È morto il cardinal Carlo Caffarra

di Costanza Miriano
di  Costanza Miriano
 E’ morto un padre per tanti di noi. Il cardinal Carlo Caffarra. L’uomo più colto, intelligente, umile che abbia mai incontrato. Innamorato di Dio e della Chiesa, leale col Papa. Parlava di uomo e donna, di famiglia e maternità e paternità come solo Giovanni Paolo II sapeva fare. Spero di non essere presuntuosa nel dire che era anche mio amico, come di tantissimi di noi. Solo il 24 agosto ha abbracciato tutti i miei figli e lo porterò sempre nel cuore. Era stato molto male ma gli avevo fatto promettere che non se ne sarebbe andato presto.

Adesso che sei con Karol, mi raccomando, veglia su di noi caro padre! Ti voglio tanto bene e mi mancherai terribilmente. Spero di raggiungerti un giorno.

 

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BIOGRAFIA

39 commenti to “È morto il cardinal Carlo Caffarra”

  1. Mancherà a tanti… un uomo di fede, un padre che sapeva scrivere con saggezza… ho avuto modo di apprezzare i suoi scritti grazie a Costanza e Paola Belletti… che ci benedica, ne abbiamo bisogno

  2. Improvvisa e tristissima notizia! Preghiamo perché il Signore accolga la sua anima a gli conceda di intercedere per noi tutti…

  3. -2…. i dubia si risolvono da soli!
    E chi dovrebbe rispondere attende, non irragionevolmente, se il suo piano è quietare sopire sopire quietare….. per far quel che si vuole.
    Ci sarebbe per davvero da sospettare ingerenze estranee, in fin dei conti Paolo Vi parlò chiaro: da qualche fessura è entrato il fumo di satana nel tempio di Dio.
    Ma come ha ricordato la buona Costanza, finirà bene, perchè così ci è stato promesso.

  4. lo spero anch’io! mi hai fatto commuovere, Costanza!

  5. Riposi in pace con l’amato Giovanni Paolo II; dall’alto intercedano insieme per il fallimento dell’imponente aggressione al disegno di Dio sul matrimonio, la famiglia e la differenza sessuale che si sta scatenando fin dai vertici gerarchici della Chiesa. Disegno divino che Sua Eminenza ha lungamente esplorato e amato con incomparabili acutezza, dedizione e ardore.

    La sua luminosa lezione di teologo capace di compaginare la più cordiale ortodossia cattolica con la penetrante vivacità della ricerca speculativa e una singolare genuinità umana sia per tutti i Pastori esempio, ispirazione e sprone.

    Ai laici la Sua intercessione ottenga la conversione piena e operativa del cuore al Vangelo della Vita e della Famiglia.

  6. Un saluto ed una preghiera per un leone della fede. Arrivederci, eminenza.

  7. Ne sono rammaricato. Era un uomo dalle qualita’ non comuni. Mi unisco all’unanime cordoglio.

  8. I funerali saranno celebrati Sabato 9 alle ore 11.00, nella cattedrale di Bologna.

  9. In generale sono contrario ai “santo subito”… ma, in questo caso, penso che ora c’è un altro santo a cui rivolgersi in preghiera perché questo orribile momento finisca al più presto.

    Solo pochi giorni fa è stata pubblicata una sua portentosa omelia:

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/09/condividiamo-un-testo-che-ci-edifica.html

  10. Si stanno spegnendo i “fari” che avevano acceso la luce nel buio dei “dubia”.

  11. Pensavo già con gioia alla celebrazione ed alla conversazione che avrebbe tenuto domenica prossima a Milano alla giornata de “La Nuova Bussola Quotidiana”. Di nuovo grazie e speriamo di vederci in Cielo.

  12. La buona battaglia la combattera’ da Lassù’ con molta più’ efficacia. Grazie per quello che hai fatto per noi.

  13. Il ricordo dell’arcivescovo di Trieste mons. Crepaldi:

    “Ho appreso della morte terrena del cardinale Carlo Caffarra, avvenuta improvvisamente questa mattina mercoledì 6 settembre, e mi sono subito raccolto in preghiera per la sua nascita al Cielo. La preghiera di suffragio per il Cardinale si affianca al ringraziamento a Dio per questa grande figura di Discepolo e di Maestro che la Provvidenza ha dato agli uomini del nostro tempo.

    Il Cardinale Carlo Caffarra ha raccolto nella sua vita terrena la profonda stima umana e cristiana di molti. Attirava e trascinava col suo fare umile e profondo, con una intelligenza che sapeva illuminare i problemi alla luce di Dio. Uomo di pensiero, ha anche saputo farsi amare nelle sue esperienze pastorali a guida di alcune grandi diocesi italiane.

