di Costanza Miriano
Nei giorni scorsi è stato annunciato ufficialmente il Giubileo delle persone Lgbt e delle loro famiglie; si è detto che la proposta di padre Piva aveva avuto il parere favorevole definitivo di Monsignor Fisichella e del Cardinale Zuppi, si è annunciata anche la data, il 6 settembre, e il luogo, la chiesa del Gesù a Roma.
A dire il vero della cosa non mi pare ci sia più traccia, o non ancora, nei programmi ufficiali, e quindi voglio ancora sperare che non sia vero. Credo che sia una grande ingiustizia che verrebbe perpetrata contro le persone che provano attrazione verso lo stesso sesso. L’ingiustizia non è permettere che quelle persone vadano a chiedere perdono a Dio, e a ottenere da lui la pienezza della misericordia e possano ricevere in dono una vita nuova, cosa che siamo chiamati invitati tutti a fare in questo anno santo.
L’ingiustizia è usare per loro la definizione di “lgbt+” dicendo una cosa falsa su di loro, e cioè che quella ferita che provoca in loro attrazione verso lo stesso sesso, non sia una FERITA ma la loro verità, la loro IDENTITA’. Questo li inchioderebbe al loro dolore, e a mettere il chiodo, a dare il colpo di martello sarebbero proprio alcuni uomini di Chiesa, cioè di quella madre che è (era?) rimasta l’unica a dire loro la verità su di loro.
Il Giubileo, al contrario, è proprio l’occasione che i battezzati hanno, ogni 25 anni, non solo di ricevere il perdono dei propri peccati, cosa a cui possiamo accedere attraverso la confessione, ma anche di ricevere l’indulgenza, cioè non solo il perdono ma anche la cancellazione delle conseguenze del peccato, la liberazione dalle catene che ogni peccato ci lega addosso, la risoluzione degli effetti di male che a livello personale e sociale ogni peccato comporta.
Il peccato infatti non è una cosa piacevole che un Dio sadico ci vorrebbe negare, come pensa chi non conosce Dio, cioè i non credenti ma evidentemente anche certi prelati. Il peccato è sbagliare mira. Si capisce meglio quando pensiamo a come viene usato nel linguaggio comune. “Peccato, mi si è bruciato il dolce”. “Peccato, avrei voluto vedere il film ma non lo fanno più”.
Ovviamente il peccato è molto, molto di più, ma nel linguaggio comune almeno c’è una debole traccia del fatto che il peccato è una fregatura che ti prendi, qualcosa che prima di tutto fa male a te, anche quando non a qualcun altro, perché offende il disegno di Dio su di noi, di quel Dio padre tenerissimo che vuole per noi il bene massimo, e che ci ha creati e pensati uomo o donna, fatti per entrare in una relazione sponsale con l’altro, relazione sponsale che anche i consacrati vivono, in modo diverso ma ugualmente in relazione, con il totalmente altro, cosa che non si può dire per chi vive relazioni omosessuali.
Se il Giubileo significa invitare queste persone a ricevere la cancellazione delle conseguenze del proprio peccato, è una notizia meravigliosa. Se il Giubileo lgbt invece significa cercare di affermare che una inclinazione definisce tutto il mistero e la ricchezza e la complessità che è ogni persona, allora è una notizia pessima. Significa inchiodare qualcuno a una condizione che non può definirlo tutto. Significa fare esattamente IL CONTRARIO di quello che un Giubileo ci invita a fare: invece che invitare a cambiare vita, significa invitare a rimanere nella vecchia.
Il paragone non regge, ma per rendere l’idea vorrei dire che è un po’ come istituire il “Giubileo dei depressi”, con la fondante differenza che la depressione non costituisce una occasione prossima di peccato, mentre l’attrazione verso lo stesso sesso se non vissuta castamente induce ad atti intrinsecamente disordinati, come afferma con nettezza il Catechismo della Chiesa Cattolica. Una Chiesa che è (era?) rimasta l’unica a dare una speranza e una direzione a chi ha una ferita simile.
