Un’altra scuola

di Costanza Miriano

berni

di Costanza Miriano

Se date a una bambina un foglio bianco e un astuccio pieno di colori, lei disegnerà persone, volti, oppure fiori e paesaggi. Le persone avranno occhi, capelli, vestiti dotati di particolari (perché una femmina già a sei anni ha appreso l’arcana verità che gli abiti hanno dei bottoni, e si infilano slacciandoli e poi riallacciandoli, non prendendoli a testate).

Se lo stesso equipaggiamento viene fornito a un bambino, tenderà a disegnare scene di azione, e i personaggi, se ce ne sono, non saranno ritratti con dovizia di particolari – un bambino non si interessa del colore degli occhi del suo eroe -, ma quasi sempre stilizzati e raffigurati solo con quello che serve a rendere lo svolgimento dell’azione.

Lo sostiene Leonard Sax, il medico autore di Why gender matters, uno studio sull’educazione in base al sesso. Leggendone qualche estratto ho concluso che se mai avessi nutrito qualche dubbio al riguardo, i due esemplari maschio e i due femmina che abbiamo generato sono esattamente modelli tipo (ho scatole piene di disegni con ammazzamenti sanguinolenti e scene da fine di mondo, e poi un altro pacco che è tutto un trionfare di pizzi e languidi occhi blu e signorine con in mano dei fiori e dichiarazioni di amore eterno ad amichette di asilo o baby sitter passeggere di cui s’è persa memoria). I maschi, prosegue il dottore, hanno bisogno di un tono di voce più elevato delle femmine, almeno tre decibel dice lo studio (questo spiega perché la mia frase più ricorrente dopo “spegni quel telefono” è “puoi abbassare per favore?” detta all’indirizzo dei miei tre maschi che tengono tutto a volume 27 – a me già 6 sembra esagerato, quando sono sola la tv sta a 1…).

Ci sono molti, moltissimi studi come quelli del dottor Leonard Sax, per esempio quelli del pedagogista spagnolo Garcìa Hoz, e tantissimi dati scientifici contribuiscono a confermare l’idea che maschi e femmine non solo hanno cervelli profondamente diversi – ci voleva la scienza? -, ma che anche il loro apprendimento procede per vie diverse.

Ci sono scuole che si basano su questa idea di fondo, e il risultato è sorprendente: maschi e femmine se educati separatamente tendono a uscire da certi stereotipi di genere, e a sviluppare autonomamente la propria personalità. Cioè, paradossalmente, “costringendo” i bambini e le bambine a stare insieme sin dagli anni in cui sono completamente disinteressati gli uni agli altri, tenderanno ad affermarsi in opposizione gli uni agli altri (non so voi ma i miei figli alle elementari tendono a parlare con un certo ribrezzo dei compagni dell’altro sesso). E quindi il modo per non cadere negli stereotipi ma per incoraggiare ogni bambino a sviluppare davvero la propria personalità è più utile separare maschi e femmine fino all’adolescenza. Non si tratta solo, e non tanto, di proporre attività o materie diverse, ma di proporle con un diverso metodo, per personalizzare l’apprendimento, mettendo al centro i bambini.

Siccome l’argomento mi sta molto a cuore, sono andata a ficcare il naso nelle scuole che ho saputo applicare questi metodi: a Roma per esempio ci sono la Petranova International per le femmine, e la Iunior International per i maschi, e davvero sono rimasta colpita dalla passione e dalla cura con cui gli insegnanti e i dirigenti tifano per i bambini e i ragazzi, e soprattutto cercano di stringere un’alleanza con i genitori, perché il principio è che la famiglia e la scuola lavorino insieme per lo stesso obiettivo.

Lo ammetto, sarebbe bellissimo pensare che le cose che cerchiamo di insegnare ai nostri figli venissero confermate anche a scuola, e non ci toccasse spiegare perché alcune cose che dicono loro a scuola sono bugie venute dall’ideologia dominante, quindi anticattolica, progressista vagamente di sinistra e politicamente correttissima. Sarebbe riposante pensare che non li porteranno a vedere film figli dell’ideologia lgbt, o che non insegneranno loro come mettere il preservativo a 13 anni. Sarebbe bello essere sempre alleati con gli insegnanti (noi a dire il vero con alcuni siamo stati fortunati, con altri molto meno). Sarebbe bello sapere di poter trovare sempre una porta aperta per parlare con il preside, o addirittura, fantascienza, che fosse lui a venire a chiedere la nostra opinione.

I nostri figli vanno alla scuola pubblica, queste alternative le abbiamo scoperte tardi, e non so neanche se ce le saremmo potute permettere (ci sarebbe un bel capitolo da aprire sulla libertà educativa: quella che viene fornita gratis è una scuola tutt’altro che neutra e non ideologizzata, come se la cultura potesse mai non esserlo), anche se un’altra bella notizia è che lì si aiutano le famiglie che hanno avuto il coraggio di mettere al mondo più di un figlio. Il problema più immediato al momento è che noi abitiamo lontanissimi (a Roma alle 8 di mattina sette chilometri possono diventare un’epopea, un viaggio avventurosissimo da intraprendere col pranzo al sacco, bevande calde e una coperta, nel caso il semaforo fosse rosso), ma da quando ho visto il sorriso della dirigente, la mia amica Annalisa, ho cominciato a valutare l’opzione elicottero…

208 commenti to “Un’altra scuola”

  1. Evidenzio un errore di battitura: ho scatole PIENE….

    Bell’articolo!

    • grazie della segnalazione

    • Miriano:

      “….sono andata a mettere il naso alla Petranova International e alla Junior International e davvero sono rimasta colpita dalla passione e dalla cura con cui gli insegnanti e i dirigenti tifano per i bambini e i ragazzi, e soprattutto cercano di stringere un’alleanza con i genitori, perché il principio è che la famiglia e la scuola lavorino insieme per lo stesso obiettivo.”

      Perché? Nelle “altre scuole” gli insegnanti e i dirigenti non tifano (a priori) per i bambini e i ragazzi?

  2. Beh ma un dubbio comunque mi rimane.
    Tu con 4 figli, per quale astrale congiunzione hai la possibilità di rimanere in casa, sola, con la tv?
    Io sono solo a 3, ma sono mesi che non riesco a toccare un telecomando…

  3. Ma guarda te cosa si scopre dopo 3000 anni di “civilizzazione”, eppure e’ tutto scirtto e sviluppato ampiamente nella Bibbia a riguardo chi siamo: “ e li fece maschio e femmina”.

    Poi leggendo piacevolmente tutto il resto dei libri del vecchio e nuovo testamento si delinano tutte le caratteristiche spirituali/ fische di chi e’ bambino/bambina, giovane/signorina, uomo/ donna.

    Dopo tutto chi ci ha creato, non avendo limitazioni, ha curato nei minimi dettagli i due puppazzetti di creta, ci soffio’ sopra l’alito della vita.

    Fiat: due creature in perfetto complemento l’uno per l’altra: “crescete e moltiplicatevi” nell’ordine della sua Volonta’ e li benedisse.

    Se posso aggiungere, chi ha rovinato “queste statuine “ uscite, in grazia ed innocenti, dalle mani dell’ Artista Universale siamo stati noi.

    A noi ricercare la vera fonte del nostro essere lui o lei e non cadere nella superficialita’ di alcuni tests.

    Tests, certamente utili per certe applicazioni di comportamento, ma sempre limitati e rimarranno sempre inadeguati a inquadrare totalmente chi siamo come uomo/donna perche’ il vero manuale va letto, consultato ed attenersi alle istruzioni prima di ogni altra umana interpretazione per evitare l’errore di cieco a cieco.

    Cordiali saluti, Paul.

  4. Io insegno nello stato, ed anche per questo ho mandato i miei figli ad una scuola privata gestita (anche) da persone che conosco, ed il cui Pof (piano dell’offerta formativa) è pienamente condivisibile. Un sacrificio notevole ma che rifarei assolutamente. L’opzione elicottero, dato ciò che è in gioco, va attentamente considerata.

    • Eccerto e perché non rinuncia al comodo stipendio statale per andare ad insegnare in una scuola con POF più congeniale (ma ahimè con stipendio più basso)? Bello avere principi etici a spese degli altri.

  5. Ah, le scuole del FAES!
    Hai proprio ragione, Costanza! Da ex alunno, sposato con un’ex alunna Faes di Milano, e genitore di figli che vanno al Faes di Milano, come posso non essere d’accordo?
    Noi siamo arrivati ad acquistare un pulmino usato, per accompagnare in un colpo solo 8 figli di famiglie della zona. Purtroppo nessuno aveva la patente da elicottero.

  6. Oh cara Costanza, come non sottoscrivere ogni singola parola..ma anche senza elicottero ti dico che si può fare!
    Da ex alunna e a mia volta madre di alunni, ti dico che c’è gente eroica che veniva e viene da Fiano Romano, Anagni(!), Olgiata, Mostacciano, Testaccio tutte le mattine perché ci ha creduto e ci crede. Così come fanno gli insegnanti che sono davvero eccezionali.. 7km valgono la pena!

    • Ilaria di che scuola parli? In che zona? Grazie.

    • si possono fare anche scelte diverse. Noi abbiamo scelto di mandare nostra figlia in una scuola statale vicina a casa, una scuola che funziona perché a quanto pare i bambini lì imparano a leggere, scrivere e far di conto, in un ambiente familiare dove non si dice la preghiera al mattino, ma dove sembra vigere semplicemente il buon senso. E devo dire che questo ci pare tutto grasso che cola. In questo modo i nostri figli possono vivere la loro realtà anche territoriale senza macinarsi kilometri tutti i giorni, senza perdere i contatti con bambini che possono incontrare anche per strada o in piazza, andare a casa di uno o dell’altro senza smuovere mari e monti, stressando noi e loro stessi.
      L’alternativa sarebbe stata la scuola cattolica oppure quella valida bilingue (siamo all’estero) entrambe molto lontane, e per fare 4 ore di scuola ne avrebbero trascorse 1 in auto ad andar bene ( e io, l’accompagnatrice, ben 2) ed essere sradicati dal loro mondo (è sufficiente esserlo dal nostro Paese!) Avendo la possibilità di mandarli solo al mattino, credevamo fosse nel loro interesse un ritmo di vita più sostenibile e a misura di bambino. Per dire che ci sono molte considerazioni di valore sul piatto di una scelta, e quella di non prendere l’elicottero ogni giorno la considero anch’essa intelligente.
      Libera poi di ricredermi se improvvisamente iniziassero lezioni sul gender ecc..
      Ma, a parte il fatto che non c’è nessuna garanzia che una scuola cattolica segua programmi ministeriali imposti, c’è da sperare di avere un buon margine di azione dentro le scuole dove siamo. Nella peggiore delle ipotesi, ok, c’è sempre la scuola cattolica, e giusto perchè siamo molto fortunati. Ma innanzitutto ci siamo noi genitori che ci possiamo e vogliamo porre nella realtà dove viviamo, educandoli noi in primis.
      C’è anche chi fa sacrifici semplicemente per far studiare i figli, altro che scuole private. E dunque? Realismo vuole che se un padre non può mandarli alla privata (non in cambio di un telefonino o delle vacanze, ma magari di un altro figlio), bene, non li manderà e cresceranno cristiani lo stesso. Vale anche il contrario.

