La preghiera vi renderà liberi

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Le donne che mi fanno più tenerezza in assoluto sono quelle che non riconoscono la propria fragilità, il loro bisogno di uno sguardo benevolo che si posi su di sé. Quelle che non sanno che “verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà”.

Perché siamo tutte così, tutte desideriamo che l’altro ci rimandi la nostra immagine attraverso i suoi occhi. Riconoscere la nostra fame è il primo passo per saziarla.

Ho conosciuto delle femministe vere, dure e pure, quelle della prima ora, le madrine della liberazione sessuale e dell’aborto. Altro che donne liberate, emancipate, autonome. Non ho mai visto persone più fragili e spaventate dalla solitudine, soprattutto quando gli anni della giovinezza erano ormai lontani. Ho conosciuto donne di potere, e mi sono sembrate incredibilmente insicure, almeno su qualcuno dei fronti della loro vita. Ho conosciuto donne di successo, e ho letto nei loro occhi la paura del giorno in cui lo avrebbero perso, quel successo diventato fonte di identità.

Per la donna è assurdo che ci sia qualcuno che non la ami, o non la stimi. Questo è un dato di fatto. Poi dipende dal suo livello di sanità mentale, di equilibrio, di maturità, il modo in cui cercherà di colmare la sua voragine interiore.

Molte di noi lo fanno investendo sulla propria bellezza, e qui vorrei calare un pietoso sipario sul fatto che io in profumeria comprerei praticamente di tutto. Non vorrei interrogarmi troppo sulla circostanza che le commesse quando mi vedono arrivare da lontano cominciano a stappare il brachetto per brindare agli incassi della giornata. Non vorrei pubblicizzare troppo il fatto che a Parigi, dove abbiamo vissuto una settimana in un quartiere etnico dove ogni due negozi uno era una profumeria che vendeva prodotti per le donne di colore che vogliono sbiancare la pelle – pieno di insegne tipo fair and white, shining white – stavo per comprare una fornitura vitalizia della crema per diventare bianca, dimenticando il piccolo particolare che io bianca lo sono già (sono pronta a credere a qualsiasi promessa, basta che mi fate pagare, e mi date qualche ricetta faticosissima da eseguire, tipo svegliarmi sei volte a notte per eseguire le abluzioni).

Sapere di sé, di questa sete, aiuta a riconoscere nelle circa sei – settecento volte in cui ogni giorno si viene ferite, o si vedono comunque deluse le proprie attese, quanto di questa trafittura dipenda da noi, dalla nostra fragilità – molto – e quanto invece dalle mancanze degli altri.

L’unico amante che non si dimentica mai un gesto di attenzione, che non si distrae, l’unico amico che non tradisce mai, né dice mai “oggi non ho tempo”, l’unico fratello sempre generoso, l’unico padre sempre accogliente è quel Dio che si è fatto uomo ed è morto per noi, e che quindi ha fatto il massimo che si possa anche solo sognare.

La mia amica suor Fabiana è una donna riuscita e fiorita pienamente. È così luminosa che sembra avere comprato anche lei una fornitura della crema fair and white che stavo per aggiudicarmi a Parigi. Mi ha invitata ad Assisi, e pur essendo andata a cena con un’ampia fornitura di figli e nipoti, mi sono riposata come non mi capitava credo da una dozzina di anni. Lei e le sue sorelle e con loro una schiera di postulanti (sì, ci sono anche conventi che hanno ancora schiere di postulanti) hanno trastullato tutti con un ampio ventaglio di attività, comprendenti per la cronaca anche il suono della tromba. Una generosità allegra e sovrabbondante.

Ho chiesto a suor Fabiana il loro, il suo segreto – mi servisse se non altro per la pelle. Nonostante il suo pudore ho capito che è un rapporto personale con quel tipo di cui dicevo sopra, e la meditazione, mai lasciata neanche un giorno, anche tra le grandi responsabilità che lei ha nell’intera provincia dell’ordine. Ritagliata tra le tante cose da fare, e aggiunta agli impegni di preghiera collettivi. Un impegno che riempie e nutre e guarisce.

È solo la preghiera che rende liberi di non inseguire quello che possa colmarci, ma anzi capaci di dare e farci carico, non per eroismo, ma per una sovrabbondanza che non può che traboccare, naturalmente.

85 commenti to “La preghiera vi renderà liberi”

  1. Costanza, seguo il suo blog da un po’, l’ho anche vista in alcuni programmi tv, e questo è -senza offesa- uno dei suoi soliti commenti impregnati di sessismo. La visione della donna debole, totalmente dipendente dall’uomo, che non può esistere senza di lui, è uno dei principi più beceri del maschilismo. Le Donne intelligenti e con carattere (che esistono eccome), le assicuro, che hanno la forza e la serenità con la quale affrontare la vita principalmente dentro se stesse, senza aver bisogno di cercarla altrove. Ovvio, nessuno è perfetto, e quindi anche le persone più affermate socialmente, quelle più forti e sicure, hanno i loro lati deboli, le loro insicurezze, è normale (significa essere umani). Ma questo non è un qualcosa che riguarda solo le donne, ma tutti, maschi e femmine, ogni individuo possiede il suo un punto debole. Ogni individuo vuole essere amato ed apprezzato, chi magari professionalmente, chi nella vita privata, ma il consenso degli altri, la stima piace a chiunque. Ma ciò non significa in nessun modo il non poter star bene da single, senza sposarsi; ci sono tante persone che decidono liberamente di non avere una relazione (ognuno per un motivo diverso), e vivono felicemente la propria vita, circondati da amici e familiari; perchè l’affetto di cui TUTTI abbiamo più o meno bisogno puo’ venire da varie fonti, e non per forza da un legame matrimoniale.

    PS: Parla una persona felicemente sposata.

  2. Prolissa retorica.
    E tutti quelli che non pregano come faranno mai, non dico a sovrabbondare benefici, ma anche semplicemente a andare avanti?

  3. …..sono pronta a credere a qualsiasi promessa, basta che mi fate pagare, e mi date qualche ricetta faticosissima da eseguire, tipo svegliarmi sei volte a notte per eseguire le abluzioni….AH!AH!AH! Come conosco bene questa sensazione!!!!! E come è vero quello che dici di Assisi e di suor Fabiana!!!!

  4. non sono così sicuro che ci sia qualcuno che non prega:
    “…Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché Egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio…” (Romani 8,26.27).

