Una questione di fede

 

di Costanza Miriano

Per quel poco che capisco di teologia, la questione in gioco con Fiducia supplicans è – riducendola fino all’osso – una questione di fede. Non è una roba di benedizioni discendenti o ascendenti, pubbliche o private, davanti all’altare o in fondo a destra, 15-20 secondi o 35. Non è neanche una questione di permettere o no certe condotte, lo sappiamo che la Chiesa non permette niente, ma perdona tutto, a differenza del mondo, che permette tutto, ma non perdona niente.

Il tema è la fede. Il punto centrale, o meglio la base della fede è, infatti, accettare che ci sia un punto di vista su di noi, sulla nostra vita, una parola – una Parola – che sia più degna di essere ascoltata di quello che pensiamo noi autonomamente, cioè più degna di fede, di quello che crediamo noi, di quello che viene dalla nostra mente, dall’inconscio, dalle idee, dal nostro mondo interiore.

La fede è incontrare qualcuno che afferma di dirti la verità su di te, e decidere di fidarti, appunto, di ascoltare, e poi di conseguenza di cercare di obbedire – ob-audire, ascoltare e vivere di conseguenza a quella voce perché capisci che è vera e quindi alla fine ti fa felice.

Al cuore del peccato originale, come racconta la Genesi con la mela e il serpente, infatti, c’è esattamente questo: l’uomo che vuole fare di testa sua, perché in fondo pensa di essere intelligente ed è convinto che Dio lo voglia fregare. Dall’altra parte invece c’è un Padre buono, il più buono di tutti, che ci dice cosa è meglio per noi, cosa ci fa vivere. Non per sadismo, non per il gusto di comandare, non per metterci delle regolette cretine, ma perché sa qual è il nostro vero bene.

La Chiesa annuncia all’uomo questa verità, perché come sposa di Dio che è nostro Padre, e quindi come nostra madre vuole che l’uomo viva, e sia felice, lui e i suoi figli, e i figli dei suoi figli. Questo vale per tutto ciò che la Chiesa annuncia da sempre all’uomo, compresa la questione dell’affettività dentro al matrimonio, e dell’omosessualità (sebbene non sia prudente accomunare così tanto le due questioni: un conto è un’affettività tra uomo e donna fuori dal matrimonio, ben altro conto è la ferita di cui l’omosessualità è conseguenza, ma questo è un passo successivo).

Nessuno, neanche la Chiesa, può essere più buono di Dio, perché Dio è il sommo bene. Se nel disegnare l’uomo maschio e femmina, nel mettere nel cuore la reciproca attrazione, ha pensato il bene dell’uomo, e se afferma – tramite la millenaria e immutata tradizione della Chiesa – che ciò che è fuori da questo disegno è male, qual è il vero motivo del fatto che con Fiducia supplicans si decide che si può dire che è bene un’unione contraria alla verità?

L’unica spiegazione è che qualche sacerdote, qualche teologo non creda in Dio, non creda abbastanza che il peccato frega l’uomo, per prima cosa. Il peccato fa stare male prima di tutto noi. Forse qualche sacerdote pensa che ciò che Dio dice all’uomo è sì, importante, ma non decisivo. Che Gesù sia uno che ci dà il buon esempio, non la Via, la Verità e la Vita. Che se lo si può imitare, bene, ma alla fine si può essere felici anche senza cercare di vivere in Lui.

Non credono che il Battesimo fa entrare in un’altra vita, la vita dei figli di Dio: quindi la via che la Chiesa indica non è per tutti gli uomini, ma per i battezzati. Tutti gli uomini possono essere battezzati, cioè diventare figli di Dio, ma non tutti lo sono e non tutti lo vogliono. Il punto del battesimo è svuotarti del tuo ego, disobbedire a te stesso, obbedire a Dio.

