4 – Diario dalla Terra Santa. Nazareth, sulle orme della Famiglia

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di Costanza Miriano         

Apprendimento numero uno della visita in Israele: il cibo orientale che si mangia a Roma non ha niente a che vedere con questo. Magari è pure buono, ma è un’altra cosa. Questo qui – falafel, humus, pita, verdure coloratissime – ha un altro profumo, un altro sapore, un altro tutto (come la pizza londinese, d’altra parte: una delle peggiori esperienze gastronomiche della mia vita, se escludiamo quelle che ho preparato io). Basta sorvolare sulle condizioni igieniche, almeno apparenti, delle mani dei ragazzi che ci servono. D’altra parte io ho anticorpi grossi come conigli.

Davanti alla Basilica dell’Annunciazione un gruppo di musulmani prega all’aperto. Avevano chiesto di costruire una moschea sulla piazza davanti alla Chiesa, non hanno ottenuto il permesso, ma pregano lo stesso. Sono dieci anni che si litiga per questa cosa, qui. Li osservo, ma con discrezione, mi sembra di violarne l’intimità, come se guardassi qualcuno nudo.

10394799_10203262002263777_8950928031951100898_nMa c’è poco tempo, ho fretta di tornare, dopo la messa di stamattina (era solo stamattina?) nel luogo in cui l’angelo ha annunciato a Maria che avrebbe concepito il figlio di Dio; vado, come mi scrive la mia amica Giuli (non rispondo agli sms sennò vado sul lastrico, ma li ricevo gratis) “all’origine di quell’avvenimento che ci ha presi così come siamo, gratuitamente. E chi lo incontra davvero non ha più paura di perdere niente… Lui ci fa essere più noi stessi di chiunque altro”.

 

La casa in cui abitava quella sedicenne “presa da grande turbamento” (e ti credo) è protetta da una grata, ma stranamente non è presa d’assalto dalla gente. C’è silenzio, anche grazie alla vigilanza dei volontari che la custodiscono, e c’è modo di stare davvero raccolti. Per qualche momento anche in intimità con la Madonna, per poter presentare tutte le persone bisognose di una sua carezza che si sono raccomandate a me. Andando rileggo Isaia, quel passo in cui Acaz dice di non voler chiedere al Signore un segno, per non tentarlo. E Isaia risponde: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.” E mentre leggo penso che a volte anche noi non osiamo chiedere abbastanza, siamo un po’ troppo educati con Dio, mentre a volte bisogna anche arrabbiarsi con lui (lo ha detto il Papa, peraltro…). In realtà è che noi in fondo in fondo pensiamo di non meritare niente, e sarebbe anche vero, se non fosse che i regali Dio non ce li fa per meriti ma perché ci vuole bene e basta.

Lì vicino c’è anche la chiesa di San Giuseppe, dove Gesù ha vissuto da bambino, e dove era il laboratorio del falegname, del modello di vero uomo. Accarezzo la pietra sulla quale è scritto che lì, in quel luogo, Gesù per molti anni è stato sottomesso ai suoi genitori, e penso a come la famiglia sia la via della salvezza in questa reciproca sottomissione, in questo obbedirsi, in questo lavorare sui propri spigoli, su di sé (avete capito ragazzi? Smettete di spernacchiare la vostra “figura materna”, come mi chiamate).

Andando a Cana mi imbatto, in attesa del pulmino, in un negozio kitschissimo, e scommetto con me stessa che io riuscirei a fare shopping anche lì. Ma è troppo facile, perché io sono kitsch dentro, e così compro una camicia talmente brutta che scollina, fa il giro e diventa non dico bella, ma quasi guardabile. Uno pensa che tutto quel tripudio di pizzi e sbuffi sia ironico. Le mie amiche di classe mi ripudieranno, ma è una questione di principio. Una vera donna deve trovare qualcosa da comprare ovunque. E poi basta non dire che l’ho pagata 29 euro a Nazareth, ma 290 a Biarritz.14065850768_ec54b55d0c_c