    La Chiesa gli deve molto, soprattutto nel campo della teologia morale riguardante l’amore umano, la procreazione, la famiglia e la difesa della vita. Su questi temi è stato stretto e fidato collaboratore e consigliere degli ultimi Pontefici. Una particolare e profonda sintonia di vedute egli l’ebbe con Giovanni Paolo II, del quale ha sempre difeso e promosso l’insegnamento sui temi dell’amore coniugale e della famiglia.

    Ognuno poteva cogliere in lui un grande amore per la Chiesa, in tutti i suoi impegni e in tutte le sue scelte, comprese quelle più recenti. Amore per la Chiesa e amore per la Verità.

    Negli ultimi tempi i suoi interventi pubblici si erano fatti più preoccupati. In uno, in particolare, aveva rivelato una confessione epistolare di Suor Lucia di Fatima che indicava il terreno della famiglia come prossimo grande luogo di scontro tra il bene e il male. Non sempre ascoltato, ha espresso dal profondo le esigenze, i pericoli, le risorse della Chiesa di oggi.

    Nel mio lavoro nell’ambito della Dottrina sociale della Chiesa, ho guardato al Cardinale come un punto di riferimento circa il rapporto tra la morale coniugale e l’impegno sociale e politico dei cattolici alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. Concordavo con lui, in particolare, nel vedere l’enciclica Humanae vitae di Paolo VI come l’originario punto di incontro tra queste due dimensioni, e come lui pensavo che mettere mano all’impianto teologico-morale della Humanae vitae avrebbe avuto conseguenze negative anche nel campo dell’impegno sociale e politico alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.

    In questo momento in cui le tematiche umane e teologiche che stavano a cuore al Cardinale Caffarra sono fortemente minacciate, la sua presenza ci mancherà, ma confidiamo nel suo aiuto dal Cielo, perché i giochi non si fanno mai solo su questa terra.”

    http://www.vanthuanobservatory.org/ita/e-salito-al-cielo-il-cardinale-carlo-caffarra-la-grata-preghiera-dellarcivescovo-giampaolo-crepaldi/

    • Questo un estratto del ricordo di Cascioli, direttore de LNBQ:

      Certo, anche se non se ne lamentava, gli attacchi che era costretto a subire a causa dei suoi interventi a difesa dell’insegnamento della Chiesa, del matrimonio e dell’Eucarestia minacciati dalle ben note derive teologiche e pastorali che hanno accompagnato i Sinodi sulla famiglia, non potevano non lasciare un segno. E sì, che il cardinale Caffarra non era affatto un barricadero, non amava lanciarsi in polemiche fossero pure sacrosante o impugnare la lancia per dare battaglia.

      Nella vicenda che ha poi portato lui e altri tre cardinali a rivolgersi al Papa con i “Dubia” riguardo alcune questioni sollevate da Amoris Laetitia, ci si era sentito trascinato. «Non posso tacere», diceva, sentendo la responsabilità anzitutto davanti a Cristo. E non si capacitava, era addolorato dal silenzio di tanti vescovi che preferivano restare tranquilli piuttosto che seguire la verità. Soprattutto una cosa lo aveva addolorato: quando la penna di alcuni vaticanisti cattolici, pur scrivendo per giornali laicisti, lo avevano definito “nemico” del Papa, ostile. Una enormità, la più grave e infamante delle accuse, per uno come lui che, come cardinale, sentiva tutta la responsabilità di difendere il Papa fino all’effusione del sangue. Ma sapeva anche che questo era il prezzo da pagare per la fedeltà alla Chiesa di Cristo, in un momento storico così complicato.

      In un incontro che ho avuto con lui recentemente mi ha colpito la gravità con cui mi ha detto di essere sempre più convinto che questi siano tempi apocalittici, ovviamente nel senso biblico del termine: i tempi dello scontro finale tra Cristo e il Suo Nemico. È una consapevolezza che non ci deve intimorire, ma renderci più coscienti della responsabilità che abbiamo, per noi e per chi incontriamo.

  14. Lo ricordo quando passò da Ferrara l’urna di santa Teresina del Bambin Gesù. Prima di chiudere il cofano dell’auto che la portava via, lui abbracciò l’urna dicendo ” ci rivedremo in cielo”. Eccolo arrivato.

  15. Leggo da Settimo cielo di Magister che nella recente visita del Papa a Carpi, questi, benche’ gli sedesse accanto, non gli avesse rivolto la parola, preferendo conversare con altri; un modo, anche ineducato, oltre che non caritatevole, di umiliarlo pubblicamente da parte di chi parla sempre di dialogo. Eppure non si si è’ mai sentita da lui una parola meno che rispettosa nei confronti del pontefice. Questo è’ lo stile di un credente autentico, penso di un santo, che non dava importanza alla sua intelligenza e alla sua cultura, che lo distinguevano nella Chiesa tra tanti mediocri.

