La foglia di Vite

La foglia di vite

di Andrea Torquato Giovanoli

Lo confesso: ho un passato da artigiano.

Poi le circostanze della vita mi hanno chiamato ad un diverso esercizio dei talenti concessimi, ma dentro rimango un artigiano, e lo sa bene mia moglie, quando sopporta che io rubi tempo alla nostra famiglia facendo castelli di Lego (d’inverno) e castelli di sabbia (d’estate).

Di tanto in tanto, tuttavia, mi capita l’opportunità di riprendere in mano gli attrezzi, magari per fabbricare un oggettino particolare, un piccolo cadeau per un’occasione speciale quanto, ormai, rara. Ed in quei frangenti riassaporo appieno il gusto del mio lavoro d’un tempo e mi lascio trasportare dai pensieri. Stamattina, ad esempio, stavo facendo un ciondolo per la moglie di un carissimo amico, ed ho avuto l’impressione, lavorandone la particolare foggia, di collaborare a quella benedizione intessuta dal salmista per la donna che risponde all’ancestrale vocazione nell’essere moglie e madre secondo il progetto divino.

Quella donna che nella volontà libera d’amare oltre se stessa, è versata come metallo nobile nel crogiolo della famiglia a vivificarla, come sangue misto ad acqua scaturigine di comunione.

È laminata come lastra malleabile che si lascia stirare in ogni fibra per il suo amore crocifisso e lieto nel servizio ai propri cari.

È imbutita in rotondità che sanno attutire i contrasti, e concavità che sanno abbracciare i bisogni dell’altro, in un dono perpetuo che si fa veicolo dello Spirito in ogni relazione.

È raffinata in forme diafane, atte ad alleggerire l’altrui gravità e che rendono bellezza allo sguardo di chi sa coglierne l’essenza. Con un’anima d’argento puro, soprattutto, che brilla nelle notti più scure, portando sicumera ai tremebondi e consolazione ai disperati.

È rivestita di luce, per finire, così da riflettere quell’Amore che nel sacrificio di Sé salva coloro che si lasciano soccorrere.

Ecco qui pronto, dunque, quel gioiello che nel nascondimento del simbolo canta: “La tua sposa come vite feconda…”

26 pensieri su “La foglia di Vite

  1. 61Angeloextralarge

    Andrea: grazie! Smack per il post, per il ciondolo, per l’immagine…
    Meglio castelli di legno e di sabbia che castelli in aria.

  2. margaret

    mmmm … mi suona sempre indigesto chi non essendo donna sa esattamente una donna come è, come dovrebbe essere, quel che sente e quel che sentirà e dovrà sentire.
    Poi il pezzo è molto poetico, molto donna angelicata, però….

  3. margaret

    Amico, io sono e provo ad esser cristiana cattolica e il mio Credo è quello della Santa Chiesa di Roma. Ignoro chi sia questo signore Alvise ma non credo nella reicarnazione (tu si?). E sono una donna.
    Mi fa sorridere che un commento appena appena difforme da quello che vi aspettereste venga sempre stigmatizzato ferocemente e/o produca commenti di malcelata impazienza dietro una apparente pazienza. Ho solo detto che la versione donna angelicata è poetica e bellissima ma a mio avviso lontana dalla realtà. E ovviamente può provenire da un maschio, che femmina non è e dunque non “sente da dentro”. A ranghi invertiti il commento sarebbe altrettanto veritiero. Cosa c’è nel mio commento di tanto sorprendente o irritante da farvi sbuffare e dar di gomito l’un l’altro?

    1. Giusi

      Margaret riguardo ad Alvise e alla reincarnazione sono battute. Alvise è un “feroce” contestatore che manca e ci manca da un mese perchè è andato in India.

  4. Valeria

    Più che un laminato sarei un truciolato e le rotondità sono il prodotto di 4 meravigliose creature che comunque non disdegnano di tuffarsi dentro (compreso il marito😉) e altro che oro o argento! Mio marito direbbe che sono disegnata con l’argilla…perché come dicono a Roma “so de coccio!” 😂😂😂😂
    Insomma, più che diafana sono un rafano😄😄😄
    Ma grazie a Dio mi ama tanto😍😍😍😍

  5. @Margaret 😉

    Comprendo il tuo commentare che personalmente non mi disturba…
    Non è per “chiamarmi fuori” (del tipo io non sono stato…) ma il mio essermi inserito in fila, era un semplice “giocar con le parole” tra me e senm ( cosa che facciamo spesso 😉 )

    Di Alvise già ti è stato detto.

    1. LIRReverendo

      Come un elefante a murano. Si potrebbe ribadire.
      Non esistono più le donne che aprono le finestre, e vedendo la polvere si adoprano nel ripulirla. Poi rimirando meglio non e polvere, ma cenere. Allora mi affretto a cercare gli ulivi benedetti, ma alfine solo mozziconi tinti di rossetto dark restano a riprova dell ‘eterea speranza.
      LIRReverendo in sul calar del sole

  6. Sara

    Grazie, Andrea, per il tuo post, bello e profondo come sempre!
    Da donna non posso che apprezzare e condividere. E gioire ogni volta che un uomo mostra di aver colto la nostra più vera e concreta realtà, così come Dio l’ha pensata, voluta e creata: se solo noi stesse riuscissimo a capire che davvero possiamo essere così come il disegno divino ci ha plasmate, che grandi cose potremmo fare! Che potenti Magnificat potremmo cantare!
    E che bello quel salmo! Noi lo scegliemmo per il nostro matrimonio: grazie di avermelo fatto gustare ancora una volta!

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