    Comunque senza pregare si va avanti certo, con più fatica.

  5. Costanza, sono pienamente d’accordo con quello che scrivi. La penso proprio come te! Ti dico solo che ho capito di essere “donna” e quindi bellissima creatura di Dio dopo aver conosciuto una suora.
    Sembra paradossale, ma è così: la bellezza e la carica attrattiva che ha una suora è milioni di volte più potente di quella di certe donnine senza veli!
    Ho sentito spiegare “siate santi come io sono Santo” con “siate belli come io sono bello”…
    Va da sé che San Francesco lodasse il Signore dicendo “TU sei bellezza…”

    • Agata, ci sono suore e suore, non generalizzerei troppo, ne conosco purtroppo di assurde, lecchine con preti e anche con le persone facoltose che magari mandano i figli nelle scuole private. Tutto esprimono tranne la bellezza.

      • Beh, ho detto “una suora”, non “ogni suora”… e comunque anche le donne senza veli tutto esprimono tranne la bellezza! La bellezza in questione, intendo, quella vera, quella che deriva dal rapporto intimo con Dio!

  6. Tutto si può definire ‘prolissa retorica’ quando si vuole rimanere nell’ambito della pura astrazione. Ciò che ci rende vivi e ci arricchisce è l’esperienza vissuta, il provare sulla propria pelle, il viverlo nelle nostre più recondite profondità, e non l’asserire o meno a un’idea. Certo, ogni modalità di vita, se vissuta come scelta libera, è rispettabile, ma lo è altrettanto quella di chi comprende la propria creaturalità che è un dato umano incontrovertibile, e sceglie di non camminare da solo. Condivido quello che Costanza afferma, perché soltanto quando si esce dal giogo della nostra autosufficienza, si fa realmente esperienza della nostra capacità di amare, che ci rende liberi di gesti di gratuità che solo l’amore di Dio ci consente di fare peri essere pienamente esseri umani liberi.

  7. Proprio questa mattina in metro pensavo che l’unica cosa che ci rende liberi e non schiavi e la preghiera e, come diceva il mio ex parroco in perfetto latino “attaccateve alla croce de Gesù Cristo se no prima o poi sbattete er grugno”. Solo la preghiera e la consapevolezza che solo Cristo ci può liberare dalla nostra sete di abbondanza ci rende liberi anche dalle nostre paure quotidiane che ci fanno tenere lo sguardo sempre rivolto verso il basso e mai verso il cielo.

  8. Ancora grazie Costanza, non solo per ciò che scrivi e per come lo scrivi, ma soprattutto per il coraggio di metterci la faccia dicendo cose che oggi non sono “politically correct” e vanno assolutamente contro corrente.

    Condivido appieno il tuo articolo e ti rinnovo i complimenti e i ringraziamenti… :-)

    DTB !

    Aldo

  9. “Sapere di sé, di questa sete, aiuta a riconoscere nelle circa sei – settecento volte in cui ogni giorno si viene ferite, o si vedono comunque deluse le proprie attese, quanto di questa trafittura dipenda da noi, dalla nostra fragilità – molto – e quanto invece dalle mancanze degli altri”.
    Mi ci ritrovo in pieno, Costanza.
    L’universo femminile nasconde molte insidie, frutto della spiccata sensibilità di cui siamo dotate.
    Per me è facile addossare la colpa agli altri ma, con gli anni e l’esperienza, ora riesco un po’ di più a filtrare le trafitture, analizzarle e ridimensionarne la portata. Una volta sgonfiate, capisco se dipendono dalla mancanza degli altri o dalla mia fragilità. Serve un allenamento quotidiano per affinare questa capacità (il sapere di sé) ma, come dici bene tu, le occasioni non mancano: mi sento ferita non sei/settecento volte al giorno, ma almeno 1500. Ahi, voglia ad allenarmi! :-)

  10. credo anche io che sia necessaria la preghiera, ma – e qui concordo con Fenix- per tutti, uomini e donne. Non è che le donne siano più fragili degli uomini, più insicure anche nel successo. più desiderose di amore e stima e apprezzamenti. Tutti vogliamo ciò. Tutti siamo ugualmente fragili e bisognosi di Dio. Uomini e donne allo stesso modo.

  11. @fenix
    penso che nel tuo commento ci sia qualcosa di vero, che costanza forse potrebbe approfondire per portare le sue riflessioni ad un livello superiore. E penso che ci sia qualcosa di falso che invece costanza giustamente combatte (con toni e argomentazioni che io non potrei mai fare miei perchè non ho il suo carattere, i suoi modi, i suoi gusti).
    Condivido di quello che scrivi soprattutto la conclusione “ci sono tante persone che decidono liberamente di non avere una relazione (ognuno per un motivo diverso), e vivono felicemente la propria vita, circondati da amici e familiari; perchè l’affetto di cui TUTTI abbiamo più o meno bisogno puo’ venire da varie fonti, e non per forza da un legame matrimoniale.”
    E’ così, la donna non ha bisogno del marito per essere una persona completa. La complementarietà uomo-donna esiste ma non deve necessariamente concretizzarsi in un legame coniugale, e tra l’altro non è detto che sia necessario che per l’individuo questa complementarietà abbia una forma specifica. La stessa Costanza ci fa l’esempio di una suora come donna perfettamente realizzata. Ma io aggiungo che credo che non si debba ricorrere ad una vocazione religiosa per colmare il bisogno di amare ed essere amata per una donna non sposata.
    Io penso che Costanza viva il suo bisogno di relazione , che è comune ad ogni essere umano (Dio è relazione, noi siamo fatti a immagine di Dio, la vita umana non ha senso se è carente di relazione: amare vuole dire essere in relazione con gli altri) principalmente nel matrimonio, con suo marito e i suoi figli. E questo la porta un po’ a volte ad assolutizzare il suo punto di vista. Che però non è l’unico, e può non essere valido per tutti. Per esempio trovo poco presente negli scritti di Costanza l’importanza del legame amicale. L’amore di amicizia per lei mi sembra essere un corollario alla vita coniugale. Quasi un amore di serie B. Mentre per altre persone è invece il principale affetto dal quale si sviluppano poi gli altri (amore coniugale compreso). Per altre persone per esempio il sentimento di paternità o maternità è la via attraverso cui si scoprono gli altri tipi di amore. Per altri invece è il sentimento filiale che porta a rendersi conto di essere bisognosi di amare ed essere amati. Costanza ha la sua strada, non è detto che valga per tutti. Mentre a tutti è richiesto di amare (che senso avrebbe la vita senza amore) non a tutti è chiesto di essere coniugi, genitori, fratelli, amici… ognuno ha il suo, ma tutti gli amori sono provenienza dell’amore di Dio e non c’è una graduatoria.