    • Maike Hickson, di 1Peter5, ha parimenti ricordato la figura del cardinal Caffarra; anche lei era nel suo giro di amicizie. Ha notato un parallelo con il caso del cardinal Meisner, il primo cardinale dei dubia passato a miglior vita due mesi fa: il tedesco morì il giorno dopo aver saputo della cacciata di Mueller dalla CdF; Caffarra il giorno dopo aver saputo della cacciata del prof. Seifert da una cattedra universitaria (perché ha “osato” puntare il dito sui drammatici problemi della Amoris Laetitia). Caffarra e Seifert erano vecchi amici, che non si sentivano da tempo, ma si erano riconnessi solo pochi giorni fa.

      Anche la Hickson ha ricordato, ricordando alcune conversazioni private, la mitezza e l’umiltà di Caffarra in tutte le sue manifestazioni. Riporto questa considerazione:

      As can be seen in all these e-mail messages from Cardinal Caffarra, he was so kind, so loving, so humble! And in light of such goodness and holiness, the coldness and the inhumanity of Pope Francis, not even to meet in person with him and the other dubia cardinals, must have troubled the dear cardinal deeply. Just like the current distancing conduct of the archbishop of Granada with respect to his “dear old friend” Professor Seifert.

      Solo venti giorni fa il cardinale aveva scritto alla Hickson:

      Dear Maike, I received your e-mail 8 August. I will try to answer. […] The situation of our Holy Mother Church becomes from bad to worse. […] As everybody knows, the Holy Father has not even granted an audience! It remains only prayers to Holy Virgin of Fatima.

    • Esattamente. Questo era anche lo stile di Gesú. Proprio al contrario di chi scrive articoli in cui si fa gossip su Tizio che ha parlato con Caio e ha ignorato Sempronio.

      • Eh, già, gossip… Come no.

        • Gossip non vuol dir falso. Vuol dir gossip.

          • È solo pettegolezzo informare i fedeli che il loro Pastore supremo, che la propaganda vuole misericordioso più di tutti i suoi illustri predecessori messi insieme, non lo è? Che mostra arroganza e superbia nei confronti dei suoi consiglieri che, mitemente e umilmente, cercano di riportarlo sulla strada della Verità?

            Il criterio massimo per valutare ogni condotta nella Chiesa è la salute delle anime. Il Papa rifiuta ogni correzione e insiste pervicacemente nel dare insegnamenti perversi. Ora, è evidente – anche dalle discussioni su queste pagine – che molte persone seguono l’uno o l’altro secondo criteri superficiali e sentimentalisti, non essendo purtroppo in grado di valutare da sé il Magistero. Dunque molti cadono nell’errore, accedendo in modo sacrilego all’Eucarestia, seguendo quello che il Papa dice e scrive fuori dal Magistero, perché cadono nel tranello della propaganda “misericordistica”. Non è opportuno e giusto metterli in grado di uscire da questo tranello?

            • E il modo corretto di metterli in guardia e riferire con chi ha o non ha parlato?

              • Visto che l’omissione esprime quella superbia e arroganza di cui sopra, sì. Ovviamente qui stiamo parlando di un episodio secondario, perché l’episodio principale è il rifiuto di concedere udienza (e di rispondere ai dubia). Ma l’episodio secondario – uno tra tanti – è un rafforzativo. Se può essere utile a vincere le riserve mentali di certi, ben venga.

                PS Tosatti ha appena pubblicato questo dialogo, riportato da una sua fonte:

                Ma questo comportamento di rigida intransigenza, punitivo ed intimidatorio di Papa Francesco, fatto attuare da suoi “dipendenti “, non renderà mai credibili le sue dichiarazioni di apertura, di pluralismo, di ecumenismo. Non ci crederà più nessuno, anzi dopo la non risposta ai Dubia e la estromissione di Seifert, siamo convinti che non ci creda già più gran parte del mondo che conta… pensiamo proprio che questo suo atteggiamento provocherà qualcosa di inatteso …

                • Benissimo, ma e’la tua opinione. Secondo me invece il modo corretto e’la critica fondata e argomentata – e non mi sembra proprio che manchi il materiale! – e soprattutto sempre rispettosa, come hanno fatto i cardinali dei dubia e come fa peraltro la nostra padrona di casa Costanza, da cui non ho mai letto una virgola di troppo, sara’misericordiosa anche lei, e come sa fare – ma non ha fatto nell’articolo che ho criticato – peraltro anche Magister stesso.