“Chiunque, interrogato se desideri essere felice, risponde senza esitazione di desiderarlo perché questa è l’aspirazione propria dell’uomo” dice Agostino, uno dei Padri più citati dal libro Varcare la Porta, Il Giubileo secondo i Padri (a cura di Antonio Grappone) di cui consiglio la lettura perché ci chiarisce le idee fondandosi su ciò che abbiamo ricevuto dai padri nella fede, e ci prepara a non sprecare l’occasione che il prossimo anno ci regala, raccogliendo la sapienza dei Padri della Chiesa sul tema del pellegrinaggio, del perdono, dell’indulgenza, cioè sui temi fondanti del Giubileo, che ai tempi dei Padri della Chiesa ovviamente non era stato ancora istituito.
Insomma, tutti, dice Agostino, anche le persone che hanno una ferita nella loro affettività, desiderano la felicità. “Ma – prosegue – gli uomini ignorano per quale via raggiungerla o dove si trovi, e perciò vanno errando. … quando diventiamo fedeli aderendo con la fede al Cristo, cominciamo a camminare sulla via, ed esortiamo tutti quelli che ci sono più cari”.
Non avvenga che proprio i pastori smettano di esortare, “non mirando più alla patria”. Quella è la vera grande esclusione che infliggerebbero a chi soffre. Incoraggiarlo a rimanere dentro una bugia, a qualcosa che non è la verità su di sé.

Costanza, la mia piena condivisione per questo tuo meraviglioso articolo! Ne condivido in pieno ogni parola, delicata e di vera carità verso chi ha questa ferita. Sono veramente lieta che tu abbia voluto pubblicamente parlarne, perché se dovesse veramente accadere che siano dedicate due giornate(il 5 settembre veglia di preghiera ed il 6 in piazza San Pietro) del giubileo al “mondo lgbtq+(Dio ce ne scampi e liberi!!!) significa che la Chiesa(mi domando a questo punto se ancora cattolica ed apostolica) ha abdicato al suo compito essenziale e fondamentale, quello della cura e della salvezza di tutte le anime, indicando loro la Verità. Sempre fiduciosi che le porte degli Inferi non prevarranno, speriamo che questo particolare evento non abbia luogo.
Da quel che leggo e sento,temo che lei si stia illudendo.visto i personaggi che propugnano tale roba.
Mi sa che toccherà l’amaro calice.e chi non sarà d’accordo sarà tacciato di settarismo e cuore di pietra.
Ma di Fiducia Supplicans qualcuno ha mai sentito parlare? Più di così.
Brava Costanza, il giubileo è per tutti. La Chiesa è una!
Grazie Costanza, ancora una volta coerenza e verita’, non c’e’ una virgola che cambierei nel tuo articolo.
e se la Chiesa stesse cercando di fare un passo indietro per dare loro il modo e il tempo di accorgersi di quanta sofferenza hanno nel cuore, senza dare un giudizio di cosa è giusto o cosa è sbagliato? Se la Chiesa stesse dicendo loro: non sono io quella da combattere, io ti amo per quello che sei (come un padre, come una madre)? Se il passo indietro della Chiesa stesse a dare testimonianza della Verità nell’accogliere chi è oppresso, chi è cieco, chi è zoppo? Se la Chiesa stesse incarnando Cristo, ve lo chiedete?
Un passo indietro rispetto a cosa. A me pare che la Chiesa sia l’unica a chinarsi sulla sofferenza di queste persone, invece che dire loro “sii gay, cioè sii lieto (questa è la traduzione) perché va bene dare corso a questa tua attrazione”. Invece queste persone soffrono, e non per il giudizio della Chiesa o della gente, soffrono perché Dio non le ha pensate così. Come soffre ognuno di noi quando sbaglia mira.
Il passo indietro sta nel dire ti accolgo e ti amo anche se non sei capace di un amore adulto, anche se ti chiudi su te stesso, ti accolgo e ti amo adesso per mostrarti un amore più grande di quello che pensi. Il passo indietro della Chiesa serve a fare più spazio a chi chiede di essere amato nella sua piccolezza per poi mostrargli la grandezza a cui Dio lo chiama, per portare alla luce il desiderio di amore che ognuno ha dentro. Non è un acconsentire per avere consenso, ma semplicemente mostrare la Verità con l’amore… non è così che guarisce Gesù?