    • Non credo Fefral che l’amore amicale possa essere paragonato all’amore coniugale, neppure lontanamente lo penso. Tu la sottolinei sempre questa tua preferenza così come sottolinei sempre le tue differenze di pensiero e di gusto con Costanza che sono arcinote.
      Io non ho un dialogo particolarmente intenso con mia moglie ma il nostro rapporto è mille a uno rispetto che so a quello con mia madre, il mio amico, la mia amica. Certo tu puoi dire che parlo per la mia esperienza. I due saranno un corpo solo e un’anima sola Gesù non l’ha detto per i suoi discepoli ma per gli sposi.

      • infatti non possono essere paragonati, sono forme diverse di amore ma provengono entrambe dall’amore di Dio. E’ vero quello che dici, solo i coniugi saranno un corpo solo e un’anima sola. Ma Gesù per esempio non ha chiesto ai suoi apostoli di essere anche sposi. Ma ha chiesto loro di amarsi come Lui li ha amati. Gesù non si è proposto come sposo se non della chiesa tutta, e non dei singoli. Io non ho un rapporto mille a uno con mio marito rispetto agli altri miei affetti. Ho un rapporto esclusivo con mio marito, che non metto in graduatoria, è una cosa diversa, nè più nè meno, diverso e basta. E non credo che chi non abbia un marito o una moglie nella vita sia destinato ad amare di meno rispetto a me. E neppure di più. Solo in maniera diversa.
        Il rapporto tra gli sposi ha una sua specificità che rende la coppia qualcosa di diverso dalla somma dei coniugi. Questo lo penso e lo vivo. Sminuire però altri tipi di amore (per me è l’amicizia, per qualcun altro può essere ad esempio la maternità) lo trovo riduttivo. Dio ha molta più fantasia di noi uomini. E Dio ci ha fatti tutti, e ognuno, per amare ed essere felici amando. Tutti, non solo gli sposati. E se proprio dobbiamo dirla tutta, s.Paolo insiste nella superiorità del celibato rispetto al matrimonio. Quando afferma questo sta invitando i cristiani a rinunciare all’amore o piuttosto il contrario?
        Passare il concetto che senza l’altra metà non si è pienamente realizzati lo trovo molto pericoloso. Io che sono una moglie felice e che non tornerei mai indietro nella scelta del mio matrimonio non voglio insegnare ai miei figli che se non si sposeranno saranno dei mezzi falliti. Spero che sappiano amare ed essere amati.

        • Non credo che nessuno abbia detto che o qualcosa da cui si posa evincere che chi non si sposa è un fallito, nel modo più assoluto.

          • no, non l’ha detto nessuno. Infatti ho scritto non per contraddire Costanza ma per aggiungere qualcosa a quello che scrive, visto che c’è chi interpreta come sessista il suo ragionamento, che che sessista non è. Non è sessista ma è semplicemente incompleto, come d’altronde è incompleto il mio, come è incompleto ogni ragionamento umano che non può mai da solo esprimere la pienezza della verità ma solo darne una lettura parziale.

            E quando sottolineo le mie differenze di pensiero con lei non lo faccio per contrapposizione ma pare che questa cosa, se escludiamo la stessa Costanza che oltre ad essere diversissima da me è anche umile e intelligente, non siano in molti ad averla capita.
            In ogni caso io rispondevo a Fenix e al più a costanza, magari fenix non era a conoscenza delle mie arcinote differenze con la padrona di casa…. scusate se vi ho annoiato, baci bacini a tutti ;-)
            “Stiamo qui nel rifugio che
            viveri ce n’è ce n’è “

  12. “È solo la preghiera che rende liberi di non inseguire quello che possa colmarci, ma anzi capaci di dare e farci carico, non per eroismo, ma per una sovrabbondanza che non può che traboccare, naturalmente.”

    Discorso (questo sopra)difficilmente accettabile da tutti. O è un discorso per pochi eletti (da chi?) o non ha ragion d’essere.

  13. Cara Costanza grazie per questo post e per tutto quello che fa per restituire alla donna di oggi l’immagine e il ruolo che le competono. Leggo che qualcuno trova il post sessista, io lo trovo meraviglioso perchè porta in sè quel segreto così semplice, ma per molte ( e molti ) così arduo da svelare: cioè che la donna è semplicemente come Dio l’ha pensata, non come l’uomo la pensa o la desidera. Oggi sembra essere più facile per la donna riconoscersi e adagiarsi in quello sguardo maschile, dal quale, guarda caso, sembra fare di tutto per “liberarsi”: aborto, indipendenza, libertà sessuale. Sono tutti sforzi vani, che tuttavia tolgono alla donna tutta la sua energia e non le permettono di guardare dentro se stessa e di stupirsi di quello che Dio vi ha messo dentro: la possibilità di concepire, nutrire e dare alla luce un bimbo; la capacità di accogliere, amare e crescere insieme all’uomo che Dio le ha messo affianco; un cuore grande che tutto può contenere… (sospiro). Se solo ci si svegliasse da questo incubo che vuole la donna pallido riflesso di ciò che è realmente…

  14. Grazie Costanza! Mi trovo in sintonia perfetta (come le cipolle di ieri) con ogni tua parola. Smack! :-D
    E un SMACK a suor Fabiana e sorelle!

