Omofobo a chi?

P.zza Montecitorio, flash mob contro l'omofobia

di Andrea Piccolo

Mi è capitato durante un viaggio sul treno veloce tra Milano e Roma, di vedere un uomo di sessanta anni circa, italiano, probabilmente meridionale a giudicare dall’accento, che si rivolgeva a un altro uomo di quaranta-quarantacinque anni, seduto dall’altro lato del corridoio, per chiedergli in modo garbato di abbassare il volume della voce, dato che stava conversando al telefono in modo chiassoso.

L’interpellato, indubbiamente extracomunitario per accento e tratti somatici, e come dal seguito della vicenda inequivocabilmente emerge, dopo aver tentato di liquidare la questione con un “faccio quello che mi pare, tu fatti gli affari tuoi”, dato che il primo uomo insisteva, sempre garbato ma determinato, facendo notare che lo stesso regolamento di viaggio del treno richiede un volume moderato di telefoni e conversazioni per non disturbare gli altri viaggiatori, ha cambiato strategia e alzando molto il volume della voce ha detto: “mi stai trattando così perché sono straniero! Tu ce l’hai con me perché sono straniero!”. E subito urlando a pieni polmoni ha continuato a ripetere all’indirizzo del primo: “Razzista! Razzista! Razzista!” strillandolo almeno una decina di volte. A quel punto c’erano non più di cinque o sei persone che sapevano cosa fosse successo, e almeno cinquanta persone nel vagone convinte di viaggiare loro malgrado in compagnia di uno schifoso, e chissà se pericoloso, razzista.

Il percorso che porta all’omofobia conclamata è identico nella sostanza, pur basandosi su una tattica più elaborata e meglio strutturata: basta fare una affermazione positiva in difesa della famiglia o del matrimonio, perché certi militanti prontamente, così prontamente che è legittimo pensare abbiano organizzato turni per le pause, la impugnino per travisarla, caricandola di un significato che non aveva assolutamente, strumentalizzandola a danno di chi l’ha pronunciata e dei valori che voleva sostenere.

-Il matrimonio è un fondamento della società.
-Quindi secondo te se due non sono sposati la società dovrebbe isolarli perché minacciata ?!?
-Ma no! Mica ho detto quello, però tra i pilastri su cui poggia una società l’unione “per sempre” di un uomo e una donna è in primo piano.
-Allora sei un bigotto, e forse anche fondamentalista: se due persone non sono credenti non dovrebbero mettere su famiglia e avere figli?
-Ma certo che possono! “Per sempre” non si riferiva necessariamente a una idea religiosa di matrimonio che in ogni civiltà, anche quelle non ispirate al cristianesimo, non è mai stato pensato con una data di scadenza, così lo ha recepito anche lo Stato quando è nato il matrimonio civile: un uomo e una donna che si uniscono senza porre un termine.
Mi riferisco qui agli stati moderni, lasciando aperta la questione se in antichità si sia originato prima l’istituto religioso o giuridico in quanto poco rilevante in questo caso.
-Quindi per te due persone dello stesso sesso non possono amarsi! Non possono desiderare di vivere insieme!
-Ma si, può essere, ma il matrimonio è un’altra cosa.
-Perché? Decidi tu cosa è il matrimonio? Decidi tu in che modo le persone devono volersi bene?
-No, però… tanto per cominciare due omosessuali non possono avere figli.
-Bravo! Meglio lasciare tanti bambini negli orfanotrofi anziché affidarli a chi gli darebbe amore e cure, pur di non farli avvicinare a persone gay.
Non sto dicendo che i bambini sono felici negli orfanotrofi, ma che hanno bisogno di un papà e una mamma.
Me lo immagino… ne conosco di famiglie dove il marito picchia la moglie o va a prostitute mentre la moglie ha l’amante. Come si fa a dire che sia preferibile a una famiglia omosessuale dove i due partner si rispettano e si vogliono bene? Come puoi essere così intollerante e omofobo?

Così, facendo una constatazione sul valore del matrimonio ci si trova sul banco degli imputati tra i peggiori bruti.
La cosa che salta all’occhio in questi discorsi, è che mentre si cerca di fare affermazioni di principio, che valgano in generale, dall’altra parte si ribatte con esempi limite, ma non si può fondare una norma sulle eccezioni che devono esserne invece i casi particolari. Mentre si vuole argomentare cercando un confronto ragionevole, spostano il problema e cambiano di fatto l’argomento da discutere, facendo sembrare il percorso della ragione inconcludente; si cerca di fare affermazioni positive strutturate e ben motivate, e ci si trova nella condizione di chi deve giustificarsi per tesi che non si sarebbe mai nemmeno lontanamente sognato di pronunciare; a volte, infine, mentre ci si esprime civilmente si viene apostrofati in modo brusco da persone arroganti.

Quando si dice che un bambino ha bisogno di un padre e una madre per crescere bene, nessuno sta autorizzando i padri a picchiare le madri davanti ai figli, non c’è proprio in nessun possibile significato recondito dell’affermazione; eppure spesso negli interventi successivi si pretende aperta quella interpretazione e ci si trova a discutere di violenza domestica che, per quanto tragica ed esecrabile, è inequivocabilmente un caso particolare e patologico della relazione di coppia. Credo si possa concordare sul fatto che dire “in ogni famiglia vi sono difficoltà, a volte grandi, nella relazione tra i coniugi” è tutt’altro che dire “in ogni famiglia il padre picchia la madre”, ma stranamente nella mente di qualcuno la verità della prima affermazione autorizza a generalizzare ogni sviluppo ipotizzabile, quasi che in ogni famiglia basti trovare la molla giusta da fare scattare ed ecco che il marito prontamente si avventerebbe sulla moglie per percuoterla, quando nella realtà l’uomo, proprio perché uomo, trova infamante anche solo l’idea di alzare le mani su una donna. (Devo ricordare di nuovo che tralascio i casi particolari, numericamente trascurabili e privi di rilevanza in questo caso?). Stesso discorso per analoghi ragionamenti, magari basati su fallacie meno evidenti ma non meno errati.

Tornando alla questione omofobia, a causa delle fallacie argomentative in cui si cade, questo modo di procedere nella discussione, in cui una tesi viene contestata facendo ricorso a casi particolari che spostano l’ambito del problema, chi sostiene la tesi iniziale sembra comunque in difficoltà: se rinuncia a inseguire gli interlocutori sui nuovi temi proposti, dato che questi sono solitamente casi di ingiusta discriminazione e intolleranza rischia di sembrare conciliante se non favorevole a comportamenti violenti; se invece si addentra nella discussione degli esempi di discriminazione e intolleranza, l’inevitabile ovvio consenso sui casi particolari usati per confutare la tesi di partenza, sembra indicare che si riconosca un errore nella affermazione iniziale.