                  • Sopra ho scritto: “molte persone seguono l’uno o l’altro secondo criteri superficiali e sentimentalisti, non essendo purtroppo in grado di valutare da sé il Magistero.”. Il concetto chiave è che ci sono vari canali per raggiungere le persone. La critica fondata e argomentata è uno strumento molto concreto, ma non raggiunge tutti: se uno non è capace di ragionare, o se non vuole ragionare, gli entra da un’orecchio e gli esce dall’altro. Lo dimostrano anche vari commenti che si leggono saltuariamente qui; di persone che non sono in grado di sostenere la discussione con argomenti fondati, e infatti spariscono subito; ma evidentemente proseguono imperterriti nella loro ostinazione, perché poi dopo un po’ di tempo ricompaiono tali e quali. Certi saranno anche troll, ma magari lo fossero tutti. Non lo sono tutti, purtroppo.

                    D’altronde conosco persone che hanno una grande stima di Caffarra (per dirne uno: ma potrei dire anche Sarah o altri), ma sostengono parimenti che nella Chiesa va tutto benone. Per quanto gli sottoponga quel materiale che, come tu stesso dici, è abbondante, non vogliono assolutamente capire. Quando la situazione si fa insostenibile, fuggono – letteralmente – dalla discussione. Siccome non ho nessuna autorità nei loro confronti, non posso farci niente. Ma se enfatizzo che l’amato cardinale, o pastore di riferimento, o teologo, eccetera è stato trattato malissimo, può darsi che riesco a far breccia. Chi di sentimentalismo ferisce, di sentimentalismo perisce. Una volta aperta una breccia si può proseguire con criteri fondati e argomentati.

                    • E vabbè, c’è un apostrofo di troppo.

                    • Allora posso essere d’accordo con te in un caso specifico con una persona specifica che sai appartenere alla categoria di cui sopra. Diciamo, ci puo essere uno “use case” anche per questo, per quanto l’aver trattato male una altra persona – ammettendo che cosi’sia stato – non ha niente a che fare con contenuti dottrinali. Comunque, beneficio del dubbio che sia come dici.
                      Ma in ogni caso, sparata su internet senza sapere a chi va in mano come nel nostro caso in particolare, per me rimane gossip, mi dispiace.

            • A proposito di misericordia non si può non notare che Bergoglio non ha “ancora” mandato nessun messaggio di cordoglio per la morte del cardinale.

              • O anche qualcosa peggio del “semplice” gossip…

              • Papa Francesco: telegramma di cordoglio per morte card. Caffarra,”fedele servitore” e “insigne pastore”

                7 settembre 2017 – 16:57

                “Fedele servitore” e “insigne pastore”. Con queste parole il Papa ricorda il card. Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, scomparso ieri all’età di 79 anni, nel telegramma diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. “Ho appreso con tristezza la notizia della morte del card. Carlo Caffarra”, scrive Francesco esprimendo al vescovo di Bologna, Matteo Zuppi, all’intera comunità diocesana e ai familiari del porporato la sua “sentita partecipazione al loro dolore”. “Penso con affetto a questo caro fratello nell’episcopato – prosegue Francesco – che ha servito con gioia il Vangelo e ha amato intensamente la Chiesa e ricordo con gratitudine la generosa opera pastorale da lui profusa dapprima quale fondatore e docente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi sul matrimonio e la famiglia, poi quale zelante pastore dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e in seguito come guida sollecita e saggia di codesta arcidiocesi”.

                https://agensir.it/quotidiano/2017/9/7/papa-francesco-telegramma-di-cordoglio-per-morte-card-caffarrafedele-servitore-e-insigne-pastore/

  16. Sono rimasta molto addolorata dall’aver appreso la notizia della morte del cardinale Caffarra. Io purtroppo l’ho scoperto tardi ma, una volta conosciuto attraverso gli scritti che via via mi capitava di leggere, ho trovato in lui una guida sicura e fidata in questo periodo turbolento in cui le guide sicure e fidate sono merce rara. Era sempre un piacere immergersi nelle sue accorate parole a difesa del vero Magistero della Chiesa, non solo mi arricchivano leggerle ma mi aiutavano a credere ancora nell’esistenza di pastori davvero innamorati di Cristo che in virtù di questo amore sarebbero stati disposti a dare la vita per le proprie pecore come solo un padre amorevole sa fare per i propri figli. Avrei voluto leggerne ancora tante altre, ma il Signore aveva evidentemente altri piani. Grazie, Caffarra, per la tua coraggiosa testimonianza e grazie a tutti gli altri cristiani che come lui cercano di servire Dio al meglio delle proprie possibilità senza badare ai costi che una tale fedeltà al Signore chiede immancabilmente di pagare.

  17. Insomma con tutto il rispetto per un porporato della chiesa che torna alla casa del padre, per la sua cultura e preparazione, ma uno tra i cimpre cardinali che continuamente hanno ostentato il Santo Padre Francesco in tutte le sue scelte pastorale specialmente per il documento Amoris Letitiae…….rimango alquanto perplesso

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