Creato non è sinonimo di ambiente

di admin @CostanzaMBlog

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Intervista di Stefano Fontana a Riccardo Cascioli sui temi del vertice di Parigi sul clima.

Come andrà a finire questo vertice sul clima?

Date le premesse, penso che il vertice finisca in un modo non molto diverso dai venti che l’hanno preceduto. Sarà firmato un accordo, con una serie di impegni a limitare le emissioni di anidride carbonica, soprattutto dai Paesi emergenti, ma non vincolanti. Dopodiché dichiarazioni soddisfatte dei capi di governo e insoddisfatte da parte dei movimenti ecologisti, per i quali qualsiasi cosa che non sia il totale collasso della civiltà industriale è sempre poco. Purtroppo questo circo sta andando avanti sempre uguale da venti anni e nessuno ha il coraggio di dire una semplice verità: l’accordo non si trova non per l’egoismo dei Paesi ricchi, ma perché significherebbe far saltare tutta l’economia sulla base di convinzioni che non hanno alcuna base scientifica seria.

Cominciamo dalla cosa apparentemente più oggettiva: le misurazioni. Ci sono dati sufficientemente certi per farci prendere una decisione ponderata sul clima?

Le misurazioni a terra ci dicono che dal 1850 a oggi la temperatura globale è aumentata tra i 0.6 e i 0.9°C, ma non in modo lineare. Il massimo aumento c’è stato tra il 1920 e il 1940, poi c’è stata una diminuzione, tanto che si ricorderà come negli anni ’70 si lanciava l’allarme raffreddamento globale, poi di nuovo un aumento ma solo fino al 1998. Da quel momento la temperatura è sostanzialmente stabile. Dunque stiamo parlando di meno di un grado in 160 anni, che non è nulla di anormale rispetto alla storia del clima. Il clima è sempre cambiato, oltretutto dal punto di vista geologico siamo già sulla coda di un periodo compreso tra due glaciazioni.

Attribuire all’attività umana questo aumento, allo stato di conoscenza delle cose, è assolutamente arbitrario e altamente improbabile, tanto è vero che già possiamo verificare che le previsioni basate sui modelli climatici sviluppati su questo assunto, già sono state smentite: nel 1990 si prevedeva che in 25 anni la temperatura sarebbe cresciuta di tre quarti di grado, è cresciuta di un quarto malgrado le emissioni di anidride carbonica siano state in costante aumento. Lei in queste condizioni prenderebbe decisioni politiche ed economiche pesanti qualche punto di Pil, peraltro nel bel mezzo di una crisi economica globale?

 

Oggi chi inquina di più l’aria del nostro pianeta?

L’imputata è l’anidride carbonica. Ma essa non è un inquinante, è il mattone della vita. Come l’ossigeno, al massimo può essere tossica a livelli di concentrazione un centinaio di volte in più rispetto a quelle attuali. Inoltre le emissioni di CO2 solo in parte sono correlate all’inquinamento. Non solo perché quelle dipendenti da attività umane sono al massimo il 5% delle emissioni totali di anidride carbonica (per il resto va accusata la natura stessa) ma anche perché se è vero che dipendono in gran parte dall’uso dei combustibili fossili, che generano anche inquinamento, nei Paesi sviluppati si usa una tecnologia avanzata che abbatte l’inquinamento vero. Infatti, nei Paesi industrializzati l’inquinamento è in costante diminuzione almeno da settanta anni, mentre le emissioni di anidride carbonica continuano ad aumentare. Diverso è il discorso per i Paesi emergenti, Cina in primis, dove invece ci sono livelli di inquinamento atmosferico altissimi. Ma proprio il caso della Cina dimostra l’assurdità delle tesi che stanno dietro le Conferenza sul clima. Concentrandosi sulle emissioni di CO2 ha buon gioco il governo cinese a sostenere che ha già fatto la sua parte impedendo la nascita – grazie alla politica del figlio unico – di oltre 300 milioni di persone, dato che ogni persona è considerata un emettitore di CO2. Così invece di concentrare gli investimenti su tecnologie meno inquinanti per risolvere un problema reale, si investe in controllo delle nascite per limitare le emissioni di CO2.

 

L’effetto serra esiste veramente o è un’invenzione dei giornali? E se esiste da cosa è causato?

Anche qui si fa molta confusione. L’effetto serra è un fenomeno naturale ed è quello che permette la vita sulla terra. Non ci fosse l’effetto serra la terra sarebbe troppo fredda per essere compatibile con la vita. Esso consiste nella presenza di gas che fanno da “coperta” alla terra permettendole di trattenere il calore che arriva dall’attività solare. Il principale gas serra è il vapore acqueo (circa il 70-80% del totale), poi ci sono l’anidride carbonica, il metano, il protossido di azoto, l’esafluoruro di azoto. Ovviamente hanno influenza sul clima ma insieme a tanti altri fattori. Attualmente però gli studi sul clima non permettono di conoscere come tutte queste variabili interagiscono fra di loro. Consideri poi che se l’anidride carbonica rappresenta tra il 5 e il 15% dei gas serra, l’attività umana è responsabile al massimo del 5% delle emissioni di anidride carbonica, vale a dire che il contributo umano ai gas serra è minimo.

 

I ghiacciai si stanno veramente sciogliendo?

Anche la fusione dei ghiacciai è un fenomeno ciclico, così come la loro estensione. Ma non è omogeneo. Ad esempio oggi l’Artide registra una diminuzione nell’estensione dei ghiacciai, non così l’Antartide. Non sono solo le temperature a determinare l’andamento dei ghiacciai ma anche altri fattori, quali le precipitazioni, i venti, le correnti marine. In ogni caso non c’è nulla di catastrofico in questo: le calotte polari sono state completamente senza ghiacci quattro volte nella storia prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra e nell’800 si era in apprensione perché anche sulle Alpi i ghiacciai si erano estesi a ridosso dei centri abitati. La Groenlandia significa “terra verde” e nel Medioevo vi si coltivava. Il cambiamento climatico è la normalità non il segno di un disastro. L’uomo ne ha sempre preso atto e ha cercato di adattarsi. Solo oggi è scoppiata questa isteria e si buttano risorse ingenti pensando di poter cambiare il clima.

 

 

Per ridurre l’inquinamento atmosferico c’è bisogno di sviluppo o di decrescita?

I dati reali dimostrano chiaramente che nei Paesi industrializzati gli indicatori ambientali sono in netto miglioramento. Quando sono soddisfatti i bisogni primari e si ha una sufficiente disponibilità di mezzi economici si può investire in ricerca, in sviluppo e commercializzazione di tecnologia meno inquinante. Basti pensare alle nostre grandi città e alla conversione dei sistemi di riscaldamento: dal gasolio e dal carbone al metano. Conversione impossibile in condizioni di povertà. Inoltre nei Paesi sviluppati anche il sistema politico è più facilmente legato a uno Stato di diritto, dove anche le leggi in materia sono più facilmente ordinate alla tutela dell’ambiente e vengono fatte rispettare. Basti pensare al fenomeno della deforestazione: non a caso è un problema di Paesi in via di sviluppo, o per i sistemi antiquati di agricoltura (vedi Africa), o per la corruzione dei leader politici (vedi Brasile) o per motivi bellici (vedi Birmania). In Europa e negli Stati Uniti invece la superficie forestale è in costante aumento. E’ il sottosviluppo che pone un problema.

 

Il mondo cattolico ha affrontato questo vertice come aveva affrontato il referendum sull’acqua, ossia alla cieca. È prevalso un approccio sulla base di slogan frutto di un ecologismo ideologico. Come spiega questo fatto?

Una corrente ecologista all’interno del mondo cattolico è presente da tempo, oggi è praticamente impossibile distinguere, ad esempio, tra le posizioni del WWF e di certo associazionismo cattolico o di certi vescovi. Già negli anni ’90 l’allora cardinale Ratzinger notava che da tempo nella Chiesa non si predicava più sulla Creazione, il che avrebbe avuto gravi conseguenze, nel cedimento alla mentalità mondana. È quello che è successo e oggi ne vediamo i frutti. I cattolici usano la parola Creato come se fosse sinonimo di ambiente, ma non è così. L’ambientalismo porta con sé una visione negativa dell’uomo e considera l’ambiente una entità da difendere dalla presenza e dall’opera dell’uomo. Diversa è la concezione cattolica, dove l’uomo non è estraneo ma è addirittura il vertice della Creazione, con tutto ciò che ne discende.

 

Stefano Fontana

fonte: Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuân

199 commenti to “Creato non è sinonimo di ambiente”

  1. “L’ambientalismo porta con sé una visione negativa dell’uomo e considera l’ambiente una entità da difendere dalla presenza e dall’opera dell’uomo. Diversa è la concezione cattolica, dove l’uomo non è estraneo ma è addirittura il vertice della Creazione, con tutto ciò che ne discende.”

    Per esempio il card. Turkson, purtroppo presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace:

    http://www.bbc.com/news/science-environment-35040477

    “In a wide-ranging interview with the BBC, Cardinal Turkson suggested that birth control could help alleviate some of the impacts of climate change, particularly the lack of food in a warmer world.”

    Il cardinale ha affermato che il Papa ritiene necessario un certo controllo delle nascite (Turkson a fatto riferimento all’infelice “non figliate come conigli” pronunciato da Francesco durante il viaggio di ritorno dalla Filippine) per alleviare alcuni degli impatti del cambiamento climatico, in particolare la mancanza di cibo in un mondo più caldo.

    Il prelato certamente ricorda che la Chiesa permette solo i metodi naturali, la Chiesa ha anche sempre parlato di procreazione responsabile, ma è grave che un uomo di Chiesa indichi che il controllo delle nascite vada fatto perché troppe nascite possono danneggiare l’ambiente. È una subordinazione dell’uomo all’ambiente; dunque non più il Creato fatto per l’uomo. E ci stiamo allineando pian piano ai neomalthusiani; ovviamente un passettino per volta, Overton docet.
    Tralascio poi che ad oggi non c’è il minimo di dimostrazione che il mondo più caldo (ammesso che lo diventi) porti a mancanza di cibo: tra i vari studi (tutti, ripeto, da verificare nel tempo) semmai qualcuno sostiene che l’aumento di CO2 favorisce la vegetazione, incluse le coltivazioni per scopo alimentare.

    Sul WSJ, quei cattivoni dei conservatori americani (chiaramente il nostro primo problema, mica i chierici infiltrati o stolti) sostengono invece che la grande speranza dell’Africa è proprio data dalle nascite, dall’essere un continente giovane e non una mummia come gran parte dei paesi occidentali, che hanno sempre maggiori problemi di squilibrio tra giovani che lavorano e vecchi che vanno in pensione:

    http://www.wsj.com/articles/for-a-growing-africa-hope-mingles-with-fear-of-the-future-1448632865

    • … “ha fatto riferimento”…

    • ” Alcuni credono che – scusatemi la parola – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli. No. Paternità responsabile.” (peraltro inserita in una discorso a braccio che parlava dei rischi della denatalità non del “controllo”)

      Giusto perchè questa è la frase e dei virgolettati a capocchia inseriti in qualsivolglia discorso ed estrenderne il senso a ciò che più ci fa comodo è divenuto un sport… che passi per i media di ogni colore e tendenza, triste quando lo fa un “cattolico” di “qualunque ordine o grado”.

      • E’ stato il cardinale a citarla. Si vede che cita il Papa a capocchia. Ma non è nemmeno il solo. Pure Spadaro lo cita sempre a capocchia. Ma mai nessuno viene smentito. C’è un capocchiamento generalizzato…..

        • E naturalmente partono subito i sondaggi con annessi commenti cretini: “max945
          10 Dicembre 2015 – 09:09
          Meglio tardi che mai. L’energia planetaria è pressoché costante: se aumenta la specie umana, diminuiscono le altre specie viventi. E’ inevitabile. Ma quanto tempo ci mette (o ci metterà) la chiesa cattolica a capirlo”? L’ha già capito caro max 945 infatti il giorno dell’Immacolata ha spento la vita (il presepe) e ha mandato su San Pietro quelle povere specie in via di estinzione: macachi, elefanti, meduse……. tutto fuorché quel cattivone dell’uomo e il bimbo divino in punizione così impara!
          Che poi vorrei capire come mai gli stessi che parlano di denatalità sono poi favorevoli agli uteri in affitto e alla creazione di bambini in laboratorio. Se ci sono tutte queste nascite perché non promuovere le adozioni? Ah già i gay vogliono il giocattolo nuovo con miscellanea di spermi….. La verità è che ci sono più famiglie disposte ad adottare che bambini adottabili. Il peggiore come sempre Veronesi che consiglia alle donne povere di affittare l’utero. Ho capito: moriremo musulmani: continueremo a farci invadere e loro che figliano giustamente quando saranno di più imporranno la sharia. In Germania hanno appena stabilito che la polizia della sharia è legale. In Belgio da tempo intere zone sono sotto la sharia. Continuiamo così, facciamoci del male…..

          http://www.liberoquotidiano.it/sondaggi/sondaggi/11857841/-Per-salvare-il-clima-non.html

          http://www.ladonnasarda.it/succede-che/5577/veronesi-sei-povera-valuta-la-maternita-surrogata.html

        • Giusi buona l’ultima…
          Io certo non gestisco l’ “ufficio smentite”, che per la verità dovrebbe lavorare 24 ore al giorno secondo te… e come sempre la responsabilità non è di chi interpreta a capocchia, ma dell’interpretato 😐

          • Se uno interpreta a capocchia sbaglia ma poiché è tutto un capocchiamento sorge spontanea la domanda: ma l’interpretato non è che non parla chiaro?

            • Beh che questa sia la tua conclusione (e di altri) è risaputo…

              Io cmq non mi voglio avviluppare su questa polemica dai risultati del tutto sterili (a mio giudizio), ma quando posso e dove posso, mi piace puntualizzare dove vedo “capocchiate”. Penso sia un mio diritto (come anche un dovere per certi versi…).

        • “Pure Spadaro lo cita sempre a capocchia. Ma mai nessuno viene smentito.”

          Spadaro su La Civiltà Cattolica non può citare a papocchia, perché quel giornale sottopone le bozze, prima della pubblicazione, dalla Segreteria di Stato. Francamente dovete proprio spiegarmi com’è possibile che un bel mucchio di collaboratori del Papa, nominati direttamente dal Papa, dicono tutti le stesse cose e il Papa non se ne accorge…

      • @bariom

        è anche triste che Turkson crei un collegamento di causa-effetto tra riduzione della natalità,cambiamenti climatici( nell’accezione politicamente corretta del termine),e mancanza di cibo( che è tutta da dimostrare. casomai spreco di cibo e distribuzione inadeguata-ma la fao che fa?-).

        “tra l’altro,proprio nella Laudato si ” la crescita demografica è pienamente compatibile con uno sviluppo integrale e solidale» (no. 50).”

        “Eppure questa fuga in avanti del cardinale Turcson non è sorprendente perché una volta che si fa proprio l’approccio di un problema, piaccia o no si è costretti a sposarne anche le conseguenze. Cerchiamo di spiegarci: la vera, grande novità della Laudato si’ sta nell’adozione del concetto di “sviluppo sostenibile”, che nasce proprio per dimostrare l’impatto negativo che la popolazione ha su sviluppo e ambiente. Il concetto è stato codificato nel Rapporto della Commissione Brundtland (su sviluppo e ambiente), pubblicato nel 1987: Our Common Future, Il nostro futuro comune. Lo “sviluppo sostenibile” così concepito (siamo nell’ambito dell’ONU) pone il controllo delle nascite nei paesi poveri come uno dei due pilastri di ogni politica ambientale (l’altro è lo stop al consumo e allo sviluppo dei paesi industrializzati). La premessa da cui parte il Rapporto Brundtland, che oggi trova piena attuazione, è una concezione dell’uomo come solo divoratore di risorse, che sarebbero sempre più scarse; da qui la necessità di intervenire drasticamente per limitare l’impatto della popolazione sia quantitativo sia qualitativo.”

        http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-il-cardinale-ecologista-apre-al-controllo-delle-nascite-14649.htm
        di Riccardo Cascioli

        • @vale

          “è anche triste che Turkson crei un collegamento di causa-effetto.. ecc.”
          Certo condivido, ma questo è altro discorso… o sbaglio?

          • Altro discorso rispetto il mio commento di cui sopra…

            • certo,altro discorso. mi ricollegavo al tuo per dire che,su questo tema, v’è troppa gente,anche -per così dire- importante, che non capisco perchè continui a parlare a braccio e rilasciare interviste facendosi “incastrare” sistematicamente…

              • Sarà caro vale che “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce…” e taluni, che dovrebbero essere (ma diciamo pure sono) “figli della luce”, si lasciano trattare dai “figli di questo mondo” come loro “pari” e così ci cascano due volte… 😐

  2. L’ha ribloggato su Organone ha commentato:
    Come al solito, la mediacrazia sinistrorsa blatera, poi la realtà (e la scienza, quella vera) presenta il conto.

  3. Io sono il Signore, tuo Dio,
    che ti tengo per la destra
    e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
    Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,
    larva d’Israele;
    io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore –,
    tuo redentore è il Santo d’Israele.
    Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova,
    munita di molte punte;
    tu trebbierai i monti e li stritolerai,
    ridurrai i colli in pula.
    Li vaglierai e il vento li porterà via,
    il turbine li disperderà.
    Tu, invece, gioirai nel Signore,
    ti vanterai del Santo d’Israele.
    I miseri e i poveri cercano acqua ma non c’è;
    la loro lingua è riarsa per la sete.
    Io, il Signore, risponderò loro,
    io, Dio d’Israele, non li abbandonerò.
    Farò scaturire fiumi su brulle colline,
    fontane in mezzo alle valli;
    cambierò il deserto in un lago d’acqua,
    la terra arida in zona di sorgenti.
    Nel deserto pianterò cedri,
    acacie, mirti e ulivi;
    nella steppa porrò cipressi,
    olmi e abeti;
    perché vedano e sappiano,
    considerino e comprendano a un tempo
    che questo ha fatto la mano del Signore,
    lo ha creato il Santo d’Israele.

    Parola di Dio.

  4. Comunque che sia (anche se alcuni non sono, dicono, di questo mondo) siamo tutti nel mondo, ivi inclusa la tecnica. La tecnica sta agendo nel mondo e sul mondo dal tempo dei primi uomini. Che sia un bene o che sia un male (secondo giudizi umani) nessuno può escirne fuori.

  5. Se mi posso permettere, cara Costanza, suggerirei, almeno a noi cattolici, qualche riga in meno di Cascioli e qualche riga in più di papa Francesco. Ad es. dalla Laudato si’
    “11. La sua testimonianza (di s. Francesco) ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione ». 19 La sua reazione era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, « considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella ». 20 Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio”.

    • Belle parole. Non si capisce dunque perché avalli la conferenza di Parigi e perché abbia consentito lo spettacolo new age della Banca Mondiale su San Pietro.

      • Sì. Io vorrei chiedere a tutti quelli che commentano come Emilio di dedicare un po’ più di attenzione a quello che _FA_ la Santa Sede, e non quello che dice o scrive, visto che i fatti sono più importanti delle parole. Ricordo per chi non fosse stato sintonizzato qualche tempo fa che la Santa Sede ha pubblicato un documento ufficiale in cui avalla l’agenda 2030 dell’ONU, che è un agenda abortista, “senza riserve”. E Papa Francesco non ha mai sollevato obiezioni sull’Agenda 2030: in vari discorsi pubblici l’ha esplicitamente apprezzata.

  6. In omaggio a «Il cattolicesimo si basa sull’unione dei contrari, sulla sintesi tra i diversi» (vulgo: «et-et») vi segnalo https://berlicche.wordpress.com/2015/12/09/san-pietro-e-il-lemure/

    • Considerando l’ideologia che c’è dietro l’ambientalismo ho paura che si tratti di fare una sintesi tra Dio e Satana.