Noi – e forse oggi anche quelli della Dottrina della fede? – abbiamo fatto del cristianesimo una sorta di stoicismo, “tocca comportarsi bene”, ma il punto del cristianesimo è un altro. Non è la buona condotta, è che Cristo ha vinto la morte. Tu con Cristo apri una porta, e vedi la vita oltre la morte. Questo cambia tutto. La fede è un rapporto reale con la Persona di Dio, ma se manca il rapporto reale la fede è un macello, è un carnevale religioso, e paradossalmente questa apparente apertura della benedizione delle coppie omo va in questa direzione di un rapporto formale e vuoto con Dio. La fede è un’altra cosa, è vivere in Cristo, non è comportarsi bene, è innescare una vita su un altro livello, una vita che va oltre la morte.

Annunciare alle persone che va bene – letteralmente bene-dire – che rimangano nella loro morte non è misericordia, è non credere che la vita in Cristo sia più potente dei cavilli dei preti che non credono più.

Fiducia supplicans dunque dovrebbe chiamarsi sfiducia supplicans, più precisamente. È la sfiducia in Dio, alla fine, l’unica posizione che può indurre qualcuno a benedire la decisione di vivere stabilmente fuori dal progetto di Dio. Chi lo fa, evidentemente, non crede davvero che Dio fa nuove tutte le cose, ed è la Verità dell’uomo, o pensa che sia solo un’opzione possibile. Che è vera ma che è anche vero un po’ il contrario. Benedicendo una coppia dello stesso sesso – non due persone singole, che, lo ripeteremo fino alla nausea, sono sempre da benedire, sempre, in qualunque condizione si trovino – noi stiamo dicendo che quello che Dio dice sull’uomo e sulla donna magari è anche una bella cosa, ma può anche non essere ascoltato. Insomma pensiamo che Dio ci dia delle regole per fregarci, e non per farci felici.

È questo il peccato originale dell’uomo, pensare di saperla più lunga di Dio, non fidarci – sfiducia, appunto, non fiducia. Ma chi non si fida di Dio, alla fine non crede davvero che ci sia.

50 pensieri su “Una questione di fede

  1. Maria Chiara

    Cara, carissima Costanza, è da tanto che non leggo i tuoi articoli…..quanto mi sono persa! Ti ritrovo lucida , precisa e , che mi si permetta , illuminata, come sempre. Grazie per la tua “Costanza”!!! Che Dio ti benedica.

  2. Giorgio Bruno

    anch’io sono d’accordo
    Qui c’è chi non vuol intendere la verità rivelata sul peccato originale

  3. Mauro Antonio Varani

    Talvolta l’attaccamento alla propria idea rende difficile accogliere nuovi spunti di comprensione. Mi pare che la confusione sia più nell’interpretazione che nel testo. Terreno scivoloso comunque e non adatto alle prime pagine

    1. Valeria Maria Monica

      Signor Mauro Antonio Varani, dal suo commento sembra di capire che lei vorrebbe obiettare qualcosa alla lucida analisi di Costanza, ma non sa esattamente cosa dire.

      1. Mauro

        E’ vero, Costanza è ben più lucida e chiara di me, ma intendevo dire che la contraddizione tra tutte le cose giuste che lei ha scritto e il contenuto del documento a me non sono parse l’unica lettura possibile nonostante il suo ammirevole impegno. Ma, ripeto, questo terreno è infido, favorevole al pregiudizio e persino sgradevole. Fortunatamente neppure cosi rilevante se non per il fatto che ce lo sbattono in prima pagina, ma questo è un gioco che conosciamo

        1. Valeria Maria Monica

          “Non è così rilevante “?
          L’argomento che ha fatto insorgere intere conferenze episcopali, costretto alla perplessità perfino le pecorine più miti e obbedienti, bloccato un cammino di avvicinamento agli ortodossi, gettato nel ridicolo la Santa Sede per il modo cialtrone in cui è stato imposto, suscitato 150 commenti ai due post, per lei non è rilevante?
          Ma scusi, allora, cosa legge e interviene a fare?
          Considerato anche il fatto che, mi scusi, ma per la seconda volta non ha detto nulla di chiaro, solo oscure allusioni lasciate a mezzaria.

