La strada verso il quarto capitolo generale del Monastero Wi-Fi

di Costanza Miriano

Non vedo l’ora che arrivi il 24 settembre. Primo perché avremo finito di organizzare e la bionda iperattiva la smetterà di lavorare tanto – temiamo tutti per le sue coronarie – e magari dormirà due minuti; secondo, anzi, primo bis, perché sarà una giornata bellissima. Più leggo il programma, più non vedo l’ora di ascoltare, e di farmi inondare dalla grazia che, ne sono certa, scenderà abbondante su tutti coloro che apriranno il cuore, in presenza o in collegamento (speriamo che si possa fare).

Riepilogo brevissimo per chi ci legge per la prima volta: per una strana catena di eventi che adesso non sto a ricordare (qui si può leggere di più) con un gruppo di amiche organizziamo una volta all’anno un incontro a Roma per approfondire e mettere a tema la vita spirituale, con l’obiettivo di fare il pieno di insegnamenti, un po’ di entusiasmo e di fraternità, per poi ritornare alle vite ordinarie nelle nostre parrocchie con sempre maggiore amore, e la certezza che la vita che ci è stata data è una strada per il Paradiso, non va sprecata, ed è preziosa, anche quando si mimetizza bene sotto una patina di ordinario e di fatiche sempre uguali e apparentemente perfino sterili.

Per una ancora più strana catena di eventi, ci siamo ritrovati in tantissimi, e così gli incontri, di necessità, si sono svolti nelle basiliche più grandi di Roma. Prima a San Giovanni, poi San Paolo, infine San Pietro. Ma non è certo solo questione di spazio. Poterci trovare tra fratelli a casa, nel cuore del cuore della Chiesa Madre, è un segno importante di appartenenza. Fuori dalla Chiesa – per quanti difetti possiamo trovarle quando ragioniamo umanamente – non c’è salvezza.

Gli incontri, aperti a tuttissimi, senza appartenenze, preferenze o numeri chiusi, sono sui pilastri della vita spirituale: la necessità di avere un cuore da monaci nel mondo (il primo); la Parola di Dio (il secondo); la preghiera (il terzo). Il quarto si svolgerà a Roma il 24 settembre e sarà sul tema della confessione.

Scrivo queste parole nel giorno di sant’Agostino, e mi ritrovo tra le mani le sue Confessioni, uno dei libri che ho letto da ragazzina e che devo assolutamente riprendere in mano; nonostante la mia immaturità, però, qualcosa mi è rimasto anche da quella prima lontana lettura consigliatami dal mio don Ignazio. Lo riapro e ritrovo le parole che mi hanno fatto battere il cuore, le parole di un innamorato che parla a Colui che è “più intimo a me di me stesso”, e dice “io, non essendo ancora pieno di te, sono un peso a me stesso”. La parola confessione evoca nella maggior parte di noi una pratica da sbrigare nel minor tempo possibile, l’imbarazzante elenco delle nostre piccolezze, nella migliore delle ipotesi (quando non è una lamentela, o un elenco delle colpe degli altri, che se non fosse per loro noi saremmo sicuramente migliori). Ma confiteor vuol dire che io mi fido, che esprimo la mia fiducia in Dio, e prima ancora che io riconosco che Dio è Dio. I relatori avranno l’onore di parlare dall’altare della Confessione di San Pietro, cioè quello costruito da quando la basilica esiste sopra il luogo in cui si ricorda la professione di fede di Pietro, e l’annuncio di Gesù di voler fondare su di lui la Chiesa, sulla quale “le porte degli inferi non prevarranno”. Mentre scrivo questo ho letteralmente la pelle d’oca. E soprattutto penso che anche nella nostra vita questo è il momento centrale. Quello in cui ognuno di noi decide una volta e poi di nuovo ogni giorno chi è Dio, chi ha l’ultima parola su quello che sto vivendo, come guardare a quello che succede, come orientare le mie scelte e le mie azioni, di cosa riempirmi, direbbe Agostino nelle Confessioni.