  7. Ho la fortuna che con sacrificio mio è di mio marito i nostri figli frequentano la scuola Stimate a Verona. Le classi sono miste, ma oltre alla didattica viene insegnato molto di più, ad essere uomini e donne, che valgono non per i voti che raggiungono ( pur sempre importanti) ma …perche sono figli di Dio a prescindere. Può far sorridere che un giorno un genitore nel cortile della scuola arrabbiato con un insegnante mi abbia detto:” ma qui pensano solo alla persona”!

  8. Condivido tutto, dalle classi separate alla libertà di scegliersi la scuola ritenuta più in linea coi nostri principi educativi. Ma siccome viviamo in questo mondo e siamo costretti a fare i conti con la realtà (pochi mezzi economici, scuole statali, nessun elicottero) a questo punto la domanda è: Come stare davanti a ciò che abbiamo e starci al meglio? Certe situazioni obbligate ci mettono davanti a due possibilità, subire stando in apnea e aspettando che finisca oppure agendo per cambiare anche di un briciolo quel che non ci sta bene. Non si può stare a guardare i nostri figli che vengono prima svuotati della nostra educazione per esser poi riempiti di ideologie. Il patto educativo scuola-famiglia deve esser chiaro e senza sorprese. Occorre vigilare sempre. Purtroppo ci siamo tutti svegliati un po’ tardi….oggi ci accorgiamo del gender propagandato a scuola ma nel decennio passato pochi si sono accorti dell’indecente decadenza dell’istruzione. A molti ha fatto comodo che venissero aboliti gli esami di riparazione o che i moduli frazionassero e predigerissero le nozioni e riducessero i bambini a scatole da riempire piuttosto che imparassero a stabilire connessioni e faticassero nell’apprendimento. Così come fa comodo pensare che le difficili domande che i ragazzi fanno su amore e sesso trovino risposte in un luogo che sentiamo sicuro e a cui troppo deleghiamo. Il risveglio oggi è amaro.

  9. Costanza, ti segnalo in quest’ottica l’esperienza degli Scout d’Europa, che unici ancora conservano i gruppi dei Lupetti e delle Coccinelle…. e non costringono le bambine a diventare “Lupette”. E perché mai l’AGESCI che è così democratica e paritaria non obbliga i bambini a diventare “COCCINELLI”?

    • Questo è un modo assolutamente distorto di rappresentare la questione, e anche un po’ scorretto. In Agesci ci sono branchi misti (lupetti e lupette), branchi monosessuali (solo lupetti o solo lupette), cerchi misti (coccinelle maschi e femmine) e cerchi monosessuali. Nessuno costringe le bambine a “diventare lupette”. Semplicemente ogni gruppo, localmente, sceglie la proposta che pare migliore alla comunità dei capi che la guida, a seconda delle esigenze del territorio e delle possibilità dei capi stessi (spesso fare unità separate per sesso è impossibile per mancanza di capi). Non guasterebbe un po’ di correttezza quando si parla di realtà che si conoscono poco.

  10. LE SCUOLE SOGNATE DA COSTANZA (e da migliaia di genitori) esistono già! SONO LE SCUOLE PARENTALI. Ad esempio, a Staggia Senese, e presto in tutta Italia, la SCUOLA HOBBIT http://www.scuolahobbit.it

  11. Tanto per saperlo, quanto costerebbe iscrivere un figliolo a una scuola FAES (ammesso che qualcheduno genitore, pauroso delle altre scuole e non pauroso delle FAES, ce lo volesse lì dentro ermetizzare al sicuro?)?

    • Bell’articolo, però le conclusioni cui conduce, a mio modestissimo avviso, sono esagerate. Infatti, in tutte le scuole l’ora di IRC è presente (e la maggior parte degli alunni italiani continua ad avvalersene), e non mi risulta che la maggior parte dei maestri e dei professori, impartiscono insegnamenti anticattolici.
      Insomma, a mio modo di vedere, non abbiamo una scuola confessionale, ma nemmeno una scuola avversa, per principio, alla chiesa.
      Certo, si insegna che il “diverso” deve essere considerato “uguale”, forse calcando la mano, ma NON SO se si possa arrivare ad una completa accettazione del “diverso”, senza “calcare un po’ la mano”, in un paese dove le tradizioni (e le abitudini) hanno un peso rilevantissimo…………
      Non è che poi alla chiesa manchino gli spazi, nei mezzi di comunicazione di massa, per far sentire la sua voce: in tutti i talk show (a cominciare da Porta a Porta), un presbitero c’è sempre, un anticlericale e/o ateo dichiarato, di rado.
      Le fiction sui vita dei santi e dei papi sono frequenti (mentre non ho mai visto fiction su Pomponio Algeri o su Giordano Bruno o sui valdesi di Calabria). Rubriche religiose come “A Sua immagine” hanno buoni orari e discreti indici di ascolto.
      Via su! non siate così pessimisti! A69

    • Caro sempre polemico filosofiazzero, vengo “da lì dentro” ma nessuno ne viene “ermetizzato” credimi.
      Pensa, ho anche studiato molto, e mi hanno insegnato a farlo criticamente, con coscienza, avendo un’apertura mentale che fatico a trovare in giro negli adulti di oggi. E così le mie compagne di scuola.
      Le ho scelte anche per i miei figli, pagando la retta solo dei primi due, perché dal terzo figlio in poi è gratis.
      Sono sacrifici, certamente, ma c’è chi spende in altro: noi spendiamo in rette scolastiche.

      • …Ilaria:

        …te hai una apertura mentale che fatichi a trovare in giro negli adulti di oggi? Te spendi in rette scolastiche
        (il terzo escluso) mentre gli adulti di oggi spendono in altro? Ma quanto spandi? E quanta fatica fai pre trovare adulti con la tua stessa apertura mentale (ammesso che tu li trovi)? Che il fatto che io (per esempio) abbia poca o punta apertura mentale dipenda, allora, dal fatto che (dopo il pozzo nero del collegio dei preti) abbia seguito corsi scolastici popolari?

      • Ilaria:
        …te scrivi:
        “c’è chi spende in altro: noi spendiamo in rette scolastiche”

        …ma detto a cotesto modo suona come se gli altri spendessero
        tutti in chissaccosa di voluttuario piuttosto che mandare ia figlioli a una scuola
        di eccellenza.

  12. ….potrebbe anche succedere che un bambino, frequentando le scuole degenerate che c’è ora, chiedesse al suo babbo:
    – Babbo, perché vai sempre a letto con la mamma e mai con un altro uomo?

  13. L’ha ribloggato su lavitasempreintorno.

  14. Lo ammetto, sarebbe bellissimo pensare che le cose che cerchiamo di insegnare ai nostri figli venissero confermate anche a scuola, e non ci toccasse spiegare perché alcune cose che dicono loro a scuola sono bugie venute dall’ideologia dominante, quindi anticattolica, progressista vagamente di sinistra e politicamente correttissima.

    beh, se è corretto-e non ne dubito- il sunto fatto da: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-guerra-contro-famiglia-e-vita-comincia-allonu-11748.htm

    Marguerite Peeters, in due articoli pubblicati sul “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ha ben spiegato come l’ONU vuole procedere nel quindicennio da qui al 2030 nel campo dei “nuovi diritti”.

    Il primo punto è che si insisterà ancora più a fondo sulla contraccezione, puntando però in particolare sulla diffusione della pillola del giorno dopo che, secondo gli esperti ONU, finora non è stata adeguatamente promossa.

    In secondo luogo, le Nazioni Unite e le sue agenzie si daranno da fare per inserire i nuovi diritti alla salute sessuale e riproduttiva nei diritti universali dell’uomo in quanto tali, in modo che gli Stati che non li rispettano possano essere denunciati e condannati e l’obiezione di coscienza impedita o addirittura vietata.

    In terzo luogo, si è deciso di favorire un cambio culturale e religioso “dall’interno”, ossia coinvolgendo come partners le associazioni culturali e le famiglie religiose. La strategia è molto semplice ed astuta: siccome, come abbiamo visto, accanto a contraccezione ed aborto, l’agenda presenta anche obiettivi moralmente condivisibili, li si presenta come un pacchetto unico e così si ingaggiano anche le ong religiose o il volontariato missionario e nel frattempo si cambia dall’interno la loro visione a riguardo.

    – iNFINE, E’ PREVISTO UN INGRESSO MASSICCIO nelle SCUOLE, a cominciare da quelle dell’INFANZIA

    Come si vede, queste indicazioni che la Peeters ha estrapolato dai documenti ufficiali delle Nazioni Unite e dai Rapporti delle sue agenzie, dimostrano che quello che stiamo constatando a valle viene deciso a monte. E da chi? Da una casta di persone che non sono elette democraticamente in quanto o vengono designate dai governi o sono il frutto della burocrazia del Palazzo di Vetro. Una casta che decide l’etica mondiale ed elabora dei progetti finanziati da potenti Fondazioni private, da corporations globali o da gruppi farmaceutici internazionali.

    • vale:

      …o volessimo considerare materialisticamente-storicamente che sia la struttura economica a condizionare, in ogni cas, la sovrastruttura culturale? La chimica organico-plastica (e farmaceutica anche). E l’industria dei telefonini e della telefoninizzazione, in primis. O non stiamo anche noi ora usando il computer?

      • e allora? non mi pareva proprio essere questo il punto focale di quanto postato, quanto l’ingresso massiccio nelle scuole senza possibilità di obiezione di coscienza tipo quella che molti genitori francesi stanno attuando di ritirare i loro figli da scuola durante le lezioni volute dalla belkacem e compagnia.

        quanto alla lettura storicistico -materialista delle strutture e sovrastrutture penso da sempre che sia una emerita vaccata.o, per dirla più finemente, alla fantozzi una c…. pazzesca.assieme al montaggio analogico.
        sono le scelte delle persone che le fanno, le strutture -sovra o sotto. non esistono da sé. neppure gli stati.

        • vale:

          Ma questa casta di persone che fa le scelte non le fa perché, come tu stesso suggerisci, “elabora dei progetti finanziati da potenti Fondazioni private, da corporations globali o da gruppi farmaceutici internazionali.”?

          O bisognerà ancora chiamare in causa i poteri massonici?

          • Oggi Alvise è spumeggiante, agglomerante, … davvero in gran forma 😉

          • ma che hai, le traveggole?
            io non suggerisco nulla.
            ho riportato una parte di un ‘articolo.
            di quell’articolo, quel che mi interessa è che singole persone decidono di obbligare i bambini a sorbirsi, fin dall’asilo, la cultura gender.
            e quindi che tutte le mamme – Miriano inclusa- se passa una roba del genere,si troveranno contro un moloch.
            così come chi rifiuterà di collaborare non potrà invocare l’obiezione di coscienza.

            chi li finanzia-potresti persino esserci te- mi interessa, al momento, molto meno.