Ma i nuovi temi sono fuori contesto e i casi particolari per definizione non generalizzabili. Riconoscere che ci sono coppie capaci di amarsi al di fuori di schemi istituzionalizzati non svuota il ruolo sociale del matrimonio; piuttosto, se questo ruolo sociale esiste, adoperarsi per moltiplicare a dismisura le eccezioni può solo indebolire il tessuto sociale, con conseguenze che non sono state indagate in anticipo. Che esistano casi di bambini maltrattati in famiglia o cresciuti al di fuori di essa, non dice assolutamente nulla in favore o contro il ruolo di un padre e una madre per la maturazione di una persona, e se tale ruolo riveste una qualche importanza, non si possono improvvisare e sperimentare forme di allevamento alternativo dei bambini senza rischiare di produrre danni devastanti su chi è più indifeso

Come se non bastasse, il termine “omofobia” è stato caricato di una gamma di significati che vanno dall’aggressione violenta di persone con tendenze omosessuali fino al semplice dissentire dalle idee sostenute negli ambienti LGBT. Non si tratta però di significati diversi veicolati dalla stessa parola: nella mente di chi ha coniato questo termine e ne detta l’utilizzo, tutti i significati intesi, tutte le azioni e le manifestazioni del pensiero etichettate come omofobe sarebbero accomunate dalla stessa insofferente avversione per chi è omosessuale. L’idea che si vuole suggerire in questo modo è che se io non condivido anche solo una tesi dell’ideologia LGBT è perché sono animato dallo stesso sentimento che porta alcuni fino ad aggredire fisicamente.

Chi è disposto a un confronto franco e intellettualmente leale, non fatica a capire che opporsi alle idee con idee richiede abilità e maturità dialettiche che sono in un altro mondo per chi pratica la violenza fisica, che le aggressioni effettivamente annoverate in cronaca sono opera di bulli e teppisti imbrancati, i quali approfittano dell’incontro con l’omosessuale per fare esplodere un disagio che deflagra allo stesso modo con tanti altri pretesti.

Omofobia è la parola d’ordine per guadagnare consenso all’agenda LGBT e si tratta di una strategia decisamente indovinata: il ruolo della vittima produce empatia e suscita comprensione, al punto da riscattare anche il senso di disgusto generato dal pietoso carrozzone “gay pride”. Ma l’idea di omofobia onnicomprensiva non ha senso e non regge alla prova dei fatti, tant’è che per giustificare inevitabili differenze di vedute tra gli stessi omosessuali hanno escogitato la forma “interiorizzata” dell’omofobia; praticamente un modo per dare dell’omofobo anche agli omosessuali, quando non sono allineati al pensiero unico LGBT.

Nonostante l’abile uso fattone, la parola “omofobia è problematica a cominciare dal significato etimologico, indica infatti una paura cui è più connaturale una fuga che non una aggressione, difatti negli ambienti LGBT hanno cominciato a sostituirla con “omonegatività”, anch’essa rigorosamente interiorizzabile.
Tenuto conto che nei casi visti prima il linguaggio viene piegato dalla dialettica per giustificare idee preconcette, nessuno può essere accusato di disprezzare o avversare gli omosessuali solo perché afferma che il matrimonio ha senso unicamente tra un uomo e una donna o che i bambini per crescere bene hanno bisogno del papà e della mamma.
Per accusarci di essere condizionati da stereotipi di genere ci giudicano in base a stereotipi etici. Non siamo disposti ad accettarlo. Non siamo omofobi.

***

sentinelle roma

 

54 pensieri su “Omofobo a chi?

  1. vittorezen

    Ieri sera ho visto un pezzo della trasmissione “Le invasioni barbariche”: Scalfarotto ha usato la stessa tecnica nel suo intervento/intervista.

  2. sabina

    grazie Andrea Piccolo,grazie Costanza!un ottimo strumento di discernimento e divulgazione.Splendido!andrebbe tradotto non solo in portoghese;)

  3. signora Mirano non è cosi che funziona l’Omofobia…. nessuna associazione LGBT o attivista ha mai detto che il matrimonio tradizionale sia sbagliato o negativo… ne viene usato come scusa per parlare di omofobia…. il problema è che si vuole pretendere che lo stato dia diritti e privileggi di wellfare solo a convivenze tradizionali ed ignorasse totalmente il resto…. Sarebbe davvero belle se manif pous Tout si occupasse VERAMENTE della famiglia…. parlando del lavoro, della scuola pubblica, della sanità gratuita per tutti, per un più facile accesso delle donne nel monod del lavoro in modo che non siano costrette a scegliere tra carriera e figli sono veramente tantissime le battaglie da fare PER LA FAMIGLIA… purtroppo sappiamo bene io e lei e tante altre persone … che manif pous tout non è un movimento per la famiglia… ma un movimento CONTRO LE FAMIGLIE… che non si omologano ad uno standard…. e che combatte per pretendere che lo stato tratti con due pesi e due misure i cittadini di questo paese in base alle persone che amano e che addirittura pretendano di come uno possa o non possa fare figli…..a mio avviso il signore extracomunitario maleducato viete proprio voi…..

  4. Roberto

    Questo è esattamente il cuore della criticità della legge Mancino, già così com’è oggi. Qualche giorno fa mi si chiedeva quali fossero le fattispecie della legge Mancino, al di fuori del divieto di propaganda del partito fascista/nazista.
    In realtà, non è difficilissimo da capire; ci si può persino accontentare di quanto è esposto su Wikipedia a proposito della Mancino.
    La Mancino punisce la seguente fattispecie: chi “istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.
    Ora, specialmente in Italia, la parola “fascista” ha la stessa valenza della parola “omofobo” come viene usata oggi.
    Ricordo ad es. il compianto Montanelli, che sinteticamente riassumeva così “Fascista, è colui che vuole tappare la bocca agli altri gridando ‘fascista’ “.

    Poiché fascista (oppure omofobo, oppure razzista, oppure maschilista), può diventare volta per volta quel che voglio per zittire chi osa sostenere tesi che voglio censurate in radice, poiché tali parole non hanno un significato univoco, come deve essere doveroso parlando di comportamenti punibili per legge, e poiché la legge Mancino parla di “atti di discriminazione” il gioco è presto fatto.