A Cana prego per tutte le coppie sposate o da sposare che conosco, e per motivi libreschi ormai ne conosco una vagonata. Prego per quelli a cui sembra che sia finito il vino, prego perché Maria ogni volta per ognuno di loro convinca Gesù a fare di nuovo il miracolo di una vita capace di intrecciarsi con la vita di un altro, il miracolo del coraggio di non strapparsi via da quell’altra carne che è ormai parte della nostra, anche quando sembra divenuta estranea. Non lo è. Noi possiamo esserci sbagliati, ma Dio no.

Il nostro pulmino ci porta adesso sotto il livello del mare, sul lago di Tiberiade. Lo vediamo solamente, domani lo visiteremo. Per il momento abbiamo solo preso posto in albergo, e lottato per due ore per cercare la linea wi-fi. Sto con la finestra aperta, magari il vento mi porta qualche onda elettromagnetica in più e riesco a mandare questo post. Niente onde, ma a un certo punto dalla finestra entra un piccione. Per un momento mi viene il dubbio che sia della specie viaggiatore, mandato da admin a ritirare fisicamente il post. Che poi secondo me quello rimarrebbe sempre il metodo più sicuro.

La serata finisce vicino al kibbutz Ginnosar, sempre zona mar di Galilea: siamo ospiti di un ristorante che si chiama Ktsy Hanahal, e non posso dire quante cose buone ho mangiato: salse di verdure, spezie, erbe aromatiche, humus, insalatine con ogni ben di Dio, profumate di ricotta salata e cumino e menta e cardamomo e semi di sesamo e papavero…. Credo che al ritorno sarò triplicata, mi presenterò con un cartello col mio nome appeso al collo, nella speranza che i figli mi riconoscano ancora (ragazzi, sono quella con le scarpe gialle).

foto di Leonora Giovanazzi

55 pensieri su “4 – Diario dalla Terra Santa. Nazareth, sulle orme della Famiglia

  1. Emilia

    Cara Costanza, ti seguo da tanto in silenzio( perché sono timida e un bel po’ imbranata con il pc) ma oggi mi oso: devo chiederti una preghiera anche per me , per la mia famiglia. Il Signore sa quali sono le nostre preoccupazioni….chiediglielo forte anche tu di aiutarci. Grazie cara Costanza.

  2. Marco diamanti

    Sono tornato da poco dalla terra Santa. Abbiamo fatto un pellegrinaggio a piedi da Old Jaffa a Gerusalemme.

  3. alessandra

    Cara costanza ti seguo da tempo sul blog e su fb e da tempo ho il tuo libro. Abbiamo interessi comuni e la stessa visione della vita e per questo mi sento tua amica… stamanii hai anche fatto piangere con quell’accenno al fatto che Dio non si è sbagliato…
    È che la famiglia a volte ( spesso) è un pochino faticosa e ci si scoraggia…prega per tutte le nostre famiglie: abbiamo davvero tanto bisogno di aiuto. .un abbraccio Alessandra

  4. p. giuliano naldi

    padregiuliano
    Ecco dove è andato a parare quel piccione!.. Grazie, Costanza, per la preghiera del vino a Cana. Continua così. Ti accompagno col mio rosario.

  5. Corrado

    Che bello rivivere, con i tuoi post (così arguti, gioiosi e profondi), il mio (il nostro, ci capiamo!, dopo 42 anni assieme, come dirlo?) indimenticabile pellegrinaggio in Terra Santa. Grazie! Una piccola preghiera anche per mio figlio e la sua famiglia.