            • vale:

              …io invece all’asilo mi sono dovuto sorbire storie di diavoli e
              di grandi nostri peccati e del sacro cuore di Gesù gocciolante di sangue per nostre colpe (di noi bambini di quattro cinque anni) eccetra eccetra…

              • E su questo che Alvise dice, mi dispiace per chi non gradirà la mia condivisone, non si può solo far spallucce, perché per molti è stata una triste realtà, che ha incrinato fortemente la concreta possibilità che da adulti ci si sia poi potuti aprire alla Fede.

                Arrivo a dire che è stato “scandalizzare i piccoli” e spero il Signore abbia misericordia di chi tanto scandalo (o paure o terrori o sensi di colpa) ha seminato.

                Speriamo, e io lo credo, che siano tempi andati, che fanno parte di un triste retaggio che fu anche culturale, intriso quasi più di superstizione e religiosità naturale che di altro.
                D’altronde, “quei tempi”, quelli ad esempio della fanciullezza di Alvise, hanno brillato anche per la presenza di grandi Santi, ma ahimè, non tutti hanno incontrato solo santi sacerdoti o sante suore nella loro educazione.

                • Mah! A me pare che Alvise esageri. Quand’ero piccola i sacerdoti parlavano dei Novissimi anche ai bambini (adesso non ne parlano nemmeno agli adulti) ma non ho visto nessuno morire traumatizzato. Dire le cose come stanno non ha mai fatto male a nessuno anzi. Si cresce più responsabili. Tutti siamo incappati in qualche suora o sacerdote negativo ma Alvise pare che li abbia incontrati tutti lui! Secondo me esagera perchè è ateo e deve gettare discredito sulla Chiesa! Io ho trascorso l’infanzia con un sacerdote severo ma santo e di lui mi son rimasti solo gli insegnamenti.

                  • Giusi io non ho detto che TUTTI erano così e che solo di quel genere se ne incontravano… sia chiaro, ma al contempo non credo Alvise esageri solo per gettar discredito.
                    Di più di un racconto simile sono stato testimone e credo si possa riconoscere che una sorta di “teologia del terrore” o del timore, se vogliamo essere più blandi, era prassi (per alcuni, in alcuni luoghi, non sempre, non dappertutto), tant’è che si è passati forse all’eccesso opposto e dei Novissimi, che giustamente citi, si è talvolta persino perduta la memoria.

                    Ad ogni modo stiamo nella sfera delle opinioni e delle singole esperienze… nessuna pretesa Verità di Fede… quindi come si dice (o più non si dice) “larga la foglia, stretta la via…” 😉

                  • Giusi:

                    …io non “devo” gettare discredito né sulla Chiesa né su altro!

                    • Ma statisticamente è impossibile che tu non ne abbia trovato uno di buono!

                    • Viviana, starò un po’ sopra, magari anche un po’ sotto, però non facciamo come a dire che “certe cose non esistono o non siano mai esistite”… e non voglio dire di più perché sapete bene che sono della schiera “del peggio a nulla serve parlarne…”

                      E ad ogni buon conto, se una persona qualunque mi riporta una esperienza negativa nel senso tale o tal altro (e io sono chiamato – credo – a prestar fede ad ogni persona, sino a prova contraria) e poi sono due e poi sono tre, devo anche farmi carico di situazioni che oggettivamente esistono o possono esistere o essere esistite… poi in una, due, tre, cento persone mi portano una esperienza di segno contrario, ottimo, ciò non toglie che taluni da esperienze negative sono rimasti “scottati”.

                      Non è che perché non avete mai preso l’acqua si può dire che mai ha piovuto… 😉
                      o che chi si è bagnato è perché sudava…

                      E con questa simpatica (?) metafora, mi tiro fuori dallo spinoso argomento che come avevo previsto suscita polemiche.

                    • E’ chiaro che persone diverse possono avere impressioni diverse di una stessa cosa. Una persona a me carissima (e in vicinanza degli ottanta) ancora si ricorda della paura che le faceva una certa statua di soggetto sacro con parrucca di capelli veri che si trovava in una certa chiesa.

                    • Il simpatico articoletto a cui rimanda il link poi – certamente vero per taluni aspetti – potrebbe non essere del tutto calzante nella fattispecie… 😉

                    • In termini anagrafici, intendi? 😉
                      Ho il sospetto che più o meno si risalga entrambi alla stessa era geologica ( 🙂 ). Nel qual caso, culturalmente, potremmo avere in comune con chi era un po’ – o anche parecchio – più vecchio di noi molto più di quanto non abbiano con noi tanti i ragazzi di una o due generazioni dopo. Ragionamento un po’ contorto, lo so…

                    • Giusi:

                      ….come anche è statisticamente impossibile che nelle “altre” scuole ci siano solo imbecilli ideologizzati che vogliono indottrinare i bambini (o i giovani)!

                    • E tu Alvise mi vorresti confondere il pensiero unico col Pensiero di Dio?

  15. LA VEDO DURISSIMA….

  16. Quello che io temo ogni volta che leggo delle proposte sull’istruzione separata per i due sessi è che quest’istruzione risulti TROPPO diversa. Non solo dal punto di vista metodologico, ma proprio quanto ai CONTENUTI. Più grandi i ragazzi, più grave il pericolo – temo soprattutto l’istruzione sistematicamente inferiore nel campo matematico-scientifico per le ragazze (visto che poche se ne interessano, questo potrebbe condurre a una differenziazione dei programmi scolastici e in pratica impedirebbe alle bambine dotate di avere buoni laboratori, l’accesso alle lauree scientifiche con la stessa preparazione dei maschi alle loro spalle ecc.). Correggetemi se sbaglio, è un argomento che non ho approfondito molto pur aver studiato vari sistemi scolastici, ma non è che ogni volta che si è sperimentato con l’istruzione separata le scuole per le femmine erano oggettivamente inferiori, proprio dal punto di vista accademico, perché era considerato prioritario investire nei maschi?

    Cioè, ho paura che si parta da considerazioni pienamente condivisibili – che i due sessi hanno cervelli diversi, che bisogna adottare metodologie tali da prendere in considerazione le caratteristiche di entrambi, che si devono diversificare le letture proposte ai bambini ecc. – per finire in qualcosa di molto più rigido e che potrebbe creare disparità generalizzate in preparazione in vari campi, soprattutto ai danni delle femmine.

    Può darsi che mi sbagli e che i miei timori non siano fondati, ma è la prima cosa che mi passa per la testa.

    • Al liceo eravamo 20 femmine e 5 maschi, di matematica e scienze ci interessavamo in 5 (4 ragazze e 1 ragazzo). Ciò non ci ha impedito di avere una buona preparazione e di essere chimici, matematici, ingegneri e biotecnologi 🙂 una volta si investiva nell’istruzione maschile perché una ragazza, dopo il matrimonio, difficilmente si pensava si sarebbe occupata di altro oltre alla casa e alla famiglia…adesso la situazione è l’esatto contrario, quindi direi che il problema non si porrà, a mio parere. E non trattare di argomenti come matematica e scienze perché non interessano a mio parere è un errore educativo terrificante, femmine o maschi che si sia: poi si finisce a processare il geologo per non aver previsto il terremoto…

  17. Io sono nuova mi chiamo Marcella e parlando di figli, di nipoti e di scuola, concordo quanto scritto da Vale (9.02.2015) “Lo ammetto, sarebbe bellissimo pensare che le cose che cerchiamo di insegnare ai nostri figli venissero confermate anche a scuola…”. Io amo comprare libri ai miei nipoti e di recente ho condiviso con loro la recente storia di Chernobyl e a proposito ho trovato dei bellissimi libri il formato ebook, su Amazon, dell’autrice Alessandra Pesaresi. Mia nipote Atena mi ha fatto molte domande dopo aver letto: “Chernobyl scoppio alla Centrale” e so che ne ha parlato anche a scuola. trovo che questa condivisione sia molto importante.
    Per il suo compleanno le ho regalato il racconto “Tutto in un’estate” un bel rapporto fra sorelle, nonni e amici. Ho letto belle recensioni che ora posso dire di condividere ed è per questo che mi sento libera di consigliarvi questi racconti per ragazzi.

  18. Per ora la Costituzione ci dice che i primi educatori sono i genitori, e dunque è possibile prenderci la briga di fare scuola noi stessi ai nostri figli, se abbiamo la capacita, e il tempo di farlo, già alcuni genitori lo fanno ed è del tutto lecito. naturalmente i ragazzi devono ogni anno fare un esame per vedere se la preparazione è adeguata. oggi stanno nascendo scuole parentali che permettono anche al bambino di stare in conpagnia di coetanei. La scuola cattolica ormai non esiste più se non solo nel prezzo da pagare, perchè il fatto di essere paritarie ad una scuola statale che va a rotoli, non è una cosa positiva. Perciò pagare tanto per avere la stezza deviazione culturale e morale è assurdo. Siccome siamo in una società ormai distrutta, c’è da ricostruire tutto dal piccolo, credo che oggi promuovere le scuole paterne sia un iniziare dalle fondamenta la ricostruzione di una società cristiana. Gli stati liberali hanno tolto alla Chiesa gli ospedali, le scuole, perchè sapevano che operando in questi settori vitali avrebbero velocizzato la rivoluzione, infatti oggi gli ospedali non sono più il luogo dove si curano uomini malati o li si accompagna alla morte con i dovuti sacramenti, ma spesso sono luoghi dove si uccide in nome della libertà e della dignità della persona e di umano è rimasto poco, e le scuole sono diventate luoghi di indottrinamento. I risultati li abbiamo sotto gli occhi, siamo assuefatti a tutte le porcherie e a tutte le deviazioni che ormai ci hanno fatto credere siano normali, perciò ci è difficile provare orrore verso il divorzio, l’aborto, le convivenze, l’eutanasia, figuriamoci se possiamo provare orrore al pensiero che Gesù è rilegato al sentimentalismo di qualche cattolico fervente, ma che non ha più spazio nelle nostre famiglie, nella società. Chi oggi anche tra i cattolici si scandalizza che Gesù non regni nelle leggi di stato, e neppure nelle parrocchie?
    Questo è il frutto di decenni di scuola non cattolica, siamo tutti pervasi che la religione sia una cosa e la vita concreta un’altra. Per questo i Papi (non modernisti) hanno sempre vietato ai credenti, scuole che non fossero confessionali, perchè la Fede viene prima di tutto e persa l’anima si perde tutto.

    • Che Cristo non “regni” nella parrocchie mi scandalizza si…
      Nelle Leggi dello Stato, no (o decisamente molto meno…)… non credo neppure fosse la principale preoccupazione di Cristo nel suo tempo in terra o avrebbe accettato di farsi eleggere re come taluni volevano.