Cara Maria,Gesù curava e cura tuttora con amore, ma sempre rimanendo fermamente fedele alla Verità, che è Lui stesso, e proclamando che il male è male(e non bene!) Ora mi sembra che nella Chiesa manchi, dopo il “vai”, il “non peccare più”. Chi di noi può dire di amare in modo perfetto, senza chiusura in sé stesso ed egoismo? È la battaglia di ogni giorno per vincere sé stessi e le nostre inclinazioni al male, che abbiamo a causa del peccato originale. Ma le associazioni lgbtq mirano a volersi sentire riconosciute nel loro diritto di amare sbagliato, e a sovvertire l’insegnamento bimillenario della Chiesa. E quest’ultima non può tradire Cristo, che è lo stesso ieri, oggi e sempre! Si dimentica sempre più spesso(e purtroppo se la gente non va a Messa, come può prendete dimestichezza con la parola di Dio???) la Sacra Scrittura, oppure la si interpretare male, e rimango sempre stupita di questo fatto, perché è chiarissima ed inequivocabile. In Genesi è scritto che Dio maschio e femmina li creò; in Levitico Sodoma e Gomorra vengono distrutte per questo peccato, che uno di quelli che attira il castigo di Dio, e San Paolo afferma chiaramente di non illudersi che ladri, adulteri, effeminati, sodomiti non entreranno nel Regno dei Cieli. Come può ora la Chiesa andare contro Dio stesso, facendo un passo indietro(che Gesù mai ha fatto?). Siamo noi uomini che dobbiamo umilmente riconoscerci peccatori ed accettare, o meglio amare l’insegnamento di Cristo. La Chiesa sempre ha accolto, e molto festeggiato per ogni peccatore pentito. E nel Vangelo Gesù dice: chi fa la volontà del Padre mio è figlio di Dio.
La 1 ai Corinzi cita “che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.”. Questo tanto per dire che parecchie sono le categorie che non entreranno , anche se si citano sempre le stesse. Per esempio i maldicenti sono molto frequenti , anche tra chi si crede un vero cattolico a posto con la coscienza.
Detto questo credo che sia ora di prendere atto che tutti questi omosessuali infelici di esserlo non ci sono , ma sono piuttosto infelici di essere ancora discriminati e distinti da tutti gli altri eventuali peccatori. Pensare , ancora dopo 2000 anni, che la loro sia una “libera scelta” piuttosto che una condizione naturale su cui non possono fare nulla, è esattamente l’atteggiamento di chi si sente sempre dalla padre del giusto. Esattamente come un eterosessuale non può forzarsi di essere omosessuale, allo stesso modo un omosessuale non puoi forzarsi di essere diverso da come è. Questa benpensante colpevolizzante compassione nasconde il giudizio sulle persone , non certo il desiderio di amarle così come sono. Ma Cristo ha amato te così come sei , con tutti quei peccati che ti porti da sempre e che ti spingono a guardare quelli degli altri col dito puntato.
Bene fa la Chiesa , Madre di tutti , ad accogliere questi fratelli che sempre sono stati rifiutati semplicemente perche cercavano di essere loro stessi, mentre noi (che ci pensiamo “normali”) non abbiamo mai dovuto affrontare le loro difficoltà, il 90% delle quali legate proprio a come gli altri li hanno sempre giudicati ed esclusi.
Quindi anche San Paolo si riteneva un giusto senza compassione, un giudicante?
E quindi, caro viandante, tu consideri arretrato il pensiero della Chiesa Cattolica, sbagliato il Catechismo della Chiesa Cattolica che indica gli atti omosessuali come disordinati, e anche errato il giudizio di Dio sul peccato?
La Chiesa contemporanea si è girata verso un’interpretazione come la tua: “condizione naturale su cui non possono fare nulla”
Altri studiosi negano la naturalità della condizione omosessuale e parlano di situazione acquisita dopo esperienze erronee o traumi di varia natura.
La brava Costanza nega l’identità omosessuale come la loro verità e propende per una ferita.
Solo Dio può aiutarci a capire il vero e una sincerità profonda dei diretti interessati.
Gesù, in verità parlò di ‘rinunciare a se stessi’, di tagliarsi un membro piuttosto che peccare. Il catechismo nel dubbio invitava alla castità. Cioè una rinuncia piuttosto che l’uso distorto del proprio corpo con le conseguenze a volte serie sulla salute.
Solo che, e giustamente, non c’è il “giubileo dei maldicenti o dei ladri o dei lussuriosi, altrimenti anche di questo parleremmo.