Ecco, la confessione è molto più di un elenco di errori, come ci spiegheranno bene i relatori, soprattutto padre Serafino Tognetti, che ci parlerà del peccato. È affermare Dio, dire di nuovo “credo che tu sei Dio e voglio che tu regni nel mio cuore”. E lo dobbiamo ripetere a ogni respiro perché siamo feriti dal peccato originale, di cui ci parlerà padre Maurizio Botta. La confessione fatta bene, come ci spiegherà don Alessio Geretti, è qualcosa di soprannaturale, è più di un miracolo, è qualcosa che può fare solo Dio. Se poi la usiamo in un cammino di crescita spirituale che abbia un senso, una direzione, è una fonte continua di acqua viva per la nostra vita, per renderci fecondi, come ci spiegherà don Giulio Maspero. Davvero la confessione può essere un punto di svolta, un’oasi, a volte anche un’esplosione nella nostra storia: abbiamo chiesto a don Vincent Nagle di raccontarcelo. Gli esercizi di realtà di don Luigi Epicoco ci aiuteranno a impastarla con la nostra vita, per far sì che non sia un momento isolato, un breve supplizio di qualche minuto dopo il quale ricominciare a vivere come prima. E don Massimo Vacchetti ci dirà quali sono gli errori più comuni nei quali cadiamo, e ci darà qualche dritta per non sprecare questo regalo, e i regali che Dio ci vuole dare. Perché Dio davvero agisce nella confessione! Lo abbiamo lasciato per ultimo, ma è Lui il protagonista: don Francesco Buono ne canterà le meraviglie.

L’adorazione sarà condotta da Mons. Pierangelo Pedretti: sarà un lungo momento di preghiera silenziosa inframmezzata alle sue meditazioni (io ancora ricordo con le lacrime quella che condusse a san Giovanni in Laterano come il momento più bello di quella giornata).

La messa sarà celebrata dal Penitenziere maggiore della Penitenzieria Apostolica, S.E. il Card Mauro Piacenza. Abbiamo pensato a lui perché è la massima autorità della Chiesa in proposito, e sarà una grazia ascoltare le sue parole: la Chiesa è l’unica dispensatrice del perdono di Dio, lo dice il Vangelo: “a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.

Purtroppo don Fabio Rosini, che lo scorso inverno è stato male, ha dovuto mettere proprio nel fine settimana del 24 il ritiro che è saltato quando era ricoverato, comunque lo opzioniamo (tipo calciatore) per il prossimo anno (lui non lo sa ancora).

La scaletta completa la trovate qui sotto nella locandina, nelle due versioni, una è anche stampabile, e la potete affiggere in giro: pensate quanti punti Paradiso accumuliamo se una persona che non conosceva il Monastero wifi decide di venire e confessarsi! A proposito, avremo anche la possibilità di confessarci in basilica, anche se io personalmente cercherò di farlo prima, e poi magari dopo, con la nuova consapevolezza grazie alle cose che avrò capito.

Il link per iscriversi è QUI

Altre informazioni pratiche: se qualcuno degli iscritti ha una disabilità (vera!) può scrivere alla mail del monastero, monasterowifi@gmail.com per avere un posto ed eventuale parcheggio, per gli altri, si cerca parcheggio nei dintorni o al Parking Gianicolo con il quale abbiamo rinnovato la convenzione.

Come sapete tutto è gratuito, compreso l’”affitto” della Basilica, ma ci sono alcune spese vive, e ringraziamo tantissimo coloro che hanno già donato all’Iban del Monastero wifi IT70C0303201400010000709065; si può come sempre anche dare un piccolo contributo, ciascuno secondo le proprie possibilità, in chiesa. Come sapete, in caso di “avanzi” andrà tutto ai poveri, e le casse alla fine rimarranno rigorosamente vuote.

Se avete intenzioni particolari da raccomandare, scrivete a preghiere.monasterowifi@gmail.com: verranno tutte portate sull’altare, e che altare: il più importante della Chiesa cattolica!