    Il CCC e i documenti del Magistero, sotto questo aspetto, parlano sempre di “INGIUSTA discriminazione”; questo a stabilire che una discriminazione può essere giusta oppure ingiusta, a seconda degli strumenti di ragione usati per stabilire il discrimine in oggetto.
    Essersi persi per strada questa parola apparentemente poco importante come “ingiusta” (il che è facile gioco al mondo d’oggi, dove si dà per scontato che ogni discriminazione sia ingiusta “per sé”) spalanca le porte alle interpretazioni più forzate, e in particolare se si trova qualche magistrato compiacente verso determinate ideologie, il che non è affatto difficile.

    Anche Costanza, tanto per dire, già per il fatto che legge un giornale come “il Foglio” e sostiene che esiste un evidente discrimine tra uomo e donna, potrebbe con un po’ di sforzo rientrare in questa fattispecie, perché no? Né si può pensare che quel che scrivo sia una provocazione. In Spagna, di fatto la ratio che sta dietro la messa in stato d’accusa del suo libro, è all’incirca questa.

    Vogliamo altri esempi?
    Il Cardinal Biffi nel 2000 lanciò la provocazione di operare un discrimine di ordine religioso per regolare flussi migratori. E’ evidente che potrebbe essere perseguibile.
    Oriana Fallacci all’indomani dell’11 settembre fu denunciata in Francia per gli articoli che aveva scritto, in base a una norma analoga alla Mancino.
    E così via.

    Ora, è altrettanto chiaro che se una persona dotata di una certa fama ha un certo grado di protezione da certe iniziative giudiziarie, una persona comune che venisse ficcata in un tritacarne giudiziario da certe lobby potenti e ben finanziate, potrebbe venire facilmente costretto a rettificare il suo pensiero. Il solo fatto di dover affrontare un processo, magari rischiando persino di essere condannato in primo grado, a fronte del denaro e tempo che andrebbe consumato per difendersi, spingerebbe i più a tornare sui propri passi e rinnegare le proprie posizioni di principio.

    Cammilleri (Rino) ha dovuto disabilitare i commenti sul suo blog per evitare problemi in tal senso: lo dico, tanto per far notare che non sto proprio scrivendo un canovaccio per una storia di fantascienza…

    Wikipedia stessa riconosce la paternità del principio che soggiace a questa legge a John Locke (no, non il personaggio li Lost… ).

    Una volta inserito il piede di porco della legge, poi, come vediamo oggi, è davvero facile per minoranze ben organizzate e ben finanziate di pretendere che la fattispecie della norma venga ulteriormente dilatata.

    E ovviamente, chi sostiene che la legge contiene criticità tali che la cosa migliore da fare sarebbe abrogarla, va da sé è un “fascista” e come tale rientra potenzialmente negli strali della legge medesima…

    E voilà, il gioco è fatto.

    1. “Fascista, è colui che vuole tappare la bocca agli altri gridando ‘fascista’“

      Già… è proprio così.
      E oggi, se pubblicamente ti schieri non-LGBT, parte lo slogan OMO-FOBO OMO-FOBO!

      Che poi questo modo di fare, mi ha sempre dato l’idea di chi a corto di argomenti, non sa che altro fare…
      Ricordate il video della parlamentare (?) “vattelapesca” (perdonate il mio alzheimer) postato cerdo da Giusi?
      Paro-paro… 😉

    2. vale

      ma non vi preoccupate,nessuno vi metterà in galera per le vostre idee( parmi lo dicesse qualcuno anche su questo blog) e, casomai, saranno eccezioni. non vorrete mica sostenere che per delle eccezioni la legge non sia valida?
      che poi tutto l’attacco al due più due fa quattro, le foglie sono verdi d’estate e l’acqua è bagnata avvenga contemporaneamente in ogni dove( ieri su televideo mediaset: l’alta corte australiana autorizza il “sesso neutro” sui documenti;oggi leggo che B.Eich, ceo di mozilla,è stato inserito in una lista di proscrizione di anti – lgbt e deve scusarsi pubblicamente per una donazione di mille dollari a chi sosteneva la campagna contro i matrimoni gay;in francia le figaro si domanda se si va verso la rimozione di tutti i simboli cristiani dal paesaggio pubblico ed i monaci che erano fra i candidati nelle liste elettorali di Fontgombault ne sono stati estromessi( lì vicino c’è una millenaria abbazia; ecc.ecc.)
      e che tale attacco va praticamente sempre-chissà perché, ma le eccezioni son le foglie di fico per dire che non è tutto contro i cristiani – contro la chiesa e la visione del mondo e della storia che tramanda da sempre.
      che ad alcuni o molti o quasi tutti potrà anche non piacere, ma che piaccia o meno fa parte della nostra storia e tradizione.
      l’uomo nuovo guai a radicarlo nella propria stroia e tradizione. potrebbe persino farsi venire delle idee…

    3. Io ritengo che l’omofobia ci sia sempre stata, ma adesso grazie a internet la gente si è collegata ed ha avuto modo di crescere in un ambiente seppur virtuale molto più aperto e meno censurato, in modo da potersi confrontare con altre persone gay … io so arrivato a 21 anni che pensavo di essere l’unico sulla faccia della terra ho cominciato a parlare e chattare con altri gay per la prima volta nel 2001 quando mi è arrivato internet a casa…. e ho chattato per la prima volta con un fotografo di firenze…… la verità è che adesso la società è cambiata e c’è una presa di coscienza… la gente non ha più paura di quello che i suoi amici e parenti pensano perchè ha modo di confrontarsi con molte piu persone e può scegliere le sue amicizie…

      trovo vergognoso e offensivo che ci siano persone che vogliono impedire tutto questo, e che per farlo debbano mentire e raccontare false verità per portare ragione alle loro tesi…

      c’è tanta gente che dice di voler difendere la famiglia…. ma non li vedo mai in una manifestazione con degli operai per la chiusura delle fabbriche o in strada con i precari della scuola pubblica contro le ultime riforme dei vari govenri..

      li vedo sempre e solo unicamente a fare convegni e manifestazioni contro la libertà e l’autodeterminazione dei cittadini LGBT che stanno costruendo un loro spazio in questa società da sempre eteronormativa….

      io penso che alla fine perderete , non perchè c’è una potentissima lobby gay è più forte di voi… ma perchè d fatto state dalla parte sbagliata della storia e che anche se manca una legge o mantente intatto un vuoto legislativo…. di certo non impedirete a milioni di persone di farsi nuna famiglia e viversi la oro vita, ci sono piu di 100 mila bambini nati da genitori omosessuali già ora che non c’è nessuna forma di legge….

      figuratevi dopo…

      secondo me dovreste impegnarvi di più nei reali problemi per le famiglie, LAVORO, SCUOLA, SANITA’, diritti per maternità sul lavoro… altrimenti vi ritroverete a difendere solo ed un’unicamente una bandiera…che a mio avviso è anche un pò brutta. la famiglia ha tanti problemi, occupatevene per davvero, o alla fine la trasformazione antropologica che tanto temete sarà mossa da altre forze, molto più forti di qualche associazione gay

      1. “trovo vergognoso e offensivo che ci siano persone che vogliono impedire tutto questo…” ????

