo che relegare H.V. a pillola sì pillola no sia limitativo. Per me, quello che chiedo alla Chiesa, è che mi aiuti ad alzare lo sguardo: ho bisogno che la strada per realizzare la mia felicità (santità) mi sia indicata con chiarezza e poi se cado pazienza, mi rialzo. La Chiesa è madre e una madre, una maestra, a un bambino che sta imparando a leggere non dice è troppo difficile, non leggere, ma si mette li vicino e piano piano lo accompagna ad imparare e a gustare la bellezza della lettura. Imparare ad amare(si) con verità non è facile, ma che tristezza se la Chiesa dicesse bene, è difficile e allora trattatevi come animali. Sminuire H.V. è come dire visto che la strada è difficile non iniziare neanche il cammino, se poi rimani nella nebbia della pianura padana e non guardi le meraviglie dalla vetta del Monte Bianco a me (Chiesa) non importa!

    1. Guendalina D'Alba

      Gent.le SIM,
      ma lei con quale ardire si permette di chiamare ANIMALI i coniugi che non mettono in pratica la HV e, quindi, hanno scelto altre strade di genitorialità responsabile?
      Lei ha detto che coppie di coniugi come i miei nonni, i miei genitori, molti amici si sono accoppiati come animali perché hanno usato altre (e dico altre… perché ANCHE i metodi naturali SONO metodi contraccettivi) accortezze contraccettive…
      Certo che se pensate di conquistare alla bellezza dei metodi contraccettivi permessi dalla HV qualcuno chiamandolo…animale…direi che ben ristretto sarà codesto numero…
      Una parola così ferisce e basta… anche perché nessuno può sapere (se non la coppia) su quale fondamento si basa una tale decisione…
      Sarà sempre e comunque una decisione peccaminosa? Forse… ma molto spesso è mischiata a dolori, lacrime, sangue, preghiere, rimpianti… questi sono gli animali che si accoppiano senza ritegno. Saluti, Guendalina.

      1. giovi

        Onestamente, cara Guendalina, mi pare che la tua interpretazione delle parole di sim sia del tutto forzata : non ha detto affatto quello che lamenti.
        Sempre onestamente, forse la lingua batte dove il dente duole: non avresti reagito in questo modo così poco sereno e tanto aggressivo.
        La bella notizia è che a, anche se si sbaglia( e sbagliamo tutti, questo è poco , ma sicuro) , Dio e la Chiesa sono sempre pronti a riaccoglierci, anche quando facciamo fatica noi a riaccogliere noi stessi.

        Che poi, sorvegliamo attentamente gli ormoni che si danno alle mucche e agli animali in genere, e sugli ormoni di cui imbottiamo le nostre figlie, le nostre mamme, le nostre sorelle, dovremmo stare zitti ?
        Io ho questa idea fissa, di far leggere un qualsiasi libro di fisiologia della riproduzione a tappeto e voglio vedere poi qual ginecologo potrebbe continuare a sostenere che la pillola non fa male !
        Se tutti sapessero quante connessioni ha il sistema riproduttivo umano col cervello, per esempio, quante depressioni nascano dal blocco della fertilità, quante connessioni con la tiroide, col sistema cardiocircolatorio…
        No, no, noi ci trattiamo peggio degli animali !

      2. Alessandro Giuliani

        la pillola anticoncezionale ha effetti abortivi (impedisce l’annidamento in utero di un embrione fecondato..e quindi lo porta alla morte) e dunque non si tratta affatto di una scelta di genitorialità responsabile. I metodi naturali non sono affatto contraccettivi in quanto permane l’apertura alla vita e l’accettazione di questo dinnanzi a Dio. Che poi i metodi naturali siano molto efficaci e rispettino il corpo degli sposi questo non può che essere un motivo in più per usarli, ma non prendiamo scuse..apriamo le porte a Dio, diamogli lo spazio che merita nella nostra vita. La vita con Dio non toglie nulla, anzi è molto più ricca.

        Alex

        1. fra' Centanni

          Complimenti per la chiarezza espressa con poche parole.

          Lei, per caso, è quel prof. Giuliani che frequenta il sito del prof. Pennetta?