    • sempre su berlicche…
      da “la croce” di oggi pag.5

      #BERLICCHE IN “NEMICO NOSTRO”
      5: SIA IGNORATA LA TUA VOLONTÀ

      Faremo
      di tutto, insomma, perché gli umani non desiderino
      più la bellezza, non cerchino più la
      giustizia, rifuggano la verità. Che abbraccino
      il nostro modo di vivere, cioè la ricerca della
      morte, la distruzione della loro stessa vita.
      Convincendoli che il male è il loro bene.

      Noi siamo il futuro, siamo ciò che ogni cosa
      nell’Universo diventerà quando tutto si sarà
      sottomesso al nostro nuovo ordine e il Nemico
      sarà del tutto dimenticato. Venite con noi,
      innalzate assieme ai vostri prossimi padroni la
      preghiera beffarda:
      «Sia ignorata la tua volontà come nell’inferno
      così sulla terra».

  7. …ma la Sua volontà è ontologicamente tutto quello che è (ovviamente) (caldo o freddo che sia)!

  8. “il protocollo di kyoto ( ed adesso il cop21) vuole frenare la crescita economica mondiale per ridurre le emissioni di co2 antropiche.esso si fonda sull’asserzione che nella comunità scientifica esista un consenso pressoché unanime sull’origine e sui pericoli posti dal cambiamento del clima.

    tale asserzione non corrisponde al vero

    (“cambiamenti climatici e conoscenza scientifica”

    di U.Crescenti( ordinario di geologia applicata all’università di chieti,già presidente della soc. geologica italiana e della ass.ne italiana di geologia applicata)

    e di L.Martini ( docente di agrometeorologia alla facoltà di agraria di milano,già presidente ed attuale vicepresidente della ass.ne di agrometereologia italiana.ha diretto il servizio agrometereologico della reg. lombardia)

    Da tempo ci dicono che l’attuale riscaldamento globale è causato dalle attività umane.questo sostiene l’ipcc.
    il n-ipcc ( l’ipcc non governativo e non onusiano) fondato da un gruppo di autorevoli studiosi del clima,perviene alla conclusione opposta- e cioè che,invece,le cause dominanti del riscaldamento globale-( e come ricordato da cascioli nel post,minimo,meno di un grado, negli ultimi 160 anni e stabile dal 1998)-sono naturali e che il contributo antropico è,se non nullo, irrisorio.

    “La natura,non l’attività dell’uomo,governa il clima”
    a cura di s.fred singer
    ( fondatore e presidente dello science and environmental policy project, professore emerito di scienze ambientali alla university of virginia, è stato il primo direttore del national weather satellite service, direttore del center for atmospheric and space physics alla university of mariland e vicecapo del national advisory committee for oceans and atmosphere)

    se si esaminano le procedure con le quali vengono prodotti i report dell’ipcc,si comprende facilmente che tali report non sono documenti scientifici ma “istruzioni politiche”

    le analogie tra l’attuale sistema dell’ipcc e quello che fu il club di roma del 1971 sono impressionanti.

    forse il climatismo ( il famigerato cambiamento climatico,nota mia) è uno strumento per effettuare prove generali per un governo globale, ovviamente monocratico e non sussidiario.

    di M Giaccio.( professore ordinario di “tecnologia e innovazione” dipartimento di scienze università di chieti. già professore nelle università di bari,modena,bologna,ancona e milano bicocca. già preside della facoltà di economia di pescara e preside facoltà di scienze manageriali.
    ha diretto la riv.scientifica journal of commodity science,technology and quality. responsabile del research centre for evaluation and socio-economic developement,membro dell’united nation academic impact.)

  9. E’ interessante leggere molti post con i quali si cerca di sostenere che i cambiamenti climatici siano slegati dallo sfruttamento selvaggio delle risorse ambientali che l’occidente (nel quale viviamo quale minoranza di ricchi fortunati) da decenni persegue. Personalmente suggerirei, sommessamente e ancora una volta, qualche maggiore attenzione ai testi di papa Francesco.

    “INQUINAMENTO E CAMBIAMENTI CLIMATICI

    Inquinamento, rifiuti e cultura dello scarto

    20. Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri.

    21. C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.

    22. Questi problemi sono intimamente legati alla cultura dello scarto, che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura. Rendiamoci conto, per esempio, che la maggior parte della carta che si produce viene gettata e non riciclata. Stentiamo a riconoscere che il funzionamento degli ecosistemi naturali è esemplare: le piante sintetizzano sostanze nutritive che alimentano gli erbivori; questi a loro volta alimentano i carnivori, che forniscono importanti quantità di rifiuti organici, i quali danno luogo a una nuova generazione di vegetali. Al contrario, il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare. Affrontare tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero, ma osserviamo che i progressi in questa direzione sono ancora molto scarsi.

    Il clima come bene comune

    23. Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana. Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita,di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. E’ vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana. La loro concentrazione nell’atmosfera ostacola la dispersione del calore che la luce del sole produce sulla superficie della terra. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola.

    24. A sua volta, il riscaldamento ha effetti sul ciclo del carbonio. Crea un circolo vizioso che aggrava ancora di più la situazione e che inciderà sulla disponibilità di risorse essenziali come l’acqua potabile, l’energia e la produzione agricola delle zone più calde, e provocherà l’estinzione di parte della biodiversità del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari e di quelli d’alta quota minaccia la fuoriuscita ad alto rischio di gas metano, e la decomposizione della materia organica congelata potrebbe accentuare ancora di più l’emissione di biossido di carbonio. A sua volta, la perdita di foreste tropicali peggiora le cose, giacché esse aiutano a mitigare il cambiamento climatico. L’inquinamento prodotto dal biossido di carbonio aumenta l’acidità degli oceani e compromette la catena alimentare marina. Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere.

    25. I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità. Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema,come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile.

    26. Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili. C’è ancora bisogno di sviluppare tecnologie adeguate di accumulazione. Tuttavia, in alcuni Paesi ci sono stati progressi che cominciano ad essere significativi, benché siano lontani dal raggiungere una proporzione importante. Ci sono stati anche alcuni investimenti in modalità di produzione e di trasporto che consumano meno energia e richiedono minore quantità di materie prime, come pure in modalità di costruzione o ristrutturazione di edifici che ne migliorino l’efficienza energetica. Ma queste buone pratiche sono lontane dal diventare generali.”

    • signor Emilio
      che Bergoglio aderisca alla teoria del global warming (o climate change come si preferisce oggi), non mi stupisce. D’altro canto per tanti secoli i papi hanno aderito alla teoria geocentrica di Tolomeo.

      • ” Personalmente suggerirei, sommessamente e ancora una volta, qualche maggiore attenzione ai testi di papa Francesco.”

        Emilio, ci spieghi in base a quale dogma di fede il Papa è dotato di infallibilità in campo scientifico? No, perché la battuta di PaulBratter mi sembra piuttosto pertinente.

        • Sigg.ri Paul Bratter e Fabrizio Giudici,
          potrei rispondere che dietro la “Laudato sì” c’è la Pontificia Accademia delle Scienze e che l’autorevolezza degli accademici che la compongono potete voi stessi facilmente verificare. Sarebbe una risposta corretta, ma su un piano sbagliato.
          Sbagliato perché la Laudato sì non è un documento che riporta il convincimento personale del card. Bergoglio, ma una Enciclica, cioè una “lettera apostolica indirizzata dal Papa ai vescovi e ai fedeli di tutto il mondo”. A dire che non parla Bergoglio, ma Pietro.
          Io sono un semplice peccatore, ma che si impegna ad essere fedele alla Chiesa cattolica, la quale, come voi mi insegnate è “cum Petro e sub Petro”. E voi?

          • Le encicliche rappresentano una forma di magistero ordinario e universale del Sommo Pontefice, e pertanto non contengono asserzioni dottrinarie infallibili.
            Il magistero straordinario, invece, consiste in un pronunciamento di un concilio ecumenico o di uno ex cathedra del papa, che definisce una verità di fede di natura dogmatica secondo le forme dettate dal dogma dell’infallibilità papale.
            Comunque se vuole considerare il global warming verità di fede di natura dogmatica faccia pure…

      • …in altri tempi nessuno avrebbe potuto tranquillamente permettersi di negare la teoria tolemaica.
        Ora , per fortuna, se qualcuno si permette di negare il riscaldamento globale,
        “cui non stupisce aderisca Bergoglio” (!) nessuno se lo caca [massoni e giornali anch’essi tutti massonici a parte, [(a bussola quotidiana a parte)] e tutti continuano a vivere allo stesso modo di sempre (ovviamente).
        I tempi e i modi di pensare cambiano. Trattasi di grossolano relativismo?

        • …o anche nei tempi nessuno se la cacava nemmeno la negazione del sistema tolemaico e tutti continuavano a vivere come se nulla fosse, uguale a ora, che fosse vero o non fosse vero (reltivisticamente)!

    • @Emilio
      Grazie Emilio
      Chi vuol comprendere legge e medita, poi c’è chi non ci si mette nemmeno(1) e parte a spron battuto con le sue tesi

      (1)
      Mette nemmeno=farsi venire il dubbio che ci sia altro oltre (se non proprio di diverso rispetto) alle sue tesi

  10. L’inquinamento, la deforestazione, cosí come le oppressioni, lo sfruttamento ecc… sono senza dubbio un danno alla comunitá, lo sono da che mondo é mondo. Ma io ricordo che qualche anno fa a fukushima è accaduto qualcosa di devastante, a Chernobyl lo stesso, vogliamo ricordare le petroliere squarciate negli oceani? Delle bombe atomiche provate nell’oceano, nel deserto, in Siberia ed Antartide? E vogliamo ricordare dell’amianto a cielo aperto, delle sostanze/rifiuti tossici buttati nelle acque, nelle terre? Oppure delle guerre fatte con pallottole all’uranio impoverito? E queste sono le cose che sappiamo, figuriamoci tutto quello che ci viene nascosto (esperimenti, scie chimiche ecc…). Mo la colpa sarebbe del biossido di carbonio che aumenta l’acidità dell’oceano?

    • O addirittura è della sovrappopolazione? Forse era meglio quando l’etá media di vita era 45 anni, almeno c’era più ricircolo… E meno male che ci stanno i bimbi del terzo mondo che danno una mano al pianeta terra togliendo il disturbo per fame e malattia ancor prima di saper parlare… Pensa se pure loro avessero i condizionatori, le fogne, una casa vera, rifiuti ospedalieri, macchine o peggio fabbriche che garantirebbero un lavoro senza dover emigrare… Eh giá meno male…

      • Può effettivamente darsi che l’ambientalismo porti con sé una visione negativa dell’uomo, perlomeno certe sue propaggini più “accese” e intransigenti. Molto probabile.

        Però, cari amici, una visione negativa dell’uomo ed una svalutazione del suo ruolo e della sua natura, non consegue necessariamente all’ambientalismo. State tranquilli che si può arrivare a detestare l’uomo, anche soltanto leggendo i libri di storia e le pagine di cronaca dei quotidiani.

        L’ambientalismo più virulento è soltanto UNA delle vie d’accesso all’anti-umanesimo (argomento questo, che meriterebbe qualche parola, a parte). A69

  11. Interessante articolo che fa vedere cosa c’è dietro cioè come si è giunti alle ombre cinesi sul Vaticano. E che rischi si corrono:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-leoni-e-pinguinifacciamo-lucesu-quelle-ombre-14650.htm

  12. L’ “et-et” va bene, basta ricordarsi il principio di non contraddizione. Francamente ho sempre apprezzato Berlicche, ma l’ultimo pezzo è un’arrampicata sugli specchi proprio deludente. Ripeto quanto scritto sopra: l’agenda dell’Imperatore è _già_ stata approvata dalla Santa Sede, nero su bianco. Riporto un mio commento di qualche tempo fa con tutti i riferimenti del caso:

    https://costanzamiriano.com/2015/09/26/humanae-vitae-rigore-tenerezza-e-coraggio-contro-la-tecnocrazia-i-2/#comment-101734

    “Un circuito chiuso nel quale solo chi sa di scienza può stabilire se il metodo scientifico in un dato caso sia applicato oppure no? […] Vorrei davvero sottolineare come questo sia un vero pericolo.”

    Roberto, ottimo intervento. Leggo troppo pochi di questi appelli… Quanti hanno vantaggio a trasformare il mondo in un qualcosa sempre di più complesso, che possono capire solo gli “addetti ai lavori”; e trasformare il mondo in una dittatura tecnocratica di quattro oligarchi? E quanti continuano a rimanere abbacinati da queste “mirabilie” della scienza e tecnologia, travisate, che promettono mari e monti, senza applicare quel buon senso a cui fai appello; e addirittura, come nel caso dell’AGW, si rivestono pure di un manto messianico? Tanto che, alla faccia del buonsenso, c’è chi chiede di censurare gli scettici, perché i “salvatori del mondo” non devono avere nessun ostacolo.

    “Leggetevi cosa diceva Benedetto XVI sull’ecologia. Laudato si’ non ci sarebbe stata senza Ratzinger che ne ha preparato il terreno. Come per la Lumen fidei siamo davanti ad un’altra enciclica “a quattro mani” oserei dire.”

    Direi proprio di no, perché nelle sue parole non c’erano ambiguità sulla scala gerarchica Dio-Uomo-Creato. Cito la Bussola:

    “Il 19 gennaio 2013, Benedetto XVI aveva tenuto un discorso al Pontificio Consiglio Cor Unum che, come si sa, si occupa di carità. Egli aveva detto che «la giusta collaborazione con istanze internazionali nel campo dello sviluppo e della promozione umana non deve farci chiudere gli occhi davanti a queste gravi ideologie» fino al punto «da dover rifiutare finanziamenti e collaborazioni che, direttamente o indirettamente, favoriscono azioni o progetti in contrasto con l’antropologia cristiana».”.

    Come vedi, siamo proprio agli antipodi, in piena discontinuità tra i due pontefici su questo aspetto: RIFIUTARE finanziamenti e collaborazioni. Io, con colpevole ritardo, ho mandato a quel paese WWF e LIPU anche tenendo conto di quelle raccomandazioni, che si sono aggiunte ai miei dubbi che già duravano da un po’ in quanto mi rendevo conto che ormai in quei gruppi il messaggio anticristico era diventato preponderante rispetto a quanto pur facevano di bene.

    “potrei rispondere che dietro la “Laudato sì” c’è la Pontificia Accademia delle Scienze e che l’autorevolezza degli accademici che la compongono potete voi stessi facilmente verificare. Sarebbe una risposta corretta, ma su un piano sbagliato.”

    E invece è già una risposta sbagliata, perché la Pontificia Accademia delle Scienze in ambito scientifico vale tanto quanto una qualsiasi altra istituzione, parimenti composta da scienziati autorevoli; non una virgola di più, e certo non impegna i fedeli con le sue dichiarazioni un ambito scientifico. In scienza poi conta più l’evidenza sperimentale ed il metodo che l’autorevolezza degli scienziati; semmai, come si diceva sopra, conta il loro senso etico nel momento in cui valutano le cose.

    “Io sono un semplice peccatore, ma che si impegna ad essere fedele alla Chiesa cattolica, la quale, come voi mi insegnate è “cum Petro e sub Petro”. E voi?”

    Siamo tutti semplici peccatori. La storia della Chiesa “è piena di esempi di papi che lo Spirito Santo non avrebbe scelto” e certuni hanno fatto danni, anche muovendosi al limite dell’eresia. È successo in passato, dunque può succedere ancora. L’obbedienza verso la gerarchia non è verso un’autorità assoluta, ma verso un’autorità che deve parlare in nome di Cristo. L’infallibilità del Papa, come è stato già ricordato sopra, è limitata ad un ambito ben definito di cose e non vi ricadono questioni scientifiche, se non nei casi in cui il Magistero si deve pronunciare per sancire un’incompatibilità con la dottrina.

    • Egr. Sig. Giudici,
      mi pare che arrogarsi il diritto di decidere quale successore di Pietro, nella storia della Chiesa di Cristo, sarebbe stato scelto dallo Spirito Santo e quale da non si capisce bene quali forze a Lui superiori e contrarie sa di zolfo. O, se preferisce, costituisce il miglior presupposto per una posizione scismatica.
      Ogni opinione è ovviamente rispettabile, anche se non necessariamente condivisibile: quindi lo è anche la sua. In un blog come questo, oso dire, stona un po’.

      • Dell’8 dicembre mi porto dietro la strana sensazione oltre che per i discutibili (per usare un eufemismo) spettacoli di luci, anche quella che si rinnova ogni volta che vedo i “due papi”. Tutti a dire per l’ennesima volta “che bello!”, ma io non lo trovo bello per niente.

      • Se non che, Emilio, qui Fabrizio Giudici: ““è piena di esempi di papi che lo Spirito Santo non avrebbe scelto”” ha ‘quotato’ una affermazione di Ratzinger, veda un po’ lei…

        • Se non che, Roberto, Ratzinger è un successore di Pietro. Io sicuramente non lo sono; forse neppure Fabrizio Giudici.

          • Non mi risulta che fosse Papa quando disse la frase (ma potrei sbagliare); e comunque se ti sta bene che una stessa frase sia ammissibile o meno a seconda, non del suo valore intrinseco, ma di chi la dice allora, mi dispiace molto, tendenzialmente mandi all’ammasso il cervello. Contento tu; ma non pretendere che altri facciano altrettanto.

            • @Roberto, a volte è difficile trovare un esatto “valore intrinseco” ad una frase (esulo dallo specifico) e come ben sai, persino le parole di Nostro Signore sono state usate contro la stessa Verità.

              Mi spiace poi molto che in simili dispute, da una parte si risolva il tutto sempre considerando gli interlocutori come gente che “manda il proprio cervello all’ammasso”.
              Questo è poco meno di un semplice insulto, rivolto a persone decisamente (credo) non decerebrate, ma che applicano la propria intelligenza in modo diverso…

              D’altronde TUTTI noi credenti siamo per il mondo dei “cerebrolesi”… quindi siamo in buona compagnia 😉

      • E’ singolare che in questo blog stonerebbe una frase di Benedetto XVI e non riporto l’abusata frase di San Vincenzo di Lerins (che alcuni rifiutano sdegnosamente come falsa) se no Bariom mi fulmina!

        • Io proprio no, Giusi…
          Semmai il rischio è quello di fare proprie frasi di Santi che non divengono ipso facto TUTTE verità assolute solo perché la Chiesa ha riconosciuto in loro virtù, miracoli e il vissuto di una Fede che li hanno proclamati appunto Santi.
          Diversamente la nostra Fede e la nostra convesione, il nostro discernimento, potrebbe basarsi SOLO sulla lettura della vita dei Santi (che ne abbiamo avuti grazie a Dio di ogni tipo e che hano parlato – credo – di ogni argomento del vivere).

          Ancor più dicasi per emminenti figure della Chiesa (da tutti giustamente stimate ed amate) che danno un giudizio sulla Storia (passata, già più semplice, presente con un preciso discernimento e futura se dotati di uno spirito profetico).

          Fare proprie queste frasi (quelle che siano…) per avvallare un proprio personale giudizio, soprattutto nello specifico caso (neppure se ne parli poi sulle persone) e quando per lo più non dotati (io di sicuro) dei carismi e delle virtù che hanno avuto o hanno le figure su citate, è quanto meno rischioso e verosimilmente opinabile.

          Questo penso io… i fulmini lo lascio a Giove o a chi per lui 😉 😛

    • Grazie a te Fabrizio perché porti molti commenti stimolanti.

      Per quanto dice Emilio e anche per integrare la risposta che dà Paul sopra, vorrei aggiungere che l’errore particolarmente grave di Emilio non ha a che fare tanto con la distinzione tra Magistero Ordinario o Straordinario, ma nella mancata individuazione del campo d’applicazione del Magistero, come sottolinei anche tu.

