Usa, la guerra alla religione riguarda tutti noi

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di Raffaella Frullone

Il governatore della Georgia, Nathan Deal, è stato costretto a farci i conti. Con il mondo Lgbt, si intende. Poiché a causa della pressione mediatica, anche di colossi come Walt Disney, Marvel e Netflix, ha dovuto porre il veto alla legge sulla libertà religiosa regolarmente approvata dal Senato e dalla Camera. Un testo che avrebbe lasciato libertà di coscienza a chi, in virtù del proprio credo, non volesse celebrare o fornire servizi per le celebrazioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Continua a leggere “Usa, la guerra alla religione riguarda tutti noi”

Redde rationem

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di Paolo Pugni

Faccio fatica. Faccio molta fatica. Non è tanto un dolore, come ha descritto di recente Costanza nel suo post qui apparso ed intitolato Ponti muri e porta in faccia.

Non è proprio rabbia la mia, se lo è spero sia pulita, più propensa allo sdegno che non al livore,  ma fortissima irritazione sì per l’atteggiamento di coloro che, travolti da una marea di emotivismo,  non capisco assolutamente che la loro posizione nega di fatto quella che pretendono essere la loro fede. Non è tanto il fatto che si definiscono adulti associando alla parola cattolico un aggettivo curioso, dato che nelle parole del fondatore, Colui che si pretendeva Dio, su questo punto sono molto chiare: Se non vi farete come bambini non entrerete mai!

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Molto mercato per nulla (soldi a parte)

di Giovanni Marcotullio  laPorzione.it

Si dice che il teatro sarebbe una cosa da anime elette, uno spettacolo raffinato per palati esigenti.

Basta andarci una volta per capire che così non è (e questa è pure, in un certo senso, una bella notizia!). A me è successo una volta di più ieri sera, quando sono andato al Teatro Quirino a vedere Il mercante di Venezia di Giorgio Albertazzi: c’erano accanto a me delle signore evidentemente molto “avanti” – da loro ho imparato che «Shakespeare è razzista» e che «Albertazzi non si fa capire quando recita». Del resto «il film [quello con Al Pacino e Jeremy Irons, n.d.r.] è più bello, almeno cambia la scena: qui è sempre lo stesso…».

Appurato dunque che il pubblico dei teatri è estremamente popolare, forse si può guardare con un interesse popolare anche a ciò che il teatro veicola – perché il teatro (questa originalissima foggia del genio greco) è nato proprio come espressione dell’ethos popolare, cioè del senso della vita che il popolo riceve, elabora e tramanda. Che quest’arte eccezionalmente demo-cratica sia diventata nei secoli un appannaggio culturale delle (sedicenti) élites è uno dei segni più chiari del tradimento infertole dalla storia: ben vengano dunque le signore con cui condividevo la fila – mi hanno dato una sveglia importante. Continua a leggere “Molto mercato per nulla (soldi a parte)”

I fratelli Chapman, ovvero l’estetica del bestemmiatore

42jakedinos2611Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do.
Nothing to kill or die for
And no religion too

di Sergio Mandelli

I fratelli Jake e Dinos Chapman sono due artisti inglesi di origine greca, nati negli anni sessanta, che da qualche tempo fanno parlare di sé per alcune opere particolarmente scabrose. La cosa che contraddistingue maggiormente la loro arte è di essere stata progettata all’interno della scuderia di Charles Saatchi, un pubblicitario, collezionista, che anni fa ha scoperto il modo per moltiplicare i propri soldi sfruttando i meccanismi del mercato dell’arte. Continua a leggere “I fratelli Chapman, ovvero l’estetica del bestemmiatore”

Il senso religioso è filo lanciato nel vento

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«Quando miro in cielo arder le stelle; / Dico fra me pensando: / A che tante facelle? / Che fa l’aria infinita, e quel profondo / Infinito seren? che vuol dir questa / Solitudine immensa? ed io che sono?»

(G. Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, vv. 84-89).

di Claudia Mancini      LaPorzione.it

Qualche anno fa, durante una lectio magistralis, il poeta Davide Rondoni ricordava come don Giussani dicesse di ripetere a memoria la poesia di Leopardi quando tornava dall’aver fatto la comunione in seminario: «toccando la cosa più certa, più cara che aveva, l’Eucarestia, la sottoponeva alla verifica del dramma di Leopardi». La certezza non cresce perché la confermi in modo meccanico e distratto, ma la ripetizione della certezza è nella sua costante verifica. Se l’esperienza religiosa è un fenomeno umano, Giussani insegnava che solo la vita può verificare la certezza che è Cristo la Salvezza. Che Gesù Cristo sia il senso del mondo, per cui il partecipare a Lui mi salva, deve poter reggere di fronte a questa poesia di Leopardi perché essa esprime perfettamente l’esperienza universale del senso religioso e il modo in cui si svela nella vita di qualsiasi uomo. Proviamo  a svolgere il ragionamento suggerito dalle parole di Rondoni. Continua a leggere “Il senso religioso è filo lanciato nel vento”