        Tutto questo cosa scusa? Impedire ch chattare con chi ti pare?

        Per il resto è chiara che la tua è una visone assolutamente di parte, come accusi essere quelle “contro”.
        Metti poi insiemne di tutto diritti delle famiglie e quelle dei lavoratori.. sanità e non so cas’altro… tu vai a tutte le manifestazioni di questo tipo e per ciascuna problematica di questa società? Complimenti… presumo allora tu faccia solo questo nella vita.

        “secondo me dovreste impegnarvi di più…” chi? Che ne sai di chi qui si impegna in cosa?

        Se poi tutto il tuo argomentare è condito di offese e insulti, come leggo dall’intervento di admin… beh, mi sa che il “dialogo” è già durato anche troppo… 😉

        P.S. guarda se saremo “perdenti” qui, me ne fa un baffo… dal tuo punto di vista, io seguo il “Perdente per eccellenza”, quello che come massimo riconosciomento di questo mondo ha ottenuto la Croce!
        Ma come forse saprai anche tu… la Storia non è finita lì, ne lì finirà.

      2. Rita

        Bambini NATI da genitori omosessuali? E da quando due donne o due uomini possono concepire un figlio? Questa è la semplice verità dei fatti: ogni bambino ha un papà e una mamma. Può essere concepito in provetta, cresciuto in un utero in affitto, abbandonato, venduto, adottato … Ma resta sempre, e ciascuno di noi è per sempre, FIGLIO di un uomo e di una donna.

    4. fortebraccio

      A parte il fatto che il ”giusto discrimine” non ha senso che trovi spazio in una legge che nasce per sanzionare dei comportamenti giudicati sbagliati – altrimenti la Legge Mancino sarebbe una legge di promozione e non di repressione – e quindi non s’è perso per strada proprio nulla; a parte il fatto che il termine “discriminazione” viene usato come sinonimo di “prevaricazione” e non come “discernimento”, “riconoscimento di differenza”.
      A parte.

      Ora, Costanza basa “l’evidente discriminazione” essenzialmente su una scelta personale (“mi sottometto”), si auspica che altri la seguano (“prova la sottomissione”), non pretende che questa diventi una prassi (“sottomettetevi”). Men che meno esorta i mariti alla violenza (“sottomettetele”).
      Stanti così le cose, non vedo alcuna discriminazione (se non quella scelta liberamente), tanto meno istigazione alla discriminazione.

      Il riferimento a John Locke è riconducibile a: “Soggiacente all’impianto della legge Mancino è possibile rintracciare un argomento classico del liberalismo europeo, vale a dire quello secondo cui le opinioni che apertamente incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici o religiosi, non debbano godere della tutela riservata alla libertà di manifestazione del pensiero”. E questo dovrebbe essere sufficiente a rispondere ai dubbi di incostituzionalità circa questa legge (almeno finché la Corte Costituzionale non venga sollecitata a farlo). La democrazia liberale non è anarchia.

      Piede di porco: al momento la legge Mancino tutela “dalla discriminazione, dall’incitamento all’odio e/o violenza” quelle stesse persone che vengono dichiarate uguali dall’art. 3 della costituzione – ad esclusione delle differenze di sesso e di condizioni personali e sociali.
      Ebbene, estendere tale legge inserendo l’orientamento sessuale e la disabilità non farebbe che attuare tale dettato (oltre che dare piena attuazione alla legge 654/1975). Vedi anche – sempre su wikipedia- alla voce “crimini d’odio”. Proprio da quest’ultima traggo una seconda conclusione: ogni stato si regola un po’ come vuole, ovverosia assecondando, seguendo o prevenendo quelle che avverte come proprie necessità (ogni stato ha messo l’accento dove più si riteneva sensibile).

      Però.
      E’ giusto inserire un però: leggendo sommariamente (cioè come sono capace) la legge che citavo prima (654/1975), mi sembra palese che sarebbe meglio riscriverla piuttosto che emendarla (legge Mancino) e quindi rattopparla (ddl Scalfarotto). Sarebbe meglio. Ma un conto è abrogarla, uno riscriverla.
      Il fatto poi che le modifiche presentate non trovino un passaggio parlamentare agevole, bensì parecchio accidentato, dovrebbe dare l’idea sulla fondatezza delle perplessità e dei motivi di dubbio. Passerà? Non lo darei per scontato, ecco…

  5. admin

    signor Eustachio
    ho pubblicato un paio di suoi interventi, altrettanti non sono e non saranno pubblicati; lei può intervenire in maniera anche molto polemica nei confronti dell’estensore dell’articolo, di Costanza Miriano e degli altri commentatori argomentando riguardo i temi trattati nel post di oggi ma MAI E POI MAI potrà insultare i credenti e la religione cattolica su questo blog.

  6. Giusi

    Da brividi!

    “Ivan Scalfarotto ha negato possa esserci diritto al contraddittorio per chi ha posizioni diverse da quelle della comunità LGBT in materia di famiglia e discriminazione”

    SCALFAROTTO, PIF, BIGNARDI E IL LORO DISPREZZO
    di Mario Adinolfi

    Le Invasioni Barbariche sono arrivate alla penultima puntata e ci sarebbe da aggiungere: thanks God. Ieri sera a la7 è stato proposto il campionario del disprezzo militante nei confronti di tutto ciò che non si conformi alla dittatura del pensiero unico radicalschicchistadesinistra, un pensiero debole che ha fatto solo il male della sinistra. Gli assiomi sono stati incarnati da due interviste di Daria Bignardi. Una a Ivan Scalfarotto che ha negato possa esserci diritto al contraddittorio per chi ha posizioni diverse da quelle della comunità LGBT in materia di famiglia e discriminazione; l’altra a Pif che ha proposto l’equazione Democrazia cristiana uguale mafia, indicando in Giulio Andreotti il simbolo della collusione della Dc con Cosa Nostra. Il tutto senza che l’intervistatrice muovesse muscolo, compiaciuta anzi dall’avanzare del messaggio complessivo di cui è portatrice.

