Il Settimo Capitolo Generale del MonasteroWiFi: da San Paolo a San Pietro per chiedere l’indulgenza

di Costanza Miriano

“Ecco, ora è giunto il momento opportuno, ecco, ora è il giorno della salvezza”, scrive san Paolo, è l’anno di grazia, non possiamo lasciar cadere questo regalo. Siamo tutti invitati al prossimo capitolo generale del Monastero wi-fi il 20 settembre a Roma, per varcare tutti insieme la Porta Santa.

Riceveremo il regalo più grande che si possa chiedere, è l’anno della liberazione. Noi busseremo alla Porta, perché quando Gesù busserà alla nostra ci trovi pronti: “egli – scrive sant’Ambrogio – bussa alla tua porta quando il suo capo è madido di rugiada notturna. Ascolta, egli bussa. Ascolta, egli ha voglia di entrare. Aprimi, sorella mia amata, mia colomba, mia bellissima… Egli si degna di visitare chi si trova nelle angustie e nelle tentazioni, perché non vuole che qualcuno soccomba sotto il peso schiacciante delle angustie. Se tu dormi e non è sveglio il tuo cuore egli se ne va ancor prima di bussare. Se il tuo cuore è sveglio, e chiede che gli sia aperta la porta.”

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Nessuno è stato lasciato solo

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Alla fine ognuno dei nomi dei morti del terremoto ha il suo asterisco accanto, e il nome di una persona che si è presa l’impegno di passare una Porta Santa a suo nome. Almeno una, che lo abbia comunicato a noi. Chissà quante altre lo hanno fatto e lo faranno in silenzio. Più siamo meglio siamo. Io per esempio il nome della signora per cui ho passato io la Porta l’ho affidato anche a un’amica, le preghiere non sono mai troppe. Per questo coloro ai quali non sono riuscita a rispondere possono prendere da soli un fratello o una sorella da accompagnare. Nessuno è stato lasciato solo.

C.M.

Che vadano in Paradiso

La Madonna tra le macerie di Pescara del Tronto
La Madonna tra le macerie di Pescara del Tronto

di Costanza Miriano

È ingiusto fare una classifica del dolore, però non c’è niente da fare: ci colpisce quello che per qualche motivo avvertiamo più vicino. Anche io mi sdegno perché i miei colleghi, giornalisti, danno diverso peso specifico ai morti nel mondo: un parigino vale, a occhio e croce, una novantina di nigeriani. Ogni volta mi ci arrabbio di nuovo, ma poi faccio anche io lo stesso: credo che sia inevitabile. Il nostro cuore non è infinito come quello di Dio, possiamo tenere solo alcuni legami, affezionarci ad alcune cose, sentirci vicini ad alcune persone. Guardando le immagini di altri terremoti non mi sono angosciata tanto. Forse non mi fa onore, ma è così. Continua a leggere “Che vadano in Paradiso”

Piccola guida per il pellegrino

 

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di Emanuele Fant

Roma mette subito in chiaro che lei è grande, e tu di meno. Con le colonne dei templi crollati che ci fanno sospettare dimensioni colossali, con le statue possenti nelle volte di San Pietro, con il girovita dei gabbiani ingrassati di panini di turisti.

Roma è bagnata pure se non piove, ha la passione delle fontane. La sua collezione conta duemila rubinetti in ghisa tutti uguali che, senza essere famosi, salvano i turisti dalla disidratazione; poi pezzi noti come quella di Trevi, paradiso delle monetine amanti delle immersioni; per non dire del solenne acquedotto romano. (Mio figlio mi ha chiesto se quella che osservavamo scorrere era “acqua originale degli antichi romani”, io ho attaccato con Eraclito e la questione del fiume, poi ho preferito dire “Sì”). Continua a leggere “Piccola guida per il pellegrino”

Amanti perché amati

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di Costanza Miriano

Lavorando a Rai Vaticano e facendo ogni mese uno speciale sul tema della misericordia è da agosto che raccolgo opinioni sul tema. Ne ho sentite davvero parecchie (ascolta, riascolta, scaletta, taglia l’intervista, monta, smonta: quando dico ascoltate lo dico proprio sul serio). Tutte – va be’, siamo onesti, non proprio tutte: molte – mi fanno riflettere, guardare la cosa da un punto di vista particolare, ma nessuna mi ha fatto l’effetto di questo sorprendente libro, Amanti perché amati, di Fra Roberto Pasolini (che è mio prezioso amico e confessore, metto subito le carte in tavola), tau editrice.

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