      Mi accontenterei che regnasse nel cuore di molti (anche di molti più politici che le leggi fanno…), come anche e soprattutto nel mio 😉

    • @ Annarita

      mah!? sarà come dice lei, ma io credo che il problema non stia a valle ma a monte. La chiesa non ha più gli ospedali, le scuole, e, il suo magistero non informa più le leggi dello stato, perchè la maggioranza della gente NON è più cattolica. E non lo è più per una molteplicità di ragioni storiche, economiche, politche, sociali, non semplicemente per le manovre di questo o quel potere.
      Io poi credo che, anche un tempo, la fede dei molti fosse più di facciata che profonda (una fede profonda avrebbe resistito alle ragioni di cui sopra…….).
      Se non siamo tutti cattolici e dobbiamo convivere tutti, sotto questi cieli e su questa terra, è ovvio che le leggi che regolano la convivenza, devono essere le più neutre possibili, che lascino la maggior libertà di scelta, onde evitare conflitti pericolosi (ricordiamoci delle guerre di religione).
      E, secondo me (lo dico per inciso) anche se la maggioranza di un popolo fosse cattolica, ma ci fosse una consistente minoranza non cattolica, sarebbe MOLTO meglio che lo stato e le sue leggi fossero NEUTRI.
      Quanto detto per i cattolici vale per QUALUNQUE religione.
      D’altra parte, non sta forse scritto in “Matteo 10” che i cristiani debbono PROPORRE gli insegnamenti del Cristo, e, se non vengono ascoltati, non debbono far altro che andarsene “scuotendo la polvere dai loro calzari”? A69

      • @ Bariom

        molto “opportunissimo” (sgrammaticatura voluta) quanto da te affermato nel post delle 10,49. A69

      • “Lo Stato è davvero laico quando non impone a nessuno una particolare concezione filosofica, teologica o culturale, e quando non identifica il suo ordinamento giuridico con le prescrizioni di una determinata aggregazione.Lo Stato moderno non può essere “confessionale” in nessun senso: non in senso religioso; non in senso scientifico o materialistico; non in senso laicistico, se per laicismo si intende – come spesso è dato di riscontrare – una particolare concezione, immanentisticamente o illuministicamente ispirata, che rifiuta i valori della trascendenza o li vuole confinati nel segreto dei cuori.”

        Grande cardinale Biffi!

        • Grazie Vanni… ottima citazione! 😉

        • @ Vanni

          ottimamente! Quindi basta che lo stato permetta ai singoli cittadini di perseguire in santa pace i valori della trascendenza, permettendo, ai suddetti cittadini, di manifestarli in pubblico e di farne propaganda (purchè non invadente). Ci siamo, allora?! A69

          • Errata corrige del mio post precedente: “lo stato permetta ai singoli cittadini di perseguire in santa pace i valori della trascendenza, di vivere secondo essi, di manifestarli in pubblico e di farne propaganda”. Scusate. A69

          • Non solo… ma anche di agire, scegliere secondo i valori di cui sopra.

            Resta il fatto che obbiettivamente potrà sempre presentarsi il caso in cui una particolare “azione” o comportamento attuato in osservanza ad un credo religioso (allargo il campo ad ogni credo), cozzi o sia in aperto contrasto con una legge dello Stato. In questo caso è inevitabile si crei una problematica che apre la discussione sulla legge/norma in questione e la “legge”/”norma” che il singolo ritiene di ordine superiore (trascendentale).
            Ci si trova oggi con questo tipo di problematiche talvolta anche a livello di contratti aziendali o simili, tanto per non andare a vertici pù alti…

            E’ una sorta di “quadra del cerchio” che forse non può trovare soluzione… Ciò che deve essere assolutamente evitato sono norme pre-concette o coercitive.
            Bisogna anche essere consapevoli (e dico solo *consapevoli* non altro…) che anche chi ha una visione laica o laicista, può trovare come pre-concette o coercitive posizioni rtenute fideistiche.

            • @ Vanni e Bariom

              è ovvio che uno stato laico e neutro NON deve imporre alcun valore. Deve solo lasciare a tutti la libertà di agire secondo coscienza, con il solo limite del “neminem laedere”. Questo per quanto riguarda la morale, la società e la vita privata.
              Per l’economia ho una visione un po’ diversa (non credo nel liberismo, ma, questo, proprio in attuazione del suddetto principio del “neminem laedere”). A69

              • Neminem laedere. Come, per esempio, la legge che permette l’aborto. O l’introduzione del concetto di “genere”nelle scuole. O l’utero in affitto.

                • La sapete come è – tutta completa -, quella del “neminem laedere”?
                  «Deum colere /studere /gaudere / neminem laedere / nemini credere / de mundo non curare.//»
                  Un pochino più sfaccettato, vero? 🙂

                • @ Vanni

                  in relazione col principio di neminem laedere:
                  – per l’aborto: bisognerebbe aprire una lunga discussione a parte;
                  – per l’introduzione del concetto di genere nelle scuole: se si tratta di una semplice proposta che può essere oggetto
                  di riflesione e civile controversia, perchè no?
                  – per l’utero in affitto: se le parti in causa sono tutte maggiorenni, vaccinate, consenzienti e consapevoli di quello
                  che stanno facendo, una proibizione mi sembra fuori luogo. A69

                  • – per l’aborto: andremmo molto OT, hai ragione
                    – per il gender: allora io voglio l’introduzione al creazionismo (quello protestante-americano della terra di 6000 anni) e nei volumi di storia che ci sia scritto che le missioni Apollo potrebbero essere delle messinscene: ovvero, perché i miei figli non dovrebbero venire introdotti a colossali panzane?
                    – per l’utero in affitto: le parti in causa non saranno MAI tutte maggiorenni e consapevoli, a meno che a termine della procedura non ci si porti a casa un diciottenne, il che non mi risulta. La proibizione pertanto è assolutamente contemplabile.

                    • @ Cacciatrice di stelle

                      ti risponderò stasera, perchè ora ho un impegno. A69

                    • @ Cacciatrice di stelle

                      orbene:

                      – per l’aborto abbiamo detto;

                      – per il gender: se il creazionismo all’americana, avesse autorevoli (e non ristretti a piccoli gruppi sociali) sostenitori, e, parimenti, se ci fossero autorevoli e numerosi sostenitori della messinscena lunare, la mia risposta sarebbe SI: si dia spazio anche a quelle opinioni. A mio avviso se una questione è obiettivamente controversa, si deve dare conto delle diverse teorie (esemplificando: “La tesi prevalente è la tesi X, per i motivi A e B, però alcuni sostengono la tesi Y, per i motivi C e D”). Similmente si potrebbe fare per la teoria del gender nelle scuole, salvaguardando, anche lì, la multilateralità delle posizioni. Però per doversi proporre più tesi fra loro contrapposte, bisogna che ognuna abbia un certo numero di sostenitori degni di considerazione. In parole povere: perchè si dia voce, anche alla teoria opposta a quella prevalente, bisogna che la prima abbia la dignità e il peso di un’obiezione e non sia semplicemente la sortita di un gruppo di scalzacani……………..

                      – per l’utero in affitto: già! il problema del nascituro (anzi del concepturo), ma, a mio modesto avviso qualunque cosa si decida (non farlo nascere, ricorrere al’utero in affitto) si decide sempre “inaudita altera parte”: non sappiamo cioè che cosa voglia il nascituro. Che ne sappiamo di quello che vorrebbe il predetto? Potrebbe anche non voler nascere affatto nè con l’omologa nè con l’eterologa. L’incertezza sulla genitorialità? Ma per secoli, ci sono stati figli nati fuori del matrimonio: e alla fin fine, se ne facevano una ragione. Poi, se la pratica della fecondazione eterologa diventasse “normale”, dopo un po’ i bambini ci si abituerebbero. Basta pensare che, i primi tempi, i figli di genitori divorziati si sentivano, in qualche modo, “diversi” dagli altri; ora nessuno ci fa più caso.

                      Non c’è altro, per quel che mi riguarda. A69

                  • mi sembra di vedersi materializzare Felsenburg….

                    • Dice Anonimo 69:
                      “non sappiamo cioè che cosa voglia il nascituro. Che ne sappiamo di quello che vorrebbe il predetto? Potrebbe anche non voler nascere affatto né con l’omologa né con l’eterologa.”

                      Quanto ci hai pensato per scrivere una bischerata come questa?

                      Ha detto Reagan :
                      “Ho notato che tutti quelli che sono favorevoli all’aborto sono già nati”.

                      Sarà stato della vituperata Destra americana, ma come pensiero è centomila volte più profondo del tuo.

                    • @ Vanni

                      io di gente che NON sarebbe voluta nascere, in questo mondo qua, ne ho conosciuta tanta……………..

                      Reagan era un pessimo attore, OLTRETUTTO……………………………..A69

                    • D’accordo con Vale. I commenti si sa vanno dove vogliono

                  • Rispondo al commento di anonimo69 10 febbraio 2015 alle 20:48 (che bello che tu ti impegni a rispondere. Vuol dire che ci tieni e rispetti le persone con cui discuti, e ti ringrazio :-))

                    Primo (sul gender). Hai ragione da vendere, ma vorrei specificare che in scienza dell’autorevolezza non dovrebbe importare niente a nessuno. Al professorone premio Nobel di Harvard che dice una scempiaggine, essa dovrebbe essere riconosciuta come tale. Ciò non sempre accade, purtroppo. In scienza dovrebbero contare i fatti, e basta.
                    In proposito, ho guardato con curiosità il documentario di quel comico norvegese, secondo me se si cerca “il paradosso norvegese” lo trovi, mi è parso evidente da che parte stessero i fatti e da che parte stesse “l’autorevolezza” (un bambino di 6 mesi può essere influenzato culturalmente? Un neonato di 1 giorno? Basta avere figli per rendersi conto che sono panzane, a prescindere da quanto sia qualificato chi le dice). Se non l’hai visto te lo consiglio, è assolutamente “asettico”, a mio parere è migliore della maggior parte dei reportage giornalistici attuali, sono pure e semplici interviste a persone, il conduttore non interviene, non commenta, non ironizza (o ridicolizza), non si schiera, fa solo domande (che avrei fatto anch’io peraltro, e se fosse stato schierato in partenza, per qualsiasi parte, mi avrebbe dato fastidio).
                    Per questo ritengo che insegnare a scuola il gender E BASTA, come se fosse la verità rivelata, sia profondamente sbagliato, perché, a mio parere, sono molto più fondate scientificamente le posizioni contrarie.