  15. Ma di quale sessismo si parla? Il post lo trovo meraviglioso come sempre… ma soprattutto senza retorica o astrattismo.
    Stefano

  16. Posso esprimere una personalissima opinione? non per contraddire Fefral o Luigi, ma qui non è questione di quale amore sia meglio o peggio. Tutti sono buoni per arrivare a Dio, e tutti sono donati da Lui a noi. Qui la questione è “quale amore serve a me per arrivare a Lui?” la risposta è “quello che abbiamo davanti”. Quindi ci sarà chi deve rispondere nell’amore amicale e chi nell’amore coniugale. Non che uno escluda l’altro, ma diciamo la verità: quando sei sposato/a, specialmente se è con qualcuno che ti vuole tutta per sè, tutta concentrata sulla vita familiare e che vede il resto come una fronzoluta perdita di tempo ed energie (come lo è per mio marito, ad esempio), è molto difficile tenere dietro a tutti i rapporti che vorresti. Io accorrerei al minimo squillo di telefono quando una amica ha un problema, o quando vorrei raccontare qualcosa di bello, che mi entusiasma. Ma è facilissimo sentirsi pieni e realizzati nei rapporti d’amicizia. Molto più difficile vedere la pienezza e il compimento nei compiti quotidiani e banali della vita domestica. Giorni fa, leggendo il post di Maria Elena, quello sulla bellezza degli amici, mi è venuta una punta di nostalgia…. ripensavo ai bellissimi anni dell’università, in cui vivevo ogni momento coi miei amici, dalla mattina alla sera. E invece ora ti tocca sporcarti le mani e cercare il volto di Cristo in tuo marito, a cui ogni tanto vorresti rispondere, nei tuoi figli da portare a scuola o da spidocchiare (capita anche nel 2012!), nella suocera che ti osserva in ogni mossa e aspetta come un ragno nella tela….. E non perchè vuoi “appiccicare” Cristo qua e là per dare nobiltà al tutto, ma perchè o è nelle circostanze o non è.

  17. Io penso che si dovrebbe sostituire il vocabolo preghiera con la locuzione “sentirsi sempre insieme con Dio”.
    Come del resto si sentivano gli antichi pensatori greci parte del cielo-cosmo e quindi in armonia con il tutto.
    Quanto al dare amore questo dipende da quanto ne abbiamo da dare, se siamo generosi, se siamo ripiegati su noi stessi, sui nostri affri, sulle nostre certezze, abitudini, eccetra, quando, poi, d’altra parte non è necessario riempirsi sempre la bocca di amore-amore con il cuore vuoto e le azioni da un’altra parte che quella dichiarata. Tutto si pole dichiarare, a voce, che poi non è fatto. O tanti fanno quello che fanno tutti senza dichiarare di farlo, che sia amore celeste o meno.Basterebbe, anche, solo, non fare del male, nei tanti modi con cui lo si fa agli altri, magari credendo di fare bene, ammestrando a fare bene in un certo modo che ci pare a noi invece che in un altro che non ci pare, in nome di principi che si crede noi e che invece non sono praticabili da altre persone. Nulla di peggio degli ammaestratori di professione, ivi inclusi anche i giornalisti di Stato, e privati

  18. L’amore non va spiegato o definito, ogni gesto caritatevole va fatto con chi si ha davanti.

  19. Costanza che “quizzo” geniale e tutto al femminile per ricordare a tutti, maschietti compresi, la potenza della preghiera e dei suoi benefici effetti. Sia nel corpo che nello spirito…

    Grazie di cuore!

    Mario G.

  20. Ma il mondo non si divide tra femministe acide e donne felicemente coniugate, Ci sono tante donne sole e felici di esserlo che non per questo non amano come ci sono molte donne sposate e profondamente infelici. Al di là dei contenuti, spesso condivisibili, a me le parole dominazione e sottomissione non piacciono, preferisco rispetto e aiuto reciproco.

  21. @ admin

    suggerisco l’ultimo post di don Fabio “In un luogo decoroso” per la prima occasione disponibile.
    Ne vale proprio la pena (non so se la vacanza o il cambio di Parrocchia siano il motivo di questo suo ben scrivere)

  22. Un bell’articolo mi è piaciuto…

    Con tono ironico mi interrogo se magari la preghiera può renderci liberi anche da vecchi schemi politici come accennato nel post di seguito ;)

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/07/22/miracolo-allitaliana/

    Un saluto da Vongole & Merluzzi :D

  23. “Poi dipende dal suo livello di sanità mentale, di equilibrio, di maturità, il modo in cui cercherà di colmare la sua voragine interiore.” (SIC!!!)

  24. Concordo pienamente su tutto Costanza!
    Anche su Fabiana…che è proprio uno spettacolo!! Una Donna davvero in gamba!

  25. Dai, non è sessista? Con tutto il rispetto, ma Costanza è profondamente sessista, la donna più sessista che abbia mai conosciuto in tutto la mia vita. Negare ciò significa non vedere la realtà, o far finta di non vederla… Quasi tutti in questo blog, siete convinti che il contratto coniugale sia una cosa fondamentale, come se non si potesse vivere senza -almeno che non si è suore o preti- ; ma non è così. Conosco tante donne che hanno fatto questa scelta, e vi assicuro, che sono tutto fuorchè zitelle brutte e acide (anzi, l’acidità è molto più comune tra le sposate). Come conosco anche donne che hanno un compagno che amano, e un lavoro che le realizza e le gratifica, ma non hanno invece dei figli, per scelta condivisa. Voglio chiarire che sono una donna felicemente coniugata e con una figlia, quindi non di parte, ma solo obiettiva. Ciò che intendo affermare, è che NON siamo tutti uguali: ogni individuo è totalmente diverso dagli altri, a livello di preferenze, di pensiero, di priorità e modo di fare. Quello che non tollero minimamente, è il parlare di “ruolo della donna”, come se le femmine fossero una specie di oggetti tutti uguali, prive di pensiero e destinate ad una funzione prefissata. Ripeto, ogni persona è diversa, per la sua intelligenza, la sua forza di carattere, le sue capacità, i suoi desideri et cetera… Ed ognuno ha il SACRO DIRITTO, di poter fare ed essere ciò che vuole nella propria vita. Esattamente come ha il diritto di poter realizzare le proprie aspirazioni e conquistarsi la propria sacrosanta indipendenza, sia psicologica che finanziaria. Finiamola, di parlare in termini assolutisciti, e di giudicare le persone in base a quello che tengono tra le gambe; perché la nostra assolutamente principale diversità sta nel carattere e nelle caratteristiche PERSONALI.

    • SACRO DIRITTO in maiuscolo, non tollero minimamente, Finiamola, giudicare le persone in base a quello che tengono fra le gambe.
      Ma dove abiti tu fate l’aperitivo con l’aceto? a parte tutta la minchiata in generale.

      • In base a quello che tengono tra le gambe.
        Hai studiato ad Oxford,per caso?O nei sobborghi di Oxford?

    • Fenix: la zitellagine è direttamente proporzionata alla dose di amore che uno ha da dare e da ricevere! Ognuno è un caso a parte indipendentemente dall’essere sposata, nubile (o elegantemente “single”, ovviamente “per scelta”) o suora, etc. Dico “ognuno” includendo anche i maschietti – affettuosamente!!! – perché penso che la zitellagine sia una “sindrome” ambivalente. Dalle mie parti c’è anche un termine per l’uomo non-sposato-acido: “zitlon” (zitellone).
      Se vogliamo possiamo anche iniziare la “gara” di “chi conosce personalmente” donne sposate acide e donne non sposate dolcissime… ma oltre che a perdere tempo, che facciamo? ;-)
      Anche, come purtroppo altri, tu ti rivolgi ai “commentatori” di questo blog, generalizzando… “quasi tutti siete”… a me questa cosa non piace perché, come ho detto altre volte, ogni commentatore è “a sé” e non “fotocopia” di un altro commentatore.
      Inoltre il matrimonio, come lo si intende in questo blog, seguendo le orme di Costanza, ma prima di lei quelle di Qualcuno un po’ più in Alto, non è “contratto” ma SACRAMENTO, cioè TUTTA UN’ALTRA COSA.

  26. @ nonpuoiessereserio

    E’ davvero ironico, se non ridicolo, che uno come te mi parla di acidità… Il latte di stamani era scaduto, vero? In ogni definire il diritto di ognuno alla libertà una minchiata, commenta tutta da sè.

  27. @ Velenia

    Che cosa avrò detto mai di offensivo? Ho usato un linguaggio diretto, per criticare una modalità di pensiero errata. Noto che vi scaldate facilmente…

    • Sai, leggere tanti luoghi comuni concentrati in poche righe può fare questo effetto…
      E comunque secondo le tue “innovative” idee anche Costanza potrebbe avere la possibilità di essere e di dire quello che vuole senza essere giudicata… “ognuno ha il SACRO DIRITTO, ecc…”.

    • Pensiero errato? ma non eri la paladina del “sacro diritto”? allora lascia all’autrice anche il sacro diritto di dire quello che le pare. E poi l’evidenza dice che sì, la differenza sta in quello “che tengono tra le gambe”: mi sebra ovvio che uomini e donne sono diversi per prima cosa a livello fisiologico, e anche in tutto il resto. E’ sessismo questo? è sessismo dire che maschio è diverso da femmina? o preferisci dire che le differenze le facciamo noi, con la nostra libertà di scelta? mi sembra che questa “libertà di scelta” abbia fatto una strage negli ultimi decenni. Nessuno nega alle donne il diritto di scegliersi la vita che vogliono, ma queste scelte, queste “conquiste”, fatte così come appaiono, mi sembra che abbiano sradicato la donna dalla sua vera chiamata, quella dell’accoglienza e della capacità di ascolto, a favore di una mascolinizzazione generale. E quella chiamata è dettata dalla natura, dalla conformazione fisica che abbiamo, dalla forma pscichica particolare nella donna. Direi che è una ricchezza, non una debolezza, una mancanza. Riscoprire questa particolarità e coltivarla significa essere più felici. Qui non si dice che la donna abbia un “ruolo” predefinito, perchè certamente ogni persona è unica e irripetibile. Ma così come le esigenze di vero, di buono, di bello e di giusto accomunano tutti gli esseri umani sul pianeta, così l’essere umano di sesso femminile ha una peculiarità sua, una fragilità che è anche una forza, se la si vuole riconoscere e amare. Non significa che l’uomo non abbia le sue, perchè ne ha eccome! ma qui ora stiamo parlando di donne, di come la ferita profonda che la caratterizza abbia una risposta, il nostro SI’ alla vita cui siamo chiamate, ciascuna a suo modo, ma nell’accoglienza della natura che abbiamo.

  28. @ FilippoMaria

    Io avrei detto luoghi comuni? Questa è davvero bella! Le mie non sono idee innovative, ma solo pensieri elementari di civiltà. E comunque, ognuno può dire ciò che vuole, ci mancherebbe, ma se si esprimono pensieri sbagliati o errati, è normale e giusto che sopraggiungono le critiche.

    • Fenix: il termine “critiche” esprime tutto il tuo pensiero. Perlomeno lasciato così. Se la critica deve servire, è bene che “costruisca” qualcosa di alternativo a quello che intende “demolire”. Il “demolire” esclusivamente legato al “condivido non-condivido” o al gusto stesso di fare il bastian contrario, a che serve? A fare deserto e polvere! Un po’ di acqua fresca non ci starebbe male, no? Coraggio! Puoi fare di meglio e di più! ;-)

    • FENIX
      Sì ma scusa, abbi pazienza: secondo il tuo “credo” non dovrebbero esistere pensieri errati o sbagliati… no? Esistono i pensieri di OGNUNO… chi può dire se essi siano sbagliati o giusti? In base a che cosa? Chi lo decide? Non ti sembra che ci sia qualcosa che non funziona? E’ questa, da sempre, la contraddizione del relativismo!!! E più si è relativisti, più si è intolleranti!

  29. @ giuliana z.

    Gli uomini e le donne hanno delle differenze ormonali, ma le differenze PRINCIPALI, sono individuali. Ogni persona (ripeto per la terza volta), è diversa ed unica, non solo per l’aspetto esteriore, ma anche per il carattere innato, il tipo di intelligenza, e il modo di ragionare. Negare ciò, affermando che la diversità dipende soprattutto dalle “mutande”, significa SESSISMO. Inoltre, giudicare come tragica, la sacrosanta libertà delle donne -che il genere femminile si è faticosamente conquistato dopo esserne stata derubato per secoli- è ABERRANTE. Dire che la donna è fatta che per essere accogliente, è lo stesso identico discorso dell’oggetto con il ruolo prefissato. Per secoli la donna è stata oppressa, e costretta dalla società ad un comportamento remissivo e sottomesso. Ogni persona ha un carattere diverso (indipendentemente dal sesso), c’è chi è accondiscente e comprensivo, chi invece severo e poco sensibile, ed ognuno deve essere se stesso, e non ciò che vogliono gli stereotipi; esattamente come quello che vede la donna piagnucolosa e fragile e l’uomo duro, dominante e sporco.

    • visto che siamo nel XXI secolo e la donna da un bel pezzo non è più subordinata al maschio rude e puzzolente (e mi pare che sovrabbondino i prodotti per lisciare e profumare anche il maschio) direi che il tuo discorso è totalmente fuori moda. Donne derubate per secoli della sacrosanta libertà…. ma dove vivi? dentro un giornaletto femminista? Stereotipi? donne piagnucolose e uomini duri? a me sembra tutto il contrario.

  30. * convinco, sorri!

  31. @ 61Angeloextralarge

    Il matrimonio non ha niente di sacro, esisteva già millenni prima dell’avvento del cristianesimo, ed un contratto legale che sancisce un legame, da cui derivano diritti e doveri.

    • Fenix: il matrimonio come lo intendi tu, forse, perchè… MI RIPETO:
      “come lo si intende in questo blog, seguendo le orme di Costanza, ma prima di lei quelle di Qualcuno un po’ più in Alto, non è “contratto” ma SACRAMENTO, cioè TUTTA UN’ALTRA COSA”.
      Il matrimonio SACRAMENTO, cioè SACR….O

      N.B.: leggi bene quello che uno scrive! Serve a polemizzare di meno. :-)

  32. Nei sobborghi di Oxford non si insegna diritto italiano,naturalmente,il matrimonio così come è definito dal codice civile italiano non è un contratto ma un negozio giuridico.
    Invito tutti a non dare da mangiare ai troll.

  33. No, non sempre. Ma purtroppo capita spesso. Fenix, se posso darti un consiglio il botta e risposta non serve a molto. Hai espresso il tuo pensiero su questa faccenda. Io penso che tu abbia detto alcune cose condivisibili e mi hai dato spunti di riflessione. Altre tue affermazioni non le condivido (per esempio credo che ci siano delle differenze tra uomo e donna che dipendono proprio dal sesso. Altre invece sono caratteristiche individuali. Esasperare le une o le altre è a mio parere sbagliare allo stesso modo).
    Non te la prendere per il “troll”. In questo blog si sono formati un po’ troppi anticorpi per i miei gusti, ogni elemento estraneo viene prontamente aggredito e mandato via. Non è intolleranza, come pensavo qualche tempo fa. Penso che si tratti di profonda insicurezza, ci si fa forza nel gruppo. Io che sono ancora più insicura non mi sento neppure forte nel gruppo quindi scappo prima che arrivino le zanzare a punzecchiarmi
    SMACK!!!!!!

    • fefral noto che quando c’è da mettere una “buona parola” per i frequentatori del blog o per Costanza arrivi subito.
      Grazie

      • Costanza non c’entra niente, admin. E neanche i singoli frequentatori. E’ qualcosa che riguarda il blog nel suo insieme, visto come corpo unico. Byeeeeeee

        • ciao e continua a vegliare sulle nostre miserie

        • fefral: ma come fai a dividere i commentatori dal blog nel suo insieme? E’ come se dicessi: “Gli occhi di fefral sono splendidi ma lei fa schifo!”…

          • N.B.: quand’è che la smetti di gettare il sassolino e poi… nascondere la mano?
            Un abbraccio! Smack! ;-)

            • In realtà io ero intervenuta con delle riflessioni a cui nessuno pare fregare un cazzo, ma quello è un dettaglio, a me basta averle fatte e condivise, niente sassolini dunque, solo un tentativo di comporre un dialogo finito come sempre a puttane!
              Poi potrebbe essere benissimo che io abbia dei bellissimi occhi ma fare schifo nell’insieme. Anzi ora che ci penso è proprio così.
              Infine paragonare delle persone a degli organi del corpo umano lo trovo parecchio riduttivo
              Ma devo lasciarvi, tranquillo admin, non veglio, solo che ho fatto l’errore di farmi notificare via mail le risposte, così mi ritrovo i commenti nella casella

              • fefral: non penso che non gliene freghi un c…. a nessuno. Però vorrei capire perché se un nuovo commentatore entra in malo modo e altri reagiscono… quelli che reagiscono sono automaticamente presi di petto da te che difendi il “calciatore” di turno. O sbaglio? Continuo a pensare che ognuno è e dev’essere libero di scrivere quello che pensa (nei limiti della decenza e del buon “vicinato”, ma che c’è modo e modo di farlo. ;-)
                Se uno viene a casa tua e ti sposta i soprammobili, ti apre il frigo e beve e mangia… lasci fare? Non penso proprio! :-D

                • io non ho mica difeso fenix, ma che stai a ddi?
                  Ho solo risposto ad una sua domanda che ha fatto esprimendo una mia opinione: Fenix chiedeva (domanda che poi è stata censurata) “In questo blog usate dare del troll a tutti quelli che non condividono il vostro pensiero? ” e io ho risposto che non è sempre così, ma spesso succede e che secondo me qua ci sono troppi anticorpi. E’ lecita questa risposta o sto spostando troppi mobili? Poi esprimo un mio personalissimo giudizio sul perchè questo accada. Nulla di assoluto, per carità, io mi sono fatta un’idea e la sto esprimendo. E voi giù subito a dire che difendo i calciatori?
                  Ahhhh cara AngeloXL mi permetto di citarti “leggi bene quello che uno scrive! Serve a polemizzare di meno. ”

                  baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii (mo’ però me ne vado davvero senno finisce che me date del troll pure a mme)

                  • Fefral: non ho ripreso una tua frase (per cui non ho letto male) ma un tuo modo. Per lo meno questo è quello che recepisco dai commenti che lasci quando qualcuno fa il “calciatore” DO’ COIO COIO…. BASTA CHE COIO! O sono proprio rimbambita! ;-)
                    “io non l’ho mica difeso”: mi sta bene! Ma hai scritto: “ogni elemento estraneo viene prontamente aggredito e mandato via”. Ritengo, CON IL SENNO DEL POI, che Admin sia anche troppo “morbido” perché personalmente avrei già “mandato via” anche qualcunaltro. ;-)
                    Se ricordi bene, prima ero moooolto più “morbida” di Admin (e non per la ciccia in più che fa da materasso ;-) ). Però a tutto c’è un limite, anche al farsi prendere per i f….

