Intervista a Costanza (abbiate ancora un po’ di pazienza…)

 

Intervista di Camillo Langone per il quotidiano LIBERO del 20 settembre 2012

di Camillo Langone

I libri di Costanza Miriano non sono un consiglio ma un augurio. Spesso gli amici mi chiedono di consigliare loro quello che definiscono un “buon libro”, mettendomi in imbarazzo perché ognuno ha i suoi gusti e i miei non sono esattamente quelli correnti: non leggo gialli né sfumature né amici di Fabio Fazio. Ma quando ho la ventura di incappare in un “libro buono” (cambiando posizione all’aggettivo cambia tutto, fateci caso) non mi limito a suggerirlo pacatamente e mi spingo fino ad augurarlo di cuore. Auguro a tutti i lettori, uomini e donne, di leggere “Sposala e muori per lei” (Sonzogno).

E di incontrare persone che lo abbiano letto: sono pagine di una saggezza e di una dolcezza contagiose e chiunque, in un mondo infestato da saccenti-competitivi, vorrebbe avere al proprio fianco qualcuno che sia al contempo saggio e dolce.

Intervistare l’autrice, manco a dirlo, è un piacere.

Il titolo del libro lo fa supporre dedicato agli uomini ma non temi che alla fine sarà letto solo dalle donne? A noi maschietti l’esaltazione del matrimonio turba.

Agli uomini non piace parlare di sentimenti. Sono concreti, parlano per comunicare informazioni, non per discettare, sfogarsi o spaccare il capello come facciamo noi. Io vi amo proprio per questo. Ma che agli uomini non interessi l’amore eterno non lo credo. Se la donna rende lo stare vicino a lei un paradiso l’uomo non se ne stanca mai.

Anche per questo secondo libro hai scelto come titolista san Paolo, ma perfino le cattoliche più praticanti non ne vogliono sapere della Lettera agli Efesini e del suo invito alla sottomissione femminile.

San Paolo lo capisce solo chi capisce il battesimo, che è sostanzialmente far morire la nostra umanità per far agire la grazia, farsi piccoli, lasciarsi trasformare da Dio. È il mistero grande di Cristo che muore per la Chiesa. Perché doveva morire anziché venire comodo comodo, su un trono scintillante? Se uno non capisce questo non capisce niente di san Paolo e si offende a sentir parlare di sottomissione.

Cosa rispondi a chi, ignorante di Antico Testamento, ti accusa di una visione coranica della donna?

Confesso: non so quasi niente del Corano, e non mi interessa. Se però ti riferisci a una donna priva di libertà dico che la differenza sta proprio nella libertà. La Verità vi farà liberi. La Bibbia ci dice la verità su di noi. La verità della donna è che è bello per lei scegliere di obbedire a qualcuno che stima, quando appunto è una scelta. La pacifica, la rende felice. E l’uomo a cui lei obbedisce, poi, dà la vita per lei. Non c’entra niente con la logica di chi comanda: è un fare a gara nello spendersi.

Il libro precedente (“Sposati e sii sottomessa”, Vallecchi) più che una questione di copie è stata una questione di coppie. E’ vero che ha salvato matrimoni?

E’ vero, diverse persone mi hanno scritto che il loro matrimonio ha cambiato marcia. Quando la donna si arrende cade la barriera del sospetto reciproco e si entra in una dinamica tutta nuova. Ci sono donne che avevano portato le carte dall’avvocato e poi leggendo il mio libro hanno fermato tutto.

E col nuovo libro quali risultati speri di ottenere?

Mi piacerebbe che le donne convinte dal primo a essere accoglienti riescano a dire ai propri uomini come essere virili. Siccome gli uomini non ascoltano i predicozzi delle donne, c’è solo un modo per far arrivare il messaggio: mostrarsi belle, lasciarsi inseguire con la propria bellezza. Per gli uomini stare vicino a noi dev’essere piacevole e così, senza richieste, prediche, musi, scenate, si compiranno i nostri desideri. Anche se il come e il quando non possiamo deciderlo noi perché non siamo noi gli arbitri della realtà.

C’è un capitolo intitolato “Cos’è davvero la virilità”. Al lettore maschio, ovviamente interessatissimo all’argomento, puoi sintetizzarlo in due righe?

La virilità è la capacità che deve avere l’uomo di prendere su di sé i colpi della vita, a difesa di coloro che gli sono affidati. È la capacità di morire a sé stesso per far vivere gli altri. Il massimo della virilità è Gesù.

Nel libro parli delle “persone che tengono la maglietta macchiata per stare in casa, invece di riservare al marito, alla moglie, la parte migliore di sé”. E’ una critica alla sciatteria?

Sì, sono una profonda sostenitrice della cattolicità del reggicalze.

Puoi riassumere la tua idea di “amore accogliente” che tanto mi piace? Come dev’essere l’amore della donna?

La donna deve prima di tutto resistere alla tentazione di dire all’uomo come deve essere. Non deve fare la maestrina, criticarlo o cercare di formattarlo. Deve lealmente fidarsi di lui e del suo sguardo virile sul mondo. E se proprio vuole fargli arrivare un messaggio deve trovare il modo di parlare con la vita, e di essere talmente dolce e sorridente e solida (non una bambina che fa i capricci o mette i musi) da far venire all’uomo la voglia di seguirla.

 ***

 Le illustrzioni sono di Giulietttt  (il suo vero nome è Giulia Amadei, graphic designer  e illustratrice), realizzate appositamente per il libro Sposala e muori per lei.

138 pensieri su “Intervista a Costanza (abbiate ancora un po’ di pazienza…)

  1. perfectioconversationis

    Costanza: il tuo più grande successo sarebbe di combinare il matrimonio di Langone, con una fanciulla adeguatamente sottomessa, ma anche capace di gareggiare in arguzia, all’occasione. Che ne dici, dell’arduo compito?

  2. “Sì, sono una profonda sostenitrice della cattolicità del reggicalze.”
    Oh yeah
    (Giusto per smentirti quando dici che sono tra quelli che tengono alto il livello del blog)
    😉

    1. giuly

      meno male che ha parlato di reggicalze e non di autoreggenti! con le seconde la mia coscia assomiglia ad un insaccato…. il reggicalze è elegante e meno impietoso!

  3. Di Langone ora sto leggendo “Scambio di coppie con uso di cucina” che sconsiglio alle donne tranne quelle che abbiano un po’ di senso dello humour. Tornando all’intervista mi rendo conto ancora una volta della perfetta sintonia tra il pensiero di Costanza e il mio. Rivendico solo la bellezza della mia esperienza in sala parto dove la sessualità non viene assolutamente percepita giacché le ostetriche mi hanno sempre posizionato dietro le spalle della moglie per cui la mia prospettiva mi permetteva di vedere solo e non è poco la testolina del piccolo/a che viene alla luce e di seguito tutto il corpicino. Questo per i primi due parti, al terzo ero mezzo addormentato. Perché privare il padre di vedere la nascita e permetterla che so al ginecologo? Credo sia un’immagine che rimanga per sempre scolpita nel cuore e quando ti vedi il ragazzotto di quindici anni e lo ricolleghi all’istante in cui è venuto alla luce ti fa riflettere.