      3. fra' Centanni

        Mi scusi Guendalina, ma lei conosce i metodi permessi da HV? Secondo me lei parla di qualcosa che non conosce. I metodi naturali non possono in alcun modo fare contraccezione, per il semplice fatto che consistono nell’astenersi dall’avere un rapporto sessuale. Come potrebbe realizzarsi la contraccezione durante un “non rapporto”?

        Chiarito questo, è giusto anche qualificare i mezzi contraccettivi per quello che sono. Poco più sotto il (credo professore) Giuliani ha chiarito che la pillola uccide l’embrione fecondato, quindi uccide il figlio. E’ questa la “genitorialità” responsabile di cui va parlando? Questo è essere animali, altro che responsabili. E bene ha fatto sim a chiamare le cose con il loro nome.

        1. Guendalina d'Alba

          Gent.le Giovi,a quanto pare io non ho forzato le parole di Sim…tanto che anche il caro fra centanni…seppure con conclusioni diverse…ne ha dato la stessa,sferzante interpretazione… Orbene questa parola…animali…mi rammenta un aneddoto familiare che ha come protagonista mio nonno, fratello maggiore di sei sorelle. Una di queste era sposata con un cattolico convinto che in 6 anni di matrimonio l’aveva resa madre 4 volte. Che lei condividesse o meno tale progetto 70 anni fa circa non credo fosse particolarmente importante… alle brave mogli cattoliche veniva insegnato che dovevano obbedienza ai mariti anche x ciò che concerneva i “doveri coniugali”. Bene… mio nonno… uomo tutto di un pezzo, come non ce ne sono più… un giorno prese da parte il cognato e lo redarguì dicendo:” Ma non vedi che tua moglie è allo stremo? Non puoi almeno stare attento? Cosa sei,un animale? “. Già…sempre di animali si tratta…Saluti, Guendalina.

          1. fra' Centanni

            Con questo lei non ha risposto. C’è modo e modo di stare attenti. C’è il modo degli animali, che scelgono la pillola a costo di uccidere un figlio; e c’è un modo umano, che è quello di conoscere e rispettare la natura umana e, particolarmente, quella femminile.

            Resta il fatto che la pillola uccide i figli.

            1. Guendalina d'Alba

              Pensavo che avendo specificato che si parlava di coppie di circa 70 anni or sono,lo “stare attenti” fosse intuibile…il nonno parlava di coito interrotto… ma soprattutto di tenerezza e rispetto x la sposa… Quello che voglio dire e’ che la mia esperienza mi insegna che x giungere a obbiettivi importanti spesso vi sono diverse vie…ma so che su questo punto non saremo mai d’accordo…buona giornata, Guendalina.

      4. Emanuele

        Anche se sono parole forti, sono parole vere… I metodi naturali non sono metodi contraccettivi, come spiegato anche da altri, ma metodi altamente scientifici che permettono alla donna di conoscere con certezza quando essa è fertile. Resta alla coppia la libera scelta se avere o non avere rapporti nei giorni fertili.

        Applicare metodi naturali richiede due facoltà tipicamente umane: la cultura, ossia la conoscenza dei metodi e il libero arbitrio, ossia la facoltà di scegliere tra bene e male. Applicare queste due cose rende certamente l’uomo più umano e lo rapporta al Cielo, sua ultima meta

        Viceversa, il “mondo” propone di abbassare lo sguardo dalle vette innevate, alla pianura nebbiosa come ha detto qualcuno. Anzi di abbassare lo sguardo proprio a terra e di comportarsi come gli animali che, non sapendo e non potendo scegliere, sono preda degli istinti.

        I metodi contraccettivi in sostanza danno un messaggio alle persone: “siccome non conosci e non sai dominarti, come gli animali, ti propongo una pillola che ti mantiene nell’ignoranza e ti permette di sfogare i tuoi istinti”

        Non vi è poi nulla di male a dire che l’uomo è un animale perché effettivamente lo siamo secondo la scienza, ma l’uomo è anche un essere spirituale secondo la fede. Lo spirito dovrebbe vivificare e guidare la carne, non viceversa.

