Peek-a-boo

di Andrea Torquato Giovanoli

Kou-Kou_by_Georgios_Iakovidis

di Andrea Torquato Giovanoli

Così poi ti ritrovi lì, seduto sul divano, di fronte a tua figlia di nove mesi acciambellata in mezzo al suo cuscinone morbido (e “acciambellata” è il termine esatto, visto che si tratta proprio di una grossa ciambella gonfiabile ricoperta da una federa in tessuto morbidoso con disegnini e gadget tattili, tipo plancia di comando dell’Enterprise, ma per bimbi già proiettati “all’esplorazione di strani mondi, alla scoperta di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima”) compiaciutamente perso a giocare al gioco del cucù: con un cuscino in mano che usi come schermo da mettere e togliere tra il tuo faccione ed il suo visino, esclamando a tempo quelle due archetipiche sillabe e rimirando beato ogni volta la sua sbalordita sorpresa nel rivederti riapparire dal nulla dopo essere scomparso alla sua vista.
E quello che ti dà vero godimento è notare come basti un semplice cuscino davanti agli occhi per far credere alla tua amata pargoletta che davvero sei sparito, come per magia, perché realmente lei, non vedendoti, non si rende ancora conto che tu sei semplicemente nascosto, ma crede che tu proprio sia scomparso e non ci sia più. Così come quando poi ti rivede, ancora ingannata dal trucco del cuscino tolto di mezzo, è rapita di meraviglia nel rivederti ancora lì, ignara del fatto che tu in realtà non ti sei mai mosso.
Allo stesso modo in cui, quando poi ti alzi e riprendi il tuo sfaccendare domestico quotidiano, finché rimani nella stessa stanza in cui anche lei si trova, rimane buona e tranquilla, tutta presa a smanettare i giochini del suo ciambellone, e nemmeno ti degna di uno sguardo, poiché ti sente e sa che sei a portata d’occhio: le basta alzare lo sguardo a conferma della tua presenza vicino a lei, così può dedicarsi alle sue cose rassicurata che tu sei lì, comunque a sua disposizione in caso lei lo voglia.
Poi però cambi stanza, anche solo per un attimo, e lei subito si guarda intorno, cercandoti, e siccome non ti vede, così come quando ti nascondevi dietro al cuscino, pensa che tu sia scomparso e, sentendosi abbandonata, scoppia in pianto, perché tu accorra subito, riapparendo magicamente com’eri scomparso.
Perciò ti fermi, sbalordito e un po’ sconvolto anche, poiché in quel momento ti rendi conto come anche tu faccia allo stesso modo con quel Padre di cui sai essere figlio amatissimo: quel Genitore che sempre c’é per te e per ognuno, ma che se per un momento ti nasconde il Suo volto dietro al cuscino di un frangente tribolato di vita, anche tu subito ti senti perso, non avvertendo più sensibilmente la Sua vicinanza, e allora lotti contro il dubbio che Lui non ci sia mai stato, e talvolta inveisci dentro (o anche fuori) recriminando la Sua assenza, oppure immediatamente sbraiti a gran voce, come fa la tua piccina, per richiamarlo a te, che credi se ne sia andato.
Ma invece Lui é lì, forse ancor più vicino: è solo che sta in silenzio, nascosto nelle pieghe delle circostanze misteriose del vivere, ma comunque presente, anzi, proprio in quei momenti presente come non mai.
Perché a differenza di come fai tu con tua figlia, il Padre tuo che è nei Cieli, nel Suo Figlio Vivo è più che mai in terra, proprio accanto a te, ed Egli, al contrario di te, ha un’unica faccenda di cui occuparsi in ogni istante: la tua felicità vera.