      Questo è ciò che manca completamente nel tuo intervento, Emilio, ed è ciò che lo rende, parliamoci chiari, assolutamente inammissibile e inaccettabile in prospettiva cattolica: niente altro che una vana invocazione di autorità.

      Infatti, il Magistero è infallibile (o inerrabile, come alcuni preferiscono dire, in ogni caso vincolante per il cattolico salvo cadere in peccato mortale di disobbedienza) SOLO in materia di Fede e costumi.

      Al di fuori di esso, ANCHE nel caso di Catechismo, non è garantita alcuna particolare assistenza da parte dello Spirito Santo.

      Esempio: punto 2357 del CCC (omosessualità):

      ‘Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”’: questo è insegnamento tipicamente inerrabile (infallibile).

      Stesso punto, poco sopra: ‘La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile’: qui il Magistero fa un’affermazione che è fuori dal suo campo di competenza, in quanto lo psichismo e la psicologia (1) non entrano nel Suo campo di competenza e (2) non sono “al di sopra” della fede e della morale.

      Punto 2358: ‘Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate’: quest’affermazione esula dalle competenze del Magistero in quanto la statistica (1) non entra nel Suo campo di competenza e (2) non è “al di sopra” della fede e della morale.

      E così via: è così che si leggono i testi del Magistero. Con… metodo scientifico. Oppure, al contrario, con fideismo e clericalismo, per poi volere imporre d’autorità ai fratelli questa stessa mentalità clericalista. Molto grave, innanzi tutto per se stessi e poi per gli altri.

      Altro invece è individuare ipotesi scientifiche che, una volta ammesse, confliggono col dogma (affermazioni e idee “prossime all’errore”).

      • Vedi (se non erro) le varie teorie evoluzionistiche o di creazione dell’universo e dell’uomo, che oltre ad essere pure teorie, se portate alle “logiche” conseguenze allontanano dalle Verità di Fede.

        Ovviamente è poi la neccessaria prudenza e discernimento per non arrivare ad affermare in modo del tutto soggettivo e opinabile che “su questo o quello” le Chiesa non può pronunciarsi o è in errore, perchè anche qui le derive e le conseguenze, personali e non solo, potrebbero essere peggiori del supposto errore da cui si vuole prendere distanza.

      • Ti ringrazio, Emilio, per l’esempio di erudizione con il quale ci hai deliziato.
        Se mi è consentito, parti, però, da un errore: non io ho parlato (almeno in questa sede) di infallibilità del magistero ordinario: Paul Bratter ha dato questa interpretazione alle mie parole e tu lo hai seguito.
        Di mio mi limito a questa, molto semplice, osservazione: capita spesso che consideriamo attendibile quella parte di magistero che conferma alcune nostre convinzioni e fallibile quella parte che le mette in discussione. Accadeva così anche con Gesù, o sbaglio?

        • Mi scusi Emilio ma perché non si limita ad esporre le sue opinioni senza atteggiamenti alla: io so io e voi non siete un c…..? Quello che veramente non sopporto (ogni tanto accade e guarda caso sempre da parte delle anime belle) sono le espressioni tipo: mi meraviglio che in questo blog…… che sottintendono che la propria posizione sia la verità rivelata. Trovo inoltre che sia una mancanza di rispetto nei confronti dei padroni di casa che sapranno bene cosa censurare e cosa no! Per parte mia ringrazio e sono contenta di leggere commenti variegati da parte di persone come Fabrizio Giudici, Bariom, Roberto, Alessandro (speriamo che torni) e tanti altri (era interessante anche Kelila): sono sempre confronti costruttivi dai quali imparo ogni volta qualcosa.

          • Gentile Giusi,
            ho riletto quanto ho scritto e non mi sembra proprio di aver utilizzato il tono saccente che lei mi attribuisce. Dal suo post, però, sono costretto a notare che se c’è chi utilizza espressioni triviali, questi è lei.
            Mi dispiaccio del fatto che le mie opinioni la irritino: la cosa non è intenzionale, mi creda. Se può le consideri un’occasione in più per vivere l’Anno Santo della misericordia (nei miei confronti).
            Le assicuro comunque che, qualora Costanza Miriano considerasse che le mie opinioni turbano uno o più partecipanti abituali al suo blog, non esiterei a farmi da parte.

            • E chi ha parlato di trivio? Un’anima bella non userebbe mai parole triviali! Le consiglio la visione del Marchese del Grillo così si fa una risata:

      • Caro Roberto,
        tu e Fabrizio avete perfettamente ragione nel dire che l’adesione o meno alla teoria del riscaldamneto globale non è materia sulla quale il Papa possa dare indicazione di sorta.
        Questa libertà di pensiero è un tesoro per la Chiesa. Ciò detto, non posso fare a meno di notare due cose, su cui vorrei potessimo dialogare.

        1) Come già detto da ola, noto una certa tendenza a identificare l’adesione alla teoria del riscaldamento globale, o l’essere vegetariani, o essere membri di Greenpeace (io sono membro della NABU, una sorta di WWF tedesco, che però non ha mai sponsorizzato cliniche abortiste, che io sappia) con un non essere “bravi cattolici”.
        Inutile chiedermi “per favore dimmi dove qualcuno l’ha scritto, citami le parole esatte”: non l’ha scritto, non l’ha detto nessuno…ma lo pensano molti. Spero di essere chiara: nessuno lo dice, nessuno lo scrive (anche perché sarebbe difficile giustificarlo). Eppure – e spero siate d’accordo con me – molti (certo non tutti) lo pensano: se sei vegetariano, attivista per l’ambiente, magari lavori in un canile e credi che il riscaldamento globale sia una teoria scientifica corretta…sei quantomeno sospetto. A me è stato detto, per esempio.
        A me pare che questa tendenza abbia lo stesso sapore “dogmatico” delle affermazioni di chi dice “beh, mah…se il Papa è per la teoria del riscaldamento, ALLORA ci DEVO credere anche io!”. Non vedete anche voi una certa tendenza a un dogmatismo pernicioso, speculare alla “papolatria” che spesso si è condannata?

        2) Ripeto, la libertà di pensiero su questioni di scienza e politica, ancorché in liea col magistero, è sacrosanta, e non cito Newman perché è già stracitato (specialmente in questi ultimi anni). Figuriamoci poi la libertà di criticare il cinema a San Pietro (la mia idea: tre ore o quante erano erano troppe, e dopo dieci foto di delfini e leoni che erano pure carine anche basta. Però mi hanno commossa le foto delle persone: la ragazza afghana, i bambini indiani…mi ricordano che San Pietro è davvero la casa comune. In generale, a me gli animali piacciono e vorrei vedere qualche animale esotico dal vivo, almeno una volta nella vita, ma gli esseri umani mi interessano di più. Fine dell’opinione personale.).

        Ma non vi pare che, persino con le migliori intenzioni, questa giusta libertà di pensiero prenda la china di una velata (e spesso mano tanto) critica al Papa non più giù nel merito, ma ” a buffo”, giusto perché è Bergoglio, e quell’anticipo di simpatia che Ratzinger invocava nella prefazione a Gesù di Nazareth non gliela diamo?

        Sono convinta che la coscienza venga prima del Papa. Non posso fare a meno di chiedermi quanta incoscienza (in tutti i sensi della parola) ci sia in questa velata, sottile e ben più velenosa critica al Papa che spesso noto.

        Voi che ne pensate?

  13. …io invece non sopporto che i “veri cattolici” (alla Giusi, per esempio) di questo blog continuino
    a essere reticenti e non dicano invece chiaro e tondo (come sta facendo quel basilisco di Socci) che questo Papa non solo è un babbeo, ma anche un apostata (cosiddetto). e che il VERO Papa è Benedetto XVI (lui sì!)!

    • Io non lo so se sia papa Francesco più di quanto lo sia Benedetto o viceversa o se il ministero petrino sia stato scisso in due ( e potrebbe in un futuro anche esserlo in tre o quattro), credo non lo sappiano neanche loro o almeno non ne siano assolutamente certi. Noto, ad esempio, che ogni qualvolta c’è qualcosa che richiede necessariamente la presenza del pontefice (concistoro, canonizzazioni, apertura dell’anno santo), Benedetto è sempre presente.

    • Alvise ti stupirò con effetti speciali: non lo dico perché non lo so. Sono troppo “piccola” per capire queste cose. Penso che sui due Papi non sappiamo tutto e che molto verrà fuori in futuro. Le cose non sono così semplici. Adesso ti posto un articolo di Blondet che invito tutti a leggere (comunque la si pensi vale sempre la pena secondo me di leggere Blondet). Bene. Lui ha delle posizioni che si avvicinano a quelle da te espresse eppure tra le altre cose invita in questo articolo ad approfittare del Giubileo. E chi lo ha indetto il Giubileo? Papa Francesco. Contesto anche quello che dici di Socci: è vero che critica il Papa, è vero che ha raccontato in un solo capitolo del suo bel libro Non è Francesco di una vicenda relativa al Conclave portata alla luce da un’amica del Papa e mai smentita ma non è vero che pensa che non sia il Papa. Come fa a non essere il Papa? Chi avrebbe titolo per contestare la sua elezione non lo ha fatto e non lo fa, Benedetto lo riconosce come Papa, fa il Papa (fino a prova contraria guida lui la Chiesa).come potrei dire una simile baggianata? Il Papa è Benedetto? Bene! Allora la Chiesa è senza guida perché lui non lo vuole fare. Se sia o no contento il Signore non lo so, se ci sia qualcosa dietro che non sappiamo lo penso ma non so di preciso cosa, con la mia mente piccola ed esercitando la libertà dei Figli di Dio che è concessa a tutti ti posso dire per onestà che tante cose di questo pontificato non mi piacciono ma il Papa è lui su questo non ci piove.

      http://www.maurizioblondet.it/sono-quasi-contento-tutto-cio-sta-per-finire/

      • aggiungo Giusi che lo stesso Blondet tempo fa ha scritto d’aver chiesto a un canonista insigne circa i dubbi sul conclave che ha eletto Francesco, la risposta è stata che se anche fosse vero quanto riportato da Socci, gli unici che avrebbero potuto contestare l’elezione sono i cardinali elettori i quali hanno poco dopo giurato fedeltà a Bergoglio rinunciando di fatto e per sempre a qualsiasi richiesta di nullità del voto. Bergoglio dunque è Francesco.

      • Non per fare sempre il rompiscatole, ma davvero si puo’scrivere tutto impunemente?
        NB: E’il primo articolo di Blondet che leggo e unicamente a questo articolo linkato sopra da Giusi mi riferisco in questo commento, prego non interpretatelo come una critica tout-court a Blondet che non conosco.

        “Il Papa ha in serbo altre sorprese: ha appena vietato la conversione degli ebrei, dunque la loro salvazione;
        http://rorate-caeli.blogspot.it/2015/12/for-record-new-vatican-document-on.html?m=1
        Sennonché’ seguendo il link si legge subito:
        “The document is described early on as “not a magisterial document or doctrinal teaching of the Catholic Church”, but we have little doubt that it will be treated in practice as having magisterial authority. Here we post its most relevant (for us) portions, with our emphases.”
        “we have little doubt” basandosi su cosa? sulle capacita’divinatorie dell’estensore? Non viene spiegato. L’unica cosa certa e’che il documento non e’Magistero ne dottrina, ma questo Blondet lo tace.
        Ma anche se fosse dottrina, leggendosi il documento si trova: “While there is a principled rejection of an institutional Jewish mission, Christians are nonetheless called to bear witness to their faith in Jesus Christ also to Jews”, che e’un filo diverse dal dire che il Papa “ha appena vietato la conversione degli ebrei” ( Blondet ), ma ovviamente non attira cosi tanti click.

        Sul resto:
        “si appresta a dare le nozze ai preti, il controllo delle nascite, la comunione ai divorziati, e cose del genere. Non importa, non si può nemmeno immaginare che questa Chiesa duri oltre il prossimo ventennio. Ma il prossimo ventennio non ci sarà, per noi. Il “dopo”, inimmaginabile, ed è inutile immaginarlo.”

        Sulla divinazione non mi e’purtroppo dato commentare, almeno finche’il buon Dio non concedera’anche a me gli stessi doni che ha evidentemente elargito a Blondet.

        • Eggià…. Ok ci pregherò su per te, d’accordo ola? 🙂 😀

          • Le preghiere per i peccatori come me sono sempre grasso che cola! Per inciso, non vedo tutto nero: dell’articolo mi piace invece molto il tema di fondo: passare dalla Sua Misericordia per non passare dalla Sua Giustizia. Spero di riuscire a ad andare anch’io a Roma!

  14. A proposito di cose che non mi piacciono…. Mi si dirà ma è Magister. Ok ma difficilmente dice cretinate (aveva pure avvisato con largo anticipo sulla Sciacquì ma cacciarono lui per un’enciclica che quella era non ho capito la grave colpa). Ancora non c’è nemmeno l’esortazione apostolica del Sinodo sulla famiglia (e sarebbe importante perché un giorno parla Spadaro, un altro Burke e un altro Sarah e non dicono le stesse cose) e già si prepara un altro sfacelo!

    Il prossimo sinodo è già in cantiere. Sui preti sposati
    A metà febbraio papa Francesco andrà nel Chiapas, dove centinaia di diaconi con moglie premono per essere ordinati sacerdoti. E anche in Amazzonia la svolta sembra vicina. Era tutto scritto nell’agenda del cardinale Martini

    di Sandro Magister

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351189

    • E così diamo via a questo altro gran cancan di illazioni e stracciamento di vesti che poi finirà (come per quello sul Sinodo sulla Famiglia) un una bella bolla di sapone (ma lasciando strascichi di ogni genere) 😐

      • No Bariom non è stata una bolla di sapone. C’è una gran confusione invece e tale resta. Ti parlo di dichiarazioni antitetiche di vescovi non di Socci.

        • Ho scritto “lasciando strascichi di ogni genere” Giusi… mi pare.
          La bolla si riferiva al cancan e il cancan non aiuta neppure dopo (bolla o non bolla).

          E la storia si ripeterà.

          • Ok ma da chi dipende? Non certo dalle discussioni su questo blog. Credo che dipenda dal fatto che si creino delle ambiguità (chiamiamole così) in riferimento alla Dottrina immutabile della Chiesa. A quel punto non puoi impedire ai vaticanisti, ai canonisti e ai teologi (hanno scritto fior di canonisti e teologi sul Sinodo e sul Motu Proprio) di commentare.

            • Tu parti sempre dallo stesso punto e riposti la responsabilità sempre alla stessa origine, ma cancan (che non è dibattito e discussione mi pare) parte solo da chi in animo a solo questo… non ha retta intenzione, ha pregiudizi, critica per il gusto di criticare o di voler apparire il “primo della classe” (e magari ci crede pure).
              Di chi alza polvere solo per per il gusto di farlo, di chi cavilla perché deve per forza trovare qualcosa che non va, l’errore, lo scenario catastrofico da fine dei tempi, l’eresia, l’apostasia e via di seguito.

              Uno spirito in cui non si riconosco alcunché possa dirsi cristiano, né tanto meno cattolico.

              Coloro che MAI si pongono nell’atteggiamento di dire: “questa non l’ho capita e in tutta sincerità, mi suona anche un po male… Ma sarò io che non ho compreso. Devo scavare più a fondo per cercare il bandolo della mia incapacità a comprendere…” (che sarebbe cosa buona dato l’ambito).
              Si fa molta meno fatica a partire subito lancia in resta e puntare il dito.

              Non sto pensando a nessuno in particolare (ma se mi ci applico qualche i dea mi viene…). Poi dici che ho le traveggole io?

              OK

              • Bariom questo è Spadaro direttore di Civiltà Cattolica, gesuita amico intimo del Papa che gli ha rilasciato diverse interviste, partecipante al Sinodo. Si può dire che se parla del Papa sa cosa dice. Bene qui fa l’elogio dell’ambiguità del linguaggio papale. Vedi un po’ tu…..
                Elogio dell’ambiguità
                “Spadaro: Il rischio di equivoco sulle parole del papa esiste e fa parte della loro capacità comunicativa. La comunicazione, se reale, è ambigua. Se invece è fatta di comunicati stampa, di formule o di lezioni, la parola è chiara, però non comunica. Il papa ha fatto una scelta precisa: privilegiare la pastorale e parlare alla gente. Certo si presta a possibili fraintendimenti, ma allo stesso tempo, muove, sta smuovendo, il popolo di Dio che fa appello ai suoi pastori. I pastori sono allora oggi chiamati a rileggere il Vangelo per poterlo spiegare meglio alla gente che rimane scossa dalle parole di Francesco. La parola del papa non è l’ultima, quella definitiva che produce sentenze, ma è la parola capace di smuovere il popolo di Dio e aprire processi, che è un’altra chiave per capire Bergoglio. Non è un papa che “fa cose”, ma uno che apre processi”.

                http://it.aleteia.org/2015/04/16/dialogo-misericordia-riforma-le-parole-del-papa-secondo-spadaro/

                • Quando si aprono i processi parla l’accusa, parla la difesa, qualcuno si erge a giudice e pronunzia una sentenza e ognuno fa quello che vuole.

                  • Già ma tu e altri sul banco dell’imputato mettete il Papa… 😛

                    Per il resto la chiave di lettura di Spadaro è molto interessante… Per certi versi (ma azzardo non essendo conoscitore profondo) mi ricorda l’approccio di Don Giussani ad una comunicazione che interroga e appunto apre “processi” (leggasi processi di trasformazione… ovviamente NON di giudizio)

                    • Mah! Se per te è interessante che un Papa parli in modo ambiguo…. Io sono rimasta al si si no no del Vangelo. Se è ambiguo è logico che sorgano le discussioni.

                    • Eddai Giusi… te lo vedi un Papa che parla solo per monosillabi 😛 si, si, no, no…

                      Poi sfatiamo un altro luogo comune: il discorso del si e del no, Cristo lo fa nel preciso contesto della problematica dei “giuramenti” (sempre per non estrapolare dal contesto o citare ad capocchiam) e non per ridurre il nostro parlare a puri monosillabi.
                      Te lo immagini il Discorso della Montagna in monosillabi! 😉

                    • Non parlavo di monosillabi ma di chiarezza. Si può parlare pure per tre ore di seguito ma alla fine deve emergere se su un dato argomento è si o è no. Se è ni ognuno interpreterà secondo il suo comodo.

  15. …ma invece di stare a fare tanti discorsi e distinzioni e mezze ammissioni rispondete ” teologicamente”a questa domanda:
    lo Spirito Santo ha scelto di scegliere Bergoglio o no. O non è scelto dallo spirito Santo questo Papa?
    La quale domanda (mi permetto, anche io piccino piccino di dirlo) potrebbe essere fatta per ogni Papa che si è stato e che sarà elletto? Come facciamo noi (voi) a dubitare? Come fa un Papa a non piacere, come un politico qualunque, o un attore del cinema?

    • Belle domande Alvise… 😉

      • A me non sembra affatto una bella domanda.
        E’ chiaro che se nel conclave si invoca lo Spirito Santo, ” lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare.” disse così Ratzinger.
        Ma il fatto che lo Spirito Santo agisca non fa del papa eletto (di NESSUN papa), l’incarnazione stessa dello Spirito Santo (e neanche un santo se è per questo). A molti piace pensare che sia così, forse li rassicura, ma credo sia un errore grave pensarlo.
        “Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie”, dice il Signore per bocca del profeta Isaia, ecco neanche noi sappiamo come e quando e perché agisca lo Spirito Santo e attraverso quali vie, Cristo stesso aveva personalmente scelto i dodici, e alcune scelte sarebbero sembrate piuttosto discutibili se lette in chiave umana.

        • In linea di principio nulla da eccepire a quanto scrivi, PaulBratter, anche se, sempre in linea di principio, è sempre possibile che lo stesso Spirito ci mostri come sta agendo o abbia agito.