    1. lidia

      Exileye – scusa una cosa. Se ben ricordo, tu dici di essere un cristiano fedelissimo ai dogmi. Posso cheiderti se la risposta che hai dato ieri al mio commento (ingiusta, posso dirlo? Anche perché era un insulto e basta, senza un minimo di ragionamento) rientri, secondo te, nel compimento di quel passo del Vangelo (un po’ dimenticato, mi sa, in mezzo a tutte queste discussioni su creazionismo, magistero etc.) che recita “amatevi l’un l’altro”?
      Grazie. Ci terrei, alla risposta.
      A me tutte queste discussioni sul Magistero sembrano un mucchio di fuffa, davanti a risposte così, se posso essere sincera.
      A volte mi pare di essere, qui, in un universo parallelo, dove l’unica cosa che conta è essere raccolti in gruppo contro l’infedele (cioè chiunque abbia opinioni diverse da quelle espresse da Costanza) – e mi sento spersa, perché anche io amo ciò che dice Costanza, e mi piacciono sinceramente molte, molte delle cose che leggo, ma non mi piace l’astio, la mordacità, il disprezzo che leggo in molti commenti.
      Lo so che non è la prima volta che dico queste cose, le ripeto a intervalli regolari, perché penso siano importanti. Io ho imparato molto qui, da voi (non per nulla ho citato Costanza e voi del blog nei ringraziamenti alla mia tesi di dottorato!!), soprattutto in termini di meraviglia positiva davanti a persone che ho imparato a conoscere qui, e spesso ho pensato che sono fortunata ad poter parlare con voi – ma sono anche spesso rimasta molto scandalizzata da risposte che di cristiano mi pare non avessero nulla – ma proprio nulla.
      In merito al commento di ieri:
      No, certo, non m dà fastidio “sposala” (come ho scritto nel comemnto). Ma proponevo due letture per la differenza nei titoli “sposati” e “sposala” – una delle quali (che non credo tu abbia letto) diceva proprio che quello “sposala” è bello, e perché. però, lo sapevo già che sarebbero arrivati commenti così – e la cosa mi rattrista profondamente.

        1. Luigi, non te lo concedo! Tutto si può dire di Lidia tranne che sia in malafede. Credo tu le debba delle scuse. E te lo dico in affetto e amicizia

          1. Fefral, la tua amicizia con Lidia e la tua solidarietà nei suoi confronti l’apprezzo ma penso sia abbastanza adulta da potersi esprimere da sola. Io mi aspetto delle scuse da lei per quella frase che mi ha attribuito a meno che anche tu sostenga che io abbia mai espresso una simile cazzata. Se non è in malafede allora coma la spieghi? Mi sembra sia una ragazza intelligente e parla diverse lingue tra cui l’italiano.

            1. Quale sarebbe la cazzata? Non sei fedelissimo ai dogmi forse? E questa non è certo una cosa cattiva!
              Il tuo commento di ieri anche a me sembra fuori luogo e sono d’accordo con le cose che scrive lidia, sia sulle sue perplessità relative alla differenza tra “sposati” e “sposala”, sia su quello che scrive relativamente alla possibilità di realizzarsi pienamente come persona anche al di fuori del matrimonio (per l’uomo come per la donna). Il matrimonio è sia per l’uomo che per la donna l’unione con una e una sola specifica persona, e ha un senso, un valore, sia per l’uomo che per la donna, con quella e solo quella persona che si è scelta per la vita. Quindi sposaLO sarebbe stato secondo me più bello come titolo per il primo libro, e aggiungo SECONDO ME… non mi irrita il titolo, non so se Lidia si irrita ma non credo ci siano gli estremi per affermarlo, credo che il tuo sia un giudizio un po’ azzardato, ma stiamo discutendo tra persone che condividono le verità di fede e non le sfumature, le verità di fede, ringraziando Dio, lasciano un sacco di spazio alla libertà e all’intelligenza umana, non ci si chiede di essere tutti formattati come cloni.
              Non difendo Lidia perchè le sono amica, sono amica sua quanto tua… dirle che è in malafede penso non sia giusto.. e quell’affermazione non rende merito alla tua intelligenza e sensibilità.

                1. ma la frase in sé non è una cazzata! Oppure sì?
                  Io penso di aver detto qualche volta di essere fedelissima ai dogmi, e se tu dovessi affermare una cosa del genere di me non me ne sentirei offesa 🙂
                  Se invece mi dicessi che sono in malafede, quella sì che la riterrei una cazzata! E pure una cattiveria gratuita.
                  Dai… ammettilo… una cazzata l’hai scritta!

                  1. Senti Fefral, io cazzate ne faccio tante, tutti i giorni e le ho fatte tutta la vita (e questo basterebbe a confermare che non potrei mai scrivere quelle cose) ma non mi sento offeso per quello che ha scritto ma perché non sopporto che mi si attribuiscano cose che non ho detto. Poi gradirei che scrivesse Lidia nel merito non tu.

                    1. il blog è aperto e io scrivo se ho voglia 🙂 non mi pare di essermi inserita in una chat privata 😛
                      ciao, buona giornata! Oggi forse riesco a recuperare il libro, sembra sia arrivato alla feltrinelli qua vicino

  4. Mario G.

    W la bellezza, e come dici tu la “cattolicità del reggicalze” ! Come segno della Bellezza che si ha dentro, che ci abbraccia, vivere con gioia il gusto del bello e di farsi belle/i per l’altro/a, non appena per sé…

    Sto già pregustando la lettura del tuo libro, che mi arriverà a giorni…

    Grazie Costanza.

  5. 61Angeloextralarge

    Carissima Costanza, questo link è il mio grazie per avermi ringraziato. Guidooooo! Aspetta un paio di minuti prima di cambiare il canale, su! 😉
    Ma questo link è anche per me “Giusto per smentirti quando dici che sono tra quelli che tengono alto il livello del blog”:

  6. “Confesso: non so quasi niente del Corano, e non mi interessa.”
    Come, un’intellettuale che disquisisce di teologia e di teologia applicata
    (laureta in lettere classiche, giornalista etc) afferma che a lei “non gli interessa”?
    A lei, essendo abbonata alla sola unica vera religione esistente non gli può importare di cose false?
    A ogni modo bastava dire “confesso che non so quasi niente del Corano” e stop, senza aggiungere altro

    1. Roberto

      “”A lei, essendo abbonata alla sola unica vera religione esistente non gli può importare di cose false?””

      Oh, bravo Alvise! A furia di stare qua da noi vedo che cominci a imparare le basi: son soddisfazioni, vhé!

    2. Daniele

      Non mi pare questa una cosa importante. Deve sempre puntualizzare? forse è lei che deve stare un po’ sottomesso. grazie

    3. Orazio Pecci

      Ci sono tantissime cose di cui, pur sapendone “quasi niente” si può decidere che non fanno per noi, ergo non ci interessano.

    4. Alessandro

      “Confesso: non so quasi niente del Corano, e non mi interessa.”