  4. Rino

    Costanza ti voglio bene..sul serio..e per questo dico ora dopo queste Sante parole..quindi?

  5. Valeria Maria Monica

    Maginfico, Costanza: è esattamente così, e tu lo hai spiegato benissimo.

  6. Maria Vittoria De Lucia

    Non riesco più a mettere: mi piace.
    Qualcuno potrebbe aiutarmi? Grazie.

  7. nike

    Il Papa, la CDF, buona parte dei cardinali o sacerdoti effettivamente non credono più. O meglio, credono a qualcos’altro. U Gesù fatto su misura, che accetta tutto, per cui tutto va bene. Non sono teologa, magari hanno ragione loro, certo che GP2 mai avrebbe firmato un documento come fiducia supplicans

    1. maria

      E più sono atei più fanno carriera. Come quel don Simone Bruno diventato direttore editoriale della Sanpaolo.
      O se vivesse il Fondatore, don Alberione, non starebbe a scrivere che non c’è peccato nelle relazioni omosessuali e adulterine!
      Ma lui vuole piacere a Fernandez e Bergoglio, non al Fondatore, e ancor meno a Gesù Cristo.
      Comunque, gli ha ben risposto Tommaso Scandroglio dalla Nuova Bussola Quotidiana.

    2. Giovanni

      Credo non si renda conto della gravità di quello che ha scritto. Per affermare che “Il Papa, la CDF, buona parte dei cardinali o sacerdoti effettivamente non credono più” bisogna argomentare, come fa la brava Costanza. Sennò questo blog diventa un bar di chiacchiere, con la stessa valenza, facendo gongolare i nemici della Chiesa.

      1. Valeria Maria Monica

        Signor Giovanni, non c’è molto bisogno di argomentare quando si commentano evidenze note a tutti. E i nemici della Chiesa non gongolano certo per quello che si scrive qui, ma per quello che si scrive su Avvenire.

  8. Maria Vittoria De Lucia

    Non riesco più a attivare il “mi piace”. Qualcuno mi può aiutare?

  9. Sandro Merendi

    In una chiesa dove vado spesso a Messa, prima della Comunione il diacono (e a me la cosa non piace) legge dall’ambone la formula della cosiddetta “comunione spirituale”, dedicata proprio a coloro che, per il loro stato di peccato (ci troviamo in chiesa durate la Messa: non è una cosa per chi ascolta dalla radio), non possono accedere alla comunione sacramentale. Queste persone quindi riceverebbero la Comunione “nel loro cuore”.
    Al di là di questo, a me pare che qui manchi un po’ il tema della Grazia, il dono gratuito che Dio fa a noi peccatori, “mentre eravamo ancora peccatori”, Lui “venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. Ecco, cioè io cercherei anche di non metterci noi a fare da ostacolo a Lui, che è Caritas e Veritas insieme.