        L’uomo che non si fida del suo spirito che lo guida a Dio è un animale, nel senso che ha rinunciato a tutte le cose propriamente umane: fede, scienza e libertà.

        Ovviamente tutti noi sbagliamo e spesso cediamo al peccato. Tutti spesso siamo animaleschi nei nostri comportamenti (cupidigia, rabbia, passione, violenza, ecc.), ma nuovamente possiamo tornare ad essere umani, membra del Corpo di Cristo, con i sacramenti e riconoscendoci peccatori. Chi ce lo fa notare in modo schietto applica la correzione fraterna evangelica e dovremmo sempre ringraziarlo con umiltà. Questo chiedeva Sim alla Chiesa.

  3. vale

    Non so quanto casualmente oggi su”il foglio* un articolo su opzione Benedetto e la preghiera di langone . tutti e due contro*civiltà cattolica”che stigmatizza i cosiddetti conservatori o tradizionalisti.
    Langone li definisce,i critici,clero costituzionale,ovvero quelli che per voltare fecero il gran rifiuto.
    Dreher nota che questi modernisti della misericordia utilizzano la calunniacome argomento mascherandola da critica ragionevole:la vera ragione è affermare il potere il dominiosu chi dissente.
    Siamo cosìmisericordiosi che ti puniamo per farti capire quanto siamo misericordiosi..
    È la loro idea di dialogo.gli altri,se va bene,sono passatisti scismatici.quando non eretici o apostati.

    Pace e bene

  4. V.F., 3 figli in totale
    Chiara e Luca, sposati da quasi 5 anni e 3 figli
    Giusi non dà dettagli
    Paolo & Veronica, 3 gravidanze e 2 figli in 3 anni
    Vittoria e Lorenzo, 3 figli in totale
    Maria, 8 figli
    Domenico, 9 figli
    Mario , 5 figli
    Serenella non dà dettagli
    Filippo, 9 gravidanze e 3 figli (se ho ben capito)

    Queste testimonianze mostrano l’esistenza di persone contente di seguire queste regole.
    Non dimostrano che esse funzionino nel contenere le gravidanze (ma magari non era quello l’obiettivo).
    Mi pare ancora troppo poco per continuare a sostenere che questa regola debba essere obbligatoria per tutti e in ogni circostanza di vita. Del resto è largamente disattesa (lo dice anche la sig.ra Flora Gualdani). Ovvio che la bontà di una scelta non dipende dal successo di pubblico ma questi aspetti di comprensione non possono essere ignorati quando si studia un fenomeno e si fanno considerazioni pastorali.
    So che a qualcuno fumeranno gli occhi per queste considerazioni ma sto imparando a ignorare i fanatici incapaci di confronto.
    Per inciso: io ho 3 figli in totale. Mai usato contraccettivi perché seguo la norma di un mio consigliere spirituale: “segui quel che dice la Chiesa; se sei in disaccordo chiediti se la richiesta è lesiva della tua dignità; se la risposta fosse affermativa: NON seguire quanto richiesto”. Io ho seguito quanto richiesto.

    Io penso che dell’HV, dopo la bufera, resterà la parte migliore: l’invito a una vita di coppia incentrata sull’intesa, sull’autocoscienza, sul non avvelenarsi di farmaci, sulla ricerca di una vita vera sia qui sulla terra che dopo in quella eterna. Chi per tanti motivi non seguirà l’HV (o non la seguirà subito) si sentirà comunque libero di fare quello che in coscienza sente di riuscire a fare (lui e il partner) in quel momento della sua storia, libero dal capestro di certi crudeli Giudici.
    Mi hai sentito? ora prendi un valium e vai… a dormire.