      Dichiarazione politicamente scorrettissima, che attirerà a Costanza l’accusa di non aver assimilato il Concilio Vaticano II e il biasimo di taluni vescovi come quello di Pavia, mons. Giudici, che scrive robe del genere:

      “Come Vescovo di questa comunità ecclesiale pavese, voglio esprimere a nome mio e della comunità sentimenti di vicinanza e di presenza alla Comunità musulmana pavese, in occasione della chiusura dl mese sacro del Ramadan 2012. Sappiamo che avete celebrato la discesa celeste del Libro sacro del Corano, applicandovi a una lettura più intensa e pia della Parola di Dio e che avete offerto a Dio il sacrificio del vostro digiuno quotidiano. Grati della Vostra testimonianza, ci sentiamo in comunione di preghiera e di fede.
      Con stima, Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia”.

      Come possa un Vescovo essere in “comunione di fede” con un islamico è un mistero che non mi applico a scrutare.

  7. 61Angeloextralarge

    “San Paolo lo capisce solo chi capisce il battesimo”: mi piace! Concordo! E’ il farsi piccoli che ci fa veri cristiani, cioè seguaci di Cristo… e non scendo nei particolari su cosa ha fatto Cristo e su chi è, perché presumo che lo si sappia già.

  8. Costanza T.

    E’ la terza questa settimana che condivido un tuo post su facebook, il mio ragazzo mi sta dando della maniaca…! Ho comprato il libro mercoledì e me lo sto proprio gustando. Complimenti!

  9. vale

    cmq se a qualcuno interessa un libro politicamente scorretto su come nacque, come fu redatto e trasmesso, ecc. il cor.ho trovato in ebook-(http://www.booksprintedizioni.it/libroDett.asp?id=846
    , )a 5 euro circa il libro di un esule egiziano copto-ma credo non praticante- assolutamente spettacolare.autore:Kamal Fawzy Ishak 65 anni, studia da anni il Corano .
    ha scritto -in Egitto- almeno 40 saggi in merito. poi l’hanno cacciato dall’univ. del Cairo.

    1. Segnalo anche quanto scritto da Messori sull’Islam nel suo volume “Pensare la Storia”… non ho letto molto nella mia vita e “quel poco che ho ve lo do”…amo questo autore perché non scrive una-parola-una che non sia supportata da fatti concreti e riscontrabili, senza alcuna ideologia di sorta. E sulla religione di Maometto ne ha scritte delle belle…

  10. Erika

    Sono a metà del libro e devo dire che ne condivido la maggior parte.
    Certo, Costanza pone molto l’accento sulla scarsa comunicatività e propensione allo scambio emotivo dei maschietti e credo che la cosa possa spaventare qualche fanciulla in fiore, che potrebbe domandarsi a che pro mettersi in casa un tizio quasi incapace di sostenere una conversazione civile;-)
    A loro vorrei dire: tranquille, perché il metodo-Costanza funziona e dunque, nel momento in cui siamo capaci di toglierci il sorrisetto ironico dalla faccia e ascoltare DAVVERO cosa ha da dire quel Grande Lebowski spalmato sul divano, lui comincerà a parlare con voi e man mano che passano gli anni scoprirete che vorrà sempre la vostra opinione e anche se continuerà a non fregargliene nulla delle vicende sentimentali delle vostre amiche, gli farà davvero piacere parlare con voi.

    @Perfectioconversationis: trovare una ragazza a Langone???suvvia, siamo seri…:-)

  11. “Fa parte dei Suoi segni l’aver creato per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Santo Corano, 30:21).

    1. vale

      Alvise, lascia perdere. in quel libro.la parte femminile,dell’umanità no viene trattata “bene”.
      Sahih Al Bukhari, Hadith 3826, narrato da Abu Said Al Khudri
      Il Profeta disse: “Non è vero che la testimonianza di una donna equivalga alla metà di quella di un uomo?”. La donna rispose: “Sì”. Lui disse: “Il perché sta nella scarsezza di cervello della donna”. […]
      Corano 4:1. “L’unica anima” da cui l’umanità fu creata era quella di Adamo e, se pure la storia Biblica della creazione di Eva da una costola di Adamo qui non viene ripetuta, Maometto la riferisce in un hadith che suggerisce che, mentre uomini e donne possono avere le stesse “innate caratteristiche”, ciò non significa che siano uguali in dignità, perché le donne sono …deformi: “La donna è stata creata da una costola e in nessun modo si raddrizzerà per te; così, se vuoi servirti di lei, serviti pure di lei finché la deformità rimane in lei. E, se cerchi di raddrizzarla, la romperai, e romperla è divorziare da lei.

      ed anche; sura della Vacca II, 223(scusate fanciulle,ma viene definita proprio così…)

      fine dell’OT.

      1. Alessandro

        Come dicevo, l’ha scritto anche il Vescovo di Pavia: “Sappiamo che avete celebrato la discesa celeste del Libro sacro del Corano, applicandovi a una lettura più intensa e pia della Parola di Dio…”

      1. Se ti piace il genere Alvise leggi il libro di Langone che ho citato sopra, certe pagine sono esilaranti e tu hai lo stomaco forte per le altre…

      2. La copulazione, che altro?
        Perché? Voi sì e io no?
        Perfino filia ecclesiae, suppongo, nel suo piccolo, che si applichi a questa pratica (un corpo solo di due) perchè io non dovrei o non potrei?

  12. Erika

    Devo ammettere di essere rimasta anch’io un po’ perplessa di fronte alla dichiarazione di Costanza “non so quasi niente del Corano e non mi interessa”, perché credo che un libro sacro per un miliardo e mezzo di persone meriti una sfogliatina…il che non vuol dire e non implica in nessun modo un avvicinamento alla fede islamica (francamente credo che molte ragazze occidentali che si sono lasciate affascinare da uomini musulmani, ci avrebbero pensato più attentamente, se avessero preventivamente dato un’occhiata al Corano).
    Detto ciò, non dimentico che Costanza ha un marito, quattro figli, un lavoro di giornalista e due libri pubblicati all’attivo, dunque immagino sia anche una questione di priorità e questo lo capisco.

    1. Erika non rispondo per Costanza, ma facendomi la stessa domanda mi dico: Non riesco a cosnoscere e a meditare le Scritture (Bibbia) come vorrei, non riesco a stare dietro a tutti i discorsi del Santo Padre, ai documenti passati e presenti della Chiesa (che vuol dire anche almeno quelli attuali della mia Diocesi), agli scritti immensamente preziosi dei Santi, poi mettici i lbri di Costanza (che non ho ancora letto), figurati quanto mi può interessare del Corano… 🙂

      Che poi, come posso, cerco anche di essere un uomo, un marito, un padre “virile” come dice Costanza, che è anche andare a lavorare.

  13. vale

    a erika
    anche prima della diffusioni delle religioni abramitiche( sono molto politicamente corretto in cotale affermazione,avvicinando le tre religioni del cosidetto “libro”-ed escludendo gli altri libri di origine ariano-iranica ed altro…) un tempo la maggior parte delle popolazioni esistenti credeva in Zeus, Odino, Baal, Astarte,Ra,Osiride,Amaterasu,Buddha, ecc.ossia in quel polimorfismo divino che , invece, era una domanda di assoluto senza risposta.se non il nulla dopo la morte.
    vuol dire che erano ,sono, vere perché ci credette- ci crede- la maggior parte degli abitanti dell’orbe terracqueo di allora o di oggi?
    gli è che la sciùra Costanza ha( polit.corr.: ritiene) di conoscere la Verità( ed ha ragione). il resto può essere un divertissement da sociologi o archeologi al quale uno può non voler sottostare.