    L’intervista a Scalfarotto, che peraltro ho convidiso totalmente finché si è parlato di riforme costituzionali, mi è dispiaciuta particolarmente perché stimo Ivan e non mi aspettavo toni così assertivi e surreali da lui. E’ arrivato ad affermare che le Sentinelle in Piedi, che sabato a Roma manifesteranno come sempre silenziosamente a favore della libertà d’espressione e contro ogni discriminazione, sono paragonabili a chi in Sud Africa sosteneva l’apartheid o negli Usa la segregazione razziale. E’ mancato il parallelo esplicito con il KKK, ma era evidente. D’altronde un altro sodale del sistema Sofri-Bignardi che altrove ho raccontato nel dettaglio, tal Gianluca Neri, quando uscì Voglio la mamma spiegò che avrebbe rimosso dai suoi amici chiunque fosse stato trovato nell’elenco dei sostenitori della pagina Fb del libro, citando chiaramente il parallelo con il KKK, gruppo di persone incappucciate che uccidevano i neri negli Stati uniti. In un altro passaggio dell’intervista Scalfarotto ha esaltato i libretti dell’Unar in distribuzione nelle scuole italiane che avrebbero dovuto ricevere anche il sostegno di Vladimir Luxuria invitata in una scuola di Modena, attaccando il collega sottosegretario Gabriele Toccafondi che aveva chiesto semplicemente che il dibattito avvenisse con un contraddittore del leader trans. Per Scalfarotto le tesi LGBT non vanno espresse in contraddittorio, perché contraddirle sarebbe come contraddire chi si oppone al razzismo e all’antisemitismo. A questo punto davvero tremo se dovesse essere approvato il ddl Scalfarotto cosiddetto “antiomofobia”, perché un libro come Voglio la mamma che si oppone all’ideologia LGBT mi porterebbe dritto dritto in galera, equiparato ai razzisti e agli antisemiti. E allora sabato ci vado anch’io tra le Sentinelle in Piedi – Roma a piazza del Pantheon alle 17, mi porto un libro da leggere ed è un libretto rosso. E pazienza se Scalfarotto penserà che siamo come il Ku Klux Klan.

    Pazienza anche se Pif pensa che sono un sostenitore di mafiosi poiché sono stato democristiano e ho considerato e considero (non da solo) il governo Andreotti 1989-1992 l’unico governo italiano che ha veramente, duramente, concretamente fatto la guerra a Cosa Nostra. L’intervista di Daria Bignardi a Pif è stata anche qui condita con l’olio del disprezzo, con una serie di insulti reiterati alla memoria del presidente Andreotti che facevano rabbrividire per violenza. Per carità, c’è stato anche spazio per il buonumore, ad esempio quando la Bignardi ha chiesto a Pif perché s’è messo a fare la pubblicità per Telecom e lui ha risposto “per coerenza” e non per la paccata di soldi che legittimamente gli sono stati offerti e legittimamente lui ha preso. Spero che un po’ di quei soldi li impieghi per un corso di storia contemporanea in cui leggerà che Andreotti estese il 41 bis ai mafiosi, ne mise in regime di carcere duro oltre quattrocento, confiscò i loro beni e adottò provvedimenti durissimi contro Cosa Nostra, pagati con la vita dal suo amico Salvo Lima. Leggerà che la sentenza del 1999 assolse Andreotti da ogni accusa perché il fatto non sussiste, quella d’appello si inventò la postilla “fino al 1980 era colluso ma va prescritto” e comunque l’omicidio Dalla Chiesa, di cui è mancato poco che Pif indicasse esplicitamente in Andreotti il mandante e comunque si è capito che lo pensava, è di fine 1982. Io nella Dc non sono mai stato andreottiano, ma dopo quello che ha offerto la politica post-andreottiana mi aspettavo da Pif riflessioni meno superficiali, meno da indiani contro cowboys. Non è un film western, è la storia d’Italia. Ah, per inciso: caro Pif, anche Piersanti Mattarella era democristiano.

    La Bignardi, Scalfarotto, Pif hanno versato il loro settimanale quintale di disprezzo verso i cattolici italiani, verso chi si oppone all’ideologia LGBT anche da posizioni laiche e di sinistra come il sottoscritto, verso chi è stato democristiano, verso chi non si adegua insomma al nuovo corso del mainstream. Va bene. Ci becchiamo il disprezzo. Ma, ve lo prometto, avranno la mia silenziosa resistenza. Ci si vede sabato, in tanti, al Pantheon alle 17. Tanto per cominciare. Portatevi un libro e la vostra libertà di essere scandalosi e diversi.

  7. Sim

    Articolo inutile se non dannoso, buono solo per giustificare la propria indifferenza nei confronti di certe problematiche. finchè si continuerà con queste sciocche generalizzazioni non andremo da nessuna parte. in questo modo si rischia e si vuole forse, creare un pretesto per restare sordi ad una realtà sociale che esiste e che ancora in pochi nella stessa chiesa si rifiutano di vedere. come cattolici dovremmo essere prima di tutto proiettati verso l’altro e capire da dove e perchè scaturisce tanta suscettibilità e sensibilità sul tema. è chiaro che spesso l’omofobia diventa solo un pretesto per prendersela con il mondo cattolico che per troppo tempo si è dimostrato indifferente e avverso a questa realtà e a queste persone. servirebbe una riflessione seria che per nostra fortuna qualcuno, a differenza vostra, ha pensato bene di condurre.