    1. Non dimostrano che esse funzionino nel contenere le gravidanze (ma magari non era quello l’obiettivo).

      Ecco, magari no: quello è il tuo obiettivo, evidentemente, che con il cattolicesimo non c’entra niente. Quanto alla “dimostrazione”, ti è stata data più volte in vari mesi. L’ultima te l’ha data Rosa pochi minuti fa, e gli altri che hanno citato GPII. Semmai, saresti tu a dover portare prove se vuoi sostenere una cosa diversa. Prove che non porti mai: i tuoi interventi sono solo una ossessiva ripetizione di quell che pensi tu, e secondo te ci dovrebbero essere dei fessi che ti stanno a sentire? Ma chi ti credi di essere? Mai una volta che tu abbia il coraggio di entrare nel merito degli argomenti. Capisco che sei ringalluzzito perché vedi tuoi compari al potere, come Don Chiodi: tuttavia, la cosa non conta niente. La storia è piena di nullità presuntuose che hanno preteso di cambiare la Parola di Dio e, dopo essersi godute qualche momento di gloria, sono finite nel nulla; questo umanamente parlando. Spiritualmente parlando, pretendere di modificare la Parola di Dio è peccato contro lo Spirito Santo, ovvero il più grave di tutti.

  5. cinzia

    Io invece l’HV non l’ho seguita fino ad un anno fa (sono sposata da 14 anni). Nessuno – nemmeno al corso prematrimoniale – me ne ha parlato, ed ero troppo concentrata a preoccuparmi per il lavoro che a un certo punto per mio marito non c’è più stato, per i miei problemi di salute, per le difficoltà economiche ….
    A volte la pillola l’ho usata per evitare una gravidanza, a volte questo è stato solo un comodo effetto collaterale visto che in alcuni casi viene prescritta per controllare o risolvere delle patologie….
    Più volte mi sono confessata per questo, ma nessun sacerdote che ho incontrato mi ha fatto riflettere sul fatto che forse c’era un’altra strada per evitare una gravidanza, e nessuno mi ha incoraggiato a fidarmi veramente del Signore.
    E questo è un peso grande nel mio cuore, un peso che stava distruggendo il rapporto con mio marito…..
    Quando ora sento mettere in dubbio la validità dell’HV provo tanta rabbia, perché è stato proprio il non seguirla che mi ha fatto soffrire.

  6. lumpy

    Parlare di metodi naturali ai corsi prematrimoniali permetterebbe di trovare quel famoso “terreno comune”, sempre più difficile da reperire, tra le varie coppie presenti. L’ho già detto e ridetto: o ci lasciano (mi riferisco ai sacerdoti responsabili) fare a queste coppie un annuncio alto, altissimo (e la sfida dell’HV lo è), oppure non andiamo da nessuna parte. Se ti trovi di fronte 4 coppie conviventi da anni, due già con figli, una coppia decennale appena uscita da una crisi, una paio di coppie giovani (sessualmente attive) e magari una, rarissima, coppia che vive la castità che senso ha proporre a tutti le stesse lezioncine? L’avvocato, il ginecologo, il mediatore familiare…. tutto questo a gente che convive da 8 anni??? Perché molti sacerdoti si vergognano (e ci impediscono) di parlare dell’HV?

    Perché non capiscono che proprio l’HV andrebbe proposta a quelle tante coppie ampiamente conviventi che affollano i nostri corsi, persone spesso tormentate, i cui problemi non sono tanto legati alla castità, quanto al calo del desiderio, all’infertilità, al figlio tanto desiderato in precedenza respinto e “proprio ora che è tutto in ordine” si permette di non arrivare? Persone che si sono già tradite, lasciate, riprese, spesso proprio perché l’unico modo di risolvere i problemi che conoscono passa dalla camera da letto, e quando questo gesto è divenuto meccanico (essendo sempre a disposizione), sono andati a cercarlo in un altro letto? Quanto grandi sarebbero i frutti dell’HV con queste persone, quanto! Dovremmo gridarlo dai tetti: signori, se volete questo sacramento, questa è la via stretta. Fidatevi, ne varrà la pena: dove c’è rabbia, frustrazione, lite, scarso rispetto, conoscere i ritmi del corpo femminile vi insegnerà la tenerezza, il rispetto, un nuovo linguaggio sponsale, un linguaggio in cui l’atto sessuale è vissuto come qualcosa da prezioso, non sempre a disposizione, da attendere o da cercare, non come un gesto meccanico a cui apportare modifiche à la 50 sfumature di nero.