  14. Alvise, io non sono un’intellettuale che discetta di teologia, ma una manovale che prova a vivere quel poco che ha capito, e che, siccome per lei ha funzionato, ha voglia di spargere la voce (con i libri). Per il Corano non ho tempo.
    La vita privata di Langone è coperta, per suo volere, che io rispetto, dal più rigoroso riserbo.

      1. E infatti leggesi “non sono un’intellettuale che discetta di teologia”.
        Intellettuale – che non discetta – non: non intellettuale 🙂

  15. Erika

    @Vale: non ho mai detto che ritengo sacro il Corano perché ci crede tanta gente. Dico solo che, dal momento che viviamo sempre più a contatto (che ci piaccia o no), col mondo musulmano, potrebbe non essere una cattiva idea cercare di conoscerlo meglio.
    Per provare a capire le cause del nazismo, io ho letto Mein Kampf: ciò fa di me una nazista?
    Ciò detto, e’ giusto e sacrosanto anche scegliere di non conoscere, o meglio, scegliere cosa conoscere, che e’ quello che legittimamente ha scelto Costanza.

    1. Ed infatti un po’ di conoscenza del Corano male non fa, visto che volente o nolente ormai sta imbevendo anche la nostra cultura. Poi qualcuno lo considererà anche libro Sacro (vedi musulmani). Comunque non tutti sono tenuti a saperne… Ho interpretato bene il tuo pensiero, Erika?

      1. Scusa Stefano, ma non vedo il pro… un po’ di conoscenza del Corano e come uno che viene e mi dice “conosco un po’ della Bibbia”. Cosa mi significa?

        La sciamo fare a chi a dedicato la sua vita o parte o tempo, a conoscere, a confrontare e raccogliamone i frutti. Quanti di noi conoscono VERAMENTE la Bibbia, sanno far convivere e dialogare tra loro l’Antico e il Nuovo Testamento? Sentire quanto Cristo fosse Ebreo e capace di dare senso (un senso nuovo) e compimento alla “Legge”. O leggere la storia di Giacobbe e capire cosa a a che fare con me ESISTENZIALMENTE. Si potrebbe continuare sino a notte 🙂

        E io mi vado a leggere (non dico nemmeno studiare) un po’ di Corano? Mah… o per carità chiunque libero di farlo. Io mi “perplimo” come diceva quello 🙂

        1. Beh, credo che sia sempre meglio sapere una cosa in più che in meno, in generale…

          Non so per gli altri frequentatori del blog, ma il fatto di portare avanti un cammino di fede mi ha fatto nascere quasi automaticamente una certa curiosità sulle altre realtà religiose presenti nel mondo. Come dicevo, non ritengo assolutamente che questo sia “obbligatorio”, credo però sia legittimo.

          Personalmente la conoscenza di un minimo minimo di Corano mi ha aiutato a comprendere meglio le non poche persone di fede islamica che conosco. Occhio, a “comprendere”, non a giustificare. E a guardare con un occhio meno superficiale anche i recenti fatti di attualità riguardanti il mondo musulmano. Conoscendomi, credo che altrimenti sarei salito nei soliti carrozzoni fatto di luoghi comuni e vari “io penso che…”.

          Nel mio specifico di insegnante, e per di più di religione, penso che sia lampante come non possa non intendermi un pochino di Islam… fa parte pure degli argomenti di insegnamento…

          E comunque vi sono dei benefici effetti collaterali a studiarsi un po’ di buddismo, islam, induismo etc… del tipo che ogni volta che ne parlo tiro sempre un sospiro di sollievo dicendo “Meno male che sono cattolico” 🙂 🙂 🙂

          1. “Beh, credo che sia sempre meglio sapere una cosa in più che in meno, in generale… ”
            In generale perfettamente d’accordo. In particolare l’obiezione era: meglio sapere poco di tante cose o meglio sapere bene poche cose?

            Ma lasciamo qui, direi ci saimo capiti, sennò parte la diatriba il Corano lo leggiamo o no? Saimo aperti o siamo ottusi? Che per dirla alla Costanza “non mi interessa” (ma manco un poco) 🙂

              1. Non credo comunque che per forza si debba stabilire un giusto/sbagliato, aperto/non aperto… c’è chi vuole approfondirlo, chi invece no… sono entrambe posizioni legittime, mi sembra…

                1. Dai Stefano… chi ha detto è giusto o è sbagliato? Io l’ho detto? Non mi pare…
                  Ho espresso un singola, condivisibile o non condivisibile, opinione 🙂

  16. Sai Costanza cosa mi piace dei tuoi libri? Il fatto che ci costringono a mirare alto. Una piccola ma sacrosanta legge della pedagogia dice che se vuoi far giungere qualcuno a 100, devi spingerlo ad arrivare a 120. Esattamente quello che fai tu. Ci poni una meta che sembra irraggiungibile (perché diciamocelo, chi, tu compresa, riesce a mettere in pratica quotidianamente senza sbavature ciò che proponi?) ma che paradossalmente è per questo ancora più affascinante. “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”… Anche Gesù sapeva che perfetti non lo saremo stati mai, eppure non ci ha risparmiato questa esortazione, facendoci capire che non saremo arrivati del tutto, ma potremo amare sempre di più, ancora di più… “La carità non ti lascia mai in pace” diceva un sacerdote di mia conoscenza. Leggendo i tuoi libri mi sembra di osservare la realtà matrimoniale con la lente di ingradimento di quello che ritengo il versetto più bello e impegnativo del Vangelo “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.

  17. vale

    a erika:
    perchè mi attribusci cose che non ho detto? non ho detto nulla di quel che mi rimproveri. ho solo specificato che se uno ritiene di conoscere la Verità( e ribadisco che per me ha ragione) può non voler perdere tempo- che magari non ha- per discettare del “sesso degli angeli” o di qualsiasi altra cosa,anche se dell’argomento fosse interessato o seguace l’intero orbe.
    ed alla fine aggiungi”legittimamente” ha scelto. perlappunto. ha scelto.
    vuol dire che non lo può dire?sul fatto che sia una idea ragionevole conoscere, hai ragione. ma io ho tempo. per cui non solo l’ho letto in diverse traduzioni- non conosco l’arabo( un po’ di aramaico e sanscrito,sì)-ma anche libri di linguistica, esegesi e storiografici sul tema.
    e confermo che, a parte il fatto che possa citare degli hadit, delle sure, e quant’altro a confutazione di affermazioni pro, potrei persino aver perso del tempo per del “nulla”dal punto di vista “teologico”( che non mi ricordo chi ha detto essere l’unico studio “sensato”. ma Cyrano può soccorrere…). magari utile dal punto di vista storico e di erudizione( non oso dire cultura) o per fare conversazione…

  18. vale

    p.s. aggiungo che persone miglior- va da sè- di me come Ramon Llull-Raimondo Lullo- ed altri,dopo aver passato una vita a comprendere quella religione ed a cercare il dialogo, finirono per predicare la crociata.forse non sono più i tempi. ma se la storia, anche di queste persone, insegna qualcosa, è che il “dialogo”, per loro, è solo una tregua…

    1. vale

      ma non eri sposato, convivente o come voialtri atei-deisti-laici-ecc. lo chiamate? fedifrago.l’amore mercenario….