                    Secondo (Ut.in aff.). Le intenzioni contano. Sia da un punto di vista morale, che giuridico (altrimenti andrebbe annullato il diverso trattamento tra omicidio colposo, preterintenzionale, volontario e premeditato: cambia il reato commesso? No, cambiano le intenzioni del reo. Quindi l’intenzione e la progettualità fanno la differenza).
                    Figli fuori del matrimonio se ne sono sempre fatti. Ma chi li ha fatti ne avrebbe fatto a meno.
                    Bambini abbandonati ce ne sono sempre stati. Ma chi li ha abbandonati, se fosse stato aiutato, non lo avrebbe fatto (o farebbe comunque parte della categoria precedente, avrebbe fatto volentieri a meno di farlo, il figlio).
                    Bambini orfani ce ne sono sempre stati. Ma chi li ha lasciati orfani ne avrebbe fatto a meno, di morire e abbandonare i figli.
                    Ciò di cui si discute è se sia o meno lecito mettere al monto INTENZIONALMENTE degli “orfani”. Di VOLONTARIAMENTE creare un essere umano per toglierlo alla madre, o con un numero di serie come padre e un numero indefinito di fratellastri.
                    Se sono orfano, illegittimo, adottato, me ne faccio una ragione, con fatica e sofferenza, magari, ma è così perchè MI E’ CAPITATO. Se a rendermi tale sono stati quelli che si dicono miei genitori, perché loro hanno voluto così, cambia tutto.
                    Si pensa troppo al pupo impatellato, nessuno pensa mai all’adolescente in crisi esistenziale, cui dei discorsetti sull’atto d’amore e il desiderio di paternità/maternità e i sacrifici fatti per metterlo al mondo eccetera non frega proprio niente, l’unica cosa che capisce è che ha un padre/madre che non conoscerà mai (e che magari lo ha venduto/a) perché i suoi “genitori” hanno voluto così e hanno pagato dei soldi. Secondo me è una situazione molto più problematica.

                    Ciò non toglie che questi bambini siano una grazia, un dono del cielo! Ma (quello che segue è un paradosso, non sto paragonando due cose diversissime e imparagonabili) i bambini nascono anche da uno stupro, e uno stupro non diventa automaticamente una cosa buona se in seguito nasce un bambino meraviglioso. Possono nascere cose meravigliose da fatti aberranti, per chi crede è il Mistero della Redenzione. Per chi non crede è l’imprevedibilità della vita. Nessuna delle due cose giustifica un’azione sbagliata.

                    Direi di finirla se siamo troppo OT, comunque, qua si parlava di educazione…scusa admin! 🙂

                    • @ Cacciatrice di stelle

                      brevemente,

                      sul primo punto: io sono sempre favorevole a presentare in modo problematico una determinata concezione. Se ci sono opinioni diversificate e sempre meglio dar conto di tutte. E’ bene dunque non ripetere, in senso inverso, propagandando la teoria del gender, l’errore che è stato fatto per secoli, di presentare in modo monolitico la sessualità e i gay come “mostri”.

                      Sul secondo punto: certo hai ragione, per un adolescente può essere traumatico, però, come ho detto nel mio post precedente relativamente ai figli dei divorziati,, con il tempo la gente si abituerebbe a questo nuovo stato di cose e finirebbe col sopportarla di buon grado. Ricordiamoci di quello che dice Erasmo da Rotterdam: ” Non vi è nulla di così assurdo che l’abitudine non renda accettabile”. Ciao. A69

              • @Vanni, Bariom e A69
                Ciao a tutti.
                Francamente v’ho seguito fino ad un certo punto, poi v’ho perso: in che senso uno Stato laico non dovrebbe avere dei principi? Con buonapace del card. Biffi, ce l’ha, eccome!
                Nei primi articoli la Costituzione (qualunque costituzione) “riconosce”, “garantisce” e “tutela”, ovverosia afferma dei diritti e quindi una particolare concezione filosofica e culturale della società.
                Poi gli art. 7, 18 e 19 regolano (insieme al 2 e 3) “la compatibilità” tra fede e stato laico – dove per inciso, s’intende che il il secondo non possa soccombere alla prima.
                I casi di conflitto maggiori sono stati regolati -con gli anni- dall’introduzione della cosiddetta “obiezione di coscienza”.
                In sé la scuola è quel servizio di istruzione di base che lo stato offre e garantisce a tutti. Poi, nessuno è obbligato a seguirlo: tuttavia qualsiasi genitore è tenuto a certificare la bontà dell’istruzione impartita secondo parametri predefiniti e uguali per tutti (la verifica annuale). E magari a pretenderla, aggiungerei. Idem per la cura (leggi ospedali), ed i trasporti.
                (Ma non s’è mai visto qualcuno scegliere di muoversi in città col taxi e pretendere il rimborso del biglietto del bus!)

                @annarita
                Gli stati liberali NON hanno tolto alla Chiesa alcunché! Forse non sei mai stata a Roma, evidentemente. O forse hai in mente la (liberale?) Corea del Nord, ed allora scusami, non avevo capito il riferimento.

                Ogni volta che sento parlare di scuola si apre il conflitto tra quello che vorremmo fosse insegnato (ah che belle le scuole FAES) e quello che vediamo insegnare (diabolici insegnanti moderni). Ma non capisco perché il ruolo della famiglia debba essere solo quello della scelta della scuola… ohibò ed il resto? Chi vi esime dal ricontrollare tutte le sante sere i compiti, a correggere gli errori, a discutere della vita?
                E’ come la storia del dialetto: è demenziale pensare che si debba insegnare a scuola! Se volete che le vostre tradizioni siano tramandate, fatelo, non aspettate che sia qualcun’altro…
                Detto questo, in prima elementare si hanno 2 ore di religione ed una d’inglese. Francamente sarebbe meglio il contrario.

                • @Fortebraccio, dove ho detto o sostenuto che uno stato laico non ha principi…

                  Sugli stati “liberali” e le espropriazioni alla Chiesa – con bada bene gravi ripercussioni al popolo non tanto e non solo ai possedimenti della Chiesa – a cui credo Annarita si riferisse, forse dovresti informarti meglio… 😉

                  • @bariom
                    eh,credo che qualcuno abbia rimosso dai manuali il periodo dal 1860 al 1871…

                  • Ciao Bariom
                    sai finito “a panino” 🙂 nella citazione dei principi “neutri” – che poi neutri non sono (e come potrebbero?)

                    Se annarita si riferiva agli espropri post unitari, in effetti non l’avevo intuito – credevo che si riferisse alla storia contemporanea (m’ha tratto in inganno il termine “liberale”, o meglio, l’uso che ne farei io in una discussione come questa).
                    Nell’italia preindustriale del 1860, senza dubbio quelle strutture erano anche le uniche strutture esistenti… espropriarle era anche l’unico modo per creare un’ossatura di Stato partendo dal nulla. Niente di nuovo sotto il sole della storia (si stacca il vessillo del papa, si erge quello del re).
                    Non sono molto ferrato in storia, ma ricordo comunque l’esistenza dello Statuto Albertino – che certo cancellava alcuni privilegi del Papa, ma non ne faceva polpette… non c’era Garibaldi al governo!
                    Ma in Italia, dal 1860 al 1930, ci sono stati governi anticlericali? Chiedo, non so…

                    (Anzi, credevo che annarita si riferisse al post ’45 per via della netta divisione e per la cancellazione proprio dello Statuto.)

                    buona serata

                    😉

                    • Caro Fortebraccio, non so ovviamente a cosa si riferisse precisamente Annarita (caso mai dirà lei…) se ad ogni modo ferrato o non ferrato ti interessa approfondire, se li ritrovo ti mando i riferimenti di almento un testo…

                      Poi sai per un governo/periodo che si autoproclamava liertario e liberale pertire con gli espropri di cose altrui (in modo poi tutt’altro che pacifico) per farsi un’ “ossatura” non è che sia una gran partenza.
                      Tieni anche presente che ciò che fu espropiato, al di là dei beni, era quello sì ossatura per tante opere di bene, di formazione, di concreto aiuto per le popolazioni del tempo, che con quelli espropri videro COMPLETAMENTE cancellate queste forma di sostegno… non è che furono assimilate solo per il gusto di far loro “cambiar bandiera”… cambiarono di propietario ma anche di “destinazione d’uso”.
                      Così fu e così è…

                    • “La liberazione d’Italia – opera eminentemente massonica – fu sorretta, in ogni suo passaggio fondamentale, dalla iniziativa delle Comunioni massoniche d’oltralpe”. Ad esprimersi così, nel 1988, è il gran maestro Armando Corona che prosegue: la massoneria “fu il vero ispiratore e motore” del Risorgimento “perché sua era l’idea guida della liberazione dei popoli”.

                      per gli esproprii:

                      Nel 1854 il governo del connubio Cavour-Rattazzi presenta in Parlamento un progetto di legge per la soppressione degli ordini religiosi contemplativi e mendicanti: il provvedimento riguarda 3.733 uomini e 1.756 donne, complessivamente 5.489 persone.

                      Siamo nel 1855 e la Commissione di cui Cadorna è relatore tiene a sottolineare la propria moderazione giuridica: non sviluppa fino in fondo tutte le conseguenze che si possono trarre dai principi stabiliti. La Commissione ha perfettamente ragione: è infatti ovvio che dall’enunciazione dei principi che fa propri, deriva la liceità per lo stato di sopprimere non solo gli ordini contemplativi e mendicanti, ma tutti gli ordini religiosi.

                      È altresì evidente che non solo i beni degli ordini religiosi possono venire incamerati, ma anche quelli di parroci e vescovi.

                      È chiaro soprattutto che se non appartengono alla Chiesa, perché non sono spirituali, i beni materiali degli ordini religiosi (le case e gli oggetti di proprietà di monaci e frati), a maggior ragione il Papa non può rivendicare alcun legittimo possesso di un intero, materialissimo, stato.

                      Perché allora i governanti sardi agiscono, come sottolineano, con moderazione e non tirano tutte le conseguenze da principi giuridici così ben stabiliti? Perché hanno paura della reazione popolare. Ad ammetterlo è lo stesso Boncompagni, presidente della Camera, quando apre la discussione sul progetto di legge. “Io avrei voluto che lo stato mettesse fin d’ora la mano sopra tutti i beni ecclesiastici”; purtroppo non è possibile per il momento – sostiene – perché “voi non potreste privare i parroci senza cozzare vivamente colle abitudini, colle affezioni della nostra popolazione”

                      aggiungere le leggi siccardi del 1850, le bufale dei plebisciti e la presa di due stati interi, regno delle due sicilie e stato della chiesa senza neppure una dichiarazione di guerra.
                      mi pare abbastanza per usare il termine anticlericale.