    http://www.renzoelucio.it/docs_altri/as_0806GruppoStudioBioetica.pdf

  8. Emiliano

    io non ho niente contro gli omosessuali, per me sono liberi di amare chi vogliono, a casa loro possono andare a letto con chi vogliono e si possono anche sposare, perchè è giusto che abbiano i loro diritti. L’unica cosa che mi dà fastidio sono quelle sfilate volgari e oscene che fanno nelle città, specie a Roma, sinceramente le trovo fuori luogo e non ne capisco il senso, perchè l’ostentazione che fanno della loro sessualità è veramente esagerata. Inoltre nel centro di Roma ci sono molti turisti, tra cui anche bambini, e non mi sembra giusto che loro debbano osservare certe scene, questo perchè la tua libertà finisce dove comincia quella dell’altro, quindi trovo poco corretto e civile, e ripeto anche volgare e squallido, fare quel tipo di sfilate lì. Visto che gli etero se vanno in giro nudi e fanno determinate azioni rischiano di venire incriminati per atti osceni in luogo pubblico, quelle sfilate per me sono da condannare nella stessa maniera. Potrebbero tranquillamente manifestare per i loro diritti vestiti da persone normali, sarebbero più credibili e non darebbero adito a polemiche. Quindi per quanto mi riguarda massimo rispetto per i gay che vanno in giro vestiti come persone normali senza ostentare la loro sessualità e che poi a casa loro amano chi vogliono, massimo rispetto per queste persone però anche loro devono avere rispetto per gli eterosessuali e in molti casi con quelle sfilate mancano di rispetto a chi ha un concetto della sessualità diverso da loro e non è giusto. Stessa cosa per la difesa della famiglia. Io ho il diritto di dire che per me la famiglia è importante e che preferisco la famiglia tradizionale, come ha fatto Barilla, che deve avere il diritto di dirlo senza essere insultato, ma dire questo non significa dire “i gay mi fanno schifo, ammazziamoli” etc., significa solo esprimere un’opinione e avere il diritto di farlo.

  9. Carlo60

    EUSTACHIO: 1) stare dalla parte sbagliata della storia non vuol dire stare dalla parte sbagliata – 2) falsificare il linguaggio per falsificare la realtà: NON ESISTONO BAMBINI NATI DA GENITORI OMOSESSUALI…proprio non esistono – 3) purtroppo è proprio tutta l’area culturale e politica della sinistra ,che non sa più che pesci prendere nel vasto campo dei problemi sociali (con il crollo del mito comunista e con la globalizzazione) e che, cercando una nuova bandiera, è caduta come una pera cotta nella trappola dei cosiddetti diritti civili, la cui origine è proprio nel cuore del peggior capitalismo. I diritti e la dignità degli esseri umani hanno unico fondamento nelle leggi evidenti e ragionevoli della vita( di Dio, per chi ci crede) e che il cristianesimo ha diffuso nel mondo. Dove si sono affermate, per secoli ,c’è stato un grande progresso della civiltà. Abbandonandole torneremo presto nelle foreste. Nella civiltà dell’antica Grecia l’omosessualità era tenuta in gran conto (specialmente nelle classi elevate), non c’erano i cattolici…ma nessuno si sognava di chiedere il matrimonio gay…questo intendo per evidenti e ragionevoli leggi della vita…non si trovano, a volte, parole per giustificare un evidente realtà che qualcuno vuol negare.

  10. Mino

    Da considerare che anche questa campagna contro il femminicidio, ovviamente non sono né favorevole né un assassino di donne, sia esasperata solo per buttare altro fango sulle coppie eterosessuali. Potrebbe essere ? Mha ormai bisogna aspettarsi di tutto.

    1. Giusi

      Non so se scherzi io ma a me è successo veramente parecchi anni fa.E’ una cosa che è andata avanti per mesi. Questa persona sosteneva che io non ero lesbica perchè non ero liberata, Ho subito una vera forma di stalking quando ancora nessuno parlava di questo reato. Un incubo!

  11. vale

    a proposito,siccome ci si viene a dire perché non si fa questo o quest’altro x la libertà di tutti ( tutti chi?) perché gli apologeti dell’lgbt non provano ad andare a manifestare in questi simpatici paesi?forse che in quelle parti del mondo i loro diritti non vengono calpestati?
    ai cristiani stanno facendo questo. immaginatevi a codesti buontemponi che farebbero: (facile protestare qui…)

    http://www.asianews.it/notizie-it/Patriarca-caldeo:-il-futuro-fosco-dei-cristiani-d'Oriente,-ricchezza-in-via-di-estinzione-per-Occidente-e-Islam-30734.html

    Fino a 50 anni fa i cristiani del Medio oriente rappresentavano il 20% del totale della popolazione. Oggi si parla di un misero 3%…. cristiani sono sempre più vittime: il loro esodo dai Paesi del Medio oriente è inarrestabile…Le discriminazioni, ingiustizie, sequestri, emarginazioni, intimidazioni in molte parti del mondo arabo-islamico danno loro l’impressione di essere destinati all’estinzione.
    L’invasione americana dell’Iraq ha portato alla morte di un vescovo [mons. Paulos Faraj Rahho, morto nelle mani dei sequestratori nel marzo 2008, ndr], sei sacerdoti assieme a più di mille fedeli, 66 chiese sotto attacco e 200 casi di rapimento. Circa la metà dei cristiani irakeni, che in precedenza erano un milione e mezzo, hanno lasciato il Paese per il timore di violenze e la persecuzione religiosa, soprattutto dopo il massacro che ha avuto luogo a Baghdad nel 2010, nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo soccorso e l’attacco agli studenti cristiani di Qaraqosh, diretti all’università.

    L’appropriazione dei beni appartenenti ai cristiani, considerati come privi di diritti perché non musulmani, le lettere di minaccia ricevute dai cristiani, così come da membri di altre minoranze non musulmane, spingono i cristiani a sentirsi come cittadini di serie B. Dunque, la domanda è questa: questi uomini e queste donne che hanno un passato grande e illustre alle spalle, sono destinati a scomparire dalla Mesopotamia e dalla terra dei loro avi

    In Siria, i cristiani sono esposti agli attacchi dei ribelli islamisti. Questi ultimi hanno spazzato via Maaloula, una storica città cristiana in cui gli abitanti parlano l’aramaico, la lingua di Gesù. Due vescovi, numerosi preti, dodici religiose sono stati rapiti e liberati di recente: 1200 cristiani sono stati uccisi, il 30% delle chiese sono state distrutte e 600mila cristiani hanno lasciato il Paese e quelli che sono rimasti vivono nell’inquietudine e nella paura!

    I Copti in Egitto hanno subito i peggiori attacchi. I kamikaze musulmani hanno assassinato almeno 85 fedeli nella Chiesa di Tutti i Santi e un centinaio di chiese sono state oggetto di attacchi.

    Il Libano è l’unico Paese della regione in cui i cristiani hanno ancora un peso politico e una certa libertà di azione, anche se il loro potere è parzialmente in declino a partire dall’accordo di Taëf, che rimane in bilico!

    Nell’esortazione Evangelii Gaudium, “La gioia del Vangelo”, Papa Francesco – all’interno di questo documento importante del suo magistero – ha affrontato la questione dei diritti in tema di religione, esprimendosi in questi termini: “Prego, imploro umilmente i Paesi musulmani, affinché assicurino la libertà religiosa ai cristiani, tenendo conto della libertà di cui i credenti dell’islam godono nei Paesi occidentali”.