  19. premetto che non ho letto né ho in programma di leggere il corano (ho un metro di libri sul comodino che ancora non sono riuscita ad aprire), ma sottoscrivo erika e stefano.
    D’altra parte i difensori di Costanza contro le critiche non argomentate di tanti che neppure hanno sfogliato i suoi libri non rinfacciano proprio questo loro parlare senza aver letto?

    1. giuly

      mio malgrado ho dovuto leggermi un bel pezzo di corano per preparare un esame di storia dell’arte e dell’architettura medievale ai tempi dell’università. Quindi non l’ho letto integralmente. Ma soprattutto non ho mai letto integralmente la Bibbia, e la cosa mi pare assai più grave per chi si professa cristiano cattolico, lo dico cospargendomi il capo di cenere…. se proprio devo recuperare qualcosa, lo devo recuperare sul fronte della MIA fede, non su quella di chi è nato in una diversa cultura, che fa benissimo ad andare in fondo al proprio credo e metterlo alla prova sulla sua vita.

      1. E’ possibilissimo vivere pienamente la propria fede cristiana e cercare di conoscerne altre. E’ ovvio che il mio cammino di fede cristiano-cattolica investe la mia persona integralmente, a tutti i livelli… insomma, ci gioco la mia vita intera sul fatto che Dio mi ama e che mi dona la salvezza attraverso l’incarnazione, la morte e la risurrezione di suo Figlio Gesù Cristo, anch’esso Dio… l’eventuale studio di un altra religione rimane confinato nel solo ambito intellettuale, di sete di conoscenza. Almeno per me è così…

    2. Gli apostoli hanno seguito Gesù senza conoscerlo, forse solo per simpatia e ispirazione all’ inizio.Io difenderò Costanza sempre, prima per simpatia e poi per argomentazione. Lo stesso del resto fai tu come ho potuto constatare spesso.

  20. JoeTurner

    credo di avere nei confronti dell’Islam un atteggiamento diverso da molti cattolici oggi: non solo ne ho molto rispetto ma credo che abbia un ruolo importante nella storia della Salvezza. Ho posto tempo fa una domanda a don Fabio Bartoli circa un passo dell’Apocalisse e questa è stata la sua risposta:

    “C’è un passaggio in cui Giovanni parla di un angelo che annuncia un vangelo eterno, che è poi il kerygma minimale: adorate Dio creatore. Gioacchino da Fiore pensava che questo fosse S. Francesco, altri hanno affermato che era Maometto. Secondo me più importante è il seguito del passo, in cui si afferma chiaramente che quelli che seguono questo “vangelo eterno” pur non essendo nel numero dei “compagni dell’agnello” (che sono in piedi sul monte Sion, già in salvo) contribuiranno alla sconfita della bestia ed avranno quindi un posto nella Gerusalemme Nuova.
    L’Islam quindi? Anche, io direi tutti coloro che adorano un Dio creatore e si rifiutano di sottomettersi alla bestia”

  21. Velenia

    Finalmente trovato ! E ora vado a leggerlo.tra compiti dei figli,bucati ,cene e altro.Ciao, Ciao ci sentirermo dopo
    P.S. Mi sono specializzata in diritto comparato con una tesi sullo status giuridico della donna nel diritto islamico,e la curiosità per quest’argomento mi è nata leggendo i primi capitoli di ” All’origine della pretesa cristiana” di Don Luigi Giussani,questo non significa assolutamente che tutti i giuristi cattolici debbano essere incuriositi dal diritto islamico,ci sono cose che rientrano nel gusto individuale.

  22. Carola

    Ciao Costanza, quando dici “La verità della donna è che è bello per lei scegliere di obbedire a qualcuno che stima, quando appunto è una scelta.” intendi che è comunque sempre verso un marito o in generale? Mi è capitato solo recentemente di trovare un uomo che stimo così tanto che mi viene quasi naturale questo atteggiamento con lui… tu cosa faresti?

  23. Solo alcune osservazioni, o, in fondo una sola:
    il secondo libro della Miriano, ancora più che il primo, nel quale l’intreccio i misteri della fede era forse più poplposo,
    risulta, alla fine, consistere in un “gustoso” vademecum” di amorevole e anche intelligente comportamento in famiglia
    che fa andare bene le cose. Se non ci fosse la religione di mezzo (che secondo me proprio non c’è) sarebbe un semplice elenco dei luoghi comuni
    che si sentono dire in giro a proposito del modo di comportarsi tra marito e moglie perché in famiglia vada tutto liscio d’amore e d’accordo (cose mille volte dette e ridette e sentite se ci pensate)
    La differenza sta nello stile (di cui io non mi intendo) nelle battute, nelle trovate spiritose etc. che però sembra che a molti piacciano considerato il gran numero di consensi sparpagliati anche dove si voleva dire male. Tutto qua. Il mistero religioso ci è calato dentro senza che sia lui che fa funzionare le cose, ma le cose del vademecum banale a fare far parere che sia lui. Ragione per cui o uno crede che sia il sacramento del matrimonio a fare sì che tutto funzioni fino al centuplo in questa vita, o altrimenti non risulta. D’altra parte così è coi misteri, che sono inspiegabili.

    1. Di per sè il libro di Costanza, bello brutto che sia, vademecum o alta teologia che sia non può certo essere la “dimostrazione in terra” del valore del Sacramento del Matrimonio (nè Costanza credo l’abbia scritto con questa speranza!)

      Cosa poi risulta dal libro non so devo ancora leggerlo. Tu Alvise l’hai già letto? Sennò di che parli?

      Il Mistero di per sè poi non è qualcosa di “inspiegabile” è qualcosa il cui senso/significato ci sfugge, qualcosa che è “velato” che rimane nascosto a chi non ha la “chiave” per leggerlo o interpretarlo. Ma se questa “chiave” possiedi, molti “misteri” possono essere svelati (sembra un po’ una descrizione da “Harry Potter, ma chi vuol capire, capisce) 🙂

    2. Alex67

      Egregio filosofo Alvise, da quel che scrive ogni volta che commenta (questo sì, veramente banale e prevedibile: contro a priori, sempre e comunque) si evince che il problema per cui lei non riesce a capire certe cose sta proprio nella errata interpretazione finale che dà del Misterium: a differenza di quel che comunemente si pensa (anche lei, così pieno di cultura) questi non significa “QUALCOSA CHE NON SI SPIEGA, O CI CREDI O NIENTE”, ma piuttosto qualcosa che capisci solo DOPO che l’hai vissuto, sperimentato personalmente. Ad esempio, le potrei parlare di quanto si prova nel nuotare, la sensazione dell’acqua che avvolge totalmente il corpo, il principio di Archimede, i principi dell’idrodinamica per cui in certe posizioni si scivola di più ed in altre si crea attrito….ed ancora della bellezza dell’immersione, del fatto che non si può respirare sott’acqua, della difficoltà coordinativa per il semplice galleggiare ed altre 100 cose: ma fino a che non si immergerà in acqua e non scoprirà che cosa significa bagnarsi, galleggiare e poi nuotare, il tutto resterà per lei un MISTERO, nonostante milioni di spiegazioni teoriche. Evidente che a lei manca l’esperienza di Cristo, che altri hanno vissuto. Tutto qui.