Quanto alla libera scelta contrapposta ad una sorta di stato naturale a cui non si potrebbe dire di no, sei nell’errore: l’Uomo ferito dal peccato originale vive con più di una tendenza disordinata in sé e deve quindi combattere, operando una libera scelta, aiutato dalla grazia e confidando nel Signore.
Esempio: l’iroso trova questa nefasta spinta in se stesso, si potrebbe dire nella sua natura, eppure è chiamato a combatterla e vincerla, non certo ad accettare supinamente “di essere fatto così”.
Altro esempio, che è spinta naturale non disordinata se correttamente orientata: la sessualità.
Il desiderio e la pulsione sessuale sono cosa buona per l’uomo e la donna, voluta da Dio l’uno verso l’altra, ma anche qui la pulsione sessuale va vissuta secondo quanto la Chiesa ha sempre insegnato, nel Matrimonio o trascesa in vocazioni diverse, quindi anche qui, non perché “naturale” tutto è lecito.
Infine l’approccio logico: quale il senso del ribadire (come fai sempre) che vi sono innumerevoli altri peccati anche gravi al mondo e per di più aggiungo, più di uno può coesistere nel nostro cuore?
Non è che il prenderne atto o il ribadirlo rende meno grave l’uno rispetto l’altro.
A costo di ripetermi, qui si parla dell’ipotizzato (comparso e poi scomparso in agenda) “giubileo LGTB+”, si fosse parlato di quello degli “IDOLATRI+”, di quello credo parleremmo.
Peraltro se giudizio c’è, non mi pare tu né sia esente visto che,
chi non condivide il tuo pensiero è, seppur con un sillogismo, sostanzialmente tracciato di ipocrisia.
Condivido in pieno quanto scritto da Bariom, e mi permetto di suggerire al “viandante” due passi della Sacra Scrittura, che sicuramente già conosce ma forse è bene rileggere. Non li indico certo per fare sfoggio della mia conoscenza biblica, molto scarsa ahimè per mia colpa, ma perche’, leggendoli, mi hanno illuminata. È proprio vero che tutto c’è di quanto ci serve nella Sacra Scrittura, come è altrettanto vero che li’ c’è Dio con la sua Parola, rivolta all’uomo di tutti i tempi per il suo bene. Mi ha molto colpito una Catechesi di un sacerdote che ha anche predicato per il capitolo generale del preziosissimo Monastero Wifi, in cui ci viene ricordato che Dio, a Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte Tabor durante la Trasfigurazione di Gesù, dice “Questi è il Mio Figlio Prediletto, ascoltatelo”. Questo vale anche per ogni uomo e donna creati.
Tornando ai brani che mi permetto di suggerire, il primo è la lettera di San Paolo ai Romani, 1,18 (i pagani oggetto dell’ira di Dio) dove c’è una spiegazione ed una causa della pratica omosessuale, fermo sempre restando ciò che in Genesi è scritto, ossia Dio maschio e femmina li creò; il secondo brano è tratto dal Levitico 20, 13(colpe contro la famiglia) dove Dio definisce abominio i rapporti omosessuali.
Non è una fissa che si parli di questo, oltre che di altri peccati, perché purtroppo nella Chiesa, alcuni della Gerarchia, e purtroppo nelle alte sfere, aprendo, e spero non accada ma non ne sono così certa, le porte al Giubileo dei gay, e precedentemente con la benedizione delle coppie dello stesso sesso e di quelle irregolari con Fiducia Supplicans, sta palesemente contraddicendo la Parola e la Vontà di Dio. Chiamasi Apostasia, richiamata anche dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
Però, oramai,tocca vedere anche dove si legge la sacra scrittura. Frequentando un poco il sito di investigatore biblico,pare che a seconda dell’edizione della bibbia e/o dei vangeli cambino le traduzioni, spariscono termini,cambiando significato alla Parola.