    Infatti, i musulmani all’estero dispongono in un modo sempre più ampio delle loro tradizioni e della libertà religiosa, mentre per i cristiani a casa loro in Oriente diminuiscono sempre più. Un elemento che potrebbe portare alla loro fine in tutto il Medio oriente!

  12. Sara

    Ottimo articolo! Trovo che sia impossibile non dirsi d’accordo, a meno che si manchi completamente di onestà intellettuale oppure che si sia accecati dall’ideologia.

  13. Maria

    Penso che il matrimonio sia prima di tutto un legame d’amore fra due persone, ed è in questo che ha senso. Ha senso perché si riconosce questo legame d’affetto, un legame che può unire due uomini, due donne o un uomo e una donna. Credere che il matrimonio abbia senso solo fra uomo e donna è effettivamente un preconcetto, perché la realtà dimostra esattamente il contrario.

    1. Alessandro

      “Il matrimonio ha senso perché si riconosce questo legame d’affetto, un legame che può unire due uomini, due donne o un uomo e una donna”

      Se così fosse, allora sarebbe giusto che potessero sposarsi anche padre e figlio, madre e figlio, fratello e sorella, sorella e sorella ecc.

      1. fortebraccio

        Stringi-stringi, la questione è questa: benché lo Stato e la Chiesa usino la stessa parola (matrimonio), in verità intendono due cose diverse.
        Un gruppo di cittadini chiede che il significato di “matrimonio” -all’interno dell’ordinamento giuridico dello Stato- venga cambiato in modo da includere altre relazioni che fino ad ora non venivano considerate/definite tali.
        C’è chi pensa che non si debba fare (e lasciare tutto così com’è), chi lo ritiene possibile (e di conseguenza cambiare costituzione e leggi), chi crede che si possa/debba trovare un compromesso (tipo unioni civili: introdurre certi diritti ma non altri).
        Aprire il termine laico “matrimonio” a coppie dello stesso sesso (che mi paiono largamente minoritarie) non mi pare che risponda all’assunto di “moltiplicare a dismisura le eccezioni [allo schema istituzionalizzato]” comportando di conseguenza “l’indeboli[mento] del tessuto sociale”.
        O meglio, è chi propone questa tesi, causa-effetto, che dovrebbe argomentarla senza fare ricorso ad alcuna verità rivelata (che vale quanto una qualsiasi ideologia -nel campo dello stato- nel qual caso saremmo pari, ovverosia allo stallo, o meglio, alla conta).

        Opporsi democraticamente a questo ddl, non comporta la bolla come “omofobi” (sempre che la ragione non sia “perché mi fanno schifo”). Si tratta di portare avanti un’opinione su come si debba articolare la società, quali debbano essere i riconoscimenti e quali i divieti. Si tratta di riconoscere alcuni diritti invece di altri. Scelte, insomma. Figlie dei tempi, anche.
        Nei giorni scorsi la Cei licenziava le linee guida sulla pedofilia: non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale – vi si poteva leggere – il vescovo non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria notizie riguardanti casi di abuso sessuale nel confronti di un minore da parte di un prete, «salvo il dovere morale di contribuire al bene comune». Contribuirvi come? Comune a chi? Per un ente morale che differenza c’è tra un “dovere morale” ed un “dovere”?
        Scelte, appunto.

        1. Alessandro

          No, Alvise, se Tizio dice che “il matrimonio ha senso perché si riconosce questo legame d’affetto, un legame che può unire due uomini, due donne o un uomo e una donna”, allora io faccio notare che anche tra due sorelle può esserci un “legame d’affetto”, e, stante la premesse di Tizio, gli domando: allora secondo te anche due sorelle dovrebbero potersi sposare?
          Non è amore del paradosso, è rispetto della logica!

  14. Alessandro

    La lettura distorta del “genere”

    Intervento dell’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia,

    “La strumentale e ideologica interpretazione della Scrittura fornita dalle domande di alcune schede, preparate dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Torino e proposte come serie e motivate in una scuola che della cultura deve fare il suo primo obiettivo di qualità e scientificità, è segno di ignoranza e risulta improponibile non solo nella prospettiva dei credenti ma ancor più in quella della laicità che è tenuta a rispettare la libertà religiosa dei cittadini.

    Di fronte a tale strumentalizzazione del testo sacro, qualora le schede relative alla omofobia che parlano della omosessualità nella Bibbia vengano offerte agli studenti insieme alle altre, è necessario che gli insegnanti di religione si facciano carico di spiegare in modo approfondito agli alunni il significato dei brani biblici indicati, sottolineando la superficialità delle domande che le schede propongono.

    Infine si richiamano le famiglie con figli nelle scuole di ogni ordine e grado a vigilare perché sul tema della sessualità a scuola si proceda sempre e soltanto con il permesso esplicito delle famiglie stesse, dopo che esse siano state compiutamente informate delle modalità didattiche e dei contenuti che verrebbero proposti.”

    http://www.diocesi.torino.it/diocesi_di_torino/in_primo_piano/00048355_La_lettura_distorta_del_genere.html

  15. Ottimo articolo. Avrei voluto scriverlo io. Questa tattica, però, almeno secondo me, non è una novità. È la tattica usata dai comunisti di una o due generazioni fa.

  16. Siate precisi: la parola extracomunitario non vuol dire nulla. Svizzero? Statunutense? Neozelandese? Angolano? Sarebbe bastato dire straniero.

  17. admin

    caro signor Logozzo
    lei piomba nel blog dicendo che abbiamo opinioni deliranti, che siamo razzisti, omofobi, sessisti, e intellettualmente disonesti e si stupisce che non le venga pubblicato il commento? Se vuole si può accodare al coro di insulti che quotidianamente vengono postate su altri blog, su twitter e su facebook a Costanza Miriano e ai suoi “seguaci”. Qui, se non le dispiace, non lo permetto. Addio

    1. 61Angeloextralarge

      “Seguace”: oh, anche io, volentieri… ma non “seguace”, bensì “condividente delle opinioni”… “estimatrice”… “amica del web”… ma soprattutto amca di fede, sorella…”

      1. admin

        il termine “seguace” non è certo mio, ma è usato da questi signori nella maniera più dispregiativa possibile.