  7. Da Roit Silvano

    Premesso che siamo tutti peccatori salvati,
    secondo me la castita’ e’ una sfaccettatura luminosa della Grazia divina.
    (Forse e’ meglio dire “abbagiante”?)
    Comunque sia, penso che
    la castita’ sia una perla preziosa
    che dovrebbe essere la normalita’
    per chi ha incontrato davvero Gesu’ Cristo.

    Uomo o donna,
    giovane o anziano,
    sposato o no,
    religioso o laico,
    malato o sano
    fortunato o fortunato
    ricco o povero
    laureato o no….

    sono tutte cose secondarie
    rispetto a vivere veramente da Figli di Dio
    in comunione con Gesu’ Cristo.

  8. Digital

    Scusate se pubblico qua un commento relativo al post precedente che è stato chiuso ai commenti.

    @ Francesca
    Vedo proprio che non ci capiamo!
    Qua non è in discussione il fatto che le 2 coppie dei 2 casi limite debbano astenersi (al fine di non rischiare una nuova gravidanza) ma il fatto di cosa proporre alle 2 coppie nel caso in cui non vogliano o non siano in grado di vivere quel determinato periodo (cioè fino alla menopausa) in continenza. Ed è proprio il caso delle 2 coppie di cui si sta discutendo.
    Allora, due sono le scelte: 1) chiusura alla vita; 2) apertura alla vita. Il Magistero della Chiesa dice che deve sempre prevalere l’apertura alla vita anche a rischio di una nuova gravidanza che potrebbe comportare la morte della donna.
    Pertanto, qualora la coppia decidesse per la seconda opzione (apertura alla vita) allora i loro atti sessuali sarebbero comunque moralmente leciti perché aperti alla vita e non come dici erroneamente tu peccaminosi! Infatti, per essere tali devono essere chiusi alla vita, cioè, fini a se stessi.

    1. Premessa: il seguente post è solo per cattolici osservanti praticanti. Non mi sto rivolgendo ai non cattolici e ai non credenti – i quali avranno visioni della vita diverse dai cattolici.
      Sto parlando esclusivamente al Sig. Digital.

      ————-

      @Digital.
      No, mi spiace, ho ragione io. Stai sbagliando su tutta la linea. La Chiesa Cattolica è molto chiara in tal senso. Il Magistero è cristallino.
      (solo alcuni gruppi presunti “cattolici” oggi si arrogano il diritto di parlare al posto della Madre Chiesa. Con danni notevoli sul piano della dignità umana, nonché per la possibilità di salvezza delle anime così sviate, costrette a vivere una vita anche psicologicamente confusa da questi “principi” antiumani… Chi teorizza queste cose secondo me deve confidare nella Misericordia perché diffondere certe “dottrine” è, a mio umile avviso, molto rischioso davanti a Dio, in quanto si invitano gli sposi a seguire la concupiscenza a discapito di tutto il resto – facendola passare addirittura per santità!).

      Scrivi: “cosa proporre alle 2 coppie nel caso in cui non vogliano o non siano in grado di vivere quel determinato periodo (cioè fino alla menopausa) in continenza”

      “nel caso non vogliano”
      Non esiste. Devono volere ciò che vuole la Chiesa cioè Cristo.
      Altrimenti peccano. Poi vanno a confessarsi. C’è il perdono, sempre. Ma hanno peccato.
      Se hanno scelto il matrimonio cattolico: quello è.

      “o nel caso non siano in grado”
      Se non sono in grado la seconda via (male minore) è il male indicato dalla Gualdani.
      Non il tuo. Il tuo è il male maggiore.
      Astenersi dal sesso non è come astenersi da mangiare o bere o dai bisogni fisiologici: astenersi dal sesso è possibilissimo.
      Se vai al circolo buddista sottocasa è pieno di “asceti” pluriennali. Chissà perché se lo ordina il Buddha lo ascoltano senza battere ciglio e fanno i salti di gioia.

      Per favore leggi attentamente ciò che ti scrivo di seguito.

      “Ed è proprio il caso delle 2 coppie di cui si sta discutendo”
      I due casi sono piuttosto diversi in realtà. Cmq vabbè, facciamo finta che.