Vi ringrazio di tutti i consigli, ma è evidente che San Paolo non avrebbe mai pensato che , anche a causa delle sue parole usate come spade , gli omosessuali sarebbero stati, nei secoli , offesi , aggrediti, malmenati , uccisi e infine gettati anche nei campi di concentramento. La Chiesa di oggi sta semplicemente prendendo atto che c’è una differenza essenziale tra essere omosessuali e compiere atti omosessuali, e pur condannando i comportamenti si apre a coloro che , senza colpa, vivono questa realtà. Dopo di che ognuno di loro è libero di accettare la castità o meno , esattamente come ogni ragazzo e ragazza cristiana sono liberi se fare sesso prima del matrimonio (tutti tranne qualche eccezione ) o non farlo (qualche eccezione). Argomento , questo del sesso prematrimoniale o fuori dal matrimonio , sempre ben dimenticato dai benpensanti che puntano il dito accusatore sugli omosessuali e danno un buffetto comprensivo ai propri figli che vanno in discoteca e poi a dormire a casa del fidanzatino di turno.
Aridaje… Unico argomento, spostare il focus su altro genere di peccati e dare agli altri degli ipocriti benpensanti.
Veramente insipiente modo di dialogare, ammesso di dialogo si tratti.
C’è certamente differenza tra avere tendenze omosessuali (non essere omosessuali) e cedere a questa tendenza e compiere atti che sono peccati di materia grave.
Ciò che non si comprende (o meglio è ben facile comprenderlo) è perché come gli “irosi” (rimando all’esempio già fatto) non si riuniscono sotto la bandiera degli “Irosi cristiani”, le persone con tendenze omoerotiche si debbano riunire sotto la bandiera degli “LGTBQ+ cristiani”.
Sono cristiani? Tanto basta e già sanno come tutti noi peccatori, cosa Dio ci chiama a fare: CONVERTIRCI.
La Chiesa contemporanea, contrariamente agli antichi padri, si è girata verso un’interpretazione antropologica simile alla tua: “una condizione naturale su cui non possono fare nulla”
Costanza nega l’IDENTITA’ omosessuale e parla di FERITA. Anzi reputa offensivo stigmatizzare tale condizione come una categoria a parte e non come un incidente di percorso.
Come dire che tu non ti se ferito a un occhio ma appartieni alla categoria degli orbi ‘per natura’. E così ragionano tutti quelli che credono di difenderli.
Chi ci dice la verità sull’uomo se pure la Chiesa mater et magistra non ha più sicurezze nell’insegnare?
La dottssa DeMari sostiene che il corpo degli omosessuali viene offeso a volte in modo irrimediabile.
Certo la castità è una fatica ma Nostro Signore ebbe a dire che a volte e’ necessario tagliarsi un membro del proprio corpo per non fare guai peggiori rischiando di essere esclusi dal Regno.
Grazie mille, speriamo davvero sia stata una svista o una notizia falsa.
Quando l’ho letto sul Catholic Herald ci son rimasta malissimo
eccezionale bravissima.
Tutto chiaro netto e limpido
Ben detto Costanza, molto chiaro. La posizione della Chiesa deve essere netta e non tradire i propri fondamentali
Purtroppo oggigiorno si è persa la concezione del peccato, ovvero qualcosa che ti allontana da Dio. Oggi è tutto un “devi accettarmi così come sono” , ma non perchè questa sia il presupposto per “va e non peccare più ” (come disse all’adultera) , ma perchè io ho il diritto di continuare ad essere come sono e a non cambiare la mia condotta, perchè “che diritto hai di dirmi che vivo nel peccato” ? Ecco, la Chiesa sembra non amare più la Verità , seppure detta con toni garbati, ma sembra preferire l’essere “accettata” dal mondo cercando di non “offendere” chi , sentendosi chiamato in causa sulla sua condotta “Disordinata”, se ne avrebbe a male…. triste, molto triste…
…che, poi, una cosa è come sono e una cosa è cosa faccio….
Non penso che la Chiesa agisca per essere accettata. Io vedo che non capisce proprio. Ascoltavo un religioso che dice di essere psicologo e si dice convintissimo della condizione naturale della omosessualità. Cioè, tu non sei cieco per un incidente di percorso subìto o da te stesso provocato, ma perché appartieni alla categoria degli orbi per natura.
Non si accorgono che mentre cercano di difenderli in realtà li offendono relegandoli in una categoria a parte. Razzismo.