    1. Lucia Frigerio

      Caro Sandro, la Grazia credo che il Signore la conceda a tutti, nella vita. Sta però a noi saperla cogliere, e rispondere ad essa. Riconoscersi umilmente peccatori e bisognosi dell’Amore di Dio, senza il quale siamo infinitamente tristi, inconcludenti ed incapaci a nostra volta di amare(già è difficile con, figurati senza Dio), apre le porte alla sua infinita Misericordia, che perdona anche il peccato più grave. Ma se consapevolmente ci si ritiene superiori al nostro Creatore e alla Sua Legge, infinitamente giusta e benefica per la nostra vita, se non si crede che siamo nati con il peccato originale, siamo noi che ci mettiamo fuori dalla Grazia e dalla salvezza. A nostro rischio e pericolo. Già il Purgatorio non deve essere il massimo, all’Inferno è spassionatamente consigliato di non finirci. Ma, come dice la carissima Costanza, è tutta una questione di Fede. Se credi, ami la Sua Parola, cerchi di viverla con tutto il cuore e l’amore possibile, anche se è difficile e si cade. Perché solo in Essa c’è davvero la Vita. Solo Dio è infinitamente buono, e vuole solo il nostro bene. E ci vuole tutti in Paradiso!
      P.s. Dio è infinitamente misericordioso ma anche giusto. L’Antico Testamento, che Gesù è venuto a compiere pienamente e non ad abolire, condanna l’omosessualità. In Genesi per quel peccato Sodoma e Gomorra sono distrutte, perché superbamente ribelli alla volontà divina. In Levitico è abominio agli occhi di Dio. E San Paolo è chiarissimo anche nelle sue lettere. Come può Dio ora, attraverso questo papa, contraddirsi? Mai potrà essere, molto più facilmente è l’uomo, che si mette al di sopra di Dio, che lo fa.

    2. Francesco Paolo Vatti

      Che io sappia, però, la Comunione Spirituale non è per chi non può ricevere la Comunione perché in stato di peccato, ma per altri motivi (come aver finito di mangiare meno di un’ora prima).

  10. Vale

    Non ricordo se il fulmine che colpì la cupola di s. Pietro fu in occasione della rinuncia di Ratzinger o x elezione di bergoglio.
    Certo è che pochi giorni fa,in un santuario presso Buenos Aires, un fulmine ha centrato la statua di s. Pietro distruggendo l’aureola e le chiavi. Era il giorno del compleanno di bergoglio e della fiducia supplicans.
    Che dire?

    1. Teola

      Posso sollevare un problema di non poco conto? La Sfiducia supplicans è stata adottata con la forma della Dichiarazione ex audientia papale; la successiva nota, dalla quale si coglie uno stato confusionale che implicitamente fa comprendere il disagio e una sorta di revoca (peraltro solo apparente), con un mero comunicato stampa. In termini di fonti non può essere trascurato che è come se la prima pronuncia fosse stata adottata con un dpr e la seconda con un post it. io ritengo che il problema non sia superabile se non con un atto uguale e contrario. Ritengo dunque opportuno continuare a manifestare dissenso.

      1. Andrea Viola

        io temo invece che, se lo si legge attentamente, il responsum sia anche più perentorio della Dichiarazione: i sacerdoti DOVRANNO etc. Ma questo responsum è secondo me anche una precisa dichiarazione d’intenti: la benedizione pastorale, che sa rilevare la “spontaneità” meglio di quella liturgica, avrà progressivamente più valore nella quotidianità non della Chiesa, ma del Popolo di Dio, che pare proprio dover sostituire la Chiesa…

  11. Teola

    Bravissima. Grazie di dare una voce libera. È davvero sconcertante e in moltissimi siamo disorientati.

  12. Luciano

    Vorrei condividere tutto il mio compiacimento e il mio rallegrarmi interiormente nel sentire come si esprime una persona che continua a tenere la schiena dritta nella fede come fa Costanza in questo ulteriore articolo sullo stesso tema.
    L’omosessualità (nonché la cosiddetta transizione tra “generi”) la avverto come una profonda DISTRAZIONE in senso letterale a tutti i livelli dell’esistenza umana… altro che “disordine”!…
    La presa di posizione della Chiesa purtroppo risente a mio avviso – e paradossalmente – di una misericordia ancora zoppicante.
    Infatti la Chiesa dovrebbe sempre seguire la via della misericordia, senza temere (al punto di tacere la verità di cui è portatrice) che le sue parole possano essere accolte come se provenissero dalla bocca di qualcuno che si arroga il diritto di parlare da giudice.

  13. È certamente una questione di Fede.