8 commenti to “Peek-a-boo”

  1. Bellissima l’immagine e la similitudine…
    io ne vedrei un’ altra di similitudine(giusto per partire sempre dall’esperienza diretta e nello specifico da quella familiare):quella del bimbo(è il caso di entrambi i miei figli,il primo oramai ha 5 anni, la seconda 10 mesi) che sebbene la mamma o il papà si allontanino( in giro per la casa tra varie stanze, lasciandoli al nido, affidandoli ad altri parenti) restano perplessi solo un istante ma senza piangere e poi l’istante dopo si guardano intorno per esplorare l’altrove e per godersi la nuova avventura. Questi bambini portano nel cuore l’immagine della madre e del padre e sono certi della loro esistenza e “presenza ovunque” oltre l’apparenza circostanziale, sono certi del ritorno al quale sono destinati e nell’attesa mettono in ogni cosa, in ogni passo quella sicurezza appresa dall amore materno e paterno , tanto che a detta di chi nel frattempo se ne cura (le maestre, la nonna o il genitore stesso nel ruolo di osservatore esterno) sono stati bene, se la sono perfino saputa sbrogliare bene nelle avversità piccole e grandi(la contesa di un gioco ad esempio) senza ricorrere ad aiuti esterni ma seguendo i soli insegnamenti genitoriali(parto sempre da caso specifico dei miei figli).
    Questo per dire che è’ importante guardare anche a questo aspetto dell’animo umano, non solo ai dubbi , alle cadute, ai tradimenti o smarrimenti , ma anche a quei momenti in cui nonostante l’apparente l’assenza del Padre e della Madre , non dimentichiamo da dove veniamo e con questa certezza sperimentiamo la vita e mettiamo a frutto (come per il Vangelo di questa domenica) i talenti che Dio ci ha lasciato in prestito , e, così siamo fieri , felici e pronti a dar conto del nostro operato al Suo ritorno.

    • E non dimentichiamo il grande dono dei fratelli e delle sorelle, vicino a te quando non vedi il Padre, ti sei annoiato con il ciambellone Enterprise, e cerchi Altro…grazie a Dio io ho una famiglia di fede numerosissima. Di cui fate parte anche voi! Buona giornata a tutti.

      • È verissimo….
        a me in un momento di buio totale, mia figlia ormai 18enne ( senza sospettare cosa potesse significare x me) dice: ” mamma ti ricordi di quella volta in cui da piccola mi sono nascosta in casa?!Mi cercavi ovunque..tu non mi trovavi, ma io c’ero!”
        ….In quello stesso periodo, era quasi Natale, luci alberi presepi e regali da comprare, mi mettevano addosso un’angoscia profondissima xche percepivo solo la voragine della Sua assenza e mi ritornava in mente quell’inno ” vieni o Re messaggero di pace dona al mondo il sorriso di Dio” per la prima volta ho capito che quel sorriso era proprio Gesù Bambino…ma continuavo a riconoscerlo solo come assenza….così in confessione( senza spiegare tutto questo) ho detto di questa mia ricerca senza esito….il sacerdote mi ha risposto: ” Sai cosa fare Dio mentre tu lo cerchi?!…SORRIDE!”
        🙂

  2. Grazie, immagine meravigliosa.

  3. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Un post molto bello e molto poetico, che con piacere condivido con i lettori del mio blog.

  4. “Ma invece Lui é lì, forse ancor più vicino”

    Messaggio di tenerezza:
    Ho sognato che camminavo
    in riva al mare con il Signore
    e rivedevo sullo schermo del cielo
    tutti i giorni della mia vita passata.
    E per ogni giorno trascorso
    apparivano sulla sabbia due orme:
    le mie e quelle del Signore.
    Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
    proprio nei giorni
    più difficili della mia vita.
    Allora ho detto: “Signore
    io ho scelto di vivere con te
    e tu mi avevi promesso
    che saresti stato sempre con me.
    Perché mi hai lasciato solo
    proprio nei momenti più difficili?”.
    E lui mi ha risposto:
    “Figlio, tu lo sai che io ti amo
    e non ti ho abbandonato mai:
    i giorni nei quali
    c’è soltanto un’orma sulla sabbia
    sono proprio quelli
    in cui ti ho portato in braccio”.

    Grazie di questo bel post!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: