Alla Superluna

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Pochi giorni fa il telegiornale ci ha invitato ad alzare lo sguardo verso il cielo notturno, per un’occasione unica: l’apparizione della Superluna. In verità il nostro satellite non ha cambiato dimensione, ma si è trovato vicino alla terra come non succedeva da una cinquantina di anni.

Da casa mia non si vedeva per le nuvole, ma la curiosità mi spingeva ad affacciarmi ad intervalli regolari. È normale: la luna non attrae solo gli oceani, è un magnete appeso in cielo anche per la fantasia dell’uomo.

Quanti scrittori hanno passato ore con il naso all’insù? Galileo che controllava se il terreno era liscio o montagnoso, ci vedeva persino il mare; Dante che, per mano a Beatrice, ci è atterrato prima degli americani (invece che baciarla ha preferito chiedere se le macchie erano materia con densità superiore); Leopardi che le si è rivolto fingendosi un pastore, lanciandole le più impegnative domande universali (“Ed io che sono?”).   

Il mio osservatore della luna preferito si chiama Ludovico, Ariosto di cognome. Esattamente 500 anni fa ha pubblicato le avventure del cavaliere Orlando impazzito per amore di una ragazza bella e fuggitiva.

La luna, per la sua immaginazione, era il luogo dove si radunava tutto quello che abbiamo perso o sprecato nel mondo in cui viviamo: le lacrime degli amanti non corrisposti, il tempo passato sul divano, i popoli antichi dimenticati persino dai libri di storia. C’era, naturalmente, anche il senno di Orlando, sotto forma di fiala da inalare.

Mentre provavo a penetrare la foschia col pensiero, alla ricerca della Superluna, immaginavo cosa potrebbe contenere il mio settore. Certamente dei calzini che la lavatrice non mi ha mai restituito; poi la mia voglia di andare in piscina che è affogata in quarta elementare; il progetto fallito di diventare un cantante, al quale non hanno aderito le mie corde vocali. Se trovo i giusti propulsori vado a controllare. Ma torno con lo zaino vuoto: quello che se ne è andato viva sereno dove non posso arrivare.

 

10 commenti to “Alla Superluna”

  1. E’ la luna di Verne che mi ha sempre affascinato sin da ragazzo…

    Emanuele i tuoi calzini sono probabilmente finiti nell’intercapedine tra cestello e l’involucro-guarnizione che lo contiene.
    Sei stato fortunato se scendendo non hanno intoppato lo scarico della stessa (ma se si intopperà, probabilmente ritroverai i tuoi calzini…) 😉

  2. Caro Emanuele, i tuoi interventi mi piacciono tantissimo. La mia luna preferita, che racchiude in sé tutte le altre, è l’esagerata luna di un agosto di tanti anni fa, emblema di vite rappacificate e riaperte alla speranza. Ti auguro veramente di ritrovare i tuoi calzini, sebbene sia risaputo che le lavatrici ne vadano ghiotte.
    Maddalena

  3. Me la ricordo quell’ animazione….mi faceva una paura da piccola!!!

  4. …comunque affascinante….

  5. “Umida e casta luna
    nel silenzio s’incruna
    della notte.

    Per mari senza sponda
    la vergine feconda
    nuota e ride.

    Nel frastaglio dei rami
    dodicimila mani
    la frantumano:

    s’empie il buio di schegge
    bianche, un immenso gregge
    alla pastura.”

  6. Signor Emanule Fant,

    mi sembra una storia del passato che vive ancora oggi e le piacciono tali ricordi.

    La passata secolare letteratura sono certo le colmera’ in modo fantastico il pensare il creato di secoli fa e colmare il presente, in cui vive, diverso di realta’ e fantasie.

    Oggi e’ il presente, chi vive il presente vive la sua era ed il suo tempo, l’unico che gli e’ dato, e le sue nuove meraviglie e scoperte..

    A ciascuno di noi cogliere il meglio di cio’ che si trova fra passato e presente non abbiamo scelta..

    Converra’ che il tempo si muove e penso sia saggio muoversi con lui.

    Trovo il mio tempo meravgliosamente fatastico poter ricordare che l’Uomo ha lasciato le sue impronte sulla superluna perche’ sognava sulle spalle di Galileo.

    Cordiali saluti e buon Natale.Paul

  7. “Il mio osservatore della luna preferito si chiama Ludovico, Ariosto di cognome. Esattamente 500 anni fa ha pubblicato le avventure del cavaliere Orlando impazzito per amore di una ragazza bella e fuggitiva.”

    In materia, il mio esploratore preferito invece è Gianni Togni 😀

    “Luna tu parli solamente a chi é innamorato
    chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
    ma io non sono come gli altri
    per te ho progetti più importanti…
    Luna!
    Luna non essere arrabbiata dai non fare la scema
    il mondo è piccolo se visto da un’altalena
    sei troppo bella per sbagliare
    solo tu mi sai capire…Luna!

    E guardo il mondo da un oblò
    mi annoio un po’
    a mezzanotte puoi trovarmi
    vicino a un juke-box
    poi sopra i muri scrivo in latino
    evviva le donne, evviva il buon vino”

    Ciao.
    Luigi

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