Verso il VII Capitolo Generale del Monastero Wi-Fi del 20 settembre

di Costanza Miriano

Abito nei pressi di una porta santa, quella di San Giovanni (pochi minuti di corsa, una quindicina a piedi) e lavoro a pochi metri da un’altra porta santa, la più importante di tutte, cioè quella di San Pietro. Quando mi capita di andare a messa a San Giovanni, per esempio (a san Pietro non capita: troppa fila), qualche volta sono tentata di passare sotto quella “speciale”, tanto mi confesso spesso, faccio la comunione, che mi costa dire le preghiere previste, e mettere via un’altra indulgenza? Poi mi chiedo: ma che significato ha? Dio non sta mica lì col pallottoliere, non credo che la mia anima avrebbe benefici da una cosa simile. Il punto centrale, il cuore della questione non è tanto il varcare la porta, quanto l’avere la grazia di capire cosa è il peccato, quali sono i suoi effetti su di noi, come ci tolga le forze e faccia seccare i nostri frutti, come il male ci blocchi, ci rattristi, e quindi, solo allora, chiedere perdono con questa consapevolezza della nostra povertà, del bisogno. Disporci alla grazia, appartenere a Colui che ci salva.

Sinceramente, vedendo le facce della gente che percorre via della Conciliazione per il tratto finale prima della porta, e mi capita tutti i giorni, vedo tanti che sembrano pregare, ma anche tanti che sono un po’ tipo carovana in gita. Per non parlare del fatto che, essendoci porte sante in tutte le diocesi di tutto il mondo, ed essendo le condizioni per “passarle” più che a buon mercato (in saldo, direi), viene spontanea una domanda: ha senso prendere un treno (o un aereo o un bus o la macchina) il 20 settembre, venire fino a Roma, organizzarsi per andare in zona Ostiense, poi spostarsi dalla Basilica di San Paolo fino a quella di San Pietro, per ottenere una cosa che si potrebbe ottenere in modo più facile nella propria città, oppure, per i romani, in qualsiasi momento?

Per me sì (e anche già per molte altre persone, e le iscrizioni continuano), perché quello che faremo il 20 settembre è un pellegrinaggio, sì, ma anche un giorno di comunione tra fratelli, e un giorno di ascolto e preghiera. e infine, sì, un Giubileo.

Un pellegrinaggio da una tomba all’altra dei due uomini che con Cristo hanno cambiato la faccia della terra, duemila anni fa, e che continuano a vegliare sulla Chiesa, l’apostolo delle genti e il primo Papa. Passeremo anche sul punto preciso in cui i due si sono salutati per l’ultima volta, prima di andare al martirio (io mi commuovo ogni volta, e ogni volta cerco di immaginare come si siano sentiti).

Anche in nome di questo sarà una giornata di comunione tra fratelli, per ricordarci che in cielo si va in cordata: tutti abbiamo bisogno di compagni che ci aiutino a tenere lo sguardo dove deve stare, che preghino per noi e con noi. Ci guardiamo l’uno con l’altro e ci aiutiamo a fare discernimento, ci aiutiamo nel giudizio, ci incoraggiamo (e ci cazziamo, volendo, quando serve). Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che “c’è” per noi, e il Monastero wi-fi, come minuscolissima parte della Chiesa, sta contribuendo a creare reti di comunione, amicizie, relazioni, scambio di linfa e nutrimento ma anche semplicemente contatti, aiuti.

Sarà un giorno di ascolto, perché nella Basilica di San Paolo, dopo la preghiera delle lodi, ascolteremo l’abate Mauro Giuseppe Lepori e don Riccardo Cendamo che ci aiuteranno a disporre il cuore al cammino, ci diranno cosa significa varcare la porta santa, e soprattutto ci ricorderanno che la vera porta per la salvezza è Cristo.

Sarà un giorno di cammino, perché dopo le catechesi partiremo alla volta di San Pietro: sono sette chilometri, non sarà certo come arrivare a piedi dal cuore dell’Europa, però è un tratto in cui pregheremo insieme e ascolteremo una riflessione di padre Maurizio Botta.

Sarà un giorno di preghiera, perché il cuore sarà raccolto e orante (tutti i “sei dimagrita” e i “come stai” vanno anticipati o posticipati a dopo la messa, se possibile), e perché nel tratto finale da Castel Sant’Angelo ci prepareremo con i salmi ad aprire i cuori alla grazia.

E sarà un giorno di preghiera soprattutto perché dopo il passaggio della porta, alle 15.30, ci sarà la Messa tutta per noi (ma aperta a tutti), sull’altare della Confessione di San Pietro.

Abbiamo scritto al Santo Padre, per cercare di raccontargli che popolo avrà in casa quel giorno, e ci sentiamo straordinariamente in sintonia con il suo desiderio, sparire perché in noi viva Cristo, essere uomini e donne secondo il suo cuore.

E sì, certo, sarà un Giubileo, un giorno in cui non solo ci verranno rimessi tutti i peccati, ma in cui anche le pene temporali, cioè le conseguenze del male che abbiamo fatto, verranno rimesse totalmente. E speriamo che a quel punto avremo almeno vagamente compreso cosa significa per la nostra vita, e sapremo renderlo un nuovo inizio.

Piccole informazioni tecniche: vi chiediamo di iscrivervi (è gratis) per poter avvisare le forze dell’ordine che ci accompagneranno, disporre le sedie, preparare i pacchetti per voi. Vi chiediamo di farlo anche se pensate di partecipare solo a una parte della giornata. Ricordiamo che a san Paolo finiamo alle 11.30 mentre la Messa sarà alle 15.30, quindi chi non se la sente di camminare (un’ora e mezzo a buon passo, due a passo chiacchiera) può anche prendere i mezzi o un taxi: nonostante Roma non sia una città facile per gli spostamenti c’è tutto il tempo di farlo.

Come sempre si possono chiedere preghiere per le nostre intenzioni a preghiere.monasterowifi@gmail.com : verranno trascritte e deposte sulla tomba del primo Papa.

Le basiliche non ci chiedono di pagare l’affitto (e voi ditemi quale altra “organizzazione” del mondo presta due monumenti stratosferici come quelli senza farsi pagare! Manco l’asilo sotto casa vi dà una saletta gratis per la festa dei figli), però purtroppo ci sono delle spese vive (straordinari del personale, consumi energetici, disposizione delle sedie) e anche l’amplificazione durante il cammino ha dei costi: è necessaria visto che saremo un bel serpentone, e non sarebbe possibile dire nemmeno un’Ave Maria sincronizzati senza affittare dei “ripetitori”. Se per caso qualcuno volesse contribuire prima può farlo con un bonifico (va bene tutto, anche 10 euro!) oppure può donare qualcosa direttamente quel giorno.

Manca poco più di un mese (33 giorni da domani, il tempo della preparazione alla consacrazione a Maria secondo il Montfort, la butto là….) e forse potremmo davvero cercare di rendere questo momento un nuovo inizio per noi, perché come diceva padre Emidio, i santi non sono persone speciali, sono persone vive, disposte a cambiare.

 

QUI LA LOCANDINA IN PDF

 

2 pensieri su “Verso il VII Capitolo Generale del Monastero Wi-Fi del 20 settembre

  1. Stefano

    Ciao, sono Stefano dalla provincia di Milano, volevo sapere se domenica 21 settembre c’è una Messa per chi il giorno prima partecipa al pellegrinaggio. Grazie mille, ci vediamo a San Paolo.

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