          Poi a me continua a piacere la domanda (tutt’altro che peregrina) considerando la posizione di chi la posta.

          Poi si sa, non è bello ciò che è bello, ma…

    • Esatto…. come fa un Papa a non piacere? Chi può permettersi di mettere continuamente in discussione il suo operato, le sue scelte, le sue parole??? Persone migliori? Per quale motivo? Ma vi rendete conto del peccato grave che si compie??

      • “Il dogma dell’infallibilità papale (o infallibilità pontificia) afferma che il papa non può sbagliare quando parla ex cathedra, ossia come dottore o pastore universale della Chiesa (episcopus servus servorum Dei). Dunque, il dogma vale solo quando si esercita il ministero petrino proclamando un nuovo dogma o definendo una dottrina in modo definitivo come rivelata, o quando il papa insegna sull’etica e sulla morale da tenersi in campo sociale, rifacendosi appunto alla dottrina della Chiesa (cfr. Ad tuendam fidem di Giovanni Paolo II)”.

        Se parla in aereo o a braccio non mi deve piacere per forza. Se fa proiettare macachi sulla Basilica di San Pietro non son tenuta a farmelo piacere. I Papi sono stati sempre criticati anche dai Santi.

        La vera infallibilità papale non è infallibilismo
        .

        http://www.cooperatoresveritatis.net/it/la-vera-infallibilitao-papale-non-a-infallibilismo

        • @Giusi @tutti
          Non è questione di farsi piacere o meno un Papa, secondo le regole e le leggi cattoliche.
          E’ questione di volergli bene o meno
          Semplicemente perchè è il Papa (e non l’allenatore della nazionale di calcio o il primo ministro)

          • Ci si sforza ma nemmeno lui vuole bene a tutti nello stesso modo…..

            • Ma noi non siamo chiamati a guardare come amano gli altri o staremmo freschi!

              Semmai “Amatevi come io (LUI) vi ho amati…” 😉

              • Bariom se uno fa figli e figliastri i figliastri si risentono siamo uomini dai!

                • @Giusi
                  Ognuno testimonia quel che vuole testimoniare
                  E secondo lo stesso volere si giustifica con se stesso e di fronte gli altri
                  E incidentalmente capita di attribuire responsabilità fuori di sè
                  E’ una comprensibile sfaccettatura dell’animo umano
                  Certo basta non risentirsi quando e con chi prova a fartelo notare con il solo scopo di fartici pensare su

  16. Giusi:

    …potevi avere la creanza (almeno in questo caso) di farci leggere direttamente un pezzetino delle tue compulsive non-citazioni telematiche, per esempio l’inizio dello scritto di Blondet:

    “Bergoglio: ‘Misericordia va anteposta al giudizio‘. Da un punto di vista morale, sacramentale ed escatologico, questa è apostasia”. Così mi scrive dal letto del suo male l’amico Siro Mazza con un SMS fulminante.

    Così, mi obbliga a parlare, mentre sono ammutolito. La verità cattolica, calpestata ogni giorno da Bergoglio fra gli applausi del Mondo, è evidente. Ma ripugna parlarne per molti motivi: non ultimo, l’ignoranza della dottrina cattolica nei credenti, per non dire lo spregio in cui è tenuta dai miscredenti uomini-massa che sono i più, rende impossibile far capire a tutta “questa generazione” il pericolo estremo che rappresenta per loro la finta misericordia sentimentalista ed ecologista bandita dal Vaticano.

    Mancano le parole per mettere in guardia”

    • Alvise hai visto che cliccando col tuo ditino santo lo hai letto lo stesso? Blondet l’ho postato per rispondere alla tua domanda e cioè per farti capire che non si può dire che Bergoglio non è il Papa neanche da parte di quelli più critici nei suoi confronti.

  17. “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa strada e quando lo vide passò dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno».

  18. “mi pare che arrogarsi il diritto di decidere quale successore di Pietro, nella storia della Chiesa di Cristo, sarebbe stato scelto dallo Spirito Santo e quale da non si capisce bene quali forze a Lui superiori e contrarie sa di zolfo.”

    Emilio, altri hanno già fatto presente che la frase è di Ratzinger. Siccome Bariom giustamente invoca il contesto, il contesto è questo:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/2006/07/31/se-il-papa-lo-scelga-dio-il-parere-del-cardinale-ratzinger/

    “capita spesso che consideriamo attendibile quella parte di magistero che conferma alcune nostre convinzioni e fallibile quella parte che le mette in discussione. Accadeva così anche con Gesù, o sbaglio?!”

    A parte la premessa fondamentale, che Cristo era, è e sarà sempre Cristo, mentre il Papa è il suo rappresentante in terra, e c’è ampia evidenza storica di Papi che hanno ricoperto questo ruolo molto male, non mi sembra che nessuno qui abbia espresso critiche motivate dal suo arbitrio personale, o da qualche bizzarra neo-teologia alla moda, ma le ha giustificate con il Magistero bimillenario. Poi, se è vero che l’arroganza è il rischio di eccesso da un lato, l’infantilismo (parente stretto del clericalismo) è il rischio dall’altro. Ratzinger sostiene a proposito dei conclavi che:

    “[…] lo Spirito non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto, da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare.”

    dunque si dovrebbe concludere che se questo atteggiamento di padre che guida, educa, lasciando spazio ai figli, e quindi non dice volta per volta “ti dico alla lettera quello che devi fare”, è il rapporto tra Dio e i suoi fedeli, tanto meno può essere questo il rapporto tra il Papa e i suoi fedeli. No? Come diceva uno scrittore cristiano, il Diavolo manda gli errori sempre a coppie di opposti, e una tentazione è di sfuggire ad uno cadendo nell’altro. Non è furbo sfuggire all’arroganza per cadere nell’infantilismo, come ovviamente l’opposto. La via giusta è da qualche parte in mezzo. L’atteggiamento acritico non può che portare ad un estremo. Gesù, quando ci ha assicurato che con il suo aiuto niente sarà per noi troppo duro da sostenere, però non ci ha neanche detto che seguirlo è una cosa facile; tutt’altro. Se bastasse seguire pedissequamente tutto quello che dice un Papa, per di più nel momento in cui gode di un consenso molto ampio anche in ambiti sospetti, non viene il dubbio che sia un approccio troppo facile?

    “Anche se capisco bene il concetto che il tema ambiente sia terreno minato, in quanto occupato da forze palesemente anticristiane, quindi occorra essere consapevoli dell’ideologia retrostante.”

    Ola, io penso che sia tu che Roberto avete scritto cose sintetizzabili in punti condivisibili. Tranne una cosa, quando dici più o meno “se il Magistero sostenesse l’AGW, io lo seguirei”. Senza contestare le tue scelte legittime, bisogna capire in che modo questa circostanza si può materializzare: infatti, se la cosa avvenisse su basi solamente scientifiche, esulerebbe dal Magistero (vedasi argomenti precedenti di Roberto) e la frase sarebbe priva di significato. Viceversa, il Magistero potrebbe, in linea di principio, arrivare a quella conclusione su basi teologiche; oppure, che so, per rivelazioni di un mistico: allora sarebbe molto diverso. L’enciclica, a questo proposito, è clamorosamente lacunosa, se non contraddittoria e ambigua in sé; e le basi teologiche per giustificare l’AGW non ci sono. Cito due passaggi (che ovviamente invito ad andare a leggere nel contesto):

    “Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare.”

    “È difficile non metterlo in relazione” non è una considerazione scientifica, che pretende prove. L’innalzamento del mare, citato così vagamente, non è una prova, in realtà è un fenomeno ovvio. Le statistiche sui fenomeni estremi non dicono affatto che sono aumentati: se si volesse ragionare scientificamente andrebbero dunque citate, e anche magari mettendo a confronto opinioni diverse. Ma nell’enciclica non c’è nulla di tutto ciò.

    “Su molte questioni concrete la Chiesa non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere il dibattito onesto fra gli scienziati, rispettando le diversità di opinione. Basta però guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune.”

    Ecco un altro passaggio assolutamente indebito. Si dice esplicitamente che il Magistero non può essere definitivo in questo ambito (dopodiché tutto il battage mediatico della Santa Sede si è mosso in direzione opposta); si promuove il dibattito onesto, però mentre Francesco trova il tempo di incontrare più volte i suoi amici omosessuali e sostenitori delle lobby LGBT, rifiuta ogni incontro con scienziati scettici, anche cattolici, che gli hanno scritto per esporgli il loro punto di vista. Anche quando l’enciclica è stata presentata, il dibattito è stato impedito invitando solo una parte. Gli altri sono stati esclusi da tutte le iniziative della Santa Sede. D’altronde quella frase “Basta però…” che cita la “realtà” (quale? dimostrata da cosa?) e la “sincerità” (di chi?) abilmente ribalta la premessa.

    Sulla base di ciò, come si fa a ritenere affidabile il documento? Prima dicevo che potrebbero esserci considerazioni teologiche: nella parte centrale ce ne sono alcune, che personalmente trovo interessanti. Ma non c’è alcun nesso logico che le leghi al riscaldamento globale e alle sedicenti politiche di contrasto. Traparentesi, questa parte centrale è stata lasciata cadere da tutti: dagli onusiani, che ovviamente se ne fregano, ma pure dallo stesso Francesco che non l’ha più sviluppata. Perché?

    Detto francamente: nei passaggi citati non c’è né scienza genuina, né buon senso, né ragionamento razionale, né base teologica. Invece teologia e mistica sono citate a sproposito per dare una falsa impressione; un po’ come quando Veltroni citava Kennedy per far credere di essere pure lui uno statista. È un noto trucco degli esperti di comunicazione ed è triste trovarselo in un documento della Chiesa.

    Ma il punto più importante è proprio la tua ultima frase, ola. L’ideologia ambientalista la conosco per esperienza ultra-trentennale: mi ricordo ancora le pubblicità del libro di Lovelock con la sua neopagana “ipotesi di Gaia” (erano gli anni ’80). Ammettendo per un momento che gli ambientalisti abbiano ragione sull’AGW, avete mai sentito Francesco dire che gli ambientalisti fanno cose buone, ma che la loro teoria di Gaia è una solenne sciocchezza, che so, come il proselitismo cattolico citato nell’intervista con Scalfari? Avete mai sentito una bastonatura ai maltusiani e sui mali dell’ONU almeno paragonabile a quelle contro farisei e le malattie della Curia? Se ce l’avete, per favore riportatemela.

    La conseguenza è che, siccome purtroppo la gente ha il cervello all’ammasso e non approfondisce per i fatti suoi (noi che discutiamo qui ed altrove siamo quattro gatti), sente il Papa che parla di aborto e lo condanna, lo sente anche dire – a volte – che l’uomo conta più del creato, però poi lo sente magnificare sempre l’ONU e i suoi programmi, dunque non si pone neanche il dubbio che i maggiori teorici di queste eresie sono proprio loro.

    Dice: ma è un modo per portarli sulle posizioni della Chiesa. A parte il fatto che quest’affermazione suona ormai ridicola dopo decenni di esperienze simili finite con la Chiesa a fare prima la mosca cocchiera, poi la terra invasa e devastata dai barbari, da quando in qua è lecito appoggiare il male, pur in prospettiva di un bene?

    • Si, però, ci dovrebbe essere un preambolo in ogni documento papale o conciliare il quale precisi CHIARAMENTE se quel che segue è affermato “ex cathedra” (ed è quindi assistito “dall’infallibilità”) oppure no.
      Giacchè il parlare dei cristiani dovrebbe esser chiaro (“si, si, no, no”) una tale precisazione, in premessa, eliminerebbe all’origine ogni dibattito di questo tipo.
      Sembrano che lo facciano apposta! A69

    • Ola, io penso che sia tu che Roberto avete scritto cose sintetizzabili in punti condivisibili. Tranne una cosa, quando dici più o meno “se il Magistero sostenesse l’AGW, io lo seguirei”.

      Fabrizio forse non era chiaro, ma con questa frase non intendo dire – anche perche’devo ancora finire di leggere l’enciclica! – che a mio parere il Magistero avvalla gia’questa teoria, quindi siamo tutti obbligati a seguirla. Anche perche’come giustamente ricordato: 1. Le frasi e i pensieri della Laudato Sii non sono mai tagliati con l’accetta, e 2. Ci muoviamo comunque su un terreno non propriamente attinente al Magistero.

      Quello che ho voluto esprimere e’che come regola generale, siccome sono ben lontano dall’onniscienza, se non conosco a fondo un tema e la Chiesa ha una posizione – anche non infallibile – su quel tema, “a naso” cerco di mettermi sulla riva sicura. Dopo se uno che invece in quel tema ci sguazza e ha gli argomenti e gli studi per controbattere, ben venga, finche’non pretenda lui stesso che la sua posizione sia considerata “infallibile” 😉

    • butto là i miei two cents.
      Forse è che il Papa pensa sia arrivato il momento di razzolare, oltre che predicare.
      Ora, l’ONU razzola come gli pare, predica come gli pare.
      La Curia razzola (si spera) come dice il papa. Ergo, prima mettiamo ordine a casa nostra, prima la smettiamo con i vescovi con le Jacuzzi (che al Signore sia dovuto lo sfarzo mi sta bene, e non mi pare Francesco stia mettendo all’asta i calici d’oro; ma siamo d’accordo che un vescovo non è il Signore e la Jacuzzi forse stona un po’), prima la smettiamo con i cattolici “di professione” che di cristiano hanno solo il nome, prima potremo parlare all’ONU.
      Mi pare che Francesco, pur con tutti i ponti e le telefonate a Scalfari che ti pare, sia estremamente focalizzato sui CRISTIANI. Cioè a dire che va bene parlare a ONU, WWF, e uomini di buona volontà; va bene dire “ah che cattivoni questo onusiani Che cattivoni questi islamici! Che cattivoni questi (nome a piacere)!”; ma la prima, enorme, opera di conversione che dobbiamo fare è in noi stessi.
      A volte mi sembra che molti critichino Francesco perché in fondo dire che la colpa è dell’ONU, dell’OSCE, di Obama e comunque di “quelli là” sia molto più semplice che cambiare se stessi.
      Ovviamente sto semplificando e certamentein molti c’è un genuino sconcerto e genuina preoccupazione per la Chiesa. Ma non so, mi pare che Francesco interpelli i cristiani in punti che preferiremmo non toccare.
      Magari mi sbaglio.

  19. E comunque in argomento ribadisco che io son convinto che l’intenzione sia quella di cavalcare l’onda dell’emozione ambientalista e sfruttarne le lobby per cercare di ottenere una miglior attenzione verso i problemi dei poveri del mondo. E quindi soldi e progetti per migliorarne le condizioni di vita.
    Un pragmatismo strategico a fin di bene
    Di cui c’è solo da augurarsi che ottenga ciò che tale strategia si propone di conseguire

    Chiaramente, la mia può essere una teoria sballata … come ogni altra teoria. Come ogni altra, eh 🙂

  20. Poi, dato il momento che stiamo vivendo, il clima impazzito, l’aria schifosa che dobbiamo quotidianamente respirare, davvero vi va di voltarvi dall’altra parte? Davvero siete convinti che nostro Signore quando creò questa meraviglia che è il nostro pianeta voleva che ne facessimo un tale scempio? Che ne approfittassimo senza ritegno e senza il benché minimo rispetto? Non vi rendete conto che siamo tutti sulla medesima barca e se andiamo a fondo ci andremo tutti insieme? E’ questo il futuro che volete per i vostri figli?

    • Il fatto è che se si fa quanto indicato nella Laudato sì il futuro è di fame certa. Qui c’è una lettera al Papa dello scienziato Franco Battaglia dove lo spiega in modo molto chiaro. Ma non ha avuto risposta. Miglior fortuna hanno avuto trans e autrici di fiabe gender……

      SUL CLIMA SBAGLIA, CARO PAPA.

      Questa è la lettera che lo scienziato Franco Battaglia ha inviato a Papa Bergoglio dopo averne letto l’enciclica “ambientalista”. Naturalmente, nessuna risposta.

      http://www.maurizioblondet.it/sul-clima-sbaglia-caro-papa/

      • Vedi cara Giusi é questo tuo modo che svela il tuo animo (sulla questio intendo)
        “naturalmente nessuna risposta … ”
        “miglior fortuna i trans” o chi sia sia…

        Chi sei tu per dire/valutare/ironizzare su chi quando e come?
        Poi ammanti tutto di validissimo ragionamenti pro poveri confusi pecorelle smarrite, ma il problema di fondo non è quello.

        • Bah sono fatti. Risponde a persone improbabili e poi a uno scienziato che con estrema civiltà gli spiega che è stato mal consigliato (mi riferisco alla parte scientifica) no. Ma che comportazione è questa? Direbbe Checco Zalone

  21. Oggi non ha funzionato la notifica per mail dei vostri post (mi stupiva che non ce ne fossero) e ce n’è voluta per ricostruire la sequenza… mi sono reso conto anche che qualcuno aveva scritto prima del mio precedente post… Ci ho messo un po’ a recuperare il filo.

    In generale mi sono fatto l’idea che molti non leggono quello che scrivono gli altri. 🙂

    “Inutile chiedermi “per favore dimmi dove qualcuno l’ha scritto, citami le parole esatte”: non l’ha scritto, non l’ha detto nessuno…”
    L’ha detto Ratzinger, ed è in un mio precedente commento qui sopra.

    “lo Spirito Santo ha scelto di scegliere Bergoglio o no. O non è scelto dallo spirito Santo questo Papa?”
    Ratzinger ha spiegato bene la questione, e PaulBratter ha ripreso il punto chiaramente.

    “la ragazza afghana, i bambini indiani…mi ricordano che San Pietro è davvero la casa comune”
    San Pietro è la Casa di Dio, mica la Casa del Popolo!! Almeno ci fossero state immagini sacre: neanche una! Qui devo aprire un’altra questione, culturale. Non si può capire l’opera d’arte se non si inquadra l’autore. Un conto è Giovanna d’Arco rappresentata in un’opera di Peguy, o Shakespeare, Voltaire o Schiller… che diamine. Sono cose totalmente diverse. Dalle discussioni che leggo l’arte è stata ridotta a mera percezione di stimoli visivi e/o sentimentalismo. Ah, era bellina la foto dei tonni. Anche la fotografia comunica un’intenzione del fotografo e la sua prospettiva sulle cose. Tutta la disquisizione su neopaganesimo, ambiente vs Creato deriva anche dall’interpretazione artistica di quelle foto, che per lo più è tutto tranne che una lode a Dio per il Creato: si capisce guardandole e basta leggere le biografie degli autori. Per questo è falso dire che la proiezione serviva ad illustrare la Laudato sì. Nella Laudato sì, oltre che parlare di Dio, si condanna l’aborto (poco, troppo poco, ma la condanna c’è). C’erano foto al riguardo? No. Quindi, quella è stata _l’interpretazione parziale_ della Laudato sì da parte dello sponsor, la World Bank.

    “e che il VERO Papa è Benedetto XVI ”
    Ognuno si prende la responsabilità di quello che pensa. Per me il Papa è Francesco.

    “ma davvero si puo’scrivere tutto impunemente?”
    Blondet ha il tarlo dell’ebraismo. Qualsiasi cosa accada è colpa degli ebrei, anche quando non sono neanche menzionati nel discorso. Figurati quando poi fanno parte del discorso. Detto questo, è vero che quel documento non è magistero, ma identifica chiaramente una direzione in cui ci si sta muovendo ed è preoccupante. Per non parlare dell’ipocrisia continua: agli ebrei oggi interessa sostanzialmente il riconoscimento di Israele, ma su quello si continua a glissare.

    “Esatto…. come fa un Papa a non piacere?”
    Non è questione di piacere o non piacere: è questione di ritenere che faccia bene o male il suo compito. Ma tu, fossi vissuta all’epoca di Alessandro Borgia, sapendo quello che faceva, saresti andata a fargli la ola in Piazza San Pietro? O con Liberio che lasciava dilagare l’eresia ariana?