  6. Grande Costanza! … davvero: rivivo quei momenti passati in TS (sembra una malattia rara 😀 scritta così…) come fosse oggi! Tra 13 giorni esatti, mi sposo… PREGA anche per me 🙂 che qui c’è bisogno non per magia … ci sono troppe interferenze quotidiane nella Vita e l’unica Parabola DEVE essere sempre e comunque Lui! …il Vangelo sarà quello di Tiberiade – è stata un’emozione UNICA

  7. Pingback: Nazareth e Cana / Frammenti di realtà. Photoblog

  8. Andrea

    Cara Costanza…ti chiedo una preghiera per me e la mia famiglia..affidaci a Maria..chiedile di aiutarci a capire quale è la volontà di Dio per noi..ti ringrazio infinitamente!!

  9. matrignadicenerentola

    Costanza, grazie per queste cartoline dalla Terra Santa! Ricordati anche di noi nelle preghiere

    Emilia, le tue parole risuonano con i miei pensieri… pregherò anch’io per te e per la tua famiglia. e penso faranno lo stesso tanti lettori del blog. In bocca al lupo…

  10. Emilia

    Cara Costanza, la tua risposta premurosa ( proprio a me che son l’ultima arrivata) e’ il segno concreto della tenerezza della Madonna. … tanto concreto da sentirne l’abbraccio fisico e piangere di gioia e gratitudine. Grazie.

  11. Anna Rossini Marcuzzo

    Costanza, ormai ti considero un’amica, una dei tanti cirenei anche inconsapevoli ma divinamente consolatori che il Signore mi ha mandato per aiutarmi, mentre cerco con tutte le mie forze di seguirlo, portando la durissima croce di sposa spezzata (dopo trent’anni di matrimonio, da tre anni – numeri che parlano! – diversamente moglie di un uomo in fuga da se stesso…). So che il nostro Amante ci attende tutti per compiere fino in fondo il progetto d’Amore a cui siamo irresistibilmente chiamati, e leggerti mentre ci racconti del tuo Incontro con Lui, con la Sua Mamma e il Padre nella quotidianità di un luogo affacciato sull’eternità mi riempie di gioia, di allegria, di certezza…
    Istintivamente io ti ho aggiunta, insieme alla tua famiglia, alle mie quotidiane preghiere di affidamento e ringraziamento, tu, per favore, portaci a Cana, non abbiamo più vino…
    Anna che ama Marco

    1. Sara

      Anna, pregherò anch’io per te! La tua testimonianza è splendida e splendido è il modo in cui ti sei firmata!
      Preghiere assicurate anche per tutti gli altri frequentatori del blog che le stanno chiedendo a Costanza.

      1. Anna che ama Marco

        dolcissima Sara, grazie!!! La preghiera dei fratelli è ciò che sento arrivare a sostenermi ogni volta che barcollo…e quindi non mollo!!

  12. Alessia

    Costanza, sei bravissima. Ringrazio mia zia Barbara per avermi fatto conoscere te! Domenica 1° Giugno io e Massimo ci sposiamo e anche noi vorremmo visitare la Terra Santa. Il viaggio di nozze per ora non lo faremo ma chissà, magari prossimamente anche noi saremo lì. Un bacione. Alessia

  13. ggaia lombardi

    ciao costanza. fai un buona viaggio dell’anima. e, se puoi, fai un accenno alla Mamma per mio figlio Alvise. grazie.

  14. Sara

    Grazie, Costanza! Questa splendida pagina del tuo diario sembra scritta per me! Prega per la mia famiglia, perché io oso sempre chiedere tanto e mi capita davvero di arrabbiarmi con Lui che non risponde e non concede; poi penso a cosa rispose a Giobbe e allora Lo sento dire anche a me: “sai fare tu una stella? e un animale?” e capisco di dovermi fidare anche dei suoi silenzi e dei suoi “ancora no”, ma è tanto difficile… contiuo a pregare: se puoi lascia a Cana e in quella terra benedetta anche le mie insistenti richieste. Grazie!
    P. S.: Emilia, Lucia e Fabio, vi aggiungo anch’io alle mie preghiere!