Tutti i sacerdoti sono benvenuti, possono concelebrare con il tesserino Celebret, stola e camice.

Come vedete dal programma, il tempo per il pranzo è poco, consigliamo di portare un spuntino per uscire all’aperto a consumarlo, senza andare a cercare un locale. Per quanto riguarda i bambini, l’unico neo di san Pietro è che non c’è uno spazio per il baby sitting: se volete però possiamo fornirvi il contatto di qualche ragazza, anche se consigliamo a tutti i genitori di concedersi del tempo insieme (o anche da soli al limite) per Dio, che restituirà il centuplo anche ai figli (sperimentato).

Tutti quelli che hanno mandato l’iscrizione sono iscritti, non arriva nessuna risposta, mentre a ridosso della giornata vi arriverà tutto il materiale da stampare, badge e libretto della messa. Se per un guasto non vi arrivasse (uno su mille può succedere) scriveteci pure, nessuno rimarrà fuori, promesso. Intanto se volete esercitarvi, ecco i link dei canti per messa e adorazione (il coro sarà guidato dalla nostra splendida Sabina Losi).

Vi aspettiamo con l’augurio di avere tutti il cuore di Agostino e di uscire dicendo a Dio “tardi ti ho amato”!

LOCANDINA cartacea in pdf stampabile

LOCANDINA per la diffusione web

CANTI

14 pensieri su “La strada verso il quarto capitolo generale del Monastero Wi-Fi

  1. silvana.nebbia@virgilio.it

    Buongiorno,

    purtroppo il 24 settembre non potrò essere presente, è il compleanno di mia suocera (80 anni). Volevo chiederti se poi pubblicherai i video, come le scorse volte, mi dispiace tantissimo non partecipare, ma almeno mi solleverebbe un pò sapere, anche se non è lo stesso, che potrò almeno ascoltare le catechesi.

    Grazie di cuore

    Silvana >

  2. Silvia

    Cara Costanza, grazie di questo rilancio entusiasmante…non ho trovato il volantino da stampare… sarà ben nascosto?

  3. Mi permetto di andare controcorrente ma il tema bambini non è l’unico neo della location, che a mio parere, vista anche l’esperienza dello scorso anno, non è l’ideale per un happening come il nostro, con migliaia di persone… ovviamente non si discute né la bellezza né la solennità della Basilica, ma gli aspetti pratici: bagni, bambini, pranzo… senza contare i turisti infuriati perché magari avevano solo quella giornata per visitare San Pietro e non li facevano entrare… Ecco ad esempio San paolo Fuori Mura secondo me è stata una location decisamente più idonea…

  4. Francesca

    Buonasera! Purtroppo non mi è proprio possibile partecipare “in presenza”, per cui chiedo se si farà una diretta o se verranno registrati audio/video per poter riascoltare le meditazioni successivamente. Grazie per tutto quello che fate!

  5. Mario

    Tutto molto bello, splendido e congratulazioni, sono sinceramente ammirato per la luminosa opera di apostolato. Elogi anche alla collaboratrici. Scrivo per via di una frase che non mi sembra teologicamente corretta: “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”. Come ne scrive il Vangelo, Mt 25, 35-44, la salvezza è legata alle opere di misericordia. altrimenti che fine farebbero miliardi di altre persone umane. Noi credenti, come dice Gesù, saremo sempre un piccolo gregge ma con il compito di essere lievito nella pasta e sale della terra. Auguri di cuore e preghiere per il prossimo Monastero Wi-Fi.

  6. Valeria Maria Monica

    @Mario,
    a proposito della affermazione di Costanza “Fuori della Chiesa non c’è salvezza” (aka: “EXTRA ECCLESIAM NULLA SALUS”), puoi toglierti i tuoi dubbi sulla “correttezza teologica” leggendo il CCC, punto 171 del compendio:
    “Ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa, che è il suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti, conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza, non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a Cristo e alla sua Chiesa, possono conseguire la salvezza eterna quanti, senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e, sotto l’influsso della grazia, si sforzano di compiere la sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza».

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