    “E’ questione di volergli bene o meno”
    Questo è un punto rilevante e non rilevante. Non rilevante, perché la critica è sull’operato. Rilevante, perché certamente c’è il rischio di farsi prendere la mano e poi la critica legittima trascenda. Purtroppo da altre parti questo avviene. Ma qui non mi pare.

    “Si, però, ci dovrebbe essere un preambolo in ogni documento papale o conciliare il quale precisi CHIARAMENTE se quel che segue è affermato “ex cathedra” (ed è quindi assistito “dall’infallibilità”) oppure no.”
    Ratzinger l’ha fatto con un suo libro. In realtà, il pronunciamento “ex cathedra” dovrebbe essere piuttosto raro e riconoscersi bene. Ma non c’è accordo neanche su questo. Poi la questione è più complessa: perché non è un tutto o niente, nel senso che ciò che è “ex-cathedra” va creduto infallibile senza obiezioni, ma poi non è che di tutto il resto uno è autorizzato ad impiparsene con superficialità. C’è una sorta di gradualità, a seconda delle circostanze e dell’argomento affrontato.

    “A volte mi sembra che molti critichino Francesco perché in fondo dire che la colpa è dell’ONU, dell’OSCE, di Obama e comunque di “quelli là” sia molto più semplice che cambiare se stessi.”
    Il problema è proprio l’opposto: qui passa l’idea che non si deve cambiare e che semmai se c’è un punto di riferimento per la conversione è l’ONU, non Cristo. Nel Giubileo basterà qualche donazione al WWF e una carezza al cane in strada, poi saremo a posto.

    “E comunque in argomento ribadisco che io son convinto che l’intenzione sia quella di cavalcare l’onda dell’emozione ambientalista e sfruttarne le lobby per cercare di ottenere una miglior attenzione verso i problemi dei poveri del mondo.”
    E così la Chiesa è diventata un ONG. Che poi, per eterogenesi dei fini, finirà per rendere i poveri ancora più poveri. Chissà come mai tutti i più ricchi gruppi di potere sono a Parigi e spingono in una certa direzione.

    “Poi, dato il momento che stiamo vivendo, il clima impazzito, l’aria schifosa che dobbiamo quotidianamente respirare, davvero vi va di voltarvi dall’altra parte? ”
    Direi che forse quella che si è voltata dall’altra parte per ora sei tu… Hai letto qualcosa di quello che è stato scritto qui nei giorni scorsi, compreso l’articolo che stiamo commentando? Per esempio, cosa c’entra “l’aria schifosa” con la CO2 e il clima impazzito?

    • “Oggi non ha funzionato la notifica per mail dei vostri post…”

      Che sia un “segno”? Ah ah ah 😄
      ‘notte Fabrizio.

    • @fabriziogiudici
      Sulla questione del voler bene al Papa da me posta
      Diciamo anche che non è che abbondino i commenti in cui questo bene che Gli si vorrebbe traspaia chiaramente
      Son mesi che @filosofiazzero ce lo sta rinfacciando

      La Chiesa non è diventata un Ong. Ma non disdegna di far politica. E intanto 100 miliardi all’anno son finiti sul piatto dei paesi poveri. Resta da sperare che vengan usati per combattere la povertà e creare sviluppo qualunque sia l’ambito di spesa impiegabile. Meglio del paventato? O no?

      • “Son mesi che @filosofiazzero ce lo sta rinfacciando”

        Certo che è singolare che a prendere le difese di questo Papa ci siano atei (Alvise, Scalfari etc.), gay praticanti (l’altra sera ho sentito Cecchi Paone in una trasmissione di miracoli dire che riconosce un unico profeta: Papa Francesco!), eretici (Enzo Bianchi ma tanti altri, ci sono addirittura raccolte di firme di tutto il cucuzzaro di finti preti comunisti da Ciotti a Don Albino Bizzotto), oggi m’è toccato leggere il panegirico di Mina la cantante la quale è favorevole a nozze gay divorzi etc.: “Francesco, se si può dire, è un Papa superiore. Francesco è un uomo, nell’accezione migliore del termine. Francesco ci stupirà ancora moltissimo. Francesco è di quelli che ti fanno pensare che ancora sopravvivono uomini giusti, coraggiosi, integri. Francesco non ha paura. Francesco ha le idee chiarissime. Francesco è necessario. Francesco ha le palle. Mi scusi, Santità, non si offenda, ma è proprio vero. Con affetto.
        Mina su Vanity Fair 24-07-13
        Poi leggo la lettera aperta a Papa Francesco pubblicata dal settimanale tedesco Focus scritta da un ex prelato della curia vaticana il quale non si firma perché teme le reazioni nei confronti dei suoi superiori rimasti a Roma e mi chiedo come mai questo Papa piaccia tanto al mondo e scontenti tanti cattolici consacrati e non.
        https://bergoglionate.wordpress.com/2015/12/12/caro-santo-padre-le-dieci-malattie-di-papa-francesco/

        http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/11/la-curia-avra-quindici-malattie-ma-anche-lui-sta-poco-bene/

        • @giusi
          Non è che @filosofiazzero si possa annoverare tra i difensori di Papa Francesco
          È che ci fa presente come leggendoci non sembra che tra i cattolici di questo blog sia molto amato
          Una riflessione, non sbrigativa, e che non si risolva in un infantile “ma è colpa Sua” ci sta tutta

          • Beh io non ho mai detto è colpa sua. Ho parlato sempre di fatti specifici.

            • Almeno Giusi non prendere gli interlocutori per stupidi…
              I “fatti specifici” poi hanno più di una chiave di lettura e tu la chiave la dai, almeno abbi il coraggio delle tue azioni e non lanciare il sasso come chi poi nasconde la mano

              • Bariom almeno leggi bene. Bri ha scritto: “@giusi
                Non è che @filosofiazzero si possa annoverare tra i difensori di Papa Francesco
                È che ci fa presente come leggendoci non sembra che tra i cattolici di questo blog sia molto amato
                Una riflessione, non sbrigativa, e che non si risolva in un infantile “ma è colpa Sua” ci sta tutta”

                La mia risposta significava: non mi sono mai limitata a dire è colpa sua ma partendo da fatti l’ho motivato. E’ chiaro adesso? Di tutto mi si può accusare ma non di lanciare il sasso e poi nascondere la mano!

                • @giusi
                  ma non ti domandi perchè Bariom e Bri ciascuno a modo suo ti stanno addosso cercando di farti avere un messaggio?
                  A volte i veri gesti di amicizia vengono da chi ti invita a riflettere in modo non sbrigativo più che da chi alimenta il fuoco del tuo fastidio legandotici mani e piedi

                  Più di così non oserò scriverti, promesso

                  • Ma non vi affaticate: purtroppo non sono io il problema. Se così fosse non sarebbe nemmeno un problema. Vi ricordo solo (ma è giusto una goccia nell’oceano) che un insigne scrittore cattolico sta muto da due anni e che anche il “nostro” Alessandro si è autosospeso. Vi invito a rammentare la motivazione…………

                    • E infatti sulle sue motivazioni dovresti molto meditare (mi pare quelle profonde ti siano sfuggite) e per quelle motivazioni, con tutto il dispiacere mio come di molti di averlo solo come lettore (presumo.. ciao Alessandro), la mia stima per lui che già era alta, ha fatto un salto di 1000 punti … per quel che vale la mia stima o il mio punteggio 😉

                    • E infatti ho meditato. Mala tempora currunt se persone come Alessandro sono ridotte al silenzio……

        • Ammazza Giusi… Sei proprio un martello!
          Tutto riesci a girare per il verso tuo… Poi pare sia impossibile che un ateo o chi sia, partendo da lì (considerazioni sul Papa) possa poi riavvicinarsi alla Chiesa.

          Risposta della Giusi: “io non ne ho visto manco uno!”
          Eggiá… Non dimentichiamo i superpoteri della Giusi… 😉

          E cmq tu pare sappia riportare sempre solo negativi commenti, nefaste situazioni e compagnia canta e… Non è che il tuo occhio a forza di scrutare nelle tenebre si sta oscurando?
          La tua visione mi mette tristezza… ma passerà.

          • E tu Bariom non vedi il problema che è grande quanto una casa. Io non scruto nelle tenebre. Sono le tenebre che sono venute alla luce.

            P.S. Come fa un ateo a convertirsi se nessuno nemmeno lo ammonisce? Il Papa non ha mai rimproverato un trans, un omosessuale, un abortista, un favorevole all’eutanasia, le uniche parole di rimprovero (ma non solo rimproveri!) le ha avute sempre e solo per i cattolici. Adesso poiché è tanto buono e tanto umile io mi aspetterei, visto che l’anno scorso gliene disse un sacco e una sporta alla curia, che accetti anche lui le critiche e magari risponda…..

            • E a chi dovrebbe rispondere?
              A te brava cattolica tanto bastonata? (intravedo la posizione socciana o soccista, ma guai criticare Socci!) 😜

              E non ha fatto questo e non ha fatto quello… Spero almeno tu gli abbia scritto, anzi chiedi un’udienza particolare…
              No scusa, potrebbe preferire qualche pubblico peccatore a te. Niente di nuovo sotto il sole.

              • Ho scritto insieme a centinaia di altre persone ma non per me….. Ma nulla. I pubblici peccatori lo vedono lo baciano lo abbracciano e continuano a propagare le loro teorie anzi ancora più tronfi!

                • Si va bene Giusi… poi dici che non dai colpe.
                  Di questo strazio (ma dove lo trovi il tempo e la voglia di leggere Vanity Fair?) qual è la causa? Domanda decisamente retorica nel tuo caso.

                  Ma come ricorda la Parola oggi “siate lieti!” (mi raccomando)

                  • Non leggo Vanity Fair. Nè la pagina facebook di Mina. E’ sufficiente che un amico facebook metta mi piace e compare sulla home. E’ quello che è successo.

    • non credo Ratzinger abbia detto che chi è vegetariano è un cattolico sospetto, che è ciò cui mi riferivo. Certamente non lo dice nel commento da te citato…

  22. Il summit di Parigi a schifiu finiu!
    COP21: pagare i poveri perché restino poveri
    di Stefano Magni

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cop21-pagarei-poveri-perche-restino-poveri-14662.htm

  23. “non credo Ratzinger abbia detto che chi è vegetariano è un cattolico sospetto, che è ciò cui mi riferivo. Certamente non lo dice nel commento da te citato…”
    Giusta osservazione. Tu hai citato varie cose, tra cui il vegetarianesimo. Io ho risposto in generale che Ratzinger disse che non si possono sostenere le associazioni che predicano valori anti-cristiani, nonostante possano anche compiere qualche bene parziale. Le altre cose a cui ti sei riferito ricadevano in quel discorso di Ratzinger. Per quanto riguarda il vegetarianesimo, penso di averlo scritto tempo fa: se uno è cattolico vegetariano per scelta personale, non credo sia un problema. Se sostiene associazioni vegetariane animaliste, è un problema perché l’animalismo – in quanto predica pari dignità tra uomo e animali – è anti-cattolico. Se sostiene che ci siano ragioni teologiche per il suo essere cattolico e vegetariano, le può sostenere solo falsificando le Scritture (per esempio sostenendo che Cristo mangiava “polpette di alghe”) e capisci bene che è un problema pure questo.

    “Diciamo anche che non è che abbondino i commenti in cui questo bene che Gli si vorrebbe traspaia chiaramente. Son mesi che @filosofiazzero ce lo sta rinfacciando”
    Dal mio punto di vista, non commento quando il Papa fa qualcosa di opportuno, perché penso che sia la situazione normale. Parimenti non trovo necessario scrivere quando il mio stato d’animo nei suoi confronti è positivo, perché è scontato. Può anche essere che non sia sempre dello stato d’animo giusto, e ne ho già parlato. Nel qual caso Alvise dovrebbe ricordarsi che i cattolici si ritengono tutti peccatori. Parlo del mio punto di vista perché certamente non posso parlare per altri, ma penso sia così per molti.

    Comunque, può essere utile leggere questo pezzo di monsignor Antonio Livi, teologo:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-obbedienzaal-papasolo-in-relazionea-cristo-8225.htm

    “Invece, la personalità umana, la biografia, i gesti e le parole dell’uomo che in ogni momento storico occupa la sede di Pietro meritano di essere conosciuti e interpretati dai credenti unicamente nella misura in cui servono a conoscere e interpretare sempre meglio la Parola di Cristo, così come l’affetto, la devozione e l’unione con il Papa attuale meritano di essere incentivati nella misura in cui si risolvono puntualmente in un accresciuto spirito di adorazione del “Dio-con-noi” e nel rafforzamento di quella unione con Lui che è iniziata con la grazia del Battesimo. ”

    Capisci bene, dunque, che se qualcuno ritiene che il Papa non “aiuti a conoscere ed interpretare sempre meglio la Parola di Cristo” o a “rafforzare l’unione con Lui”, la devozione e l’unione con il Papa ne soffrono per un valido motivo. Come sempre, invito a leggere tutto il passaggio nel contesto per verificare se la mia interpretazione è corretta.

    “E intanto 100 miliardi all’anno son finiti sul piatto dei paesi poveri. […] Meglio del paventato o no?”

    Io non commento ancora, perché l’esperienza, da Tokyo in poi, ha ampiamente dimostrato che una cosa è la carta come la presentano i politici, una cosa è la carta com’è in realtà, e ancora una terza cosa la pratica che segue la carta. Ci vorrà del tempo per capire veramente come stanno le cose.

    Ti rispondo con un criterio generale. È evidente che qui stiamo parlando di economia e mercato, non di scienza, perché l’accordo è politico. I liberisti esaltano il libero mercato. Noi cattolici abbiamo una serie di obiezioni, giuste. L’obiezione più pertinente, per me, cioè la madre di tutte le obiezioni da cui tutto il resto deriva, è la critica che facciamo al culto della libertà: che la libertà va benissimo, è un dono di Dio, ma non vale niente senza la Verità. Dunque, il libero mercato per me va benissimo, ma dev’essere anche vero. Cosa vuol dire vero? Vuol dire tante cose. Tra le varie cose che è un vero scambio di valori. La bolla (per non dire truffa) dei derivati ha violato la verità: sono circolati soldi non in cambio di un vero valore, ma di una cosa virtuale e farlocca.

    Dunque il punto vero è questo: se l’accordo di Parigi prevede lo scambio di soldi per le cosiddette “quote CO2” (come credo che faccia, perché fino a ieri se ne era parlato, ma ora bisogna vedere cosa c’è scritto nell’accordo firmato) e l’AGW è falso, le “quote CO2” sono un falso valore, farlocco come i derivati. Quindi inevitabilmente si andrà a finire in una bolla speculativa, che arricchirà i ricchi e impoverirà i poveri (è lo scopo delle bolle).

    In secondo luogo il diavolo è nei dettagli e io voglio vedere lo “scritto piccolo”. Per esempio, qualche giorno fa Oxfam così protestava (cfr. http://www.climatemonitor.it/?p=39800):

    “La scomparsa di ogni riferimento ai diritti umani dall’articolo 2 è estremamente deludente e segue la perdita precedente di ogni riferimento alla parità di genere verso la transizione ad un’economia pulita.”

    Come vedi, qualcuno spingeva la teoria del gender attraverso la lotta alla CO2. Ora sono curioso di vedere se quel riferimento è veramente sparito o se è rientrato dalla finestra. E come quello ce ne possono essere molti altri.

    Infine, non è la prima volta che grandi quantità di denaro viaggiano verso i paesi poveri. È stato ampiamente dimostrato che in molti casi, a partire dal famigerato “Live Aid”, questi soldi hanno rimpinguato le casse dei dittatori di turno o sono state usate per comprare armi. Quindi non si può essere contenti se non si sanno tutti i dettagli. Io temo fortemente, inoltre, il ricatto culturale, già messo in atto nel caso di altre forme di supporto finanziario.

    • @fabriziogiudici
      Premessa: sei ammirevole per spirito di partecipazione. Pur se mi trovo a commentarti quasi sempre in disaccordo, ti leggo molto volentieri e sei di stimolo/pungolo a informami meglio su vari argomenti e a “pensarci su”.

      Per quanto riguarda il giudizio sul l’accordo di Parigi, come scritto, la mia è una semplice speranza alla cieca, forse vana in quanto cieca, ma … sperare il bene è giusto quel che posso fare in casi come questi 🙂

      Venendo invece al discorso sul sentimento per il Papa. Ho letto con molto interesse l’articolo di Monsignor Livi. Lo rileggerò ed eventualmente ritratterò quel che sto per scrivere di quel che c’ho capito io e allo scopo riporto i seguenti
      “Di questo Papa, come di ogni Papa, non debbono necessariamente interessare tutti i discorsi estemporanei”
      e
      “è meglio che i semplici fedeli (ai quali non interessano affatto le polemiche ideologiche e tanto meno i giochi di potere all’interno della casta clericale) dedichino, come ho detto, lo scarso tempo a disposizione a quei pochi documenti che costituiscono davvero il magistero di questo Papa: ”
      e un ultimo paragrafo (per i più pigri, agli altri consiglio di leggere il link che Fabrizio ha riportato)
      “Per prima cosa, consiglio ai comuni fedeli di non dare alcun credito, in questa materia, ai media dichiaratamente “laici” (il che, nel linguaggio politico attuale, equivale ad atei o almeno agnostici, e in pratica significa pregiudizialmente ostili al dogma e alla morale cattolica). Le notizie e i commenti sull’operato del Papa diffusi da chi non crede né alla divinità di Cristo né al fine soprannaturale della Chiesa sono viziati all’origine, sicché ai credenti possono fornire solo informazioni mistificanti e devianti.¬ L’esempio più clamoroso è l’articolo nel quale il fondatore della Repubblica, non contento di aver già prima manipolato il contenuto del suo colloquio con papa Francesco, ritorna a parlarne per inventare «svolte epocali» nella dottrina cattolica, sostenendo addirittura che «il Papa ha abolito il peccato!». ”

      Da cui interpreto la frase su cui tu appoggi in questa circostanza la possibile ragione alla mancanza di devozione proprio al contrario: e cioè che tale mancanza nasca proprio da un’osservazione di cose che è meglio lasciar perdere perchè presentate proprio allo scopo di produrre tale distacco. In parole povere non abbeverare il tuo giudizio da nessuna fonte che non sia magistero perchè tale fonte è facilmente avvelenata

      • Il fatto è che le interviste a Scalfari dopo un compari e scompari dal sito del Vaticano sono state immortalate pari pari in un libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana….

        • @giusi
          Hai letto l’articolo del link?
          “Ma, per tutto quello che ho detto, ai comuni fedeli non conviene fidarsi, in questa materia, nemmeno dei media ufficialmente cattolici. L’attenzione prestata ai discorsi del Papa e il modo nel quale questi vengono commentati da…”

          • Ma le perplessità sorgono proprio dai discorsi del Papa. Fabrizio Giudici ha nell’ultimo post riferito del discorso alla chiesa luterana. Spesso non è chiaro, forse volutamente (come ha spiegato Spadaro) per “aprire processi”… Del resto Mons. Livi in quell’articolo si dichiara solidale con il purtroppo scomparso Palmaro e Cascioli…. Mi pare che qualche critica l’abbiano mossa…

  24. Qualcuno mi spiega che c’azzecca un convegno di ginecologia estetica in Vaticano? Ho letto il programma: spazia dal lifting del clitoride alla plastica delle grandi labbra! Non credevo ai miei occhi! Che serva per lucrare l’indulgenza plenaria al Giubileo? Speriamo che non facciano delle proiezioni su San Pietro se no ci toccherà rimpiangere le scimmie!

    https://ssl.bluevents.it/evento.asp?evID=13&IDm=142

  25. Giusi:

    …non prendo le difese di nessun Papa. mi pare solo da vigliacchi che le persone che riconoscono un capo
    dicano poi male di questo capo. Che non aderiscano più al gruppo, allora, o chiedano le dimissioni del capo per continuare a aderire a codesto gruppo!

    p.s. io non sono (grazie a dio) Eugenio Scalfari, il mio nome è Scopel, Alvise Scopel!