  15. angelina

    Come mi piace questa corrispondenza! Una cronaca praticamente in diretta, e non solo. Richieste fiduciose e risposte immediate dalla terra Santa (insomma, Costanza, non sei poi così “a-tecnologica” come dici!)
    Mi permetto di aggiungere anche la mia piccola richiesta, una preghiera per la mia famiglia. Grazie Costanza. Ti penso in luoghi che ho conosciuto tanti anni fa, ormai saranno diversi, ma il sepolcro vuoto è sempre quello. Buon viaggio.

    E grazie a Emilia e matrignadicenerentola, sì anch’io mi associo ai vostri desideri.

    1. angelina

      E a Sara, Lucia, Fabio, insomma a questo stupendo “luogo” che è la comunione tra tante persone.

  16. Giusi

    Costanza per Camilo Lozano nato con mezzo cuore che a tre anni dovrà subire il terzo intervento a cuore aperto e che è già un miracolo del Signore!

    Affidalo a Gesù sul Santo Sepolcro! Grazie

  17. Immagino Costanza che nei vari Santi Luoghi, srotola non i rotoli della Legge (cosa peraltro che una donna non può fare) ma quello delle “intercessioni”… 😉

    Per nostra fortuna, Dio Nostro Padre è talmente Buono e guarda alle intenzioni del cuore, che un “…ricordati di TUTTI coloro che mi hanno chiesto una preghiera…” sarà sufficiente. 🙂

    1. Emilia

      …. Io ci credo che Costanza ha pregato” per me “, proprio per me. E credo che lo abbia fatto per ognuno in particolare…. poi lo ha fatto per TUTTI quelli che si sono raccomandati ma dei quali non ricordava i nomi e …..vuoi che si sia dimenticata di quelli che non hanno avuto il coraggio di chiederle una preghiera o di quelli che pensano di non averne bisogno?

      1. Ciò che volevo dire cara Emilia (anche con un battuta che speravo risultasse “solo” simpatica…)
        non andava a demerito di Costanza o a dubitare che lei faccia di tutto per ricordarsi di tutti, ma a sottolineare che l’intercessione verso Dio (grazie a Dio), va oltre la nostra esigenza di sentir pronunziare il nostro nome e/o di credere che questo venga fatto, anche se è certamente di conforto saperlo e crederlo.
        E anche questo è avere fede in Dio.
        (e fiducia in Costanza…) 😉

  18. marianna

    Ti chiedo una preghiera per me e la mia famiglia… te la chiederò ad ogni post. Mica dobbiamo chiedere solo a Dio… 🙂

  19. Leila

    Cara Costanza, ti posso affidare le mie intenzioni? per favore…
    ti abbraccio …e ti auguro buon viaggio 🙂

  20. “A Cana prego per tutte le coppie sposate o da sposare che conosco, e per motivi libreschi ormai ne conosco una vagonata. Prego per quelli a cui sembra che sia finito il vino, prego perché Maria ogni volta per ognuno di loro convinca Gesù a fare di nuovo il miracolo di una vita capace di intrecciarsi con la vita di un altro, il miracolo del coraggio di non strapparsi via da quell’altra carne che è ormai parte della nostra, anche quando sembra divenuta estranea. Non lo è. Noi possiamo esserci sbagliati, ma Dio no.”

    Mi piace…
    …………………..

    “…quella con le scarpe gialle” e una brutta camicetta addosso, pagata 29 euro a Nazareth 😉

  21. Paolo

    Ciao Costanza, sicuramente non ti ricorderai, dato che vedi e senti tantissime persone ogni giorno. Hai fatto una dedica sul libro a me e mia moglie l’altra sera all’Antonianum, “arruolandoci nella Compagnia dell’Agnello”. Ti chiedo di ricordare anche noi e le nostre tre piccole pesti nella preghiera. Buon proseguimento. Paolo

  22. 61angeloextralarge

    Mi unisco, come Giuliana e altri, alla preghiera di Costanza per ogni “abitante vecchio e nuovo” di questo blog. Poca cosa, lo so e non dalla Terra santa… ma non si sa mai…

    Costanza, grazie di cuore per questa cronaca: ci voleva proprio. Smack! 😀

  23. Cristina

    Costanza,
    è la prima volta che scrivo nel blog. Ti chiedo con tutta umiltà di portare difronte al Signore le sofferenze psichiche di mia figlia Anna, adolescente “ammalata di vuoto” per aver perso la Fede! Grazie!