    Fede nella Parola di Dio.
    Fede nel credere nella vita Eterna, ma anche nel serio rischio del suo contrario o meglio una vita di dannazione eterna.
    Fede nel fatto che il peccato, nei termini che la Chiesa insegna (ancora…), può portarci alla dannazione eterna, ma anche ci condanna a soffrirne qui sulla terra.
    Fede nei Novissimi.
    Fede nella redenzione, nel perdono dei peccati se si accetta il combattimento, se non si cambia il male in bene.
    Fede nei Sacramenti, in ciò che significano e in ciò che generano, che attuano.
    Fede che a Dio nulla è impossibile se a Lui ci si affida accettando la Sua Volontà manifestata in Cristo Gesù.

    (Piccola nota: Eva e la “mela” si, in moltissimo dipinti, ma nella Scrittura non c’è alcuna mela, solo “il frutto dell’albero”).

  14. Davide Marsilio

    Il problema principale, ed è molto grosso (anche se sembra una tematica da noiosi addetti ai lavori, così distante dalla vita dei fedeli… ma non è affatto così) è che dal Concilio Vaticano II in poi è stato un crescendo, in ogni seminario ed in ogni facoltà e scuola di formazione teologica, nel sostituire l’impostazione filosofica (corretta) metafisica con una invece di tipo fenomenologico… che fa sì che possa essere tutto relativizzato, e che un amore valga un altro purché sia amore, e per questo “chi sono io per giudicare”?… in questo modo anche in situazioni di male morale oggettivo ed intrinseco, si va a ricercare il “miglior bene possibile”, pensando in questo modo di dare una “sbianchettata” al peccato… che però sempre tale rimane.

  15. Gianluigi

    È la solita questione, se vuoi risorgere credi, e vivi con la speranza la vita terrena e nulla potrà distruggerti, perché è solo propedeutica per la vita vera…se invece credi che il pane e il vino consacrato sia solo un simbolo e non vero corpo non hai la fede…poi puoi sbagliare ma capisci che non è la vita è chiedi il perdono…il Miserere è lì a dimostrarlo anche se sei un re Dio vuole il tuo spirito contrito per perdonarti e ricevere i sacrifici che gli offri..

    1. Andrea Viola

      La Fenomenologia, se è onesta, è molto più potente della Metafisica perchè ne costituisce il fondamento. Il problema è che qui siamo di fronte a un sofisma spacciato per analisi fenomenologica, per cui la “spontaneità” del “Popolo di Dio” dovrebbe sostituire il Magistero della Chiesa. Anche Caino è stato del tutto spontaneo nel rapporto con suo fratello Abele e visto che non si specifica (ed è molto significativo che non si specifichi) di che tipo di coppie irregolari si tratta, mi chiedo se la Sfiducia Supplicans imponga (e secondo il responsum IMPONE) una benedizione pastorale anche a quella coppia di fratelli. Del resto come possiamo permetterci di di giudicare? Caino, spontaneamente, invece di ascoltare inviti alla riflessione, aveva deciso di fare il bene suo e di suo fratello.

  16. Giuseppina Maria Caronni

    mai abbastanza grazie, Costanza, per la lucidità, la fede e il coraggio. Dio ti custodisca. Egli, nei tempi bui, ha sempre qualche “Caterina” libera e fedele al punto da saper indicare la strada anche alle (perse) alte sfere…Ti abbraccio,
    giusy

  17. Luca Persico

    Cara Costanza
    Può una sfiducia supplicans essere emanata da un prefetto per la dottrina? Un prefetto per giunta indagato dal predecessore per odore di eresia? E può essere controfirmata da un sedicente papa?
    Se questa è una dichiarazione di superbia e quindi di mancanza di fede, qualche domanda sulla legittimità di questa gerarchia me la farei
    Può un papa essere eretico? Forse che non ha l’assistenza dello Spirito Santo, questo Francesco?

  18. Maria Rita Marinetti

    Una questione di fede, perché solo chi ha la fede può vivere la benedizione come un esorcismo, una vera liberazione dalla condizione di peccato.