Bellissima analisi! In certi momenti, purtroppo, mi pare come se la gerarchia ecclesiastica avesse finito per considerare quegli articoli che leggevo una ventina d’anni fa, per esempio sul Sole 24 Ore, dove economisti spiegavano alla Chiesa cosa avrebbe dovuto fare per aumentare il numero dei fedeli (sostanzialmente cambiare dottrina, che strano, vero?) e che, ovviamente, non avevano alcun senso. Ora, però, a partire dall’uso della nomenclatura LGBT, che mi pare di aver visto su una rivista della mia diocesi, sembra davvero che si cerchi di raccattare nuova gente con metodi strani. E, visto che c’è chi in questo è anche più bravo, non si guadagnano i nuovi e si rischia di perdere i vecchi….
Mi sembra che ci siano almeno due equivoci oggi dietro tale questione.
Il primo è la celebrazione del giubileo per “categorie”. Mi rendo conto che è un modo per strutturare efficacemente questo tempo di Grazia e utilizzarlo al meglio dal punto di vista pastorale, ma il rischio è di trasformarlo in una serie di happenings anziché viverlo come un grande momento penitenziale e di conversione. Il rischio – mi si permetta – è di finire per celebrare il Giubileo dei vegetariani, dei daltonici o dei cercatori di funghi… Forse per i prossimi anni giubilari si dovrà provare a dare un altro taglio, appunto “senza etichette” ma magari legato di più alle comunità cristiane.
Un secondo equivoco riguarda il confronto con il mondo LGBTQ+. Bisogna riconoscere che oggi il centro della controversia non è più tanto l’accoglienza delle persone che hanno un diverso orientamento sessuale, né un semplice “aggiornamento” della teologia morale. Oggi è in questione una precisa idea di sessualità e di relazione affettiva, dichiaratamente alternativa a quella dell’antropologia biblica e, in fondo, anche classica.
Si deve dare atto al mondo LGBTQ+ di essere esplicito a riguardo. Alcuni giorni fa sulla homepage del sito di Progetto Gionata subito sotto l’annuncio in evidenza dell’evento giubilare si poteva leggere un post intitolato “Il poliamore spiegato alle madri e alle nonne”: https://web.archive.org/web/20241209132731/https://www.gionata.org/
Vi si presenta un cortometraggio, peraltro assai ben fatto, in cui un “terzetto” (due “lui” e una “lei”) mentre sono a letto assieme vengono svegliati dalla telefonata della madre di uno dei tre che lo sollecita ad andare a trovare la nonna per il Natale, poiché è ormai gravemente malata. E aggiunge che vorrebbe tanto che portasse con sé il proprio partner per farglielo conoscere. Di qui si innesca una discussione fra i tre che si conclude con la decisione di presentare con chiarezza alla famiglia questo particolare stato di vita che hanno scelto.
D’altronde è esattamente ciò che comunemente ormai si dichiara da parte del mainstream televisivo. E sappiamo che anche un autorevole esponente della editoria cattolica si è espresso ultimamente in maniera più che possibilista su questo tema: https://lanuovabq.it/it/a-firenze-la-pastorale-dellinclusione-esclude-il-catechismo
Quindi il tema “attrazione eterosessuale / attrazione omosessuale” appartiene ormai al passato, rischia di essere una battaglia di retroguardia. La domanda da porre esplicitamente è: la Chiesa oggi ha una verità da annunciare sulla sessualità? Qual è? Quali sono le vie per annunciarla efficacemente? Quali sono i pericoli che si corrono nel nasconderla?
Come volevasi dimostrare:
La verità di oggi pag 13 riassume un ansa ( di ieri, suppongo) che dopo che avranno ( l’ufficio del giubileo)ricevuto informazioni sul numero partecipanti e tipo di evento ,il pellegrinaggio arcobaleno verrà re inserito. ( quindi avendo pure mentito sul fatto che non ci fosse in programma)
Parole sante cara Costanza!
Sinceramente non capisco perché tanta parte della chiesa che conta sembri non avere più le idee chiare su questo tema.
Valendo l’invito alla castità matrimoniale per gli sposi (che chi la vive sa quando sia bello ma tempo stesso molto difficile da seguire), come si può considerare spiritualmente sana e accettabile una relazione carnale abituale fra persone dello stesso sesso?
Proprio ieri sera ne parlavo a cena con mia moglie, e l’unica cosa da fare in questo momento di confusione è pregare e guardare, stare attaccati a quelle persone autorevoli (consacrati, consacrate e non) che ancora oggi troviamo nella Chiesa.