    1. Anna che ama Marco

      Davvero forza, Cristina, e conta sulla preghiera della mamma di quella adolescente e immensamente grande Maria di Nazaret, della quale porta (come me!) il nome. Di sicuro non la lascerà cadere nel vuoto… Anche perchè ci sei tu, che glielo riempi, con la tua preghiera e il tuo esempio!

  24. alessandra

    Ciao Costanza, sei tutte noi! Ho respirato l’aria della Terra Santa attraverso le tue parole: chissà se un giorno ci andrò anch’io, naturalmente con marito, figlio ed eventualmente la fidanzata di quest’ultimo. Se ti ricordi, recita una preghiera anche per noi: abbiamo qualche problemino, economico soprattutto, e questo ci sta facendo perdere la pace in famiglia. Grazie per la preghiera.

  25. Emilia

    … Nelle mie preghiere di questa sera ricordo ognuno di voi con affetto e gratitudine. ( scorro ogni commento per non dimenticare nessuno…. naturalmente in cima alla lista c’è Costanza ma son certa che siete tutti d’accordo).

  26. Lalla

    Cara Costanza, come tanti purtroppo conosco tante coppie di amici che hanno finito il vino, per cui prego insistentemente. Puoi aggiungere anche loro alla tua lista, per favore? A volte la speranza barcolla un po’ e la costanza (con la minuscola) traballa… Osiamo chiedere! Grazie per questo post, che ravviva la fiamma! 🙂

  27. Giusi

    Oggi è Maria Ausiliatrice (la Madonna di Don Bosco). Essendo devotissima di entrambi ho seguito in diretta in mondovisione su Tele Pace la solenne processione a Torino col Cardinale Nosiglia. In studio a commentare c’era l’intervistatore con un sacerdote salesiano (ho capito che lo era perchè lo ha chiamato Don, da null’altro si capiva). A parte il fatto che avrei preferito seguire la cerimonia senza commenti, a un certo punto questo sacerdote (evito di proposito di fare il nome) ha detto che il Magnificat che solitamente viene detto a cantilena è in realtà un canto di lotta che sarebbe piaciuto a Che Guevara! Ma cos’è una gara a chi la spara più grossa? Dai rosari inespressivi al Magnificat a cantilena? E poi perchè sarebbe piaciuto? Perchè non gli è piaciuto? Forse che la Madonna e il Magnificat non sono precedenti a Che Guevara? Di grazia qualcuno ha visto qualche filmato di Che Guevara col mitra in mano che cantava il Magnificat? Ma perchè ci tocca sentire queste cose? Perchè? UOMINI DI CHIESA ABBIATE PIETA’ DI NOI! ABBIATE PIETA’!

    1. 61angeloextralarge

      Giusi: un’altro pretino inneggiava al Che e invece delle preghiere insegnava ai bambini le canzoni su di lui. Risultato? Si è tolto la tonaca, che non portava – anche lui non si capiva che era prete. Molto triste. Soprattutto se in mondovisione.

      1. Certamente l’abito non fa il monaco…
        Ma il buon monaco, porta l’abito.

        😉

        Per mille e più motivi… ( se uno non li ha compresi – escluderei il “non li conosce” – viene da dire: “che te li spiego a fare…?” 😐 )

  28. Ho visitato di recente alcuni dei luoghi di cui parli. Quelle atmosfere sono state la parte bella della mia troppo sciccosa crociera. Complimenti per l’articolo.

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