                      ( saccheggiato abbondantemente il sito http://www.kattoliko.it/leggendanera/ dove mi ricordavo si trovavano un sacco di cose interessanti in merito( vedere alla voce risorgimento e dal ” il timone”)

                    • Grazie Vale…

                      Senza contare che, giusto per guarnire la torta, espropri e quan’altro furono tuttaltro che pacifici e non tanto per le resistenze – che certo possone esserci state – ma per la gratuita e abnorme violenza sia fisica che morale esercitata…

                    • ed aggiungo,libera lettura su google ebook:

                      https://books.google.it/books?id=ekI-lOmWvD4C&dq=memorie+di+j.a.+risorgimento&hl=it

                      1861 .la storia del risorgimento che non c’è sui libri di scuola. di fasanella-grippo

                      e:

                      la verità sugli uomini e le cose del regno d’Italia
                      di F. curletti ed. tabula fati

                      in pdf su http://www.futurplastic.com/Curletti.pdf

                      prefazione

                      Sono stato per più di due anni l’agente segreto del Conte
                      Cavour. Comincerò per dire in che tempo ed in quali
                      circostanze hanno avuto origine i miei rapporti col Ministro.
                      Durante i trenta mesi circa che ho disimpegnate simili funzioni
                      sono stato incaricato di missioni importantissime ed iniziato a
                      molti segreti. Ciò vuol dire che ho veduto da vicino gli
                      avvenimenti e gli uomini che hanno occupato l’attenzione
                      pubblica in questo periodo di tempo cotanto rimarchevole.
                      Oggi che ho ripreso la mia libertà ho pensato che il racconto
                      delle mie missioni potrebbe interessare gli uomini seri che,
                      studiando la storia della loro epoca, vogliano penetrare al fondo
                      delle cose, e non si contentano di conoscerne la superficie; non
                      ho avuto altro movente per scrivere. Qualcheduno griderà
                      forse allo scandalo: è più comodo che di confutare. Ma quelli
                      che mi avranno letto e che vorranno rendere giustizia alla
                      moderazione del mio linguaggio, riconosceranno che, se vi ha
                      scandalo, non è mia colpa, ma è colpa dei fatti.
                      A quelli che si maraviglieranno perché io non mi sia nominato,
                      risponderò che appunto per ragione della natura delle funzioni
                      che esercitai, il mio nome, rimasto sempre nell’ombra, non
                      interesserebbe per nulla al pubblico, quanto alle persone
                      interessate, esse senza dubbio sapranno leggerlo sotto il velo
                      delle iniziali, e non istaranno per lunga pezza dubbiose, poiché
                      ad esse io sono assai noto.

                      J.A.

                    • Citare come esempi negativi di subdolo e aggressivo anticlericalismo le leggi Siccardi e Rattazzi mi pare proprio eccessivo.

                      La legge Siccardi del 1850 fu un provvedimento sacrosanto per eliminare alcuni residui medioevali (quale il foro riservato per gli ecclesiastici, il diritto d’asilo ecc.) che tutti gli stati europei, più avanzati, avevano eliminato. Nell’epoca delle ferrovie, del telegrafo, del liberalismo, quei residui non avevano più senso,

                      La legge Rattazzi del 1855, espropriò SOLO i beni che appartenevano a ordini religiosi che non si occupavano di predicazione, educazione e assistenza degli infermi. Con i proventi della vendita di quei beni venne istituita una “Cassa ecclesiastica” per l’assistenza economica dei religiosi rimasti senza reddito. Peraltro, poi, la vendita si rivelò un successo molto parziale e il contribuente dovette rimetterci di tasca propria per integrare le necessità di detta cassa.

                      E qui vorrei segnalare il comportamento negativo di s. Giovanni Bosco il quale predisse che casa Savoia avrebbe subito dei gravi lutti se la legge Rattazzi fosse passata. Il re fece di tutto (col Vescovo L. Di Calabiana) per fermare la legge, ma Cavour riuscì a bloccare abilmente ogni sua manovra. Morirono la madre e la moglie di Vitt. Em. II, le quali, erano 2 arciduchesse di casa d’Austria, religiosissime e contrarissime al provvedimento in questione. Non mi sembra proprio che le parole di don Bosco, in questo caso, siano state ispirate dal Dio di giustizia e dal Buon Pastore.

                      Per i plebisciti e le annessioni del Regno delle 2 Sicilie e degli altri stati italiani, effettivamente, si può discutere.

                      La massoneria volle l’unità d’Italia, ma non dobbiamo pensare ad essa come un monolite, perchè fra i massoni c’era di tutto, anche degli austriacanti e dei reazionari. A69

                • @ fortebraccio

                  dici se molto interessanti e molto condivisibili. Io ritengo però che per dirsi “neutri,” non sia necessario NON sostenere alcun principio.

                  A mio avviso può dirsi “neutro” chi sostiene principi generalissimi ammessi da tutti o quasi. E’ quando si sostengono principi che sono oggetto di controversia che, allora, NON si è più neutri.

                  Chi (a parte certi fautori di impossibili ritorni al passato) può essere contrario alla libertà di opinione, e propaganda della medesima, in politica, religione e filosofia? Chi può essere contrario, in linea di principio, alla tutela del nucleo familiare? Chi può non volere che, a tutti, sia garantito un reddito tale da permettere, comunque, un’esistenza libera e dignitosa? Ecc.

                  In questo senso la nostra Costituzione è neutra: in quanto afferma dei principi che, non solo, sono poco controversi, ma che sono necessari a consentire la coesistenza fra persone e gruppi sociali che hanno visioni del mondo fra loro contrapposte.

                  Quando, invece, viene proposta una norma che non si basa su un principio larghissimamente condiviso, quando ci sono principi opposti,che hanno ugualmente un largo seguito, allora uno stato che voglia esser ritenuto “neutro” nel senso sopra indicato, deve usare molta prudenza e deve fare molta attenzione a contemperare le esigenze di tutti i cittadini e principi di cui essi sono portatori.

                  Spero di aver chiarito il mio pensiero (per quel che vale). A69

                  • @ fortebraccio

                    riguardo ai governi dell’Italia liberale (1861-1922), ci furono dei governi più o meno anticlericali (in particolare quello di Crispi che, nel 1889, promosse l’erezione della statua a Giordano Bruno) ma tutto sommato possiamo dire che l’Italia liberale fece si “cadere” la chiesa, ma le stese un morbido materasso sul punto di caduta. Le tolse molti beni ecclesiastici, ma stabilì la congrua e concesse aiuti finanziari alla chiesa; le tolse lo stato pontificio, ma le tolse anche le problematiche e gli oneri che ciò comportava; infine lasciò al papa gli onori sovrani, il potere di avere guardie armate, e l’intangibilità, per lui e i suoi collaboratori, dei palazzi vaticani.
                    La chiesa perse molto con l’unità d’Italia, ma fu poi discretamente risarcita. Del resto Paolo VI non diceva essere stata, col senno di poi, una fortuna essersi liberati del potere temporale?
                    L’italia liberale fu laica, ma ci andò piano in quanto ad anticlericalismo. A69

                    • Ecco, anch’io la ricordavo all’incirca così.

                      (fonte wiki) ” in quanto a religione il Governo è puramente e semplicemente incompetente. Non ha nulla da fare, nulla da vedere: lascia libertà assoluta ai cittadini di fare ciò che credono finché stanno entro i limiti della legge. Ma non credo che sia nelle attribuzioni del Governo né di sostenere, né di combattere alcun principio religioso.”
                      Giolitti, 1904

                      La Chiesa perse molto, moltissimo – ma in beni, non in autorevolezza, né in ruolo sociale, e mai come autorità morale. Nonostante l’attestato cui sopra, ad esempio, il divorzio cancellato più di 80 anni prima (e reintrodotto da vent’anni in quasi tutti i paesi europei) aspetterà il 1970 per essere riammesso in Italia – giusto per dirne una…

                      Così fu e così è…

                      😉

                    • @ fortebraccio

                      ben detto, e aggiungerò che Leone XIII e i cattolici italiani, riuscirono a bloccare, nel 1902, la proposta del governo presieduto dall’integerrimo Zanardelli (l’autore del codice penale dell’89: un monumento all’intelligenza giuridica) di introdurre il divorzio in Italia.
                      Se la chiesa aveva tanta libertà e possbilità di azione, tanto perseguitata non era. A69

                    • Anche a te A69 consiglio la lettura consigliata (giù in fondo) a Fortebraccio (sempre se sussiste un po’ di apertura mentale a fonti che in questo caso si posson ben definire “alternative”… e magari un po’ più approfondite di “wiki”)

                    • @ bariom

                      Angela Pellicciari no! non ce la faccio a leggerla per più di 10 righe per volta (e molto distanziate nel tempo). Una visione alternativa del risorgimento sono disposto a discuterla (riconosco senz’altro la bontà del governo austro-asburgico, riconosco, com’è ovvio, che alla base dell’unificazione ci fossero ben concreti interessi ecc.), ma Angela Pellicciari è troppo unilaterale! troppo cattocentrica! troppo massonofoba! Come si fa a fare storiografia con questi presupposti?! Mi dispiace, ma non sono fisicamente in grado di sopportare, se non per pochi minuti, la lettura di uno scritto della Pellicciari! A69

                    • Ognuno ha i suoi limiti… tu decisamente i tuoi… 😉

                      D’altra parte se non riesci a fare una lettura decisamente “alternativa” (dal tuo punto di vista), puoi startene nelle tue idee o spingerti poco più in là… pochino, pochino…

                    • @ ariom

                      ma perbacco………………….riconosco i meriti dell’Austria, ho rivalutato le figure di Radetzki e Metternich (che governarono saggiamente), i meriti del Granduca, le discrasie provocate dalla piemontesizzaizione del regno unitario, e molte altre cose……………………..cosa devo fare? Fin dove si deve spingere la mia visione “alternativa” del risorgimento?! Fino ad Angela Pellicciari, no! Fin lì non c’arrivo! Perchè ciò significherebbe vedere il risorgimento in modo opposto MA CORRISPONDENTE alla visione agiografica e unilaterale che veniva propalata in passato. A69

                    • NON ho detto che devi “spingerti” sino sposare la/le tesi della Pellicciari… (quello sta a te, nella tua libertà)
                      Ma dato che pareva fosse “NON ce la faccio neppure a leggerle”, ti “spingevo” a superare il tuo fisico/psico/intelletual limite.

                      Tutto qui 😉

                      Alla prox

                • Io ti ho perso fino dalla prima riga.

                • Anonimo 69 : “io di gente che NON sarebbe voluta nascere, in questo mondo qua, ne ho conosciuta tanta”.

                  A chiacchiere.

                  • @ Vanni

                    a me sembrava sincera. Comunque, se sei convinto di ciò che dici, posso solo ricordare Pascal: “L’opinione è la regina del mondo”. A69

                    • @A69 tra essere sincera e passare di conseguenza ai fatti e come “tra il dire e il fare”…c’è di mezzo il mare!

                      Il che significa anche che alle volte si è si sinceri, magari convinti, ma che ce la raccontiamo ,-)

                    • @ Bariom

                      beh……….suicidarsi non è cosa tanto semplice. Ce ne sono di impedimenti! Leggetevi (se non lo avete già fatto) il discorso di KIrillov, sugli impedimenti al suicidio, dalla prima parte de “I Demoni” di F. M. Dostoevsckji. A69

                    • … e meno male che ce ne sono!!

    • Da madre che sostiene grossissimi sacrifici per permettere ai figli di frequentare una scuola cattolica, mi permetto di dissentire. Per lo meno la scuola dei miei figli non é un luogo di “deviazione culturale e morale”, ma un luogo dove la loro persona é accolta e valorizzata ed aiutata ad avere uno sguardo sul mondo a 360 gradi, oltre ad avere una impostazione educativa totalmente in sintonia con quella della famiglia. Reputo molto ingiusto dover rinunciare a tanto per dare ai miei figli ciò che tutti i ragazzi dovrebbero avere, ma penso che le battaglie ideologiche non si combattano sulla pelle dei figli. Io ho due lavori part-time: uno in un liceo cattolico ed uno in una secondaria di I grado statale. Insegno in entrambi con passione e al meglio delle mie possibilità, ma la differenza la vedo, eccome e su più di un piano. Ah, dimenticavo, ho sempre pagato tutte le tasse, anche per i complessivi 20 anni di scuola (finora) dei quali i miei figli non hanno mai usufruito. Sai qual é il vero problema? Che i primi a non filarsi per niente la scuola cattolica sono quasi sempre i cattolici…..