  34. no. non diamo-pluralia maestatis,va da sé- del troll a tutti. ma venirci a spiegare, su un blog dove la padrona di casa è dichiaratamente Catolica- e senza se e ma( come quelli adulti)- qual’è la differenza tra uomo e donna e loro caratteristiche con l’aria di voler mettere un punto definitivo alla questione, mi pare perlomeno eccessivo.
    che le caratteristiche psicologiche e neurologiche non dipendano anche e/o soprattutto dal sesso -ed oggi tocca aggiungere: con il quale sono nate-delle persone è una tua ipotesi.
    io ,forse, non ho letto quanto vorrei. ma non mi pare si possa sostenere che il carattere innato non sia collegabile al sesso della persona. ci sono , e mi pare di un’evidenza solare, delle caratteristiche più o meno accentuate a secondo del fatto che si sia maschio o femmina. poi vi sono le eccezioni o situazioni non ben definibili e che il contesto sociale può o meno accentuare.
    sulla sacralità del matrimonio: è stato percepito così in tutte le società antiche. come qualcosa di “sacro” anche per le religioni del tempo.e solo in epoche di decadenza di tali civiltà venne ad assomigliare a quel concetto solo legalistico, da positivismo giuridico alla Kelsen , che dici te.e che impera oggi.
    sull’oppressione delle donne,troppo lungo il discorso. mi pare una generalizzazione banale.

  35. ovviamente “maiestatis”…

  36. Mi pare che sentirsi dare del talebano sia più offensivo che sentirsi dare del troll,e se uno esordisce così non mi pare che debba stupirsi se gli si risponde male.Come diceva un vescovo:porgi l’altra guancia. Ok,ma io di guancie ne ho 2,una me l’ hai colpita,l’altra te la porgo,dopodicchè basta,che ti devo porgere? le natiche?
    Fefral,non capisco con chi ce l’hai,e non mi pare carino che proprio tu che frequenti da anni il blog,dica che qui il dialogo finisce come sempre a puttane.

    • si velenia, purtroppo mi sono convinta di questo. Finchè si pensa tutti la stessa cosa va bene. Se si va fuori dal seminato non c’è dialogo ma solo attacco e difesa. Il dialogo per me è qualcosa di diverso. E’ arricchirsi delle differenze altrui, avvicinarsi alla verità insieme e non imponendosela a vicenda.
      Questo dialogo io ce l’ho con molti singoli che scrivono nel blog. Padrona di casa compresa, che stimo molto. Ma per qualche strana alchimia quando poi ci si ritrova qua dentro tutto cambia.
      Admin, riesci per favore a togliermi le notifiche via mail dei commenti a questo post? Voglio mantener fede alla mia parola e salutarvi qua.
      Un abbraccio sincero a ognuno

      • io non posso, devi farlo direttamente tu: in fondo al messaggio mail che ti arriva ci dovrebbero essere le istruzioni (Unsubscribe or change your email settings at Manage Subscriptions.)

      • @ fefral

        Sai bene che in passato ho anche preso le tue difese ma credo anche che amicus Plato, sed magis amica veritas. Per cui mi sento di dirti questo: mi spiace ma anche io penso che quello che hai scritto non corrisponda alla realtà dei fatti. Non bisogna dimenticare che anche il dialogo ha dei presupposti irrinunciabili: a) un terreno comune di confronto, b) rispetto vicendevole e clima di comprensione reciproca. Con chi ti insulta o è aggressivo, interessato unicamente a impartire la sua lezioncina a base di luoghi comuni ai cattolici “oscurantisti”, per definizione queste condizioni vengono a mancare. È così e l’esperienza da moderatore me lo ha sempre confermato. È poi noto e arcinoto che le discussioni internettiane sono più animate, non vedo perché stupirsene o scandalizzarsene troppo. Se non esistesse la moderazione questo spazio – è certo al mille per mille – in un attimo diverrebbe preda di una serie infinita di troll, come minimo nel giro di mezz’ora ci sarebbero link pornografici, messi apposta per irridere il cattolicesimo (parlo sempre per esperienza). Posso assicurare che moderare un forum o un blog richiede dosi industriali di pazienza, equilibrio e buon senso, occorre evitare sia la manica larga che quella strettissima, che asfissierebbe le discussioni, azzerandole. È palese che qui le discussioni e il confronto ci sono e sono vivaci, e questa è la prova del nove che smentisce la tesi dell’assenza di dialogo. Accade solo, come accade in ogni forum, in particolare quelli che non si conformano alla mentalità corrente, che periodicamente facciano capolino provocatori. Succede così dappertutto, perché solo qui deve fare eccezione?
        Credo che se avessi fatto esperienza di moderazione in un forum con una signficativa frequenza mi daresti ragione.
        Posso comprendere la tua amarezza, forse questo spazio non è sempre acccogliente come vorresti che fosse. Ma è profondamente ingiusto gettare la croce addosso ai frequentatori o al “gruppo” come “entità collettiva”, che non esiste.

        • Solo ora mi sono accorto che avete mal-trattato anche FEFRAL!!! Ma come? Perchè sonnò verrebbero i toll e allora in un sito ci vuole educazione ma fermezza e chi ha esperienza lo sa per cui zitti parliamo noi anche in nome della padrona di casa alla quale hanno aperto il frigorifero dove c’erano badilate di grazia diddio… ma dove ci avete il cervello?!?!?

          • è l’esatto contrario ed è anche evidente. Sei tu piuttosto che dovresti chiedere badilate di scuse per come di solito ci mal-tratti.

    • Velenia: carina quella delle natiche! ;-)

  37. Certo, questo post a mio avviso è toccante , mi capita spesso di pensare alle differenze tra uomo e donna, mi chiedo se le donne siano esseri fragili, se è vero che siamo deboli e svantaggiate, se abbiamo veramente bisogno di essere protette, spesso mi si dice che essere una donna non è una fortuna , essere una donna a questi tempi ti espone a più pericoli, devi esser pronta a difenderti e lottare ancora di più per vedere riconosciuta la tua diginità soprattutto nel mondo del lavoro.
    Certo viviamo in un mondo maschilista creato da uomini per gli uomini, tutto è al maschile anche facendo una riflessione linguistica, i ruoli socialmente più importanti sono al maschile un giudice, un deputato , un avvocato , un magistrato , la stessa divinità è concepita come un uomo .. Questi fattori mi fanno riflettere e arrivo alla conclusione che il femminismo sia ,un eccesso che non approvo ,ma comunque socialmente creato

    Concludo dicendo che secondo me l’ unico modo per colmare la fragilità umana come la chiami tu che per me non è tale sia vivere la vita in ogni sua componente in modo intenso al punto da desiderare che ritorni non ha senso affidarsi ad altro, tutto ciò che possiamo dire della vita è che va vissuta nella sua interezza, siamo esseri umani e quello dobbiamo fare nel modo che ci sembra più giusto possibile è una questione di prospettiva ahime! Tu scegli la religione io ti ammiro per questo , tu hai un dio , un qualcosa che ti aiuta , io preferisco affidarmi a me stessa:)