  19. Patrick Caminada

    Mi associo ai tanti ringraziamenti per il contenuto e la forma con cui ti sei espressa carissima Costanza. Condividiamo tutto ( mia moglie ed io ). E doloroso dover vegliare su chi dovrebbe vegliare su di noi al punto da doversi chiedere se sono pastori o mercenari. In particolar modo i gesuiti “guidati” da padre Arturo Sosa Abascal che aveva affermato che il diavolo è solo un simbolo e che al tempo di Gesù non c’erano registratori. Dunque la Sua Parola non avrebbero un valore assoluto ma andrebbero “riesaminata”. Mi sembra che è quello che stanno facendo. Magari li “aiuterà l’intelligenza” artificiale. “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” Matteo 26,40-41.

  20. sergio alessi

    Io dico soltanto che lei cara Costanza mi sembra dico mi sembra voglia pontificare e non mi sembra il suo ruolo, spiacente

  21. Roberto

    Mons. Staglianò, presidente della Accademia di teologia, ha scritto ieri su Avvenire che non si benedice la coppia- unione omosessuale, ma persone omosessuali in una coppia… Direi che ci si sta arrampicando sugli specchi per difendere l’indifendibile.

    1. Roberto 2

      A me pare invece sensato. Si benedicono cose e animali, e non si capisce pertanto perche’ non si possano benedire individui omosessuali legati da un rapporto stabile.

  22. Leonardo Di Beo

    Puri come angeli, superbi come demoni… volentieri un dibattito pubblico con te…

  23. Stefano

    Grazie Costanza per l’articolo, leggendo i vari commenti mi sembra che sia più urgente pregare per l’unità dei cattolici che per quella dei cristiani. A presto

  24. Fausta

    Spero che dopo la spiegazione di Papa Francesco di questa sera la vostra opinione cambierà

    1. Purtroppo cara Fausta devo dire no…

      O meglio il problema non sta nel “cambiare idea” il problema sta nel non vedere sciolti i dubbi, fondati e bene esposti, che chiedono chiarezza perché lo desiderano.

      Nell’intervista con Fazio, il Papa alla inevitabile domanda sul tanto discusso pronunciamento, dalle “benedizioni” che cita per pochissimi secondi, passa per molto più tempo a parlare del “perdono”.

      Ora BENEDIZIONI e PERDONO sono due cose sacramentalmente diverse (molto diverse) e credo sia inutile qui riprendere tutti i motivi e le ricadute del perché siano tanto diverse.

      Qualcuno qui sollevando seri dubbi sulla prassi di benedizioni a coppie irregolari, ha sostenuto che a costoro debba essere negato il perdono – quando ovviamente siano rispettate le condizioni che bene conosciamo – o negata la misericordia che si deve avere anche nei rapporti interpersonali?
      Se qualcuno pensa o afferma questo, è nell’errore.

      Ma il Papa, glissando rapidamente da benedizioni e perdono, non ha chiarito nulla, non ha risposto a nessuna delle domande che semplici fedeli come alti prelati hanno posto.
      Afferma sostanzialmente che chi non ha subito accettato il documento, non conosce, non ha approfondito, non ha compreso…

      Invita a chiedere a domandare a dialogare sul tema – cosa che si sta facendo – ma le risposte? È chi domanda in errore che non capisce, ma non mi pare venga aiutato con la stessa sollecitudine e misericordia che si vuole riservare ad altri.
      Anzi più o meno velatamente, si accusa chi ha seri dubbi o anche aperta opposizione a Fiducia Supplicans, di non essere capaci di misericordia e di perdono, di accompagnamento verso la verità.

      E si torna a punto e a capo, e quel che il mondo percepisce da un intervista come quella rilasciata a Fazio è che i “cattivi”, i veri peccatori incapaci di perdono, sono i tanti che si dicono cristiani, ma che non condividono certe (dubbie) scelte o esternazioni.