    • Annarita:

      …te scrivi:

      “infatti oggi gli ospedali non sono più il luogo dove si curano uomini malati o li si accompagna alla morte con i dovuti sacramenti, ma spesso sono luoghi dove si uccide in nome della libertà e della dignità della persona e di umano è rimasto poco, e le scuole sono diventate luoghi di indottrinamento.”

      Lasciando perdere le scuole, ma negli ospedali si curano più uomini malati? Dove sono questi luoghi dove si uccide in nome della libertà e dove di umano è rimasto ben poco? Ti riferisci alle scassatissime condizioni del nostro servizio sanitario o che? Li conosco anche io gli ospedali, e conosco medici e infermieri che si fanno un culo così tutti i giorni per la cura dei malati. O forse intendi denunciare casi particolari di questo o di quell’altro ospedale?
      Si fa presto a dire merda di tutto!

      • …volevo scrivere: ma negli ospedali NON si curano più uomini malati?

        • @ filosofiazzero e fortebraccio

          è inutile che vi rivolgiate ad ANNARITA, perchè NON vi risponderà. Essa è una cattolica lefebvriana, che già considera dei modernisti Bariom, Thelonious, Vanni ecc.
          Quindi, se, per lei, già questi ultimi, sono nell’errore e lontani dalla vera fede, figuriamoci noi che non ci riconosciamo più nella chiesa cattolica.
          Se Bariom e gli altri sono, per Annarita, troppo pericolosamente a sinistra, noi, per lei, siamo, come minimo, dei brigatisti.
          Ai suoi occhi, il dialogo civile fra quelli come lei e quelli come me, filosofiazzero e (penso) fortebraccio, NON è possibile. Già fa fatica coi cattolici ritenuti “modernisti”.
          Voglio tuttavia sperare che non ritenga inevitabile, con quelli come me, come unica forma di dialogo, lo scontro violento così come è avvenuto in Vandea, nella Spagna repubblicana, nel Messico del presidente Calles ecc.
          Spero che anche lei, come noi, aborrisca la violenza. A69

          • @A69, mi pare una ricostruzione un tantino melodrammatica la tua, se mi è concesso… Ella non so se sia lefebvriana, come non è detto NON risponda ad Alvise o Fortebraccio 😉

          • Di modernista e di sinistra non me lo aveva mai dato nessuno!
            Comunque Annarita dice tante cose giuste, a mio parere.

            • @ Vanni

              si vede che, agli occhi di Annarita, non sei abbastanza a destra. A69

              • @ Vanni

                devo correggermi (la mia maledetta distrazione!): Annarita si era rivolta, nei vari post che ha scritto, a Bariom e a Thelonious non a te. Ritiro il modernista e di sinistra.
                Comunque immagino che non condividerai le tesi di Annarita, fino al punto di sostenere la teoria del “Cassiciacum” (ammesso, sempre, che lei sia lefebvriana)? A69

              • “La distinzione fra una destra e una sinistra è un’iniziativa della sinistra per delimitare una parte allo scopo di escluderla e combatterla”. (J.Madiran)
                Per quanto riguarda il Cassiciacum, non so di che si tratti.

                • Nemmeno io avevo mai sentito parlare del Cassiciacum. L’ ho cercato ora per curiosità. Beh, dai allora tanto vale leggere le notizie su “Feudalesimo e Libertà”, almeno si fanno due risate

                • @ Vanni
                  da uno come Madiran non mi aspettavo di meno. Comunque se la sinistra ha avuto bisogno di delimitare la controparte, vuol dire quest’ultima era ed è BEN FORTE! E quanto mena, quando ci si mette!
                  Il cassiciacum è la tesi dei cattolici ultradizioanlisti secondo cui i papi da Giovanni XXIII in poi non sono legittimi, e, la cattedra di Pietro deve considerarsi vacante (“sedevacantismo”). A69.

  19. certo che se poi ci si mette anche il fuoco amico,nella scuola,…

    http://www.riscossacristiana.it/il-caso-dellinsegnante-di-religione-del-liceo-cardano-di-milano-la-curia-ambrosiana-ha-respinto-il-ricorso-presentato-al-card-scola-confermando-il-decreto-di-revoca-di-paolo/

    Si è chiusa nel peggiore dei modi una vicenda in cui la Chiesa milanese ha purtroppo recitato una parte ricca di ambiguità. I risultati concreti sono dannosi non solo per il diretto interessato, ma in genere per gli insegnanti di religione cattolica, più che mai nel mirino anche del “fuoco amico”. E se ne è parlato anche all’estero…
    di Paolo Deotto

    l…a vicenda del prof. Giorgio Nadali, insegnante di religione al Liceo Cardano di Milano, finito al centro di una polemica suscitata da Repubblica, che in un articolo parlava di studentesse “scioccate” (particolare inventato) dalla visione in aula del famoso video “L’urlo silenzioso”, nel quale vengono mostrate dal vivo alcune fasi di un aborto.

    …Stamane abbiamo appreso che la Curia, a firma del Vicario episcopale Mons. Tremolada, ha respinto il ricorso che il prof. Nadali aveva presentato contro il provvedimento di revoca all’abilitazione all’insegnamento, rendendo così definitiva tale revoca….

    Guardando ai dati di fatto, che sono gli unici che contano, possiamo solo dedurre che il prof. Nadali era un gran seccatore, che ha rotto l’armoniosa “collaborazione Chiesa – mondo”. Ha voluto spiegare con decisione e chiarezza che l’aborto è un male e in tal modo ha disturbato il quieto vivere. E ora si trova inabilitato, dopo ventisei anni, all’insegnamento della religione cattolica.

    Una vecchia massima, che non appartiene certo alla tradizione cattolica, bensì a quella leninista, recita che bisogna “colpirne uno per educarne cento”.

    Gli insegnanti di religione sono avvertiti: state buoni, volate basso, tirate a campare e avrete vita tranquilla. Ma se invece vorrete insistere sull’insegnamento che la Chiesa ha sempre dato, specie sui temi più scottanti, quali quelli morali e bioetici, andate a scuotere gli splendidi equilibri che sembrano diventati ormai primari in una Chiesa che non parla più di peccato, non parla più di morale, perché questi argomenti sono troppo “scottanti”.

    In Sicilia una certa società “onorata”, ma non molto, ammoniva che “chi è cieco, sordo e tace, vive cent’anni in pace”.

    Siamo davvero edificati.

  20. …ma sul sito di nessuna scuola FAES (cosiddetta) si trova scritto quanto costa.
    Diritto alla riservatezza?

  21. Filosofiazero vado a memoria:Mi sembra di aver letto 150 al mese, più 40 se vuoi il pomeridiano fino alle 18.
    Questo per il primo figlio. Per il secondo credo ci sia uno sconto del 50%, e dal terzo in poi è gratis. Sinceramente non mi sembra neanche tanto considerando che io, nel mio comune, pago 700 (!) Euro al mese per un figlio al nido comunale, e altri 300 per l’altro figlio alla materna ( sempre comunale), per un totale di 1000 Euro al mese !!!

  22. ah no forse quella che ricordo è la scuola hobbit…comunque scommetto quello che volete che la Faes costa meno di quel che pago io per la scuola pubblica.

    • Elisa:

      …e allora perché qualcheduno scrive che lui rinuncia volentieri a altre spese pur di mandare i figlioli a queste scuole sante e buone? O magari vorreste una scuola speciale in ogni quartiere di ogni città?

      • Elisa:

        …o forse te non sai che non si paga nulla per le scuole statali primarie e secondarie (libri e spese di laboratorio a parte, credo).

        • perché le tasse che sono? o forse che, siccome non ho figli,posso detrarre la spesa che lo stato dedica alla scuola?

      • scusa non ho capito bene la domanda. Ad ogni modo, come ho già detto, io non sono tra quelli che esaltano le scuole parentali e denigrano quelle pubbliche: ci sono i pro e i contro in entrambe. Il fatto è che di fronte a certi chiari di luna anche le persone come me, che non intendono certo fare crociate, sono molto tentate da queste alternative.
        Ad ogni modo, come ti dicevo, non amo affrontare le questioni in maniera ideologica per cui non ho problemi a dire che non vedo in queste scuole la panacea di tutti i mali, anzi ho i miei sacrosanti dubbi, a cominciare dalla preparazione degli insegnanti che non è garantita in nessun modo.

  23. ….ci hai ragione, è così!
    …fai un figlio anche te (andate e moltiplicatevi) e detrai (il 19% delle spese per l’istruzione)!

  24. Filosofia lo so bene ma io parlavo del nido e della materna, per me le primarie sono un discorso ancora lontano.
    Ad ogni modo io non ho nulla contro la scuola pubblica, anzi per ora ho trovato insegnanti molto bravi , competenti, e anche di buon senso: in entrambi gli asili i bimbi hanno fatto il presepe senza farsi troppi problemi.
    Tuttavia sinceramente mi preoccupa il fatto che possano introdurre alcuni cocetti ” di genere” senza dirmelo, voglio dire, discutiamo di ogni stupidaggine, ci informano allo sfinimento sulla dieta proposta e sulle analisi periodiche dell’acqua,e poi non mi dicono cose così fondamentali per l’educazione di mio figlio?
    Mi sembra un controsenso…
    La si può pensare come si vuole, e lungi da me essere irrispettosa o intollerante, ma il punto è che certe questioni attengono alla sfera morale, e su di esse i genitori e non lo stato dovrebbero avere l’unica voce in capitolo.

  25. Forse non si conosce cosa accade economicamente: ogni famiglia italiana onesta che paga regolarmente tutte le tasse, ha il diritto di accedere all’istruzione pubblica. Tante famiglie, facendo una scelta diversa, con piu o meno sacrifici, per le proprie motivazioni, decidono di pagare per un servizio di cui hanno gia il diritto. Tra le altre cose questo giochino fa risparmiare una montagna di soldi allo Stato (il 10% degli studenti italiani iscritti a scuole paritarie di ogni ordine e grado costa allo stato solo 1% del totale per la spesa l’istruzione – per me dovrebbe essere investimento!!!!). Per non dimenticare che se tutti gli iscritti a scuole paritarie (dalle materne alle superiori alle professionali) si iscrivessero presso le scuole statali collasserebbe l’intero sistema scolastico gia gravemente in crisi, senza strutture; (in tanti comuni ad esempio gli asili sono solo parrocchiali…..).
    Rispondo inoltre a coloro che pensano che non si eseguano i programmi ministeriali ricordando che esistono le ispezioni, le prove invalsi, gli esami con esaminatori esterni che provengono dalle scuole pubbliche.