    • Alvise non si può. La Chiesa non è una democrazia e nemmeno più l’Italia. Il Capo della Chiesa è Gesù Cristo. I Papi passano Gesù e la Chiesa restano.

      • Giusi:

        …era proprio quello su cui volevo ironicamente richiamare la tua attenzione di cattolica!
        (ferma restando ovviamente la possibilità che tu possa cessare in ogni momento di essere cattolica,
        o non si può mai cessare?)

  26. “Poi pare sia impossibile che un ateo o chi sia, partendo da lì (considerazioni sul Papa) possa poi riavvicinarsi alla Chiesa.”

    Ma quello che sta dicendo Giusi è che questi atei/miscredenti entusiasti del Papa lo stanno facendo mentre rimangono sulle loro posizioni precedenti… Insomma, stanno pretendendo che è la Chiesa a riavvicinarsi alle loro posizioni.

    “Da cui interpreto la frase su cui tu appoggi in questa circostanza la possibile ragione alla mancanza di devozione proprio al contrario: e cioè che tale mancanza nasca proprio da un’osservazione di cose che è meglio lasciar perdere perchè presentate proprio allo scopo di produrre tale distacco.”

    Monsignor Livi dà un insegnamento prezioso quando dice che non possiamo né dobbiamo ritenere affidabili i media laici che spargono veleno. Anche per questo critico la Santa Sede: perché non solo non fa quasi niente per smentirli, ma la comunicazione, effettuata anche dal Papa in persona, di fatto li sdogana. Mi sono già trovato a discutere con persone cattoliche, invitandole a non leggere Repubblica (o a leggerlo per quello che è), ma mi sono sentito dire che se il Papa ha fiducia in quel giornale (ricordo che ha anche detto che è l’unico che legge, salvo poi smentire in modo pasticciato come al solito) evidentemente non dice cose sbagliate. Come dovrei controbattere, secondo te?

    Per il resto, la critica al Papa verte sulle cose che dice, non dice, fa o non fa direttamente, non alla luce della loro possibile distorsione. Qualcuno dice che alla fine il Sinodo è passato senza sfracelli. Be’, non è vero, anche se i buoni vescovi sono riusciti a porre un argine al disastro. Ma di fatto hanno solo calciato il pallone con un rilancio lungo. Nel frattempo, ci siamo spostati “avanti”. Francesco ha tenuto un inqualificabile discorso in una chiesa Luterana a proposito dell’intercomunione, concluso con un “io non oso…”, ma dopo aver gettato il sasso (nel suo gergo, ha “aperto un processo”) prospettando l’ipotesi della scelta personale di coscienza. È inqualificabile perché nel rispetto che merita il Santissimo Sacramento ricade anche il fatto che non se ne discuta in modo così approssimativo, tanto più se lo fa un pastore della Chiesa, perché l’approssimazione può indurre in confusione e a comportamenti sacrileghi. Dici che esagero? Tant’è che Sarah ha reagito bollando l’ipotesi di intercomunione come “sciocchezza” e “promozione della profanazione”:

    «Non c’è intercomunione tra anglicani e cattolici, tra cattolici e protestanti. Se vanno a messa insieme, il cattolico può andare alla comunione ma il luterano o l’anglicano no». Senza un’unione nella fede e nella dottrina, aprire le porte all’intercomunione «sarebbe promuovere la profanazione».

    http://www.lafedequotidiana.it/il-cardinale-robert-sarah-dare-la-comunione-a-tutti-e-una-sciocchezza/

    @Bariom Tu dici che certi diventano troppo cupi e pessimisti… Certo è un rischio oggettivo, ma rischia anche chi non vede tutto quello che non funziona, perché può diventare corresponsabile dell’apostasia che la Chiesa sta vivendo. Purtroppo anche in questo caso non c’è una soluzione facile.

    “Potrebbe preferire qualche pubblico peccatore…”

    Bariom, cosa vuol dire questa frase? Cosa vuol dire ricevere due/tre volte in un anno un omosessuale ed il suo compagno, facendo trapelare la notizia in pubblico, senza commenti, e lasciando che quello dica che l’opposizione del Papa alle nozze gay è un travisamento dei giornali? Spiegacelo, per favore.

    • @fabriziogiudici
      Monsignor Livi dice di lasciar perdere anche quelli di ispirazione cattolica come media, per farne l’uso di iperanalizzare l’operato del Papa. È proprio questa analisi che dice di non fare perchè “corrompe” (corrompe è mio)

      • Bri gli occhi e le orecchie ce li abbiamo tutti, siamo nel 2015 il Papa è continuamente in televisione i discorsi si trovano su internet sui siti del Vaticano è inutile arrampicarsi sugli specchi è lui che sentiamo mica Babbo Natale!

      • Non ho mai visto tanti cattolici così critici nei confronti del papa regnante. La mia impressione è che se tornassero di moda gli antipapi se ne vedrebbero delle belle.

        Anche se, tentativi (invero ridicoli) di creare degli antipapi ai giorni nostri sono stati fatti (http://www.eresie.it/it/Antipapi%20XX%20secolo.html) ma si tratta, appunto, di personaggi e tentativi che si potrebbero definire “umoristici”, da operetta (con tutto il rispetto per le operette).

        Però resta il fatto che papa Francesco non è gradito a molti cattolici……………A69

        • Vabbè dai! Però piace a Pannella, a Cecchi Paone, alla Bonino, a Eugenio Scalfari, ad Alba Parietti, a Mina, al WWF, alla Banca Mondiale, a Enzo Bianchi, a Nichi Vendola, a Mancuso, alla Murgia, a Laura Pausini (che ha detto che non si sposa se non si può sposare pure la sua amica lesbica), a Maradona, alla Sciacquì, a Obama, ai luterani, ai valdesi, alle autrici di fiabe gender e chi più ne ha più ne metta. Piace alla gente che piace. Che vuoi che se ne freghi di quattro cattolici oscurantisti?

          • No, è che a ‘sti quattro cattolici (oscurantisti non lo so) gliene dovrebbe fregare altamente di quello che dicono la sfilza di adulatori che ben poco hanno capito.

            Invece no… qualcosa gli rode… e quasi fosse un’offesa personale!
            Ma che vi rode!?

            (No non me lo dire ti prego, che riparti con il rododendro ammantato di santi principi) 😛

            • Non sono adulatori sono ammiratori.è diverso. L’adulatore può essere pure che intrinsecamente ti odi. Lo ammirano in tanti nel mondo ma nessuno si converte. Qualcosa vorrà dire a meno che non siano tutti scemi.

              • “nessuno si converte”…

                Ma che ne sai tu!! Se, come e quando…

                Io inizierei a preoccuparmi della mia conversione, che nonostante le infinite grazie tarda decisamente a vedersi.

                Ma tu sei certamente già un bel po’ avanti (anche nel discernimento degli spiriti).
                Ma dai Giusi…
                Stai lì alla “finestra multimediale” (già non leggi Vanity, ma vedi un like su facceunbuc che ti attizza e subito corri e lo annoti e lo rilanci) e tieni il conto e naturalmente il conto e gravemente in rosso, perché pare che delle conversioni tu non tenga conto (e come potresti se non sono di personaggi famosi, mica rimbalzano nel network…).

                E meno male che siamo nella Domenica Gaudete… a leggerti viene la depressione! (a già non sei tu… sono i “fatti”) 😛

                Comunque lascio, da “anima bella” che troppo consiglia (che le altre saranno meno “belle”, ma consigli mai ne chiedono, ne tanto meno accettano, ma tanti ne hanno per Vescovi e sacerdoti, primo fra tutti il Santo Padre).

                • Bariom dai lo sai benissimo: parlo dei pubblici peccatori personaggi noti che continuano a fare la loro vita e però: menomale che c’è Papa Francesco!

                  • Io non ho nessun consiglio. Sento delle cose e non mi aiutano in quella conversione di cui tu parli e non mi attizzo proprio anzi mi viene la depressione. Però se leggo il libro del Cardinale Sarah: Dio o niente mi aiuta come pure questo intervento che ho appena letto del Cardinale Caffarra: http://www.tempi.it/caffarra-antropologia-femminile#.Vm3NxNLhAsZ

                  • E con quali altri Papi c’è stata la conversione IN MASSA di tutti i pubblici-peccatori-vips?

                    • Ma non dicevano: io amo Papa Benedetto! Anzi lo vedevano come un antagonista dei loro peccati!

                    • Si, ma alla fine ciccia…
                      Quindi torno a bomba, quel che ci rode è altro. Ma no, sono io, anima bella, cripto-coso che se ne frega ecc, ecc.

                    • Ma che mi deve rodere Bariom? Io personalmente posso pure riparare nel Signore tanto i Papi passano la Chiesa resta. Non faccio parte di nulla, sono una cattolica anarchica, vado dove mi pare. Però non posso fare a meno di notare certe cose che non sono teoria ma creano dolore vero in persone alle quali sono legata. Servirà per la loro santificazione…

                    • Sono tante le cose che creano dolore nelle persone a noi vicine.
                      Non tutte possiamo modificarle, spiegarle, impedirle…

                      Comunque siamo passati dalla non-conversione di taluni, al dolore causato ad altri, non comprendo il passaggio… o è per rincarare la dose?

                      Spero che il cattolica-anarchica sia uno scherzo… 😉

                    • Lasciamo perdere si aprirebbero altri fronti. Cattolica anarchica significa che faccio parte solo della Chiesa, di nessun gruppo.

                    • Il che non è un reato 😉
                      ‘notte Giusi.

                    • E’ un’espressione mia del tutto impropria ne convengo.

                    • Beh ricordo la conversione di Califano uno che ne aveva fatto di ogni. Non dico fosse diventato un santo ma dalle sue parole si arguisce che era scattato il germe della conversione vera.

                      http://www.uccronline.it/2013/04/04/franco-califano-convertitosi-grazie-a-papa-ratzinger/

                    • E di Lindo Ferretti ne vogliamo parlare? Meglio di no. Facciamo parlare lui: “Breve riepilogo. Era cardinale, prefetto della Congregazione della Fede, io vivevo secondo modi e ritmi che più passava il tempo più si rivelavano angusti. Senza soddisfazione. Potevo ricondurre tutte le mie scelte di vita all’impatto adolescenziale con il mondo moderno. «I can’t get no satisfaction» cantavano i Rolling Stones ed io ne fui rapito ma ero cresciuto nella tradizione cattolica, avevo imparato e sperimentato molte cose. Una primogenitura, una dote, che alla prova dei fatti si sarebbero dimostrate inalienabili.
                      Nei miei giorni di uomo Ratzinger era l’esemplificazione ostentata di tutte le colpe della Chiesa Cattolica e della Reazione alle magnifiche sorti e progressive, summa di ogni oscurantismo ideologico, fino ad ombreggiare simpatie naziste. «Il troppo stroppia» diceva mia nonna e dopo aver letto un ennesimo articolo che lo denigrava decisi di entrare in libreria: – ma questo Ratzinger ha scritto qualcosa? – uscii con alcuni suoi testi e cominciai leggendoli un’altra tappa del mio cammino sulla terra. Avevo trovato un maestro. Ritagliai una sua fotografia, l’incorniciai posizionandola bene in vista e divenne una presenza quotidiana, familiare. Ne parlavo con gli amici, litigavo per lo più; piansi di gioia e commozione quando venne eletto al soglio pontificio. L’ho difeso sempre e mi ha fatto ridere scoprire che c’è stato un periodo in cui una clausola, a mia insaputa, era stata aggiunta ai miei contratti: è proibito parlare del Papa in presenza dell’artista.
                      A settembre è arrivata una lettera con lo stemma vaticano: Sua Santità il Papa emerito acconsente ad un breve incontro. Mia nonna sarebbe rimasta annichilita dalla commozione cercando rifugio nel rosario, mio zio Clemente, il miscredente di famiglia, avrebbe detto – bimbo, sei del gatto – una complessità gergale che fonde dolcezza e pericolo, timore e delicatezza in patina domestica. Ho anche pensato: entro nello studio, mi inginocchio, bacio l’anello e il Santo Padre mi da due ceffoni intimandomi – non si vergogna, Ferretti? -. Io che so perfettamente di cosa vergognarmi ne sarei sollevato e mi terrei cari i due ceffoni che non stonerebbero nella benedizione della sua presenza. Quello che ho fatto è stato confessarmi, comunicarmi, prepararmi all’incontro con mente libera e cuore puro.

                      Non edulcorare, non ideologizzare, non psicologizzare la realtà dei propri giorni; la confessione inizia con l’esame di coscienza: pensieri, parole, opere, omissioni.

                      La consapevolezza che molti accadimenti possibili in ordini molto diversi potevano annullare l’incontro, e una naturale ritrosia, mi hanno consentito di non dirlo che a poche persone, meno di una mano e solo due giorni prima. Poche ore dopo ero già gravato dal racconto di un dolore così lancinante da lasciar spazio solo a parole di preghiera, richiesta di un aiuto che non si sa, non si può formulare in altro modo. Me ne sono fatto carico, l’avrei presentato all’intercessione del Santo Padre. Una preghiera per Etti, sua madre, suo padre, le persone che l’hanno cara e vivono nella disperazione. Il gran giorno è arrivato, sono andato a Messa da padre Maurizio e da Chiesa Nuova a Piazza San Pietro continuavo a pensare che molti, forse tutti, avevano più motivi di me per essere ricevuti e non tanto per meriti o valori di cui non posso sapere ma perché io so delle mie colpe, del mio misero valere. Anche la guardia svizzera che mi ha bloccato sulla porta di Sant’Anna la pensava come me e prima che potessi proferir parola mi ha intimato: – di qua non si passa -. A coloro che frequentano il Vaticano non è concesso rendersi conto di cosa possa significare per un cattolico che arriva da lontano varcare quella soglia.
                      È luogo di potere non riducibile a dimensione politico sociale, esplicita una funzione verticale tra terra e cielo. Uno spazio di concentrazione abissale. Dominus Deus Sabaoth, anche. Un breve viaggio in macchina salendo il colle. Il Vaticano è fortezza, monastero, prigione, ospedale, governo e burocrazia, nessuna dimensione storico sociale gli è estranea ma tutte insieme non lo esauriscono. Arte a profusione e giardini ben curati. Un muro, un cancello, un cortile di ghiaia, un prato, una casa che fa tutt’uno con una piccola chiesa; all’interno una dimora come tante sulle colline d’Italia.

                      La porta si apre e nel piccolo salotto anche il Papa sta entrando da un’altra porta, mi inginocchio, bacio l’anello e la sua mano, che alzandosi leggera mi sfiora il braccio invitandomi a seguirlo e ci accomodiamo su due poltrone, di fronte, vicini. Una dimensione familiare. – Lei viene da lontano, è stato un lungo viaggio che l’ha portata qui. Mi racconti -.
                      – Santo Padre il mio è un mondo di umane miserie e miserevoli esperienze, raramente concede tempo e spazio al manifestarsi della grazia ma non è impermeabile alla divina misericordia – le parole escono leggere, a volte timorose, ma una benevolenza palpabile le sostiene. I suoi occhi vibrano di una luce che solo una vita di preghiera al cospetto dell’Altissimo può produrre come riverbero. Occhi di grazia che contemplano, consapevoli, l’immane dolore, la disgrazia senza rabbuiarsi solo aumentando la profondità dello sguardo, volgendolo all’interno. Esile, fragile, affaticato nel muoversi, contratto nel sedersi. Sono gli occhi di cristallina purezza a determinarne autorità e autorevolezza. Bagliori di lucida intelligenza nutrita di sapienza non lascerebbero scampo imponendo il silenzio ma un’attitudine dolcissima dell’essere, nei gesti ritenuti, nell’ascolto, permettono un parlar franco e sereno. Ho rimesso nelle sue mani la mia vita e tutte le persone che ne fanno parte: i concerti, la montagna, anche i cavalli; lo sconforto, la stanchezza, la gioia, la riconoscenza
                      – lei è molto giovane – sorriso
                      – Santo Padre sono vecchio da ogni punto di vista, non fosse per la Fornero sarei in pensione – sorriso
                      – No, no lei è molto giovane, il suo viaggio non è ancora finito, ha molte cose da fare -.
                      – Santo Padre mi benedica e con me benedica i peggiori, quelli che non hanno possibilità alcuna se non nella misericordia, nella compassione, nell’amore di Dio”

        • @A69
          Non mi stupisce che alcuni (non direi molti) cattolici siano critici con il successore di Pietro.
          Del resto, che dicevano di Cristo coloro che, ai suoi tempi, si ritenevano i veri depositari della fede di Israele.
          Mi stupisce la concentrazione che trovo su questo blog e mi stupisce che Costanza Miriano, persona che stimo, ,,, lasci correre.

        • @a69
          Sono i blog, bellezza (citazione rivisitata) 🙂

  27. “Monsignor Livi dice di lasciar perdere anche quelli di ispirazione cattolica come media, per farne l’uso di iperanalizzare l’operato del Papa.”

    Ma io mi rifaccio (anche) alle parole originali del Papa, mica (solo) ai media. Il discorso nella chiesa Luterana è disponibile nei documenti ufficiali del Vaticano. Questi non sono “media di ispirazione cattolica”: sono l’organo ufficiale della Santa Sede. Stai sostenendo che qualcuno ha manipolato le parole anche in questo verbale?

    https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/november/documents/papa-francesco_20151115_chiesa-evangelica-luterana.html

    Com’è che non ho letto ancora una vostra risposta a proposito su questo punto preciso?

    “Non ho mai visto tanti cattolici così critici nei confronti del papa regnante. La mia impressione è che se tornassero di moda gli antipapi se ne vedrebbero delle belle.”
    Non è un impressione (capisco infatti che il suo era un eufemismo). La mia impressione è che prima o poi ne vedremo delle belle, anche senza antipapa.

    • @fabriziogiudici
      Vedi io non sapevo nemmeno che fosse successo, che l’abbia detto o scritto
      Perchè non lo followo come un fan o pedino come un paparazzo un politico
      Cerco in quel che ho occasione di leggere e ascoltare il bene che ispira, la conversione cui rimanda e il richiamo alle MIE mancanze

      Del nuovo link io trattengo questo
      “Amo tanto andare in carcere, ma non che mi portino in galera! Perché, parlare con i carcerati… – tu forse capirai quello che ti dirò – ogni volta che io entro in un carcere, domando a me stesso: “Perché loro e io no?”. E lì sento la salvezza di Gesù Cristo, l’amore di Gesù Cristo per me”

      Del resto mi interessa poco, com’è giusto che sia anche secondo quel che io ho capito dell’articolo di Monsignor Livi

      Tu, mi spiace, ti focalizzi su cose come
      “Io non oserò mai dare permesso di fare questo perché non è mia competenza. Un Battesimo, un Signore, una fede. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più.”

      Scusa se son diretto, ma credo sia indubitabile che leggere le parole del Papa faccia del bene al mio spirito e del male al tuo.
      Fabrizio, un consiglio, è ora di forzare il garbage collector (non oso dire di più) 😉

      • Posto che non mi pare che Fabrizio Giudici abbia bisogno di consigli (le anime belle danno sempre consigli…. non richiesti), non ho ben capito quali siano i rifiuti:quello che non trattieni dai link che riportano le parole del Papa ma che che comunque c’è? Ma che discorso è: “Tu, mi spiace, ti focalizzi su cose come
        “Io non oserò mai dare permesso di fare questo perché non è mia competenza. Un Battesimo, un Signore, una fede. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più.” E che bisogna fare bisogna ignorarle? Sarebbe questo il garbage collector da forzare? A te dispiace che Fabrizio Giudici legga alcune espressioni del Papa? Ma che ragionamento è? Se mai ti dovresti dispiacere che le abbia pronunciate!