  38. @aracne78:
    prova a rimandare il commento senza link di siti-spazzatura

  39. Grazie,
    io non sapevo di “siti spazzatura”..ripeto non sono pratica di queste cose..scrivo solo su un forum di mamme e non ho nè profili su facebbok o su twitter o altro..perchè non mi paice tanto la tecnologia con uso illimitato…
    ma quale sarebbe il sito spazzatura?io volevo solo dei chiarimenti sulla frase iniziale di Costanza perchè sono un’appassionata di filologia(filosofia, psicologia e religione oltre ad essere una professionista seria e una moglie e mamma felice) .. volevo capirne il senso fino in fondo del passaggio biblico..tutto qui, non c’era polemica o provocazione…però se fate queste censure e queste interpretazioni manipolate devo avere paura di scrivere quì allora…sono in totale buona fede..peccato!!avevo tante cose belle da dire e condividere…proverò a scrivere direttamente a Costanza..grazie comunque..

  40. Ho appena esplorato il sito del lik(che neppure conoscevo perchè ho fatto una ricerca su google delle frase..tutto qui) e in effetti è un sito bruttino..ma il lnk a cui facevo riferimento presentava semplicemente le varie interpretazioni di quella frase riportandone la lingua originale…tutto qui…sono stata un po’ ingenua…e quelcun’altro in mala fede nei miei confronti…sarà che io rispetto il modus pensandi di tutti pur essendo cattolica praticante e quindi non mi faccio queste elocubrazioni mentali…

  41. Ecco semplicemente quello che c’era scritto

    ► AT Genesi 3,16

    Biblia
    Hebraica
    Stuttgartensia

    Testo masoretico

    Alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze: con dolore genererai figli.
    A tuo marito sarai costretta, ed egli avrà potere su di te.
    Docente di ebraico, Università di Napoli

    200 aC
    Bibbia
    dei Settanta

    in greco

    E alla donna disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e il tuo gemito, con dolori partorirai i figli; e verso tuo marito la tua avversione, ma lui ti dominerà.
    Docente di greco, Università di Napoli

    Poi disse alla donna «Moltiplicherò grandemente i tuoi dolori ed il tuo gemito: tra dolori partorirai figli; al tuo marito sarà rivolto il tuo passo ed egli ti dominerà»
    Traduzione di Aristide Brunello, LA BIBBIA SECONDO LA VERSIONE DEI SETTANTA
    Imprimatur 1960 – Ed. IDEC, Roma

    II-III secolo
    d.C.
    ►Click

    La ricostruzione della Vetus Latina è stata realizzata attraverso le citazioni e i rimandi dei passi biblici riportati negli scritti dei Padri della Chiesa o di autori patristici greci che furono tradotti in latino nello stesso periodo. La documentazione è presso il Vetus Latina Institute
    in Beuron.

    405
    Volgata
    Bibbia San
    Girolamo
    in latino

    Mulieri quoque dixit. Multiplicabo erumnas tuas et conceptus tuos. In dolore paries filios et s(u)b viri protestate eris; et ip(s)e d(omi)nabit(ur) tui.

    1592
    Biblia Vulgata
    in latino
    Mulieri quoque dixit: Multiplicabo aerumnas tuas, et conceptus tuos: in dolore paries filios, et sub viri potestate eris, et ipse dominabitur tui.
    1778
    Bibbia
    Mons. Martini E alla donna ancor disse: Io moltiplicherò i tuoi affanni, e le tue gravidanze; con dolore partorirai i figliuoli, e sarai sotto la potestà del marito, ed ei ti dominerà.
    1969
    Bibbia
    Ed. Paoline E alla donna disse: “Io moltiplicherò i tuoi affanni e le tue gravidanze: con dolore partorirai i tuoi figlioli, sarai sotto la potestà del marito, ed egli ti dominerà”.
    Le variazioni nella Bibbia CEI + S. Paolo
    1974
    Bibbia
    Versione CEI Alla donna disse: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”.
    1978
    Bibbia
    Ed. S. Paolo Alla donna disse: “Moltiplicherò le tue sofferenze e le tue gravidanze, con doglie dovrai partorire figliuoli. Verso tuo marito ti spingerà la tua passione, ma egli vorrà dominare su te”.

  42. Ora mi pare..che non ci sia niente di strano…solo capire a che interpretazione del testo faceva riferimento Costanza..tutto qui..penso che a volte si è talmente accecati dalle proprie idee da non vedere la semplicità delle cose..credere per me non vuol dire fare delle censure o nascondersi..ma guardare bene le cose di questo mondo in tutte le sue forme ..anche quelle mostruose..e sapere scegliere Dio sempre e comunque…questo è credere veramente!! diversamente la fede si riduce a paura dell’inferno e falsa devozione…

  43. io Credo pur non ignorando quello che mi circonda..perchè noi siamo stati mandati”come agnelli in mezzo ai lupi” e non a pascolare sereni in beata contemplazione…noi cristiani..siamo innanzitutto dei combattenti che non si tirano indietro davanti alle sfide e alle provocazioni ..cercando di trasformare il male in Bene..e a me non mi spaventa e non mi sfiora nessun sito o lettura o notizia o altro…perchè ho lo sguardo libero, pulito e dritto verso Dio…
    .scusate lo sfogo!!ma sono rimasta proprio male per la censura che mi è stata fatta ingiustamente…

  44. signora Aracne78
    Lei ha postato un commento accompagnato da un link. Ho visto il link è non mi è piaciuto. Essendo il suo primo commento qui per me quel link rappresentava il suo biglietto da visita e non ho approvato il commento.
    L’ho invitata a riproporre il commento senza link e, nei tempi che ci sono necessari (le sembrerà strano ma non gestisco questo blog per lavoro non ne ricaverei un centesimo per vivere e quindi fortunatamente ho anche altro da fare) ho approvato i suoi numerosi e lamentosi commenti.

    Per quanto riguarda il brano della Genesi non era neanche necessario farla così lunga; Costanza usa la Bibbia approvata dalla Chiesa Cattolica, quella CEI ad esempio va benissimo (e infatti le bastava fare un semplice raffronto).

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