  26. The Passion Alvise… The Passion…

  27. Statali o “altre”, spero, ma fortemente dubito, che ieri, giornata del Ricordo, in tutte le scuole gli insegnanti si siano ricordati di fare almeno un cenno agli esuli di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia e alle povere vittime delle foibe in cui furono bestialmente gettate migliaia di persone ad opera delle truppe comuniste di Tito.

  28. Tu hai detto di dubitare che tale ricorrenza fosse sentita e ti ho risposto che arriva una cirtrcolare a ricordarci di onorare quei morti.

  29. anche la nostra dirigente sorride; e anche noi, che magari veniamo in treno da vigevano o da legnano tutte le mattine per insegnare in una scuola pubblica di milano; una di quelle che si potrebbero definire di frontiera, con tanti stranieri di diverse etnie e spesso di recentissima immigrazione, Rom regolari e non, bambini delle case famiglia… Sorridiamo e li portiamo fuori a giocare con la neve che qualcuno non ha mai visto; sorridiamo e “diamo” molto più che la didattica, cose semplici ma necessarie, un abbraccio, un quaderno, le matite, un momento di condivisione. Sorridiamo anche quando non ne avremmo nessuna voglia perché abbiamo un genitore anziano da accudire, un figlio malato a casa (il paradosso degli insegnanti: lasci tuo figlio con una nonna se ti va bene, o una baby sitter, per occuparti dei figli degli altri), problemi di lavoro, familiari… Sorridiamo ai genitori che ci scrivono “mio figlio ha perso il libro a scuola!!!” con mezza riga di punti esclamativi e il libro è nella cartella. Sorridiamo e ci sembra assolutamente normale perché noi siamo lì per quello: sorridere e ascoltare, sorridere e insegnare, sorridere e condividere. Poi ci sono cose che non ci fanno sorridere. Per esempio sentirci dire che siamo ideologizzati, che non rispettiamo le scelte delle famiglie, che aderiamo a certe ideologie, che non sappiamo insegnare, che però ala privata cattolica sì che sono bravi. Così, a priori. Ecco, questo non ci fa sorridere.

    • @Gaia Lombardi

      Lei sorride a tutti fuorché a quelli che vogliono affrontare, senza offendere nessuno, il problema dell’indottrinamento ideologico degli alunni, quando e se c’è. Con loro fa l’ arcigna e si sente chiamata personalmente in causa. Ma riguardo all’argomento, ad esempio, del gender ha qualcosa da dire?

      • Vanni:

        …mi sembra che la risposta Gaia Lombardi già l’abbia data nel suo commento delle 11:35.

          • vanni, a lei non sembrerebbe nemmeno se glielo scrivessi in capitali… PERO’ PROVIAMO, MAGARI E’ SOLO UN PROBLEMA DI VISTA (OLTRE CHE DI UDITO, DATO CHE NON ASCOLTA). IO FACCIO ESATTAMENTE PARTE DI “QUELLI CHE VOGLIONO AFFRONTARE, SENZA OFFENDERE NESSUNO, IL PROBLEMA DELL’INDOTTIRNAMENTO IDEOLOGICO DEGLI ALUNNI, QUANDO E SE C’E'”. APPUNTO, QUANDO E SE C’E’, NON A PRIORI PERCHE’ LA SCUOLA PUBBLICA E’ LAICA E ALLORA SICURAMENTE INDOTTRINA IN MANIERA CONTRARIA AGLI INSEGNAMENTI DELLA CHIESA. SARA’ PER QUESTO CHE MI SENTO CHIAMATA PERSONALMENTE IN CAUSA???? E mi scuso con gli altri per le maiuscole.

  30. A69
    « qui vorrei segnalare il comportamento negativo di s. Giovanni Bosco il quale predisse che casa Savoia avrebbe subito dei gravi lutti se la legge Rattazzi fosse passata. Il re fece di tutto (col Vescovo L. Di Calabiana) per fermare la legge, ma Cavour riuscì a bloccare abilmente ogni sua manovra. Morirono la madre e la moglie di Vitt. Em. II, le quali, erano 2 arciduchesse di casa d’Austria, religiosissime e contrarissime al provvedimento in questione. Non mi sembra proprio che le parole di don Bosco, in questo caso, siano state ispirate dal Dio di giustizia e dal Buon Pastore.»

    Se è per questo morirono anche il fratello e il figlioletto di V.E.II.
    Ma mica li ha ammazzati don Bosco; lui si limitò a far sapere a chi di dovere che aveva sognato un valletto che annunciava “Grandi lutti a corte”.
    Ha avvisato PRIMA, non dopo. Quindi una legittima suspicione che il sogno fosse profetico ci potrebbe essere, no?
    Cos’è che la infastidisce? Il fatto che don Bosco abbia dimostrato cattivo gusto raccontando la cosa invece di tenersela per sé? Il sospetto che forse la sua speranza fosse EVITARE i lutti non la sfiora neppure? 🙂

    • Giustissimo Viviana 😉

      Peraltro è assolutamente in linea con la tradizione biblica delle “profezie di ammonimento” (la prima che mi viene in mente quella di Nathan al Re Davide… e tante ce ne sarebbero)

    • @ senm_webmrs

      un sogno del genere e l’azione conseguente (la morte di quegli innocenti) non potevano essere ispirati dal Dio della Bibbia, il quale non vuole che qualcuno paghi per i peccati di un altro (deuteronomio 24, 16). Da chi provenissero il sogno e l’azione, non so, ma certo non dal Padre e non dal Figlio. Sopratutto quando, chi di dovere (il re), ha fatto di tutto per impedire l’approvazione della legge: un Dio di giustizia punisce l’omissione non il fallimento non voluto. A69

      • A69 questa è la TUA visione del “dio di giustizia”…
        Suo due diversi Dio quelli dell’Antico e del Nuovo Testamento?

        “Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa.”

        Di chi era la colpa di Davide o del figlio suo?

        E nel caso specifico poi San Giovanni Bosco, prese una cantonata e mancò di discernimento non riconoscendo che quella profezia NON veniva da Dio – discernimento che ovviamente tu possiedi…

        • Comunque su questo argomento credo sia giusto essere molto prudenti, evitando ogni meccanicismo tra delitto e castigo intesa in senso umano. La logica di Dio è sempre più grande dei nostri tentativi di ridurla, portandoci dietro un’idea parziale di DIo (che sia quella vendicativa o miseriordiosa senza condizioni, ecc)
          Ricordiamoci anche dell’esempio evangelico della torre che crolla, sulle domande dei Farisei a Gesù e sulle sue risposte.

          • Et-et. Ricordiamoci della torre che crolla e anche di Ninive che si salvò e anche di Abramo che “mercanteggiava” col Signore (se ci sono cinquanta giusti, 30 giusti, 10 giusti, 1 giusto…). C’è posto per tutti. Per questo è più saggio non disprezzare nessuno (neanche i preti sognatori 😉 )

          • @Thelonious, dici bene (concedimi il beneficio di possedere la visone che vai indicando… 😉 che implica un minimo di conoscenza della Scritture).
            Ma non sempre si può partire con una trattazione teologica… poi normalmente non lo faccio quando l’interlocutore parrebbe saperne di ogni… il mio dire stava qui come “segno di contraddizione”…

            😉

    • webmrs.

      …ma quale legittima suspicione di che?!?! Ma Lei non La sfiora mai la consapevolezza di dire cazzate?

  31. @ Bariom e senm_webmrs

    ho esitato prima di rispondere perchè io stesso ho delle perplessità in ordine alla questione. Cero, si potrebbe replicare che il Dio dell’AT è diverso da quello del NT, nel senso che muta il suo atteggiamento. Prima c’è un popolo eletto che è sottoposto ad una legge rigida ed esclusiva, poi abbiamo un Dio che abolisce quella legge (v. Atti Ap.) e fa prevalere parole di misericordia. Quindi nell’ottica del NT, un tale giudizio feroce, che colpisce peraltro degli innocenti, non si giustifica più. Tanto più che il re, la regina Maria Adelaide e la regina madre Maria Teresa (d’Asburgo-Toscana) si erano adoperati per fermare Cavour. Ma dovevano scontrarsi politicamente con Cavour mica con Arlecchino! E non ce la fecero. Ma obiettivamente non si può dire che avessero peccato per omissione o che avessero demeritato! Davide invece aveva EFFETTIVAMENTE peccato contro Javhè.
    Un cristiano con un autentico senso della giustizia, avrebbe dovuto diffidare della bontà di quel sogno.
    Ma in verità, come ho detto all’inizio, c’è dell’altro. C’è effettivamente una contraddizione fra un Dio che in più occasioni (genesi, deuteronomio) nega che si possa colpire il giusto per l’ingiusto, e poi, invece (episodio Natan, primogeniti Egitto ecc,), colpisce i familiari innocenti di un peccatore.
    Nè può dirsi che Dio fa quello che pare e non è tenuto al rispetto delle sue stesse leggi, perchè la Bibbia afferma che Dio è un Dio “d’ordine” e quindi non può agire in modo insensato (come sarebbe colpire un innocente dopo aver detto che non si deve fare).
    Come si sana una contraddizione del genere? Contraddizione che mi fa pensare ad una battuta del pubblicista Dan Barker (“Potrai trovare 100 riferimenti biblici i quali confermano che Dio è uno spietato tiranno, “loro” troveranno 2 o 3 passi, i quali dicono che “Dio è amore”, e concluderanno che “prendi le cose fuori dal contesto”). Speriamo che la soluzione di questa “aporia” sia attingibile. A69

    • @ Bariom

      su Annarita hai scritto: “@A69, mi pare una ricostruzione un tantino melodrammatica la tua, se mi è concesso… Ella non so se sia lefebvriana, come non è detto NON risponda ad Alvise o Fortebraccio ”

      caro Bariom, avrei voluto sbagliarmi, ma ho paura di aver visto giusto. Peccato sarebbe stato interessante il contributo di una cattolica così oltranzista (e credo di non avere nemmeno sbagliato a definirla “lefebvriana” perchè, com’è noto: “qui tacuit consentire videtur, si loquere potuit et debuit”): A69

      • Credo non sbagliarmi neppure io nel dire che tendenzialmente sembri uno che vuole (o crede) di avere sempre ragione…
        O tende a volere per sé sempre l’ultima parola…

        Pur non sentendo un particolare afflato per ergermi a difensore di Annarita, potrei anche dire che lei “appare e scompare” a tratti su questo blog – avrà certamente di meglio da fare – e quindi nulla significa il suo subitaneo silenzio.

        😉

        • Subitaneo e certo momentaneo…

          • @ Bariom

            HAI RAGIONE TE su Annarita (3-4 gg. non vogliono dir nulla) e non solo; riconosco infatti anche di essere parecchio polemico e tendo ad avere l’ultima parola quando il discorso mi interessa (non credo però di aver sempre ragione, perchè sono fondamentalmente un uomo del dubbio).
            Vogliate scusare i miei difetti (chi non ne ha?).Auguro, a te e agli altri, sinceramente, la buona notte. A69

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