di Francesco Bellotti per La Gazzeta della Spezia
Una giornalista televisiva, Costanza Miriano, un giornalista ex-deputato e tra i fondatori del Partito democratico, Mario Adinolfi, uno psicoterapeuta, Marco Scicchitano, e un sacerdote dell’oratorio di San Filippo, Padre Maurizio Botta. Sono loro i “quattro moschettieri” che lunedì sera a Lerici, nell’ambito della Festa di Avvenire, hanno tenuto l’incontro-dibattito “Contro i falsi miti di progresso”, che ha tenuto in Rotonda Vassallo fino a tarda ora, anche quando i tuoni minacciavano il temporale, un pubblico attento e partecipe, di oltre quattrocento persone, molti dei quali giovani e famiglie.
I bambini devono sapere da dove vengono, dove sono le proprie radici». Padre Botta ha anche richiamato le parole di Papa Francesco, che, a proposito della diffusione dell’ideologia del “gender” nelle scuole ha parlato di “campi di rieducazione”. «Da cattolici, non possiamo mercanteggiare. La nostra fede è incompatibile con l’ideologia del gender». Il primo libro della bibbia, la Genesi, dice che “maschio e femmina Dio li creò”, «nessun altro attributo, pur importante, viene citato». Gli uomini sono fatti a immagine e somiglianza di Dio. E tale somiglianza prevede la mascolinità e la femminilità, una diversità che rivela l’essenzialità della relazione, come per il Dio trinitario. «Le donne sono discriminate, ma in quanto madri» – ha proseguito Costanza Miriano. «Il femminismo ha adottato le logiche maschili, ma è felice una donna che è uguale ad un maschio? La femminilità esalta l’accoglienza e la dolcezza. Le catechesi che fa il mondo (anche il mondo fa le sue catechesi) creano invece delle donne tigri». Manca ambizione e fantasia. «Bisogna lottare non per le quote rosa, ma per la tutela della famiglia». Bisogna affermare che è un valore che la mamma si possa fermare a casa fino ai tre anni del figlio. «Non dico che poi debba ritrovare la carriera, ma almeno la scrivania». Il femminismo ha cercato di liberare la donna dal condizionamento del proprio corpo. Ma così «si è passati dalla schiavitù del marito a quella del capo-ufficio».
Lottiamo per la biodiversità e per il mais, ma siamo indifferenti, anzi promuoviamo la cancellazione della diversità umana che porta la vita», ha concluso Bellaspiga. «Io richiamo gli “haters”, gli odiatori di professione», ha esordito Mario Adinolfi, invitando il pubblico a controllare il suo profilo Twitter. «Sapete perché? Perché nel libro “Voglio la mamma” ho dichiarato in modo apodittico due cose: ogni figlio nasce da un uomo e una donna; e le persone non sono cose. Gli “haters” affermano invece che anche Pino e Ugo fanno nascere figli, e che questo è un “diritto incoercibile”, come sostiene la Corte Costituzionale. Secondo loro, noi siamo medievali. In realtà, si tratta solo di una compravendita, a vari strati. Perché la genitorialità viene frammentata. Prima serve l’ovulo, che si ottiene con bombardamenti ormonali. Poi si affitta l’utero, tipicamente da donne in paesi poveri o in via di sviluppo. Questo è sfruttamento dell’uomo sulla donna». E la giurisprudenza italiana ha già di fatto legittimato tale pratica. «Cosa c’è di più democratico, di rilevante per la democrazia che discutere sulla nascita e la vita degli essere umani? Invece il PD, di cui ero membro, pretende che questa esperienza diventi la norma, e chi si oppone è medievale. La legittimazione delle famiglie arcobaleno è un’emergenza? Vengono letteralmente fabbricati dati falsi. Secondo arcilesbica, i “figli” di coppie omoseseuali sono duecentomila. Secondo l’ISTAT, 475. Questa lobby, questo club si oppone al ragionamento di un popolo, sfruttando abilmente il mondo della comunicazione, dove è chiaro che Platinette sa asfaltare Giovanardi. Si sente dire: “che male c’è se quei due si vogliono bene?” Rispondo con le parole di Filumena Marturano, commedia di Peppino De Filippo, comunista, senatore a vita: “i figli non si pagano”. Quando ci dicono che siamo medievali perché ci rifacciamo al cristianesimo, rispondiamogli con un ragionamento laico. Il tempo in cui le persone erano cose era due millenni fa. C’era la schiavitù e l’imperatore, con il semplice giro di un pollice, decideva della vita e della morte delle persone. Sono loro i retrogradi. La lotta alla schiavitù la facciamo noi». Rispondendo ad una domanda del pubblico, Adinolfi ha citato il caso di Brendhan Eich, genio dell’informatica, che ha dovuto lasciare immediatamente la carica di amministratore delegato di Mozilla perchè sei anni prima aveva finanziato con 1000 dollari la campagna per un referendum, poi vinto, per inserire nella Costituzione della California la nozione dell’unicità del matrimonio tra un uomo e una donna. «Non c’è un vero interesse a fare una famiglia omosessuale, non si risponde ad un vero bisogno. E’ solo una rimodulazione di soldi e potere, un occupare degli spazi. Basti pensare ai deputati che diventano tali solo in quanto omosessuali. Le nozze gay sono legge solo in 16 paesi su 201, non in tutto il mondo. All’inizio c’è il boom dell’entusiasmo, poi il calo delle registrazioni. Non è un bisogno, è una lotta ideologica per soldi e potere. Ma, per ottenere questi, si minano le fondamenta della società. Cosa ci potrebbe essere di più violento?» Ha chiuso la serata Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”. «Il nocciolo della questione è che si vuole togliere dalla nascita di un figlio il fattore fondamentale dell’incontro tra due persone. Con la fecondazione artificiale, si passa presto dal bancone di un laboratorio a quello del mercato. Questo è il grande inganno. La nostra non è una battaglia né di destra né di sinistra. Ha le radici nel cristianesimo, ma vale per tutti. Molti fratelli dei bambini che nascono in laboratorio rimangono congelati. Sono le vittime di un’illusione per la quale la perfezione fisica è garanzia di felicità. Ma, anche ammesso che si possa realizzare il fisico perfetto, chi può dire se la sua psiche sarà perfetta? E se succede un incidente? Questa è la presunzione di mettersi al posto di Dio creatore o comunque dell’amore, che muove il mondo». «Spero che tutti capiscano che il problema è il mettere le mani sui bambini. Tra qualche anno sarà chiaro a tutti questo “neo-colonialismo” sul corpo della donna. Le donne fattrici. In India ci sono intere città fabbriche di uomini, a beneficio di coppie omosessuali ma anche etero, “per non rovinarsi la linea”. Dicono che siamo omofobi. Ma ci sono persone omosessuali che capiscono benissimo che intendiamo semplicemente difendere i più deboli e l’ “umano”. E continueremo a farlo».

up patrots to arms
L’ha ribloggato su Buseca.
…uno psicoterapeuta(SIC!!!) Marco Scicchitano
Da una morente Unità un barlume, quasi un sussulto, di buonsenso
http://la-porta-di-manetta.comunita.unita.it/2014/07/31/sogno-una-sinistra-popolare/
http://la-porta-di-manetta.comunita.unita.it/2014/07/30/eterologa-i-figli-di-frankenstein/
Che è poi il discorso sulla sinistra che fa Adinolfi mi pare.
“Secondo arcilesbica, i “figli” di coppie omoseseuali sono duecentomila. Secondo l’ISTAT, 475.”
Ma a sentire voi sembrerebbe che quasi ogni famiglia (cosiddetta) sbavi per un “utero in-comodato”.!
Occhio, che l’offerta crea la domanda.
Siete splendidi, cari amici! Tutto il mio sostegno! Vi leggo e… vi copio, posso vero? La Provvidenza ha messo anche voi nella mia strada di sacerdote, assieme a tante altre voci, in questi miei primi 25 anni di servizio nella Chiesa. E’ una gioia infinita portare avanti il progetto del Signore, aiutando giovani e adulti a definirsi o a ri-configurarsi “sulla Sua parola”. E, come proclama oggi il vangelo, dove vi è Gesù c’è il miracolo dell’abbondanza che si diffonde, e tutti vengono nutriti, “non di solo pane”!
Grazie a Francesco Bellotti per questo articolo! 🙂
…Un concittadino spezzino. 😉