      Scrivi: “Allora, due sono le scelte: 1) chiusura alla vita; 2) apertura alla vita. Il Magistero della Chiesa dice che deve sempre prevalere l’apertura alla vita anche a rischio di una nuova gravidanza che potrebbe comportare la morte della donna.”
      SBAGLIATO. Il Magistero dice il contrario. Per favore leggi ciò che ti scrivo…

      Ok, vediamo.
      Caso: pericolo di vita causato da una azione volontaria.
      Quinto comandamento: Non uccidere.
      Relazione con Humanae Vitae.

      Caso da manuale è un coniuge con Aids (magari contratto da trasfusione di sangue in ospedale – caso purtroppo non raro nei decenni passati).
      Il coniuge con Aids può infettare il coniuge sano e metterlo/a a rischio di vita.

      Quando c’è il rischio per la vita del coniuge (marito o moglie + eventuale feto) la prima scelta obbligatoria che indica la Chiesa è astinenza TOTALE a vita dalle attività sessuali.
      Seconda scelta: sempre affermando che il preservativo è peccato, la Chiesa, senza consigliare il contraccettivo, praticamente afferma: se per caso “cadete” in tentazione e lo usate (in extremis) come male minore: andate a confessarvi e finita là.
      Ed è esattamente ciò che ha fatto la signora Gualdani nel secondo caso (in cui c’era la moglie malata e la gravidanza poteva ammazzarla, oltre che ammazzare il feto, visto che era in chemioterapia). Ha scelto, tra i mali, in qualche modo un male minore – come dice lei stessa. Sempre male rimane. Il bene era l’astensione totale – ma probabilmente, come dici tu, forse i coniugi non erano in grado.

      Nota: non che la Chiesa consigli il contraccettivo.
      La Chiesa consiglia anzi PRESCRIVE caldamente l’astensione dagli atti sessuali in tutti quei casi.

      Se il marito ha l’Aids, e usa il contraccettivo con la moglie dovrebbe andare poi a confessare due peccati: ha messo parzialmente a rischio la vita della moglie e ha usato il contraccettivo (che comunque per l’Aids non è sicuro al 100%).
      Se è la moglie ad essere ammalata di Aids: ha messo a rischio la vita del marito e ha usato il contraccettivo.
      Ma il peccato più grave lo avrebbero commesso compiendo atti coniugali a rischio di infettamento malattia senza alcuna protezione fisica = rischio morte.
      Il preservativo è sempre un MALE (peccato) ma in questo caso estremo è male minore.

      Lo stesso principio lo devi applicare ad altre patologie (della donna) che mettono a rischio la vita della sola donna nel caso rimanga incinta.
      (+ il rischio del feto malformato o destinato ad aborto spontaneo precoce).

      A meno che tu non voglia affermare che la vita dell’uomo è più importante di quella della donna (cioè se la donna si becca l’Aids va bene, mentre se in pericolo di contagio è l’uomo allora bisogna astenersi dai rapporti).

      Forse, può essere che l’unica “pecca” del documento della Gualdani sia che tanti come te non comprendono il senso del “male minore” attuato in extremis (su migliaia di casi).
      È praticamente un peccato con maggiori attenuanti rispetto ad un peccato con meno attenuanti.
      Per non peccare assolutamente, per la Chiesa Cattolica bisogna astenersi e basta.
      Mentre la tua strada è, in linea di principio, globalmente, più peccaminosa di quella della sig.ra Gualdani.

      Se vuoi puoi studiare bene-bene-bene le seguenti spiegazioni dottrinali dell’esperto. Sono accuratissime:

      https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4843

      https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1751

      Devi inoltre considerare, in teologia e dottrina cattolica, che i precetti negativi (a differenza di quelli positivi) OBBLIGANO: SEMPRE, TUTTI, e in OGNI CIRCOSTANZA, senza eccezioni.

      Qui il precetto è NON UCCIDERE (precetto negativo) – e si applica appunto anche ai seri problemi di salute che possono portare alla morte la donna in caso di gravidanza.

      [non è che puoi obiettare: “con tutta probabilità la donna morirà ma forse magari chissà si salva, e forse il bambino sopravvive” – perché è come dire che “io volontariamente ti butto giù dal ponte ma forse magari ti salverai, però anche se muori io forse ricaverò qualcosa di vantaggioso, chi lo sa”).

      Un documento magisteriale importante. Giovanni Paolo II nella Veritatis splendor dice: “I precetti negativi della legge naturale sono universalmente validi: essi obbligano tutti e ciascuno, sempre e in ogni circostanza.
      Si tratta infatti di proibizioni che vietano una determinata azione semper et pro semper, senza eccezioni, perché la scelta di un tale comportamento non è in nessun caso compatibile con la bontà della volontà della persona che agisce, con la sua vocazione alla vita con Dio e alla comunione col prossimo. ” (VS 52)
      “Di fronte alle norme morali che proibiscono il male intrinseco non ci sono privilegi né eccezioni per nessuno” (VS 97).

      Uccidere è un male intrinseco.
      Ricorda: il precetto NON UCCIDERE è un precetto negativo – ed è un Comandamento.
      Mentre gli atti coniugali sono un’ attività legata al matrimonio, stipulato validamente tra persone in buona salute. O anche in cattiva salute se dichiarata e accettata dal coniuge.
      Se durante il matrimonio cambia lo stato di salute, cambiano alcuni parametri.
      [“in salute e in malattia”].

      Tra i Dieci Comandamenti non ce n’è uno che dice “fai figli”.

      Quando si mette a serio rischio la vita di una persona ci troviamo in pieno ambito del Comandamento NON UCCIDERE.
      (e di conseguenza anche: non suicidarsi, nel caso della donna in età fertile. La donna santa è quella che muore perché ha saputo della malattia DOPO la gravidanza, e ha deciso di non abortire.
      Se lei e il marito lo sanno PRIMA: è sfidare Dio, è sputare addosso alla vita. Che il Signore abbia Misericordia. Speriamo che abbiano attenuanti da opporre a tale comportamento. Preghiamo per chi cade in questi inganni).
      Dio ci dona la vita perché la mettiamo a disposizione per il bene, per tutti. Non è obbligatorio trasmettere il nostro patrimonio genetico biologico. Se una coppia non può generare figli naturali può andare a “generare” nella società in mille altri modi: ad esempio dedicandosi all’evangelizzazione.

      Per favore convertiti e credi alla Chiesa.
      Questo aspetto della relazione tra uomo e donna, del rispetto per la sacralità della vita altrui, è fondamentale per l’edificazione di una società cristiana.
      Tra i due, se c’è uno che deve prendere la decisione di sacrificarsi, per la famiglia e per poter essere un vero uomo: è proprio l’uomo. (la donna in sè e di per sè rischia già la vita ad ogni normale gravidanza + parto, noi il rischio ce l’abbiamo già incorporato… E poi “diamo la vita” dedicando cure materne a tutti…)
      … Come faceva quel proverbio cattolico rivolto agli uomini..? … “Muori per lei” (cit.).
      Comunque, a parte le battute: la vita è sacra. Come cattolici dobbiamo preservarla, e usarla per andare nel mondo a predicare il Vangelo. Non per ricercare… “autoimmolazioni” senza ragione.

      P.s. nel caso in cui la donna non rischiasse la vita, e il rischio degli atti coniugali fosse “solo” una altissima probabilità o 100% probabilità di mettere al mondo un bambino ammalato / handicappato ma vivente, allora hai ragione tu: nel caso i coniugi non fossero in grado di astenersi dagli atti coniugali dovrebbero usare i metodi naturali.
      (Anche se il confessore in tal caso sarà davvero molto misericordioso se usassero in extremis altri mezzi…)

      Inoltre ricordiamo che sono sempre state gradite a Dio e dalla Chiesa quelle coppie che ad un certo punto, magari dopo alcuni figli, di comune accordo hanno deciso di fare il sacrificio dell’astinenza totale come offerta a Dio e al mondo sofferente (proprio come il digiuno: funziona uguale). Avendo più tempo a disposizione lo dedicano alla preghiera e all’attenzione al prossimo.

      Insomma: ho ragione io. La dottrina cattolica, per chi la segue, è questa.

      … Perdona il romanzo. Ti lascio 24 ore per studiare 😊

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