        1. Alex67

          nessuna offesa, ci mancherebbe….Il tutto parte dal significato etimologico e sostanziale del Misterium cattolico; Il senso è: il Mistero della fede si comprende soltanto se lo hai già vissuto, se hai fatto almeno una volta un tuffo (perdona il proseguire in ambito acquatico) in un qualcosa che conosci solo per sentito dire o non conosci affatto; con le spiegazioni ed il ragionamento non ci si arriva, è stato (ed è tuttora) il limite di chi, pur dotato di grande cervello, ha pensato che tutta la storia dovesse passare per il suo comprendonio; “stoltezza per i pagani”…..hai voglia a spiegare, non c’è riuscito Gesù nemmeno con gli apostoli in 3 anni! Quando hanno compreso? Quando hanno fatto esperienza concreta e diretta di quanto diceva. Non l’hanno CAPITO, l’hanno VISSUTO. Se ti piace di più uso un altro esempio: posso spiegarti quant’è buona la lasagna che fa mia moglie quanto vuoi; ma lo capirai appieno solo quando l’avrai assaggiata. Buona serata

  24. Alex67, sono d’accordo. Anche io penso che il Vangelo sia una di quelle cose che si capiscono prima con l’olio di gomito poi con la testa. I miei libri raccontano il mio personale, limitato, fallace, minuscolo olio di gomito.

    1. Alex97 (e direi anche Costanza),

      uscirei dalle metafore. I Discepoli quando hanno iniziato a capire qualcosa? Il Giorno di Pentecoste, nè più nè meno e Cristo glielo avev predetto. Quindi nè testa, nè “olio di gomito”, nè sentimenti – forse che i Discepoli non ne hanno avuto per il loro Maestro – il Mistero della Fede è Grazia dello Spirito Santo e anche questa non puoi darla da mangiare, se non dando da mangiare noi stessi il nostro corpo. Si come ha fatto Gesù. Come si preparava a fare Paolo “Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione…”. Come hanno fatto tutti i martiri e tutti siamo chiamati a fare, magari non fino al sangue, ma magari nella sottomissione o nel “muori” per lei di Costanza di tutti i giorno nel nostro Matrimonio.

      Solo nella Potenza dello Spirito Santo i Discepoli sono divenuti Apostoli e lì sì, hanno iniziato a fare esperienza della Resurrezione di Cristo.

      Quindi arriviamo alla domanda che è il punto: come viene a noi lo Spirito Santo (e continuamente ci rinnova o saremmo solo l’ammasso dei nostri peccati che siamo? Come arriva a chi non lo conosce e magari nei suoi peccati o fosse sola ignoranza e immerso sino al collo?

      Eccola è qui, é la STOLTEZZA DELLA PREDICAZIONE!

      (poi, ovviamente, la Grazia conosce strade che noi non conosciamo)

      1. Alex67

        “Il Mistero di per sè poi non è qualcosa di “inspiegabile” è qualcosa il cui senso/significato ci sfugge, qualcosa che è “velato” che rimane nascosto a chi non ha la “chiave” per leggerlo o interpretarlo. Ma se questa “chiave” possiedi, molti “misteri” possono essere svelati (sembra un po’ una descrizione da “Harry Potter, ma chi vuol capire, capisce)”.
        Questa è la prima risposta che hai dato sul “Mistero”: guarda che diciamo la stessa cosa! Non è roba “inspiegabile”, “misteriosa” come lo si intende normalmente. Si tratta di avere a disposizione la chiave: qual’è questa chiave? LA NOSTRA ADESIONE. Il tuffo. L’andare, almeno per una volta, oltre il nostro muoverci soltanto secondo la nostra misura. La Grazia dello Spirito, evidentemente essenziale, non prevarica mai però la nostra volontà: troppo rispettoso della nostra libertà. Ci può portare fino alla soglia, ma il passo poi lo dovrà fare l’uomo; i discepoli hanno deciso di uscire da quella casa. La Grazia da sola non è del Cristianesimo, ma piuttosto di Lutero…. fosse così ci troveremmo di fronte ad una arbitrarietà assai discutibile dello Spirito: perchè a lui sì e a quell’altro no? Invece il bello è che è accessibile a TUTTI.
        Certo, la Fede nasce (direi è concepita) dalla Predicazione; ma questa da sola non basta fino a che non provo personalmente. Posso sapere tutto del Perdono, sia da dare che da ricevere, grazie alla predicazione: ma il Mistero intrinseco all”amare i propri nemici”, la Grazia che vi è in quell’atto, lo si comprende appieno solo avendone avuta una esperienza concreta. Con la predicazione il Vangelo può arrivare ad essere percepito come affascinante, provocatorio, impraticabile, divino; solo con l’esperienza (se vuoi, con le opere) scopri che è VERO.
        In fondo è la stessa cosa che accade con i libri di Costanza: nessuno è “un pò” d’accordo; o tutto o niente. O certe cose uno le legge e dice “Niente di sorprendente, è veramente così; scritto in maniera originale, brillante, attuale, ma fondamentalmente niente di più che l’esperienza quotidiana di ogni cristiano, riscontrabile in tutta la Scrittura ed in tutta la Tradizione”, oppure risulta inaccettabile, direi quasi violentemente ripugnante e da crocifiggere. Come fu, ed è tutt’oggi, per Cristo.

        1. OTTIMO, OTTIMO… (giusto anche il distinguo rispetto Lutero) quello che hai descritto è il passo sucessivo alla predicazione e alla “iiluminazione” che viene dallo Spirito Santo. La nostra adesione, il nostro SI (come quello di Maria), il nostro “mettersi in cammino”.

          Così è stato per me. “Illuminato” sulla via per Damasco (e scusate il paragone), mi sono detto: qui mi si dice che la mia vita può cambaire! Vale la pena provare,,, in fondo cosa ho daperdere? … e TUTTO ho guadagnato! 🙂

  25. Alessandro

    Costanza catechista

    http://www.ucroma.it/category/video-genitori

    “Il nuovo “strumento pastorale”, come lo definisce monsignor Lonardo, ogni venerdì, metterà a disposizione di genitori ed educatori un video di tre minuti in cui padre Maurizio Botta, sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri e vicario parrocchiale a Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova), risponderà ad alcune questioni realmente poste dai figli ai genitori.
    A leggerle, la giornalista Rai, Costanza Miriano – spiega la nota – Il linguaggio adottato dai due protagonisti è pensato per i più piccoli: punta ai concetti profondi della fede cristiana con uno stile sobrio ed essenziale perché, come afferma padre Botta, “il bambino è un soggetto religioso che ha domande grandi come quelle dei filosofi e siamo convinti della serietà delle questioni che pone”. Le risposte partiranno sempre da un versetto del Vangelo della domenica successiva. “In questo modo i genitori saranno aiutati anche nella spiegazione della Messa”, conclude monsignor Lonardo. I video sono girati in diversi luoghi di Roma. Si comincia dalla terrazza di Santa Maria in Vallicella”.