        1. 61Angeloextralarge

          Admin. l’avevo immaginato dal tuo commento… Sono felice di non usare facebook, né twitter, né… per non leggere il coro di insulti. Siamo incivili e non poco se abbiamo bisogno di insultare qualcuno, indipendentemente che si chiami Costanza… Ma, visto che ci siamo, che lo facciano anche con lei, mi dispiace proprio. “Beati voi quando…”, però non è piacevole. 😦

  18. maddalena

    Questo articolo mi sembra alquanto artificioso e improbabile. Fa sorridere l’idea che i sostenitori della famiglia tradizionale si sentano discriminati … discriminati e offesi dagli omosessuali? L’esercizio della retorica è molto stimolante e appassionante, ma bisogna saperlo fare con intelligenza: non basta rovesciare artificialmente il concetto e invertire le posizioni vittima-carnefice per assurgersi a suggeritore di nuovi punti di vista pseudo-critici. Insomma, non c’è nessuna sostanza, quindi non lo trovo nemmeno commentabile. L’unica cosa che mi preme sempre di dire è che questa storia dei “bambini che hanno bisogno di un padre e di una madre” non ha nessun fondamento ed è di natura pregiudiziale. Sbagliano tanto coloro che la rivendicano quanto gli omosessuali che si difendono dicendo: meglio con una coppia dello stesso sesso piuttosto che con un padre che picchia la madre; meglio con due padri/madri piuttosto che in orfanotrofio; meglio due padri/madri che danno amore piuttosto che un padre e una madre che non lo danno. Concordo con l’autrice a proposito dell’assurdità di queste risposte, che sono frutto purtroppo di una mancata conoscenza dei reali nodi psichici della vita familiare. La coppia omo-genitoriale non è meglio di una ipotetica coppia etero-genitoriale degenerata o degradata. Questo paragonarsi al peggio è oltretutto auto-denigratorio. Le coppie genitoriali partono tutte dalla medesima opportunità di essere buone o cattive. La loro buona riuscita non dipende soltanto dall’amore, ma anche dal rispetto di quei ruoli che comunemente chiamiamo paterno e materno. Il punto che non si afferra è che questi ruoli, aggettivati appunto in questo modo fuorviante, NON dipendono dal sesso anatomico dei genitori. Sono ruoli, appunto, cioè posizioni legate innanzitutto all’esercizio del linguaggio, cioè di quella cosa che struttura il nostro inconscio fin da quando nasciamo. Bisogna “saper essere” genitori e costa fatica. è molto più semplice nascondersi dietro l’assunto di “essere” genitori, quasi ontologicamente, magari per il semplice fatto di rispondere alle leggi dell’incastro sessuale.

    1. Giancarlo

      Secondo lei il “giusto incastro sessuale” non ha nessun significato dal punto di vista dei ruoli? Se niente ha significato, allora perchè dovrebbe essere per forza una coppia e non una tribù a crescere un figlio?

      1. Daniele

        Nel commento, che fa emergere in modo molto chiaro gli equivoci di fondo su cui l’articolo si fonda, non si afferma in alcun modo che nulla ha significato. La famiglia (per la precisione la cd famiglia nucleare) si basa sull’unità di un legame di coppia affettivo e sessuale. Il quale poi deve essere riempito di significato, ovvero di valori. Ed è proprio questo il punto. Chi sostiene che la famiglia naturale sia “sotto attacco” per il semplice fatto che si vuole estendere l’istituto matrimoniale anche alle coppie omosessuali afferma l’indimostrabile assunto per cui amore eterosessuale=amore “naturale”=amore “giusto”. Più volte sento parlare dell’omosessualità come qualcosa di sbagliato. E da questo errore di fondo nasce un movimento di pensiero intellettualmente disonesto e profondamente offensivo. Quanto tempo ancora dovrà passare perchè la si smetta?

    2. Alessandro

      Maddalena, questo tuo intervento mostra bene l’errore di fondo della rivendicazioni alla omogenitorialità.

      “La loro buona riuscita non dipende soltanto dall’amore, ma anche dal rispetto di quei ruoli che comunemente chiamiamo paterno e materno. Il punto che non si afferra è che questi ruoli, aggettivati appunto in questo modo fuorviante, NON dipendono dal sesso anatomico dei genitori”.

      Quindi secondo te si tratta solo di rivestire bene un RUOLO. E – sostieni – non sta scritto da nessuna parte che un ruolo possa essere rivestito meglio da un coppia omosessuale che da una eterosessuale.
      Non ti accorgi che rivestire un ruolo, interpretare un ruolo, è attività propria della messinscena, della pratica attoriale, cioè appartiene alla FINZIONE. L’attore che interpreta un ruolo FINGE, egli non è il personaggio che interpreta, ma FINGE di esserlo.

      Nel caso dell’omogenitorialità, la finzione è smascherata dal confronto con la REALTA’, che subito insorge a reclamare i propri diritti di contro alle sue imitazioni o rappresentazioni (attoriali, e quindi finte, non-reali). Per quanto cerchi di combattere ogni ontologia, cioè ogni dimensione REALE (rifugiandoti in un nebuloso accenno all’esercizio del linguaggio, ai recessi dell’inconscio), nemmeno tu riesci ad evacuare la realtà, poiché parli del ruolo della “genitorialità” rispetto a un figlio.
      Ebbene, la REALTA’ ineludibile e inalterabile è questa: è impossibile che una coppia di omosessuali GENERI un figlio, sia GENITORE di un figlio, quindi l’esaltazione dell’omoGENITORIALITA’ è l’esaltazione di una finzione (ossia di alcunché di fasullo), in contrapposizione alla REALTA’.

      Questo muovere guerra alla realtà è ultimamente impotente, giacché – come dicevo – la realtà in questione è ineludibile e inalterabile; ma (come ogni ripudio della realtà) l’assalto è foriero di storture e iniquità: basti rilevare che gli “omogenitori” violano il basilare diritto del bambino ad avere un padre e una madre.

      1. Alessandro:
        …il discorso di Maddalena era un discorso compiuto di cui si capiva bene il senso (che lo si accetttasse o no)
        Te, invece, giochi con le parole. Ruolo uguale teatro uguale finzione eccetra…

        1. Alessandro

          Non gioco con le parole ma svolgo un argomento, discutendo nel merito l’impostazione del discorso di Maddalena.
          Se sei capace confuta il mio argomento.
          “Te, invece, giochi con le parole. Ruolo uguale teatro uguale finzione eccetra…” non è nemmeno l’abbozzo di una confutazione (forse te ne accorgi da solo), quindi non mi interessa.

  19. Roberto Martinetti

    se il matrimonio deve essere consentito in virtù di amore e convivenza perchè non consentirlo tra uomini ed animali domestici? Già che ci siamo ……. :-/

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