        • @giusi
          Garbage collector è un linguaggio per “adepti” che Fabrizio può intendere e l’ho usato di proposito a mò di battuta tra l’altro come faccina testimonia e come pure il tra parentesi avrebbe dovuto ulteriormente indicare
          Mi spiace se ho generato fraintendimento

  28. “Scusa se son diretto, ma credo sia indubitabile che leggere le parole del Papa faccia del bene al mio spirito e del male al tuo. Fabrizio, un consiglio, è ora di forzare il garbage collector (non oso dire di più) ;-)”

    “No, è che a ‘sti quattro cattolici (oscurantisti non lo so) gliene dovrebbe fregare altamente di quello che dicono la sfilza di adulatori che ben poco hanno capito.
    Invece no… qualcosa gli rode… e quasi fosse un’offesa personale! Ma che vi rode!?”

    Bri, Bariom, grazie per aver dimostrato oggi il vostro cripto-egoismo, che – inizio finalmente a capire – spiega molte cose. A Bri faccio presente che un cardinale ha parlato di “promozione della profanazione” e lui risponde concentrandosi solo su quello che il discorso del Papa fa a lui. Ma Bri, quando leggi di una profanazione, tu come reagisci? Perché è chiaro che una profanazione a Dio non fa danno, e apparentemente non fa danno neanche a te e me, che non la compiamo. Dunque? Te ne freghi? Lasci che chi la compie la faccia senza farti problemi? Ti giri dall’altra parte? E poi, il consiglio di forzare il garbage collector lo dai anche al cardinale Sarah, che evidentemente si è troppo preoccupato a rispondere?

    E Bariom, vedi, a noi non frega niente della Pausini e di altri. Ma a milioni di persone sì, e vengono influenzati da quello che dicono, e le loro strumentalizzazioni non vengono corrette da chi di dovere. Si mettono quindi su una brutta strada. Ma a te, evidentemente, non interessa. Non mi pare che il cristianesimo si viva in prospettiva esclusivamente personale. O no?

    “Posto che non mi pare che Fabrizio Giudici abbia bisogno di consigli ”
    Per carità: ne ho bisogno, e soprattutto di preghiere. Ma non stiamo parlando di me.

    • Non dicevo in generale. Mi limitavo a questi argomenti che mi pare svisceri a fondo. E poi che consiglio è: trattieni un pezzo sì e un altro no?

    • “Ma a te, evidentemente, non interessa.”

      Fabrizio che devo dirti… se lo dici tu sarà così.
      D’altronde che può saperne un cripto-egoista (forse dovrei star qui a raccontarti come sono stati spesi i miei due ultimi mesi, ma perché difendermi?)

      Però perdonami la mia stupida domanda, a te che tanto hai a cuore le anime di cui sopra, oltre a discettare qui sugli errori pedagogici ecologici, se non financo teologici di Papa Francesco, hai qualcosa di più fattivo per quei milioni di cui sopra, nonché della Pausini, che non è che la dobbiamo considerare già condannata alla Geenna?
      Giusto per trarre ispirazione 😛

      • Tu che conosci il vero verbo di Papa Francesco bussa magari alla sua porta e spiegale che è meglio che non si sposi per niente a prescindere dalla sua amica lesbica perché il suo futuro sposo è in verità già sposato e ha pure figli dal precedente matrimonio. Al che lei ti dirà: ma Papa Francesco ha detto chi sono io per giudicare? Io amo Papa Francesco tu sei un cattolico oscurantista! Tu o al limite Bri che non attingete al garbage collector sarete sicuramente in grado di spiegarle che Papa Francesco non è d’accordo con lei e a quel punto si convertirà o no?

        • Io non ho potere di convertire nessuno, ma mi dovesse capitare l’occasione (come mi capita con persone decisamente meno note) non mancherò…
          Anzi vedo che proprio il “fraintendimento” è occasione di apertura su temi personali e non, che normalmente venivano taciuti.

          Hai presente quei “processi” di cui si era accennato?

    • @fabriziogiudici @giusi
      “Il criterio fondamentale è che il Papa, ogni Papa, ci ri-porta a Cristo ri-presentando e ri-attualizzando il Vangelo con gli atti del suo magistero e con le sue direttive pastorali. Di questo Papa, come di ogni Papa, non debbono necessariamente interessare tutti i discorsi estemporanei, soprattutto se non vengono poi riprodotti negli Acta Apostolicae Sedis, perché essi non costituiscono un vero e proprio magistero pontificio, nemmeno all’infimo grado di autorevolezza: non sono atti che impegnano in qualche modo quella infallibilità personale che il Vaticano I (1870) ha riconosciuto essere prerogativa del Romano Pontefice e che di per sé è sempre collegata all’intenzione di parlare come Pastore della Chiesa universale per “definire” una dottrina dogmatica o morale. Per di più, il contenuto dottrinale di tali discorsi va compreso ascoltandoli o leggendoli integralmente, tenendo conto del contesto, di tutte le circostanze di tempo e di luogo, cosa che non può avvenire se ci si limita a leggerne un sunto e un’interpretazione arbitraria sulla stampa.

      Mi si dirà: ma un comune fedele non avrà mai il tempo né sentirà mai il bisogno di andare a verificare se ogni discorso di papa Francesco è stato correttamente interpretato dai media… Giusto!, rispondo io. Ma proprio per questo conviene ai semplici fedeli lasciar perdere l’accavallarsi di notizie estemporanee che fanno di tutta l’erba un fascio, mettendo in risalto solo gli aspetti esteriori e contingenti del papato; non è obbligatorio e nemmeno possibile seguire attentamente e valutare adeguatamente ogni catechesi del mercoledì, ogni omelia nella Messa a Santa Marta, e poi tutti gli interventi estemporanei del Papa (una media di tre al giorno), così come non è obbligatorio e nemmeno possibile conoscere “in tempo reale” tutte le nomine e i cambiamenti che il Papa fa in vista della cosiddetta “riforma della Curia” e per la cosiddetta “provvista di Chiese” in tutto il mondo cattolico.

      E, siccome solo conoscendo tutto approfonditamente si può tentare di mettere ciò in rapporto con il “cammino” della Chiesa come tale, in definitiva è meglio che i semplici fedeli (ai quali non interessano affatto le polemiche ideologiche e tanto meno i giochi di potere all’interno della casta clericale) dedichino, come ho detto, lo scarso tempo a disposizione a quei pochi documenti che costituiscono davvero il magistero di questo Papa: l’enciclica Lumen Fidei e l’esortazione apostolica post-sinodale Evangelii gaudium. Lo dico da sacerdote che ha il dovere di conoscere, rispettare e seguire fedelmente le direttive del Papa: non perdete tempo dietro ai pettegolezzi, non fatevi coinvolgere dagli interessi mondani (così li chiama papa Francesco) e dalle speculazioni pseudo-teologiche dei media; fatevi guidare piuttosto dal vostro buon senso cristiano e limitatevi a leggere, con l’intenzione di trarne profitto, quei due documenti. Vedrete che il Papa, quando esercita il suo magistero ordinario, è sostanzialmente in linea con tutto il magistero precedente (non può essere altrimenti); vi accorgerete che la Lumen fidei non contraddice affatto la Fides et ratio di Giovanni Paolo II, e inoltre riconosce esplicitamente il contributo che il suo predecessore Benedetto XVI ha fornito alla stesura del testo; comproverete che nessun Papa sconfessa la dottrina contenuta nei documenti del magistero precedente e che non è possibile che il carisma dell’infallibilità personale porti paradossalmente a “rompere” con la Tradizione, cioè a insegnare il falso. ”

      Io non posso essere più chiaro di così
      Riportò le parole di Monsignor Livi cui ha rimandato Fabrizio tra l’altro
      E rispondo a Giusi dicendo che sì vanno ignorate, non dissezionate, non analizzate con gli strumenti dei Riis

      A Fabrizio dico:ma chi e perchè è andato a vellicare la risposta del cardinal Sarah?

      Sul mio egoismo, che c’è purtroppo, ti dico che son qui, nelle mie intenzioni, a cercare di mediare posizioni che non condivido per chi solo legge e si fa l’idea che il Papa sia un disastro dottrinale. È in secondis a cercare di liberare te da questa ossessione. Quanto meno, ricrediti, e loda lo qualche volta se ti pare abbia detto o fatto bene. Scrivi più spesso per elevare lo spirito (citazione Bariom) come hai già fatto su altri argomenti

      • Ma perché mai il cardinale Sarah avrebbe bisogno di essere “vellicato”? Non è libero di ribadire la retta dottrina? Certo che tira una brutta aria: tutto è visto come un complotto…..

    • ma Fabrizio, mi pare si stia perdendo la direzione giusta.
      Ovviamente a me importa della Pausini, a parte che come persona, come “vip” che può influenzare l’opinione pubblica.
      però qui noi diamo la colpa al Papa di piacere alla Pausini!
      Nello specifico, Francesco non ha MAI detto nulla di eretico; la profanazione della FACCIATA di una basilica (manco fosse durante una Messa) perché ci proiettano sopra scimmie, leoni e ragazze afghane la vedete solo voi (non mi pare abbiano proiettato scene di sesso omosessuale o riti satanici), ma ci sto che lo si può pensare.
      Mo’ mi sta bene che il Papa non vi piaccia; ma da qua a a dire “è colpa sua se piace alla Pausini” perché ha invitato a una maggiore misericordia nei confronti dei divorziati risposati il passo è grande. La Pausini capisce “allora liberi tutti!” e noi diciamo “vedi,se la Pausini poi capisce così allora il papa non deve dirlo!”.
      Poi ci sono papolatri insopportabili e dannosi, ma Francesco stesso ha detto più volte che non vuole che il Papa sia considerato a mo’ di rockstar.
      Ha anche detto che il suo antidoto alla tristezza sono il Rosario e la Via Crucis che porta sempre con sé, ma per esempio questa affermazione non l’ho vista commentata qui – sarà perché alla Pausini o a Mina questa è sfuggita…

      La verità è che il Papa dice quello che bisognava dire da secoli. Il problema è che noi interpretiamo il papa secondo l’interpretazione della Pausini, invece di capire cosa vuole dire davvero.
      A me pare roba da matti, ma sarà che anche io sono cripto-egoista.

      A latere, in certi ambienti un cattolico che è vegetariano per motivi suoi è comunque considerato sospetto, a questo mi riferivo io. E penso che questo modo di pensare sia un cancro per la chiesa, come lo è la papolatria a prescindere. Ma non si riesce mai a fare un discorso su questo.

  29. “Mi spiace se ho generato fraintendimento”
    Ovviamente nessun problema, il senso della frase era chiaro. 🙂 Tutto rimane nell’ambito di un dialogo schietto e diretto, in fratellanza e rispetto reciproco.

    ” (forse dovrei star qui a raccontarti come sono stati spesi i miei due ultimi mesi, ma perché difendermi?)”
    Non è questione di difendersi, perché non sto sollevando dubbi sulle persone, su tutto quello che sono e che fanno, e ci mancherebbe. Sto facendo un’osservazione esclusivamente su quello che avete scritto e sulle conseguenze di quello che avete scritto.

    ” hai qualcosa di più fattivo per quei milioni di cui sopra, nonché della Pausini, che non è che la dobbiamo considerare già condannata alla Geenna?”
    Non è affar mio giudicare la sorte eterna della Pausini, fortunatamente… già mi angoscia la cronaca a proposito di sentenze terrene controverse, se solo provo ad immedesimarmi nel magistrato giudicante. È però affar mio dire che, se uno si intestardisce ad attaccare il matrimonio naturale, non si fa del bene. Se lo fa sapendo di influenzare un gran numero di persone, è anche peggio. Le Scritture sono piuttosto chiare a proposito di chi insegna il male spacciandolo per bene. O sbaglio?

    “Ma che ne sai tu!! Se, come e quando…”
    “Ma che ne sai tu” è quello che dicevano gli entusiasti del post-concilio, quando negli anni ’70 già si presagivano certe tendenze. Poi vedi cosa è successo, e chi ne sapeva veramente. Tu non mi vorrai mica dire che viviamo in un mondo più cristiano di cinquant’anni fa, no?

    “non debbono necessariamente interessare tutti i discorsi estemporanei, soprattutto se non vengono poi riprodotti negli Acta Apostolicae Sedis, perché essi non costituiscono un vero e proprio magistero pontificio,”
    Siamo d’accordo. Ma c’è sempre il solito problema: ce lo stiamo dicendo qui, tra noi. Ma se tutto il mondo fosse sufficientemente evangelizzato non vivremmo nella crisi che stiamo vivendo. Quanti sono consapevoli di queste cose? Tra vent’anni si sarà fatto un certo vaglio dei fatti passati, di questo Papa si saranno capite meglio certe cose, si converrà cosa ha fatto di opportuno e non opportuno. Ma tutti quelli che nel frattempo hanno tratto conseguenze errate dalle sue ambiguità? Questi potrebbero aver fatto delle scelte irreversibili.

    “A Fabrizio dico:ma chi e perchè è andato a vellicare la risposta del cardinal Sarah?”
    Credo che tutte le citazioni si riferiscano a questa intervista originale di Aleteia:

    http://aleteia.org/2015/11/30/cardinal-sarah-and-bishop-schneider-respond-to-pope-francis-comments-on-intercommunion/

    Mi sembra del tutto naturale che qualcuno sia andato ad intervistarlo: dopotutto è Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti… l’intercomunione è proprio “affar suo”, così come le questioni di dottrina sono affare di Mueller. Tornando alla mia osservazione di prima: e se una coppia cattolica/protestante si convince sulla base del discorso nella chiesa Luterana che il coniuge non cattolico può “in coscienza” andare a ricevere l’Eucarestia, non è quantomai opportuno che una vote autorevole li stia richiamando alla realtà delle cose, per evitare che si facciano del male?

    “Penso che [aprire le porte all’intercomunione] indurrebbe alla profanazione. Non possiamo farlo. Non è che io devo parlare al Signore per sapere se devo fare la Comunione. No, devo sapere se sono in sintonia con le regole della Chiesa. È la mia coscienza che dice “Vai”. La mia coscienza dev’essere illuminata dalle regole della Chiesa, che dice che per comunicarsi devo essere in stato di grazia, senza peccato, e avere la fede nella Chiesa Cattolica. … Non è un desiderio personale o un dialogo personale con Gesù che determina se posso ricevere la Comunione nella Chiesa Cattolica. Come posso sapere che il Signore ha davvero detto “Vieni a ricevere il mio Corpo”. No. Una persona non può decidere se può ricevere la Comunione. Deve seguire la regola della Chiesa: per esempio, essere Cattolica, in stato di grazia, e se sposata, sposata regolarmente”.

    Purtroppo ci sono altre voci che fanno confusione. Per esempio, il vescovo Cupich di Chicago (“casualmente” nomina diretta di Francesco) insiste sul fatto che coppie irregolari, incluse quelle di omosessuali che non vivono in castità, possono ricevere la Comunione e che sta alla coscienza di ciascuno decidere:

    https://www.lifesitenews.com/news/archbishop-cupich-again-insists-people-in-homosexual-unions-can-receive-com

    Rispetto a quanto diceva in passato, ha almeno aggiunto qualche precisazione riferendosi “all’insegnamento della Chiesa”, anche se nelle sue parole rimane molta confusione. Meno male che c’è chi, come Sarah, si incarica di fare chiarezza ogni volta che è necessario.

    • @Fabrizio,

      “Non è questione di difendersi, perché non sto sollevando dubbi sulle persone, su tutto quello che sono e che fanno…”

      Beh “grazie per aver dimostrato oggi il vostro cripto-egoismo, che – inizio finalmente a capire – spiega molte cose…” certo non solleva dubbi, ma esprime certezze… non sulle persone? Non immagino come tu lo faccia se malauguratamente ti dovesse capitare 😛
      Anche il “Ma a te, evidentemente, non interessa…” è frase piuttosto chiara.

      Ed ecco il mio dubbio sul dovermi difendere (cioè dimostrare il contrario – sempre a parole s’intende), ma giacché per farlo dovrei parlare di cose di cui ho ben poco merito, giacché nascono da ciò che semplicemente ho ricevuto e che con gioia “restituisco”, va ben uguale.
      D’altronde che umanamente sia un egoista (anche senza il cripto) è poco ma sicuro.

      Chiusa la parentesi personale, credo tu abbia glissato sulla mia provocatoria domanda sul “qualcosa di più fattivo”, spostando il centro di attenzione sulla Pausini, che nel contesto è elemento decisamente secondario…
      Che poi la Pausini abbia la capacità di plagiare il pensiero di enne persone e per di più che lo faccia con la precisa intenzione… mah

      Sinceramente io parlo con tanta gente, ma che una mi abbia detto: “Oh lo dice anche la Pausini!” mai sentito… ( ma Giusi certo avrà un aneddoto in proposito 😀 ). Ho l’impressione che talvolta siamo più noi (contrari a talune dichiarazioni) che creiamo risonanza più degli stessi banditori.

      “Tu non mi vorrai mica dire che viviamo in un mondo più cristiano di cinquant’anni fa, no?”
      Evidente che no… e tu vorresti dire cosa? Che il problema è (tanto per cambiare tantra di molti) il Concilio V II? Non c’era allora come oggi da essere tanto entusiasti di detto Concilio? Che se un problema ha avuto semmai è quello di essere in troppe parti seriamente disatteso.

      Qual’è secondo te il nocciolo della scristianizzazione della nostra società?
      La tracotanza del mondo, o la fiacchezza della fede di molti, troppi… la sostanziale desacralizzazione della nostra vita di fede?
      A chi dobbiamo i primi tragici tracolli della morale cattolica nella vita sociale?
      Per me a noi stessi.
      E non a caso Papa Francesco sembra “bastonare”, come taluni lamentano, il gregge piuttosto che lanciare strali vero il mondo.

      Anche perché una visione escatologica delle cose dovremo pure averla…
      E allora questi tempi di che segni ci parlano? Della sconfitta di Dio? Del fallimento di Cristo? Della latitanza dello Spirito? Pur riconoscendo i limiti umani della Chiesa…
      Noi sappiamo che questo NON può essere.
      E allora? Allora questi Tempi Dio li sta permettendo. E cosa vengono a dire a noi? Qual è il senso?
      Non è forse quello di una purificazione della nostra Fede, anche attraverso il crogiolo della tribolazione? Non è il vaglio della Fede, tra una fede di apparenza e di comodo (comodo per la propria coscienza), di maniera se non addirittura ipocrita e la Fede in Cristo nella sua più profonda essenza?
      La Fede che si fa luce per le Genti.

      Laddove la tracotanza del Male pare farsi sempre più spavalda INGANNANDO MOLTI (non dimentichiamolo, che non tutti aderiscono al male colpevolmente), qual è la risposta?
      Il destino umano e terreno di Cristo, non è forse stata la Croce? O è stato eletto Re?
      Perché la Predicazione è necessaria (e doverosa), la voce dei Profeti anche (anche dei Profeti che ti ricordano “non ti è concesso!”), ma alla fine non è più tempo di parole.

      P.S. va da sé che io non mi pongo tra quelli la cui Fede resterà salda… solo lo spero e lo desidero.