  26. Uà. ci sono anche io nei ringraziamenti!!!! Grazie Costanza!!!
    Ho letto solo l’introduzione per ora, mentre facevo i compiti con mia figlia. No, mi correggo, ho letto anche la quarta di copertina, incuriosita dopo aver letto la recensione di G. Marcotullio (amico fraterno dell’autrice che ha corretto le castronerie teologiche secondo quanto leggo nei ringraziamenti ma che a quanto pare non è riuscito a convincere l’editore ad avere il buon gusto di non citare quel cafone di Langone).
    Poi ho dato un’occhiata alla recensione di vanity fair e al patetico dibattito che si è sviluppato. Patetico sia da parte di chi attacca Costanza che, e credo sia peggio, da parte di chi con l’intenzione di difenderla non sta facendo certo un favore alla sua immagine e, ancora peggio, alla sua persona. Ma questo è un tema su cui rischio di beccarmi un po’ di insulti qua dentro, e visto che vi voglio bene lascio perdere.
    Torniamo all’introduzione del libro… prima dico cosa non condivido.
    “la grandezza di un uomo sposato non può prescindere da quella della sua donna”. Non sono d’accordo con questa frase. Conosco degli uomini davvero in gamba sposati con donne piccole di cuore e di mente. E proprio perché ne conosco credo che questa frase di Costanza sia ingiusta o quanto meno inesatta.
    Invece mi ha fatto davvero un sacco di piacere trovare proprio nell’introduzione la risposta ad una delle mie maggiori perplessità che mi erano rimaste dopo la lettura del primo libro di Costanza. La scelta della donna di vivere nel matrimonio la sua vocazione secondo l’impostazione paolina non ha come diretta conseguenza l’adesione del marito alla sua vocazione. Mi piace che si parli di amare gratis. Mi piace che si parli di libertà nel porgere un dono ed accoglierlo. E anche di non accoglierlo. Perché non siamo noi donne a poter cambiare un uomo, anche se ci piacerebbe tanto. Perché esiste la libertà e un uomo (come una donna d’altronde) cambia solo se decide di farlo.
    Ecco, tutto questo nel primo libro mancava. Sembrava quasi che dalla sottomissione della donna derivasse in maniera scontata e necessaria il dare la vita del marito per lei. Ma non è così. E Costanza sembra pensarla allo stesso modo… spero che il libro continui su questa linea.
    Buonanotte

  27. JoeTurner

    ora che si è un po’ placata l’eccitazione da primo giorno di scuola ne approfitto per fare i complimenti alla bravissima GIULIETTTT: i disegni sono veramente una delizia, BRAVA!

  28. maria

    Mi riprometto di leggere i libri al piu’presto ma ho letto molto interviste e si percepisce che la Miriano scrive di quello che vive e sente profondamente,e da cattolicale sono grata perche’LA Verrita’annunciata da una laica rende il Cristianesimo quasi una novita’.Quando leggo le sue interviste mi commuovo perche’e’questo il Mistero della felicita’ ma mi rendo conto che bisogna fare una kenosys profondissima e non tutti hanno la Grazia di riuscirci e questo e’un’altro mistero grandissimo.

  29. “La virilità è la capacità che deve avere l’uomo di prendere su di sé i colpi della vita, a difesa di coloro che gli sono affidati. È la capacità di morire a sé stesso per far vivere gli altri. Il massimo della virilità è Gesù.”

    Da incorniciare

  30. “Le situazioni dell’essere cristiano sono innumerevoli. Chiunque affermi di essere cristiano fa una dichiarazione che dovrebbe avere le sue conseguenze. Nessuno è competente a controllare se quella dichiarazione sia o no veritiera, la coscienza umana non è passibile di ispezione. nel giro di frazioni di secondo, come quelle che solo chi corre i cento metri usa nelle proprie tabelle, può aver luogo o può venir revocata una conversione, e nemmeno un’assemblea dei più acuti tra tutti gli inquisitori potrebbe mai presumere di scandagliare anche una sola coscienza. Soltanto nel giorno del Giudizio si vedrà se le dichiarazioni dichiarate erano vere o no. Una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta. Certo ci sono di quelli la cui professione di cristianesimo, trasformata in aggettivo, si potrebbe associare al mestiere che fanno: automobilisti, droghieri e decoratori cristiani. Può darsi che l’automobilista cristiano guidi davvero con maggior prudenza degli altri o il droghiere rifiuti lk’eresia di promettere un’igiene totale, o forse il decoratore cristiano […] molte cose avvengono nel segreto e non le vedremo mai. L’istanza che sarebbe competente a certificare come tale il cristianesimo dell’automobilista, del droghiere, del decoratore, non esiste, ma è pensabile: L’istanza, invece, che sarebbe competente a certificare come tale il cristianesimo di un artista non è nemmeno pensabile.[…]Ammettiamo pure che le Chiese siano autorizzate a certificare se uno è cristiano (l’angelo del Giudizio confermerà, poi, o ribalterà quel giudizio); certamente però le Chiese non sono autorizzate a stabilire che uno è un artista. Le Chiese possono cercare di stabilire se un’opera d’arte abbia in sé che insidiano la fede e la morale, se un’altra opera d’arte invece le favorisca. Può darsi che, in quanto custodi della fede e della morale, ne abbiano il diritto: e sarà meglio quanto più chiaramente verrà espressa l’intenzione di tale elogio o anatema. ma un tale elogio o anatema non potrà dire assolutamente nulla sull’arte”

    Heinrich Boell “Arte e religione”

    Heinrich

    1. Alessandro

      “Soltanto nel giorno del Giudizio si vedrà se le dichiarazioni dichiarate erano vere o no. Una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta”.

      Ecco un chiaro esempio di affermazioni incompatibili reciprocamente. Se è vero che “soltanto nel giorno del Giudizio si vedrà se le dichiarazioni dichiarate erano vere o no”, allora solo nel giorno del Giudizio si vedrà se è vero che “Una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta”. Quindi Boell, pur non trovandosi nel giorno del Giudizio, tiene per vero un enunciato (“Una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta”) la cui verità, a suo stesso dire, non può essere accertata nel momento in cui viene espresso, ma solo nel giorno del Giudizio. Tenendo per vero un enunciato del quale, a suo stesso dire, è impossibile ora appurare il valore di verità, Boell incorre in incoerenza con sé stesso. Sarebbe invece stato coerente con sé stesso se avesse detto: “Poiché soltanto nel giorno del Giudizio si vedrà se le dichiarazioni dichiarate erano vere o no, FORSE una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta, o FORSE è una promessa che di frequente o sempre viene mantenuta”.

      1. Alessandro

        “Le Chiese possono cercare di stabilire se un’opera d’arte abbia in sé che insidiano la fede e la morale, se un’altra opera d’arte invece le favorisca. Può darsi che, in quanto custodi della fede e della morale, ne abbiano il diritto: e sarà meglio quanto più chiaramente verrà espressa l’intenzione di tale elogio o anatema. ma un tale elogio o anatema non potrà dire assolutamente nulla sull’arte”

        Ciò è vero se e soltanto se la qualifica di opera d’arte può convenire a ciò che insidia la fede e la morale. E ciò non basta dichiararlo, va dimostrato. Infatti, se risultasse che la qualifica di opera d’arte non può convenire a ciò che insidia la fede e la morale, la Chiesa, in quanto titolata a rilevare ciò che insidia la fede e la morale, avrebbe anche titolo per pronunciarsi su ciò che è opera d’arte e su ciò che non lo è (magari pretendendo di esserlo).
        Certo, poiché la Chiesa è (anche) fatta di uomini e gli uomini sono fallibili, il giudizio di immoralità sull’opera d’arte emesso dall’uomo di Chiesa (per così dire) è fallibile, e quindi (se ciò che è immorale non merita la qualifica di artistico) anche il giudizio sull’artisticità, sul pregio artistico di un’opera, emesso dall’uomo di Chiesa è fallibile. Ma fallibile non significa che sia fallace sempre e comunque in quanto tale.