      Questa è la mia idea, ognuno valuti
      https://www.discoveryplus.com/it/video/che-tempo-che-fa/intervista-a-papa-francesco (nello specifico dal minuto 29:30)

  25. Roberto

    Onestamente Costanza, la trovo una questione di buonsenso prima ancora che di fede. Sfiducia supplicans mi offende in quanto essere razionale prima ancora che come cattolico; specie dopo aver letto i tentativi disperati di alcuni di difenderla (padre Cavalcoli, per es.). Sostanzialmente la “traduzione” di Sfiducia dovrebbe essere, un po’ all’ingrosso, la seguente: quando si scrive “benedizione della coppia”, si legge “benedizione” e si legge “coppia”, ma si deve intendere qualcos’altro. “Dire bene davanti a Dio del rapporto tra due individui che si intrattengono in rapporti sessuali contronatura”, ovvero “dire bene di una struttura di peccato” (e non di un peccato qualsiasi, ma di uno dei quattro peccati che grida vendetta a Dio), sarebbe la lettura piana e semplice del testo, ma in realtà non è così! Non bisogna essere ingenui e sbrigativi (LOL). In realtà quando si dice “coppia” si deve intendere che entrambi gli individui sono lì, e per risparmiare tempo, cosa evidentemente di grande importanza, li si benedice assieme, ma bisogna immaginare che li si stia benedicendo “separatamente” – e allora mi chiedo quale sia l’ostacolo a benedire contemporaneamente “enne” individui di qualsivoglia sesso e inclinazione che di tanto in tanto ammazzano il tempo organizzando qualche orgietta, ma tanto per svagarsi, senza malizia, eh! – e quando si dice “benedizione” non si deve intendere il Sacramento (come se non sapessimo che i Sacramenti sono 7… ) né il Sacramentale, ma un incoraggiamento(?) a uscire dalla situazione peccaminosa. Perché è certo, è persino ovvio ed evidente perbacco!, che quando io dico che voglio “benedire una coppia di omosessuali praticanti” in realtà devo intendere che sto benedicendo i due individui separatamente e per incoraggiarli a rompere la struttura di peccato che è il loro rapporto. Diamine, è talmente ovvio che non bisognava neppure spiegarlo. Giusto? Giusto, no? Tutti l’hanno interpretata così, no? Dai, datemi ragione XD

    Ora, questi sofismi sono un insulto all’intelligenza, uno schiaffo in faccia alle fondamenta della logica (“A” non può essere mai uguale a “non A”), degli stratagemmi patetici, il piede nella porta, finestra di Overton, chiamiamoli come vogliamo. La mala fede che trasuda da chi li congegna dà di volta allo stomaco. Come Sfiducia Supplicans verrà utilizzata, può capirlo anche un bambino dell’asilo, e perciò chiunque non voglia andarsene in giro con delle fette di salame sugli occhi spesse come uno pneumatico michelin. Il fatto che si debba letteralmente cambiare il significato piano delle parole per cercare di “farla passare” dice tutto quello che c’è da dire. Quando si redige una norma, uno degli elementi chiave è che essa sia la più comprensibile possibile. Qui bisogna letteralmente reimparare il significato della parola “benedizione” e “coppia” per poterla cacciare giù. E dopo aver “mutato geneticamente”, ontologicamente, il senso di due parole così importanti, che cosa può accadere? Qual’è il limite? Suvvia. Suvvia!

    Non giudico invece gli interpreti di cui sopra perché posso capire che ce ne siano alcuni che in buona fede sono in piena, disperata dissonanza cognitiva. Chi come me diceva già più di dieci anni fa che Papa Francesco era altamente problematico ha avuto senz’altro più tempo per far sedimentare l’amarezza che questa consapevolezza comporta. Di fatto, se con “Sfiducia” sento come sempre quell’amarezza, d’altra parte sono anche un po’ sollevato. Adesso i nodi devono venire al pettine.

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