      • Non ho aneddoti sulla Pausini Bariom, è tutto un aneddoto è la mentalità diffusa. Ho conosciuto casualmente persone che agiscono in una data parrocchia da anni e che pensano di poter trovare un divorziato (perché i tempi ormai sono cambiati) o genitori assidui parrocchiani (uno legge sempre sull’altare, l’altra sta sempre al patronato) i quali non si pongono minimamente il problema che il figlio conviva more uxorio. Alla mia domanda, visto peraltro che la compagna è una mia giovane amica, “ma non vi dispiace che viva nel peccato”? Mi hanno guardata come fossi una marziana. Al che ho osato: “ma il parroco lo sa”? Sguardo di profonda commiserazione, penso gli sia balenata l’idea di un TSO nei miei confronti: ma ormai non è più peccato, Papa Francesco….. No grazie ho risposto mi basta Papa Francesco non vada oltre… L’unica che si vorrebbe sposare è la mia giovane amica che è cresciuta pure lei come le capre (la mamma divorziata saltella di qua e di là) però è venuta su sin troppo bene e anche mi ascolta (non le dico le mie teorie ma la Parola di Dio per quanto possa essere capace di trasmetterla). Hanno fatto pure un bambino. Lei non mi guarda come fossi una marziana quando le dico che vive nel peccato, si è appesa il Crocifisso che le ho regalato e mi ha detto: Giusi ma glielo devo chiedere io? Mi è passata pure la voglia….Ti posso raccontare di un’intera parrocchia che sa che uno dei sacerdoti whatssappa di notte con le parrocchiane. Una è andata dal vescovo per gelosia perché è stata accantonata. Parlo di quello di prima che non ha mai fatto niente stanno sempre tutti là allegramente.. E c’è anche chi commenta: beh almeno non è gay….. Non sappiamo adesso Cipolla…. Il presepe lo considera una tradizione che si può accantonare per non turbare la pace nel mondo chissà su queste vicende come la pensa…… Non è che un tempo fossero tutti santi ma perlomeno c’era il senso del peccato. Adesso il peccato lo si ostenta e non lo si considera più tale. E’ una vita che sento che il Concilio non è stato applicato, io non so cos’abbiano applicato e da dove lo abbiano tirato fuori certo è che è uno sfacelo! Poi se uno prova ad essere cattolico si prende pure parole perché è un cattolico rigido!

        • Bene (anzi male) Giusi,
          credi forse che io queste cose non le conosca o mai le incontri?

          E quindi? Che facciamo? Intendo noi piccole pecore…

          Prima di tutto guardiamo a non essere di contro-testimonianza se non di scandalo (noi), poi stiamo, agiamo e parliamo nella la verità, (possibilmente sempre con misericordia) ci prendiamo dei talebani? Ok, a Cristo han fatto di peggio e non certo non siamo degni neppure di… ecc.
          Poi (ma anche prima e durante) offriamo e preghiamo e sono sicuro che queste cose le fai (più e meglio di me), ma come vedi le “bastonature” e i richiami all’interno del gregge e non a chi sta fuori ci vogliono.
          Certo un peccato è peccato, ma pare non sia più di moda chiamarlo tale…

          Quando poi pare che nulla serva, nulla conti, torna quello che dicevo, il Signore si incaricherà di fare pulizia. Non fulminerà nessuno (credo, spero), ma lascerà che ognuno raccolga ciò che si è seminato.
          Guardiamo cosa accadeva al Popolo d’Israele quando era infedele. Si arrivò alla deportazione in Babilonia. E’ un grave errore credere che la Storia (della Salvezza) non si riproponga, perché se la storia di Abramo, di Davide, di Giacobbe è anche la mia, a livello personale, perché così non dovrebbe essere per tutto un Popolo?
          Ma guardare sempre allo sfacelo non aiuta, né guardare già con occhio storto il tuo nuovo Vescovo, cara Giusi, per affermazioni sul Presepe che non condividi (ma se vuoi posso anche seguirti in questo), ma nel frattempo in te nasce un pre-giudizio e neppure ha iniziato a operare e chi ti ha letto, e magari nulla sapeva, leggendoti e magari condividendo, già entra nello stesso pregiudizio (questo “bel” venticello leggero).
          Che poi si porta dietro cosa? “Ah, un Vescovo così, mica ce lo ha potuto mandare lo Spirito Santo… ah certo ce lo ha mandato Bergoglio!” E così quando e come si avrà obbedienza per il proprio Vescovo se darà una parola?
          (Già dimenticavo, prima i se, i ma, i casomai, se la mia testa che ne sa più del mio Vescovo, concorda, sennò nisba… anzi lo griderò ai 4 venti che è nell’errore)
          E il “sassolino” diventa un macigno che rotolando a valle tutto travolge!

          Ma noi siamo preoccupati che l’errore schiacci i più deboli, i semplici, gli umili… io credo questi abbiano, in quanto tali, molte più risorse di noi (beh, diciamo di me di sicuro) e che stiano a cuore al Signore moooolto più di quanto non stiano a noi (me). O forse pensiamo l’Amore, la Misericordia e anche la Giustizia di Dio si dimenticherà di loro?

          Poi certo se ci appare chiaramente che Dio pone noi sul loro cammino, come strumento del Suo Amore (ma dobbiamo avere questo discernimento) allora sia obbligati a compiere l’opera di bene che Lui ha preparato per noi.
          Sarà il nostro “sassolino”, saranno i nostri pochi pani e pochi pesci, saranno i nostri ultimi spiccioli o l’ultima misura di farina, ma il resto lo farà il Signore.

          Almeno così io la penso, stracciarsi le vesti e parlare continuamente di tutti i mali che affliggono il mondo – comprese le nostre parrocchie – non serve a nulla o meglio serve solo ad essere sempre più tristi, angosciati, prevenuti
          Dei cristiani tristi e quindi dei tristi cristiani.
          …………………
          Non dico di te Giusi che non ho mai avuto il piacere di incontrare di persona.
          E’ una considerazione conclusiva sull’onda della prosa 😉

        • @giusi
          Cara (me lo concedo da solo) Giusi, vedi che il Signore ti ha dato del lavoro da fare? Tu continua, con misericordia, ad accompagnare chi sbaglia, senza spazio alla stanchezza
          Quando racconti di quel tuo ” No grazie ho risposto mi basta Papa Francesco non vada oltre” io penso che (e forse l’hai fatto ma non detto) avresti dovuto trovare il modo di continuare a parlarne e di spiegare cosa avevano mal compreso. Sono tutte occasioni. Occasioni in cui tu ti puoi fare strumento o meno. Occasioni di aiutare conversioni.

          • Intanto le chiedo scusa perché non avevo capito che lei è un sacerdote. Ho un’amica Brigida che la chiamo Bri pensavo persino fosse femmina. Il fatto è che tante volte ho difeso il Papa dalle false interpretazioni ma purtroppo ho potuto verificare che (di chi sia la colpa non so) quando attaccano con “Papa Francesco ha detto” è la fine. Non li schioda nessuno. In questo caso poi è una situazione che conosco già lo sapevo che questi genitori (pur buoni) non si pongono nemmeno il problema. Ma non è nemmeno colpa loro. Quando ero piccola (e non sono proprio una matusalemme) abitavo in un paesino del sud. Il parroco se sapeva che qualcuno viveva in peccato andava a parlare, ammoniva, si adoperava per porre rimedio. Invece a questi genitori non è stato detto niente come se fosse normale per due cattolici che il figlio conviva. Si fa un gran parlare di misericordia ma non si parla mai di peccato e di pentimento. Io penso che il parroco dovrebbe mettersi come un trapano a dire ai suoi parrocchiani che il figlio si deve sposare che non può vivere così invece pur sapendolo non glielo ha detto nemmeno una volta! Ma non è il solo….

            • Si Giusi, questo è uno dei tanti problemi…

              Ma parroco o non parroco, il fatto è che ci sono anche tanti genitori che su questo non avrebbero certo bisogno di un parroco che li “illumini” eppure…
              Sono come si usa dire “parrocchiani doc” (ma possono anche non essere parrocchiani e appartenere a qualunque esperienza ecclesiale, è tanto per capirci…), ma ti raccontano contenti che la figlia/o è in vacanza con il fidanzato/a o appunto, che hanno deciso di andare a convivere…

              Nell’ambito della sessualità due sono le cose certe:
              – E’ una degli ambiti dove più si è ceduto alla mentalità del mondo (parlo di scelte dei singoli).
              – E’ uno degli ambiti nei quali più si è perso il profondo valore spirituale ad essa collegato e per contro la gravità e le conseguenze concrete oltre che spirituali del vivere la sessualità fuori della grazia.
              (e qui certo c’è una precisa responsabilità dei Pastori)

  30. Giusi.

    …questo sì che si potrebbe ben definire “parrocchiare” allo stato puro, verbo intransitivo, io parrocchio, tu parrocchi
    egli parrocchia etc. (“casualmente” ovviamente)!

    • Alvise padronissimo di non credermi ma a me dei fatti degli altri non importa nulla. Della coppia more uxorio la ragazza è mia amica. E la preferita respinta è amica della mia migliore amica che mi ha raccontato lo stato della sua parrocchia dalla quale è fuggita. Va a messa dove non conosce nessuno e sto facendo così anch’io. Anzi ultimamente cambio spesso così non ho mai modo di sapere niente. Sto col Signore e basta.

  31. …non ho nessuna ragione per non crederti.

  32. Rispondo con qualche ritardo per via di problemi contingenti.

    “Non mi stupisce che alcuni (non direi molti) cattolici siano critici con il successore di Pietro. Del resto, che dicevano di Cristo coloro che, ai suoi tempi, si ritenevano i veri depositari della fede di Israele. Mi stupisce la concentrazione che trovo su questo blog e mi stupisce che Costanza Miriano, persona che stimo, ,,, lasci correre.”

    E siccome il Papa è allo stesso livello di Cristo, ovvio che non si può criticare. No? Ho già fatto presente che in passato ci sono stati papi che hanno commesso errori gravi e meno male che ci fu chi li criticò e si oppose alle loro intenzioni. Posso avere una risposta su questo punto?

    “D’altronde che umanamente sia un egoista (anche senza il cripto) è poco ma sicuro.”

    Bariom, è stato già scritto: siamo persone reali, con una vita reale, e un’immagine pubblica parziale. Parte di questa immagine pubblica è rappresentata dalle opinioni che esprimiamo anche qui.

    “Sinceramente io parlo con tanta gente, ma che una mi abbia detto: “Oh lo dice anche la Pausini!” mai sentito… ”

    Be’, a parte il fatto che io vedo continuamente gente che fa questo o pensa quello perché segue pedestremente qualcuno, nella maggior parte dei casi non è importante chi dice cosa, ma che tutti i personaggi in vista ripetano ossessivamente la stessa cosa. Gli “opinion maker” funzionano così.

    “Che il problema è (tanto per cambiare tantra di molti) il Concilio V II? Non c’era allora come oggi da essere tanto entusiasti di detto Concilio? Che se un problema ha avuto semmai è quello di essere in troppe parti seriamente disatteso.”

    Esatto, e non ne dobbiamo parlare?

    “Qual’è secondo te il nocciolo della scristianizzazione della nostra società? La tracotanza del mondo, o la fiacchezza della fede di molti, troppi… la sostanziale desacralizzazione della nostra vita di fede?”

    La tracotanza del mondo c’è sempre stata, quindi è un invariante. È cambiato l’atteggiamento della Chiesa militante, che ha rinunciato a combattere, per varie cause, e si è fatta infiltrare da deboli e traditori.

    “E non a caso Papa Francesco sembra “bastonare”, come taluni lamentano, il gregge piuttosto che lanciare strali vero il mondo.”

    Ma lui bastona quelli che chiedono che la Chiesa reagisca, e non bastona per esempio il suo “gruppo elettorale”, che è proprio la parte peggiore del gregge, anzi lo premia con incarichi.

    “E allora questi tempi di che segni ci parlano? Della sconfitta di Dio? Del fallimento di Cristo? Della latitanza dello Spirito? Pur riconoscendo i limiti umani della Chiesa…”

    Ovviamente no. L’Apocalisse spiega che sono tempi di crisi ricorrenti, dai quali poi la Grazia di Dio ci risolleva.

    “Non è forse quello di una purificazione della nostra Fede, anche attraverso il crogiolo della tribolazione?”

    Certo.

    “ma alla fine non è più tempo di parole.”

    Eh no: è anche di parole, perché è sempre tempo di testimonianza. Poi noi, Chiesa, siamo il corpo mistico di Cristo. Se almeno in cuor nostro non prendiamo le distanze dalle idee malsane che girano, in opposizione alla Parola di Cristo, e non ci opponiamo, ne diventiamo complici a vari livelli di responsabilità. Non solo commettiamo peccato, ma facciamo sì che il castigo divino duri più a lungo.

    “E così quando e come si avrà obbedienza per il proprio Vescovo se darà una parola? (Già dimenticavo, prima i se, i ma, i casomai, se la mia testa che ne sa più del mio Vescovo, concorda, sennò nisba… anzi lo griderò ai 4 venti che è nell’errore) E il “sassolino” diventa un macigno che rotolando a valle tutto travolge!”

    Qui dici cose giuste, ma parziali. Non è la “mia testa” che sta sopra il Vescovo o il Papa. È la Parola di Cristo che sta sopra a tutto e sta a me capire quando ci sono tentativi di scavalcarla in gerarchia. È la mia coscienza rettamente formata alla Parola di Dio, non quella di Scalfari. Bariom, sei tu che hai condiviso il tuo entusiasmo per il CVII: qui sto proprio citando (anche) il CVII. Vogliamo parlarne?
    E poi, ricordo che gli errori arrivano in coppie: se è vero che il macigno che rotola può portare dalla critica legittima e doverosa ad un’altra forma di apostasia, anche il far finta di niente, accettare i veleni a piccole dosi poi ci fa ritrovare Luterani senza accorgercene…

    “Ma parroco o non parroco, il fatto è che ci sono anche tanti genitori che su questo non avrebbero certo bisogno di un parroco che li “illumini” eppure…”

    Il prete ha comunque una precisa responsabilità di guida. Chi non vuole ascoltare i buoni insegnamenti si prende una chiara responsabilità personale, ma questo non giustifica chi rinuncia a darli.

    “Mo’ mi sta bene che il Papa non vi piaccia; ma da qua a a dire “è colpa sua se piace alla Pausini” perché ha invitato a una maggiore misericordia nei confronti dei divorziati risposati il passo è grande.”

    Non abbiamo detto che “è colpa sua se piace alla Pausini”. La Pausini era un esempio concreto, terra-terra, ovviamente parziale. Il problema è che piace alla gente che piace e se è vero che la gente che piace travisa il suo pensiero, non vedo nessun tentativo di Francesco di correggere la situazione. Per esempio sul concetto stesso di “misericordia”.

    “Ha anche detto che il suo antidoto alla tristezza sono il Rosario e la Via Crucis che porta sempre con sé, ma per esempio questa affermazione non l’ho vista commentata qui”

    Personalmente non commento le cose giuste che dice: mi sembra ovvio che un papa dica cose giuste e non commento l’ovvio. Ma ho già fatto presente che molto spesso dice una cosa e poi nei fatti fa il contrario e i fatti contano più delle parole.

    • @Fabrizio, grazie per la presa in consoderazione precisa e puntuale di quasi ogni mia affermazione.

      Io vado solo ad alcuni punti, tralasciando quelli dove sostanzialmente si potrebbe anche star dicendo la stessa cosa con punti di vista diversi e non in “ordine di apparizione” ma in ordine sparso 😉

      “Eh no: è anche di parole, perché è sempre tempo di testimonianza. ecc.”
      Vedi qui è solo questione di intendersi… per me “tempo di parole” è sinonimo di “tempo di chiachiere futili e inutili”, di inutili diatribe, inutili sofismi, inutili schieramenti, inutili accuse (tante se ne fanno anche qui e io non me ne chiamo fuori).
      Per me la Testimonianza è un fatto!, è la differenza tra una semplice lettura della Parola di Dio (che è sempre meglio di qualunque chiacchera) e la sua proclamazione che è un avvenimento un “accadere” (non a caso la formula corretta al suo termine è “Parola di Dio” e non “è Parola di Dio”.
      La testimonianza parte da una avvenimento che si è fatto carne nella nostra vita… cosa più di questo è concreto?
      Chiarito il senso dei termini usati non credo si sia tanto distanti, perché se ci opponiamo (a parole) al falso e poi lo pratichiamo anche su altri aspetti della nostra vita di fede, siamo “cembali squillanti” (poi ci sta ala caduta e la nostra imperfezione, ma anche quella è motivo di Testimonianza, perché sia evidente, che NON da noi, ma dalla Grazia proviene il bene che c’è in noi).

      Poi… poi ho già fintio, guarda un po’ 😉 per via del preambolo con cui ho aperto…

      A spulciare ci sarebbe la per me ridicola pretesa che a ogni pronunziamento di qualunque “opinion leader” (leader poi di chi, di che, di come e quando… tutta pula che porta via il vento) ci fosse la puntaulizzazione, la replica di Papa Francesco… ma è concetto che ho già espresso.

      Un fraterno abbraccio a te.

  33. …può un cattolico pensare che il Papa dice e fa cose non giuste e non dice e non fa cose giuste?
    Certo che lo può pensare, ma, come puntualizzato da voi, è solo quando parla e decide ex cathedra
    che il Papa è il Vicario di Cristo. Quando parla a vanvera si può benissimo far notare che si pensa che parli a vanvera.
    Ma come è possibile, chiedevo io, che un Papa insufflato dallo Spirito Santo parli a vanvera? O non è detto che sia stato insufflato o pienamente insufflato (come qualcheduno ha fatto notare)?
    O è una delle tante prove alle quali il Signore vuole sottoporre i suoi fedeli? (quasi non bastassero le prove “normali”!)?abbastanza di prove!) O potrebbe essere un modo per preparare la via al Papa africano? O un’altra cosa che nemmeno ci possiamo immaginare?

    • @filosofiazzero
      Non è tanto questione di “insufflato” o no: è che, come spiegava Ratzinger, l’azione dello Spirito è paterna e pedagogica; poi sta a chi la riceve assecondarla o no, in toto o in parte.
      Certo, è una delle prove. Non mi ricordo quale santo o beato del passato sosteneva che, da un certo punto di vista, si può dire che Dio permette l’esistenza di “pecore nere” nella Chiesa (si riferiva ovviamente alla storia passata) anche per dimostrare che essa comunque è una barca che non affonda. Così come le prove le subiva il popolo di Israele che subì anche l’esilio dalla sua terra, ma non fu distrutto dai suoi nemici. Comunque, non è che Dio manda queste “prove” così a casaccio: esse sono sempre una conseguenza di infedeltà da parte del suo popolo. Come la pianta che si rifiuta di ricevere l’acqua, non può che deperire.

      @sweety
      Su Francesco e le eresie che non pronunzia, riporto il commento di oggi di Magister, che sintetizza in modo efficace:

      “Francesco non abroga nulla della dottrina tradizionale, ma nel riordinare – come lui ama fare spesso – la gerarchia delle verità non teme di lasciar cadere il silenzio su articoli di fede che ritiene oggi marginali.”

      Ed efficace è una risposta di Ettore Gotti Tedeschi:

      “A mio avviso non si tratta di riordinamento, ma di disordinamento, che effettivamente cambia in modo radicale la dottrina tradizionale. Un inciso: “tradizionale” significa, per un cattolico, dottrina “autentica perché coerente con la verità risalendo la storia fino alle origini”. Non esiste una dottrina valida non tradizionale, in questo senso.”

      Tedeschi ha scritto oggi una supplica al Papa e la frase è parte del suo commento a Magister. Il testo integrale è qui:

      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/19/troppa-misericordia-una-supplica-di-gotti-tedeschi-al-papa/

  34. Fabrizio Giudici:

    “Dio permette l’esistenza di “pecore nere” nella Chiesa (si riferiva ovviamente alla storia passata) anche per dimostrare che essa comunque è una barca che non affonda)” (appunto, ad maiorem Dei gloriam!)

    Per quanto riguarda Gotti Tedeschi: uno bbbono!

  35. (“si riferiva ovviamente alla storia passata”, ovviamente)

  36. (“si riferiva ovviamente alla storia passata”, ovviamente)

    “Ovviamente” perché non aveva la palla di cristallo. Certo che quello che è successo in passato può ripetersi in futuro.

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