        1. Vero, ma per questo medesimo principio si deve ammettere che un’opera d’arte possa essere immorale o contraria alla fede per accidens, e non essenzialmente: come un artista maledetto è un artista non perché di cuore tormentato e di vita caotica, ma semmai nonostante questo, così un’opera d’arte può ben avere un’ispirazione spuria e un esito “permixtus”. A meno che non si voglia dire che nella poesia di Baudelaire e di D’Annunzio manchi affatto ogni afflato artistico, si deve ammettere che l’intuizione del bello, in quella modalità tutta particolare che è quella degli artisti, può essere più o meno incrostata di contraffazioni della bellezza (e della bontà, e della verità). Per questo l’arte e la via pulchritudinis sono così insidiose e così allettanti.

          1. “Già, perché il sacramento ha una potenza che noi non possiamo neanche immaginare, a volte segreta e nascosta; può agire in un modo che forse solo quando avremo raggiunto la nostra patria eterna capiremo, un modo potentissimo…etc.”
            Un’alra enunciazione anche questa, tra le tante, o una (forse) “annunciazione”?

  31. Mi inserisco anch’io se permettete in questa “dotta” disquisizione.

    Alcune affermazioni di Boell sono condivisibili in linea di principio, altre del tutto opinabili – come quella ben sottolineata da Alessandro “Una promessa religiosa è una promessa che solo di rado viene mantenuta” o la frase “Ammettiamo pure che le Chiese siano autorizzate a certificare se uno è cristiano…”, riflettono il suo personalissimo discutibile pensiero fortemente anticlericale che nel 1972 lo portò ad uscire dalla Chiesa Cattolica.

    Ma questo starebbe solo a indicare la sua non-cattolicità, in quanto a cristianità e il suo riflettere sulla società “moderna”, possiamo citare questo suo pensiero:
    “Quello di cui il mondo ha bisogno oggi è la speranza. Dappertutto ci sono disperati e la società consumistica, che ci schiaccia da ogni parte, accresce la disperazione. Mi dica lei che razza di società è quella in cui non c’è più posto per un bambino che nasce, per un vecchio e per un malato incurabile? Si parla solo di aborto e di eutanasia. No, non credo che si possa resistere a lungo così. Deve rinascere la religione anche nei Paesi atei”.

  32. In merito all’arte nella Chiesa parlando ovviamente di arti figurativi e di architettura, il problema non è discernere su ciò che è arte o meno, giudizio peraltro oggi tra i più ardui in senso generale, ma quanto questa supposta arte sia “funzionale” (passatemi il termine non del tutto appropriato) alla Chiesa e più precisamente alla sua Liturgia.

    E’ un problema oggi sentito (invero non abbastanza) su un argomento lasciato al discernimento di singoli vescovi, diocesi, parroci, o addirittura “consigli pastorali”, che produce effetti quanto meno discutibili. Chiese che tutto paiono essere tranne che chiese, interventi di artisti-architetti con singole opere inserite “a forza” in contesti preesistenti, opere di “artisti” che saranno pure stelle di prima grandezza (?), ma non hanno la minima idea di cosa sia la simbologia Cristiana (taluni), né ne conoscono la storia e la valenza teologica, o ai casi in cui l’ “artista” di turno, con grande arroganza aggiungo io, impone dei diktat sulla “sua opera” e sulle simbologia in essa contenute (che in realtà “sua” non dovrebbe essere se realizzata e pagata da, in funzione di, senza nulla togliere alla cosiddetta “proprietà intellettuale” che riconosce solo la “paternità” dell’opera) – vedi l’osannato Renzo Piano e la “sua” Chiesa di S. Pio.

    Ma se l’Artista vuole prestare la sua Opera a favore della “maggior Gloria di Dio” (come usava dire un tempo) e della Sua Chiesa, lo deve fare sottostando al discernimento e alla autorità (parola che non piace) della Chiesa stessa, in quanto a cosa è “buono, bello e giusto” e SOPRATTUTTO funzionale (di nuovo) alla Liturgia.

    La difficoltà può venire dall’Artista stesso, che può comunque sempre esercitare la sua”arte” dove gli pare, ma la difficoltà prima oggi, sta nella mancanza di autorità (nel senso di stabilire cosa sì e cosa no) della Chiesa stessa.

    Bene fanno gli Ortodossi che hanno canoni rigidissimi su ciò che va costruito, dove e come, e su tutto ciò che all’interno della chiesa-edificio stesso può e deve trovare posto. Avremmo meno accozzaglie di pseudo opere d’arte in giro nelle nostre chiese, manufatti che non hanno né arte, né parte, quando non sono ancor peggio, simboli pagani o massonici.

    L’opera d’arte inserita in un contesto Liturgico DEVE richiamaci sempre comunque a Dio, alla Sua Bellezza, alla Sua Opera, ai Suoi Santi, alla Storia della Salvezza (e ancora ce ne sarebbe tanto da non dover limitare nessuna mente “ispirata” e artistica), infine al Suo Mistero.

  33. Ehi Costanza, sto leggendo il libro. Già mi appassiona. C’è sempre una genialità di fondo…
    Ma come posso convincere mia moglie e leggere i tuoi libri? Giuro che ha una resistenza alla lettura…
    Stefano

  34. Sara

    Il primo libro l’ho amato al punto da regalarlo alle amiche più care (single) .. il secondo è troppo simile al primo .. non riesco a finirlo 😦 .. e mi chiedo .. forse il problema è che di tutta questa “grazia di comportamento e missione femminile” al momento non vedo “uomo degno di stima” per cui diventare io “sottomessa” .. finchè manca la fatidica seconda parte .. è tutta bella teoria .. e poi il discorso che gli uomini non ascoltano .. beh.. non posso pensare di immaginarmi in una situazione di matrimonio dove lui comunica a monosillabi .. non ha senso, anzi è un incentivo al minor sforzo maschile. Ahi ahi.. sono proprio nei guai .. non ho imparato niente. ^_^

    1. Sara, da uomo e marito (sposato due volte per vedovanza) posso dirti che ho scoperto quanto io (ma mi sentirei di allargare decisamente il campo…) che ho tanti difetti ma non credo di essere né un mammone, né un infantile, abbia avuto bisogno di essere “educato” al dialogo, all’ascolto, ad una sessualità più “alta”, alla pazienza, ad uscire (un po’) dal mio egoismo, proprio dalle due Donne che Dio mi ha posto accanto.

      Va da sé ma credo buono ribadirlo, non dalla continue (anche giuste se volete) lamentazioni, rimbrotti, “musi” e ripicche, ma dalla docezza, dall’Amore e dal Perdono, che non mi hanno portato al “minor sforzo” ma al desiderio e allo “sforzo” (non mi piace il termine…) di essere migliore.

      Credo, per esperienze e conoscenze dirette, come uomo, di essere in buona compagnia 🙂

I commenti sono chiusi.